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sabato 8 febbraio 2014

HKB Program Review - 22 Febbraio 2014

22 Febbraio 2014 - HKB Program Review

L'HKB Program Review è una vera e propria revisione di tutto il programma del curriculum ufficiale dell'Hek Ki Boen Eng Chun Kun, a seconda del proprio livello di apprendimento. Ognuno lavora specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week (24/02-01/03), per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo.
Durante l'HKB Program Review non si studia niente di nuovo rispetto al proprio programma, appreso durante i due mesi precedenti. Possiamo considerarlo un ripasso intensivo, ideato per gli Studenti che vengono da fuori Roma e che non hanno modo di praticare sempre, nonché per chi lavora tanto e non ha una grande continuità negli allenamenti.
Per avere un'idea dello svolgimento dell'HKB Program Review, basti pensare che si passa dallo studio delle posizioni (Ti Sa Khak Bhe, Tiauw Bhe, etc.) al footwork (Im Siam, Yang Siam, etc.), dal body facing alle tecniche di braccia e gambe, dai vari skill challenge ai Kiao Jiu, dal Niam Jiu al lavoro sui colpitori, dalle forme ai drill di reazione. Tutto il programma viene analizzato nel dettaglio, lasciando parecchio spazio agli Studenti per porre domande.
L'HKB Program Review dura 4 ore ed è sempre richiesto un contributo di partecipazione. I posti sono limitati, quindi è consigliabile prenotarsi per tempo (328 34 21 682 o divito.riccardo@gmail.com). L'accesso è riservato solo previa autorizzazione del Maestro Riccardo Di Vito. Si può dare la propria adesione anche su Facebook.

lunedì 9 dicembre 2013

HKB Wing Chun Roma Program Review

HKB Wing Chun Roma è lieta di invitarvi al Program Review! Il Program Review è una vera e propria revisione di tutto il programma, a seconda del proprio livello di apprendimento. Si tratta del secondo HKB Program Review della stagione. Ognuno lavora specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week (16-21 dicembre), per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo. Durante il Program Review non si studia niente di nuovo rispetto al proprio programma, appreso durante i due mesi precedenti. Possiamo considerarlo un ripasso intensivo, ideato per gli Studenti che vengono da fuori Roma e che non hanno modo di praticare sempre, nonché per chi lavora tanto e non ha una grande continuità negli allenamenti. Il Review dura 4 ore. Massimo 20 posti disponibili. Prenotazione obbligatoria entro e non oltre il 13 dicembre (un giorno prima). Per maggiori informazioni, come sempre, ne parliamo prima o dopo la lezione, oppure potete scrivermi a divito.riccardo@gmail.com o chiamarmi al 3283421682. 

HKB Wing Chun Roma

martedì 3 dicembre 2013

HKB Wing Chun - GM Lin Xiang Fuk in Italia!

HKB Wing Chun

Fantastiche novità per l'HKB Wing Chun! Il Gran Maestro Lin Xiang Fuk torna in Italia per due seminari pubblici che lasceranno il segno... Sabato 25 e domenica 26 gennaio 2014 avrete modo di conoscere il sistema che ha rivoluzionato il mondo del Wing Chun! Tutti gli Insegnanti, i Maestri ed anche i Grandi Maestri che sono venuti in contatto con l'Hek Ki Boen Eng Chun Kun hanno cambiato programmi, metodi e sostanza dei loro allenamenti. Non perdete l'occasione di toccare dal vivo uno dei più giovani e talentuosi Maestri del panorama internazionale del Wing Chun, perché avrete modo di beneficiare degli insegnamenti che vi daranno una spinta in più nella comprensione di un vero sistema di Kung Fu Tradizionale!

I seminari si terranno nella sede dell'HKB Wing Chun di Genova, in Via Piantelli, 12. Sabato 25 gennaio lavoreremo insieme dalle 15 alle 19. Domenica 26, invece, dalle 9 alle 13. Entrambe gli appuntamenti saranno diretti dal GM Lin, coadiuvato dai Responsabili Nazionali, i Maestri Gianluca Giusto e Riccardo Di Vito. 

Vi invitiamo a prenotare la vostra partecipazione entro e non oltre il 15 dicembre 2013, se volete essere sicuri di ricevere una piacevole sorpresa all'arrivo nella Scuola di Genova. La prenotazione è comunque da intendersi obbligatoria e sarà accettata solo al ricevimento del 50% della quota di partecipazione ai seminari entro e non oltre il 15 gennaio, perché i posti sono limitati. Per maggiori info potete contattare il 3891283417 o scriverci a info@hekkiboen.it.

 
HKB Wing Chun

mercoledì 30 ottobre 2013

Programma Candidati Istruttori - 23/24 Novembre - Roma



Sabato 23 e domenica 24 novembre si svolgerà il consueto Programma di formazione per i Candidati Istruttori di HKB Wing Chun. Il programma è dedicato a chi vuole intraprendere il percorso per diventare Istruttore professionista o semi-professionista, nonché agli Assistenti Istruttori delle nostre Scuole. Nel solito clima sereno ed accogliente, porteremo avanti il percorso iniziato con chi ha già altri ICP all'attivo e partiremo da zero con chi si avvicinerà per la prima volta.

Il programma

Sabato 23 novembre, alle 8:00, riunione e pianificazione del lavoro. Dalle 9:00 alle 13:00, allenamento intensivo. Dopo una breve pausa, alle 14:00, inizieremo a lavorare sui programmi di insegnamento, a seconda del livello raggiunto da ciascun Candidato, fino alle 19:00. 
Domenica 24, alle 8:00, inizieremo a lavorare sul modo di insegnare, correggere e far migliorare gli Studenti, fino alle 13:00. Alle 14:00 si riprenderà, dopo la consueta pausa, entrando nel campo del professionismo, con tutto quello che c'è da sapere per trasformare la propria passione in un lavoro.

Chiunque fosse interessato a partecipare al programma di formazione, non esiti a contattarci (3283421682 o divito.riccardo@gmail.com). Il programma non prevede un livello minimo di studio, si può partire anche da zero. Il Corso è certificato dallo C.S.A.In. Lazio, EPS ric. CONI. Le lezioni si svolgeranno nella sede della Romanina, a Roma.

domenica 27 ottobre 2013

Tempo d'esame all'HKB Wing Chun Roma

 Come sapranno tutti i lettori del blog, nella nostra Scuola (HKB Wing Chun Roma), ogni due mesi, abbiamo una settimana intera dedicata ai test, per monitorare la qualità degli Studenti, degli Insegnanti e dei programmi, che si conclude con la Belt Ceremony, il sabato pomeriggio, durante la quale si certifica l'eventuale passaggio di livello. 
 L'evento di ieri (26/10/2013) sarà ricordato negli annali di storia dell'Hek Ki Boen Eng Chun Pai, perché ha visto la certificazione ufficiale di ben 5 Cinture Gialle, che, tra l'altro, sono le prime in tutta Italia! Sono davvero felice del livello raggiunto da questi ragazzi, che in pochissimo tempo hanno dato prova di saper superare sfide importanti.
 Altri sei studenti sono stati accettati nell'Elite Leadership Class, dopo aver dimostrato di conoscere bene tutto l'Orientation Program, conquistando il loro meritato sesto livello. Abbiamo riconosciuto anche un ottimo e meritato secondo livello, durante questa sessione!
 Rimane l'amaro in bocca per non aver potuto valutare due dei migliori Allievi della Scuola, attualmente fuori dal Bukoan per infortunio. Per loro ci sarà una sessione straordinaria appena si rimetteranno. Nel frattempo mandiamo loro il nostro più caro saluto, con la speranza di una pronta guarigione!

Wing Chun Roma

Wing Chun Roma


Wing Chun Roma

Wing Chun Roma

Wing Chun Roma

lunedì 14 ottobre 2013

Reportage dall'HKB Wing Chun Torino

 Dopo due giorni all'HKB Torino, ospite del mio allievo, Suhu Mauro Caroppo, sono tornato molto soddisfatto del seminario di domenica mattina, di cui ha parlato anche La Stampa. Ho trovato ragazzi davvero molto entusiasti del nostro sistema, sia già praticanti sotto la guida di Suhu Mauro, sia provenienti da altri sistemi (Karate, WingTsun, etc.).
 Credo che il lavoro svolto sia piaciuto parecchio per via dell'efficacia dell'Hoat Keng (發勁) del Nui Kang (内功), che lascia sempre tutti increduli, all'inizio, prima di provare l'effetto dirompente di un utilizzo così raffinato delle proprie energie.
 Il lavoro svolto dai ragazzi presenti è stato incentrato sul gioco di gambe e sui posizionamenti, indispensabili per affrontare un combattimento, senza mai perdere di vista le tecniche, utilizzate in combinazioni miste, per dare modo a tutti di capire le nostre strategie e come le inseriamo nella didattica.
 Ho notato parecchio interesse anche per gli aspetti "lottatori" (in piedi) della disciplina, perché molti non si aspettano determinate possibilità da un sistema conosciuto ed apprezzato soprattutto per lo striking, quindi sono ancora più contento di aver mostrato alcuni lati 'nascosti'.
 Tra sabato e domenica sono riuscito a portare avanti il percorso formativo di Suhu Mauro, che si sta impegnando per praticare intensamente, nonostante tanti impegni familiari (un caro saluto a tutti i Caroppo!). Ho notato parecchie migliorie tecniche, quindi la strada è quella giusta!
 Che dire? Spero di rivedere quanto prima possibile i ragazzi di Suhu Mauro, sempre più determinati, allenati e numerosi! Ci vediamo alla prossima torinesi! 

sabato 12 ottobre 2013

'La Stampa' parla di noi...

