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venerdì 23 maggio 2014

24 maggio - Workout

Allenamento intensivo di 3 ore, dedicato al footwork, alle tecniche di braccia ed alle applicazioni dei 18 Lohan Suan Sik (十八罗汉散式) dell'Hek Ki Boen Eng Chun Pai, propedeutico per lo sviluppo delle capacità relative a 'rilascio del peso', 'utilizzo dell'energia interna', movimenti 'frustati', etc. 

Il raduno sarà alle 8:30 davanti alla palestra (o al bar per il solito caffè...). L'inizio del Workout sarà alle 9. Per info e prenotazioni: 3283421682 - divito.riccardo@gmail.com

Wing Chun Roma

martedì 15 aprile 2014

HKB Program Review 19 Aprile 2014

HKB Program Review è una vera e propria revisione di tutto il programma del curriculum ufficiale dell’Hek Ki Boen Eng Chun Kun, a seconda del proprio livello di apprendimento. Ognuno lavora specificamente su ciò che dovrà portare all’esame per il passaggio di livello. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week, per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo.Continua qui 

sabato 8 febbraio 2014

HKB Program Review - 22 Febbraio 2014

22 Febbraio 2014 - HKB Program Review

L'HKB Program Review è una vera e propria revisione di tutto il programma del curriculum ufficiale dell'Hek Ki Boen Eng Chun Kun, a seconda del proprio livello di apprendimento. Ognuno lavora specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week (24/02-01/03), per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo.
Durante l'HKB Program Review non si studia niente di nuovo rispetto al proprio programma, appreso durante i due mesi precedenti. Possiamo considerarlo un ripasso intensivo, ideato per gli Studenti che vengono da fuori Roma e che non hanno modo di praticare sempre, nonché per chi lavora tanto e non ha una grande continuità negli allenamenti.
Per avere un'idea dello svolgimento dell'HKB Program Review, basti pensare che si passa dallo studio delle posizioni (Ti Sa Khak Bhe, Tiauw Bhe, etc.) al footwork (Im Siam, Yang Siam, etc.), dal body facing alle tecniche di braccia e gambe, dai vari skill challenge ai Kiao Jiu, dal Niam Jiu al lavoro sui colpitori, dalle forme ai drill di reazione. Tutto il programma viene analizzato nel dettaglio, lasciando parecchio spazio agli Studenti per porre domande.
L'HKB Program Review dura 4 ore ed è sempre richiesto un contributo di partecipazione. I posti sono limitati, quindi è consigliabile prenotarsi per tempo (328 34 21 682 o divito.riccardo@gmail.com). L'accesso è riservato solo previa autorizzazione del Maestro Riccardo Di Vito. Si può dare la propria adesione anche su Facebook.

martedì 28 gennaio 2014

Di ritorno da Genova...


Sono tornato ieri sera dalla lunga settimana di lavoro ed allenamento passata a Genova, ospite del mio caro Gianluca Giusto. Riesco a scrivere due righe solo oggi, perché sono state ore concitate per sistemare tutto e riprendere la vita normale. 

Sono davvero molto soddisfatto degli allenamenti con il mio Maestro, Suhu Kenneth Lin, sempre in compagnia di Gianluca, specialmente per l'intensità con cui stiamo portando avanti l'utilizzo del quinto livello di Hoat Keng, all'interno di forme, tecniche e combattimento. 
Nel fine settimana, nella Scuola HKB di Genova, Tribe Martial Arts, abbiamo ospitato più di 45 Studenti di ogni ordine e grado, compreso il grandissimo Sifu Gordon, uno dei pionieri dell'Hek Ki Boen Eng Chun dell'Accademia di Fredericksburg, in Virginia, oggi Capo Istruttore per la Germania. 
Sono molto soddisfatto dell'esame svolto da Mauro Caroppo, che ha dimostrato che l'allenamento intensivo paga sempre, tornando all'HKB Torino con un attestato di Primo Livello Istruttore. Complimenti!
Che dire dei miei Studenti, che sono partiti da Roma per seguire i seminari del Gran Maestro Lin? Siete stati fantastici e state dimostrando un attaccamento alla Famiglia davvero encomiabile! Spero che tutto quello che avete imparato vi sia d'aiuto nel percorso che avete intrapreso!



wing chun

lunedì 13 gennaio 2014

Tornare in forma a gennaio...

tornare in forma Roma
Quando una persona ha necessità di ritornare in forma c'è solo un ostacolo da superare: se stessa. È la mente il nostro primo vero muro da abbattere. Una volta aperto un varco, inizia il lento cammino fatto di sacrifici, moderazione e serietà, che porterà verso la soddisfazione, il piacere e la serenità di vedersi allo specchio e piacersi. 

Sono tante le persone che a gennaio decidono di tornare in forma o di migliorare la propria immagine. A tutte queste persone va il mio pensiero, perché chi fatica e lotta contro se stesso è già sulla via della liberazione, in questo caso, prima di tutto, dal grasso in eccesso. 

Anche nella nostra Famiglia marziale si presentano spesso persone che vogliono aggiungere al loro percorso formativo il beneficio ulteriore della forma: il percorso non è semplice, ma lo faremo sempre assieme. Buon inizio a tutti!

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Chiama il 328 34 21 682 per una consulenza GRATUITA! Scegli uno dei nostri programmi per tornare in forma!


lunedì 23 dicembre 2013

Una Scuola di Arti Marziali



Basterebbe questa foto per far capire il clima che si respira nella nostra Scuola di Arti Marziali. Si tratta di un momento molto importante, la cerimonia dedicata al passaggio di livello di alcuni degli Studenti dell'HKB di Roma. Dai sorrisi, dalla gioia e dall'entusiasmo che traspare si può capire tutto, quindi non vi dico altro. Hek Ki Boen Eng Chun Pai, questa è la nostra Famiglia.


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Chiama ORA per la TUA consulenza GRATUITA e richiedi la promozione web: "un mese di pratica a 32€"! Cell. 328 34 21 682

sabato 14 dicembre 2013

Il Wing Chun a Roma

Il Wing Chun a Roma è in Via Francesco Di Benedetto, 414! Oggi ne abbiamo avuto un'altra conferma con il Program Review, una vera e propria revisione di tutto il programma, a seconda del livello di apprendimento di ogni partecipante. Ognuno ha lavorato specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello della prossima settimana, durante il Testing Week. 

