venerdì 29 gennaio 2010

Il Signor G


Lo so a cosa state pensando, cari amici. No no no, non sto parlando de "Il Signor G", l'opera che l'indimenticabile Giorgio Gaber portò al Piccolo Teatro di Milano, nel 1970. Sto parlando di un altro fortunato signore, di cui voglio raccontare qualcosa, per capire se in Italia abbia o meno avuto una responsabilità nella decadenza del Wing Chun nel suo complesso.

Fino a pochi anni fa, il signore in questione era un perfetto sconosciuto o, meglio, uno deriso, per dir la verità. Ad un certo punto della sua carriera marziale (?), ha la fortuna di ritrovarsi tra le mani qualche migliaio di euro. Ecco che vede sette o otto volte un famoso Maestro europeo, comprando (non trovo parole più giuste) l'intero sistema del Wing Chun.

Corto circuito! Che cos'è questo intero sistema? Si tratta esclusivamente di aver visto tutte le forme, le sezioni, i movimenti e le tecniche proprie di questa Arte Marziale. Ora, il problema è sempre lì. Basta vedere una volta qualcosa per dire di conoscerla? Basta apprendere qualcosa da un video per dire di conoscerla? Per me no, ma può darsi che non sia così per tutti, vista la storia...

Il Signor G è diventato la salvezza di tutti gli Insegnanti di Wing Chun in Italia che volessero terminare il sistema, pagando qualche migliaio di euro per sfoggiare il loro bel pezzetto di carta. Questa cosa ha permesso a responsabili di grosse associazioni di potersi atteggiare a Grande Maestro, ma nel frattempo ha dato modo a perfetti sconosciuti di terminare il sistema (col pezzo di carta) e dedicarsi all'insegnamento.

Alcuni sono andati in gran segreto a prendere lezioni dal Signor G, altri pubblicamente, a seconda che si potessero vantare o meno di essersi allenati con lui... Inizialmente, quindi, questo Signor G ha potuto guadagnare migliaia di euro vendendo movimenti, ma poi c'è stato un fatto ad aver interrotto il giro del mercato.

Una volta terminato il sistema (sulla carta), la maggior parte degli acquirenti è sparita. Il Signor G, quindi, si è trovato in difficoltà, non riuscendo più a vendere niente. Cosa ha fatto allora? Ha tentato di richiamare il suo Insegnante, per poter comprare altro materiale da poter rivendere. Questi, però, ha ben pensato di non vendergli alcunché, dopo aver scoperto certe magagne che il Signor G ha fatto in Italia (forse ne riparleremo qui).

Oggi il Signor G è su Facebook, eppure, stranamente, nonostante tanti dei suoi acquirenti siano sullo stesso social network, non lo contattano, non ne richiedono l'amicizia. Strana la vita eh? Già, perché nessuno vuole che si sappia in giro che il Maestro Tizio ha terminato il sistema con il Signor G, proprio come l'altro signor Caio e la signora Sempronia...non si può sapere in giro, altrimenti che figura si fa?!

Eppure il Signor G gode della stima di qualcuno se troviamo ancora scritto in giro che attravero di lui si può "studiare il sistema nella sua interezza e nella sua essenza". Alcuni si beano di aver "terminato il programma grazie soprattutto all'aiuto" di questo Signor G, al quale viene tributata "tutta la stima". Vi assicuro che non è solo uno a scrivere una cosa del genere...  Il caso più eclatante è quello di un dottore che pur di fare in fretta, paga tutti, così da poter scrivere felice di aver appreso la totalità del sistema... Amen!

Il bello è che tutti si affrettano a finire questo beneamato sistema imparando la sequenza di movimenti della forma col bastone lungo (27 movimenti in tutto!) e con i coltelli (la famosa Bart Cham Dao). Tutto finisce lì, come se non ci fosse niente dopo questo, come se si pigiasse su un'interruttore On/Off, come se ci fosse la fine di una corsa (si arriva col fiatone, infatti, ma del portafogli!), un termine dopo il quale esiste solo il vuoto...