PRIMAPAGINA 
11/10/2013 - SPORT 

Domenica 13 Stage di Wing Chun alla palestra palestra First Evolution’s dalle 9 alle 13 


ELISA BELLARDI 

TORINO Domenica 13 ottobre la palestra First Evolution’s di corso Svizzera 185 ospita un seminario di Wing Chun, tradizionale stile di Kung Fu originario del sud della Cina. Il corso, in programma la mattina con orario dalle 9 alle 13, è tenuto da Riccardo Di Vito, maestro di fama mondiale e responsabile nazionale della disciplina, ed è rivolto sia ai principianti sia a chi conosce già questa tecnica di difesa personale. Lo stage consiste in una lezione teorica e in una pratica di Hek Ki Boen, uno dei più antichi stili di Wing Chun: un combattimento efficace, simile al pugilato, che si basa sull’utilizzo del corpo in maniera logica. L’arte marziale, arrivata in Italia da soltanto un anno, si sta rapidamente diffondendo nel Paese, con tre scuole ufficiali e otto gruppi di studio. Chi non si fosse iscritto può farlo direttamente sul posto al prezzo, maggiorato, di sessanta euro. Sono ammessi al massimo venti partecipanti. Per ulteriori informazioni telefonare a Mauro Carroppo al numero 3334812692, oppure scrivere a caroppomauro@gmail.com o a info@hekkiboen.it.

Fonte:

venerdì 11 ottobre 2013

Smetti di fumare! HKB Wing Chun Roma ti aiuta!

Consigliamo da sempre agli studenti dell'HKB Wing Chun Roma di non fumare, ma oggi rincariamo la dose, perché il vizio del fumo produce conseguenze ancora più negative di quanto si pensasse fino a pochi anni fa. Una ricerca dell'Università Nazionale Australiana sostiene che il rischio di morte prematura è molto più alto di quanto si ritenesse in precedenza per ogni categoria di fumatori. 
La ricerca ha seguito per 4 anni duecentomila persone oltre i 45 anni, concludendo che due terzi delle morti di fumatori attivi sono associabili al consumo di sigarette, mentre, secondo la letteratura scientifica sin qui prodotta, il legame era quantificabile in un 50%. 
Per calcolare le morti legate al fumo i ricercatori hanno associato i dati del registro nascite e del registro decessi ai nomi dei partecipanti, escludendo quei soggetti colpiti da patologie cardiache, ictus o tumori. Il risultato è che il rischio di morte associato al fumo di 10 sigarette al giorno è simile a quello di chi soffre di obesità morbosa, cioè con un indice di massa corporea di 35 o più. Smettere riduce i rischi a qualsiasi età si riesca. Prima si rinuncia al fumo, maggiore sarà il beneficio. La Scuola HKB Wing Chun Roma sostiene la campagna contro il fumo e invita tutti i praticanti a liberarsi di questa schiavitù!

giovedì 10 ottobre 2013

Il Weng Chun incontra l'HKB Wing Chun

Un evento storico! Il Chi Sim Weng Chun in contra l'HKB Wing Chun! 


Il 10 settembre 2013 Sifu Andreas Hoffman, Gran Maestro dell'associazione Chi Sim Weng Chun International, è andato a visitare il quartier generale dell'HKB Wing Chun, a Tustin, in California. Durante la visita, Sifu Hoffman e Suhu Lin Xiang Fuk, Gran Maestro dell'Hek Ki Boen Kun Tao International, hanno discusso di parecchi argomenti, tra cui l'unicità di entrambe i sistemi di combattimento, scambiando i propri punti di vista e cercando di organizzare alcuni progetti futuri che li vedranno lavorare insieme. Sono queste le iniziative che fanno bene alla comunità internazionale dei praticanti! 

domenica 6 ottobre 2013

Una cintura nera è una cintura bianca che non molla mai!

Una cintura nera è una cintura bianca che non molla mai!

...ma quante sono le possibilità di raggiungere l'agognata Cintura Nera? Dipendono da noi, perché ci sono quelli che dicono... 
Non voglio sudare: 0% 
Non posso allenarmi: 10% 
Non so come organizzarmi: 20% 
Vorrei, ma gli impegni, la famiglia, il lavoro...: 30% 
Voglio, ci provo, nonostante tutto: 40% 
Penso di potercela fare, sicuramente mi impegno: 50% 
Posso farcela, perché ce la metto tutta: 60% 
Penso di riuscire ad allenarmi con costanza e dedizione: 70% 
Io riesco, perché mi alleno seriamente: 80% 
Io sono costante e mi dedico al raggiungimento del mio obiettivo: 90%
L'ho fatto, mi sono dedicato con passione e dedizione: 100%


martedì 1 ottobre 2013

HKB Program Review 19/10/2013


Kung Fu Roma
Una vera e propria revisione di tutto il programma, a seconda del proprio livello di apprendimento, questo sarà il primo HKB Program Review della stagione, che si svolgerà all'HKB Wing Chun Roma, il 19 ottobre prossimo. 
Ognuno lavorerà specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello, che avrà luogo nell'ultima settimana del mese. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week, per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo. 
Durante il Program Review non si studia niente di nuovo rispetto al proprio programma, appreso durante i due mesi precedenti. Possiamo considerarlo un vero e proprio ripasso intensivo, ideato per gli Studenti che vengono da fuori Roma e che non hanno modo di praticare sempre, nonché per chi lavora tanto e non ha una grande continuità negli allenamenti. Il Review dura 4 ore. Massimo 20 posti disponibili. Prenotazione obbligatoria entro e non oltre il 12 ottobre.  
Per maggiori informazioni, come sempre, divito.riccardo@gmail.com o 3283421682

sabato 21 settembre 2013

Seminario a Torino - 13/10/2013

Il 13 ottobre 2013 sarò ospite di Suhu Mauro Caroppo, nella scuola HKB Wing Chun Torino, per mostrare alcune metodologie di allenamento dell'Hek Ki Boen Eng Chun Kun agli appassionati, ai praticanti o ai semplici curiosi. Durante il seminario introdurrò alcune caratteristiche chiave del nostro modo di fare sparring per mettere in pratica l'Arte Marziale che amiamo. 
Se qualcuno di Torino o del Nord Italia in generale volesse incontrarmi, sarò comunque a disposizione da sabato 12 ottobre, anche solo per un caffè, che non si rifiuta mai. 
State pronti, stiamo per portare il vostro Kung Fu a livelli mai visti prima! 

giovedì 19 settembre 2013

...siamo Artisti Marziali


 Questa maniera di affrontare la realtà può sembrare fumosa e di puro valore teorico per i praticanti di ogni estrazione che siano stati abituati al ragionamento 'problema => soluzione', ma non ad avere una maniera sistematica di porsi; credo sia chiara la differenza tra sistema e corpus più o meno organico di tecniche. Oppure per coloro i quali pensino di non aver bisogno di porsi delle domande, visto che portano avanti una pratica più o meno dura (che non si erge mai a maestria): in altri termini, questa visione di cui parlo diventa chiara ed intelligibile solo con la guida di una persona che, come indica il termine giapponese SenSei, è nata prima di noi e può trasmetterci la sua esperienza in merito. 

kung fu roma
 Il termine indiano Guru esprime il concetto di farsi carico di questo impegno gravoso (dal sanscrito GR, latino gravis) di trasmissione da parte del Maestro (latino Magis più suffisso Ter, che indica "colui il quale è di più" in un certo ambito) nei confronti dell'Allievo. Per il cinese, lo ShiFu ha una responsabilità così forte, che per indicare il legame con l'Allievo si usa addirittura un termine familiare significante "padre"! Di questo già si è parlato in un precedente articolo. Quanto è diverso il significato intrinseco delle parole quando non le rivestiamo dell'inutile orpello del titolo e riconosciamo in esse l'assunzione di un ruolo e di una responsabilità da parte di chi è preposto!

 Non c'è da stupirsi, pertanto, se l'affrontare una discussione in termini di concetto possa causare in più di qualcuno una reazione strana: in realtà, a ben vedere, un concetto non messo in pratica è un concetto inutile o addirittura inesistente. E alla luce di tutte le esperienze passate, con tutti i discorsi concettuali basati sul nulla che si sono sentiti in passato, non si può non comprendere questo genere di reazione. Nella lingua cinese e in quella giapponese, e dunque nel loro logos o, se vogliamo, nella "forma mentis" che le ha generate, non esistono parole che individuano sempre così analiticamente l'oggetto come avviene nelle lingue occidentali, ma piuttosto gli ideogrammi rappresentano idee più generali, basate su una rappresentazione non alfabetica e spesso non altrettanto oggettivata, dove ogni significato è la combinazione di più significanti. Ogni cosa in sé viene identificata con la combinazione di più concetti, che ne definiscono la realtà.

