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martedì 3 dicembre 2013

HKB Wing Chun - GM Lin Xiang Fuk in Italia!

HKB Wing Chun

Fantastiche novità per l'HKB Wing Chun! Il Gran Maestro Lin Xiang Fuk torna in Italia per due seminari pubblici che lasceranno il segno... Sabato 25 e domenica 26 gennaio 2014 avrete modo di conoscere il sistema che ha rivoluzionato il mondo del Wing Chun! Tutti gli Insegnanti, i Maestri ed anche i Grandi Maestri che sono venuti in contatto con l'Hek Ki Boen Eng Chun Kun hanno cambiato programmi, metodi e sostanza dei loro allenamenti. Non perdete l'occasione di toccare dal vivo uno dei più giovani e talentuosi Maestri del panorama internazionale del Wing Chun, perché avrete modo di beneficiare degli insegnamenti che vi daranno una spinta in più nella comprensione di un vero sistema di Kung Fu Tradizionale!

I seminari si terranno nella sede dell'HKB Wing Chun di Genova, in Via Piantelli, 12. Sabato 25 gennaio lavoreremo insieme dalle 15 alle 19. Domenica 26, invece, dalle 9 alle 13. Entrambe gli appuntamenti saranno diretti dal GM Lin, coadiuvato dai Responsabili Nazionali, i Maestri Gianluca Giusto e Riccardo Di Vito. 

Vi invitiamo a prenotare la vostra partecipazione entro e non oltre il 15 dicembre 2013, se volete essere sicuri di ricevere una piacevole sorpresa all'arrivo nella Scuola di Genova. La prenotazione è comunque da intendersi obbligatoria e sarà accettata solo al ricevimento del 50% della quota di partecipazione ai seminari entro e non oltre il 15 gennaio, perché i posti sono limitati. Per maggiori info potete contattare il 3891283417 o scriverci a info@hekkiboen.it.

 
HKB Wing Chun

mercoledì 27 novembre 2013

La cintura si lava o non si lava?!

cinture Kung Fu
Ma insomma, questa cintura si lava o no?! Dietro a questa domanda apparentemente sciocca si celano divisioni, derisioni e fraintendimenti. Ci sono perdigiorno che hanno scritto decine di post contro la nostra Scuola per questa regola fondamentale del nostro Bukoan (il luogo dove si pratica HKB): la cintura non va lavata.

Questa benedetta cintura, quindi, puzza? Sin dal primo giorno, agli Studenti viene detto di non lavare mai la cintura (inizialmente bianca), perché simbolicamente è bello che diventi nera col tempo, senza fretta, a forza di usarla. Si tratta dell'esperienza maturata sul campo, quindi, anche se nella realtà, poi,
la cambiano ad ogni avanzamento di livello.

L'etichetta, il regolamento, ci dice proprio questo, di non tentare di sbiancare ciò che si colora del sudore e del duro lavoro. Ma quindi, puzza o no?! Bellissima questa domanda. Se la tenete sopra i pantaloni e sulla divisa, no, non puzzerà, a patto di metterla sempre ad asciugare all'aria. Chiaro che se dovesse per qualsiasi motivo puzzare, potete 'rinfrescarla', ma attenzione a non farla scolorire, sarebbe un grave affronto!

Dovete sempre porvi in modo diverso rispetto alla "nostra" estetica occidentale, ossessionata dalla morte, che rifugge proprio per questo ruggine, opacità ed in generale tutti i segni del tempo. Pensate a quella orientale, che gode della bellezza delle cose invecchiate, vissute. Ecco, in questo senso forse sono felice della patina lasciata sulla mia cintura dal tempo, perché so che non è soltanto “sporca”.

Ogni traccia di sudore impastata con polvere e pelle mi ricorda gli anni passati in allenamento. L’odore della cintura è l’odore di tutti i tatami, i parquet, i parchi, le case, i garage, etc. su cui mi sono allenato, il profumo della fatica mia e di chi mi ha permesso di allenarmi, in palestra o ad uno delle decine e decine di seminari.

Ogni alone è parte di me e del mio Bukoan. Non si sta teorizzando una nuova 'sacra sindone', ovvio, ma la cintura è un indumento per molti versi intimo, il filtro che ha bevuto per anni la mia voglia di cambiare, di migliorare, di evolvermi. Più che una sindone allora, potrebbe essere un ritratto di Dorian Gray al contrario.

Riflettiamo anche insieme sul fatto che una cintura nera non rimane nera. Dopo altri anni di uso, comincia a consumarsi ed a sfilacciarsi, ritornando al suo bianco originale, così come il Maestro stesso, attraverso un apprendimento costante, si trova pronto a ricominciare di nuovo: ecco che ritroviamo la perenne rotazione di Im e Yang.

lunedì 25 novembre 2013

Corso "Instructor Candidate Program"

Diventare un Insegnante di Hek Ki Boen Eng Chun significa addestrarsi a 360°: forme, tecniche, principi, sparring, psicologia, pubbliche relazioni, etc... Un percorso per pochi appassionati che vogliono trasformare questa passione in un vero lavoro. Noi siamo qui per questo!










martedì 19 novembre 2013

HKB è Eng Chun Kun (Wing Chun Kyun)

Da parecchio tempo girano su internet strani video che tentano di ledere l'immagine della nostra Famiglia. Purtroppo alcune persone si sono fatte ingannare da quattro cialtroni. Ebbene, in questa intervista potete sentire uno dei Maestri dell'Hek Ki Boen Eng Chun Kun, che rivela il modo in cui venne a conoscenza del nome del sistema che praticava. Questa parte dell'intervista concerne il carattere con cui viene indicata la nostra amata Arte Marziale, cioè se sia 詠 [yǒng] o 永 [yǒng]. Grazie a Sara per la traduzione, come sempre! 



