Visualizzazione post con etichetta kung fu roma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta kung fu roma. Mostra tutti i post

sabato 8 febbraio 2014

HKB Program Review - 22 Febbraio 2014

22 Febbraio 2014 - HKB Program Review

L'HKB Program Review è una vera e propria revisione di tutto il programma del curriculum ufficiale dell'Hek Ki Boen Eng Chun Kun, a seconda del proprio livello di apprendimento. Ognuno lavora specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week (24/02-01/03), per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo.
Durante l'HKB Program Review non si studia niente di nuovo rispetto al proprio programma, appreso durante i due mesi precedenti. Possiamo considerarlo un ripasso intensivo, ideato per gli Studenti che vengono da fuori Roma e che non hanno modo di praticare sempre, nonché per chi lavora tanto e non ha una grande continuità negli allenamenti.
Per avere un'idea dello svolgimento dell'HKB Program Review, basti pensare che si passa dallo studio delle posizioni (Ti Sa Khak Bhe, Tiauw Bhe, etc.) al footwork (Im Siam, Yang Siam, etc.), dal body facing alle tecniche di braccia e gambe, dai vari skill challenge ai Kiao Jiu, dal Niam Jiu al lavoro sui colpitori, dalle forme ai drill di reazione. Tutto il programma viene analizzato nel dettaglio, lasciando parecchio spazio agli Studenti per porre domande.
L'HKB Program Review dura 4 ore ed è sempre richiesto un contributo di partecipazione. I posti sono limitati, quindi è consigliabile prenotarsi per tempo (328 34 21 682 o divito.riccardo@gmail.com). L'accesso è riservato solo previa autorizzazione del Maestro Riccardo Di Vito. Si può dare la propria adesione anche su Facebook.

lunedì 23 dicembre 2013

Una Scuola di Arti Marziali



Basterebbe questa foto per far capire il clima che si respira nella nostra Scuola di Arti Marziali. Si tratta di un momento molto importante, la cerimonia dedicata al passaggio di livello di alcuni degli Studenti dell'HKB di Roma. Dai sorrisi, dalla gioia e dall'entusiasmo che traspare si può capire tutto, quindi non vi dico altro. Hek Ki Boen Eng Chun Pai, questa è la nostra Famiglia.


---

Chiama ORA per la TUA consulenza GRATUITA e richiedi la promozione web: "un mese di pratica a 32€"! Cell. 328 34 21 682

sabato 14 dicembre 2013

Il Wing Chun a Roma

Il Wing Chun a Roma è in Via Francesco Di Benedetto, 414! Oggi ne abbiamo avuto un'altra conferma con il Program Review, una vera e propria revisione di tutto il programma, a seconda del livello di apprendimento di ogni partecipante. Ognuno ha lavorato specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello della prossima settimana, durante il Testing Week. 

Tutti gli Studenti dell'HKB Wing Chun Roma che avevano delle lacune tecniche le hanno colmate per tempo, con 4 ore di allenamento con una sola pausa di 3 minuti... Ottimo lavoro, come sempre!


Wing Chun Roma  

lunedì 9 dicembre 2013

HKB Wing Chun Roma Program Review

HKB Wing Chun Roma è lieta di invitarvi al Program Review! Il Program Review è una vera e propria revisione di tutto il programma, a seconda del proprio livello di apprendimento. Si tratta del secondo HKB Program Review della stagione. Ognuno lavora specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week (16-21 dicembre), per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo. Durante il Program Review non si studia niente di nuovo rispetto al proprio programma, appreso durante i due mesi precedenti. Possiamo considerarlo un ripasso intensivo, ideato per gli Studenti che vengono da fuori Roma e che non hanno modo di praticare sempre, nonché per chi lavora tanto e non ha una grande continuità negli allenamenti. Il Review dura 4 ore. Massimo 20 posti disponibili. Prenotazione obbligatoria entro e non oltre il 13 dicembre (un giorno prima). Per maggiori informazioni, come sempre, ne parliamo prima o dopo la lezione, oppure potete scrivermi a divito.riccardo@gmail.com o chiamarmi al 3283421682. 

HKB Wing Chun Roma

mercoledì 30 ottobre 2013

Programma Candidati Istruttori - 23/24 Novembre - Roma



Sabato 23 e domenica 24 novembre si svolgerà il consueto Programma di formazione per i Candidati Istruttori di HKB Wing Chun. Il programma è dedicato a chi vuole intraprendere il percorso per diventare Istruttore professionista o semi-professionista, nonché agli Assistenti Istruttori delle nostre Scuole. Nel solito clima sereno ed accogliente, porteremo avanti il percorso iniziato con chi ha già altri ICP all'attivo e partiremo da zero con chi si avvicinerà per la prima volta.

Il programma

Sabato 23 novembre, alle 8:00, riunione e pianificazione del lavoro. Dalle 9:00 alle 13:00, allenamento intensivo. Dopo una breve pausa, alle 14:00, inizieremo a lavorare sui programmi di insegnamento, a seconda del livello raggiunto da ciascun Candidato, fino alle 19:00. 
Domenica 24, alle 8:00, inizieremo a lavorare sul modo di insegnare, correggere e far migliorare gli Studenti, fino alle 13:00. Alle 14:00 si riprenderà, dopo la consueta pausa, entrando nel campo del professionismo, con tutto quello che c'è da sapere per trasformare la propria passione in un lavoro.

Chiunque fosse interessato a partecipare al programma di formazione, non esiti a contattarci (3283421682 o divito.riccardo@gmail.com). Il programma non prevede un livello minimo di studio, si può partire anche da zero. Il Corso è certificato dallo C.S.A.In. Lazio, EPS ric. CONI. Le lezioni si svolgeranno nella sede della Romanina, a Roma.

lunedì 28 ottobre 2013

Bruce Lee, l'anarchismo epistemologico ed il JKD

 Mi sono trovato di recente a leggere un interessante libro sulle Arti Marziali, scritto da un nostro connazionale, che insegna in America all'Università e si diletta nella nobile arte della randellata cinese, di cui è insegnante. Ha già un'altra pubblicazione all'attivo, 'La tenera Arte del Guerriero', mentre l'opera che ho letto e che raccomando a tutti i veri appassionati è 'Per un Cuore da Guerriero - le Arti Marziali, la Filosofia e Bruce Lee'. Il suo nome è Daniele Bolelli. 

 Vale veramente la pena leggere questo volumetto e vale veramente la pena soffermarsi, tra le altre cose, su uno dei capitoli, il cui titolo è proprio "Anarchismo epistemologico: la Filosofia del Jeet Kune Do", di cui ho parlato proprio recentemente in un mio articolo, il cui titolo è "Il ritorno delle Arti Marziali Tradizionali: siamo artisti marziali". Interessante la posizione dell'autore - da me condivisa - sul senso dell'innovazione e della creatività che Bruce Lee ha portato nelle discipline marziali.