Tutti gli Studenti dell'HKB Wing Chun Roma che avevano delle lacune tecniche le hanno colmate per tempo, con 4 ore di allenamento con una sola pausa di 3 minuti... Ottimo lavoro, come sempre!


Wing Chun Roma  

lunedì 9 dicembre 2013

HKB Wing Chun Roma Program Review

HKB Wing Chun Roma è lieta di invitarvi al Program Review! Il Program Review è una vera e propria revisione di tutto il programma, a seconda del proprio livello di apprendimento. Si tratta del secondo HKB Program Review della stagione. Ognuno lavora specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week (16-21 dicembre), per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo. Durante il Program Review non si studia niente di nuovo rispetto al proprio programma, appreso durante i due mesi precedenti. Possiamo considerarlo un ripasso intensivo, ideato per gli Studenti che vengono da fuori Roma e che non hanno modo di praticare sempre, nonché per chi lavora tanto e non ha una grande continuità negli allenamenti. Il Review dura 4 ore. Massimo 20 posti disponibili. Prenotazione obbligatoria entro e non oltre il 13 dicembre (un giorno prima). Per maggiori informazioni, come sempre, ne parliamo prima o dopo la lezione, oppure potete scrivermi a divito.riccardo@gmail.com o chiamarmi al 3283421682. 

HKB Wing Chun Roma

lunedì 28 ottobre 2013

Bruce Lee, l'anarchismo epistemologico ed il JKD

 Mi sono trovato di recente a leggere un interessante libro sulle Arti Marziali, scritto da un nostro connazionale, che insegna in America all'Università e si diletta nella nobile arte della randellata cinese, di cui è insegnante. Ha già un'altra pubblicazione all'attivo, 'La tenera Arte del Guerriero', mentre l'opera che ho letto e che raccomando a tutti i veri appassionati è 'Per un Cuore da Guerriero - le Arti Marziali, la Filosofia e Bruce Lee'. Il suo nome è Daniele Bolelli. 

 Vale veramente la pena leggere questo volumetto e vale veramente la pena soffermarsi, tra le altre cose, su uno dei capitoli, il cui titolo è proprio "Anarchismo epistemologico: la Filosofia del Jeet Kune Do", di cui ho parlato proprio recentemente in un mio articolo, il cui titolo è "Il ritorno delle Arti Marziali Tradizionali: siamo artisti marziali". Interessante la posizione dell'autore - da me condivisa - sul senso dell'innovazione e della creatività che Bruce Lee ha portato nelle discipline marziali.

 Come più volte ho avuto modo di esprimere in varie conversazioni con appassionati e sulle pagine del Blog della nostra Scuola, Bruce Lee ha giocato un grande ruolo nel rilancio delle arti marziali, le quali all'epoca in cui il nostro visse, versavano in un periodo che più che di tradizionale, sapevano di stantìo. Per dare una struttura al proprio pensiero, il nostro Lee lesse molto ed è proprio alla cultura sino-giapponese, buddhista e taoista, probabilmente anche alla lettura di antichi testi di spada giapponese che maggiormente si rifece, paradossalmente aggredendo proprio quelle arti che proprio in quei contesti culturali erano nate. 

 Potremmo riferirci quindi al JuJutsu, all'AikiJuJutsu, al Tai Chi Chuan, persino al Ving Tsun. In realtà la rottura con la tradizione che traspariva dal suo atteggiamento era piuttosto un volersi riappropriare di una tradizione più autentica ed antica, che voleva liberarsi del vuoto ossequio formale, quello che lui chiamava "disperazione organizzata", in cui le arti marziali erano cadute da che BodhiDharma aveva cominciato a insegnare la disciplina del pugno a uno sparuto gruppo di monaci alla ricerca dell'Illuminazione. 

 Siddartha Gautama, con il suo percorso, rappresentava agli occhi del giovane Bruce colui il quale, rinnegando l'autorità della tradizione (in questo caso quella indù), aveva il coraggio di esplorare la realtà con le proprie forze, senza paura e soprattutto senza rilassarsi su alcuna comoda verità precostituita. A conferma di ciò, anche l'invito dell'oramai Buddha (il Risvegliato) a non ascoltare passivamente e credere ciecamente alle sue parole, ma a ricercare sempre una propria esperienza derivante dal contatto personale e diretto con le cose. Buddha assumeva ai suoi occhi il ruolo, come da titolo, dell'anarchico: una sorta di incarnazione del detto "Vivi e lascia vivere", forse un hippy ante litteram. Su questo modello di anarchia, Lee creò il Jeet Kune Do, una filosofia dell'arte marziale, piuttosto che uno stile.

 Proprio per questo lo definì non-stile, proprio perché non abbracciava "nessuna via come (la) via, nessun limite come limite". La domanda è: c'è veramente riuscito? Era la sua un'arte marziale o piuttosto l'atteggiamento verso la stessa? E se non ha una sua via, può il JKD avere una sua esistenza? Secondo chi crede in un JKD ortodosso di Bruce Lee la risposta è sì: il JKD ha una sua forma, quindi una sua via. Così visto, il JKD è uno stile come un altro, lo stile di Lee di fronte allo stile di Funakoshi, di Ueshiba o di chiunque altro. Secondo chi crede in un JKD anarchico più in linea col pensiero di Lee, la risposta è che il JKD è come l'acqua e può adottare tutte le forme senza averne nessuna. 

 Ma è possibile avere tutte le forme e contemporaneamente nessuna solo studiando il JKD? O è piuttosto necessario studiare tutte queste discipline nella speranza di possederle tutte secondo l'esigenza del momento? Ed ha poi senso un cammino marziale volto ad assumere ogni possibile forma? Ma soprattutto, è possibile? L'acqua impara a essere adattabile solo dopo aver provato tutti i possibili contenitori? O è proprio nella natura dell'acqua adattarsi? Non è piuttosto questo tentativo di essere al di là della forma un'illusione basata sull'attaccamento verso l'accumulo di forme? Era proprio questo che Lee intendeva. O no? 

 Parliamoci chiaramente, a differenza dell'autore, non ho grande simpatia verso Bruce Lee, essendo in gran parte la sua figura moderna il risultato di una operazione mediatica, benché senza di lui il Ving Tsun - e in genere le arti marziali - non sarebbe mai arrivato ad avere un successo planetario, con tutto il numero di persone pronte a salire sul carrozzone del successo. Ne ha insomma favorito al tempo stesso il successo e la condanna. 