Intervistatore: Si usa questo [ideogramma, n.d.R.] o questo?

GM Lin: Questa è la parte maggiormente confusa, perché entrambi provengono dall’Eng Chun, due modi diversi provenienti dalla medesima origine; nessuno sa veramente quale sia l’uso esatto, ma la pronuncia attuale è sicuramente Eng Chun Kun.

GM Tio Tek Kwie: In passato il mio maestro non ha mai pronunciato o mostrato il carattere cinese. Ha fatto capire che non gradiva questa discussione, cambiando il tema del discorso ogni qual volta si presentava. Più avanti, migliorando la situazione, la storia passata venne rivelata, ma venne mantenuto il vincolo del giuramento. Il nome di Eng Chun Kun era pronunciato raramente, perché non tutti i Maestri erano stati autorizzati ad utilizzarlo.
Una volta, un ospite in visita è venuto a dimostrare uno stile che sembrava simile al nostro, per quanto diverso. Questa persona disse che era dell’Eng Chun Kun. Dopo averci lasciato, uno studente discusse con il mio Maestro che sostenne che l’Eng Chun possedeva due versioni. Uno studente chiese perché la nostra sembrava identica. La verità era che il nostro stile era in realtà l’Eng Chun della versione maschile e quella persona (l’ospite che se n’era appena andato) incarnava la versione femminile. Questo è stato il momento in cui siamo finalmente venuti a conoscenza del nome del nostro stile (Eng Chun Kun).

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English Version

Int.: Do you use this one or this one?

Gm Lin: That’s the part that’s really confused because, you know, when we have something elder than the Chinese culture, both of them come actually from Eng Chun, you know it’s the same thing, either ways from the same way, you know, so no one really knows exactly which one, but the actual pronunciation is definitely Eng Chun Kun.

Gm Tio Tek Kwie: In the past, my teacher never talked or showed the Chinese Character. He made it look like not to like this topic by changing the discussion topics every time it arose. Later on, after the situation’s getting better, then the past history was being revealed through initial oath or and must do oath. The Name of Eng Chun Kun was rarely spoken because among the few teachers, they were not allowed to use the name. One time, there was a visiting guest who came and demonstrate a style that looked similar but different. That person said he was from Eng Chun Kun. After he left, a student had discussion and my teacher said Eng Chun has two versions. So a student asked why our looked the same. The truth is that our style is actually Eng Chun of the male version and that person (the one who just left) was the female version. That was when we finally knew the name of our style (Eng Chun Kun). 

giovedì 14 novembre 2013

Il 'distacco' buddista nell'Hek Ki Boen (seconda parte)

Nel Buddismo Chan si dice: "Vivi ogni respiro e ogni istante come se fosse l'ultimo della tua vita", perché solo così si può assaporarlo interamente e coglierne l'intima essenza. Ecco allora che l'avversario è un mezzo e quello che conta non è vincerlo, ma quello che succede "mentre" si combatte. Per questo ci si inchina all'avversario, riconoscendo il servizio che sta svolgendo e l'occasione che fornisce. 

Se è chiaro quanto detto sul  'distacco' buddista, l'Arte Marziale in un monastero ci sta più che bene, ma occorre allontanarsi dalla visione idilliaca dei monaci che nutrono gli uccellini e si inseguono giocosi nei chiostri. Il monaco buddista è, prima di tutto, un essere con una grande determinazione: un guerriero, a tutti gli effetti. Una sessione di meditazione Chan a volte è una forma, in cui ogni minimo dettaglio è essenziale e deriva da un'attitudine del corpo, della mente e dello spirito, altre volte un combattimento, quando la mente si ribella, le emozioni impazzano, il corpo urla...questo in origine. Poi, però, come ci sono pittori commerciali, ci sono guerrieri "funzionali", più o meno orientati all'obiettivo esterno. Anche i samurai hanno abbracciato lo Zen (cioè Chan in giapponese) come mezzo per aumentare l'efficacia, ben più che come strumento di elevazione spirituale. Questo però non riguarda l'Arte, ma l'uso che si sceglie di farne.

L'Hek Ki Boen si sposa benissimo con il concetto esposto, perché dà una indicazione assolutamente pratica, dalla quale fa discendere la teoria, non il contrario. Non ci sono teorie o concetti fumosi, ma è la pratica esperienziale stessa che ne determina l'efficacia e ne fa discendere il principio. Tutto ciò che si può dire del Chan e tutto ciò se ne può cogliere non ha niente a che vedere con la sua realtà intrinseca, esattamente come con l'HKB. Ne possiamo parlare, lo possiamo descrivere e spiegare, ma solo la pratica chiarisce il contenuto, perché il contenuto è la pratica stessa.

Credo sia bene chiarire, però, da dove derivi questo tipo di Buddismo. La Tradizione racconta che il Buddha storico, dopo aver predicato Vie diverse, in modo che ciascun essere umano potesse trovare quella adatta a lui, ne comunicò una all'orecchio del suo discepolo prediletto e solo a lui. Questo, a sua volta, la comunicò nello stesso modo, quando fu il suo turno, a uno solo dei suoi discepoli e così di seguito fino ad arrivare a Bodhidharma. Questi, come monaco errante, dall'India raggiunse la Cina, dove il suo insegnamento, fondendosi con la tradizione taoista preesistente, diede origine al Chan (che è la traslitterazione dell'originale termine indiano Dhyana). Allo stesso modo, quando il Chan venne importato in Giappone, ad opera di alcuni monaci della setta Tendai, fondendosi con la cultura e la tradizione preesistente, diede origine allo Zen (a sua volta traslitterazione del termine cinese Chan).