 Come più volte ho avuto modo di esprimere in varie conversazioni con appassionati e sulle pagine del Blog della nostra Scuola, Bruce Lee ha giocato un grande ruolo nel rilancio delle arti marziali, le quali all'epoca in cui il nostro visse, versavano in un periodo che più che di tradizionale, sapevano di stantìo. Per dare una struttura al proprio pensiero, il nostro Lee lesse molto ed è proprio alla cultura sino-giapponese, buddhista e taoista, probabilmente anche alla lettura di antichi testi di spada giapponese che maggiormente si rifece, paradossalmente aggredendo proprio quelle arti che proprio in quei contesti culturali erano nate. 

 Potremmo riferirci quindi al JuJutsu, all'AikiJuJutsu, al Tai Chi Chuan, persino al Ving Tsun. In realtà la rottura con la tradizione che traspariva dal suo atteggiamento era piuttosto un volersi riappropriare di una tradizione più autentica ed antica, che voleva liberarsi del vuoto ossequio formale, quello che lui chiamava "disperazione organizzata", in cui le arti marziali erano cadute da che BodhiDharma aveva cominciato a insegnare la disciplina del pugno a uno sparuto gruppo di monaci alla ricerca dell'Illuminazione. 

 Siddartha Gautama, con il suo percorso, rappresentava agli occhi del giovane Bruce colui il quale, rinnegando l'autorità della tradizione (in questo caso quella indù), aveva il coraggio di esplorare la realtà con le proprie forze, senza paura e soprattutto senza rilassarsi su alcuna comoda verità precostituita. A conferma di ciò, anche l'invito dell'oramai Buddha (il Risvegliato) a non ascoltare passivamente e credere ciecamente alle sue parole, ma a ricercare sempre una propria esperienza derivante dal contatto personale e diretto con le cose. Buddha assumeva ai suoi occhi il ruolo, come da titolo, dell'anarchico: una sorta di incarnazione del detto "Vivi e lascia vivere", forse un hippy ante litteram. Su questo modello di anarchia, Lee creò il Jeet Kune Do, una filosofia dell'arte marziale, piuttosto che uno stile.

 Proprio per questo lo definì non-stile, proprio perché non abbracciava "nessuna via come (la) via, nessun limite come limite". La domanda è: c'è veramente riuscito? Era la sua un'arte marziale o piuttosto l'atteggiamento verso la stessa? E se non ha una sua via, può il JKD avere una sua esistenza? Secondo chi crede in un JKD ortodosso di Bruce Lee la risposta è sì: il JKD ha una sua forma, quindi una sua via. Così visto, il JKD è uno stile come un altro, lo stile di Lee di fronte allo stile di Funakoshi, di Ueshiba o di chiunque altro. Secondo chi crede in un JKD anarchico più in linea col pensiero di Lee, la risposta è che il JKD è come l'acqua e può adottare tutte le forme senza averne nessuna. 

 Ma è possibile avere tutte le forme e contemporaneamente nessuna solo studiando il JKD? O è piuttosto necessario studiare tutte queste discipline nella speranza di possederle tutte secondo l'esigenza del momento? Ed ha poi senso un cammino marziale volto ad assumere ogni possibile forma? Ma soprattutto, è possibile? L'acqua impara a essere adattabile solo dopo aver provato tutti i possibili contenitori? O è proprio nella natura dell'acqua adattarsi? Non è piuttosto questo tentativo di essere al di là della forma un'illusione basata sull'attaccamento verso l'accumulo di forme? Era proprio questo che Lee intendeva. O no? 

 Parliamoci chiaramente, a differenza dell'autore, non ho grande simpatia verso Bruce Lee, essendo in gran parte la sua figura moderna il risultato di una operazione mediatica, benché senza di lui il Ving Tsun - e in genere le arti marziali - non sarebbe mai arrivato ad avere un successo planetario, con tutto il numero di persone pronte a salire sul carrozzone del successo. Ne ha insomma favorito al tempo stesso il successo e la condanna. 

 Tornando a Buddha, le persone che hanno voluto seguire il suo insegnamento, non si sono forse riunite in un Sangha? Il Dharma del Buddha non è forse il corpus dei suoi insegnamenti (le Nobili cause della sofferenza, l'ottuplice sentiero e così via)? Quello che voglio far notare in questa sede - il punto in cui la mia opinione diverge da quella di Daniele Bolelli - è che persino una via libertaria come quella del Buddha ha bisogno di passare per un insegnamento che definisce un obbiettivo e dei passi per raggiungerlo. Non si esaurisce in essi, ma usa tutto ciò come strumento. 

 D'altra parte come si può acquisire una libertà alla quale non si può dare un minimo di contenuto? Costringersi a non scegliere e a non prendere mai posizione, per essere in via teorica liberi, non è in sé un atto di libertà concreto. In quest'ottica, far parte di una Scuola non è un limite, ma una opportunità di studio. Avere una forma attraverso la quale studiare te stesso è un trampolino verso la libertà. La forma è solo uno strumento che attende la maturità per essere trasceso. Bruce Lee ha solamente assolutizzato l'ultima parte del cammino di ogni artista marziale che si rispetti. Ma questo step non esiste senza gli altri. 

 Passati pochi decenni dalla morte di Lee, già non sappiamo più cosa è il JKD: è uno stile semplice e diretto, senza fronzoli? E' un miscuglio di tecniche più o meno integrate e più o meno valido? E' il nulla spacciato per il tutto? Questo dipende dal fatto che Bruce Lee ha lasciato poca forma, così poca che anche le sue migliori idee hanno perso di sostanza. Intercettare il pugno, il significato di Jeet Kune, può essere fatto in 1000 modi, ma non tutti i modi ideabili sono anche giusti, così come si può essere liberi facendo di tutto, ma non tutti i 1000 usi creativi della libertà sono anche efficienti. Bisogna scegliere. Non puoi trascendere se non hai qualcosa da trascendere. Non puoi essere Maestro del Tutto se prima non sei uno studente del Qualcosa. 

 La creatività del JKD, che non passa attraverso la forma, è spesso il paravento dietro cui si nasconde l'ignoranza. Comparativamente parlando, nonostante la crisi in cui il Wing Chun versa da tempo - forse anche a causa dell'eccessiva creatività interpretativa da quando i pugni sono solo armi immaginarie -, si può avere una vaga idea di cosa esso potesse essere un tempo. Nonostante Bruce Lee sia un eroe recente, non abbiamo forse alcun filmato che lo mostra in un serio sparring, nonostante fosse stato il primo "tradizionalista" a tirar fuori questa parola dal dizionario. 