 Tornando a Buddha, le persone che hanno voluto seguire il suo insegnamento, non si sono forse riunite in un Sangha? Il Dharma del Buddha non è forse il corpus dei suoi insegnamenti (le Nobili cause della sofferenza, l'ottuplice sentiero e così via)? Quello che voglio far notare in questa sede - il punto in cui la mia opinione diverge da quella di Daniele Bolelli - è che persino una via libertaria come quella del Buddha ha bisogno di passare per un insegnamento che definisce un obbiettivo e dei passi per raggiungerlo. Non si esaurisce in essi, ma usa tutto ciò come strumento. 

 D'altra parte come si può acquisire una libertà alla quale non si può dare un minimo di contenuto? Costringersi a non scegliere e a non prendere mai posizione, per essere in via teorica liberi, non è in sé un atto di libertà concreto. In quest'ottica, far parte di una Scuola non è un limite, ma una opportunità di studio. Avere una forma attraverso la quale studiare te stesso è un trampolino verso la libertà. La forma è solo uno strumento che attende la maturità per essere trasceso. Bruce Lee ha solamente assolutizzato l'ultima parte del cammino di ogni artista marziale che si rispetti. Ma questo step non esiste senza gli altri. 

 Passati pochi decenni dalla morte di Lee, già non sappiamo più cosa è il JKD: è uno stile semplice e diretto, senza fronzoli? E' un miscuglio di tecniche più o meno integrate e più o meno valido? E' il nulla spacciato per il tutto? Questo dipende dal fatto che Bruce Lee ha lasciato poca forma, così poca che anche le sue migliori idee hanno perso di sostanza. Intercettare il pugno, il significato di Jeet Kune, può essere fatto in 1000 modi, ma non tutti i modi ideabili sono anche giusti, così come si può essere liberi facendo di tutto, ma non tutti i 1000 usi creativi della libertà sono anche efficienti. Bisogna scegliere. Non puoi trascendere se non hai qualcosa da trascendere. Non puoi essere Maestro del Tutto se prima non sei uno studente del Qualcosa. 

 La creatività del JKD, che non passa attraverso la forma, è spesso il paravento dietro cui si nasconde l'ignoranza. Comparativamente parlando, nonostante la crisi in cui il Wing Chun versa da tempo - forse anche a causa dell'eccessiva creatività interpretativa da quando i pugni sono solo armi immaginarie -, si può avere una vaga idea di cosa esso potesse essere un tempo. Nonostante Bruce Lee sia un eroe recente, non abbiamo forse alcun filmato che lo mostra in un serio sparring, nonostante fosse stato il primo "tradizionalista" a tirar fuori questa parola dal dizionario. 

 Il JKD non sappiamo proprio cos'è o eventualmente che ha di diverso. Ma questo non riguarda solo il JKD, ma riguarda piuttosto tutte quelle discipline che pretendono e presumono di insegnare la libertà partendo dalla libertà stessa. E se c'è una cosa che accomuna tutti questi stili libertari fai-da-te è proprio la mancanza, quasi sempre, di sparring regolato. Questo perché nella strada non esistono regole e quindi non si può fare. Sembra una riedizione moderna delle famose tecniche mortali e dei colpi segreti. Nel caso di Bruce Lee, il suo pensiero è stato di ispirazione per il concetto di combattente moderno, completo in tutti i campi e le aree in cui il combattimento si può sviluppare. 

 Piuttosto che i seguaci del JKD, a giovarsene sono stati i combattenti di MMA. Nel caso dei seguaci del JKD, molto spesso la loro superiorità è rimasta sulla carta e spessissimo i suoi esponenti sono caduti nella medesima trappola degli stili tradizionali. Quando si dice l'ironia della sorte! Recentemente in un colloquio con un amico, questi mi faceva notare che nel combattimento da strada, un Tyson lo puoi affrontare con una bottiglia, piuttosto che coi pugni, per giustificare la pochezza dello sparring in senso sportivo. La mia risposta è stata che se anche Tyson avesse una bottiglia, avrebbe senso allenarsi in palestra allo sparring con bottiglie finte? Non è che il fatto di poter usare una bottiglia per strada serve a giustificare ideologicamente la propria carenza nell'allenamento coi pugni piuttosto? 

 Tornando al Wing Chun, nonostante la creatività degli allievi di Yip Man, che sono riusciti appunto a creare vari sotto-stili personali di Wing Chun in brevissimo tempo (chi ha aggiunto movimenti alla Siu Lim Tau per aver scoperto dei movimenti in combattimento, chi ha fatto studi concettuali facendo molta ricerca, chi ha creato il JKD...), non c' è nessuno di loro che ha dimostrato di funzionare. D'altronde, vedendo gli esponenti di questa scuola, in genere non è che destino impressioni a proprio favore. 

  Se non si studia la realtà, la fantasia, che sia quella del JKD o quella dei cosiddetti innovatori, non ti porta lontano, come non porta lontano il pensiero di non voler per partito preso fissare dei concetti in una forma come se questa fosse un limite. In verità, se uno è limitato, troverà sempre dei limiti al proprio agire, anche se non imposti da forme esterne. La fantasia basata sul nulla in realtà è un fantasticare. La creatività che non possa essere mostrata attraverso una forma, non esiste; e quello che non esiste, non può essere verificato.

 L'anarchia epistemologica, nel senso espresso da Lee, non è mai esistita. E' un mito moderno che assolutizza una parte del percorso marziale: precisamente la fine dello stesso, che rappresenta l'inizio dell'essere se stessi. Se quindi dovete rivolgervi a un Insegnante, non cercatene uno fantasioso, che su attacchi semplici lenti e stereotipati possa esibirsi in 1000 difese una più affascinante dell'altra (sulla carta), ma piuttosto uno coi piedi per terra, che ha non vaghe idee su come si conduce un combattimento di cui vi mette oralmente a parte, ma che abbia una forma che trasmette contenuti. Come membro della Scuola HKB Wing Chun, vi invito a fare un salto in una delle nostre realtà. Un saluto a tutti i praticanti.