Ora, il caso del Signor G è emblematico, perché racchiude un problema profondo che sta dietro al Wing Chun, ma che non è estraneo ad altre discipline. La conoscenza si acquista, su questo c'è poco da sindacare, perché alcuni di noi scelgono l'insegnamento come professione ed è giusto che si riceva un compenso per un lavoro ben svolto. Il problema sta nel sistema dei gradi, delle cinture, dei titoli e della commercializzazione del sistema, che è ben altra cosa dall'apprendimento professionale di una materia.

Forse, come dicono alcuni amici degli sport da combattimento, nelle Arti Marziali tradizionali è possibile tutto questo, perché non si combatte, perché non si riceve un livello o una cintura per meriti sul campo. Forse. Non ne sono certo, sia perché questo accade anche in altre discipline, sia perché alcune Scuole ti fanno davvero sudare il titolo o il livello che devi raggiungere.

Il problema di fondo è a monte, sta nel creare un sistema di produzione e riproduzione capitalistico attraverso l'arte marziale. A quel punto la federazione diventa il tuo modo di produzione, che, attraverso cinture, gradi, merchandising e programmi completamente inutili ti permette di guadagnare, illudendo gli Allievi. Quanti di noi si sono sentiti forti dopo anni di pratica di questi sistemi tradizionali, fino al giorno in cui abbiamo preso il primo pugno in faccia dal nostro amico di qualsiasi sport da combattimento?

E allora giù scuse su scuse per dire che il nostro sistema era buono. Cari amici, il problema è sicuramente come alleniamo il sistema, ma anche cosa ci insegnano i nostri Maestri. La colpa, quindi, non è solo del Signor G, che ha commercializzato il suo 'sapere', rientrando e superando bene il suo investimento iniziale, ma soprattutto del venditore di quel sistema fallace, che rende invincibili agli occhi di inesperti (che poi sono il target di molti), ma completamente inefficaci rispetto a chi tenta di studiare il combattimento.


Delle due l'una: o ci mettiamo in testa che l'intero sistema va allenato e non solo visto, o ci accontentiamo di far bella figura con casalinghe, ragazzetti e persone insicure, che entrano in palestra per cercare sicurezza e ricevono in cambio illusioni, programmi mai testati, azioni improponili e non riproducibili all'esterno.  Eppure, fateci caso, nascono Scuole su Scuole appena un Allievo termina il programma, come se ci fosse una rincorsa a farsi i cazzi propri...a livello economico, si intende! Ecco allora la profusione di Master, Gran Master, SiFu e chi più ne ha più ne metta. Afferrato il bottino (che di volta in volta può essere il grado, la forma o il titolo), c'è la diaspora, alla ricerca del proprio segmento di mercato.

Ultima nota: penso che in futuro sarà bene raccontare anche un'altra storia, che vede coinvolto anche il Signor G, perché è bene che tutti sappiano cosa gira in Italia sotto il nome di Wing Chun (al di là delle deformazioni protette da copyright cui vogliono sottoporlo!). L'intero sistema, in sé, è una bufala, se non viene allenato. L'intero sistema, in sé, non serve a combattere. L'intero sistema, in sé, crea solo aloni di mistero intorno al detentore della conoscenza. Uccidete il vostro Maestro (in senso figurato, ovviamente) e buttate a mare il falso rispetto! Provate, testate e cercate il meglio per voi stessi. Non venite da me a cercare gradi, riconoscimenti, pezzi di carta, occhiolini o pacche sulle spalle, perché io non sono il Signor G.

29 commenti:

Anonimo ha detto...

uno dei + belli articoli che abbia mai letto, che centra come poche cose il VERO problema, o come dico gli americani: ISSUE! purtroppo e tutto così, non solo nelle arti marziali, nel mio campo,(informatico) se sei laureato o certificato, allora capisci e sei apprezzato, magari non hai mai scritto una riga di codice ma che importa!, è il sudore il tuo 1° grado, è il compagno che ti dice che ti stai muovendo bene il tuo 2° grado, è il tuo sifu che ti dice "bene Walter, non male" il tuo 3° grado...

Sheng ha detto...

Devi darmi atto che ti ho dato io l'ispirazione per questo post... ;-)

Riccardo Di Vito ha detto...

