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domenica 12 agosto 2012

Completezza

In tutte le Scuole di Arti Marziali che ho frequentato finora mi è sempre capitato di notare l'assenza della completezza nei praticanti, divisi spesso tra "teorici" e "pratici", tra "letterati" e "picchiatori". Credo, al contrario, che sia importantissimo coltivare entrambe le Vie, sia quella di natura strettamente marziale sia quella civile, letteraria e teorica. Togliere una delle due sarebbe come camminare senza una gamba.

Si tratta della necessità di coniugare maschile e femminile, utilizzare due ali per volare. Letteratura, filosofia, cultura generale sono la componente armonica dell'artista marziale, insieme alle tecniche, alle forme ed alle capacità di combattimento. Se manca armonia, i praticanti perdono la completezza necessaria nell'Arte come nella vita. Proprio per questo invito sempre i miei Allievi più giovani a coltivare lo studio, ad impegnarsi principalmente a scuola, prima di pensare al Wing Chun. 

Senza una Via non può esserci l'altra, non può esserci saggezza se sono separate o una della due è assente. Quando riprendo i miei Allievi per la mancanza di alcune parti di conoscenza o pratica è proprio per permettere loro di raggiungere quella completezza che io non ho mai riscontrato in altre Scuole. Forme, tecniche e capacità di combattimento migliorano e diventano "perfette" se sono supportate da un'ottima conoscenza teorica. A questo va affiancato un percorso di studi teorici, storici e tecnici, con i quali acquisire sempre più dimestichezza con la cultura cinese. Senza una delle gambe, la conoscenza è zoppa e la completezza non ci appartiene. Sarebbe come tentare di completare un puzzle, senza alcuni pezzi...

sabato 28 luglio 2012

Eroina all'antrace, è massima allerta

Eroina all'antrace: è stata attivata la "massima allerta" in Italia. Lo rende noto il Dipartimento politiche antidroga (Dpa) della Presidenza del Consiglio sottolineando che la decisione, preventiva, è stata presa dopo aver ricevuto segnalazioni di 6 casi di antrace in Europa, tra cui 2 decessi, in consumatori di eroina per via iniettiva. I casi sono stati registrati in Germania, Danimarca, Francia e Scozia. Nessun legame al momento tra i 6 casi, né - precisa il Dpa - sono state registrate infezioni in Italia.

Il miglior modo per tenere i giovani lontano da queste droghe è risaputo: devono essere impegnati in qualcosa che dia loro uno stimolo continuo e non li lasci mai soli. Cosa c'è di meglio di un sano corso di Kung Fu?!

lunedì 23 luglio 2012

Spending review, l'allarme delle province «A rischio la riapertura delle scuole»

Con i tagli previsti dalla spending review «non siamo nelle condizioni di poter assicurare l'apertura dell'anno scolastico». Lo ha detto il presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione. Inoltre, ha aggiunto il vicepresidente vicario dell'Upi Antonio Saitta, a causa della pesante sforbiciata «metà delle Province andrà in difetto economico». 

Questo significa che i nostri figli si avviano verso un'educazione scolastica sempre più carente, soprattutto sul piano formativo. I più ricchi potranno sviare il problema frequentando scuole private, ma gli altri? Per questo in una società di questo tipo non si può fare a meno di dare ai nostri figli il meglio, in special modo sul fronte dell'educazione. La mia Scuola vi aspetta.

sabato 21 luglio 2012

Sei sicuro che stai dando il massimo a tuo figlio?

200 giorni X 3 ore = 600 ore l'anno

Cosa fanno i tuoi figli dopo scuola? Passano 600 ore della loro vita a far cosa? Spesso vengono lasciati con le babysitter, senza contare tutti quelli che passano l'intero pomeriggio davanti ai videogame o alla tv. Alcune volte, quando va peggio, frequentano persone poco rassicuranti che li portano sulla cattiva strada. Tutto questo non accade ai miei studenti di Kung Fu.

