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mercoledì 11 maggio 2011

[Video] Dimostrazione a Fatshan, in Cina

Sergio Iadarola ci regala un altro bel videoclip con una interessante dimostrazione di Wing Chun eseguita da varie Famiglie, a Fatshan, in Cina. Lo ringraziamo, come sempre, per averci dato modo di vedere su cosa si basano le dimostrazioni anche lì e qual è  il cuore di questo sistema di combattimento. Cercate di cogliere le similitudini e le differenze tra le varie Famiglie, perché ci sono e, spesso, sono marcate. Osservate con attenzione le movenze del Pien Sun (o Gu Lo) Wing Chun e confrontatele con il sistema che praticate.

domenica 1 maggio 2011

[Video] Sergio Iadarola spiega alcune parti del Luk Dim Boon Kwan

Sergio Iadarola ha da poco pubblicato un video abbastanza interessante per chi fosse a digiuno dell'utilizzo del palo lungo nel sistema Leung Ting. Si tratta di una delle lezioni private di Nicola Colonnata (uno degli ultimi insegnanti italiani entrati nell'IWKA), in compagnia di Mauro Gibin di Loano. Ringraziamo tutti questi ragazzi per averci dato il piacere di vederli all'opera.

Penso che sia interessante notare come il Luk Dim Boon Kwan spiegato da Sergio sia un pochino diverso, direi più preciso, rispetto ad alcuni anni fa. Io ci vedo anche altro rispetto al sistema Leung Ting. Sicuramente è leungtinghiana l'impugnatura abbastanza larga del palo. Il footwork è abbastanza ridotto e le posizioni abbastanza cristallizzate in pochi movimenti (spear, cover, etc.) stranamente tramandate in inglese e non in cinese...

sabato 30 aprile 2011

Il CEPU del WingTsun?

Qualcuno, tempo fa, aveva scherzosamente scritto su Facebook: "strano che ancora nessuno abbia pensato ad una specie di CEPU per il WingTsun...". Detto fatto. Ecco che trovo questo promo del Maestro (ovviamente anche lui in giallo) Martin Dragos, il quale presenta la sua Accademia per Maestri, con tanto di programmi e tariffari per raggiungere in poche settimane l'agognata "fine del sistema WingTsun Leung Ting", così come lui l'ha imparata, anni fa, dal suo SiFu, Sergio Iadarola. Che dire? Finalmente i problemi di molti spariranno, perché adesso davvero tutti potranno "terminare il sistema" in fretta e senza perdere altro tempo a passare le giornate a ripetere dei noiosi esercizi... Vai anche tu al CEPU del WingTsun, cosa aspetti?!


martedì 26 aprile 2011

Interview with Tsui Sheung Tin - Part 2

SiFu Sergio ha intervistato il Maestro Tsui Sheung Tin per la comunità marziale interenazionale del Wing Chun Kuen. Lo ringrazio a nome di tutti, perché ci permette di conoscere meglio uno dei più grandi Maestri attualmente in vita, soprannominato "Re della Siu Nim Tau". L'intervista è stata realizzata in lingua inglese. Se qualcuno avesse voglia di tradurla e trascriverla, lo ringrazieremmo tutti...Quella che segue è la seconda parte.

venerdì 22 aprile 2011

[Video] Chi Geuk con Martin Dragos

Invito tutti gli amici del blog a guardare questo video di Martin Dragos (che fu allievo diretto di Sergio Iadarola), concernente il Chi Geuk, una delle basi portanti del sistema Wing Tsun Leung Ting. Notate come ci si allena in quella Scuola e cercate di capire il senso di certi movimenti delle gambe...

martedì 12 aprile 2011

Interview with Tsui Sheung Tin - Part 1

SiFu Sergio ha intervistato il Maestro Tsui Sheung Tin per la comunità marziale interenazionale del Wing Chun Kuen. Lo ringrazio a nome di tutti, perché ci permette di conoscere meglio uno dei più grandi Maestri attualmente in vita, soprannominato "Re della Siu Nim Tau". L'intervista è stata realizzata in lingua inglese. Se qualcuno avesse voglia di tradurla e trascriverla, lo ringrazieremmo tutti...

sabato 8 gennaio 2011

正腳 - Jing Geuk - Il Calcio Frontale

Mi permetto di utilizzare un video di Sergio Iadarola per parlare del 正腳 - Jing Geuk -, uno dei calci di base della nostra Arte Marziale, presente in parecchi lineage, se non in tutti. Gli amici anglofoni lo chiamano semplicemente Front Kick, ma ci sono alcune differenze rispetto al calcio frontale di altre tradizioni marziali. 


In merito ai caratteri cinesi, è bene sapere che 正 [zhèng] significa 'corretto', 'dritto', 'retto', spesso anche 'centrale'. Deriva da 止 [zhǐ], 'fermare', e rappresenta una stilizzazione di un piede, con qualcosa in cima, sopra le dita dei piedi: una volta una scatola, poi un cerchio e, infine, una linea retta, come dire "per (止)  fermarsi alla linea (一) senza andare fuori strada". La parte alta può inizialmente essere stata una vecchia forma di 丁 [dīng], utilizzato per la sua fonetica. In> cantonese è /Jing/.


[jiǎo], lo sappiamo, è il 'piede' o la 'gamba'. La forma semplificata è 脚. Deriva da 月 (o 肉) [ròu], la 'carne', e da 却 (o 卻) [què], un avverbio o una congiunzione narrativa, utilizzata per il suo valore fonetico.


Anzitutto, il modo di calciare, per iniziare da qualche parte, dipende dalla distanza tra chi lo calcia e chi lo (dovrebbe) riceve(re), nonché dall'idea che si ha nel lanciarlo: si può utilizzare 'semplicemente' per colpire oppure per allontare l'avversario, qualora non si riesca ad "uscire dalle corde", come potremmo dire con una metafora da ring.


Il calcio che viene mostrato da SiFu Sergio Iadarola, nel video che segue, è un un frontale che serve per prendere in controtempo l'attaccante, da lunga distanza, quando si riesce a percepire che questo sta preparando un calcio a sua volta. C'è bisogno di parecchio allenamento per partire dopo ed arrivare prima dell'altro, nonché di un'ottima struttura per non perdere l'equilibrio durante o alla fine del calcio.
Tra l'altro, il modo di tirare questo calcio lo fa inserire a pieno titolo tra i "calci senz'ombra", i 無影腳 - Mou Ying Geuk -, che non hanno bisogno di una preparazione (per esempio, sollevando la gamba, prima di caricare il calcio), che non permettono all'avversario di percepire il momento di partenza, non necessitando di un assetto diverso del tronco e delle gambe.


Un altro modo di tirare il calcio frontale è 'spingerlo', cioè caricarlo, a contatto o meno con l'avversario, per allontanare l'aggressore, nei momenti in cui non si riesce a concludere lo scontro a corta distanza, per aver modo di riorganizzarsi, prendendo spazio. In quel caso si parla di 正衝腳 - Jing Chung Geuk -, cioè calcio frontale "caricato" o "spinto". Abbiamo entrambe le versioni espresse nelle forme (per esempio in Chum Kiu e nel manichino). Mi capita di usarlo subito dopo una difesa da un calcio dell'avversario, quando sono costretto in 攤腳 - Taan Guek -, cioè a disperdere l'attacco. Può capitare, in questo caso, che si rimanga con la gamba sollevata, pronta per tirare un calcio frontale "spinto" o "caricato".

SiFu Sergio nel video parla di "time, space and energy" (spazio, tempo ed energia) , cioè del concetto di base della nostra Arte Marziale, che guida la nostra scelta strategica, durante l'allenamento. In pratica, bisogna prendere l'energia da Terra ed indirizzarla nel più breve tempo possibile verso l'avversario, senza perdere spazio e colpendo percorrendo la via più breve. Il primo movimento sarà quindi subito l'attacco, senza preparazione o spostamento. La nostra capacità dovrebbe essere quella di poter calciare allo stesso modo con entrambe le gambe (non contemporaneamente, ovviamente!), da qualsiasi posizione si parta.

Soprattutto quando si calcia bisogna fare particolare attenzione (abbiamo più motti che ci inducono a riflettere su questo), perché si rimane per il tempo dell'azione su di una sola gamba. Proprio per questo motivo è importante porre il massimo dell'attenzione sulla gamba che rimane a terra, perché non deve esserci (a mio parere) rotazione della rotula (come nel video, min 2:50), con il piede perpendicolare alla linea d'attacco. Si rischia grosso così. Inoltre, ritengo che l'utilizzo dell'anca, in questo tipo di calcio, non dovrebbe portarci ad esporre una parte del bacino in avanti, implicando necessariamente un passo (sempre in avanti).

Per finire, è bene ricordare che il calcio frontale viene spesso tirato con la pianta del piede verticale, verso le anche o il busto dell'avversario, presupponendo una sufficiente elasticità tendineo-muscolare di chi calcia. Come zona di impatto si predilige il tallone e la parte esterna del piede, perché hanno 'dietro' il resto della gamba (per le stesse considerazioni che facciamo sul palmo della mano...). 

C'è la possibilità di tirarlo anche più in basso 低正腳 - Dai Jing Geuk -, magari verso la coscia o il ginocchio (a seconda del contesto), ma in quel caso è consigliabile porre più attenzione, in quanto la pianta verticale potrebbe scivolare al lato della gamba dell'avversario - al di là del punto di contatto -, per un qualsivoglia motivo (sudore, vestiti scivolosi, etc.). Poniamo sempre la massima attenzione a questo tipo di lavoro!