 Il JKD non sappiamo proprio cos'è o eventualmente che ha di diverso. Ma questo non riguarda solo il JKD, ma riguarda piuttosto tutte quelle discipline che pretendono e presumono di insegnare la libertà partendo dalla libertà stessa. E se c'è una cosa che accomuna tutti questi stili libertari fai-da-te è proprio la mancanza, quasi sempre, di sparring regolato. Questo perché nella strada non esistono regole e quindi non si può fare. Sembra una riedizione moderna delle famose tecniche mortali e dei colpi segreti. Nel caso di Bruce Lee, il suo pensiero è stato di ispirazione per il concetto di combattente moderno, completo in tutti i campi e le aree in cui il combattimento si può sviluppare. 

 Piuttosto che i seguaci del JKD, a giovarsene sono stati i combattenti di MMA. Nel caso dei seguaci del JKD, molto spesso la loro superiorità è rimasta sulla carta e spessissimo i suoi esponenti sono caduti nella medesima trappola degli stili tradizionali. Quando si dice l'ironia della sorte! Recentemente in un colloquio con un amico, questi mi faceva notare che nel combattimento da strada, un Tyson lo puoi affrontare con una bottiglia, piuttosto che coi pugni, per giustificare la pochezza dello sparring in senso sportivo. La mia risposta è stata che se anche Tyson avesse una bottiglia, avrebbe senso allenarsi in palestra allo sparring con bottiglie finte? Non è che il fatto di poter usare una bottiglia per strada serve a giustificare ideologicamente la propria carenza nell'allenamento coi pugni piuttosto? 

 Tornando al Wing Chun, nonostante la creatività degli allievi di Yip Man, che sono riusciti appunto a creare vari sotto-stili personali di Wing Chun in brevissimo tempo (chi ha aggiunto movimenti alla Siu Lim Tau per aver scoperto dei movimenti in combattimento, chi ha fatto studi concettuali facendo molta ricerca, chi ha creato il JKD...), non c' è nessuno di loro che ha dimostrato di funzionare. D'altronde, vedendo gli esponenti di questa scuola, in genere non è che destino impressioni a proprio favore. 

  Se non si studia la realtà, la fantasia, che sia quella del JKD o quella dei cosiddetti innovatori, non ti porta lontano, come non porta lontano il pensiero di non voler per partito preso fissare dei concetti in una forma come se questa fosse un limite. In verità, se uno è limitato, troverà sempre dei limiti al proprio agire, anche se non imposti da forme esterne. La fantasia basata sul nulla in realtà è un fantasticare. La creatività che non possa essere mostrata attraverso una forma, non esiste; e quello che non esiste, non può essere verificato.

 L'anarchia epistemologica, nel senso espresso da Lee, non è mai esistita. E' un mito moderno che assolutizza una parte del percorso marziale: precisamente la fine dello stesso, che rappresenta l'inizio dell'essere se stessi. Se quindi dovete rivolgervi a un Insegnante, non cercatene uno fantasioso, che su attacchi semplici lenti e stereotipati possa esibirsi in 1000 difese una più affascinante dell'altra (sulla carta), ma piuttosto uno coi piedi per terra, che ha non vaghe idee su come si conduce un combattimento di cui vi mette oralmente a parte, ma che abbia una forma che trasmette contenuti. Come membro della Scuola HKB Wing Chun, vi invito a fare un salto in una delle nostre realtà. Un saluto a tutti i praticanti.

Pasquale Mazzotta

domenica 27 ottobre 2013

Tempo d'esame all'HKB Wing Chun Roma

 Come sapranno tutti i lettori del blog, nella nostra Scuola (HKB Wing Chun Roma), ogni due mesi, abbiamo una settimana intera dedicata ai test, per monitorare la qualità degli Studenti, degli Insegnanti e dei programmi, che si conclude con la Belt Ceremony, il sabato pomeriggio, durante la quale si certifica l'eventuale passaggio di livello. 
 L'evento di ieri (26/10/2013) sarà ricordato negli annali di storia dell'Hek Ki Boen Eng Chun Pai, perché ha visto la certificazione ufficiale di ben 5 Cinture Gialle, che, tra l'altro, sono le prime in tutta Italia! Sono davvero felice del livello raggiunto da questi ragazzi, che in pochissimo tempo hanno dato prova di saper superare sfide importanti.
 Altri sei studenti sono stati accettati nell'Elite Leadership Class, dopo aver dimostrato di conoscere bene tutto l'Orientation Program, conquistando il loro meritato sesto livello. Abbiamo riconosciuto anche un ottimo e meritato secondo livello, durante questa sessione!
 Rimane l'amaro in bocca per non aver potuto valutare due dei migliori Allievi della Scuola, attualmente fuori dal Bukoan per infortunio. Per loro ci sarà una sessione straordinaria appena si rimetteranno. Nel frattempo mandiamo loro il nostro più caro saluto, con la speranza di una pronta guarigione!

Wing Chun Roma

Wing Chun Roma


Wing Chun Roma

Wing Chun Roma

Wing Chun Roma

mercoledì 16 ottobre 2013

Pressare l'energia

Pei Keng (逼勁) è uno dei concetti chiave del nostro sistema, Hek Ki Boen Eng Chun Kun; spesso viene mal interpretato nel mondo del Kung Fu, perché si rischia di utilizzare la forza bruta per spingere la propria energia in avanti, pressando l'avversario. 

逼 [bī] viene usato per intendere il forzare, come verbo di imposizione, "spingere" o "pressare". Viene da 畐 [fú], utilizzato per il suono, e 辶 (o 辵) [chuò], 'andare'. In cantonese è /Bik/, in fukinese /Pei/.
 勁 (forma semplificata: 劲) [jìn] è l'energia. Viene da 巠 [jīng], usato per il fonema, e 力 [lì], la forza. In cantonese è /Ginhg/, in fukinese /Keng/.

Cosa si intende, quindi, con Pei Keng? In tutti i nostri esercizi, nelle forme, nei lavori in coppia, siamo soliti focalizzarci su noi stessi, quindi potrebbe sembrare in contraddizione il "pressare l'energia". In realtà, invece, proprio grazie alla didattica HKB impariamo ad espandere la nostra energia in tutte le direzioni, creando una specie di sfera intorno a noi.

Tutto ciò che entra in contatto con questa sfera subisce la pressione dell'energia che siamo in grado di rilasciare: è per questo che, pur restando morbidi, veniamo percepiti come 'gommosi', 'resistenti' e, quando vogliamo, 'taglienti' (uso questi termini, perché sono i più utilizzati dalle persone con cui ho avuto contatti).

Questo genere di pressione energetica è molto differente dall'azione strettamente muscolare, che richiede un impegno di gran lunga superiore per gestire gli attacchi in entrata. Proprio per questo motivo, quando lavoriamo con combinazioni libere il nostro obiettivo non è mai quello di rimanere in contatto per tanto tempo, ma solo quello di pressare l'attaccante, trasferendo la nostra energia (o una porzione di essa) allo stesso, mettendolo fuori gioco nel minor tempo possibile, con il minor dispendio energetico.

