giovedì 1 agosto 2013

La didattica, punto di forza dell'HKB

 La didattica è uno dei punti di forza dell'HKB Wing Chun Roma. L'insegnamento è una materia tanto complessa, che richiede un approccio multidisciplinare, che tenga sempre conto dei fattori in gioco: cosa e chi insegna, chi riceve l'insegnamento ed il metodo didattico. 

 Spesso l'oggetto dell'insegnamento determina anche il modo con cui andrà tramandato: un conto è insegnare una tecnica (con il norme, le regole e le conoscenze specifiche), un altro è trasmettere l’Arte Marziale, che è fatta di principi e conoscenze generali, che vanno oltre lo stile specifico e che investono il praticante sia come uomo sia come artista che vive l’arte. 

 Alcuni pensano che un metodo equivalga all'altro, ma questo non mi trova per niente d'accordo. Il metodo fa la differenza tra Insegnamento di tecniche e Trasmissione del sapere marziale. Trasmettere l’Arte Marziale, indipendente dalle latitudini spazio-temporali, in Oriente come in Occidente, nel passato come nel presente, non è semplice. 

 Trasmettere un'Arte è difficile, perché apparentemente non c'è modo di strutturare un percorso didattico, in quanto tocca livelli profondi della persona, il suo modo di percepire, di essere e di porsi nei confronti delle situazioni. Un gesto tecnico può esser mostrato ed insegnato anche senza una maestria nell'Arte, ovviamente se ben spiegato a voce, può essere capito e replicato con una facilità anche da persone con scarsa esperienza e maturazione, mentre l'Arte, al contrario, può esser espressa solo dalla maestria del praticante e, spesso, anche se mostrata e spiegata alla stessa maniera della tecnica, non viene replicata, perché richiede sensibilità e conoscenza per essere compresa, tempo e maturazione per essere realizzata. 

 Chi insegna deve essere un esempio, deve sempre essere in grado di mostrare praticamente come si realizza un movimento, testimoniando di aver appreso l’Arte che si vuole trasmettere. Quando si incontra un Maestro di un'Arte lo si riconosce subito, perché si vede che dedica la sua vita allo studio, alla ricerca ed alla trasmissione dell'Arte, riempiendo le sue lezioni di significati, con il cuore saldo, la mente calma e lo spirito imperturbabile. 

 Il contatto diretto e continuo tra Maestro e Allievo facilita l'apprendimento, perché riproduce il modo con cui, nel passato, si viveva la trasmissione dell'Arte Marziale. L'Allievo viveva moltissime ore della sua giornata a contatto con il Maestro, ricevendone l'insegnamento in maniera diretta, ma assolutamente non organica, senza una didattica precisa, proprio come ricorda spesso Suhu Lin Xiang Fuk durante i nostri incontri. Il Maestro non aveva fretta e l'Allievo sapeva aspettare, perché vivevano nella pratica, quindi non era importante che un movimento, un principio o una forma fossero apprese subito, perché la connessione spazio-temporale era dilatata. L'Arte maturava lentamente e coinvolgeva lo Studente in un processo simbiotico, trasformando la sua percezione.

 Oggi, tranne casi isolati e fortunati, tutto questo risulta impossibile da realizzare, viste le condizioni della vita moderna che hanno cambiato tutti i rapporti umani. Il dramma della maggior parte degli insegnanti di oggi, infatti, sta nel fatto che tutto si riduce alla mera trasmissione di un arido nozionismo tecnico, teorico e pratico, frutto di una formazione mordi-e-fuggi, che non ha permesso all'Allievo di diventare Maestro, ma ripetitore di tecniche.

 Il nostro sistema colma questa grossa lacuna, perché la strutturazione didattica è stata pensata appositamente per soddisfare la sete di apprendimento a tutti i livelli. Mettendo al centro del proprio operato lo Studente, attraverso i tre programmi (Orientation Program, Elite Leadership Class e Black Sash) fornisce gli strumenti per apprendere l'Hek Ki Boen Eng Chun Kun in modo più interno, in modo da permettere a tutti di interiorizzare l'Arte. 

 Il metodo HKB, flessibile e modulare, progettato e costruito nella piena coscienza del cambiamento delle condizioni di vita e dei rapporti tra Maestro e Allievo, è in grado di fornire allo Studente una pratica evolutiva e formativa, che lo porta dallo studio del bagaglio tecnico all'apprendimento dell'Arte Marziale in sé, dando modo ai più volenterosi di acquisire tutte le conoscenze più interne. 

 La straordinaria alchimia che si è creata all'interno di questa Famiglia funziona, però, non solo per il metodo didattico di insegnamento durante le classi degli Studenti. Il vero punto di forza, il fulcro di questo splendido lavoro di trasmissione, sta nella formazione degli Istruttori, prima, e dei Maestri, poi. 

 All'interno dei corsi istruttori, infatti, non si porta avanti solo il programma tecnico-marziale, ma si forniscono tutte le basi ed i successivi approfondimenti del metodo di insegnamento, insegnando al candidato istruttore ad insegnare, a correggere, a valutare. Questa parte di lavoro, quasi sempre omessa in altri corsi, è importantissima, perché per poter trasmettere non è necessario solo conoscere ciò che si andrà ad insegnare, ma è fondamentale capire, studiare ed interiorizzare come farlo. 

 Niente è lasciato al caso in questa Scuola. Lo studio di principi, leggi del movimento corporeo e schemi cognitivi sono fondamentali per l'apprendimento, ma se non si è in grado di spiegarli, è impossibile portare avanti una Tradizione. La didattica del sistema Hek Ki Boen Eng Chun Kun, sviluppata in anni di ricerche, che tuttora vanno avanti, è basata su metodologia di insegnamento, processo di apprendimento e capacità operativa per la gestione della Scuola. 

 Il vero problema di tanti candidati istruttori è relativo a come si deve insegnare. La difficoltà che percepiscono sta nel capire come portare lo Studente a lavorare prima le tecniche, poi i principi e, infine, l'Arte. Il programma istruttore (Instructor Candidate Program) nasce e si sviluppa proprio per insegnare ai nostri futuri rappresentanti a trasmettere tutto ciò che compone l'Arte della nostra Famiglia, in modo progressivo, esattamente come è progressivo il corso di apprendimento per gli istruttori. 
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