 Tornando al seminato, secondo me il problema è il desiderio, in alcuni, di anarchia della pratica di allenamento (a volte quest'anarchia si riflette persino nell'accettazione o meno di regole di condotta -  anch'esse "forma"- all'interno di una Scuola o nella volontà di non inchinarsi per rispetto a colui che ci sta dando una parte di sé, che non è solo il Maestro, ma può essere un qualsiasi compagno) come reazione a tutti quei discorsi basati su concetti inesistenti, perché non aventi riscontro nella realtà pratica dell'allenamento. L'anarchia vera e costruttiva, non quella vuota che scaturisce dalla negazione, non è possibile nel vuoto concettuale, ma è possibile solamente nel dominio pratico di tutti i concetti. Il che significa testarli con l'esercizio e la pratica libera, che dovrebbero a questo punto essere parte della pratica corrente.

 Per dirla in termini buddhisti, "La Forma è il Vuoto. Il Vuoto è Forma": non esiste in questo mondo nulla al di fuori di quest'equazione! Si illude chi crede di saltare via da questa regola, poiché vive in un mondo che non esiste! Quello che non è chiaro a molti e che li spinge a voler uscire fuori da questa regola ineludibile è che nelle varie arti marziali ogni movimento "codificato" è già la summa di più concetti a volte solo tecnici, a volte tecnici e strategici insieme. Esattamente come dicevo per gli ideogrammi!

 Quindi nella realizzazione di una forma non basta essere solo rilassati (principio del rilassamento, del peso che va verso il basso, con annessi e connessi), non basta che si sia centrati nel Dan Tien (principio del baricentro e della corretta respirazione), non basta che si segua solo la linea centrale (principio della linea centrale e di estensione del ki presente in ogni sistema dalla muay thai all'aikido, dalla boxe al wing chun), non basta che si seguano le geometrie (principio geometrico), non basta trasferire energia (principio del trasferimento di energia). Ci sono anche altre cose, naturalmente, ma se non le si esegue tutte insieme, la forma non è ancora perfetta e realizzata. E finché non vi si arriva, la forma è lo strumento per "verificare" la  compresenza di tutti i principi insieme, nel proprio lavoro individuale. Il che non significa che i movimenti fuori della forma "canonica" non esistano, ma che determinati movimenti siano un optimum per la realizzazione completa di tutti i principi in un corpo umano.

Nel momento in cui si arriva a questa comprensione, la forma può anche cessare di esistere, perché, una volta dominati tutti i principi, al momento della pratica, si useranno quelli di volta in volta necessari (mai uno da solo ma sempre una combinazione di essi, una cosa che spesso non si vede nelle forme come "allenate" in genere). Ma se la forma (ogni forma di energia ne ha una, anche nel passaggio della corrente elettrica o la caduta dei gravi) viene saltata, il talento individuale può anche portare ovunque, ma non c'è un sapere a sostenerlo e, di conseguenza, non v'è autocoscienza e perfezionamento. Senza un sapere non vi può essere né trasmissione né arte. Nessuno può insegnare solo col proprio talento individuale senza comprensione e, quindi, senza forma. E se anche si potesse, non sarebbe mai una trasmissione veramente completa.

 Come lo scienziato è in grado di distinguere le parti di un tutto e ricostruire un fenomeno, così l'artista marziale deve poter distinguere tutti gli elementi che devono portare alla realizzazione di una tecnica, che altro non è che la realizzazione di un risultato specifico. Il motivo per cui sembra che la forma sia un limite, è semplicemente perché chi la esegue lo fa spesso sulla base di un principio o massimo due, per cui l'esecuzione risulta rigida e meccanica e di conseguenza non funzionale. Artisticamente direi che le esecuzioni sono piatte!

 Il dramma è piuttosto quando ad eseguire in tal modo è un praticante di grado avanzato, questo significa che in quella Scuola non c'è nulla, non esiste una trasmissione di sapere, ma solo trasmissione di sequenze. Potrebbe trattarsi dunque di eseguire Siu Nim Tau o Irimi-Tenkan o Choku Tsuki o un diretto di boxe o anche un ceffone di savate, ma la sostanza non cambia. Quello che fa la differenza è la possibilità di riempire quel gesto dando ad esso il peso della densità concettuale, ovvero della nostra comprensione della dinamica e della statica e del nostro vivere immersi in questa realtà fisica.

 Il peccato è che chi guarda non riesce a scorgere le potenzialità e chi esegue non vede oltre la punta del suo naso. Il cattivo marketing mette chiunque alla guida di un gruppo per insegnare qualcosa che non sa. Peccato se non si riesce a distinguere le varie parti di un unico gesto ed i vari principi che lo sottendono, non si può far altro che scimmiottare qualcuno, cercando quelle informazioni che ci mancano come dei rabdomanti alla ricerca del principio primo, in attesa della Rivelazione. Per esempio, il segreto dell'aikido è nel wing chun; quello del wing chun nell'aikido; quello dell'aikido e del wing chun nel systema; quello di aikido, wing chun e systema nel tai chi... Ma a quel punto, siamo nell'Apocalisse perché il tempo è finito. Molto semplicemente, tutto è nella forma, che è l'equazione matematica del movimento del corpo e della mente, sulla base della quale puoi compiere viaggi sulla luna, invece di limitarti a indicarla. Più domini la forma (ed attraverso essa te stesso), più domini il combattimento. E allora sì che puoi "vincere prima di combattere".

 Devo dire che sono contento, perché dopo 30 o forse 40 anni di ignoranza, prima, e ignoranza determinata da cattivo marketing, dopo, vedo adesso che ci sono diverse belle realtà e un movimento gnostico delle arti marziali per tutta la Penisola e in genere nel mondo. Oggi finalmente si può cercare e seguire le orme degli antichi Maestri.

Pasquale Mazzotta

martedì 10 settembre 2013

Il ritorno delle Arti Marziali Tradizionali

 In un'Arte Marziale possiamo osservare come coesistano, in varia misura, principi di natura tecnica e altri di natura strategica, come ci viene anche insegnato nell'HKB Wing Chun Roma. Ciò che rimane costante è il corpo umano e le sue azioni e reazioni naturali. E' chiarissimo che lo sport da combattimento, nel momento dell'applicazione, abbia le sue dinamiche, così come l'autodifesa ne abbia altre: l'arte marziale reale ne ha altre ancora. Eppure i moti interni e la vera abilità del corpo restano tali in ogni possibile situazione. Dipende solo dalla preparazione della persona, come la stessa affronti ognuna delle eventualità proposte. 


 La mia idea, la mia linea guida, è che alla fine (per citare un noto aforisma) "un calcio è solo un calcio e un pugno è solo un pugno". Il principio tecnico non varia secondo la situazione, ma in termini contingenti può variarne la strategia nell'uso ed è questa una cosa che dipende dall'evento. Dal mio punto di vista, sarebbe strano pensare che una disciplina non funziona sul ring mentre funziona nella strada o viceversa. Parlo di strada e di ring dal momento che queste sono le due direzioni che in linea di massima le arti marziali hanno preso nel loro cammino evolutivo, tenendo fuori tutte quelle manifestazioni marziali che sono diventate pura decorazione e ricerca estetica a sfondo filosofico.

 Il problema (falso) si pone solo perché ci si fonda su chi è l'avversario e sul come agirà rispetto al contesto dell'azione, dimenticando che l'arte marziale reale non consiste nel guardare l'orto del vicino, ma primariamente coltivare il proprio orto, dal momento che "solo chi conosce se stesso è illuminato", come anche la migliore tradizione delfica ci ha insegnato. Non si tratta quindi di prepararsi all'eventualità de, ring o all'eventualità della rissa da strada, ma di migliorare se stessi. Questo è il vero scopo dell'arte marziale reale.



Kung Fu Roma
Migliorare se stessi
 Un Bazooka è più adatto alla guerra o alla guerriglia piuttosto che a situazioni di combattimento per strada, se confrontato con la pistola. Ma sono certo che chi spara, con uno strumento o con l'altro, saprà farsi valere in entrambe le situazioni. Più o meno bene secondo la specificità con cui si allena. E' l'attitudine della persona, prima ancora dell'abilità specifica, a contare nell'una e nell'altra situazione. La persona ben preparata e conscia di sé non distingue le cose. Usa solo tutti i suoi strumenti nel modo più efficiente, quale che sia la situazione.


 L'arte marziale reale, come l'HKB Wing Chun, insegna l'efficienza, non i trucchi da strada o da Tatami o da ring, perché lo scopo non è vincere l'altro, ma piuttosto "vincere se stessi", allungando la propria linea di abilità, piuttosto che imparare un singolo gioco e conoscere le risposte implicite in esso. E se dunque il centro dello studio è l'evoluzione personale, piuttosto che la specifica situazione, la pratica che ne consegue, per definizione, dà risultati in qualunque situazione.