Dhyana, Chan e Zen sono solo "vestiti culturali" per quell'unica Via, nuda, semplice e senza forma. Non bisogna confondere le forme apparenti e intelligibili con il nocciolo, cioè la forma con la sostanza. Si tratta di nocciolo che non ha nulla a che vedere con tutto quello che se ne può dire, ma può solo essere sperimentato in prima persona. Per arrivare a sperimentare in prima persona occorre una pratica e la pratica ha le sue regole, che sono da intendersi in modo puramente funzionale. Quelle Zen sono funzionali al contesto culturale giapponese, quelle Dhyana al contesto indiano, etc. Questo non vuol dire che lo Zen sia adatto solo ai giapponesi: è adatto a chiunque si senta in sintonia con quel contesto.

Quello che è certo è che ogni Via, compresa quella Buddista Chan, come qualsiasi altra Via, non può essere adattato a piacere, non perché se lo cambi non funziona più, ma perché se lo cambi non è più quella! Per questo bisogna avere profondo rispetto per chi pratica altre Vie, proprio in funzione del raggiungimento di un obiettivo, comune, che è il cammino stesso. Va detto, comunque, che anche all'interno delle tradizioni filosofiche e religiose ci sono visioni più o meno rigide e approcci più o meno formali.

Come in ogni Arte, ogni Istruttore o Maestro non può non mettere se stesso nell'insegnamento che impartisce e questo inevitabilmente crea differenze nel modo di insegnare, ma quello che fa dell'Hek Ki Boen un sistema fantastico è che il nocciolo rimane sempre quello, compresa la Via per raggiungerlo, anche se può cambiare qualcosa in seno al modo di spiegare il percorso da fare. Ci possono essere strade diverse per arrivare, ma non la meta.

Immaginate di dover spiegare a una persona che non è mai stata innamorata cosa sia l'amore! Tutto quello che potete fare è trovare il mezzo per far innamorare la persona, ma per far questo, ognuno non potrà che fare riferimento alla propria esperienza e si verranno così a creare una quantità di vie apparentemente diverse, ma che in realtà puntano a un unico risultato. Così il Maestro Chan (ricordiamo che il termine Maestro è usato come forma di rispetto dagli Allievi, ma non indica un ruolo, tant'è che più spesso si parla di Patriarchi Chan), non è uno che ti racconta "la verità". Non è uno che ti dice come stanno "veramente" le cose. Al contrario, è uno che si preoccupa:
a) di insegnarti una tecnica in tutte le sue sfumature e di metterti in grado di eseguirla bene
b) di impedire che tu ti fermi su una stazione intermedia pensando che quella sia la meta ultima
c) di sostenerti strada facendo

Questo è il motivo per cui un Maestro è necessario nella pratica, come in qualsiasi altra Arte, ma come in qualsiasi altra Arte, il Maestro ti indica la strada e ti aiuta a capire come rinforzare le gambe per percorrerla, ma poi non ti porta in spalla fino alla meta! Questo è il motivo per cui il Maestro va sempre seguito, ascoltato e guardato per capire i particolari della pratica, ma non si può prescindere dalla pratica personale per raggiungere la meta.

In merito ai vari "distacchi" che l'Hek Ki Boen insegna, c'è quello, per esempio, dal respiro. Chiaramente il respiro può contribuire alla forza propulsiva per muoversi rapidamente, scaricando il peso dei colpi e senza sforzo, ma solo dopo che si sarà fatta l'esperienza del distacco dal respiro stesso. Durante la pratica è la respirazione addominale quella su cui poniamo di più l'accento, talvolta nella variante cosiddetta 'naturale' o nell'altra, inversa.

Se impariamo ad utilizzare la forza del respiro, intesa proprio come  un propulsore pneumatico, è chiaro che miglioriamo il rendimento delle nostre azioni, ma ad uno stadio iniziale è fondamentale non connettere il ritmo del respiro al movimento del corpo, per permettere ad entrambe (azione respiratoria ed azione corporea esterna) di lavorare separatamente, in maniera tale da avere più elasticità, dinamicità e peso, senza dover far per forza riferimento alla connessione dei due.

Continua...

sabato 9 novembre 2013

Il 'distacco' buddista nell'Hek Ki Boen


Spesso mi viene chiesto se ci sono radici filosofiche nella nostra pratica. Chiaramente sì. Il Buddismo ha profondamente influenzato l'Hek Ki Boen, perché non si tratta solo di un'Arte Marziale che insegna a combattere (in passato ad uccidere), ma di una delle Vie per il perfezionamento spirituale. Non a caso le Arti Marziali Tradizionali Cinesi si svilupparono in un monastero Chan. La vita in un monastero Chan era adattissima per chi voleva praticare seriamente: l'alimentazione era frugale, il sonno solo in quantità strettamente necessaria e su un duro giaciglio, il lavoro e l'allenamento fisico molto pesanti, la disciplina severissima. Erano richiesti puntualità, autocontrollo, sopportazione del caldo, del freddo, del dolore, imperturbabilità di fronte al pericolo ed alla morte. 