Uno degli esercizi più comuni per capire cosa si intenda con questo tipo di principio (Pei Keng) è il Niam Jiu - 黐手 -(solitamente chiamato Chi Sau dalla comunità cantonese del Wing Chun), durante il quale non insegniamo ad utilizzare particolari sequenze tecniche, ma solo a far fluire l'energia dell'avversario in arrivo, continuando a pressarlo, senza accelerazioni o posizioni fisse. Rispetto a ciò che si vede nei video pubblici sotto il nome di Chi Sau - Wing Chun c'è un abisso di differenze.

Far fluire l'energia in questo modo significa eliminare o, quantomeno, limitare il secondo attacco avversario. 

lunedì 14 ottobre 2013

Reportage dall'HKB Wing Chun Torino

 Dopo due giorni all'HKB Torino, ospite del mio allievo, Suhu Mauro Caroppo, sono tornato molto soddisfatto del seminario di domenica mattina, di cui ha parlato anche La Stampa. Ho trovato ragazzi davvero molto entusiasti del nostro sistema, sia già praticanti sotto la guida di Suhu Mauro, sia provenienti da altri sistemi (Karate, WingTsun, etc.).
 Credo che il lavoro svolto sia piaciuto parecchio per via dell'efficacia dell'Hoat Keng (發勁) del Nui Kang (内功), che lascia sempre tutti increduli, all'inizio, prima di provare l'effetto dirompente di un utilizzo così raffinato delle proprie energie.
 Il lavoro svolto dai ragazzi presenti è stato incentrato sul gioco di gambe e sui posizionamenti, indispensabili per affrontare un combattimento, senza mai perdere di vista le tecniche, utilizzate in combinazioni miste, per dare modo a tutti di capire le nostre strategie e come le inseriamo nella didattica.
 Ho notato parecchio interesse anche per gli aspetti "lottatori" (in piedi) della disciplina, perché molti non si aspettano determinate possibilità da un sistema conosciuto ed apprezzato soprattutto per lo striking, quindi sono ancora più contento di aver mostrato alcuni lati 'nascosti'.
 Tra sabato e domenica sono riuscito a portare avanti il percorso formativo di Suhu Mauro, che si sta impegnando per praticare intensamente, nonostante tanti impegni familiari (un caro saluto a tutti i Caroppo!). Ho notato parecchie migliorie tecniche, quindi la strada è quella giusta!
 Che dire? Spero di rivedere quanto prima possibile i ragazzi di Suhu Mauro, sempre più determinati, allenati e numerosi! Ci vediamo alla prossima torinesi! 

venerdì 11 ottobre 2013

Smetti di fumare! HKB Wing Chun Roma ti aiuta!

Consigliamo da sempre agli studenti dell'HKB Wing Chun Roma di non fumare, ma oggi rincariamo la dose, perché il vizio del fumo produce conseguenze ancora più negative di quanto si pensasse fino a pochi anni fa. Una ricerca dell'Università Nazionale Australiana sostiene che il rischio di morte prematura è molto più alto di quanto si ritenesse in precedenza per ogni categoria di fumatori. 
La ricerca ha seguito per 4 anni duecentomila persone oltre i 45 anni, concludendo che due terzi delle morti di fumatori attivi sono associabili al consumo di sigarette, mentre, secondo la letteratura scientifica sin qui prodotta, il legame era quantificabile in un 50%. 
Per calcolare le morti legate al fumo i ricercatori hanno associato i dati del registro nascite e del registro decessi ai nomi dei partecipanti, escludendo quei soggetti colpiti da patologie cardiache, ictus o tumori. Il risultato è che il rischio di morte associato al fumo di 10 sigarette al giorno è simile a quello di chi soffre di obesità morbosa, cioè con un indice di massa corporea di 35 o più. Smettere riduce i rischi a qualsiasi età si riesca. Prima si rinuncia al fumo, maggiore sarà il beneficio. La Scuola HKB Wing Chun Roma sostiene la campagna contro il fumo e invita tutti i praticanti a liberarsi di questa schiavitù!

domenica 6 ottobre 2013

Una cintura nera è una cintura bianca che non molla mai!

Una cintura nera è una cintura bianca che non molla mai!

...ma quante sono le possibilità di raggiungere l'agognata Cintura Nera? Dipendono da noi, perché ci sono quelli che dicono... 
Non voglio sudare: 0% 
Non posso allenarmi: 10% 
Non so come organizzarmi: 20% 
Vorrei, ma gli impegni, la famiglia, il lavoro...: 30% 
Voglio, ci provo, nonostante tutto: 40% 
Penso di potercela fare, sicuramente mi impegno: 50% 
Posso farcela, perché ce la metto tutta: 60% 
Penso di riuscire ad allenarmi con costanza e dedizione: 70% 
Io riesco, perché mi alleno seriamente: 80% 
Io sono costante e mi dedico al raggiungimento del mio obiettivo: 90%
L'ho fatto, mi sono dedicato con passione e dedizione: 100%


martedì 1 ottobre 2013

HKB Program Review 19/10/2013


Kung Fu Roma
Una vera e propria revisione di tutto il programma, a seconda del proprio livello di apprendimento, questo sarà il primo HKB Program Review della stagione, che si svolgerà all'HKB Wing Chun Roma, il 19 ottobre prossimo. 
Ognuno lavorerà specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello, che avrà luogo nell'ultima settimana del mese. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week, per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo. 
Durante il Program Review non si studia niente di nuovo rispetto al proprio programma, appreso durante i due mesi precedenti. Possiamo considerarlo un vero e proprio ripasso intensivo, ideato per gli Studenti che vengono da fuori Roma e che non hanno modo di praticare sempre, nonché per chi lavora tanto e non ha una grande continuità negli allenamenti. Il Review dura 4 ore. Massimo 20 posti disponibili. Prenotazione obbligatoria entro e non oltre il 12 ottobre.  
Per maggiori informazioni, come sempre, divito.riccardo@gmail.com o 3283421682

domenica 22 settembre 2013

Imparare a comunicare con il corpo

kung fu bambini
 Spesso sottovalutiamo un dato molto importante nelle relazioni sociali di tutti i tipi: nella comunicazione, nello scambio e nell'incontro con gli altri, la maggior valenza è data dal non verbale (55%) in quanto i messaggi del corpo, che spesso vengono trasmessi del tutto inconsapevolmente, sono individuabili e delineano con decisione il livello di congruenza tra ciò che viene detto e ciò che in realtà pensiamo. Nell'HKB Wing Chun Roma abbiamo pensato anche a questo, lavorando sui programmi di insegnamento, soprattutto quelli dedicati ai bambini, affinché tutti gli Allievi siano in grado di comunicare la propria sicurezza a chi sta di fronte.