Pasquale Mazzotta

mercoledì 16 ottobre 2013

Pressare l'energia

Pei Keng (逼勁) è uno dei concetti chiave del nostro sistema, Hek Ki Boen Eng Chun Kun; spesso viene mal interpretato nel mondo del Kung Fu, perché si rischia di utilizzare la forza bruta per spingere la propria energia in avanti, pressando l'avversario. 

逼 [bī] viene usato per intendere il forzare, come verbo di imposizione, "spingere" o "pressare". Viene da 畐 [fú], utilizzato per il suono, e 辶 (o 辵) [chuò], 'andare'. In cantonese è /Bik/, in fukinese /Pei/.
 勁 (forma semplificata: 劲) [jìn] è l'energia. Viene da 巠 [jīng], usato per il fonema, e 力 [lì], la forza. In cantonese è /Ginhg/, in fukinese /Keng/.

Cosa si intende, quindi, con Pei Keng? In tutti i nostri esercizi, nelle forme, nei lavori in coppia, siamo soliti focalizzarci su noi stessi, quindi potrebbe sembrare in contraddizione il "pressare l'energia". In realtà, invece, proprio grazie alla didattica HKB impariamo ad espandere la nostra energia in tutte le direzioni, creando una specie di sfera intorno a noi.

Tutto ciò che entra in contatto con questa sfera subisce la pressione dell'energia che siamo in grado di rilasciare: è per questo che, pur restando morbidi, veniamo percepiti come 'gommosi', 'resistenti' e, quando vogliamo, 'taglienti' (uso questi termini, perché sono i più utilizzati dalle persone con cui ho avuto contatti).

Questo genere di pressione energetica è molto differente dall'azione strettamente muscolare, che richiede un impegno di gran lunga superiore per gestire gli attacchi in entrata. Proprio per questo motivo, quando lavoriamo con combinazioni libere il nostro obiettivo non è mai quello di rimanere in contatto per tanto tempo, ma solo quello di pressare l'attaccante, trasferendo la nostra energia (o una porzione di essa) allo stesso, mettendolo fuori gioco nel minor tempo possibile, con il minor dispendio energetico.

Uno degli esercizi più comuni per capire cosa si intenda con questo tipo di principio (Pei Keng) è il Niam Jiu - 黐手 -(solitamente chiamato Chi Sau dalla comunità cantonese del Wing Chun), durante il quale non insegniamo ad utilizzare particolari sequenze tecniche, ma solo a far fluire l'energia dell'avversario in arrivo, continuando a pressarlo, senza accelerazioni o posizioni fisse. Rispetto a ciò che si vede nei video pubblici sotto il nome di Chi Sau - Wing Chun c'è un abisso di differenze.

Far fluire l'energia in questo modo significa eliminare o, quantomeno, limitare il secondo attacco avversario. 

domenica 22 settembre 2013

Imparare a comunicare con il corpo

kung fu bambini
 Spesso sottovalutiamo un dato molto importante nelle relazioni sociali di tutti i tipi: nella comunicazione, nello scambio e nell'incontro con gli altri, la maggior valenza è data dal non verbale (55%) in quanto i messaggi del corpo, che spesso vengono trasmessi del tutto inconsapevolmente, sono individuabili e delineano con decisione il livello di congruenza tra ciò che viene detto e ciò che in realtà pensiamo. Nell'HKB Wing Chun Roma abbiamo pensato anche a questo, lavorando sui programmi di insegnamento, soprattutto quelli dedicati ai bambini, affinché tutti gli Allievi siano in grado di comunicare la propria sicurezza a chi sta di fronte.

 Provate a verificare quanto possa cambiare la vostra maniera di comunicare a seconda della posizione che assumete e vi renderete conto dell'importanza di un'efficace gestione non verbale del corpo. Durante le spiegazioni dei programmi di un corso per bambini, per esempio, rimarchiamo alcune cose utilizzando i termini più appropriati ed un tono ed un volume della voce più confacenti. Cosa succederebbe se la postura esprimesse tutto il contrario di ciò che affermiamo (magari perché lo sguardo, il nostro silenzio, la postura denotano una mancanza di sicurezza)? Come pensate che potrebbe reagire il bambino? Credete che riuscirebbe a convincersi della bontà di quello che stiamo proponendo? Oppure ritenete che possa iniziare a nutrire dei dubbi? 

 Quando spieghiamo qualcosa ai bambini guardiamo sempre i nostri Allievi dritto negli occhi, utilizzando parole e gesti decisi. Non sempre riusciamo a comunicare, ma è certo che la postura e, soprattutto, la congruenza tra ciò che diciamo e come lo diciamo non lasceranno spazio per alcun dubbio inerente alla nostra preparazione, motivazione e professionalità! Questo è il motivo per cui oggi tantissimi genitori si rivolgono a noi per affidarci i loro bambini. Le arti marziali per bambini vengono spesso insegnate come "programmi ridotti" o semplificati. Al contrario, nell'HKB Wing Chun Roma partiamo dalla formazione del carattere, del modo di relazionarsi con gli altri e dal modo di comunicare anche col corpo. 