Il Buddismo Chan insegna a vuotare la mente, a liberarla da ogni idea, da ogni influenza esterna. Si può così arrivare ad uno stato di ricettività totale, che permette di reagire istintivamente al minimo stimolo. Se la mente è libera da ogni pensiero, priva di aggressività o paura, si possono percepire le intenzioni di un avversario ed agire di conseguenza; si può coltivare cioè un sesto senso che permette di prevedere il pericolo e di anticipare le azioni del nemico. 

Se la mente è invece turbata da pensieri o da preoccupazioni d'attacco o di difesa, non è possibile percepire correttamente le intenzioni dell'avversario e si può essere tratti in inganno anche da una banale finta. Il vuoto della mente ed il duro allenamento del corpo permettono di raggiungere l'unità di spirito e di corpo: il corpo (temprato dall'esercizio) non più frenato dalla mente (vuota) è pronto allora a reagire istantaneamente nel modo più efficace e puro agli stimoli. Non vi è più nessun freno fra percezione e reazione; il tempo di reazione è il più breve possibile e la tecnica “perfetta”. Le tecniche “perfette” sono sempre eseguite in maniera inconscia, paradossalmente prima eseguite e poi pensate. 

Come non menzionare gli ideali pacifisti e di non violenza del Buddismo, per cui il fine pratico delle arti marziali non è l'eliminazione dell'avversario, ma l'autodifesa e la protezione dei deboli. Ricordiamoci che per il Buddismo Chan si può sperare di ottenere il “risveglio”, l'illuminazione solo attraverso la concentrazione spirituale e la meditazione e non tramite la conoscenza teorica. Non è una religione (non ricerca infatti l'immortalità, non conosce dèi, non ammette concetti come il peccato o l'anima), ma si può solo considerare un “sistema di vita”.

Chi pratica il Buddismo Chan deve educarsi a vedere direttamente dentro di sé, per scoprire la natura intima della realtà, senza l'aiuto dell'intelletto. Per arrivare a ciò sono indispensabili le pratiche della concentrazione mentale e della meditazione. Durante la meditazione bisogna ricercare il vuoto totale dentro sé stessi, bisogna far tacere la voce incessante della mente, bisogna abolire ogni pensiero, ogni emozione. Per mettere sotto controllo l'attività della mente è necessario regolare opportunamente la respirazione.

Scopo della meditazione è quello di consentire all'individuo di entrare a contatto, in maniera totale, con la realtà vera che lo circonda. In ciò consiste l'illuminazione, il “risveglio”. Le cose si vedono allora in maniera completamente diversa, come attraverso un terzo occhio, un occhio spirituale. Questa nuova visione di se stessi e del mondo è intuitiva, supera qualsiasi rappresentazione mentale e non deriva assolutamente dal pensiero o dal ragionamento.

L'illuminato vede le cose dall'interno, un po' come le vede un grande artista che ha la capacità di rappresentarle condensandone l'intima natura in pochi tratti essenziali. Si può comprendere allora quanto dobbiamo come praticanti di Hek Ki Boen Eng Chun alla scuola Chan, che insegna a non preoccuparsi del passato o del futuro, ma a dare la massima importanza al momento presente che è il solo in cui siamo veramente vivi.

Quando si è in pace con se stessi e non si è preda di cento desideri, preoccupazioni, dubbi, paure e passioni, si può agire in piena libertà e con tutto il proprio essere. Si partecipa allora ad ogni cosa perfettamente “svegli" ed in totale concentrazione. Si gustano le cose senza essere legati ad esse. La mente diventa come uno specchio: è perfettamente lucida, presente e riflette tutto quello che vi è intorno senza che pensieri o preoccupazioni possano interferire. Si impara così ad essere dei “testimoni”, degli “spettatori distaccati”; il pericolo o la morte non fanno più paura: sono riflessi dallo specchio della mente.

Alcune persone sostengono che il fatto che sia un'Arte Marziale dovrebbe avere come scopo il combattimento. In realtà, invece, il primo fine di ogni arte è interno: un pittore dipinge in primo luogo per se stesso. Poi, se vuole, vende e guadagna, ma non è questa la ragione iniziale, anche se ci sono pittori che dipingono solo per vendere i quadri. Bisogna capire, quindi, se l'Arte Marziale sia qualcosa di fine a se stesso o se sia collegata al raggiungimento di uno scopo funzionale: un approccio molto lontano dall'utilitarismo occidentale, interamente centrato sul raggiungimento di un obiettivo.

Il concetto chiave del Buddismo Chan è "senza scopo e senza profitto": esso indica l'attitudine necessaria per svolgere un'azione impeccabile. Così nel tiro con l'arco lo scopo per cui si incocca la freccia e si tende l'arco non è quello di fare centro, bensì quello di incoccare la freccia nel modo migliore possibile e di tendere l'arco nel modo migliore possibile. E' l'eccellenza per l'eccellenza. La perfezione fine a se stessa. L'obiettivo (il bersaglio) è qualcosa che viene da sé, come effetto necessario e non cercato. E' una conseguenza, non la ragione per cui si svolge l'azione.