 Provate a verificare quanto possa cambiare la vostra maniera di comunicare a seconda della posizione che assumete e vi renderete conto dell'importanza di un'efficace gestione non verbale del corpo. Durante le spiegazioni dei programmi di un corso per bambini, per esempio, rimarchiamo alcune cose utilizzando i termini più appropriati ed un tono ed un volume della voce più confacenti. Cosa succederebbe se la postura esprimesse tutto il contrario di ciò che affermiamo (magari perché lo sguardo, il nostro silenzio, la postura denotano una mancanza di sicurezza)? Come pensate che potrebbe reagire il bambino? Credete che riuscirebbe a convincersi della bontà di quello che stiamo proponendo? Oppure ritenete che possa iniziare a nutrire dei dubbi? 

 Quando spieghiamo qualcosa ai bambini guardiamo sempre i nostri Allievi dritto negli occhi, utilizzando parole e gesti decisi. Non sempre riusciamo a comunicare, ma è certo che la postura e, soprattutto, la congruenza tra ciò che diciamo e come lo diciamo non lasceranno spazio per alcun dubbio inerente alla nostra preparazione, motivazione e professionalità! Questo è il motivo per cui oggi tantissimi genitori si rivolgono a noi per affidarci i loro bambini. Le arti marziali per bambini vengono spesso insegnate come "programmi ridotti" o semplificati. Al contrario, nell'HKB Wing Chun Roma partiamo dalla formazione del carattere, del modo di relazionarsi con gli altri e dal modo di comunicare anche col corpo. 

martedì 10 settembre 2013

Il ritorno delle Arti Marziali Tradizionali

 In un'Arte Marziale possiamo osservare come coesistano, in varia misura, principi di natura tecnica e altri di natura strategica, come ci viene anche insegnato nell'HKB Wing Chun Roma. Ciò che rimane costante è il corpo umano e le sue azioni e reazioni naturali. E' chiarissimo che lo sport da combattimento, nel momento dell'applicazione, abbia le sue dinamiche, così come l'autodifesa ne abbia altre: l'arte marziale reale ne ha altre ancora. Eppure i moti interni e la vera abilità del corpo restano tali in ogni possibile situazione. Dipende solo dalla preparazione della persona, come la stessa affronti ognuna delle eventualità proposte. 


 La mia idea, la mia linea guida, è che alla fine (per citare un noto aforisma) "un calcio è solo un calcio e un pugno è solo un pugno". Il principio tecnico non varia secondo la situazione, ma in termini contingenti può variarne la strategia nell'uso ed è questa una cosa che dipende dall'evento. Dal mio punto di vista, sarebbe strano pensare che una disciplina non funziona sul ring mentre funziona nella strada o viceversa. Parlo di strada e di ring dal momento che queste sono le due direzioni che in linea di massima le arti marziali hanno preso nel loro cammino evolutivo, tenendo fuori tutte quelle manifestazioni marziali che sono diventate pura decorazione e ricerca estetica a sfondo filosofico.

 Il problema (falso) si pone solo perché ci si fonda su chi è l'avversario e sul come agirà rispetto al contesto dell'azione, dimenticando che l'arte marziale reale non consiste nel guardare l'orto del vicino, ma primariamente coltivare il proprio orto, dal momento che "solo chi conosce se stesso è illuminato", come anche la migliore tradizione delfica ci ha insegnato. Non si tratta quindi di prepararsi all'eventualità de, ring o all'eventualità della rissa da strada, ma di migliorare se stessi. Questo è il vero scopo dell'arte marziale reale.



Kung Fu Roma
Migliorare se stessi
 Un Bazooka è più adatto alla guerra o alla guerriglia piuttosto che a situazioni di combattimento per strada, se confrontato con la pistola. Ma sono certo che chi spara, con uno strumento o con l'altro, saprà farsi valere in entrambe le situazioni. Più o meno bene secondo la specificità con cui si allena. E' l'attitudine della persona, prima ancora dell'abilità specifica, a contare nell'una e nell'altra situazione. La persona ben preparata e conscia di sé non distingue le cose. Usa solo tutti i suoi strumenti nel modo più efficiente, quale che sia la situazione.


 L'arte marziale reale, come l'HKB Wing Chun, insegna l'efficienza, non i trucchi da strada o da Tatami o da ring, perché lo scopo non è vincere l'altro, ma piuttosto "vincere se stessi", allungando la propria linea di abilità, piuttosto che imparare un singolo gioco e conoscere le risposte implicite in esso. E se dunque il centro dello studio è l'evoluzione personale, piuttosto che la specifica situazione, la pratica che ne consegue, per definizione, dà risultati in qualunque situazione.

 Se corpo e mente sono unificati e se non c'è la distanza di un capello tra l'intenzione della Mente e l'agire del Corpo, allora non sarà un regolamento sportivo a vietare di esprimere il proprio Kiai, inteso come espressione attiva di Energia focalizzata su un obbiettivo, o il proprio Aiki, inteso come la capacità di mettere la propria Energia in Armonia con l'Intenzione e l'Energia dell'avversario e di tutto ciò che ci circonda. Il messaggio è che se lo sparring o il libero confronto in esercizi più o meno predefiniti (leggi Chi Sau libero o randori o qualsiasi altro genere di esercizio che includa un contatto più o meno duro), ancorché liberi, sono un sistema di auto-gratificazione del piccolo ego, finiscono per diventare la ricerca di quella serie di tricks volta alla sconfitta dell' avversario in un contesto specifico, che può chiamarsi di volta in volta Chi Sau, combattimento di thay boxe o submission wrestling o qualunque altra cosa. Questa è la competizione contro gli altri.


 E' proprio diverso invece se si tratta della propria formazione. Niente tricks, solo duro lavoro e competizione contro se stessi per migliorare le proprie abilità. Il puro gioco di ostacolare le altrui intenzioni non porta a migliorare le proprie skills (nel caso del Wing Chun, ma non solo, basterebbe pensare a tutte le difese contro gancio da Pugilato o difesa da low kicks della Muay Thai, per vedere come ciò abbia contribuito alla creazione di false sicurezze nell'essere capaci con una tecnica meccanica e senza vita di affrontare specifici problemi), mentre la formazione di se stessi è l'abbandono di queste illusioni.