 Se corpo e mente sono unificati e se non c'è la distanza di un capello tra l'intenzione della Mente e l'agire del Corpo, allora non sarà un regolamento sportivo a vietare di esprimere il proprio Kiai, inteso come espressione attiva di Energia focalizzata su un obbiettivo, o il proprio Aiki, inteso come la capacità di mettere la propria Energia in Armonia con l'Intenzione e l'Energia dell'avversario e di tutto ciò che ci circonda. Il messaggio è che se lo sparring o il libero confronto in esercizi più o meno predefiniti (leggi Chi Sau libero o randori o qualsiasi altro genere di esercizio che includa un contatto più o meno duro), ancorché liberi, sono un sistema di auto-gratificazione del piccolo ego, finiscono per diventare la ricerca di quella serie di tricks volta alla sconfitta dell' avversario in un contesto specifico, che può chiamarsi di volta in volta Chi Sau, combattimento di thay boxe o submission wrestling o qualunque altra cosa. Questa è la competizione contro gli altri.


 E' proprio diverso invece se si tratta della propria formazione. Niente tricks, solo duro lavoro e competizione contro se stessi per migliorare le proprie abilità. Il puro gioco di ostacolare le altrui intenzioni non porta a migliorare le proprie skills (nel caso del Wing Chun, ma non solo, basterebbe pensare a tutte le difese contro gancio da Pugilato o difesa da low kicks della Muay Thai, per vedere come ciò abbia contribuito alla creazione di false sicurezze nell'essere capaci con una tecnica meccanica e senza vita di affrontare specifici problemi), mentre la formazione di se stessi è l'abbandono di queste illusioni.

Continua qui: "...siamo Artisti Marziali"

lunedì 9 settembre 2013

Raggiungi i tuoi obiettivi con HKB Wing Chun Roma

HKB Wing Chun Roma

 Tutti hanno degli obiettivi che vogliono raggiungere. Alcune persone non riescono ad individuarli in modo corretto e si perdono nei meandri di mille attività. Mi è capitato di avere Studenti che hanno frequentato per pochissimi mesi, proprio alla ricerca di qualcosa, ma si sono persi per strada, perché non sono riusciti a focalizzare i loro interessi. Tutti gli altri, invece, sono riusciti o stanno riuscendo ora a capire quali sono gli obiettivi principali, mettendo anima e corpo per raggiungerli!
 Alcuni di noi li scambiano con i "desideri", come vincere la lotteria o fare il giro del mondo, perché centrare l'obiettivo significa benessere personale e famigliare. Eppure un obiettivo è qualcosa di diverso, perché ha a che fare con la fatica, il lavoro duro e la concentrazione.
 Magari, dopo un po' di tempo ti ritrovi ad aver concluso poco nella vita o a non aver raggiunto nessun progresso positivo verso i tuoi obiettivi. Puoi vivere la vita che vuoi, sei libero di scegliere. Perché non pensi anche tu a trovare concretamente il modo per capire cosa vuoi e come raggiungerlo!? Tutto ciò che ti serve è imparare come motivarti a raggiungere gli scopi prefissati.
 Gli obiettivi devono avere caratteristiche possiamo riassumere così: essere specifici, raggiungibili, positivi e messi per iscritto, devono avere una scadenza, devono essere misurabili, devono essere ecologici e infine prevedere una celebrazione. Vediamo perché.
 Devi essere preciso su ciò che vuoi, avendo ben chiari gli intenti. Anche se è divertente sognare di essere ricchi, ci vogliono scelte di coraggio e di difficile decisione, bisogna specificare quanti soldi vuoi (o, meglio, quanti te ne servono per vivere) e come hai intenzione di guadagnarli. Visualizza nei dettagli colori e forme di ciò che vuoi, poiché questo ti aiuterà ad attivare il tuo sistema cerebrale, che ti aiuterà in automatico a trovare quello che cerchi. Attraverso l'HKB Wing Chun Roma, potrai allenare questa capacità, perché è parte integrante del corso di studi.
 Per raggiungere i tuoi obiettivi assicurati che essi siano chiari e che non ci siano alternative, perché niente si deve intromettere tra te e quello che cerchi. Bisogna essere risoluti nelle proprie scelte, esattamente come insegno ai miei Allievi, perché attraverso il Kung Fu devono saper attraversare il pericolo, superarlo o abbatterlo.
 Dopo aver definito i tuoi obiettivi, mettili sempre in forma scritta e positiva come "imparare a respirare profondamente e liberamente", anziché "smettere di fumare" oppure "essere fisicamente più agile e snello", non "dimagrire" semplicemente. Questo è fondamentale, esattamente come nella pratica del nostro sistema di Wing Chun. La nostra mente non riconosce un messaggio in forma negativa, perché è settata in un altro modo. Non ci credi? Fai questo esercizio: prova a non immaginare il Colosseo illuminato a giorno in una notte d'estate. Cosa hai fatto? Hai immaginato proprio quello che non dovevi!  Non spaventarti, è normale!
 Gli obiettivi devono avere una data di scadenza, un punto di arrivo. Non a caso, nei nostri corsi di Hek Ki Boen c'è sempre un inizio ed una fine, perché si deve conoscere ciò che si sta studiando e capire che ci vuole un determinato tempo, così da mantenere sempre sotto controllo la crescita. Pensa che se non avessimo delle scadenze nelle bollette, ad esempio, probabilmente non saremmo così determinati a pagarli entro quella certa data. Le scadenze ci danno il giusto stress per concentrare gli sforzi entro i tempi stabiliti.
 "Ogni viaggio comincia sempre con un primo passo". Per raggiungere obiettivi che siano degni di te, devi dedicare il tuo tempo e le tue energie in ogni singolo giorno. Per pubblicare un libro, per esempio, devi scrivere dei capitoli, ma soprattutto devi iniziare a scrivere un paragrafo per volta. Per creare una famiglia più amorevole, devi dare a qualcuno un abbraccio oggi. Per essere il venditore dell'anno, devi fare una telefonata parecchie telefonate. I tuoi obiettivi devono essere misurabili passo dopo passo, per capire come stai andando e se devi fare delle modifiche nelle strategie. Studiare HKB Wing Chun Roma è esattamente lo stesso!
 Gli obiettivi non devono essere contrari ai tuoi valori e principi. Tutti gli obiettivi non devono andare in conflitto con ciò che pensi, altrimenti metterai in atto degli auto-sabotaggi che inconsciamente non ti faranno raggiungere ciò che vuoi. Se hai l'obiettivo di diventare un politico affermato, ma non ami fare una vita pubblica, probabilmente ti diventerà difficile raggiungere questo obiettivo. Se i tuoi valori o le tue scelte cambiano, cambia i tuoi obiettivi di conseguenza: sii onesto con te stesso!
 Festeggia ogni risultato, come facciamo sempre insieme per i passaggi di livello o di cintura! Ogni deposito nel tuo conto di risparmio merita un segno di spunta sul calendario e un abbraccio dal tuo partner. Ogni giorno senza una sigaretta merita un sorriso e congratulazioni dai tuoi cari. Ogni passaggio di livello, deve essere celebrato da tutta la Scuola! Ogni passo verso i tuoi obiettivi deve essere documentato e celebrato! Chiedi a qualsiasi persona di successo se festeggia i propri traguardi e rimarrai stupito di quanto è importante la celebrazione! Festeggia ogni passo verso il cammino della tua vittoria e avrai finalmente la sensazione di essere in grado di raggiungere tutti i tuoi obiettivi!
 Coraggio, HKB Wing Chun Roma è qui per questo!

domenica 1 settembre 2013

Corso Istruttori HKB Wing Chun - 28/29 Settembre


Il primo corso istruttori di HKB Wing Chun della nuova stagione è alle porte. Il 28 ed il 29 settembre, passeremo 20 ore insieme a tutti i candidati istruttori, lavorando sulla tecnica, sui programmi di insegnamento, sulle modalità di insegnamento e correzione, sul marketing e sulla gestione di gruppi di studio. Come sempre, l'alta professionalità che ci contraddistingue sarà messa in campo per dare vita ad un entusiasmante percorso formativo, per chi vuole fare della propria passione un vero e proprio lavoro. 

sabato 31 agosto 2013

La mia intervista al Gran Maestro Lin Xiang Fuk

Grazie alla preziosa collaborazione del mio Allievo Pasquale Mazzotta, oggi possiamo finalmente leggere la traduzione della mia intervista al Gran Maestro Lin Xiang Fuk, che uscì su questo blog, in inglese, nel luglio del 2010. Ancora grazie a Pasquale, buona lettura!

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Oggi conosciamo SiFu Lin Xiang Fuk del Black Flag Wing Chun (o 'hek ki boen eng chun').

Può dirci qualcosa della sua vita? Quando ha iniziato con le Arti Marziali?