L'enfasi sul raggiungimento di un obiettivo, al contrario, svalorizza l'azione e - paradossalmente - la rende anche meno efficace. Ne "Lo zen e il tiro con l'arco" il Maestro spiega all'allievo che non riuscirà a far centro finché il suo spirito sarà "là sul bersaglio" e non "lì" dove lui si trova adesso e dove deve agire. Difficile da capire per gli occidentali abituati a giudicare un'azione dai risultati che ottiene. Per molti un combattimento si traduce in "vincere" o "perdere", mentre lo scopo dell'Arte Marziale in quanto Arte è "combattere in modo impeccabile", così come lo scopo di un pittore è creare un quadro che traduca su tela la sua ispirazione. Vincere (o vendere il quadro) sono - potremmo dire - effetti collaterali, che si realizzano tanto più quanto meno li si cerca.

Quante volte di un pittore si dice che "è diventato commerciale", per intendere che la qualità è scaduta proprio perché si è focalizzato sull'obiettivo (il mercato), anziché sul processo fine a se stesso. Da questo punto di vista, dunque, l'Arte Marziale, come ogni Arte, è un mezzo per rendersi eccellenti e per esprimere la propria eccellenza. L'Arte Marziale, rispetto ad altre Arti, ha qualcosa in più, che la rende particolarmente idonea a un percorso di tipo interiore: un lavoro di auto-perfezionamento e di auto-trascendenza che deve vedersela con la paura, il potere, il dolore, l'attaccamento, l'impermanenza e la morte. Quale strumento può essere più idoneo di un'Arte Marziale?

Continua...

giovedì 7 novembre 2013

Hek Ki Boen - Messaggio del GM The Kang Hay

Grazie al prezioso ed insostituibile aiuto di Sara Pilepich, è finalmente disponibile anche in italiano la traduzione del messaggio video che il Gran Maestro Lin Xiang Fuk pubblicò nel 2011. La proponiamo, di seguito al video con audio originale, perché il senso ed il contenuto dello stesso sono ancora attuali. Abbiamo tagliato, inserendo parentesi quadre, solo i punti meno importanti. Chiunque volesse la versione integrale, la richiedesse. 



GM Lin Xiang Fuk: "Innanzitutto, a nome dell’associazione internazionale Hek Ki Boen, vorrei augurare a tutti buona fortuna e un buon 2011. Il 2010 è stato un anno molto impegnativo per tutti noi; in particolare per l’Hek Ki Boen non si è trattato solo di un periodo decisamente faticoso, ma anche di un anno molto positivo, al punto che mi è difficile esprimere tutto l’entusiasmo dovuto a quanto abbiamo realizzato. […]
Con questo video colgo l’occasione per ringraziare personalmente tutte le persone che hanno contribuito alla diffusione dell’Hek Ki Boen […], i nostri team leader, […] negli Stati Uniti e al di fuori di essi, e tutte le persone che hanno contribuito donando il proprio tempo, la propria fatica, il proprio cuore alla diffusione del sistema […].
Ringrazio anche coloro che ci hanno attaccato, nei più svariati modi: i loro sforzi hanno contribuito a infondere curiosità e interesse in persone che poi si sono avvicinate all’Hek Ki Boen per conoscerlo veramente […].
In tal senso vi invito ad ascoltare i video che seguono del mio Sifu The Kang Hay. […] Egli augura a tutti buon anno e ricorda come nessun membro dell’Hek Ki Boen in tutto il mondo debba essere coinvolto in qualsiasi diatriba o scontro tra scuole di arti marziali […]".