Vieni a scoprire la Scuola per il tuo bambino


Il mio programma di arti marziali per bambini e ragazzi è 9 volte meglio di qualsiasi altro sport nello sviluppo della disciplina, dell'autostima, della concentrazione e della fiducia in se stesso. Il programma può e vuole aiutare il bambino ad intensificare la sua capacità d'attenzione, ottenere il controllo di sé, sviluppare la fiducia e l'autostima, la disciplina, creando solide basi per il futuro per prendere decisioni buone e responsabile sulla sua vita.

Ciò li preparerà per la scuola e per la quotidianità, con l'acquisizione di abilità che dureranno tutta la vita. Permettere a tuo figlio di frequentare il corso di Kung Fu alla S.S.D. IL CERCHIO A R.L. sarà la cosa migliore che potrai mai fare per tuo figlio. Nella mia Scuola, i bambini progrediscono al proprio ritmo personale, perché ognuno impara in modo diverso.

Questo è il posto giusto per assistere alla trasformazione di tuo figlio! I nostri istruttori certificati a livello regionale, nazionale ed internazionale aiuteranno a tirare fuori il meglio da tutti i bambini con motivazione e positività, mentre l'apprendimento delle competenze aumenteranno! Sapere che tuo figlio si saprà districare nelle situazioni più complicate e che potrà anche imparare a difendersi nei casi di bullismo o di aggressioni non ti rende più sereno? Cosa aspetti?



Il mese di settembre è completamente gratuito!

venerdì 25 marzo 2011

La mia Scuola non è il "Cobra Kai" di "Karate Kid"

Sul famoso più famoso luogo d'incontro virtuale dei praticanti italiani di Arti Marziali, il Forum Arti Marziali, mi è capitato di leggere un'affermazione di un Insegnante di Wing Chun di questo tenore: "un artista marziale deve essere capace di ammazzare qualsiasi persona con un pugno solo. [...] Lo Sport ti rende incapace di fare queste cose, nello Sport non puoi ammazzare nessuno e quindi non lo imparerai mai. Wing Chun non è uno sport". Chiara l'affermazione, no? Ora, in qualità di praticante di Wing Chun, mi sono prontamente dissociato ("In qualità di praticante di Wing Chun mi dissocio totalmente dalla visione di quest'Arte Marziale come tesa all'eliminazione fisica di un altro essere umano"). Ne è nato, come immaginerete, un dibattimo molto interessante sulla nostra visione dell'Arte e su quali siano i motivi per cui la pratichiamo.

Nonostante sia stato detto da molti che la palestra non dovesse essere il Cobra Kai, a me è parso di essere in perfetto clima da Karate Kid - Per vincere domani (titolo originale: The Karate Kid), un film del 1984 diretto da John G. Avildsen, con Ralph Macchio (nel ruolo del protagonista, Daniel Lo Russo) ed il mai abbastanza compianto Noryuki "Pat" Morita, il Maestro Miyagi. Perché dico questo? Semplicemente perché la maggior parte dei Maestri italiani ha ritenuto opportuno ribadire che la Arti Marziali sono nate proprio per sopraffare gli avversari... Benissimo, ma se dovessimo praticare tutti con questa idea di fondo, cosa ne uscirebbe fuori?

Per quanto mi riguarda, il Wing Chun, come qualsivoglia Arte Marziale o Sport da Combattimento, non serve solo per imparare a difendersi per strada o sul ring, perché, per quanto ci si possa avvicinare alla realtà, essa non sarà mai riproducibile nella sua totalità, in quanto il caos dello scontro e l'imprevedibilità degli eventi non potranno mai essere messi negli allenamenti. Qualsiasi cosa si pratichi deve servire per star bene con se stessi e con gli altri, in qualunque situazione, abituando il corpo ad un utilizzo più intelligente ed efficace della forza, coltivando la mente, imparando a  migliorare la respirazione e molto altro.