Per allenare il calcio frontale si possono utilizzare diversi metodi. A parte il manichino di legno - che ci aiuta anche a studiare il modo di tirare il calcio senza perdere equilibrio -, è un buon metodo anche quello di usare gli elastici con una buona tenuta, in modo da avere sempre una forza costante che ci riporta indietro la gamba, quando la tiriamo. Bisogna fare attenzione a legarli bene ai piedi. Ovviamente, è bene usare sia i sacchi appesi (quelli pesanti), sia quelli a terra, perché simulano bene la reazione di un corpo colpito, con la tipica oscillazione, che non sempre avviene lungo la linea di sviluppo del colpo. In coppia è bene allenarli con gli scudi ricurvi - li trovate ovunque! -, per la potenza, e in uno sparring condizionato, per allenare il timing, in modo dare maggiore capacità di movimento e di reazione, tirandoli sempre ad altezza anche. Di lavori su questo ce ne sono a iosa.



giovedì 9 dicembre 2010

[Video] Sergio Iadarola spiega il Taan Gerk

Sergio Iadarola ha da poco messo online un nuovo video, in cui spiega la tecnica Taan Gerk/Geuk del lineage Leung Ting, così come la insegnava anni fa. Da notare come l'impatto sia con la parte morbida della gamba e di come il peso permanga sulla gamba posteriore, fino al momento dell'impatto.

L'applicazione del secondo calcio dietro ai legamenti del ginocchio viene dalla forma al manichino di legno. Penso sia stata aggiunta per la bellezza del video, anche se falsa un pochino il lavoro dedicato al Taan Geuk come tecnica singola. Sarebbe stato interessante vedere anche il lavoro di Taan Geuk contro il low kick, così come veniva trasmesso anni orsono in più associazioni...


venerdì 3 dicembre 2010

[Video] Sergio Iadarola spiega il Bong Gerk

Ho appena visto l'ultimo video di Sergio Iadarola sul Bong Gerk/Geuk:




Potete vedere come dimostri il suo modo di tirare il Bong Gerk contro un calcio frontale lanciato verso l'area genitale. Il peso del corpo mi pare che sia quasi totalmente dietro e l'azione si svolge sempre all'interno della guardia dell'avversario/partner. Guardate bene dove è diretta la "difesa", in realtà si tratta sempre di un attacco.

sabato 27 novembre 2010

Un incontro con SiFu Fung Chun 2

Questa è la seconda parte dell'intervista a SiFu Fung Chun, realizzata da Sergio Iadarola. SiFu Fung Chun è stato uno degli studenti del leggendario dr. Leung Jan; come abbiamo già detto nella prima parte, questo fa di lui uno dei pochissimi Maestri viventi della stessa generazione del GM Yip Man!


martedì 23 novembre 2010

[Video] Black Flag Wing Chun...

Si tratta di uno dei lineage più dirompenti di Wing Chun, il cosiddetto "Black Flag". Qui vedete SuHu (o SiFu) Lin Xiang Fuk, il Grande Maestro di questa famiglia, che ho già intervistato per il blog. A voi la parola.


lunedì 15 novembre 2010

Intervista a Francesco Mavilio

Oggi incontriamo il Maestro Francesco Mavilio, fondatore del Wing Kung Fu.

Ci puoi dire qualcosa sulla tua vita? Quando hai iniziato a praticare Arti Marziali?

Ho sempre vissuto in modo attivo e spericolato, da ragazzo ero un po' scugnizzo e girovagavo per le strade con pattini a rotelle, monopattino o bicicletta eseguendo acrobazie, salti mortali alle pareti ecc, quasi un precursore del moderno “parkur”.

Inizio la pratica delle Arti da combattimento nel 1970 all’età di 16 anni, con la lotta libera visto che a quel tempo non esisteva molta scelta nell’ambito marziale ma ovviamente la palestra più frequentata, anche se provengo da una buona famiglia napoletana, era comunque la strada.

Con chi iniziasti a studiare lo stile Wing Chun?

Già dai primi film di Bruce Lee mi innamorai di quest’Arte e con gli amici ci si allenava per imitazione ma poi nel '76 incontro il mio primo vero Insegnante di questa disciplina il M° Pula Narcise, allora un personaggio molto particolare ma ben preparato.

Chi sono stati i tuoi Maestri nel passato? E chi è il tuo attuale Maestro?

Tutto d’un fiato?!

Dal 73 al 78...studio Karate Shotokan con il M°  Nicola Arena raggiungendo il grado I° Dan … 
Dal 76 al 78 Ju-Jutsu e Wing Chun, ma la mia sete di conoscenza mi porta all’incontro con il Gran Master Jack R. Pollack con il quale mi alleno quotidianamente tre ore al giorno per tre anni, ed è lui che mi introduce al GM° Fay Ng nello Stato di Washington D.C. (U.S.A.). 
Nell’82 mi reco in Germania al Castello di Heidenberg dal SiGung K.Kernspecht e il GranMaster Bill Newman con i quali pratico privatamente Wing Tsun ed Escrima.
Nell’85 approfondisco lo studio del Wing Chun con il SiGung Cheung Chuch Hing (William Cheung) negli U.S.A. (a quei tempi ero unico diretto discepolo Italiano del Gran Maestro).
Nell’88 inizio il percorso formativo nell’E.W.T.O. (W.T.O.I. in Italia) con i GM. K. Kernspecht e SiJo Leung Ting fino alla fine del 99 (anno in cui mi dimetto dall’organizzazione) per iniziare il mio percorso personale e più costruttivo.
Anche se la mia vera passione è stata principalmente il Wing Chun ho sempre desiderato conoscere le altre discipline marziali per cui ho praticato: nell’86 Tai Chi Chuan con il Gran Master Schin Dae Woung per tre anni; Kick Boxing con Benny Urquidez "the jet"; nell’87 mi reco per un mese in Cina per un corso intensivo di Wu Shu nell’Accademia di Shangai dove studio: TomBei Chuan, TaiChiChuan e armi bianche.
Nel 91  per un mese in Thailandia per un corso intensivo di Muay Thay (nella giungla di Puket).
Nel 99 in Costa Rica per due mesi, coadiuvato da mio figlio Wosief , dove tengo corsi e dimostrazioni c/o la Scuola di Polizia locale ed i corpi speciali della P.E.A.; ricevo ad honorem il IV° grado tecnico di Choy Li Fut. . 
Nel  2000 intensivo con Sifu Salih Avci in Colon (Germania) e un mese ad Anamur (Turchia).
Qhi-Gong con il GM. Dott. Yang Jwing Ming.
Nel 2003 mi associo all’I.W.K.A. di Sifu Iadarola Sergio e partecipo a diversi intensivi con SiGung A. Hoffman (WengChun) e GM. F. Bering (Brasilian Ju-Jitsu),  nel 2005 mi dimetto dall’I.W.K.A.
Riprendo la mia personale Organizzazione e conio la sigla WKF (WingKungFu) per distinguere la nuova interpretazione del WingTsun/Chun, strutturando nuovi programmi didattici all’avanguardia. Creo il Logo e il motto: Fiore Fuori...Drago Dentro.

Bene ora penso tu voglia sapere chi sia il mio attuale Maestro? Ti confesso che a un certo punto bisogna saper camminare da soli ma non si smette mai di apprendere per cui i miei attuali Maestri oltre a me stesso sono: mio figlio ed i miei discepoli!!!

Come si può diventare SiFu nella tua associazione?

Bene prima di tutto iniziare un percorso di apertura mentale, le tecniche che insegno sono un po' controcorrente, si! perché qualcosa del così detto “stile tradizionale” l’ho stravolto. Poi raggiunto il II TG con diversi anni di insegnamento e con un certo numero di allievi al seguito (visto che Sifu vuol dire padre) si può ottenere questo titolo (in verità un pochino abusato e bistrattato in Italia!)

Quante ore ti alleni al giorno?

Distribuite durante la giornata e comprese quelle di insegnamento una media di tre quattro intense, ma ovviamente essendo un appassionato in ogni istante della mia vita quotidiana provo, sperimento qualcosa di nuovo, ma non ho un programma fisso di allenamento tranne che per le lezioni che spesso mi tengono impegnato anche per otto ore di seguito, come quest’estate che con mio figlio, Sifu Wosief, accampati sulla riva di un fiume abbiamo praticato 8 ore al giorno per due settimane!

Hai mai combattuto in contesti sportivi? Quando, dove e con quali risultati?

In verità la maggior parte degli incontri sono avvenuti nelle famose strade di Napoli, ma da giovane nel Karate ho partecipato anche a tornei sportivi (che non amo particolarmente) raggiungendo discreti risultati o squalifiche per colpi fuori regolamento. Poi dopo decenni, nel 2007 (all’età di 53) mi son ritrovato a partecipare ad un torneo mondiale di Tui Shou libero qualificandomi II° Classificato (Beh! Sono un po' vecchio per queste cose!!!)

Quante ore a settimana dovrebbe praticare uno studente per progredire in maniera seria? 

Come dico sempre ai miei allievi la pratica del WingKungFu è fatta di ore non di anni per cui se hai tempo tutto di guadagnato pratica il più possibile. Per gli allievi magari un ora al giorno o dieci settimanali, a giorni alterni, sotto una buona guida sono sufficienti per raggiungere un discreto livello senza grosse rinunce. Ma è importante di tanto in tanto sottoporsi ad una full immersion (il Kung Fu infondo è duro lavoro e la sola teoria o filosofia è inutile).

Cosa ne pensi degli altri SiFu e dei loro metodi di insegnamento, nelle altre associazioni e Famiglie di Wing Chun?

Non spetta a me giudicare l’operato degl’altri, cerco di essere il più onesto possibile ed insegno in maniera spontanea tutto quello che conosco! Voglio che i miei allievi siano al top quindi non ho segreti!!! Spero che i miei colleghi facciano lo stesso!?

Possiamo sapere la differenza tra il tuo WingKungFu e le altre interpretazioni?