lunedì 9 settembre 2013

Raggiungi i tuoi obiettivi con HKB Wing Chun Roma

HKB Wing Chun Roma

 Tutti hanno degli obiettivi che vogliono raggiungere. Alcune persone non riescono ad individuarli in modo corretto e si perdono nei meandri di mille attività. Mi è capitato di avere Studenti che hanno frequentato per pochissimi mesi, proprio alla ricerca di qualcosa, ma si sono persi per strada, perché non sono riusciti a focalizzare i loro interessi. Tutti gli altri, invece, sono riusciti o stanno riuscendo ora a capire quali sono gli obiettivi principali, mettendo anima e corpo per raggiungerli!
 Alcuni di noi li scambiano con i "desideri", come vincere la lotteria o fare il giro del mondo, perché centrare l'obiettivo significa benessere personale e famigliare. Eppure un obiettivo è qualcosa di diverso, perché ha a che fare con la fatica, il lavoro duro e la concentrazione.
 Magari, dopo un po' di tempo ti ritrovi ad aver concluso poco nella vita o a non aver raggiunto nessun progresso positivo verso i tuoi obiettivi. Puoi vivere la vita che vuoi, sei libero di scegliere. Perché non pensi anche tu a trovare concretamente il modo per capire cosa vuoi e come raggiungerlo!? Tutto ciò che ti serve è imparare come motivarti a raggiungere gli scopi prefissati.
 Gli obiettivi devono avere caratteristiche possiamo riassumere così: essere specifici, raggiungibili, positivi e messi per iscritto, devono avere una scadenza, devono essere misurabili, devono essere ecologici e infine prevedere una celebrazione. Vediamo perché.
 Devi essere preciso su ciò che vuoi, avendo ben chiari gli intenti. Anche se è divertente sognare di essere ricchi, ci vogliono scelte di coraggio e di difficile decisione, bisogna specificare quanti soldi vuoi (o, meglio, quanti te ne servono per vivere) e come hai intenzione di guadagnarli. Visualizza nei dettagli colori e forme di ciò che vuoi, poiché questo ti aiuterà ad attivare il tuo sistema cerebrale, che ti aiuterà in automatico a trovare quello che cerchi. Attraverso l'HKB Wing Chun Roma, potrai allenare questa capacità, perché è parte integrante del corso di studi.
 Per raggiungere i tuoi obiettivi assicurati che essi siano chiari e che non ci siano alternative, perché niente si deve intromettere tra te e quello che cerchi. Bisogna essere risoluti nelle proprie scelte, esattamente come insegno ai miei Allievi, perché attraverso il Kung Fu devono saper attraversare il pericolo, superarlo o abbatterlo.
 Dopo aver definito i tuoi obiettivi, mettili sempre in forma scritta e positiva come "imparare a respirare profondamente e liberamente", anziché "smettere di fumare" oppure "essere fisicamente più agile e snello", non "dimagrire" semplicemente. Questo è fondamentale, esattamente come nella pratica del nostro sistema di Wing Chun. La nostra mente non riconosce un messaggio in forma negativa, perché è settata in un altro modo. Non ci credi? Fai questo esercizio: prova a non immaginare il Colosseo illuminato a giorno in una notte d'estate. Cosa hai fatto? Hai immaginato proprio quello che non dovevi!  Non spaventarti, è normale!
 Gli obiettivi devono avere una data di scadenza, un punto di arrivo. Non a caso, nei nostri corsi di Hek Ki Boen c'è sempre un inizio ed una fine, perché si deve conoscere ciò che si sta studiando e capire che ci vuole un determinato tempo, così da mantenere sempre sotto controllo la crescita. Pensa che se non avessimo delle scadenze nelle bollette, ad esempio, probabilmente non saremmo così determinati a pagarli entro quella certa data. Le scadenze ci danno il giusto stress per concentrare gli sforzi entro i tempi stabiliti.
 "Ogni viaggio comincia sempre con un primo passo". Per raggiungere obiettivi che siano degni di te, devi dedicare il tuo tempo e le tue energie in ogni singolo giorno. Per pubblicare un libro, per esempio, devi scrivere dei capitoli, ma soprattutto devi iniziare a scrivere un paragrafo per volta. Per creare una famiglia più amorevole, devi dare a qualcuno un abbraccio oggi. Per essere il venditore dell'anno, devi fare una telefonata parecchie telefonate. I tuoi obiettivi devono essere misurabili passo dopo passo, per capire come stai andando e se devi fare delle modifiche nelle strategie. Studiare HKB Wing Chun Roma è esattamente lo stesso!
 Gli obiettivi non devono essere contrari ai tuoi valori e principi. Tutti gli obiettivi non devono andare in conflitto con ciò che pensi, altrimenti metterai in atto degli auto-sabotaggi che inconsciamente non ti faranno raggiungere ciò che vuoi. Se hai l'obiettivo di diventare un politico affermato, ma non ami fare una vita pubblica, probabilmente ti diventerà difficile raggiungere questo obiettivo. Se i tuoi valori o le tue scelte cambiano, cambia i tuoi obiettivi di conseguenza: sii onesto con te stesso!
 Festeggia ogni risultato, come facciamo sempre insieme per i passaggi di livello o di cintura! Ogni deposito nel tuo conto di risparmio merita un segno di spunta sul calendario e un abbraccio dal tuo partner. Ogni giorno senza una sigaretta merita un sorriso e congratulazioni dai tuoi cari. Ogni passaggio di livello, deve essere celebrato da tutta la Scuola! Ogni passo verso i tuoi obiettivi deve essere documentato e celebrato! Chiedi a qualsiasi persona di successo se festeggia i propri traguardi e rimarrai stupito di quanto è importante la celebrazione! Festeggia ogni passo verso il cammino della tua vittoria e avrai finalmente la sensazione di essere in grado di raggiungere tutti i tuoi obiettivi!
 Coraggio, HKB Wing Chun Roma è qui per questo!

lunedì 2 settembre 2013

28 Settembre - HKB Workout

Primo evento della nuova stagione targato HKB Wing Chun Roma, 3 ore di allenamento intensivo, senza pause, dedicato allo sviluppo delle capacità psico-motorie dei partecipanti, attraverso il metodo di lavoro dell'Hek Ki Boen Eng Chun Kun. La prenotazione è obbligatoria, entro e non oltre il 21 settembre. Per informazioni o prenotazioni, scrivetemi a divito.riccardo@gmail.com, chiamatemi al 3283421682 o collegatevi su Facebook.

HKB Wing Chun Roma

domenica 1 settembre 2013

Corso Istruttori HKB Wing Chun - 28/29 Settembre


Il primo corso istruttori di HKB Wing Chun della nuova stagione è alle porte. Il 28 ed il 29 settembre, passeremo 20 ore insieme a tutti i candidati istruttori, lavorando sulla tecnica, sui programmi di insegnamento, sulle modalità di insegnamento e correzione, sul marketing e sulla gestione di gruppi di studio. Come sempre, l'alta professionalità che ci contraddistingue sarà messa in campo per dare vita ad un entusiasmante percorso formativo, per chi vuole fare della propria passione un vero e proprio lavoro. 

giovedì 1 agosto 2013

La didattica, punto di forza dell'HKB

 La didattica è uno dei punti di forza dell'HKB Wing Chun Roma. L'insegnamento è una materia tanto complessa, che richiede un approccio multidisciplinare, che tenga sempre conto dei fattori in gioco: cosa e chi insegna, chi riceve l'insegnamento ed il metodo didattico. 

 Spesso l'oggetto dell'insegnamento determina anche il modo con cui andrà tramandato: un conto è insegnare una tecnica (con il norme, le regole e le conoscenze specifiche), un altro è trasmettere l’Arte Marziale, che è fatta di principi e conoscenze generali, che vanno oltre lo stile specifico e che investono il praticante sia come uomo sia come artista che vive l’arte. 