Praticare significa ricercare uno strumento per migliorare se stessi, il proprio corpo come la propria mente, essere in grado di difendere se stessi ed i propri cari. Per me non va praticato il Wing Chun - come nessuna delle altre Arti - per uccidere. Se fosse quello l'obiettivo, consiglierei a tutti i Rambo di dotarsi di ben altri strumenti e di arruolarsi in qualche corpo speciale... Se lo studio di un'Arte Marziale si riducesse al solo "saper picchiare", allora dovremmo tutti andare ad allenarci per strada, per fare esperienza... Oppure sarebbe bene dotarsi del porto d'armi....

Studiare un'Arta Marziale per me significa percorrere una strada fatta di sudore e, alcune volte, lividi e sangue per migliorare il proprio modo di muoversi durante la vita di tutti i giorni, avendo maggiore sicurezza in se stessi, per via del continuo duro allenamento che si fa in palestra. Per me non si può dividere lo stile interno da quello esterno, perché voglio lavorare su entrambe i lati della persona. Tutta la mia comunità marziale mi conferma che con la pratica costante del Wing Chun sono diminuite le possibilità di incorrere in risse per strada, è diminuita la voglia di far male agli altri e c'è più gioia nel confronto duro, ma sicuro, in palestra. La violenza va rifiutata, per questo pratichiamo in sicurezza in palestra. Ribadisco, per i Rambo c'è la strada.


Come ha scritto e detto più volte il mio Amico, Fratello e Allievo Pasquale Mazzotta, "le arti marziali per retaggio antico tendono anche alla capacità di eliminare l'avversario, a maggior ragione quando si introducono armi.non si prende un'arma se non con un intento ben preciso. A differenza della tigre, l'uomo non dispone in sé di un vero e proprio corpo da predatore, con denti e unghie affilate. Può, perà, usare una spada e una lancia. Prendere una spada e una lancia in mano significa che o l'uno o l'altro, altrettanto armato, dovrà morire.


La mano nuda significa che non abbiamo un'arma e in quel momento non siamo predatori o militari. I nostri pugni possono anche essere molto potenti, ma possono essere usati anche per difesa. Siccome non ha senso oramai parlare di tecniche segrete e potenzialmente letali, giustamente, se interpreto bene il pensiero di Riccardo, e concordo, si prova in modo realistico, simile, per certi versi, a quello sportivo, l'efficacia in sicurezza di una certa gamma di colpi. Come uno sportivo. Ma in queste condizioni, non si parla di uccidere un essere umano e non ci si allena per questo. Piuttosto attraverso un allenamento in sicurezza si cresce tutti insieme (citazione) e, di conseguenza, si migliora anche nell'autodifesa, senza praticare ogni giorno con l'idea di essere dei potenziali assassini, ma divertendosi, piuttosto".

Ha perfettamente reso l'idea. Se dovessi praticare un'Aarte Marziale per ricercare il modo di uccidere una persona, perderei del tempo, perché potrei allenarmi meglio al poligono di tiro, come scelgono di fare anche alcuni maestri italiani di WingTsun, impensieriti dalla civiltà violenta che ci circonda. Sarebbe entusiasmante vedere gli allenamenti di tutti quelli che si addestrano ad uccidere le persone, magari con i coltelli o con altre armi alla mano. Chissà che tipo di protezioni potrebbero essere usate per l'incolumità dei partner di allenamento...

Io ho notato che nei miei allenamenti più intensi, alcune volte si rende necessario il casco protettivo con la grata per allenare le gomitate a potenza piena. Per i pugni, invece, quello senza grata, anche da pugile, con guanti da diverse once a seconda del peso del praticante e dalle capacità di chi si allena. Sarebbe molto interessante veder allenare le tecniche di attacchi alla gola che troviamo nella sequenza della forma "classica" all'uomo di legno, per esempio, oppure i calci al ginocchio, le varie "dita neglio occhi", etc. su "bersagli" umani. Chissà, forse si ridurrebbe in un sol colpo - è il caso di dirlo - il numero dei praticanti, magicamente...

