domenica 13 giugno 2010

拂手 - Fak Sau

Una delle tecniche spesso avvolte dal mistero, nel Wing Chun Kuen, è il Fak Sau - 拂手 -, sebbene la si incontri sin dalla Siu Nim Tau. Pochissime sono le volte in cui la si vede usare in combattimento 'libero' o nel semplice Gor Sau, probabilmente perché non viene allenata, visto che è ritenuta una delle tecniche 'mortali'.


Dove risiede il problema? Pensandola come tecnica risolutiva da tirare alla gola, come la si allena in palestra? Qui sta il problema che stiamo cercando di risolvere, poco alla volta...

Veniamo al nome. Si tratta del composto 拂手: 拂 [fú] significa 'andare contro' o 'sbattere'. Deriva da 扌 (手 [shǒu]), 'mano' o 'braccio', e da 弗 [fú], usato per il suo suono. In cantonese è solitamente scritto /Fat/, ma nel mondo del Wing Chun italiano è conosciuto come /Fak/. Fú Shǒu, quindi, mano o braccio sbattuto, letteralmente. Siamo soliti tradurlo come 'mano che frusta', perché rende meglio l'idea...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Riccardo... nel nostro wing chun esistono due tipi di fat sao... il primo colpisce il secondo spazza via, il primo ha una traiettoria orizzantale, il secondo una ascendente obliqua... il primo, per colpire, pur avendo una traiettoria orizzontale è leggermente a salire con la mano inclinata verso l'alto... questo per evitare di colpire i denti, che ci ferifebbero, ma soprattutto perchè l'avversario tende ad indietreggiare con la testa, e quindi tenendo la mani inclinata e a salire leggermente, riuscirò meglio a colpire la gola, la base del naso, oppure ad afferrare la fronte dell'avversario per tenergli la testa inclinata all'indietro, tenendolo sbilanciato e dargli un colpo risolutore, di solito gomito...

Trovi qualche similitudine con ciò che studi?

Riccardo Di Vito ha detto...

Ciao Roby!!!

Mi ritrovo nella tua spiegazione dei due tipi di Fat Sau. Il primo, quello a traiettoria orizzontale, viene anche utilizzato per creare uno shock nell'avversario, 'stoppando' il colpo in arrivo. Il secondo, obliquo, siamo soliti tirarlo sia con traiettorie ascendenti che discendenti, a seconda dei casi.

L'unico problema che riscontro nell'allenarlo e nell'insegnarlo è il modo di potenziarlo e la precisione d'attacco. Come lo alleni tu, per non far male ai compagni d'allenamento, ma per avere un colpo abbastanza familiare da essere usato anche in combattimento?

Ti abbraccio!

Anonimo ha detto...

Guarda per quanto riguarda la potenza dipende sia dall'esecuzione in sè quanto dall'allenamento specifico...

Per il primo, di solito si esegue tirando contemporaneamente verso il nostro colpo, il gomito avversario, così facendo i due punti di impatto (nostro ed avversario) sono in movimento quindi le due velocità si sommano... inoltre per maggiore accelerazione occorre far scattare l'anca per spiungere in avanti il fat. Qualche dozzina di ripetizioni al jong, curando precisione, velocità e forza sono più che sufficenti, magari con la restenza di un elastico adeguato al nostro grado di preparazione. In allenamento puoi usare la combinazione caschetto + collarino ortopedico rigido... ma occorre sempre controllare comunque l'intensità dal colpo... si può fare basandosi solo sulla velocità cosicchè senza forza non si genera potenza... sul jong come dite voi nella Capitale? faje male...

Roby