Il mio Metodo?
Contenitore e contenuto, tutto qui, il contenitore è il nostro corpo e le sue dinamiche! Far acquisire al corpo svariate esperienze motorie che lo renderanno flessibile e forte, in una parola “forgiato”! Una volta acquisite capacità condizionali idonee il corpo sarà malleabile e le sue reazioni fluide!
Creare situazioni tali che fanno compiere al corpo un movimento istintivo di risposta “contenitore” per poi rettificare alcuni movimenti richiamando la tecnica più consona, ecco creato il “contenuto” che andrà ad adagiarsi perfettamente nel contenitore! L’azione ottenuta sarà spontanea e perfettamente tecnica senza pensiero predefinito!
Ciò non toglie che i principi si possano trasmettere nello stesso istante che si sta realizzando l’esperienza e che con la ripetitività del gesto si ottenga la sua interiorizzazione!
L'apprendimento è un processo attivo di acquisizione di comportamenti stabili in funzione dell'adattamento dovuto a stimoli esterni o interni. “Apprendere è adattarsi”
Siamo stati abituati a lezioni frontali che pretendono di trasmettere “tecniche stereotipate” (tan, bong, wu sao, ecc) ma il processo di apprendimento basato sulla propriocezione è molto più valido e duraturo oltretutto più coinvolgente! Con il tempo l’allievo avrà una mente aperta e potrà dar sfogo alla sua creatività!

Quali sono i concetti di combattimento su cui è focalizzata la tua Scuola?

Il combattimento (quale che sia sportivo, di allenamento o reale) è un momento di interazione con un altro essere, racchiude in se dinamiche fisiche, tecniche e soprattutto psicologiche, se nella pratica quotidiana non trascuro questi elementi il momento di un confronto non sarà mai una preoccupazione ma semplicemente una comunicazione! Tatticamente preferisco eludere l’attacco ed angolarmi anziché affrontarlo direttamente!
Non insegno ad essere il migliore a tutti i costi (il momento che lo pensi hai già perso), ma a pretendere il massimo da se stessi in ogni circostanza!

Ci puoi dire qualcosa sul 'Luk Dim Poon Kwan'?

Un bastone lunghissimo che mette alla prova la nostra resistenza fisica, allenandoci alla forza esplosiva, all’elasticità tendinea e ad una particolare dinamica che permette al bastone di vibrare. Con la costante pratica e la ripetitività del gesto fino allo sfinimento si ottengono grandiosi effetti nelle braccia così lo riterrei più un attrezzo che un arma vera e propria (che è ovviamente fuori dal contesto dei nostri tempi). Certamente le abilità ottenute dall’utilizzo del LDPK possono essere trasferite ad altre armi anche non convenzionali, più pratiche nella difesa personale.

Ci puoi dire qualcosa sui 'Bart Cham Dao'?

Eterno dilemma: chi è nato prima, il Wing Chun a mani nude o i suoi coltelli? Paragonabile a quello dell’uovo e della gallina. È possibile che si siano influenzati a vicenda. Anche se di fatto il risultato è ovviamente estremamente diverso! Certo è che l’utilizzo di quest’arma influisce molto sul corretto uso delle azioni a mani nude e l’ impostazione coordinata delle tecniche.
Le enormi differenze che si notano nelle performance delle varie scuole come al solito potrebbero disorientare i praticanti, ma proprio questo dimostra la malleabilità di questo sistema aperto a diverse interpretazioni ed influenzato dall’ecletticità e la destrezza dell’Artista. Un movimento lo puoi eseguire statico, secco e deciso, ma con l’eleganza e lo stile (sempre nel pieno rispetto dei principi) la funzionalità non cambia di certo e ne guadagna in bellezza estetica (infondo parliamo di un Arte no?)
Spesso ci fanno credere che nelle armi ci sono dei segreti, come quello noto a tutti: “il segreto dei passi” ma secondo la mia modesta opinione l’unico vero segreto è la pratica dura e costante. L’unico vero limite è la mancanza di esperienza e genialità.

Vorrei portare all’attenzione dei lettori un arma dimenticata utilizzata anche come coadiuvante della pratica a solo: il “Jook Wan Huen” o anello di rattan, ma magari ne riparleremo essendo un argomento interessante e sicuramente dimenticato da tutti, almeno in Italia.

Un cordiale saluto a tutti!

sabato 13 novembre 2010

行手 - Hong Sau

Oggi voglio parlare dell'Hong Sau (行手), movimento di cui ho avuto notizia dal solo Sergio Iadarola, (che non finirò mai di ringraziare per essere stato uno dei ricercatori che mi hanno spronato a continuare a studiare, al di là dei percorsi che ha intrapreso) nel 2008, dopo tanti anni di pratica. Non credo che sia un movimento particolarmente conosciuto, sebbene sia molto molto importante nella pratica, specialmente quando siamo nella piattaforma del Chi Sau.

Partiamo dall'ideogramma 行 [xíng], visto che l'altro lo conosciamo bene, ormai. 行 [xíng] ha diversi significati, il più comune dei quali è 'ok', 'va bene', 'tutto a posto'. Un secondo significato è 'capace', 'competente'. In taluni casi è utilizzato come verbo, 'andare', 'camminare', 'viaggiare'.

Un quarto significato è quello di 'prevalere', 'circolare' o 'essere attuale'. Alcune volte esprime l'idea di 'fare', 'svolgere un compito', 'impegnarsi a fare qualcosa', ' condurre'. Un ulteriore senso è quello di 'avere esperienza in un determinato campo'.

L'ideogramma è stato spesso considerato come rappresentazione di due orme, 彳 e 亍. Tuttavia, forme più antiche sembrano rappresentare un bivio. In cantonese lo troviamo trascritto come /Haahng/ o /Hohng/.

Ora, il problema è tradurre il concetto espresso dal movimento. Potrebbe essere un qualcosa come "mano che guida" o, comunque, "che prevale e conduce". Si tratta del movimento studiato sin dalla Siu Nim Tau, che segue il doppio Biu Jee Sau e precede il doppio Tai Sau, nella quarta parte della forma. Solitamente il movimento è considerato un Gam Sau eseguito con un ponte lungo (con la forza che parte dalla spalla e termina nel polso, non dal gomito, come quando è eseguito a 'ponte corto'). In più, rispetto a quel lavoro, ce n'è uno specifico con il pollice, che ci permette un maggior controllo durante la piattaforma Chi Sau.

venerdì 5 novembre 2010

[Video] "Vechi tempi"!

Sergio Iadarola ha appena pubblicato un video che è d'uopo condividere con tutti voi! Si tratta di uno dei seminari che tenne a Napoli, nella palestra di SiFu Massimo Fiorentini, ai tempi della nascita dell'IWKA in Italia. Potete vedere SiFu Massimo, Cesario Di Domenico, Gianluca Romano, Pietro D'Alesio, Lucio Riccio, Nunzio Nastasi, Paolo Girone, Claudio Legname Caradonna, Emanuele Fracella e molti altri di cui non ricordo il nome, tutti intenti a fare domande, prendere appunti, registrare video... Un caloroso ringraziamento a Iadarola per aver condiviso quella parte di storia con la comunità marziale!

PS: ieri, 9 novembre 2010, il video è stato rimosso dall'utente che l'aveva caricato. Mi dispiace parecchio, ma posso immaginare i motivi che hanno portato a questa decisione. Si trattava di un momento storico molto importante per il Wing Chun, in Italia, però avrà sicuramente infastidito qualcuno. Peccato davvero.

PPS: oggi, 10 novembre 2010, il video è stato riproposto con 'alcune' facce oscurate...probabilmente il breve filmato aveva dato fastidio a qualcuno (pure giustamente eh!). Lo trovate di nuovo online qui.

domenica 31 ottobre 2010

Un incontro con SiFu Fung Chun

Sifu Sergio Iadarola ha pubblicato un bel video sulla sua visita al villaggio di Gu Lo, in cui ha incontrato SiFu Fung Chun, il più anziano tra i Maestri di Wing Chun viventi, appartenente alla vecchia generazione. SiFu Fung Chun è uno dei più anziani studenti del Dr Leung Jan. Questo fa di lui uno studente di Wing Chun della stessa generazione del Gran Maestro Yip Man. Grazie a SiFu Sergio per averlo caricato su YouTube!

sabato 23 ottobre 2010

[Video] Siu Nim Tau - Famiglia Yuen Kay San

Sergio Iadarola ha appena caricato su YouTube questo video, mostrando la Siu Nim Tau della famiglia Yuen Kay San, eseguita dal Dr Cheung Yung, uno dei migliori studenti di Sum Nung. Lo ringraziamo, come sempre, per averci dato modo di vedere un'altra versione di una forma.

martedì 12 ottobre 2010

Interview with SiFu Cheung Yung [Yuen Kay San's lineage]

Vi invito a leggere questa nuova interessante intervista realizzata da Sergio Iadarola a SiFu Cheung Yung del lineage Yuen Kay San. 

Sifu Cheung Yung, how long have you been studying Wing Chun ?

More than 20 years.

Could you tell us a little bit abut the background of the Yuen Kay San Wing Chun Lineage ?

Yuen Kay San Wing Chun was passed down by Fung Siu Ching. Fung Siu Ching learnt the art from Dai Fa Min Kam (aka Look Kam) from the Red Boats. The lineage descended further back from Ng Mui Si Tai (the nun). It has been passed down by Ng Mui Si Tai.

Who was your Sifu ?

Sum Nung.

Can you tell us a little bit about him ?

What kind of person he was, what was he like as a teacher ?

I started learning from Sifu Sum Nung in 1987, and stayed with him till he passed away in 2002. I studied under him for 15 years. He taught me not only Kung Fu, he also taught me Chinese medicine. I am actually a bone doctor, he was too. We had the same interest, so he taught me Kung Fu and bone setting. He was a very kind and humble person, and that is why we learnt a lot from him. Even till now, the way we are is how he taught us to be. His Kung Fu was very good, especially short-range techniques. He was known as “Iron arm” and “lighting hands”. His hands were extremely fast.