Praticare Wing Chun in questa Scuola significa intraprendere un cammino insieme a me, non sotto di me, per raggiungere la comprensione dei Tre Tesori di Siu Lam, 禪 [chán] (Sim in cantonese), 武 [wǔ]  (Mouh in cantonese) e 醫 [yī] (Yi in cantonese): la meditazione, l'Arte Marziale e la medicina, intesa come quella tradizionale cinese. Sono indissolubilmente unite, come recita il motto Saam Bou Sih Yat (三寶是一) [sān bǎo shì yī], "i Tre Tesori sono uno", tanto per rendere l'idea. Tutto questo non significa che noi siamo arrivati alla comprensione, ma che ci siamo incamminati in questa Via e saremo grati a tutti quelli che vorranno camminare assieme a noi.

Penso che siano molte, ormai, le cose che mi dividono dalla gran parte dei praticanti di Wing Chun, ma in questo contesto penso che mi divida principalmente una considerazione. Io mi alleno quotidianamente per raggiungere alcuni obiettivi che mi sono imposto, migliorando la mia tecnica, così come le mie capacità generali. Alleno quotidianamente alcuni amici per permettere loro di arrivare ai medesimi obiettivi e per far sì che il gap tecnico sia sempre minore, in modo da avere altri amici per divertirsi assieme, scambiando serenamente...

Ora, in tutti gli allenamenti che faccio e guido il minimo comun denominatore è migliorare le capacità combattive, imparando il Wing Chun Kuen, ma una cosa chiarisco sempre a chi si allena insieme a me: io non colpisco alla gola se non al 2-3% di potenza, così come non colpisco gli occhi, i genitali, i punti di pressione, etc. Porto l'allenamento fino al massimo, ma rimanendo in un contesto di sicurezza.

Se dovessi insegnare ad uccidere, così come allenare me stesso per farlo, mi arruolerei in qualche corpo speciale. Io sono contro la violenza ed ho ucciso gran parte dell'ego anni addietro. Proprio per questo la mia pratica marziale è dura quanto lontana da qualsivoglia spinta verso la violenza contro gli altri. Chiaramente insegno quello che so sul controllo degli aggressori, ma, ribadisco, non metto in mano ad alcuno dei miei ragazzi un sistema di combattimento predisposto all'omicidio, semmai un sistema di combattimento che prevede il massimo del controllo del proprio corpo in qualsiasi contesto. Chiudo qui, è tutto.

lunedì 17 maggio 2010

Nuovo corso a Roma!!!

Carissimi,
è con estremo piacere che vi confermo l'apertura del mio nuovo corso a Roma targato IDPA!

Da giovedì 20 maggio, mi troverete nella palestra New Freestyle Sporting Center, in via Gasperina,170 (zona Anagnina - Ikea). Il sito della palestra, se volete vedere di che si tratta, è www.newfreestyle.it. Il telefono del centro è 067231049, se volete iniziare a prenotarvi per venire a praticare Wing Chun Kuen con me. 


Questo bellissimo stile di Boxe Cinese sarà ospitato in una struttura totalmente dedicata alle Arti Marziali ed agli Sport da Combattimento: è infatti dotata di tatami (tutta la sala!), colpitori, caschetti, sacchi e tutte le altre attrezzature di cui abbiamo bisogno per allenarci in modo serio! La struttura si sviluppa su una superficie di 1500 mq e offre ai suoi soci la possibilità di praticare numerose discipline sportive nelle quattro sale a disposizione: pilates, yoga, ginnastica posturale, ginnastica dolce, tonificazione, GAG, spinning, pump, body building, pre-pugilistica, kick-boxing, full contact, hip hop e, da giovedì Boxe Cinese!

In entrambe gli spogiatoi è gratuitamente a disposizione dei soci una sauna ed è inoltre presente una doccia solare a gettoni acquistabili presso la Segreteria.


Il corso si svolgerà, per ora, il martedì ed il giovedì, dalle 21:00 alle 22:30, sin da giovedì 20 maggio. Appena avrà preso piede, chiederò di aumentare il monte ore di allenamento. 