Hek Ki BoenGM The Kang Hay: "A nome della nostra grande famiglia in Indonesia, desidero augurare a tutti voi un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo. Tutti noi, membri dell’Hek Ki Boen siamo felici dell’arrivo del 2011. Voglio dare a tutti voi qualche consiglio su ciò che avete imparato e ricevuto.
È necessario allenarsi con tutto il cuore, senza considerare l’allenamento solo come un insieme di informazioni, ma come un’opportunità per diventare maggiormente abili nella pratica. L’insegnamento che avete ricevuto non è facile da imparare, perché questa conoscenza è un vero tesoro tramandatoci dal nostro maestro Kwee King Yang.
Quanto più ci si allena e si pratica, più la mano diventa viva. Alla fine, ogni parte del corpo riuscirà ad essere in contatto con la realtà, a dimostrazione del fatto che non si praticano le arti marziali affidandosi esclusivamente al grado di forza fisica che si riesce a raggiungere, ma al modo in cui si impiega l’abilità che si è acquisita.
Inoltre, spero che tutti nella nostra famiglia diventino persone migliori. Non bisogna mai screditare o danneggiare gli altri o procurarsi nemici in un’altra Scuola. In base alla mia esperienza in Indonesia, posso affermare che ci saranno sempre altre Scuole che proveranno gelosia e invidia. Quando esiste il risentimento, chi ne va a soffrire?
Esistono insegnanti che a volte rimangono immobili e non si assumono alcuna responsabilità; in questo modo i loro studenti non diventeranno niente più che spettrali marionette controllate dai loro Suhu, formate per attaccare altre Scuole.
Quindi vi incoraggio a non seguire questo tipo di leader che usa sempre i suoi studenti come personali burattini per attaccare altre Scuole. È meglio concentrarsi sulla formazione, non sulla “politica”, in modo che un giorno si possa diventare particolarmente capaci e godere dei benefici del nostro allenamento (senza provare alcuna delusione anche quando, per esempio, si superano i 50 anni), tra i quali abbiamo la crescita del benessere mentale e spirituale.
L’Hek Ki Boen in Indonesia è stato pubblicamente insegnato dal mio Suhu, Kwee King Yang, nella sua casa di Klimbungan; egli ha imparato il sistema dal suo Suhu, Cia Fun Tjiao. Io stesso non so davvero tutta la storia di come il sistema sia stato tramandato, in quanto al tempo non ero ancora nato.
Il mio Suhu aveva 55 anni più di me. Ho iniziato ad allenarmi quando avevo 12 anni. A 18 anni mi è stato chiesto di affiancare il mio Suhu nell’insegnamento, e sono così diventato assistente del mio Suhu. Ho continuato ad insegnare anche quando sono andato all’università, ma smisi di frequentarla, perché mi venne chiesto di insegnare a tempo pieno. L’ho fatto perché mi è piaciuto il sistema, mi è piaciuto il mio Suhu e mi è piaciuto il modo in cui il mio Suhu ha dedicato la sua vita a diffondere e preservare queste conoscenze all’interno dell’Hek Ki Boen .
Quando avevo 27 anni, il mio Suhu mi ha scelto una moglie e ha organizzato il mio matrimonio. Ho assecondato il suo desiderio. Con il passare del tempo, alcuni dei miei studenti dell’epoca iniziarono a sviluppare le proprie abilità e a diventare istruttori all’occorrenza in mia sostituzione. E fino ad ora, per tutto il tempo che hanno insegnato, mi sono ancora tutti fedeli e spero anche che un giorno saranno in grado di sostituirmi completamente e formare allo stesso modo nuovi studenti ed insegnanti.
Se manteniamo questa cultura, questo sistema non si estinguerà mai e rimarrà ben conservato non solo per i prossimi 50 anni, ma anche per i prossimi 100. Pertanto, spero che anche i nostri membri (livello istruttori dell’Hek Ki Boen), soprattutto negli Stati Uniti, abbiano compassione nei confronti dei loro fratelli nel Kung Fu! Non date spazio alla gelosia e all’invidia o al desiderio di distruggersi a vicenda.
L’uomo stolto non sa che la forza di un uomo si esprime anche nella sua debolezza. La conoscenza può essere tramandata comunque, ma il carattere della persona che tramanda questa conoscenza determinerà quanto un essere umano possa migliorare e quale alto grado di abilità possa raggiungere. Questo diventerà il suo unico talento. Questa è l’Arte Marziale.
Voglio anche ringraziare tutti voi (membri HKB USA) che mi avete fatto visita il 19 marzo 2010. Mi ricordo ancora il grande entusiasmo e la forte motivazione ad apprendere che molti di voi hanno dimostrato. Anche se è stata una breve visita, mi ha molto colpito il livello di abilità che avevate già raggiunto prima di venire qui. Lo dico non solo per lodare o dispensare complimenti, ma io veramente sono molto orgoglioso di tutti voi. Non vedo l’ora di incontrarvi di nuovo; al momento opportuno, forse potrò venire negli Stati Uniti. Spero di avere il vostro sostegno e desidererei che mi auguraste di mantenere una buona salute in modo che io possa venirvi a trovare.
Dato il mio amore verso l’Hek Ki Boen, devo annoiarvi ancora e ancora, ricordandovi che non dovrete mai agire scorrettamente verso gli altri. Mantenete la reputazione dell’Hek Ki Boen e il vostro proprio nome come rappresentanti dell’Hek Ki Boen all’interno della comunità delle arti marziali. Ciò che conta è diventare una persona che eleva e mantiene il livello e la cultura morale nella comunità.
Grazie per il vostro tempo. Non vedo l’ora di incontrarvi di nuovo nel prossimo futuro. Mi scuso se c’è qualche parte di questo video che può offendere in qualsiasi modo. Insieme a questo messaggio, Kenneth (Suhu Kenneth Lin Xiang Fuk) vi fornirà alcune informazioni, alcune relative alle strategie pensate per la crescita futura dell’Hek Ki Boen, che ho già assegnato a lui in modo che sarà anche più cauto e più motivato nella sua missione di diffusione del sistema.
Per concludere, ci tengo a esprimere la mia gratitudine per il vostro amore verso il sistema Hek Ki Boen, proprio come il nostro in Indonesia. A nome della nostra grande famiglia dell’Hek Ki Boen in Indonesia, non vedo l’ora di incontrarvi di nuovo un giorno. Il mio nome è The Kang Hay, desidero salutarvi e vi prego di proseguire in un buon lavoro per voi e per l’organizzazione Hek Ki Boen. Grazie a voi, arrivederci".