What forms are there in the Sum Nung (Yuen Kay San) Wing Chun system ?

Yuen Kay San had two teachers. The first sifu was Fok Bo Chuen. After Fok Bo Chuen taught Yuen Kay San all his Wing Chun skills, he introduced Yuen Kay San to Fung Siu Ching. The three forms, Siu Nim Tau, Chum Kiu and Biu Tze were most probably formulated and developed by Fung Siu Ching and taught to Yuen Kay San. Siu Nim Tau trains mainly wrist power. Chum Kiu trains mainly the bridging of the gap from long distance to short distance. Biu Tze trains mainly the bridging of the gap from short distance to long distance. As well, the style has kept intact the old and ancient Sub Yee San Sik (the twelve separate techniques). One of the first things we also have to learn when starting is Sun Hei Gwai Yuen, a form of chi kung which is for foundation training. We also must learn Siu Lam-based tit da (bone-setting techniques) i.e. Chinese medical bone-setting skills. There is also the Sub Yee Fart Moon (twelve methodology) which includes: darb, Tseed, Chum, Biu, Chi, Mor, Tong, dong, Tun, Cheet, Tau, Lap, as well as other key principles and verbal teachings which one has to grasp and understand in the art.

Could you tell us the meaning of Sub Yee San Sik ?

Sub Yee San Sik represents the most basic form of training, and offers a person the quickest way to learn Wing Chun techniques which can be used effectively in combat against other styles of kung fu. This is mainly Wing Chun skills to be learnt for use in combat against techniques from other kung fu styles.

I heard that the Late GM Yip Man was a friend of the late GM Yuen Kay San, is that true ?

Yip Man and Yuen Kay San were good friends in Fat Shan initially. Yip Man learn Siu Lam Weng Chun which was descended from Chau Chin Wah (Chan Wah Shun). Yuen Kay San learnt Wing Chun which was descended from the nun Ng Mui Si Tai. Accordingly, the three forms Siu Nim Tau, Chum Kiu and Biu Tze are from the lineage as passed down from Ng Mui Siu Tai. Chan Wah Shun’s side learn Southern Shaolin. They practiced forms such as Sei Moon (four doors) and Fook Fu (subduing the tiger) which had no connection with the three Wing Chun forms. But because this Yip Man was initially friendly with Yuen Kay San, he regularly and persistently visited Yuen Kay San to ask questions on these three Wing Chun forms ! As a result, Yuen Kay San provided Yip Man with guidance and instructions on these three Wing Chun forms: Siu Nim Tau, Chum Kiu and Biu Tze. Moreover, it should be noted that even the most fundamental chi-sao postures and methodology (luk sao and seung sao) were all taught to Yip Man by Yuen Kay San.

You researched quite a lot yourself. Can you elaborate on that? Can you explain something about your research ?

My opinion is that Sum Nung Wing Chun is more refined, focuses on the release of short-range power and is good with close range combat. Each and every joint can be well utilized, and with a strong emphasis on stance and waist coordination. Utilizing the concept of “Yee Siu Sing Dai” i.e. using the small to gain victory over the big. Hence, a small person can, therefore, win in combat against a much bigger person using this art. The art is, according, suitable for southern Chinese people, especially those from Fat Shan who are small in stature. It is also suitable for Chinese people, who are generally smaller in stature when compared with westerners. Utilizing the concept of “Yi Yau Chai Gong” i.e. using the soft to subdue the hard, and having an advantage in close range combat. That is why it is different from other styles of kung fu. It is also extremely fast, relying upon the feelings in the hands, and does not involve thought. It is a simple, straightforward and realistic form of Kung Fu.

In your opinion how is Yip Man’s Wing Chun created ?

What Yip Man learnt in the early years was Chau Chin Wah’s Weng Chun, which was Southern Shaolin based and passed down from Chi Sim’s lineage. The techniques are less close and tight, and are more extended and open. After having obtained the three Wing Chun forms from Yuen Kay San, however, Yip Man modified his art, which, thereafter, included both Luk-sau skills and close-range combat techniques, and became much more comprehensive and well rounded. (It is now spread and promoted very effectively) After that, he most probably obtained both jong (wooden dummy) techniques and gwun (pole) techniques at a place called Dai Duk Lan in Hong Kong. Dai Duk Lan was the place where Tang Yik’s line of Weng Chun, which is also descended from Nam Siu Lam (Southern Shaolin), was taught and practiced.

Can you tell me the relationship between Fung Siu Ching and Yuen Kay San ?

Fung Siu Ching learnt Wing Chun from Dai Fa Min Kam. He also learnt from both Wong Wah Bo and Leung Yi Tai, which is why his kung fu is comprehensive and well-rounded. He was a famous bodyguard, and only returned to Fat Shan when he was old. He was in Guangdong when he was young, and Wing Chun was made famous there mainly because of him. Most Wing Chun branches prevalent today descended from his lineage and acknowledge him as their style’s ancestor and predecessor. He influenced greatly traditional Wing Chun culture in the Guangdong region. This person was, indeed, our Great-Grandmaster.

We heard that your Sifu Sum Nung won many bare knuckle fights. Can you tell us a little bit about that? Were you witness to some of the fights ?

There were several periods in Fat Shan’s Wing Chun history. The first was Fung Siu Ching’s period. The second was Dr. Leung Jan’s period. The third was Yuen Kay San’s period - he was the best in Wing Chun in Fat Shan back in those days. And after that, it was Sum Nung, who was ranked first and remained undefeated in Fat Shan back then. Sum Nung then went to Guangzhou to spread his art. Hence Guangzhou Wing Chun was developed and made famous by him.

Are there some fights of Sum Nung you still remember ?

There were many styles of Kung Fu back then, and he had fought with challengers from every one of them. He had learnt from Yuen Kay San when he was young. He once went for a haircut at a hair salon. The boss of the salon, who was known as “Hairdresser Ho”, practiced Tibetan Lama White Crane Kung Fu and was very strong. He asked Sum Nung when Sum Nung was there for a haircut if the ‘chi chi mor mor” techniques (i.e. “stick stick feel feel” techniques which rely on sticking and feeling) he had learnt from Yuen Kay San were effective or not ? Sum Nung responded by saying : “well, you can always try it out”. Hairdressor Ho then said to Sum Nung that if Sum Nung can defend himself successfully against one of this pow chui (an effective uppercut technique), then he will not be charged for the haircut. At the time, Hairdresser Ho was very famous for his kung fu skills in Fat Shan. After Sum Nung had finished his haircut, he came downstairs to accept Hairdresser Ho’s challenge. At which time Hairdresser Ho indicated to Sum Nung that he was just joking. Sum Nung, however, responded by saying that he was very serious. Hairdresser Ho then made the first move by advancing his stance forward and, simultaneously, executing his uppercut technique. Sum Nung responded by executing a short-range kuw sao which immediately immobilized Hairdresser Ho. Sum Nung naturally won the challenge fight. When Yuen Kay San heard about the incident, he was very proud and happy, since Sum Nung had only just started learning Wing Chun from him for a short time. This is just one of the stories.

sabato 25 settembre 2010

Intervista a SiFu Massimo Fiorentini

Oggi incontriamo Massimo Fiorentini, uno dei miei Insegnanti, fondatore e capo istruttore dell’International Dragon and Phoenix Association.

Caro SiFu, parlaci un po’ della tua vita. Quando hai cominciato a praticare arti marziali ed a quali discipline hai dedicato maggior impegno?

Nel lontano 1986 ho iniziato quasi contemporaneamente la pratica del Wu Shu e del Wing Chun, quest’ultimo con il metodo del G.M. Cheung Chuk Hing (noto come William Cheung). Qualche anno dopo mi sono dedicato al Wing Chun, metodo Leung Ting, all’interno dell’organizzazione EWTO, dove, con i Maestri Rene Latosa e Bill Newman, ho iniziato e portato avanti per tanti anni la pratica dell’Escrima.

Ricordo inoltre, durante il mio percorso di studio all’Istituto Superiore di Educazione Fisica, di aver partecipato, anche se per brevissimo tempo, ad un corso di Taekwondo con il Maestro e vicecampione mondiale Geremia Di Costanzo.

Mi sono affacciato ad altre arti marziali, quali il Tai Chi Chuan, l’Hung Gar, il Kali Filippino, il Bjj partecipando, occasionalmente, ai seminari di queste discipline.

Dal 2004 pratico anche l’arte del Weng Chun che ho avuto modo di approfondire nelle sue molteplici sfaccettature durante il mio viaggio ad Hong Kong nel mese di marzo di quest’anno.

In questa mia fase di crescita marziale è mio desiderio approfondire l’arte a cui ho dedicato la mia vita, ho pianificato ulteriori viaggi - studio sia ad Hong Kong che in altri luoghi asiatici, come nel Vietnam, dove spero di riuscire ad accrescere il mio bagaglio tecnico.

Chi ti ha fatto conoscere il Wing Chun?

01
Un giorno decisi di visitare una scuola dove si praticavano arti marziali in quanto ero appassionato dal mito di “Bruce Lee”. Fui entusiasta di sapere che nella mia zona ci fossero corsi di Goung Fu e chiesi ad un mio amico, esperto di Karate cintura nera 1°Dan, di accompagnarmi sperando in un suo utile consiglio.

Rimasi molto colpito dal carisma dell’insegnante e dalla sua bravura che non ci fu bisogno di chiedere al mio amico di esprimere una sua valutazione.

L’insegnante era Mavilio Francesco, con lui ho iniziato il mio percorso in quest’affascinante mondo.

Ricordo con piacere che quel mio amico Karateka, anche se per poco tempo, a distanza di anni è diventato uno dei miei primi allievi.

Chi sono stati i tuoi Maestri in passato? E oggi?