Il mio viaggio nell'HKB Eng Chun è iniziato quando ero ancora bambino. Ogni volta che finivo nei guai, mio padre mi puniva facendomi eseguire esercizi di kungfu, come Nji Ci Bhok Yang Bhe (la posizione dell'HKB dell'ideogramma due, che trattiene lo Yang), Im Tiong Kun (Pugno Centrale Yin), Goan Jiu (Mano che fa un cerchio), Cam Jiu (Mano che taglia), footwork in Yang Cin Po ed altri movimenti che allora non riconoscevo come Eng Chun. All'inizio i miei genitori non approvavano che io apprendessi formalmente le arti marziali, poiché desideravano che io mi concentrassi sui miei studi. 
Dal momento che mi avevano proibito di andare ad una scuola di arti marziali, io risparmiavo i soldi che mi davano per comprare cose da mangiare e merendine ed invece compravo libri di arti marziali. Osservando il mio forte interesse e la perseveranza verso le arti marziali, i miei genitori si convinsero a lasciarmi studiare il kungfu. 
 Nel 1985, quando avevo 10 anni, mio padre mi portò ad un ristorante dove mi presentò al mio primo Suhu (Sifu in HKB Eng Chun), il GM (Grandmaster) The Kang Hay, che era il proprietario del ristorante. Da lì in poi, appena finivo con la scuola, correvo diritto al 2° piano del ristorante, che era il suo Bukoan (luogo di allenamento). Più tardi, scoprii che anche mio padre aveva appreso l'HKB Eng Chun Kun sotto il GM The Kang Hay e che era il nipote di Sutjo Kwee King Yang. 
Subito dopo, scoprii che tutti quegli esercizi e strani movimenti che mio padre mi dava per punizione erano la base del sistema HKB. Man mano che il tempo passava, rimanevo sempre più sorpreso da quest'arte, non solo dal punto di vista del combattimento, ma anche per come riusciva a farmi diventare la persona migliore che potevo essere. 

Con chi ha conosciuto il sistema Wing Chun? 

Ho iniziato HKB Eng Chun (Wing Chun) sotto GM The Kang Hay nel 1985. 

Chi sono stati i suoi Maestri in passato? 

Ho avuto il privilegio di essere avviato e istruito da altri studenti di Sutjo Kwee King Yang. Alcuni di loro erano miei sucek (i più giovani fratelli di kung fu di GM The Kang Hay) e Supek (o Sibak, i più vecchi fratelli di kungfu di GM The Kang Hay). Nonostante GM Tio e GM Xing Yen avessero ricevuto entrambi l'insegnamento del mio principale Suhu (Sifu), GM The Kang Hay, non ho mai guardato a loro come Suheng (fratelli di kungfu). Invece, GM Tio e GM Xing Yen sono entrambi miei Suhu. In totale, ho avuto l'opportunità di imparare da sette Suhu (Sifu) di HKB, ma ho ricevuto la maggior parte di ciò che ho appreso da GM The Kang Hay e GM Tio. 
Fui molto fortunato ad avere l'opportunità di allenarmi con sette grandmasters di HKB Eng Chun. Di base, tutti loro insegnavano esattamente i medesimi movimenti, posizioni e punti di riferimento, fondati sulla formula HKB. Tuttavia c'erano differenze nell'espressione. Proprio come quando un maestro pittore insegna ai suoi studenti a dipingere paesaggi, sebbene tutti gli studenti abbiano la medesima teoria, comprensione e addirittura ‘stile pittorico’, il risultato di ognuno è comunque diverso. Questo è perché si tratta di arte, non di scienza. Ciò vale anche per il kungfu. L'aver potuto studiare sotto sette grandmasters l'HKB Eng Chun mi ha dato il vantaggio di poter vedere oltre ciò che è la “personale interpretazione” e di capire meglio l'essenza del  sistema HKB. 
Ho avuto anche la fortuna di poter apprendere le loro ‘speciali’ abilità individuali, qualcosa di specifico ad ognuno dei Suhu. Abilità speciali potevano essere una qualche tecnica/approccio/concetto favoriti o addirittura un'abilità al di fuori dal syllabus, sviluppata intenzionalmente o involontariamente man mano che approfondivano il sistema. Sono anche grato che mi sia stata data la possibilità di essere introdotto allo studio di lineages e stili differenti di Wing Chun. Anche se HKB Wing Chun è sempre stata la mia identità principale, differenti lineages mi hanno permesso di espandere i miei orizzonti e apprezzare altri stili. 

E ora? 

Una volta che hai un Suhu, resta tuo Suhu per tutta la vita. Anche se ho completato il sistema, do sempre loro rispetto ai miei Suhu. 

Lei è Sifu/Suhu. Chi l'ha proclamata Suhu? 

Dopo che completai il mio training, sia GM The Kang Hay che GM Tio mi istruirono per iniziare ad insegnare nel 1997. Entrambi mi indicarono come uno dei loro successori e mi dettero piena responsabilità per la diffusione e la preservazione di questo sistema, nonché di accrescere la fama dell'Eng Chun e di Sutjo Kwee King Yang. Nel 2000, ho finalmente iniziato ad insegnare nella mia casa. Poi sono andato negli USA nel 2005. 
GM The Kang Hay e GM Tio allora mi istruirono sulla diffusione e preservazione dell'HKB a livello internazionale. Fui nominato come Suhu (Sifu) in carica per l'espansione del sistema HKB oltremare al di fuori dell'Indonesia. In tutta la mia esperienza di insegnamento, i miei studenti, discepoli, le loro famiglie ed il grande pubblico si rivolgono a me come Suhu. Nella cultura cinese tradizionale, gli studenti e i discepoli si rivolgono a colui che insegna loro chiamandolo Suhu. Gli studenti chiamano l'insegnante del proprio istruttore con l'appellativo di “Sukong” che è simile all'idea di ‘nonno-istruttore’. Quando ho portato i miei studenti in Indonesia a visitare la nostra Famiglia HKB nel Marzo del 2010, essi si rivolgevano a tutti i miei Suhu (Sifu) chiamandoli Sukong. La cultura del Kungfu è basata sulla struttura relazionale familiare. Per questo non è solo una relazione di tipo insegnante-studente. Un Suhu non è solo chi aiuta gli studenti ed i discepoli a migliorare le capacità nelle arti marziali, ma è come una figura paterna che è responsabile per le loro vite, il ché include la parte fisica, mentale, spirituale, emotiva così come il successo futuro nella vita. 

Come si diventa Suhu nella sua associazione? 

Una persona diviene Suhu quando si danno entrambe le seguenti condizioni: 1. Finisci il curriculum per il Primo Livello Istruttore di HKB Engchun e ottieni il certificato dalla Sede Centrale dell'HKB. Ci sono cinque livelli di istruttori. 2. Inizi ad insegnare ed hai studenti base. 

Puoi spiegare le origini della tua famiglia di Wing Chun? 

Per favore fate riferimento alla seguente pagina nel sito ufficiale dell'HKB Eng Chun Pai: http://engchunkun.com/history.html  

Quante ore si allena? 

Quando ero ragazzo, non appena uscito da scuola e terminato il mio pranzo, portavo tutti i miei compiti al Bukoan di Suhu. Il mio Suhu voleva sempre che finissi i compiti prima di iniziare l'allenamento. Cominciavo l'allenamento e partecipavo alle lezioni da pomeriggio fino a sera. Il sabato a volte non finivo prima delle 11 di sera e, quando i miei genitori erano d'accordo, spesso finivo per rimanere a dormire a casa del mio Suhu. 
Normalmente, mi alleno fisicamente nell'HKB circa 2-3 ore al giorno. Di sabato mi alleno per 5-6 ore con i miei studenti e anche da solo per il mio training personale. Mentalmente, HKB Eng Chun è uno stile di vita per me. Il kungfu è presente in ogni momento della mia vita quotidiana. Ogni momento, ogni secondo. Esso è presente nel mio modo di pensare, nel mio modo di parlare e in qualunque cosa mi trovo a fare. E' parte integrante della mia vita. 

Ha mai combattuto in una competizione sportiva? Quando, dove e con quali risultati? 