GM The Kang Hay: "Il mio nome è The Kang Hay, successore del mio Suhu, Kwee King Yang. Io, per conto dell’Hek Ki Boen in Indonesia, spero che i nostri membri, in particolare negli Stati Uniti, siano in grado di mantenere la reputazione del nome Hek Ki Boen e che tutti voi possiate praticarlo così da diventare, in termini di qualità dei movimenti, molto abili; così non sarà solo il nome Hek Ki Boen ad essere conosciuto, ma anche la capacità di tutti i membri dell’Hek Ki Boen in un prossimo futuro, soprattutto in America.
Spero che i membri non deludano gli altri e mantengono il buon nome dell’Hek Ki Boen. Pertanto, vi chiedo di allenarvi con motivazione e di fare del pensiero positivo lo scopo principale dello studio delle arti marziali. Quindi, lo scopo della formazione non è solo quello di memorizzare la conoscenza, ma anche quello di sapere come utilizzare le conoscenze che si sono allenate e di come applicare questa conoscenze in situazioni reali.
Tutte le conoscenze che avete appreso e che avete ricevuto fanno parte di un sistema che esisteva nel passato. Molto prima che io diventassi uno studente, questo sistema esisteva già e non è assolutamente qualcosa di recentemente costituito. Tutto è ancora autentico, così come è stato tramandato dal mio Suhu, Kwee King Yang e, a sua volta, dal suo Suhu, Cia Fun Tjiao.
Pertanto, mi auguro che attraverso il perpetuarsi della nostra motivazione, il sentimento di fratellanza all’interno dell’Hek Ki Boen rimarrà. Per favore, non perdetevi nel seguire quelle inutili bocche che sanno solo calunniare gli altri.
Ciò che è importante è che la qualità delle conoscenze e dei benefici che si ricevono, proprio come accade a me ora che sono vecchio, non venga mai meno, deludendovi. Potete pensare che non vi è alcun modo in cui il sistema possa rimanere immutato, proprio come in passato. La verità è che è ancora immutato ed è rimasto lo stesso. È ancora esattamente lo stesso in termini di qualità.
Naturalmente, a tutt'oggi, le nostre competenze possono non essere valide come quelle di cui erano in possesso i nostri antenati, a causa delle differenze nella nostra preparazione fisica, per non parlare della mentalità moderna che vede l’arte marziale solo come un hobby da praticare.
In passato, la formazione era stata pensata per creare guerrieri formidabili. Non limitatevi a seguire gli altri, spero che ognuno di voi un giorno possa essere il custode o il leader del sistema e che possa tramandare questo sistema in modo che tra 100 anni, questo sistema esisterà ancora in questo mondo".

mercoledì 6 novembre 2013

Hek Ki Boen - Message of GM The Kang Hay

With the help of Sara Pilepich, we finally have the transcription of the message made by GM Lin Xiang Fuk and GM The Kang Hay, in 2011.



GM Lin Xiang Fuk: "First, on the behalf of international HKB association, I would like to wish everyone a good fortune and 2011. 2010 was a very busy year for all of us, especially for Hek Ki Boen it wasn’t just a busy year, but a very successful year. I can’t be excited enough to tell you all how much accomplishment we’ve done that year. Currently Hek Ki Boen has spread in four continents. During this video I also want to take the opportunity to express my gratitude and personal thanks to all the people who contributed so much to Hek Ki Boen. First and for most it’s our all the team leaders and all the people […] who spent so much effort and time to spread the system. I also want to thank who did Internet attack and campaign as well as members against us […]; luckily everything, all the efforts that they did, everything that they’ve done, all of this increase more opportunities, more interests for people to come to us and discover the truth for themselves. […] Also including in this video, which is the next part of the video, one of the official statement from one of my main Suhu GM The Kang Hay from Indonesia. They have some message to all our Hek Ki Boen members worldwide. They wish everybody a good year and they have also a message to be told. Just in case if you don’t know yet along with this video there’s also another video that has another statement from my Suhu GM The Kang Hay of the Hek Ki Boen system to be addressed to all the Hek Ki Boen members worldwide, including how all the Hek Ki Boen member should not be involved in any politics against other martial arts schools. So, once again, I want to wish everybody a very good year and 2011and thank you for watching this video".

Hek Ki Boen
GM The Kang Hay: "On the behalf of our big family in Indonesia, I want to wish all of you a Merry Christmas and a Happy New Year. All of us, Hek Ki Boen members here feel happy about this coming year in 2011. I want to give all of you some advice on all the teaching you have learned and received. You must train with your whole heart and not as a collection of information of knowledge. Instead you should train how to become more skillful in practical use. The teaching you have received is not easy to learn because this knowledge is a true treasure passed down from our teacher Kwee King Yang. The more you train and practice, the more your hand becomes alive. In the end, every part in your body will be able to communicate in reality, point that you do martial arts not relying on how strong you become, but on how you use the skill. Moreover, I hope everyone in our family becomes a better person. Don’t ever talk bad or do bad things to others or create enemies at another school. Just like my experience in Indonesia, there are always other schools that become jealous and envious. When there’s animosity, who is going to suffer? The teacher sometimes just stands still and doesn’t take responsibility and his students become nothing more than shadow puppets controlled by their Suhu to attack other schools. Therefore I encourage you to never follow this kind of leader who always uses his students as his puppets to attack other schools. It’s better we focus on the training, not politics, so that one day we become skillful and enjoy the benefit (and not get disappointed) that when we reach over 50 years old, we can still benefit from our martial arts training including mental and character development. Hek Ki Boen had been available to the public in Indonesia and taught by my Suhu Kwee King Yang at his house in Klimbungan, who learned from his Suhu, Cia Fun Tjiao. I myself don’t really know all of the history as I was not born yet at that time. But my Suhu that I followed was 55 years older than me. I started learning when I was 12. My Suhu liked me so much when I was 16, so when I was 18, I was asked to assist my Suhu in teaching, becoming my Suhu’s assistant. I continued to teach even when I went to university. But I stopped going to university because I was asked to teach full time. I did it because I loved the system and my Suhu and how he spent his life to spread and preserve this knowledge within Hek Ki Boen. When I was 27, my Suhu chose me a bride and arranged my marriage. And I followed his wish. As the time went by, some of my students at that time start to develop their skills and become instructors replacing me teaching as well on that location. And until now, all of this time that they have been teaching, they are all still loyal to me. I also hope that one day my current grand students will also be able to replace my students’ place in teaching. If we maintain this culture, not only in 50 years, even in 100 years, this system will never extinct and become well preserved. Therefore, I also hope for our HKB members (Instructor level), especially in USA, have compassion toward Kung Fu Brothers! Don’t be jealous and envious to destroy each other. Foolish man doesn’t know that man’s strength has some weakness as well. Knowledge may be passed down the same way, but the character of the person will dictate how much one person can improve and how high the skill of a person can achieve. This will become his unique talent. That is Martial Art. I also want to say thank you for being visited by you all (HKB USA members) on March 19, 2010. I still remember your high spirit and motivation in learning that many of you demonstrated while you (HKB USA members) were here. Although it was for very short visit on time, but I was truly impressed with the skill level that you have obtained prior to come here. I’m saying this not just to praise or give compliments, but I truly do feel so proud of all of you (HKB USA members). I am looking forward to meet you all (HKB USA members) again, given the right time and place, perhaps I can come to America (USA). I hope I get your support to wish me staying in good health so that I can be there. Because my love toward Hek Ki Boen, I must nag you again and again that don’t ever do bad things toward others. Maintain the reputation of Hek Ki Boen and your personal name as Hek Ki Boen rep among Martial Arts Community. In the end, you must become a person that upholds morality culture. Thank you for your time. I look forward to meet you again in the near future. I apologize if there is any part of this video that may offend you in any way. Along with this message, Kenneth (Suhu Kenneth Lin Xiang Fuk) will give you some forewords, containing some of Hek Ki Boen plan for future growth that I have already assigned to him so that he will be also more cautious and more motivated in this mission of spreading the system. In the end I really want to express my gratitude for your love toward Hek Ki Boen system, just like us in Indonesia. On behalf of our big Family of Hek Ki Boen in Indonesia, I am looking forward to meet you again one day. My name is The Kang Hay, I want to pass my regards to you and please keep up the good work for yourself and Hek Ki Boen organization. Thank you, until next time we meet".