Il mio primo insegnante in assoluto è stato Mavilio Francesco, all’epoca rappresentante italiano del Wing Chun del Maestro Willian Cheung. Successivamente ho militato nella WTOI, filiale italiana della EWTO. La militanza all’interno della EWTO mi diede all’epoca l’opportunità di allenarmi con tanti Maestri molti dei quali oggi hanno fondato, a livello mondiale, la loro organizzazione. Gli insegnanti con cui, dal 1987 al 2001, ho arricchito il mio bagaglio tecnico durante seminari intensivi di Wing Chun sono stati: Si Jo Leung Ting, Si Gung Keith R Kernpecht, Sifu Michael Fries (il mio primo Sifu in WTOI), Sifu Filippo Cuciuffo, Sifu Andreas Gross (Responsabile tecnico della scuola centrale europea “Il castello di Langenzell”), Sifu Tassos, Sifu Roland Liebscher - Bracht (con il quale ho appreso anche tecniche di digito - pressione), Sifu Salih Avci, Sifu Heinrich Pfaff, Sifu Turan Ataseven, Sifu Hans-Jörg Reimers, Sifu Victor Gutierrez.

Sicuramente non avrò menzionato qualcuno e me ne scuso, ma rammentare tutti i cognomi è un’impresa ardua.

Gli insegnanti con i quali ho avuto esperienza diretta con lezioni individuali sono stati: Sifu Giuseppe Schembri, Sifu Frank Ringeisen, Sifu Emin Boztepe.

Gli insegnanti dell’arte dell’Escrima sono stati: G.M. Rene Latosa, Master Bill Newman e Master Steve Tappin.

Dopo aver militato 15 anni nell’ EWTO, è divenuto mio Sifu e Maestro tecnico Sifu Sergio Iadarola con il quale ho rivisto l’intero sistema di Wing Chun senza armi, appreso già nella EWTO e imparato il Luk Dim Boon Kwun (Bastone Lungo) e le Bart Cham Dao. Durante il periodo di appartenenza in IWKA, ho avuto modo di ricevere dei preziosi insegnamenti dal G.M. Allan Fong.

Nell’anno 2004 ho cominciato lo studio dell’arte del Weng Chun con il G.M Andreas Hoffman, che è diventato il mio Sifu di questa disciplina.

Negli ultimi anni ho rivisitato per la terza volta il sistema di Si Jo Leung Ting con una persona che è mio tramite con il Gran Master cinese e insieme a lui mi reco a Hong Kong praticando con i Maestri Sunny So (diretto allievo del maestro Tang), il Maestro Peter Wong (diretto allievo del maestro Tang) e con il Maestro Lo, nipote diretto di Sifu Lo Chiu Woon

Mi auguro che in futuro avrò la possibilità di arricchire la mia conoscenza con altri maestri.
Sei un SiFu? Come si ottiene questo titolo nella tua associazione?

Ho ottenuto la nomina di Sifu nel 1998 militando all’interno della più grande organizzazione di Wing Chun di quel periodo, la EWTO.

A differenza di come hanno sostenuto alcune persone, ottenere quel riconoscimento ha richiesto un duro lavoro che è durato più di dieci anni, ovviamente era necessario possedere una discreta padronanza tecnica dell’arte e raggiungere il secondo grado tecnico. L’intero percorso di formazione prevedeva la conoscenza di nozioni riguardanti la metodologia dell’insegnamento, la preparazione psico - fisica dell’allievo, lo stretching, tecniche di rilassamento e tecniche di digito - pressione. Altro requisito, non meno importante, era quello di avere una piccola infarinatura sulla conoscenza di alcune tecniche di management in quanto, un’altra competenza richiesta per ottenere la nomina di Sifu, era quella di coordinare una città. All’epoca mi fu riconosciuto il coordinamento della regione Molise, esattamente le città di Campobasso e Isernia e, successivamente, mi fu affidato il coordinamento della mia città, Napoli, subentrando a Sifu Mavilio. Ultimo requisito più complesso, era quello di provvedere alla crescita tecnica di almeno due allievi fino al raggiungimento del loro primo grado tecnico.

Rientrava poi nella prassi dell’organizzazione che due Maestri dovessero confermare il buon operato svolto dall’aspirante Sifu.

Dal quel lontano 1998 si sono succeduti moltissimi eventi: nel 2002 mi sono dimesso dall’ EWTO e ho iniziato la militanza nella neo nascente organizzazione IWKA di Sifu Iadarola fino a diventarne uno dei responsabili nazionali. In seguito sono diventato capo istruttore italiano del Weng Chun per conto della famiglia Hoffmann e nel 2006 ho fondato la mia associazione, l’IDPA.

Dopo circa un anno ho deciso di costruire una gerarchia all’interno dell’IDPA, al cui interno determinate persone mi dovevano aiutare a sostenere gli ideali della mia associazione e ho individuato nelle persone di Sisto Fabrizio, Palmentieri Enrico, Girone Paolo e De Giosa Alberto, coloro che possedevano i requisiti necessari al fine di aspirare alla carica di Sifu. Va ricordato che tutti e quattro, come me, hanno militato nella EWTO e nell’IWKA maturando almeno quindici anni di pratica e raggiungendo il secondo grado tecnico (graduatoria in auge sia nell’EWTO che nell’IWKA). Ne menziono uno per tutti, Sisto Fabrizio pratica Wing Chun con me dal 1988.

In quel periodo non ho preso in considerazione di ideare dei criteri di valutazione per gli aspiranti al titolo, anche perché i quattro candidati, avendo sostenuto il percorso già all’interno delle altre organizzazioni, li ho ritenuti meritevoli della nomina.
Oggi l’IDPA necessita di precisi criteri di valutazione che sicuramente dovranno tener presente del periodo di militanza all’interno dell’associazione, dell’aspetto meritocratico (sia di tipo tecnico che organizzativo), ma soprattutto i candidati dovranno dimostrare rispetto e umiltà, virtù necessarie per una persona che a sua volta dovrà guidare degli allievi in un percorso lungo e difficile.

Non appena delineati i requisiti che adotterà l’IDPA verranno aggiornati sia il sito che il blog così da indicare a tutti le linee guida.

I Sifu attualmente presenti nell’IDPA sono: Sisto, Palmentieri e Carfora.

Quante ore ti alleni?

Fatta premessa che alla base di un allenamento marziale come obiettivo principale c’è il benessere fisico e mentale, è determinante esprimere con concretezza il significato della parola allenamento.

Tra le tante definizioni lette riporto quella che più ha suscitato in me delle riflessioni, in modo da poterle condividere con chi leggerà questa intervista.

Con il termine allenamento si intende “Quell’insieme delle tecniche che consentono ad un individuo la realizzazione massima del suo potenziale genetico, attraverso l’apprendimento di una corretta gestualità e la razionale ripetizione di esercitazioni mirate a modificare l’equilibrio organico individuale per ripristinarlo ad un livello superiore”.

Da questa definizione possiamo dedurre che: “L’elaborazione di un buon programma di allenamento non può prescindere da una chiara definizione degli obiettivi che si vogliono raggiungere”.

In questi ultimi anni, dove la mia attenzione si è concentrata prevalentemente sul completamento di un sistema di Wing Chun e sulla ricerca di eventuali collegamenti con altri sistemi appartenenti ad altre famiglie, ho cercato di perseguire due obiettivi: perfezionare il mio bagaglio tecnico e dedicarmi alla formazione dei miei allievi. Considerando sia le lezioni di gruppo che quelle individuali, il mio impegno giornaliero ha raggiunto anche picchi di 10 ore e la media settimanale corrispondeva a circa 6 ore giornaliere.

Quest’anno, se verrò supportato da condizioni personali favorevoli, è mia intenzione pianificare un programma di allenamento che andrà a curare la mia preparazione atletica al fine di potenziare il fisico e affinare le caratteristiche di base quali: forza, velocità, resistenza, agilità, ecc.

Il programma di allenamento prevederà, solo per la preparazione atletica, un paio di ore giornaliere, oltre alle due ore da dedicare al perfezionamento delle forme e della tecnica in generale; sono consapevole che così facendo avrò meno tempo ed energie a disposizione da dedicare ai miei allievi per la loro preparazione tecnica, ai quali però faccio notare che, specialmente durante l’ultimo anno accademico svolto, è stato dato loro un bagaglio tecnico così ricco che sicuramente delineando i loro obiettivi, avranno materiale a sufficienza da allenare e perfezionare.

Hai mai combattuto in un contesto sportivo? Quando, dove e con quali risultati?

Negli anni novanta ricordo di aver partecipato a due competizioni sportive che vedevano riunite varie scuole campane di Goung Fu.

Partecipai alla prima gara esclusivamente nelle vesti di allievo, in quel periodo di Sifu Mavilio, e riuscii a raggiungere l’obiettivo più alto, il primo posto, portando a casa una medaglia e una bellissima spada come trofeo che custodisco ancora con orgoglio.

La seconda competizione, qualche anno dopo, mi vide partecipe sia come combattente, sia come allenatore di alcuni miei allievi che condussi alla gara. Ricordo di aver vinto i due match più significativi contro i potenziali vincitori, per poi essere squalificato per divergenze di opinioni rispetto all’arbitro che in quel momento dirigeva l’incontro tra un mio allievo e un rappresentante di un’altra scuola. Quella competizione, nella categoria dove io partecipavo come combattente, fu vinta da un ragazzo, Luca Longobardi, appartenente alla nostra scuola e allievo diretto di Sifu Mavilio. A distanza di anni è ancora vivo in me il gesto che Luca ebbe nei miei confronti, infatti mi donò la sua medaglia, indicando me come il vincitore morale.

Quante ore a settimana dovrebbe allenarsi un allievo per progredire seriamente?