Per qualsiasi informazione, potete scrivermi una mail (riccardo_divito@libero.it) o chiamarmi (3283421682).

Vi aspetto!

lunedì 19 ottobre 2009

Dare continuità e vita ad una tradizione

Da tempo mi chiedo come sia possibile dare continuità e vita ad una tradizione come quella del Wing Chun, al di là della famiglia di appartenenza. Alcuni sostengono che per tenere in vita questo sistema ci sia bisogno di creare Scuole in tutto il mondo, che facciano uscire fuori almeno 10 tecnici all'anno. Altri pensano che sia ormai arrivato il momento di lasciar morire un sistema commercializzato, ma non recepito nel suo profondo. Pochi ritengono che questo non sia un problema e continuano ad essere felici che le proprie palestre si riempiano ogni anno di nuovi studenti, senza considerare che, nel frattempo, si svuotano dei più vecchi.

L'importanza di avere Insegnanti e Maestri qualificati penso sia la base da cui partire per il nostro discorso. Una didattica comune ed una certa conoscenza della propria tradizione dovrebbero essere i punti fermi sui quali costruire le generazioni presenti e future. Molti non capiscono che non è la ricerca del numero degli allievi che ci dovrebbe spingere, ma la preparazione degli stessi, al di là del loro numero.

Sarà che in Italia gli Insegnanti aprono corsi nelle palestre tanto per arrotondare un po' lo stipendio, ma sta di fatto che le politiche commerciali portate avanti sinora dalla gran parte non hanno fruttato come si pensava, perché non mi pare che ci sia stata un'esplosione di nuovi Insegnanti, come alcuni avevano sperato. O, meglio, seppur s'è visto un certo incremento quantitativo, abbiamo assistito ad un decremento qualitativo. Qui sta il punto.

Penso che in Italia ci sia bisogno di comprendere appieno l'importanza dei sistemi d'insegnamento nelle Scuole, della didattica, oltre a ciò che viene insegnato  nelle stesse. Guardiamo anche al come viene insegnato.

Una buona Scuola di Arti Marziali dovrebbe tirare fuori almeno un ottimo Insegnante all'anno, perché, nel caso contrario, ci troviamo di fronte ad una Scuola con problemi strutturali o didattici o relativi agli Allievi. Quando ci troviamo di fronte a corsi in cui dopo 5-6  anni ancora ci sono studenti che non conoscono la Chum Kiu preoccupiamoci. Lì c'è qualcosa che non va.

L'importante è scegliere uno standard molto alto per i proprio studenti e poi adattarsi a quello standard per trovare una giusta mediazione tra tempo di studio, allenamento ed esami. Nessuno deve andare di corsa, ma non si deve più ripetere il caso (non così raro) per cui uno studente sta 10-12 anni appresso al suo Insegnante, senza raggiungere risultati ottimali.

Probabilmente per mantenere in vita questo sistema per le prossime generazioni dovremo lavorare parecchio sulle vecchie e su queste che stanno iniziando ora. Dobbiamo togliere il marcio, svelare gli arcani e sputtanare (termine sdoganato, ormai) gli impostori. Continuo anche a ritenere valido il motto per cui "un buon Maestro si vede dai suoi Allievi", sarà anche per questo che diffido sempre di quelli che mostrano solo le loro qualità e non quelle dei loro Studenti.

lunedì 22 giugno 2009

Come faccio a scegliere una Scuola? 3

Con oggi vorrei terminare questa mini-guida sul "Come scegliere una Scuola di Arti Marziali", che spero vi sia d'aiuto...le puntate precedenti possono essere lette qui e qui.

L'ultima cosa da valutare bene è la logistica della Scuola. Con "logistica" intendo tutte le questioni pratiche, come i costi per la pratica (mensili, contratti, etc.), l'ubicazione ed il curriculum.