 Alcuni pensano che un metodo equivalga all'altro, ma questo non mi trova per niente d'accordo. Il metodo fa la differenza tra Insegnamento di tecniche e Trasmissione del sapere marziale. Trasmettere l’Arte Marziale, indipendente dalle latitudini spazio-temporali, in Oriente come in Occidente, nel passato come nel presente, non è semplice. 

 Trasmettere un'Arte è difficile, perché apparentemente non c'è modo di strutturare un percorso didattico, in quanto tocca livelli profondi della persona, il suo modo di percepire, di essere e di porsi nei confronti delle situazioni. Un gesto tecnico può esser mostrato ed insegnato anche senza una maestria nell'Arte, ovviamente se ben spiegato a voce, può essere capito e replicato con una facilità anche da persone con scarsa esperienza e maturazione, mentre l'Arte, al contrario, può esser espressa solo dalla maestria del praticante e, spesso, anche se mostrata e spiegata alla stessa maniera della tecnica, non viene replicata, perché richiede sensibilità e conoscenza per essere compresa, tempo e maturazione per essere realizzata. 

 Chi insegna deve essere un esempio, deve sempre essere in grado di mostrare praticamente come si realizza un movimento, testimoniando di aver appreso l’Arte che si vuole trasmettere. Quando si incontra un Maestro di un'Arte lo si riconosce subito, perché si vede che dedica la sua vita allo studio, alla ricerca ed alla trasmissione dell'Arte, riempiendo le sue lezioni di significati, con il cuore saldo, la mente calma e lo spirito imperturbabile. 

 Il contatto diretto e continuo tra Maestro e Allievo facilita l'apprendimento, perché riproduce il modo con cui, nel passato, si viveva la trasmissione dell'Arte Marziale. L'Allievo viveva moltissime ore della sua giornata a contatto con il Maestro, ricevendone l'insegnamento in maniera diretta, ma assolutamente non organica, senza una didattica precisa, proprio come ricorda spesso Suhu Lin Xiang Fuk durante i nostri incontri. Il Maestro non aveva fretta e l'Allievo sapeva aspettare, perché vivevano nella pratica, quindi non era importante che un movimento, un principio o una forma fossero apprese subito, perché la connessione spazio-temporale era dilatata. L'Arte maturava lentamente e coinvolgeva lo Studente in un processo simbiotico, trasformando la sua percezione.

 Oggi, tranne casi isolati e fortunati, tutto questo risulta impossibile da realizzare, viste le condizioni della vita moderna che hanno cambiato tutti i rapporti umani. Il dramma della maggior parte degli insegnanti di oggi, infatti, sta nel fatto che tutto si riduce alla mera trasmissione di un arido nozionismo tecnico, teorico e pratico, frutto di una formazione mordi-e-fuggi, che non ha permesso all'Allievo di diventare Maestro, ma ripetitore di tecniche.

 Il nostro sistema colma questa grossa lacuna, perché la strutturazione didattica è stata pensata appositamente per soddisfare la sete di apprendimento a tutti i livelli. Mettendo al centro del proprio operato lo Studente, attraverso i tre programmi (Orientation Program, Elite Leadership Class e Black Sash) fornisce gli strumenti per apprendere l'Hek Ki Boen Eng Chun Kun in modo più interno, in modo da permettere a tutti di interiorizzare l'Arte. 

 Il metodo HKB, flessibile e modulare, progettato e costruito nella piena coscienza del cambiamento delle condizioni di vita e dei rapporti tra Maestro e Allievo, è in grado di fornire allo Studente una pratica evolutiva e formativa, che lo porta dallo studio del bagaglio tecnico all'apprendimento dell'Arte Marziale in sé, dando modo ai più volenterosi di acquisire tutte le conoscenze più interne. 

 La straordinaria alchimia che si è creata all'interno di questa Famiglia funziona, però, non solo per il metodo didattico di insegnamento durante le classi degli Studenti. Il vero punto di forza, il fulcro di questo splendido lavoro di trasmissione, sta nella formazione degli Istruttori, prima, e dei Maestri, poi. 

 All'interno dei corsi istruttori, infatti, non si porta avanti solo il programma tecnico-marziale, ma si forniscono tutte le basi ed i successivi approfondimenti del metodo di insegnamento, insegnando al candidato istruttore ad insegnare, a correggere, a valutare. Questa parte di lavoro, quasi sempre omessa in altri corsi, è importantissima, perché per poter trasmettere non è necessario solo conoscere ciò che si andrà ad insegnare, ma è fondamentale capire, studiare ed interiorizzare come farlo. 

 Niente è lasciato al caso in questa Scuola. Lo studio di principi, leggi del movimento corporeo e schemi cognitivi sono fondamentali per l'apprendimento, ma se non si è in grado di spiegarli, è impossibile portare avanti una Tradizione. La didattica del sistema Hek Ki Boen Eng Chun Kun, sviluppata in anni di ricerche, che tuttora vanno avanti, è basata su metodologia di insegnamento, processo di apprendimento e capacità operativa per la gestione della Scuola. 

 Il vero problema di tanti candidati istruttori è relativo a come si deve insegnare. La difficoltà che percepiscono sta nel capire come portare lo Studente a lavorare prima le tecniche, poi i principi e, infine, l'Arte. Il programma istruttore (Instructor Candidate Program) nasce e si sviluppa proprio per insegnare ai nostri futuri rappresentanti a trasmettere tutto ciò che compone l'Arte della nostra Famiglia, in modo progressivo, esattamente come è progressivo il corso di apprendimento per gli istruttori. 

sabato 27 luglio 2013

Suheng (師兄) e Suce (師姐): fratelli e sorelle maggiori

 Molte volte i termini utilizzati nelle Scuole di Arti Marziali non vengono spiegati. Per esempio, spesso si sente parlare di Sihing o Sije (nelle Scuole di matrice cantonese) - Suheng o Suce nelle nostre -, ma nessuno spiega qualcosa in merito. Ho notato che molti li usano come "gradi" o per indicare insegnanti che non sono Sifu. Ne vorrei parlare secondo la prospettiva dell'Hek Ki Boen Kun Tao, la nostra organizzazione internazionale, perché, a parer mio, ne individua perfettamente senso e contenuto.