Come già ho menzionato in un’ altra intervista fatta qualche anno fa, molti fattori entrano in gioco per poter stabilire il tempo che necessita ad un praticante per acquisire discretamente la disciplina. Di fondamentale importanza sono: la predisposizione verso l’arte, la capacità di apprendimento, il tempo che si dedica agli allenamenti, le caratteristiche fisiche; queste sono solo alcune delle componenti che andrebbero considerate.

Al fine di poter quantificare il tempo giornaliero necessario per l’allenamento, è indispensabile considerare l’obiettivo prefissato e il livello del praticante. Comunque il tempo minimo di pratica per un principiante deve oscillare dalle tre alle cinque ore settimanali, poi a seconda dei diversi fattori che entreranno in gioco, il tempo di pratica deve essere rivalutato di volta in volta; ad esempio, se un allievo ha intenzione di partecipare a delle competizioni, dovrà essere disposto ad impegnarsi, per un determinato periodo, ad allenamenti più intensi e duraturi che in taluni casi possono prevedere anche tre o quattro ore giornaliere per quattro giorni settimanali.

Vari possono essere gli obiettivi e in base ad essi, l’allievo dovrà concordare con il suo insegnante, o con il suo preparatore atletico, il tempo ideale di pratica.

Quali sono i concetti di combattimento su cui si concentra la tua scuola?

Princìpi e concetti sono di fondamentale importanza e aiutano il praticante nella sua crescita marziale. Non penso bisogni dare più rilevanza ad un concetto rispetto ad un altro, anche in questo caso entrano in gioco molteplici variabili, visto che stiamo considerando “il combattimento”, se solo volessimo discutere delle strategie che si possono applicare durante un combattimento, non finiremmo di disquisire, quindi penso che sia opportuno che, nelle scuole di arti marziali, si dia la stessa importanza a tutti i concetti, quest’ultimi potrebbero risultare sempre utili durante un combattimento.

All’interno della mia scuola cerco di dare la giusta risonanza ai concetti di mia conoscenza, posso dire che il primo che insegno ai praticanti che si avvicinano allo stile è il concetto che in cinese cita: Bik Bo Tip Da, difficile o quasi impossibile riportarne la traduzione letterale, ma il suo significato si avvicina pressappoco a: Prendi l’angolo favorevole, e schiaccia il tuo avversario colpendolo senza dargli tregua.

Cosa pensi a proposito di altri SiFu e del loro metodo di insegnamento?

Così come l’apprendimento varia da persona a persona e si basa su esperienze vissute e/o attraverso stimoli con i quali si entra in contatto, anche un metodo di insegnamento si dimostrerà diverso da un altro. Un Maestro dovrebbe tener presente la modalità di apprendimento dell’allievo, di conseguenza anche il suo metodo di insegnamento risulterà variare da persona a persona.

Possiamo sapere quali sono le differenze tra il tuo Wing Chun e le altre interpretazioni?

Il Wing Chun, come del resto ogni forma di arte, non si possiede. Io cerco di riportare il più fedelmente possibile il sistema secondo la concezione di pratica di Si Jo Leung Ting, insegnando i concetti e i princìpi che mi sono stati trasmessi. Come la domanda stesso recita, si parla di altre interpretazioni, ogni essere umano è diverso da un altro, e come già ho scritto le diversità dei vari metodi utilizzati per praticare il Wing Chun sono dettate dal fatto che i vari maestri cosi l’hanno appresa, o quanto meno rappresenta la loro personale interpretazione.

Hai fondato una tua organizzazione. Come sono i rapporti con le altre famiglie di Wing Chun?

Una parte della mission dell’associazione che ho fondato recita: “L’IDPA nasce dal desiderio di approfondire conoscenze maturate nella pratica delle arti marziali avvalendosi dello scambio culturale…”

Il termine scambio, nel caso specifico delle associazioni a sfondo culturale, potrebbe essere sostituito anche con l’espressione “relazione sociale”, quest’ultima ha luogo in ogni contesto umano: dai rapporti di amicizia, alla famiglia, ad impegni sociali e/o professionali a qualsiasi forma di aggregazione umana.

Durante tutto il mio percorso marziale ho sempre mostrato una spiccata apertura nei confronti di tutti e non solo di coloro legati al mondo del Wing Chun. Cerco di essere cordiale con il prossimo, ammetto con facilità gli errori quando me ne avvedo o quando qualcuno me li fa notare, ma non transigo sulle ingiustizie, per colpa di quest’ultime sono sempre pronto a dissotterrare l’ascia di guerra.

In conclusione posso affermare che ho buoni rapporti con tutte le associazioni i cui associati mostrano cordialità e sincerità.

Sei stato uno dei Maestri più ambiti in Italia, sia per esser stato il capo istruttore dell’IWKA, sia come pionieri del cosiddetto “Weng Chun”. Eppure pochissimi ti annoverano come loro SiFu. Sei una specie di “SiFu ombra”. Che ne pensi?

Da un punto di vista tecnico, mi auguro di essere ancora un Maestro ambìto sul territorio italiano, anche se non rappresento più l’IWKA o la famiglia del Maestro Hoffman.

Ricerco e pratico tanto in modo da poter ancora per molto tempo essere ai vertici e, ora che rappresento la mia famiglia, ho maggiori obblighi nei confronti dei miei allievi, devo garantire un’alta qualità tecnica all’interno dell’IDPA.

Mi sono sempre impegnato a ricercare e trasmettere con dedizione e serietà tutta la mia conoscenza dell’arte del Wing Chun nei miei 22 anni di pratica e insegnamento, numerosi sono stati i praticanti a cui ho insegnato, il periodo più florido è stato quando ricoprivo i vertici dell’IWKA Italia.

Un’unica precisazione, è normale che solo pochissimi mi annoverano come loro SiFu, nel periodo antecedente alla fondazione della mia associazione, solo i miei allievi diretti fecero con me il cerimoniale del tè. Nel passato i Sifu accettavano gli allievi in quanto si assumevano la responsabilità di prendersi cura dell’istruzione marziale dell’adepto e della sua completa formazione.

La vita mi ha insegnato che la gratitudine è una virtù assai rara, quindi, invece di parlare di coloro che posseggono poca riconoscenza, preferisco porre l’accento nei confronti degli allievi che ricordano di aver intrapreso un percorso tecnico con me, ringraziandoli.

Comunque ritengo molto simpatico l’appellativo di Sifu ombra…

Negli ultimi anni siamo venuti a conoscenza di altre famiglie di Wing Chun, che prima ci erano sconosciute. Alcuni Maestri di queste sostengono che lo stile sia unico, altri non sono d’accordo. Cosa ne pensi al riguardo?

Per quanto concerne lo studio dell’arte del Wing Chun, ho avuto il primo approccio, per due anni circa, con il metodo del Maestro William Cheung, per poi dedicarmi per tutti i successivi anni allo studio del metodo del Maestro Leung Ting fino ad oggi, quindi ritengo di non avere la dovuta esperienza per rispondere a questa domanda.

Sono del parere che una persona prima di poter sostenere il proprio pensiero su queste argomentazioni, dovrebbe possedere una conoscenza ampia o addirittura completa del Wing Chun di almeno tre o quattro famiglie. L’unica persona che mi sovviene di mia conoscenza diretta è Sifu Iadarola, che negli ultimi anni si è trasferito ad Hong Kong proprio per ricercare in maniera precisa e dettagliata l’evoluzione storica di questo stile, un compito difficile e arduo data la scarsa documentazione scritta.

Tengo a precisare che dal 2004 pratico anche l’arte del Weng Chun con varie famiglie a Hong Kong. Chissà un giorno mi sentirò pronto ad esternare un mio pensiero in merito…

Ringrazio Riccardo per avermi dato la possibilità, con questa intervista, di ripercorrere con immenso piacere il mio cammino marziale.

martedì 14 settembre 2010

Video-intervista a Cheng Kwong

SiFu Cheng Kwong è stato intervistato da Sergio Iadarola. Racconta cose molto interessanti, nonché il suo punto di vista su Wing Chun, Weng Chun, Dai Dak Lan, etc. Per chi ricerca la storia del nostro sistema è un cult! Ricordo a tutti i miei amici che intervistai SiFu Cheng Kwong su questo blog ad aprile. Trovate tutto qui!


venerdì 30 luglio 2010

Yip Kai Man - 葉繼問

Mi accingo a presentare un lavoro di uno dei miei studenti, Guido Mazzotta, che ha messo insieme i pezzi della vita del Gran Maestro Yip Man, secondo diverse fonti. Il lavoro, ovviamente, è solo un abbozzo. C'è bisogno di continuare lo studio avviato, perché c'è bisogno di continuare ad indagare la storia del Wing Chun. Io ho solo provveduto ad una revisione finale, con qualche intervento qui e lì. Mi auguro che sia un buon esempio per tutti, affinché si possa lavorare insieme per uno studio approfondito della nostra Arte Marziale.

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Yip Kai Man (葉繼問 - in caratteri semplificati: 叶继问 - o Yè Jì Wèn in mandarino) nasce a Fatshan (o Foshan), nella provincia del KwanTung (o Guangdong), in una ricca famiglia di mercanti, il 14 ottobre 1893 (secondo il figlio Yip Chun,  secondo altre fonti l'anno è il 1895 o il 1898) - sul sito Wikipedia (versione inglese) si riporta la data 6 novembre 1893 -, sotto la dinastia dei Qing. Si tratta del terzo di quattro figli di Yip Oi-dor e Ng Shui

All'età di 11 anni comincia il suo apprendistato di Wing Chun Kuen (lo dirà lui stesso in un'intervista). Ancora oggi i figli sostengono che iniziò a 9 anni. Il suo SiFu è l'almeno settantenne Chan Wah Shun, il "cambiavalute" (così chiamato per via del suo lavoro), che insegnava Wing Chun Kuen nella forma Hung Fa Yi, trasmessagli da Leung Jan (possiamo parlare della Red Flag).