Grande Sheng! Hai ragione, avrei voluto scriverlo tanto tempo fa, ma mi hai dato l'ispirazione... ;-)

Walker, grazie! Non ti dico altro. Grazie.

Coach Silver ha detto...

Bella analisi,concreta,costruttiva,emotiva ma non acida!Complimenti!

Riccardo Di Vito ha detto...

Grazie Coach! ;-)

walter22 ha detto...

Grazie & Complimenti :o) Per rimanere in tema circa la figura del compianto Gaber e parafrasando un suo grande pezzo: ...."la lontananza e' l'unica vendetta, l'unico perdono..." Un saluto

Sangre ha detto...

Concordo in tutto! Bravo Riccardo!

f.ciolli ha detto...

Ottimo articolo Riccardo.
Mi sono sempre chiesto come mai tutti andassero dal Sig G e da me invece non venisse nessuno.
Penso che sia dovuto al fatto che il Sig G è molto più rassicurante di me...mettici pure che io sono veramente antipatico....

alessio m. ha detto...

mettici pure che gira gira siete tutti uguali..sparlate a destra e sinistra ma alla fine non siete meglio..sotto con gli esami di coscienza..

Riccardo Di Vito ha detto...

Questa mi pare una critica più che qualunquistica, Alessio M. Piacere comunque di ospitare la tua critica, eh. Qui c'è sempre diritto di parola, ma sarre bene usarlo anche in maniera consona, magari raccontando la propria esperienza diretta e mettengo in guardia gli altri invece di sparare nel mucchio.
Un saluto cordiale

f.ciolli ha detto...

Alessio mettici pure che per onestà intellettuale ho smesso da tempo di insegnare Wing Chun nonostante ci potessi campare di rendita e mi sono messo a combattere da pro di MMA per mettermi ogni giorno alla prova...direi che non mi sento proprio toccato da un post così superficiale come il tuo.
Saluti.

Anonimo ha detto...

quando Fabio dice così(effettivamente proprio lui di rendita avrebbe potuto camparci),non posso che fargli un applauso.
tra le scelte che poteva fare,indipendentemente dal fatto se io sia d accordo o no,ha fatto cmq la scelta più dura,fatta di sudore e dolore.
certamente non è stata la scelta più redditizia per il wing chun,cui una persona che si impegna fino a questo punto,avrebbe potuto dare molto più di tanti altri.ma giustamente le scelte sono personali.

I miei migliori auguri.magari un giorno potremo fare una serenza chiacchierata.e chiarire un po di cose.

Guido

G ha detto...

Fabio, il tuo primo messaggio è stato un'uscita un po' infelice visto e considerato che tu sei passato da 1TG a Sifu conoscitore dell'intero sistema in... quanto tempo? E a suon di... quanto?

Ma ora la tua scelta di dedicarti alle MMA ti fa onore, perché hai scelto il percorso che più ti si addiceva e lo segui con impegno, e non sono ironico.

G ha detto...

Per evitare spiacevoli equivoci, preciso che non sono il "G" di cui ha parlato Riccardo nel suo post.

Ng Mui ha detto...

Bella storia quella del sig. G, personalmente ritengo che il percorso del sistema WT o WC passi attraverso la pratica di tutte le parti del sistema stesso, comprese le armi che oltre a costruire il corpo rivelano dei dettagli strategici assolutamente fondamentali nelle movenze e nelle meccaniche, naturalmente esse sono già presenti nelle altre forme, ma diciamo che sono celate in "sigilli" difficilmente interpretabili, dopo 16 anni di pratica in vari lineage ne ho viste di cotte e di crude, maestri che apparentemente praticano lo stesso sistema,lo esprimono in maniera diametralmente opposta presentandolo come l'unica verità, ecco che diventa un metodo dove ognuno "rivela" la sua verità, ma che in realtà viene compromessa da una dinamica mutevole, come il WT/WC dovrebbe avere adattandosi ad ogni situazione, non a caso il sistema si compone di 6 forme che mirano a creare delle dinamiche corporee che vengono poi "nutrite" dalle armi, ma che troppo spesso arrivano dopo 25 anni di pratica e quindi ben vengano i sig G che non saranno dei fenomeni, ma che insegnano quello che hanno imparato ad un qualcuno che ne sviluppi le potenzialità analizzandone meccaniche e simbolismo arrivando comprendere meglio il "proprio" sistema.......e magari a esprimerlo a 360°.....