Il fattore economico è un elemento importante e bisogna essere chiari in merito. Bisogna innanzitutto capire se ci si può permettere di studiare in una Scuola. Non tutte, infatti, hanno gli stessi prezzi, la stessa quantità di ore frontali e gli stessi servisi. Penso che sia pressoché impossibile affrontare la questione su quale potrebbe essere un prezzo ragionevole qui, perché andrebbero messe sul tavolo molte varianti: i vantaggi offerti, l'economia locale, la qualità dell'insegnamento, le ore di insegnamento, etc.

Però possiamo dire qualcosa su ciò che può aiutare la scelte. Bisogna chiedere quant'è il costo dell'affiliazione ad una Associazione o ad una Federazione; quale, se presente, quello per salire di grado; quali sono le spese obbligatorie per le protezioni e gli attrezzi; se sono previsti tornei o gare, quali sono le tasse da pagare; etc.
Informatevi su tutto, perché dovete valutare bene prima di buttare soldi e tempo.

Alcuni rimangono sconvolti quando sanno che Istruttore di Kung Fu percepisce del denaro per insegnare. A quel punto io faccio sempre notare che tutti hanno bisogno e diritto di mangiare e di avere una casa, anche gli Istruttori. Se vi trovate di fronte ad un Professionista, non potete pensare che insegni gratuitamente. Sarebbe come andare da un Medico Chirurgo e stupirsi nel momento in cui presenta la parcella...

Inoltre, i costi di una Scuola, le attrezzature e le assicurazioni sono spaventosamente alti. Il modo migliore per determinare se una Scuola ha un costo ragionevole è quello di confrontare l'offerta che propone con il prezzo delle altre Scuole locali. Non è sempre valido il discorso del risparmio (anzi!), ma se mettete insieme tutte le variabili accennate, probabilmente qualcosa viene fuori...

Se avete intenzione di spendere molto tempo nella Scuola (qualora decideste di diventare Professionisti), fate in modo che sia il più possibile accessibile e conveniente per voi, che non vi comporti una fatica immane il raggiungerla. Ve lo dice chi si è sempre fatto 20 km per più volte alla settimana per raggiungere la propria Scuola! E non parliamo dei chilometri che sto macinando adesso! Improponibile!

Un'altra cosa che si deve valutare è la disponibilità dei giorni e degli orari delle lezioni. Alcune Scuole sono aperte quasi tutti i giorni ed hanno molte classi. In altre è possibile entrare solo quando ci sono le lezioni frontali. Una Scuola sempre aperta è di solito migliore per ovvi motivi: potete andarci quando volete, potetet dedicare più tempo alla pratica, avete sempre tappeti e materiali a disposizione, etc. Cercate di diffidare da chi vuole sempre limitare il vostro tempo di pratica. Una vecchia federazione italiana imponeva agli Insegnanti di impartire solo due lezioni settimanali da un'ora e mezza. Guai a farne di più! Incredibile ma vero!

Un'ultimo consiglio è quello di valutare bene le promesse che vengono fatte quando si richiedono informazioni circa la pratica. Bisogna essere molto chiari su ciò che vi aspettate dalla Scuola e su quello che la stessa vi garantisce. Alcuni Istruttori vogliono insegnare solo a coloro che sono disposti a impegnarsi totalmente nell'Arte Marziale, nel loro stile, mentre altri sono disposti a farvi conoscere il loro stile anche se volete essere solo Studenti Amatoriali. Alcuni vi insegneranno per tutto il tempo in cui sono nel Kwoon, senza problemi d'orario. Dipende da chi vi trovate di fronte.

Nessuno di questi è intrinsecamente migliore o peggiore, ma dovete pretendere di sapere che tipo di Istruttore avete di fronte, che tipo di Scuola sia. Non devono esserci sorprese in seguito. Cercate di capire se l'Istruttore è solito essere in ritardo, per esempio. Bisogna avere un quadro completo di quello che vi troverete a vivere di lì a poco. Chiedete sempre quali siano - e se ci siano - norme di comportamento della Scuola.