 In linea generale, Suheng (師兄) e Suce (師姐) sono i fratelli e le sorelle maggiori. Essendo un sistema basato sull'organizzazione familiare, i maggiori sono solitamente quelli che sono entrati in palestra prima di noi, mentre abbiamo i termini Su Te (師弟) e Su Moi (師妹) per indicare quelli che hanno iniziato a praticare dopo.

 Nelle epoche passate, la formazione relativa al Kung Fu, a parte i templi Shaolìn e le accademie militari professionali, era più frequentemente legata all'apprendimento all'interno della propria famiglia, in casa. I membri della famiglia che avevano il compito della trasmissione delle conoscenze delle arti marziali cinesi avevano vissuto il Kung Fu a tempo pieno. Ogni azione della loro vita era stata direttamente o indirettamente connessa all'apprendimento ed allo sviluppo delle competenze marziali. Solitamente i fratelli e le sorelle maggiori sono stati responsabili della formazione dei più giovani, sia in ambito delle conoscenze culturali, sia in quello delle abilità marziali e dello sviluppo spirituale.

 Per questa opera di sviluppo delle conoscenze, Suheng e Suce sono stati sempre trattati con grande rispetto dai fratelli e dalle sorelle minori. La tradizione di onorare Suheng e Suce è arrivata fino ai nostri giorni all'interno della famiglia Hek Ki Boen Eng Chun Pai. Tuttavia, poiché la maggior parte dei praticanti hanno stili di vita diversi dal passato, che non permettono loro di praticare in modo continuativo, non sempre il tempo passato in famiglia corrisponde al tempo passato ad imparare il sistema. Per questo motivo, nella nostra Scuola non è detto che una persona che abbia iniziato a praticare prima di un'altra sia Suheng o Suce.

 Il rango o l'appellativo dovrebbe riflettere sia la conoscenza che l'abilità di ogni studente e praticante, non, quindi, l'anno di inizio della disciplina. Una persona che si allena 20 ore a settimana per 3 anni (1560 ore) dovrebbe avere una maggiore abilità e conoscenza di uno che si è allenato due ore alla settimana per 6 anni (616 ore). Per questo, a nostro modo di vedere, lo stato di Suheng o Suce è valutato dal punto di vista del periodo di formazione e di vita all'interno del sistema, piuttosto che dal tempo cronologico come membro della Scuola.

 Va detto poi che il tempo trascorso direttamente con il Suhu è ancora più importante per lo sviluppo generale della persona ed è necessario per essere considerato Suheng o Suce, perché è il contatto con il Maestro che permette di crescere in modo proficuo, preciso e pieno.

 Venendo alla Scuola, la partecipazione a un paio di lezioni a settimana non sarà di per sé un modo per esser considerato fratello maggiore, con tutti gli oneri e gli onori del caso. Lo studente anziano deve avere la maturità adeguata per questo ruolo e per la responsabilità che esso comporta. Il Kung Fu che sviluppiamo deve essere forte in ogni misura: fisica, mentale e spirituale. Gli studenti che passano costantemente il proprio tempo con il loro Suhu possono e devono aspettarsi di progredire più velocemente e più efficacemente di quelli che si allenano con poca costanza, ma hanno grosse responsabilità.

 Se è chiaro il discorso, avrete capito che saranno ammessi nella comunità che avrà una formazione sempre più profonda solo Suheng  e Suce che avranno speso molto tempo nell'apprendimento del sistema, avendo dimostrato di avere le conoscenze e la comprensione di ogni livello di studio precedente. In breve, alcuni studenti con soli 3 anni di pratica alle spalle possono essere pronti per una formazione avanzata rispetto a chi ha iniziato molti anni prima, ma non ha la stessa quantità di ore di pratica alle spalle.

 Però, ricordiamoci sempre che l'esser qualificati per avere un'alta formazione non significa avere diritti maggiori rispetto ai fratelli minori; un Suheng o una Suce rimangono sempre tali, ma non per questo possono richiedere il rispetto dei minori solo per il loro status. Devono guadagnarsi sul campo, con le loro azioni e con il loro stile di vita quotidiano l'onore di esser considerato maggiore.

 Ogni Suheng o Suce deve sempre porsi queste domande:
 1. Conosco bene ciò che il sistema mi richiede?
 2. Conosco veramente l'insegnamento del mio Suhu e lo rappresento adeguatamente?
 3. Vivo veramente come Suheng o Suce e sono esempio di abilità e conoscenze per i miei Su Te e Su Moi?

 Rispetto agli ideogrammi, sono presto spiegati. Quello condiviso in tutti i termini è 師 (con la forma semplificata 师) [shī], che significa di per sé insegnante. Per esempio abbiamo 师傅 [shīfu] per intendere il Maestro. Nel nostro caso particolare indica la relazione attraverso un insegnante, cioè una relazione rispetto ad un Maestro. La parte sinistra, 𠂤 [duī], fa riferimento al muro (ridotto a due segni nella forma semplificata) e la parte destra potrebbe essere derivata da 匝 [zā], che simboleggia un cerchio (non da 市 [shǐ], il mercato). Il significato originario potrebbe essere esercito o armata, derivando da "una guarnigione (匝) tutta intorno al muro (𠂤) della città". Non a caso, spesso si utilizza l'ideogramma per il capo militare, il Maestro o l'insegnante in generale. In cantonese è /Si/, mentre in fukinese /Su/.

 兄 [xiōng] è propriamente il fratello più anziano. Con 兄弟 [xiōngdì] si intendono, infatti, i fratelli. L'ideogramma deriva da 口 [kǒu], la bocca, e da 儿 (o la sua forma semplificata 人)  [rén], l'uomo. "La persona (儿) con l'autorità di partlare (口) davanti ai più giovani". La parola più comune per intendere i fratelli più anziani, fuori dal contesto marziale, è 哥哥 [gēge], mentre 弟弟 [dìdi] significa fratelli minori. In cantonese è reso con /Hing/, in fukinese con /Hueng/.

 姐 [jiě] è il termine utilizzato per le sorelle maggiori. Viene da 女 [nǚ], la donna, e 且 [qiě], utilizzato per il fonema. In cantonese è /Je/, in fukinese /Ce/.