Continua qui: "...siamo Artisti Marziali"

lunedì 9 settembre 2013

Raggiungi i tuoi obiettivi con HKB Wing Chun Roma

HKB Wing Chun Roma

 Tutti hanno degli obiettivi che vogliono raggiungere. Alcune persone non riescono ad individuarli in modo corretto e si perdono nei meandri di mille attività. Mi è capitato di avere Studenti che hanno frequentato per pochissimi mesi, proprio alla ricerca di qualcosa, ma si sono persi per strada, perché non sono riusciti a focalizzare i loro interessi. Tutti gli altri, invece, sono riusciti o stanno riuscendo ora a capire quali sono gli obiettivi principali, mettendo anima e corpo per raggiungerli!
 Alcuni di noi li scambiano con i "desideri", come vincere la lotteria o fare il giro del mondo, perché centrare l'obiettivo significa benessere personale e famigliare. Eppure un obiettivo è qualcosa di diverso, perché ha a che fare con la fatica, il lavoro duro e la concentrazione.
 Magari, dopo un po' di tempo ti ritrovi ad aver concluso poco nella vita o a non aver raggiunto nessun progresso positivo verso i tuoi obiettivi. Puoi vivere la vita che vuoi, sei libero di scegliere. Perché non pensi anche tu a trovare concretamente il modo per capire cosa vuoi e come raggiungerlo!? Tutto ciò che ti serve è imparare come motivarti a raggiungere gli scopi prefissati.
 Gli obiettivi devono avere caratteristiche possiamo riassumere così: essere specifici, raggiungibili, positivi e messi per iscritto, devono avere una scadenza, devono essere misurabili, devono essere ecologici e infine prevedere una celebrazione. Vediamo perché.
 Devi essere preciso su ciò che vuoi, avendo ben chiari gli intenti. Anche se è divertente sognare di essere ricchi, ci vogliono scelte di coraggio e di difficile decisione, bisogna specificare quanti soldi vuoi (o, meglio, quanti te ne servono per vivere) e come hai intenzione di guadagnarli. Visualizza nei dettagli colori e forme di ciò che vuoi, poiché questo ti aiuterà ad attivare il tuo sistema cerebrale, che ti aiuterà in automatico a trovare quello che cerchi. Attraverso l'HKB Wing Chun Roma, potrai allenare questa capacità, perché è parte integrante del corso di studi.
 Per raggiungere i tuoi obiettivi assicurati che essi siano chiari e che non ci siano alternative, perché niente si deve intromettere tra te e quello che cerchi. Bisogna essere risoluti nelle proprie scelte, esattamente come insegno ai miei Allievi, perché attraverso il Kung Fu devono saper attraversare il pericolo, superarlo o abbatterlo.
 Dopo aver definito i tuoi obiettivi, mettili sempre in forma scritta e positiva come "imparare a respirare profondamente e liberamente", anziché "smettere di fumare" oppure "essere fisicamente più agile e snello", non "dimagrire" semplicemente. Questo è fondamentale, esattamente come nella pratica del nostro sistema di Wing Chun. La nostra mente non riconosce un messaggio in forma negativa, perché è settata in un altro modo. Non ci credi? Fai questo esercizio: prova a non immaginare il Colosseo illuminato a giorno in una notte d'estate. Cosa hai fatto? Hai immaginato proprio quello che non dovevi!  Non spaventarti, è normale!
 Gli obiettivi devono avere una data di scadenza, un punto di arrivo. Non a caso, nei nostri corsi di Hek Ki Boen c'è sempre un inizio ed una fine, perché si deve conoscere ciò che si sta studiando e capire che ci vuole un determinato tempo, così da mantenere sempre sotto controllo la crescita. Pensa che se non avessimo delle scadenze nelle bollette, ad esempio, probabilmente non saremmo così determinati a pagarli entro quella certa data. Le scadenze ci danno il giusto stress per concentrare gli sforzi entro i tempi stabiliti.
 "Ogni viaggio comincia sempre con un primo passo". Per raggiungere obiettivi che siano degni di te, devi dedicare il tuo tempo e le tue energie in ogni singolo giorno. Per pubblicare un libro, per esempio, devi scrivere dei capitoli, ma soprattutto devi iniziare a scrivere un paragrafo per volta. Per creare una famiglia più amorevole, devi dare a qualcuno un abbraccio oggi. Per essere il venditore dell'anno, devi fare una telefonata parecchie telefonate. I tuoi obiettivi devono essere misurabili passo dopo passo, per capire come stai andando e se devi fare delle modifiche nelle strategie. Studiare HKB Wing Chun Roma è esattamente lo stesso!
 Gli obiettivi non devono essere contrari ai tuoi valori e principi. Tutti gli obiettivi non devono andare in conflitto con ciò che pensi, altrimenti metterai in atto degli auto-sabotaggi che inconsciamente non ti faranno raggiungere ciò che vuoi. Se hai l'obiettivo di diventare un politico affermato, ma non ami fare una vita pubblica, probabilmente ti diventerà difficile raggiungere questo obiettivo. Se i tuoi valori o le tue scelte cambiano, cambia i tuoi obiettivi di conseguenza: sii onesto con te stesso!
 Festeggia ogni risultato, come facciamo sempre insieme per i passaggi di livello o di cintura! Ogni deposito nel tuo conto di risparmio merita un segno di spunta sul calendario e un abbraccio dal tuo partner. Ogni giorno senza una sigaretta merita un sorriso e congratulazioni dai tuoi cari. Ogni passaggio di livello, deve essere celebrato da tutta la Scuola! Ogni passo verso i tuoi obiettivi deve essere documentato e celebrato! Chiedi a qualsiasi persona di successo se festeggia i propri traguardi e rimarrai stupito di quanto è importante la celebrazione! Festeggia ogni passo verso il cammino della tua vittoria e avrai finalmente la sensazione di essere in grado di raggiungere tutti i tuoi obiettivi!
 Coraggio, HKB Wing Chun Roma è qui per questo!

lunedì 2 settembre 2013

28 Settembre - HKB Workout

Primo evento della nuova stagione targato HKB Wing Chun Roma, 3 ore di allenamento intensivo, senza pause, dedicato allo sviluppo delle capacità psico-motorie dei partecipanti, attraverso il metodo di lavoro dell'Hek Ki Boen Eng Chun Kun. La prenotazione è obbligatoria, entro e non oltre il 21 settembre. Per informazioni o prenotazioni, scrivetemi a divito.riccardo@gmail.com, chiamatemi al 3283421682 o collegatevi su Facebook.

HKB Wing Chun Roma

domenica 1 settembre 2013

Corso Istruttori HKB Wing Chun - 28/29 Settembre


Il primo corso istruttori di HKB Wing Chun della nuova stagione è alle porte. Il 28 ed il 29 settembre, passeremo 20 ore insieme a tutti i candidati istruttori, lavorando sulla tecnica, sui programmi di insegnamento, sulle modalità di insegnamento e correzione, sul marketing e sulla gestione di gruppi di studio. Come sempre, l'alta professionalità che ci contraddistingue sarà messa in campo per dare vita ad un entusiasmante percorso formativo, per chi vuole fare della propria passione un vero e proprio lavoro. 

venerdì 30 agosto 2013

La prima intervista con SiFu Lin Xiang Fuk

Quella che segue è la prima intervista pubblica con SiFu Lin Xiang Fuk, realizzata da Sergio Pascal Iadarola, nel Luglio 2010, all'HQ dell'HKB, in Virginia, a Fredricksburg. Pubblicai il video dell'intervista con SiFu Lin, ma nessuno ha mai trascritto il testo della stessa, fino a poco tempo fa (qui). Finalmente, dopo tre anni, uno dei membri della nostra Famiglia, Sara Pilepich, mi ha aiutato a trascrivere ed a tradurre questa video-intervista, con l'aiuto iniziale del mio Allievo, Pasquale Mazzotta. Ringrazio entrambe con tutto il cuore per il favore reso alla comunità internazionale dell'Hek Ki Boen Eng Chun Pai.