Bastiano ha detto...

C'è da dire che la maggior parte di colpa, IMHO, va al grandissimo commerciante...ehm...volevo dire, al grandissimo maestro I, che gli a dato le armi per ammazzare il wing tsun in italia.

Complimenti per l'ottimo blog.

Anonimo ha detto...

beh..il passaggio di ciolli da 1 tecnico a sifu beh..ha del rocambolesco..sarebbe bello sentire la sua versione,visto che quelle che girano non sono prorpio onorevoli...

Anonimo ha detto...

Cosa ne pensi Riccardo tu hai completato il sistema Yip Man??? o sei passato direttamente al Weng, che in realtà é molto + avanzato del Wing???

Riccardo Di Vito ha detto...

Rimando le risposte più articolate ad un secondo momento. Voglio solo rammentare agli amici che scrivono di inserire almeno il proprio nome, perché qui ci sono troppi anonimi e non si capisce più niente...

Per l'ultimo anonimo, no, io non ho completato il sistema di SiJo Leung Ting (non di Yip Man, che è deceduto). Sto studiando anche il Weng Chun. Direi di non paragonare i due sistemi (che poi sono la stessa cosa) determinandone uno più avanzato dell'altro.

Fabio ha detto...

Di solito non rispondo a gente che si cela dietro l'anonimato e non mette la propria faccia, farò un'eccezione per chiarire alcune cose che sento spesso dire in giro.

Qando uscii dall'EWTO avevo finito il percorso didattico per il grado, così come Paolo Russo, ma decidemmo di fregarcene e "ricominciare tutto d'accapo" con Iadarola, dimostrando quanto poco ci importasse dei gradi.

Ufficialmente ho superato l'esame di 2°TG ma il programma che conoscevamo io e Paolo non era "sincronizzato" con il nostro grado.
Mi si chiede in quanti anni abbia "finito il Sistema" la domanda giusta sarebbe stata in quante ore di pratica, non mi sento di paragonarmi ad insegnanti part-tima, sono uno dei pochi professionisti in Italia, potevo dedicare alla pratica tutta la mia giornata per un "Sistema" evidentemente corto.

Riguardo le chiacchiere poco onorevoli sul mio conto, purtroppo per voi, fanno parte dell'ambiente del Wing Chun, non mi tangono assolutamente e sono tipiche di un ambiente in cui il confronto è osteggiato.

Io sono un "fuoriuscito" atipico ed è normale che si chiacchieri sul mio conto, non sono uno che ha lasciato l'EWTO per andare da Iadarola o da altri...sono uno cha ha lasciato il Wing Chun per mettersi alla prova veramente, senza chiacchiere e senza nascondersi dietro fantatecniche; questa mia abiura vista la quantità di chiacchiere sul mio conto viene mal digerita dai super mega sifoni in circolazione.

Qual è la differenza fra me e gli altri?
Che io posso anche mettermi in discussione e prendere in considerazione di non aver capito nulla di questo benedetto Sistema fatto di Sezioni e Forme e sono pronto a ricredermi confrontandomi con chi invece il Sistema lo ha capito nelle sue mille sfaccettature, con chi lo ha interiorizzato e fatto suo...purtroppo però con una scusa o con un'altra questo non mi viene mai concesso.
;O)

@Guido, anche io credo che molte incomprensioni possano essere appianate parlando dal vivo.

Anonimo ha detto...

dato che odio portare rancori,o lasciare cose irrisolte,spero vivamente che sia così..anche se immagino che tu sia ultra impegnato.

magari il giorno del Signore ti riposi anche tu.

a presto.

Guido

Sangre ha detto...