Crescendo come un Cinese nato in Indonesia, non c'era mai una competizione professionale open di kungfu. Per lo più il Kungfu Cinese veniva insegnato in maniera tradizionale. Generalmente uno studente apprendeva a casa del Suhu. Ciò è dovuto alla politica imperante in Indonesia negli anni '60. Qualunque cosa avesse a che fare con la cultura cinese veniva messa al bando. Questo include il parlare la lingua, lo scrivere in Cinese, il kungfu e molte altri pratiche culturali cinesi. Le competizioni pubbliche di kungfu non erano permesse assolutamente. A quei tempi, solo Karate, Tae Kwon Do e Silat Indonesiano erano le arti marziali che vantavano scuole professionali aperte al pubblico. Quelle arti non erano interdette. Quando le associazioni di Karate tenevano queste competizioni, non accettavano persone provenienti dall'esterno. Questo è anche ciò che avvenne con il Tae Kwon Do e con il Silat Indonesiano. 
C'erano naturalmente combattimenti clandestini e segreti tra stili solo all'interno della comunità delle arti marziali cinesi. A volte questa tradizione causava sfide tra differenti comunità cinesi. Da giovane, quando ancora stavo imparando dai Grandmasters dell'HKB, ho avuto molte esperienze di ‘incrociare le braccia’ con altri artisti marziali cinesi di differenti stili. Ho fatto questo nel modo più rispettoso, che non è quello di una sfida ufficiale. Questo finiva proprio per sorprendere/impressionare sempre molti maestri e praticanti di altre arti marziali cinesi, in quel periodo. Non ho mai voluto mancare di rispetto ad altri stili; volevo solo valutare la mia abilità in HKB contro altri stili senza rovesciare la loro ciotola di riso (significa, senza danneggiare le loro scuole o i loro affari, ndr). 
Quando all'inizio ho cominciato ad insegnare, prima di imparare come trattare le richieste di sfida, ho ricevuto un paio di sfide. Trovavo la cosa molto irrispettosa, specialmente se gli sfidanti non erano della mia generazione. Finivo veramente per accettare alcune di queste sfide e davo loro ‘qualcosa’ da ricordare a vita. Ma volgendomi indietro, mi pento di questo. Un Suhu (Sifu) nel Kungfu dovrebbe sapere come controllare se stesso senza lasciarsi andare a causa di altri o delle sue emozioni. E dovrebbe avere l'abilità di controllare gli avversari senza ferirli. Ho imparato molto da quei primi anni di insegnamento. 

Quante ore a settimana uno studente dovrebbe allenarsi per crescere seriamente? 

Questo sul serio dipende da condizioni come età, fitness, e obbiettivi dello studente. Come principiante, mi aspetterei da parte loro un allenamento di almeno mezz'ora al giorno, lezioni a parte. Quando divengono studenti a tempo pieno, possono allenarsi 1-2 ore al giorno. Personalmente metto la massima enfasi sulla consistenza piuttosto che su quanto a lungo o per quante ore dovrebbero allenarsi. Anche se solo per mezz'ora, se ci si allena tutti i giorni, è meglio che allenarsi 4-6 ore per uno o due giorni e poi pausa per una settimana. Io personalmente mi alleno per 2-3 ore ogni giorno e circa 5-6 ore ogni domenica. Non mi aspetto questo tipo di allenamento da ciascuno dei miei studenti, ma mi aspetto che i miei discepoli ed gli studenti di livello Istruttore abbiano il mio medesimo impegno. 

Qual è il suo pensiero su altri SiFu e sui i loro metodi di insegnamento, sulle altre associazioni e famiglie di Wing Chun?

Il Kung Fu cinese non è una scienza: è un'arte. Perciò ogni SiFu ha una sua propria espressione ed interpretazione, basata sulla propria esperienza. Dal mio punto di vista, un buon SiFu deve sapere cosa è meglio insegnare ad una persona, in base alla condizione della persona stessa, al suo carattere, in base alla sua struttura mentale ed alla sua abilità. E' per questa ragione che insegnare ed imparare Kung Fu richiede un'interazione fisica con un'altra persona ed una comprensione del livello dello studente, dei suoi punti di forza e delle sue debolezze. E' per questa stessa ragione che abbiamo un detto cinese per il quale la bocca parla e il corpo riceve/comprende. Personalmente non sono d'accordo con l'idea di arti marziali per produzioni di massa. Come per altre associazioni/famiglie di Wing Chun, siamo come un grande albero. HKB Eng Chun, così come altri lineages, è un ramo del grande albero del Wing Chun. Sebbene il Wing Chun abbia cominciato a divenire più popolare e ben noto, c'è ancora molto lavoro da fare per mettere da parte la politica e le lotte di potere. Il Wing Chun, collocandosi come sistema tradizionale nell'ampio ventaglio delle marziali cinesi, non gode di gran successo (in termini di numero di studenti e popolarità) se comparato alla miriade di Scuole di Arti Marziali Giapponesi o Coreane nella maggior parte delle città del mondo. Spero sul serio che il Wing Chun continui a crescere e cambiare la vita delle persone, apportandovi maggiori benefici. Vorrei vedere scuole di Wing Chun in altrettante città quante sono quelle in cui ci sono scuole Giapponesi o Coreane, per dare alle persone una possibilità di confronto, per capire cosa è meglio per loro. Io credo che sia nostra responsabilità collettiva lavorare insieme per promuovere, diffondere, e preservare il sistema per la prossima generazione, senza provare a farsi guerre per dimostrare quale lineage è il migliore, il più antico, il più originale, etc. 
Ci sono molti lineages sconosciuti che vogliono solamente presentare il proprio sistema al mondo e promuovere le arti marziali cinesi. HKB Eng Chun è uno di questi. Dovrebbe essere ed è scelta dello studente decidere quale lineage è meglio per lui o lei, in relazione ai traguardi previsti per la propria vita. Io e tutti i miei Suhu ed i miei studenti non abbiamo interesse a partecipare a guerre politiche all'interno della comunità delle arti marziali tradizionali cinesi. Noi insegniamo, noi impariamo, noi promuoviamo le arti marziali tradizionali della Cina. Siamo tutti insieme una grande famiglia del Kungfu, sparsa per i quattro mari e per i sei continenti. 

Può dirci quali sono le differenze tra il suo Eng Chun ed altre interpretazioni? 

Ci sono grosse differenze nell'approccio multi-strato. Non possiamo dire che è meglio o più originale di altri, etc. Se parliamo dal punto di vista tecnico e concettuale, ci sono molte differenze come la posizione: Nji Ji Bhok Yang Bhe, che è tradotto come Comprimere la forza “Yang” (come Im-Yang) con la Posizione del Carattere 2 (il ginocchio è la parte alta, il piede quella bassa) piuttosto che posizione per bloccare la capra. Footwork, pugni e tutto il resto sono anch'essi diversi. HKB si focalizza sull'occupare il tempo e diventare lo spazio come perfetta espressione del 'Qui ed Ora' (il Chan Cinese/Buddismo Dhyana). Al di là della “Forma Tecnica” e delle differenze di Concetto, ci sono anche molti altri fattori chiave caratteristici dell'HKB Eng Chun. 
Per esempio: 
A. Principi Chan del non attaccamento (Detachment) nel Sam Chin Sam Tue. Principi che sono: Micro Cosmo (Siauw Im Siauw Yang): liberare se stessi dall'attaccamento al proprio io, separando Mente, Corpo e Qi. Conoscere se stessi. Macro Cosmo (Thay Kek Im Yang): liberare se stessi dall'attaccamento all'illusione del Mutamento di Im Yang (Cielo=Tempo, Terra=Spazio). Vuoto (Bu Kek): liberare se stessi dall'attaccamento ad ogni forma/apparenza/teoria. Questi principi costituiscono il vero DNA del Buddhismo Chan del “Qui” e “Ora”, dove tempo e spazio cessano di esistere. 
B. Formula; agire seguendo il reference point che fissa l'esatta posizione di ogni parte del corpo, come il gomito, il ginocchio, la gamba, la mano, la posizione, etc. Lo scopo della formula è quello di dare al praticante l'abilità di occupare il tempo dell'avversario e diventare spazio, come vera condizione del Qui ed Ora (Detached). Altro beneficio della formula è che questa aiuta a preservare il sistema nel corso della trasmissione. Indipendentemente da chi ha insegnato a chi, il reference point sarà sempre lo stesso. Così il sistema può essere trasmesso attraverso una formula piuttosto che attraverso l'interpretazione personale che potrebbe poi condurre a diverse forme e punti di riferimento per alcuni movimenti. Sebbene ogni Sifu abbia un proprio modo di esprimersi col corpo, gli esatti reference points delle mani, dei gomiti, ginocchia e altre parti del corpo sono sempre i medesimi. 
Per esempio, consideriamo la tecnica “Tan Jiu”. Sebbene ogni Suhu (Sifu) di HKB abbia una differente espressione basata sul proprio livello di abilità individuale, l'altezza esatta di gomiti, polsi, punta delle dita, spalla, la profondità, sono sempre uguali poiché si basano sulla formula dell'HKB. Questo riduce i rischi di cambiamenti che potrebbero annacquare il sistema, se basato sulle interpretazioni persoali. 
C. Metodo della Generazione di Potenza; altri lineages si focalizzano sul come generare maggiore potenza usando il peso del corpo, la struttura, la posizione, i passi, etc. In HKB, noi non studiamo come generare potenza; invece ci concentriamo sul Metodo per Trasferire Potenza. In HKB Eng Chun, la Potenza è un effetto secondario del detachment del Microcosmo (Corpo, Mente e Respiro). Invece di collegare ed usare l'intero corpo in una azione, noi separiamo il corpo in singole unità che non contino l'una sull'altra. Il risultato sarà veramente sorprendente indipendentemente dalla taglia, età, distanza/spazio, posizione, struttura, condizione fisica, etc. Questo include anche il metodo della respirazione ed anche qui il respiro deve essere separato ed autonomo rispetto al movimento del corpo; questo è ciò che noi chiamiamo respirazione naturale, la quale è lenta e profonda indipendentemente da quanta energia tentiamo di trasferire all'estremità. Trasferire un esplosivo impulse power all'estremità del punto di contatto nel momento del bridging, indipendentemente dalla posizione del corpo, con/senza struttura, con ogni movimento, ad ogni distanza (spazio), o addirittura quale che sia il momento della respirazione (sia durante l'inspirazione che durante l'espirazione) è qualcosa di veramente cruciale in HKB. Questo metodo di Impulse power è chiamato Hoat Keng. L'Hoat Keng dell'HKB (Impulse Power) è veramente unico e questo ha richiamato molto l'attenzione e l'interesse di molti ben noti maestri provenienti da differenti lineages e stili. 
Questi tre punti costituiscono appena una spiegazione basilare di alcune delle unicità del sistema HKB; naturalmente sarà impossibile qui spiegare più in profondità o semplicemente enunciare altri importanti punti, poiché essi richiedono esperienza. 