Che dire di più? Non resta che augurare a tutti voi una buona ricerca ed un buon allenamento!

domenica 21 giugno 2009

Come faccio a scegliere una Scuola? 2

Continuiamo il discorso di ieri... Passiamo a considerare l'aspetto relativo alle persone che si allenano nella Scuola, che saranno quelle con cui vi troverete ad allenarvi.

Visitate le Scuole che vi sono più vicine, seguite attentamente lo svolgimento delle lezioni, senza partecipare, per poi chiedere di partecipare. Vedete se il comportamento degli studenti cambia per il fatto che vi sia una nuova persona nella loro classe di studio. Cercate di vedere se la formazione di queste persone è buona, non per testare il loro livello, ma per capire se l'Istruttore è bravo o meno. Siate sempre attenti e rispettosi durante le vostre ricerche. Se notate un bel clima in palestra e percepite che gli Allievi sono preparati, già siete a buon punto..

Può essere considerato generalmente un buon segno se Studenti avanzati, intermedi e novizi praticano insieme. Ciò permette agli studenti di base di capire cosa ci sarà più avanti, mentre a quelli più esperti di ripassare le nozioni di base, oltre a mantenere sempre viva quella sana competizione che porta verso il miglioramento continuo e costante. Controllate l'impostazione degli studenti più avanzati, perché il loro aiuto sarà probabilmente molto importante nel vostro progresso nello stile scelto.

Anche se questo non significa necessariamente qualcosa di importante, è un buon segno se vi è una miscela di uomini e donne, anziani e giovani in classe. Si tratta di un indicatore dell'efficacia di ciò che viene insegnato. Se l'Istruttore riesce ad insegnare una grande varietà di persone, significa che il sistema funziona e che lui lo spiega bene.

Una cosa importantissima da valutare è vedere se gli Studenti avanzati si muovono come l'Istruttore e se l'Istruttore si muove come il suo Maestro. Questo è davvero importante, perché vi permette di capire se ciò che è stato imparato è solo una nozione teorica o una capacità pratica.

Se vi trovate di fronte ad una classe di Studenti maggiore di 6-7 elementi e notate che gli stessi non si aiutano fra loro, probabilmente avete scelto la Scuola sbagliata. Rimane di straordinaria importanza la qualità dell'ambiente creato nella Scuola. L'aiuto che gli studenti avanzati dànno ai novizi è fondamentale per la crescita degli stessi. Se notate disaffezione o, peggio, un atteggiamento snobistico, cambiate aria.

Qualora vi trovaste in una Scuola in cui l'atmosfera non fosse rilassata, ancora una volta: cambiate aria! Specialmente quando notate che gli Studenti avanzati sono nervosi, tesi, impauriti, andate oltre nella vostra ricerca. L'ambiente e l'atmosfera sono importantissimi e costituiscono un buon indicatore del lavoro svolto dall'Istruttore in questo senso. Se non c'è una buona atmosfera, è meglio lasciar perdere. Un buon consiglio penso che sia quello di non farsi ingannare da una serata storta. Cercate di avere più occasioni di vedere l'andamento delle lezioni, perché con una sola vi potreste fare un'idea sbagliata.

Poiché la maggior parte delle Arti Marziali comportano una vigorosa attività fisica ed il contatto (più o meno duro), di tanto in tanto si verificano incidenti. Tuttavia, se le lesioni sono comuni ed accadono spesso, c'è una discreta probabilità che il problema sia nel modo in cui la formazione viene portata avanti. Diffidate dalle Scuole in cui non ci si fa mai male così come di quelle in cui si prendono sempre un sacco di bòtte. Nel mezzo sta la virtù...

In merito alla palestra in cui vorreste iniziare a praticare, il consiglio è quello di non lasciarsi impressionare dalle dimensioni del luogo o dal numero di trofei esposti. L'aspetto più importante di una Sala di Formazione è che ci si senta a proprio agio, come a casa, e che ci siano tutte le strutture che vi permettano una buona crescita.