----

SiFu Lin, da quanto tempo studi Kung Fu? 

Ufficialmente dal 1985.

Puoi dirci qualcosa del tuo SiFu e del tuo SiGung? 

Il nome del mio SuKong, SiGung in cantonese, è Kwee King Yang. Non ho imparato direttamente da lui. Quando ho iniziato a praticare Kung Fu era ancora vivo, ma non ho avuto l'opportunità di allenarmi con lui. Tuttavia, egli ha trasmesso il sistema a molte persone – ufficialmente sono circa undici persone, undici grandi maestri che insegnano il sistema Hek Ki Boen pubblicamente. Il mio SiFu, il mio primo e principale SiFu, è stato il GM The Kang Hai, che viveva nella mia stessa città. Fui presentato a lui da mio padre, si conoscevano da tempo. GM The Kang Hai è stato anche il SiFu di mio padre: il mio SuKong, che è SuJo Kwee King Yang, era già molto vecchio, anche quando mio padre ha iniziato a praticare il Kung Fu. Questo è il modo in cui mi sono avvicinato al sistema. Più tardi, ho anche studiato con un paio di altri Grandi Maestri, specialmente con uno dei suoi allievi più anziani (indicando la foto di GM Kwee King Yang, ndr).
Dopo gli 11 anni, ho studiato anche con altri. Uno di loro è morto. Due di loro sono stati anche studenti del mio primo SiFu The Kang Hai ed il caso è davvero simile a quello di mio padre, perché venivano nel suo Bukoan a studiare, perché GM Kwee King Yang era molto anziano per poter insegnare fisicamente loro ed è per questo che GM The Kang Hai ha sempre condotto la maggior parte degli allenamenti. Si tratta di GM Tio Tek Kwee e Xing Yen. Entrambe hanno studiato fisicamente con GM The Kang Hai, perché SuJo era troppo anziano. Oltre a loro tre, ho imparato anche da altre quattro persone.

Come è avvenuto il tuo addestramento e dove hai appreso il sistema? 

Il trovarsi in Indonesia, immerso nella società cinese, ha fatto sì che l'insegnamento fosse condotto in un modo molto tradizionale. Lo spazio che utilizzavamo era il salotto del SiFu – nessuno dei SiFu aveva una propria scuola ufficiale. Ma anche senza una propria scuola, i SiFu hanno formato centinaia di persone nel corso degli anni. Quindi, anche se parliamo della generazione formata da SuJo Kwee King Yang, parliamo di una palestra che non era altro che il soggiorno di casa sua, non più grande di 3 metri per 4. Si tratta, quindi, di un allenamento molto tradizionale – senza uniforme, senza docce –, alla fine si tratta semplicemente di combattimento. Per quanto mi riguarda, quando ho imparato dal GM The Kang Hai e da altri sei SiFu, mi allenavo in un modo molto simile: gli allenamenti si tenevano nei loro soggiorni. GM The Kang Hai aveva, in casa sua, un deposito al piano superiore, e lo utilizzava come magazzino. Nello spazio che restava libero, ci allenavamo. Ogni volta che potevo, finita la scuola, tornavo di fretta a casa, pranzavo e uscivo il più velocemente possibile. La mia vecchia casa era molto vicino al Bukoan del GM The Kang Hai. La maggior parte delle volte lo raggiungevo in bicicletta. Si iniziava nel pomeriggio, a volte alle due, altre alle tre, altre prima, a seconda dell’orario in cui riuscivo ad arrivare. Il GM ci allenava tutto il giorno; la formazione non è come al giorno d’oggi, è abbastanza diversa per quanto riguarda le posizioni di base, il gioco di gambe, etc… Ci si allenava per ore instancabilmente. Non finivo mai prima delle otto o nove di sera, e poi, quando arrivavano gli anziani, non volevo tornare a casa perché volevo assistere ad allenamenti e conversazioni di alto livello; alcune notti sono rimasto lì fino alle undici, se non mezzanotte, e poi di fretta a casa.

SiFu Lin, ci può dire come questo sistema è arrivato da Fukien in Indonesia? 

Riassumendo, di fatto il sistema fonda le proprie origini nel Tempio Shaolin, subito dopo l’annessione della Manciuria alla Cina. Quindi, secondo la tradizione orale, tramandata dalla nostra famiglia, il sistema è stato pensato o definitivamente formato partendo dall’Eng Chun Tim (la Sala dell'Eterna Primavera). Quando il Tempio Shaolin fu distrutto, nacquero le società segrete. Alcuni dei lignaggi si diffusero, credo, grazie allo sforzo di una coppia di antenati, fino a che il sistema non è arrivato fino a noi nella forma che chiamiamo in inglese Black Flag o Black Bandana. Ecco come il sistema è stato tramandato, grazie anche ai segreti che vennero mantenuti nelle società segrete. Uno dei capo-istruttori della società segreta della Black Flag fuggì in Indonesia. Scelse l'Indonesia, perché un suo cugino l’aveva già raggiunta, precisamente si era stabilito a Malang City, e alcune voci lo descrivevano come un delinquente […]. Quando arrivò a Malang City, scoprì che non c’era nulla di vero. In ogni caso, non riusciva a trovare il cugino. Durante una discussione venne attaccato da un gran numero di persone armate di ascia: le sconfisse senza far loro del male, così presto la notizia si diffuse fino a Salang City. Il mio GM, SuJo Kwee King Yang, sentì parlare di quello che era successo e volle avvicinare quest’uomo, che, peraltro, non aveva un posto dove stare; lo ospitò, se ne prese cura, e poi, dopo due anni, per restituirgli la cortesia, l'ultimo capo istruttore a noi noto della Black Flag decise di trasmettere il sistema al mio SuHu. È così che il mio GM entrò in possesso del sistema, che da lui è stato tramandato a molte persone; undici di loro hanno deciso di insegnare e io ho imparato da sette di loro. La storia completa del sistema non è stata rivelata fino agli anni ’70, non solo a causa dei vincoli di segretezza legati alle società segrete, ma anche per via della situazione politica indonesiana, stretta tra la legge cinese e il governo inglese. Dopo gli anni ’70, rimosso il vincolo di segretezza, le nuove generazioni sono potute entrare in possesso di queste informazioni, ed è stata una fortuna, soprattutto per me che ho avuto così l'opportunità di conoscere completamente il sistema.