Quali sono i concetti del combattimento su cui si focalizza nella sua Scuola? 

Il Wing Chun può essere visto in un primo momento come un metodo di combattimento scientifico, ma una volta che si diviene praticanti avanzati, non è più una scienza. E' piuttosto un'arte per esprimere se stessi nel modo più efficiente in termini di tempo, spazio ed energia. Come arte, il Wing Chun dovrebbe permettere di fluire e adattarsi ad ogni situazione. Non è un set prefissato, poiché se lo fosse questo andrebbe contro i principi di detachment del sistema HKB Eng Chun. Il massimo dell'espressione dell'HKB Eng Chun si basa sull'idea di Massima Efficienza in termini di Tempo, Spazio ed Energia. 
A volte devi persino evitare di ingaggiare un combattimento alla cortissima distanza per poter utilizzare in modo efficiente il tuo tempo e il tuo sforzo. Di solito si considera la cortissima distanza la più economica: questo non va bene se alla fine devi buttar giù un muro per poter entrare in un'altra stanza. La Massima Efficienza non è uno stile, ma è un'espressione basata su di un certo tipo di abilità e su una certa forma mentis. La Massima Efficienza non è una collezione di tecniche che ricordi i movimenti del Wing Chun. L'espressione della Massima Efficienza è un concetto mutuabile perfettamente dal kungfu anche per la nostra vita quotidiana. Quanto siamo stati efficienti con le nostre risorse di tempo, spazio ed energia ieri? Quanto lo saremo oggi e persino domani? 

Ha una forma per il 'Luk Dim Poon Kwan'? Ci può dire qualcosa al riguardo? 

Noi non abbiamo una Forma per il 'Luk Dim Poon Kwan' . Abbiamo invece una forma del palo chiamata Pat Mui Khun Huat (Il Bastone delle otto Direzioni). La lunghezza del nostro palo è uguale all'altezza del praticante misurata fino a un punto tra le sopracciglia ed 1 pugno sopra la sommità della loro testa. Afferriamo il bastone nel centro, con una mano a palmo orientato verso il basso e l'altra mano col palmo orientato verso l'alto. Usiamo ambo le estremità del bastone. Un punto essenziale è che l'energia deve essere trasferita alla punta del bastone. Questo è il motivo per cui occorre essere a buon punto nella tecnica a mani nude prima di iniziare ad apprendere il maneggio delle armi. Se non si riesce a trasferire energia alla punta delle proprie dita quando le mani non impugnano nessuna arma, non v'è modo di farlo col bastone. 

Ha una forma di 'Bart Cham Dao'? Anche qui ci può dire qualcosa? 

Questa forma è nota come “Sang To” in HKB Eng Chun. Il significato è Doppie Spade a farfalla. Per la corrente principale dei praticanti di Wing Chun, il nome normalmente in uso è quello di “Bat Cham Dao”. La forma delle spade è però diversa da quella della maggior parte degli altri lineages di Wing Chun. La punta della Spada a farfalla del HKB è concava. “Sang To” non è niente altro che un'estensione della mano e del braccio. Ogni principio valevole per le mani si applica ugualmente anche qui. 

Ha mai pensato di venire in Italia? 

Sono sempre stato curioso di assaggiare il cibo italiano nel suo paese d'origine. Mi piace vedere bei posti e incontrare belle persone, specialmente se pazze per il Kungfu. Al momento non ho pensato all'eventualità di un viaggio in Italia. Sto ancora preparandomi per alcuni progetti ad Amsterdam ed in Brasile per condurre seminari e workshops. Vediamo se in futuro potrò avere questa opportunità di venire in Italia. 

Grazie! 

Prego. Grazie per l'Intervista.

venerdì 30 agosto 2013

La prima intervista con SiFu Lin Xiang Fuk

Quella che segue è la prima intervista pubblica con SiFu Lin Xiang Fuk, realizzata da Sergio Pascal Iadarola, nel Luglio 2010, all'HQ dell'HKB, in Virginia, a Fredricksburg. Pubblicai il video dell'intervista con SiFu Lin, ma nessuno ha mai trascritto il testo della stessa, fino a poco tempo fa (qui). Finalmente, dopo tre anni, uno dei membri della nostra Famiglia, Sara Pilepich, mi ha aiutato a trascrivere ed a tradurre questa video-intervista, con l'aiuto iniziale del mio Allievo, Pasquale Mazzotta. Ringrazio entrambe con tutto il cuore per il favore reso alla comunità internazionale dell'Hek Ki Boen Eng Chun Pai.

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SiFu Lin, da quanto tempo studi Kung Fu? 

Ufficialmente dal 1985.

Puoi dirci qualcosa del tuo SiFu e del tuo SiGung? 

Il nome del mio SuKong, SiGung in cantonese, è Kwee King Yang. Non ho imparato direttamente da lui. Quando ho iniziato a praticare Kung Fu era ancora vivo, ma non ho avuto l'opportunità di allenarmi con lui. Tuttavia, egli ha trasmesso il sistema a molte persone – ufficialmente sono circa undici persone, undici grandi maestri che insegnano il sistema Hek Ki Boen pubblicamente. Il mio SiFu, il mio primo e principale SiFu, è stato il GM The Kang Hai, che viveva nella mia stessa città. Fui presentato a lui da mio padre, si conoscevano da tempo. GM The Kang Hai è stato anche il SiFu di mio padre: il mio SuKong, che è SuJo Kwee King Yang, era già molto vecchio, anche quando mio padre ha iniziato a praticare il Kung Fu. Questo è il modo in cui mi sono avvicinato al sistema. Più tardi, ho anche studiato con un paio di altri Grandi Maestri, specialmente con uno dei suoi allievi più anziani (indicando la foto di GM Kwee King Yang, ndr).
Dopo gli 11 anni, ho studiato anche con altri. Uno di loro è morto. Due di loro sono stati anche studenti del mio primo SiFu The Kang Hai ed il caso è davvero simile a quello di mio padre, perché venivano nel suo Bukoan a studiare, perché GM Kwee King Yang era molto anziano per poter insegnare fisicamente loro ed è per questo che GM The Kang Hai ha sempre condotto la maggior parte degli allenamenti. Si tratta di GM Tio Tek Kwee e Xing Yen. Entrambe hanno studiato fisicamente con GM The Kang Hai, perché SuJo era troppo anziano. Oltre a loro tre, ho imparato anche da altre quattro persone.

Come è avvenuto il tuo addestramento e dove hai appreso il sistema? 

Il trovarsi in Indonesia, immerso nella società cinese, ha fatto sì che l'insegnamento fosse condotto in un modo molto tradizionale. Lo spazio che utilizzavamo era il salotto del SiFu – nessuno dei SiFu aveva una propria scuola ufficiale. Ma anche senza una propria scuola, i SiFu hanno formato centinaia di persone nel corso degli anni. Quindi, anche se parliamo della generazione formata da SuJo Kwee King Yang, parliamo di una palestra che non era altro che il soggiorno di casa sua, non più grande di 3 metri per 4. Si tratta, quindi, di un allenamento molto tradizionale – senza uniforme, senza docce –, alla fine si tratta semplicemente di combattimento. Per quanto mi riguarda, quando ho imparato dal GM The Kang Hai e da altri sei SiFu, mi allenavo in un modo molto simile: gli allenamenti si tenevano nei loro soggiorni. GM The Kang Hai aveva, in casa sua, un deposito al piano superiore, e lo utilizzava come magazzino. Nello spazio che restava libero, ci allenavamo. Ogni volta che potevo, finita la scuola, tornavo di fretta a casa, pranzavo e uscivo il più velocemente possibile. La mia vecchia casa era molto vicino al Bukoan del GM The Kang Hai. La maggior parte delle volte lo raggiungevo in bicicletta. Si iniziava nel pomeriggio, a volte alle due, altre alle tre, altre prima, a seconda dell’orario in cui riuscivo ad arrivare. Il GM ci allenava tutto il giorno; la formazione non è come al giorno d’oggi, è abbastanza diversa per quanto riguarda le posizioni di base, il gioco di gambe, etc… Ci si allenava per ore instancabilmente. Non finivo mai prima delle otto o nove di sera, e poi, quando arrivavano gli anziani, non volevo tornare a casa perché volevo assistere ad allenamenti e conversazioni di alto livello; alcune notti sono rimasto lì fino alle undici, se non mezzanotte, e poi di fretta a casa.