Ponete sempre domande. Non preoccupatevi di sembrare stupidi. Chiedere non è mai "sbagliato", perché state cercando una Scuola di Formazione Marziale, non un locale per bere una birra.

Continua qui.

sabato 20 giugno 2009

Come faccio a scegliere una Scuola?

Come faccio a scegliere una Scuola? Questa è una delle domande più comuni che potete trovare in rete quanso si tratta di giovani interessati alla pratica di un'Arte Marziale. Mi piacerebbe scrivere qualcosa su questo... Anzi, lo faccio subito!

Partiamo dal presupposto che non esiste un'unica risposta a questa domanda (p0tenzialmente molto) complessa, ma ci sono alcune cose che sono importanti per scegliere una Scuola di Arti Marziali: l'Istruttore, le persone che si allenano nella palestra, l'ambiente in cui si studia e la logistica della Scuola.

L'Istruttore è la persona che sta per essere la vostra guida nel mondo delle Arti Marziali. È necessario sentirsi a proprio agio con lui (o lei, perché no?) e si sentirsi sicuri di ricevere istruzioni serie e competenti. Questo richiede, come minimo, una certa quantità di fiducia. Se hai qualche inquietudine o vedi che la personalità dell'istruttore potrebbe essere in contrasto con la tua, guarda altrove.

Una cosa importante da valutare è l'attenzione posta ad ogni Allievo, nonché ai particolari. È molto importante che il corso abbia Istruttori a sufficienza rispetto al numero degli Allievi. Diffidate dai corsi in cui vedete 20-30 persone con un solo Istruttore. Considerate questo punto, perché vi farà risparmiare tempo prezioso.

L'altro aspetto fondamentale è che l'Iistruttore distingua sempre tra Forme, Funzioni e Principi. Ritengo molto importante anche questo punto, perché lo sbilanciare le lezioni verso una di queste tre polarità rischia di compromettere la crescita dello Studente. Diffidate da chi vi offre lezioni prive di Didattica, quanto di quelli che si concentrano su un solo punto dei tre precedentemente accennati.

Cercate subito di focalizzare la vostra attenzione sugli obiettivi che volete ottenere da un corso di Arti Marziali. Volete partecipare a gare e tornei? Volete imparare a difendervi? Volete studiare per il piacere di farlo? Per il benessere? Ecco, ponetevi questa domanda, perché il procedere per obiettivi è sempre una cosa buona, che vi permetter di mettere dei paletti nella vostra ricerca. Ogni buon Istruttore deve sapere differenziare ciò che serve per l'autodifesa da ciò che può essere utilizzato in gara o nei tornei. Se non fa differenza tra i due, può essere considerato un elemento pericoloso per voi e per la vostra crescita.

Se vedete un Istruttore colpire gli studenti in modo violento o uno qualsiasi degli studenti avanzati colpire i nuovi arrivati con malizia, è opportuno prendere in considerazione che la Scuola sia da abbandonare subito. Per paura? No, non è una questione di paura, ma esclusivamente didattica. Provate ad allenarvi con gli studenti che vengono sempre colpiti con violenza dagli Istruttori. Vedrete che saranno sempre "col freno a mano tirato" durante la pratica. Ne deriva che questo genere di comportamenti è assolutamente controproducente ai fini della crescita dell'Allievo.

Il problema è che per saper valutare il punto precedente dovreste essere già abbastanza consapevoli ed addentrati nelle Arti Marziali, perché, altrimenti, potreste scambiare un allenamento a contatto pieno o uno sparring per un comportamento violento. La violenza deve essere evitata, ma per discernere tra questa e il sano allenamento vi ci vorrà del tempo.

Un segnale positivo che vi permette di capire che avete di fronte un buon Istruttore è quello della formazione dei propri Studenti anche nella preparazione fisica: un buon Istruttore è quello che si concentra sui punti deboli dei propri Allievi, quelli che vanno compensati.

Continua qui e qui.