Chan Wah Shun aveva anche un altro soprannome meno aggraziato, “Ngau-Chin Wah", cioè 'Wah il Toro'. Con il macellaio Lo Kwai può esser considerato lo studente migliore del Dr. Leung Jan. Sappiamo da Yip Man che Chan Wah Shun ammise soltanto 16 studenti ai suoi insegnamenti: Yip Man, in particolare, studiò con lui nell'ultimo anno di vita del suo SiFu, come ultimo studente ammesso, quindi particolarmente amato e seguito.

Leung Ting, curiosamente, dirà di aver avuto lo stesso trattamento nell'ultimo anno della vita di Yip Man, da cui prese molte lezioni private e in cui niente gli fu nascosto...

In quel periodo praticano con Yip Man, Ng Chung So (allievo e assistente principale del Maestro), Ng Siu Lo (insieme al precedente studiò per 36 anni con Chan Wah Shun, furono i primi allievi), Lui Yiu Chai e altri.

Nel 1905 Chan Wah Shun muore (Yip Man ha 13 anni), ma poco prima prega Ng Chung So di far portare a termine a Yip Man il sistema di Wing Chun Kuen.

Dal 1905 al 1907 Yip Man continua quindi a imparare, fino ai 16 anni, da Ng Chung So. In quel momento partecipano alle lezioni anche Yuen Kai Shan (in un certo periodo le famiglie di Yuen Kai Shan e Yip Man convivono nella stessa casa; alcune fonti sostengono che siano proprio parenti, vista la grande somiglianza tra i due ed una parte di cognome in comune, Kai. Il padre di Yuen ospita il clan Yip nella sua residenza per un certo periodo (la casa degli Yip era stata bruciata da alcuni abitanti del luogo contrari ai traffici d'oppio del nonno di Yip Man) durante il quale Yuen Chong Ming chiese a Yuen Kai Shan di insegnare al giovane Yip Man un po' di Chi Sau, dal momento che il giovane Yip non ha appreso questo dal suo insegnante, Ng Chung So.

Da fonti Hung Fa Yi sappiamo che Ng Chung So si fa promettere da Yip Man che non avrebbe mostrato a nessuno il footwork, insegnando al massimo solo tecniche di mano: il che collima con le forme con footwork mostrate da Sifu Tam Woon Biu del lineage di Chan Wah Shun, per esempio.

Data la pressione del padre, Yuen si decide a insegnare a Yip un po' di Chi Sau, con la promessa che Yip non avrebbe mai mostrato questo ai suoi fratelli anziani del Kwoon. In seguito, invece, lo farà, sconfiggendo, proprio grazie ai movimenti fluidi delle gambe, Yiu Choi (poderoso allievo di Ng Chun So e di Yuen Chai Wan e padre e maestro di Yiu Kai) e altri studenti.

Yip Man interrompe gli studi nel 1908, perché si trasferisce ad Hong Kong dove trova un appartamento con l’aiuto di un parente, Leung Fut Ting, e va a studiare inglese, grazie ad una borsa di studio, nel College di St. Stephen.

Dopo 6 mesi di permanenza nel college, conosce grazie ad un compagno soprannominato Lai, Leung Bik (sulla cui reale esistenza aleggia ancora il mistero), figlio del defunto GM Leung Jan e amico di suo padre.

Leung Bik, cinquantenne, esperto di Wushu, si confronta con Yip Man, dopo avergli chiesto se fosse perlomeno arrivato al livello Chum Kiu. Quest'ultimo si lancia all'attacco, ma in più riprese viene sconfitto, fino a sapere la verità: è stato sconfitto dal figlio di Leung Jan, da un grande esperto di Wing Chun. Ne diviene subito allievo, studiando con lui per poco meno di quattro anni, fino al 1913.

Leung Bik, poi, torna a Fatshan, stanco di Hong Kong, mentre Yip Man rimane ad Hong Kong. Secondo questa storia, Yip Man avrebbe studiato e appreso il Wing Chun in 13 anni, di cui almeno la metà da bambino/ragazzo (evento strano, ma nella Cina di allora chissà..)!

A parte alcuni recenti indizi in via di verifica in Cina, noi sappiamo di Leung Bik solo dall'intervista concessa da Yip Man nel 1968 alla rivista New Martial Hero, il cui giornalista è allievo del GM Chu Chung Man. Non ci sono altre interviste, le ha sempre rifiutate: si parla di Leung Bik, più didattico ma meno forte nel combattimento rispetto a Chan Wah Shun, che lo stesso Yip Man prima di questa intervista non ha mai menzionato (cfr. l'unico documento scritto da Yip Man in cui dice di "ringraziare sempre la fonte a cui ci si abbevera" e parte con la lista di tutti i suoi insegnanti compresi SiHing di poco più anziani, ma, "casualmente", dimentica un certo Leung Bik che invece avrebbe dato la svolta al suo Wing Chun).

L'intervista sancisce la distinzione fra 'Ving Tsun' e 'Weng Chun', perché impedisce ad Yip Man di poter frequentare ancora il Dai Duk Lan, in quanto 'reo' di aver contaminato e sfruttato - insegnando - ciò che lì aveva appreso. Ma in un secondo momento, davanti a Leung Ting, Yip si fa beffa di Mok Pui On, che dice di non riuscire a mettere in atto alcune tecniche insegnategli da Chu Chung Man, nonostante apprenda Weng Chun da 13 anni (forse per far capire a Yip Man che se lui non padroneggia il sistema dopo 13 anni...), mentre magari Yip Man in assenza di Mok Pui On fa capire, giustificandosi, che in qualche modo quelle cose già le insegna (senza 13 anni di pratica sotto Chu Chung Man).

Altri studenti di Yip Man, tuttavia, dissero che questa era semplicemente una storia creata da un amico di Yip Man, Lee Man, a scopi promozionali, e che egli raffinò la sua abilità col duro lavoro e delle intuizioni personali in Foshan. Ci sono anche racconti di come Yip Man si allenasse con amici come Chu Chung Man, Cho On e Yuen Kay Shan.

Dal 1914 al 1937 lavora attivamente nell’esercito e nella polizia. Sposa Cheung Wing Sing, la cui famiglia discende da Cheung Yum Ham, uno degli ultimi ministri della dinastia Qing. Da lei ha quattro figli, i maschi Yip Hok Chun, Yip Hok Ching e le femmine Ar Sum e Ar Wun. Quando non lavora, Yip Man si allena con altri praticanti di Arti Marziali. Nel suo giardino si scambiano molte idee sullo stile del Wing Chun. In un angolo della sala vi è un manichino per l'allenamento. Il quel periodo si allena con Yuen Kai Shan, Lai Hip Chi, Yiu Choi, Yip Chung Hong, Tong Kai e altri...

Nel 1937 i giapponesi invadono il Sud della Cina e per otto anni Yip Man combatte contro di loro: Fatshan, dove lui vive adesso, è assediata e viene gestita da un governo di marionette. Yip Man non vuole avere niente a che fare con questo governo ed è per questo che diventa molto povero;  fortunatamente di tanto in tanto l’amico Chow Cheng Chung gli passa da mangiare. Yip Man, per sdebitarsi di questo gesto, lo prenderà come suo allievo.

Dal 1941 al 1943 egli insegna Wing Chun nella filanda di cotone di Wing On. Insieme a Chow Kong Yiu studiano il famoso Lun Kai, Chau Sai Kong, Leu Pak, Chan So,  Ying,  Kwok Fu, Chan Chi Sun, Ng Ying, Chow Sai e altri; questa è la prima generazione di allievi che prendono lezione da Yip Man.

Lun Kai ci dice che Yip Man non ha mai insegnato in questa epoca una forma dei doppi coltelli, ma certamente ha insegnato il palo lungo. All'epoca pare che la forma al manichino contasse - secondo Sifu Sergio Iadarola - di soli 67 movimenti e non contenesse footwork (in altri casi ha insegnato 146 movimenti, in altri ancora 108, fino a giungere ai 'classici'  116).

Nel 1945 il Giappone capitola. Fino al 1948 Yip Man è occupato al massimo con il suo lavoro e anche se ama il Wing Chun, è costretto a tralasciarlo finchè nel 1948 il suo buon amico Tong Kai gli presenta Pan Nam e lo prega di dargli lezioni,  le quali saranno effettivamente impartite nell'Associazione Atletica Cheung Yee di Fatshan.

Nel novembre del 1949 i comunisti di Mao consolidano il loro potere. Yip Man risulta essere tra i ricercati e si reca ad Hong Kong, pur fermandosi due settimane a Macao da amici, lasciando a Fatshan possedimenti e ricchezze.

Nel luglio del 1950 ad Hong Kong, Yip Man, inizialmente riluttante - dato che il compito di tramettere il sistema apparteneva al maestro Ng Chun So -. grazie a Lee Man e spinto anche da bisogni economici, inizia ad insegnare pubblicamente.

La prima classe di Wing Chun viene allestita per l’associazione dei lavoratori dei ristoranti: vi sono inizialmente solo otto allievi, tra cui Leung Sheung ("enorme" praticante di Pak Mei divenuto allievo di Yip Man dopo aver perso un combattimento contro il Maestro Yip Man) e Lok Yiu. Tutti sono dipendenti di ristoranti, ma più tardi si aggiungono Tsui Sheung Tin, Yip Bo Ching, Chiu Wan ed altri (Yip Man comunque non rompe la promessa fatta a Ng Chun So, perché non insegnerà il footwork; è per questo che ad Hong Kong l'insegnamento fu sempre statico e ogni allievo dovette provvedere da sé ad allenare i movimenti).

Yip Man insegna anche nella sede principale del sindacato dell’associazione dei lavoratori dei ristoranti di Shang Wan Zweig ad Hong Kong.