SiFu Lin, ci può dire come questo sistema è arrivato da Fukien in Indonesia? 

Riassumendo, di fatto il sistema fonda le proprie origini nel Tempio Shaolin, subito dopo l’annessione della Manciuria alla Cina. Quindi, secondo la tradizione orale, tramandata dalla nostra famiglia, il sistema è stato pensato o definitivamente formato partendo dall’Eng Chun Tim (la Sala dell'Eterna Primavera). Quando il Tempio Shaolin fu distrutto, nacquero le società segrete. Alcuni dei lignaggi si diffusero, credo, grazie allo sforzo di una coppia di antenati, fino a che il sistema non è arrivato fino a noi nella forma che chiamiamo in inglese Black Flag o Black Bandana. Ecco come il sistema è stato tramandato, grazie anche ai segreti che vennero mantenuti nelle società segrete. Uno dei capo-istruttori della società segreta della Black Flag fuggì in Indonesia. Scelse l'Indonesia, perché un suo cugino l’aveva già raggiunta, precisamente si era stabilito a Malang City, e alcune voci lo descrivevano come un delinquente […]. Quando arrivò a Malang City, scoprì che non c’era nulla di vero. In ogni caso, non riusciva a trovare il cugino. Durante una discussione venne attaccato da un gran numero di persone armate di ascia: le sconfisse senza far loro del male, così presto la notizia si diffuse fino a Salang City. Il mio GM, SuJo Kwee King Yang, sentì parlare di quello che era successo e volle avvicinare quest’uomo, che, peraltro, non aveva un posto dove stare; lo ospitò, se ne prese cura, e poi, dopo due anni, per restituirgli la cortesia, l'ultimo capo istruttore a noi noto della Black Flag decise di trasmettere il sistema al mio SuHu. È così che il mio GM entrò in possesso del sistema, che da lui è stato tramandato a molte persone; undici di loro hanno deciso di insegnare e io ho imparato da sette di loro. La storia completa del sistema non è stata rivelata fino agli anni ’70, non solo a causa dei vincoli di segretezza legati alle società segrete, ma anche per via della situazione politica indonesiana, stretta tra la legge cinese e il governo inglese. Dopo gli anni ’70, rimosso il vincolo di segretezza, le nuove generazioni sono potute entrare in possesso di queste informazioni, ed è stata una fortuna, soprattutto per me che ho avuto così l'opportunità di conoscere completamente il sistema.

 Quali sono le forme del sistema Eng Chun (Wing Chun) Hek Ki Boen?

Il fondamento e la forma principale del sistema è la Sam Chian Po, che significa tre passi di battaglia e la stessa Sam Chian Po sebbene sia la base, costituisce il cuore del sistema, perché è qui che gli studenti iniziano e finiscono il loro percorso. Tutto è incentrato sul distacco e, una volta appreso questo, possono iniziare con Siauw Liam Dou,che potrebbe essere tradotta come piccolo o primo allenamento. Abbiamo anche una forma chiamata Sat Si Mui, attaccare o uccidere in quattro direzioni, la Im Yang Jiu conosciuta anche come Hua Kun, la forma del fiore o il pugno del fiore. Abbiamo anche una seconda ed una terza Sam Chian, che lavorano su aree differenti. Abbiamo una Tim Kiao, affondare il ponte. Abbiamo anche una forma chiamata Piauw Ki e l'ultima a mani nude è quella al Bok Jin, il manichino di legno. Oltre a queste, abbiamo parecchi Tui Phak Kiao Jiu, cioè un lavoro in coppia per allenare il contatto degli arti. Si lavora su Sam Sing, Go Sing, Chit Sing, cioè tre, cinque, sette, otto, nove stelle, a seconda dei contatti di braccia. Abbiamo una forma in coppia, il lavoro sulle capacità 'collose' delle braccia, che si mettono parallele, incrociate, che chiamiamo Niam Jiu. Noi abbiamo delle forme armate, come la Sang To, che significa doppi coltelli a farfalla, e la forma con il bastone, ma l'altezza non è più di un pugno sopra la tua stessa testa. La forma del bastone è chiamata Pat Mui Kun Huat, cioè metodo di utilizzo del bastone in otto direzioni. 

Che cosa rende il sistema Hek Ki Boen unico rispetto ad altri sistemi di Wing Chun secondo te?

Penso che ogni stile, ogni sistema, compresi tutti i Wing Chun, siano tutti unici. Vorrei sottolineare però alcune delle unicità dell’Hek Ki Boen Eng Chun, come il concetto di distacco o di separazione, che è il principale fondamento del Buddhismo Chan. Abbiamo anche ciò che chiamiamo le tre fasi di studio e consapevolezza, cioè il concetto che chiamiamo Sam Chin Sam Tue. Di fatto si tratta delle tappe: Siauw Im Siauw Yang, la separazione dal piccolo universo; Dai Kek Im Yang, la separazione dal grande universo, che è il paradigma di Cielo Terra Uomo o Tempo Spazio Energia, che è completo a questo livello. Il nucleo centrale e fondamentale dell’Hek Ki Boen è il raggiungimento del Bu Kek, che può essere tradotto come vuoto. Alcuni dei termini che ho appena usato sono tutti in fukinese, infatti noi chiamiamo il nostro sistema Hek Ki Boen Eng Chun. Eng Chun Kun è il fukinese per Wing Chun Kyun, che credo sia l'origine del termine o del sistema. Ma, naturalmente, il Wing Chun è diventato inglese, quindi è per questo che mi riferisco al sistema anche come Black Flag Wing Chun così la gente può capire che cos’è l’HKB Eng Chun.

SiFu Lin qual è l’obiettivo che intende raggiungere con il sistema Hek Ki Boen?

Credo che il sistema Hek Ki Boen Eng Chun abbia il proprio universo e credo che questo potrebbe portare molto beneficio a numerose persone nel mondo. A parte questo, è uno dei pochi antichi sistemi cinesi che ancora sopravvivono. Quindi, la mia missione principale è quella di preservare e trasmettere alla prossima generazione il sistema: è ciò a cui sto lavorando in questo momento.

giovedì 29 agosto 2013

Yuánfèn: l'affinità predestinata o "karmica"

Il mio Maestro, Lin Xiang Fuk, è stato l'unico che mi abbia fatto davvero comprendere il concetto di (緣分) Yuánfèn (lo metto in pinyin, così è chiaro a tutti). Si tratta dell'idea buddista dell'affinità predeterminata o predestinata, il principio secondo il quale una persona è destinata a relazionarsi, ad incontrare ed a condividere la propria vita con determinate persone, sia nel campo affettivo, sia nel campo amoroso.

 Nell'uso comune i termini potrebbero essere utilizzati per intendere una qualche forza vincolante, che lega due persone insieme in ogni relazione: potrebbe essere intesa come una forza universale che disciplina il verificarsi di eventi, a causa dei quali alcune persone si incontrano in luoghi scelti da un destino superiore.

 Yuánfèn può essere associato al concetto teologico di determinismo, perché esistono delle cause dietro agli eventi attuali da rintracciarsi in azioni fatte nelle vite precedenti: la relazione con il Karma buddhista è d'uopo, anche se con questo termine ci si riferisce alle conseguenze delle azioni di un individuo su lui stesso, mentre Yuánfèn è sempre utilizzato per riferirsi a due persone in relazione tra loro.

 Per capirci, dopo aver incontrato una persona che difficilmente si sarebbe potuta trovare diversamente, si potrebbe dire che è stato lo Yuánfèn a farla trovare oppure si potrebbe far riferimento a questo concetto quando si incontra qualcuno di diverse località, fenomeno ben più profondo di una mera coincidenza. "Ci vogliono centinaia di rinascite per portare due persone a viaggiare nella stessa barca", recita un detto cinese, e proprio per questa ragione è così preziosa l'affinità predestinata, la quale, lo ricordo, non ha alcuna relazione con gli interventi divini.

 Sebbene sia spesso utilizzato nel contesto delle relazioni tra amanti, il concetto in sé è molto più ampio e può riferirsi a qualsiasi rapporto tra le persone, partendo dal meccanismo con cui i membri della famiglia si sono ritrovati nella stessa, arrivando al rapporto che può intercorrere tra Maestro e Allievo nelle Arti Marziali. Proprio da questa sensazione piacevole che ho provato più e più volte mi è venuta voglia di condividere queste righe.

 Ci sono più di sei miliardi di persone che vivono su questo pianeta, è davvero raro incontrare persone che ti senti vicine, talmente in sintonia da passare oltre al rapporto che si può avere con i familiari. Eppure, spesso, mi sta succedendo da un paio d'anni a questa parte, riesco a stringere rapporti strettissimi con persone che in questa vita ho conosciuto solo da qualche mese. Loro sanno di chi parlo, li ringrazio sempre per l'amicizia che mi stanno donando, ma che, alla fine, è frutto dello Yuánfèn... Niente avviene per caso.