 Quali sono le forme del sistema Eng Chun (Wing Chun) Hek Ki Boen?

Il fondamento e la forma principale del sistema è la Sam Chian Po, che significa tre passi di battaglia e la stessa Sam Chian Po sebbene sia la base, costituisce il cuore del sistema, perché è qui che gli studenti iniziano e finiscono il loro percorso. Tutto è incentrato sul distacco e, una volta appreso questo, possono iniziare con Siauw Liam Dou,che potrebbe essere tradotta come piccolo o primo allenamento. Abbiamo anche una forma chiamata Sat Si Mui, attaccare o uccidere in quattro direzioni, la Im Yang Jiu conosciuta anche come Hua Kun, la forma del fiore o il pugno del fiore. Abbiamo anche una seconda ed una terza Sam Chian, che lavorano su aree differenti. Abbiamo una Tim Kiao, affondare il ponte. Abbiamo anche una forma chiamata Piauw Ki e l'ultima a mani nude è quella al Bok Jin, il manichino di legno. Oltre a queste, abbiamo parecchi Tui Phak Kiao Jiu, cioè un lavoro in coppia per allenare il contatto degli arti. Si lavora su Sam Sing, Go Sing, Chit Sing, cioè tre, cinque, sette, otto, nove stelle, a seconda dei contatti di braccia. Abbiamo una forma in coppia, il lavoro sulle capacità 'collose' delle braccia, che si mettono parallele, incrociate, che chiamiamo Niam Jiu. Noi abbiamo delle forme armate, come la Sang To, che significa doppi coltelli a farfalla, e la forma con il bastone, ma l'altezza non è più di un pugno sopra la tua stessa testa. La forma del bastone è chiamata Pat Mui Kun Huat, cioè metodo di utilizzo del bastone in otto direzioni. 

Che cosa rende il sistema Hek Ki Boen unico rispetto ad altri sistemi di Wing Chun secondo te?

Penso che ogni stile, ogni sistema, compresi tutti i Wing Chun, siano tutti unici. Vorrei sottolineare però alcune delle unicità dell’Hek Ki Boen Eng Chun, come il concetto di distacco o di separazione, che è il principale fondamento del Buddhismo Chan. Abbiamo anche ciò che chiamiamo le tre fasi di studio e consapevolezza, cioè il concetto che chiamiamo Sam Chin Sam Tue. Di fatto si tratta delle tappe: Siauw Im Siauw Yang, la separazione dal piccolo universo; Dai Kek Im Yang, la separazione dal grande universo, che è il paradigma di Cielo Terra Uomo o Tempo Spazio Energia, che è completo a questo livello. Il nucleo centrale e fondamentale dell’Hek Ki Boen è il raggiungimento del Bu Kek, che può essere tradotto come vuoto. Alcuni dei termini che ho appena usato sono tutti in fukinese, infatti noi chiamiamo il nostro sistema Hek Ki Boen Eng Chun. Eng Chun Kun è il fukinese per Wing Chun Kyun, che credo sia l'origine del termine o del sistema. Ma, naturalmente, il Wing Chun è diventato inglese, quindi è per questo che mi riferisco al sistema anche come Black Flag Wing Chun così la gente può capire che cos’è l’HKB Eng Chun.

SiFu Lin qual è l’obiettivo che intende raggiungere con il sistema Hek Ki Boen?

Credo che il sistema Hek Ki Boen Eng Chun abbia il proprio universo e credo che questo potrebbe portare molto beneficio a numerose persone nel mondo. A parte questo, è uno dei pochi antichi sistemi cinesi che ancora sopravvivono. Quindi, la mia missione principale è quella di preservare e trasmettere alla prossima generazione il sistema: è ciò a cui sto lavorando in questo momento.

giovedì 29 agosto 2013

Yuánfèn: l'affinità predestinata o "karmica"

Il mio Maestro, Lin Xiang Fuk, è stato l'unico che mi abbia fatto davvero comprendere il concetto di (緣分) Yuánfèn (lo metto in pinyin, così è chiaro a tutti). Si tratta dell'idea buddista dell'affinità predeterminata o predestinata, il principio secondo il quale una persona è destinata a relazionarsi, ad incontrare ed a condividere la propria vita con determinate persone, sia nel campo affettivo, sia nel campo amoroso.

 Nell'uso comune i termini potrebbero essere utilizzati per intendere una qualche forza vincolante, che lega due persone insieme in ogni relazione: potrebbe essere intesa come una forza universale che disciplina il verificarsi di eventi, a causa dei quali alcune persone si incontrano in luoghi scelti da un destino superiore.

 Yuánfèn può essere associato al concetto teologico di determinismo, perché esistono delle cause dietro agli eventi attuali da rintracciarsi in azioni fatte nelle vite precedenti: la relazione con il Karma buddhista è d'uopo, anche se con questo termine ci si riferisce alle conseguenze delle azioni di un individuo su lui stesso, mentre Yuánfèn è sempre utilizzato per riferirsi a due persone in relazione tra loro.

 Per capirci, dopo aver incontrato una persona che difficilmente si sarebbe potuta trovare diversamente, si potrebbe dire che è stato lo Yuánfèn a farla trovare oppure si potrebbe far riferimento a questo concetto quando si incontra qualcuno di diverse località, fenomeno ben più profondo di una mera coincidenza. "Ci vogliono centinaia di rinascite per portare due persone a viaggiare nella stessa barca", recita un detto cinese, e proprio per questa ragione è così preziosa l'affinità predestinata, la quale, lo ricordo, non ha alcuna relazione con gli interventi divini.

 Sebbene sia spesso utilizzato nel contesto delle relazioni tra amanti, il concetto in sé è molto più ampio e può riferirsi a qualsiasi rapporto tra le persone, partendo dal meccanismo con cui i membri della famiglia si sono ritrovati nella stessa, arrivando al rapporto che può intercorrere tra Maestro e Allievo nelle Arti Marziali. Proprio da questa sensazione piacevole che ho provato più e più volte mi è venuta voglia di condividere queste righe.

 Ci sono più di sei miliardi di persone che vivono su questo pianeta, è davvero raro incontrare persone che ti senti vicine, talmente in sintonia da passare oltre al rapporto che si può avere con i familiari. Eppure, spesso, mi sta succedendo da un paio d'anni a questa parte, riesco a stringere rapporti strettissimi con persone che in questa vita ho conosciuto solo da qualche mese. Loro sanno di chi parlo, li ringrazio sempre per l'amicizia che mi stanno donando, ma che, alla fine, è frutto dello Yuánfèn... Niente avviene per caso.