Fabio, siamo tanti ad essere fuoriusciti! Se per puro caso un giorno volessi riprendere in mano il wing chun come si deve, di certo su questo blog qualche amico disposto a perdere un po' di tempo con te lo trovi. E mi ci metto pure io nel gruppo.
Non ha senso sentirsi esclusi dal gruppo di chi del WT/WC conosce solo l'ombra.
Io ammiro la tua scelta e come ti poni.
Per chi dice che il Weng sia più completo del Wing...non sono d'accordo. (Lasciando stare il fatto che siano imparentati, le differenze sono comunque notevoli)
Lo è se si prende in considerazione come il WT/WC è stato insegnato di norma in Italia, ma non ovunque.
Io ho cambiato 3 lineage e 5 sifu in 10 anni di pratica. Finalmente 3 anni fa ho trovato un sifu che conosceva tutto il sistema (metodo Wong Sheung Long modificato). Da lui ho imparato la lunga distanza, la lotta al suolo (non l'antigrappling) e la pratica interna del wing chun senza prenderle da altri stili.
Infatti il mio sifu neanche sa cosa sia il Weng Chun, eppure parlando con Riccordo più volte abbiamo visto che ad esempio il kiu sao lo conoscevo anch'io (ma leggermente diverso), ma lo chiamavo in un altro modo, idem per il footwork e alcune posizioni "lunghe" che negli altri lineage non praticavo.
Tuttavia quello che faccio io non è Weng Chun, sia chiaro. E' diverso, è più chiuso. E' wing chun. Ma noi abbiamo preso ormai il vizio di chiamarlo "non ortodosso" per distinguere lo standard, anche se personalmente ritengo che siano gli altri a dover chiamare il loro "modificato".
Se si gira e si cerca, qualcuno che il sistema lo conosce tutto e bene, lo si trova.
Infine: io conosco anche le armi, ma non me la sento di dire che ho finito il sistema, perché non si finisce mai di imparare.

Anonimo ha detto...

ah..dimenticavo..si dice caro fabio che tu il sistema lo hai solo visto..meno che meno allenato..meno ancora ti è stato corretto o visionato..cosi si dice..ma vabbè..sono chiacchiere no? ;-)

Riccardo Di Vito ha detto...

Trovo assolutamente scorretto scrivere certe cose al caldo dell'anonimato. Non pubblicherò più commenti anonimi. Punto.

Fabio_Ciolli ha detto...

Riccardo non ti adirare, sono abituato ai vigliacchetti che in anonimato fanno certe sparate e poi dal vivo abbassano lo sguardo.

Ti ripeto su di me girano molte chiacchiere, tipico dell'ambiente del Uin Ciù io però continuo a fare i fatti tranquillo e sereno.
Non mi piacciono le polemiche, men che meno quelle virtuali specie se portate avanti da codarducoli anonimi, quelli che io simpaticamente chiamo i Keyboard Warriors.

Invece tornando a quello che dice Sangre sul "riprendere in mano il Wing Chun" diciamo che sono considerato un cliente difficile, mi parli di un sistema con lotta a terra e lunga distanza e sinceramente mi viene da sorridere ma sono sempre pronto a ricredermi, solo gli stolti non cambiano mai idea, certo a me ci vogliono almeno 3 da 5 minuti con i gomiti per farmi assimilare i Principi...ma non è detto che tu non ci riesca.

;O)

Coach Silver ha detto...

Spero di non andare troppo fuori tema,ma visto il numero degli interventi di questo topic,vi contribuisco anche dal punto di vista statistico.

Era un pensiero che già avevo avuto leggendo inizialmente il post sul signor "G" ma che non avevo formulato,anche perchè non essendoci la controparte non è nemmeno interessante (troppo) il pettegolezzo.

Però in questo frangente posso riallacciarmi con le cose che son state dette a Fabio_Ciolli.

Il succo è questo: in qusti anni,spesso ho visto in azione (mamma che parolaccia...) il signor "G" anche con differenti divise.
Quello che mi ha stupito di più e che qualunque insegnante gli venisse a tiro, lui poi eseguiva il solito vecchio Clichè WTOI.
Mai ha cambiato una sezione,mai ha introdotto miglioramento ai movimenti.

Non mi sono mai sognato di andare a chiedere alui delucidazioni o consigli... piuttosto preferivo sbagliare di mio!Anzi forse avrei potuto correggerlo,visto che facevo la spola Torino-Napoli e consulenza web con Wave 76 (chi se lo ricorda il nick eh?)