Tra il 1953 e il 1954, dopo che Leung Sheung viene battuto nelle votazioni del sindacato, Yip Man trasferisce la Scuola in altra sede: in questo periodo vi studiano Wong Shun Leung, Wang Kiu ed altri. Yip Man dà lezioni private nel tempio Three Prince. Gli allievi sono Lee Hong e altri.

Poco tempo dopo Leung Sheung viene rinominato capo del sindacato dei lavoratori dei ristoranti e Yip Man ricolloca la Scuola nella sua sede principale: questo periodo viene denominato “di fase successiva” dell’associazione dei lavoratori dei ristoranti. Al momento vi studiano Lee Kam Sing, Kan Wah Chit (Victor Kan), Lo Man Kam (nipote di Yip Man), Cheung Cheuk Hing (William Cheung) ed altri.

Yip Man insegnò in privato a William Cheung il primo stile con il quale entrò in contatto, cioè l'HFY. E' per questo motivo che il Traditional Wing Chun di Cheung e l'HFY si somigliano tanto. Sono, in sintesi, la medesima arte. Probabilmente, vista la natura dinamica delle forme di Cheung, a lui fu insegnato in maniera evidente ciò che ad altri, almeno a livello ufficiale e formale, fu nascosto: il  .

Siamo a cavallo tra il 1955 e il 1957: Yip Man colloca la Scuola in Lee Tat Street, in Yau Ma Tei Street in Kowloon. In questo periodo avrebbe collocato nel Kwoon 2 bandiere, simboleggianti rispettivamente Chan Wah Shun e Leung Bik (così ci dice Chow Tze Chuen, che però riferisce anche di aver dimenticato le esatte parole ivi iscritte...).

Gli allievi sono Lee Xiao Long (Bruce Lee), Chan Shing, Hawkins Cheung, Siu Yuk Men e altri.  In particolare Hawkins Cheung ci racconta che durante la pratica del Chi Sau, Yip Man era sempre "radicato", ma, pur essendo molto rilassato, senza sforzo squilibrava l'altro sulle punte o sui talloni e lo faceva cadere indietro o avanti controllando (Fook) il suo centro di equilibrio, magari anche mentre gli parlava, senza bisogno mai di colpire, ma mettendo in una posizione goffa l'altro o facendolo volare con un piccolo passo...

Dal 1957 al 1962 cambia nuovamente la sede della Scuola. Tra i nuovi allievi figura Moy Yat. Yip Man in questo periodo dà molte lezioni private. Anche nel 1962 c'è un nuovo cambio di sede e ancora nel 1963 quando viene collocata la scuola al piano superiore del ristorante Tai Sang in Fook Chuen Street in Tai Kok Tsui.

Questo piano originariamente era la stanza delle provviste. Il proprietario, Ho Luen, decide di cederlo alla Scuola. Tra gli alunni troviamo Yeung Chung Hon, Wat Yung Sung, Pang Kam Fat, Jun Ching On, Lee Yan Wing e Yau Hak So.

In questo periodo il Grande Maestro Yip Man dà lezioni private anche ad allievi appartenenti al corpo di polizia in Hing Hing Street, in San Po Kong. Essi sono Tang Sang, Lam Ying Fat, Yuen Chi Kon.

La Scuola nel ristorante Tai Sang viene comunque chiusa nel 1965 e Yip Man si ritira in un pensionato, dove invecchierà. Nel frattempo continua comunque a dare lezioni individuali ad allievi come Wong Chung Wah (Yat Ok Goi Tse), Wong Hei, Hong Jap Sum e altri.

Egli insegna inoltre in tre luoghi sparsi. Anzitutto nella Hong Kong Ving Tsun Athletic Association (香港詠春拳體育會) - fondata dallo stesso Yip Man e da alcuni suoi studenti -, che nel 1967 è la prima associazione di Arti Marziali registrata ufficialmente dal governo. Il Grande Maestro Yip Man vi insegna con l’aiuto degli assistenti Jun Ching On, Fung Hon, Wong Hon Chung e altri. Questo dura solo tre mesi.

Secondariamente insegna nell’appartamento di Chen Wei Hong in Waterloo Road: qui studiano Chen Wei Hong, i fratelli Siu Lung, Wong Chi On, Chan Kam Ming, Chung Yau, Lau Hon Lam, Man Yim Kwong e altri.

Poi, insegna in Chi Yau Road. Poiché Chen Wei Hong ha troppo da fare e non può continuare a praticare in Waterloo Road, il GM Yip Man sposta le sue lezioni nella casa di Lau Hon Lam. Qui vi partecipa anche Wong Chi Ming e il Grande Maestro accetta anche una allieva di nome Ng Yuet Dor.
L'insegnamento continua anche in Siu Fai Toi, nella casa dell’avvocato Yip Sing Cheuk: vi sono anche altri allievi avvocati. Questo è l’ultimo luogo in cui il Grande Maestro Yip Man dà le sue lezioni di Wing Chun Kung Fu.

Il Gran Maestro muore di cancro alla gola il 2 dicembre 1972 nel suo appartamento in Tong Choi Street. Non essendosi mai ritenuto il GM, a differenza di Ng Chun So, non potè mai nominare un successore.

Ricapitoliamo brevemente i tratti salienti della sua vita. Imparò il Wing Chun nella forma Hung Fa Yi da Chan Wah Shun il cambiamonete. Cambiò il suo modo di praticare quando ebbe modo di confrontarsi con Chu Chung Man, Maestro dello stile Chi Sim Weng Chun, cominciando a ricevere da lui e dagli altri Maestri del Dai Luk Lan alcuni insenamenti.

Dal Dai Duk Lan prese anche in prestito, attraverso il proprio allievo Cheung Pak (forse zio materno oltre che primo insegnante di SiJo Leung Ting, il cui Sifu era però Leung Sheung, il quale potrebbe essere il responsabile dell'esistenza del Chi Gerk nel lineage Leung Ting; lo troviamo anche trascritto come Chong Pei) il primo manichino per il suo Kwoon, ci dice Leung Ting stesso.

Da quella esperienza naque quello che oggi tutti identificano col nome Ving Tsun (Yip Man stesso lo trascrisse così) e cioè l'Yip Man Ving Tsun, uno stile in perenne evoluzione (niente di male in questo, anzi...si studia sempre...), alla continua ricerca di una codifica definitiva (come dimostrano gli allievi avuti in varie fasi del suo insegnamento), ma che non era né Hung Fa Yi, o meglio non solo Hung Fa Yi ma neppure Dai Duk Lan.

Oggi, invece, i praticanti si sono cristallizzati su quello che uno dei suoi allievi imparò in un determinato momento. Così è buono solo il Wing Chun di Wong Sheung Leung o il Wing Tsun di Leung Ting e gli altri no, ovviamente ognuno difende solo la sua "parrocchia".

Avendo studiato in tardissima età con Yip Man, il Wing Tsun di Leung Ting è probabilmente quello maggiormente intriso di concetti di Weng Chun del Dai Duk Lan.

SiFu Sergio Iadarola sostiene che non ci sia un set di doppie spade nei lineage di Wing Chun chiamato Bart Cham Dao: si tratterebbe, quindi, di una creazione di Yip Man. Sicuramente era una persona che aveva studiato e aveva la preparazione per creare una  forma autonoma, come hanno fatto anche altri. In altri lineage troviamo la Wu Dip Dao (anche nel lineage Yuen Kai Shan, da cui Sifu Iadarola dice che Yip Man avrebbe tratto ispirazione nel creare la propria forma di doppie spade), in altri ancora la Fu Mo Siong Dao, etc. Tant'è che gli allievi di Fatshan, tra cui Lun Kai, non hanno una forma di doppie spade.


Per quanto riguarda Bruce Lee, non avendo appreso tutto, non poteva certo insegnarlo, ma era così geniale da creare il suo Jun Fan Gung Fu, poi Jeet Kune Do. Ma il Jun Fan non è troppo diverso (secondo me naturalmente) da quello che oggi si vede nel Wing Chun di Leung Ting, che anzi permette uno studio più morbido e analitico, piu didattico e organico.

Pensiamo al fatto che uno degli allievi che Bruce ha avuto gli insegnamenti ricevuti  come Wing Chun Do, James De Mile. Abbiamo comunque una testimponianza di Yip Chun, figlio di Yip Man, che sostiene in un suo libro che Bruce Lee, non convinto che uno stile cosi brutale e immediato come il Wing Chun potesse rendere cinematograficamente, chiese a Yip Man di poter coniare (eravamo in un'epoca piu tradizionale) un proprio stile di arti marziali, ma piu cinematografico (se Lee credesse veramente questo o no, o se usò questa scusa come alibi per una pratica personalizzata, non è oggetto di giudizio).

Poi per utilizzare il successo di Lee o forse per il fatto che la disciplina di Yip Man era oramai conosciuta all'estero come Wing Chun (Bruce Lee) e non Ving Tsun (Yip Man), gli allievi di Yip Man scelsero di usare la trascrizione di Bruce Lee per l'ideogramma preso da di Yip Man...dico l'ideogramma di Yip Man non a caso. Anche se il radicale e la pronuncia sono gli stessi,  per la linea Chi Sim e quella Yip Man si usano due ideogrammi legati nella semantica cinese, ma diversi (ne abbiamo parlato più volte su questo blog, N.d.R.).

L' arte marziale è la stessa con diverse varianti personali sul medesimo tema. La cosa però più divertente è che ad un certo punto proprio SiJo Leung Ting usò scrivere Wing Tsun col copyright per difendere e diffondere la propria idea di Ving Tsun e, guarda un po', Sifu Iadarola dice che i Maestri di Chi Sim Weng Chun scrivevano la propria arte come Wing Tsun in lettere occidentali prima che qualcuno ci mettesse sopra il copyright...

Dove starà la verità? La storia è tutta da scrivere, ancora...