 弟 [dì] sono i fratelli minori. La figura dell'ideogramma non ha un'interpretazione certa. 弟 [dì] è il fratello minore ed è formato da 第 [dì] (come nel numerale 第二, "secondo"), con la parte superiore 丷 rimpiazzata da 竹. In cantonese è /Dai/, in fukinese /Te/.

 妹 [mèi] è la sorella minore. Deriva da 女 [nǚ], la donna, e da 未 [wèi], utilizzato per il suo fonema. In cantonese è /Mui/, in fukinese /Moi/.

giovedì 25 luglio 2013

Il Codice di Condotta nella mia Scuola

Ogni Bukoan, Kwoon o Dojo che dir si voglia è contraddistinto da regole di condotta. Quando si entra nella Scuola dovremmo predisporci nello stesso modo in cui si accede ai luoghi sacri o religiosi. Purtroppo la civiltà occidentale, presa dalla velocità e dal mordi e fuggi, mina le basi della sacralità e della ritualità che ci contraddistinguono come uomini e, soprattutto, come artisti marziali. Ecco che le regole sottostanti diventano fondamentali per un corretto rapporto tra le persone che frequentano la Scuola.

 1) Il primo dovere dell'Allievo (o Discepolo) dell'HKB è di mantenere un atteggiamento gentile e compassionevole con tutti. Deve sempre mostrare rispetto verso il Maestro, gli Istruttori ed i compagni di addestramento, dentro e fuori della classe.
Ricordate sempre che la vostra crescita dipende dal vostro rapporto con la Famiglia di Kung Fu. 
In generale, bisogna essere ben educati e cortesi, invitando gli ospiti a fare lo stesso. 

 2) Quando si entra nella Scuola, ci si inchini per mostrare rispetto. Togliere le scarpe ed i calzini utilizzati fino a quel momento è un gesto di rispetto, visto che pratichiamo a piedi nudi. 
Ogni volta che incontri il Suhu salutalo con un inchino. Prima della lezione prepara tutto l'occorrente, in modo da non disturbare la classe durante l'addestramento. Non disturbare gli altri studenti. 

 3) Portate la vostra uniforme, l'eventuale cintura e tutte le protezioni richieste ad ogni lezione. Mantenete l'uniforme ordinata, pulita e inodore. Non lavate la fascia. Non è permesso indossare abiti diversi rispetto all'uniforme della Scuola, quindi la t-shirt e l'abbigliamento adatto alla formazione. Se si arriva privi di uniforme non si potrà frequentare la classe. 


 4) Bisogna frequentare le lezioni con assiduità e costanza, mostrando uno spirito adeguato. Lo Studente deve sviluppare e mantenere un atteggiamento positivo e ben disciplinato. Pratica il Kung Fu a casa tua ogni giorno per accelerare la tua crescita personale e lo sviluppo delle tue capacità. 

 5) Quando si ha accesso alla sala in cui ci si allena, è necessario fare un inchino prima di salire sul tatami o sul parquet, così come quando si esce dalla stessa. Se si sa che si sarà in ritardo per la lezione, è necessario chiamare in anticipo ed avvertire. In questo caso è permesso di partecipare solo se si è in ritardo a causa di un'emergenza. Firmate sempre il foglio di presenza o entrate nel computer per registrarvi. Quando dovete uscire in anticipo, è necessario informare l'istruttore prima della classe.

 6) È necessario concentrarsi sulla formazione e l'allenamento fisico, mentale e spirituale. L'Hek Ki Boen Eng Chun Kun è un tesoro, è necessario mantenere una mente aperta e abbracciare la cultura al fine di ottenere tutti i vantaggi che quest'Arte può dare.

 7) Tutti gli Studenti sono tenuti a vivere con standard più elevati ed evitare qualsiasi comportamento disdicevole per la crescita personale e spirituale.

 8) È necessario impegnarsi per partecipare a tutte le attività della Scuola, fornire assistenza e servizio con tutte le energie. Prendetevi cura anche del benessere finanziario della Scuola. Dovete lottare per migliorare voi stessi, salendo ad un livello superiore di coscienza.

 9) Tutti gli studenti devono seguire il codice di abbigliamento della scuola in ogni momento.

 10) Ogni Istruttore deve essere rispettoso con tutti gli Studenti e mantenere un comportamento professionale in ogni momento durante il corso.

 11) E' vietato riprendere con qualsiasi strumento le lezioni.

 12) Ogni livello deve essere guadagnato, sviluppando la vostra abilità nel Kung Fu, con un atteggiamento consono, la giusta mentalità, l'impegno concreto e anche la frequenza costante
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sabato 29 giugno 2013

Nuovi Leadership nell'HKB di Roma

Wing Chun RomaNella fantastica cornice del Parco degli Acquedotti oggi si è svolta la festa per gli Allievi dell'HKB Wing Chun Roma, che hanno sostenuto gli esami per il passaggio di livello. Dopo un'intensa settimana di test fisici, tutti gli Studenti sono stati testati da alcuni degli appartenenti alla classe Leadership sui programmi di combattimento, oltre che da me, ovviamente. Subito dopo, i nostri "bianchi" sono passati tra le forche caudine: ognuno di loro ha dovuto sperimentare l'efficacia dei SuHeng (Fratelli maggiori) della Scuola HKB

Oltre alla parte fisica, i ragazzi hanno sostenuto un esame di teoria scritto, con ottimi risultati. Sono davvero soddisfatto del lavoro svolto finora e della concentrazione dimostrata durante i test. Adesso abbiamo ben altri sei Allievi nella Leadership Elite Class, pronti ad entrare nella parte profonda di quest'Arte Marziale. Non posso che ringraziare i miei "verdi" per avermi assistito in tutto l'arco della settimana ed anche oggi nel controllare la qualità del lavoro svolto dai Fratelli Minori. 

La Scuola HKB Wing Chun Roma sta crescendo rapidamente, in un clima sempre più sereno e familiare. La forza di questa comunità sta proprio nello spirito che aleggia, di sana collaborazione, amicizia e goliardia. Non a caso ci siamo fatti riconoscere pure oggi per il pranzo luculliano mascherato da "pic-nic"! Grazie, grazie e ancora grazie a tutti, soprattutto alla nostra Lidia, che ci ha portato tanti dei suoi prodotti biologici (da Palombara Sabina!), a Silvia, con le sue torte, ma, più in generale, a tutti quelli che hanno voluto condividere qualcosa con la Famiglia. Siete belli come il sole!

martedì 25 giugno 2013