Invece con Fabio ( e molti altri bravi studenti dei bei tempi...) c'è sempre stato feeling, rispetto,voglia di chiedere e di ascoltarsi a vicenda.
Queste sono le qualità che fanno di uno studente esperto,che conosce i suoi strumenti,un sifu.


Non il proclama o bere un una tazza dell'IKEA un pò di acqua sporca solo per fare una polaroid.E sopratutto cambiare rotta ogni cinque minuti...

Chi mi conosce sà che son molto legato alle tradizioni,quindi non parolo male,solo le difendo quando sono genuine, così come le persone.
Grazie Fabio.
Ciao a tutti i lettori e a Riccardo.

Anonimo ha detto...

Sono NG MUI l'account Google é andato a putt..
X Riccardo, quanto al sistema Wing Yip Man, mi riferisco a come lo chiama il tuo Ex Si Gung o Pak come lo vuoi apostrofare, hai detto che non metterai più i commenti anonimi, ma, io mi ero firmato e mi hai bannato lo stesso,,,,bé comunque mi ripeto se Wing e Weng sono la stessa cosa, perché non hai completato il Wing prima, per chiudere il cerchio, e avere tutti gli elementi x comprenderlo, o forse al tuo Sifu manca qualcosa e ha preferito dirottarti......mmmmhhhh....questastoria delle armi é vecchia come il mondo, basta allenarsi bene e tutto và bene??? Si a patto che tu abbia il quadro completo e lo abbia allenato fino alla nausea x interiorizzarlo....spero che non mi bannerai di nuovo......

Riccardo Di Vito ha detto...

Ciao Ng Mui, hai fatto bene a firmarti (almeno così), in modo che possiamo sapere quante voci ci sono nella chiacchierata. Non banno mai i commenti, tranne gli anonimi. Firmati e vedrai sempre pubblicato il commento.

Il mio ex SiGung, cioè il SiFu del mio SiFu? Di SiGung ne avrei più di uno, visto che il mio SiFu ha diversi SiFu, a sua volta.

A me non interessa che qualcuno lo chiami sistema "Wing Chun Yip Man", perché effettivamente oggi nessuno può dire di insegnare le stesse cose, visto che è morto il fondatore. Semmai io parlo del sistema Leung Ting.

Sto cercando di terminare lo studio del sistema di Leung Ting con il mio SiFu, come ho scritto già, anche se preferisco iniziare a studiare anche il Weng Chun, nel frattempo.

Wing Chun e Weng Chun hanno delle differenze, ovviamente, ma non è il caso di riparlarne.

Non ho capito cosa vuoi dire rispetto alle mancanze del mio SiFu. Massimo è uno dei Maestri più competenti che ci siano in Italia.

Non ho capito bene neanche l'ultima frase, ma penso che sia colpa dell'ora...

Ciao

Wong Fei Hung ha detto...

ho letto questo post solo ora, come altri scritti da te, caro riccardo, non fanno altro che evidenziare la terribile situazione in italia riguardo al mondo delle am...io ho fatto un paio di lezioni di wing chun perche sono molto interessato a cominciare lo studio dello stile, quindi parlo piu che altri del kung fu in generale (ho praticato choy li fut, pratico hung gar) e purtroppo è cosi dappertutto...l unica cosa che si puo fare è cercare di far sapere a piu persona possibili come stanno le cose, e consigliare di informarsi, di capire se questi sedicenti maestri italiani sono ALLIEVI DIRETTI dei grandi maestri internazionali dello stile, e cose simili!

sinceramente non so di chi tu stia parlano essendo fuori dal circuito italiano del wing chun, pero ti assicuro che io stesso ho provato per esperienza diretta che molti/troppi si autoproclamano maestri!!! verissimo il fatto che nel tradizionale non si combatta, gli amici degli sdc hanno assolutamente ragione, pensa che io vedrei bene degli scontri tra i sopra citati maestri per vedere se davvero hanno imparato lo stile, poco ortodosso ma efficace per capire chi è veramente maestro! un saluto, buona pratica!