GM The Kang Hay: "My name is The Kang Hay, successor of my Suhu, Kwee King Yang. I, on the behalf of Hek Ki Boen in Indonesia, hope that our members especially in the USA, can maintain the reputation of the Hek Ki Boen name that you all can cultivate to be highly skillful in terms of quality so it’s not just the name of Hek Ki Boen that becomes known but also the skill of all the Hek Ki Boen members in the future especially in America. I hope that the members don’t make others disappointed and standby and maintain the Hek Ki Boen name. Therefore, I ask you to train with motivation , and positive thinking as the main purpose of studying martial arts. So, the purpose of training is not just to memorize the knowledge but how to use what knowledge you have been trained with and apply this quality of knowledge to real situations. All the knowledge that you have learned and that you have received is the system that existed from the past. Long before I became a student, this system already existed and it is absolutely not something recently made up. Everything is still original from my Suhu Kwee King Yang that was passed down by his Suhu Cia Fun Tjiao. Therefore, I hope through our motivated cultivation, the feeling of brotherhood of Hek Ki Boen will remain. Please, don’t get confused and follow those useless mouths (to slander others). What is important is that the quality of the knowledge and the benefits you receive just like myself when you grow old, will never be disappointed. You may think there is no way the system still remains unchanged just like in the past. The truth of reality is that it is still unchanged and the same. It’s still exactly the same in terms of its quality. Of course, in today’s time, our skills may not be as good as our forefathers because of the differences in our physical training in the modern times, not to mention the modern mindset nowadays is to just learn it as a hobby. In the past, the training was designed to create special warriors. Don’t just follow others, I hope everyone of you one day can be the guardian/leader of the system and to pass down this system so that in 100 years this system will still exist in this world".

domenica 27 ottobre 2013

Tempo d'esame all'HKB Wing Chun Roma

 Come sapranno tutti i lettori del blog, nella nostra Scuola (HKB Wing Chun Roma), ogni due mesi, abbiamo una settimana intera dedicata ai test, per monitorare la qualità degli Studenti, degli Insegnanti e dei programmi, che si conclude con la Belt Ceremony, il sabato pomeriggio, durante la quale si certifica l'eventuale passaggio di livello. 
 L'evento di ieri (26/10/2013) sarà ricordato negli annali di storia dell'Hek Ki Boen Eng Chun Pai, perché ha visto la certificazione ufficiale di ben 5 Cinture Gialle, che, tra l'altro, sono le prime in tutta Italia! Sono davvero felice del livello raggiunto da questi ragazzi, che in pochissimo tempo hanno dato prova di saper superare sfide importanti.
 Altri sei studenti sono stati accettati nell'Elite Leadership Class, dopo aver dimostrato di conoscere bene tutto l'Orientation Program, conquistando il loro meritato sesto livello. Abbiamo riconosciuto anche un ottimo e meritato secondo livello, durante questa sessione!
 Rimane l'amaro in bocca per non aver potuto valutare due dei migliori Allievi della Scuola, attualmente fuori dal Bukoan per infortunio. Per loro ci sarà una sessione straordinaria appena si rimetteranno. Nel frattempo mandiamo loro il nostro più caro saluto, con la speranza di una pronta guarigione!

Wing Chun Roma

Wing Chun Roma


Wing Chun Roma

Wing Chun Roma

Wing Chun Roma

martedì 12 febbraio 2013

Scuola Professionale

Con orgoglio, gioia e determinazione, annuncio che la Scuola che dirigo è diventata Professionale. Significa che ho deciso di dedicare tutta la mia vita al Kung Fu, trasformando la mia più profonda passione in un lavoro. Sto formando cinque Istruttori, che mi aiuteranno nel difficile compito di gestire una Scuola Professionale, che sarà anche Quartier Generale per l'Italia (insieme alle altre due sedi) dell'Hek Ki Boen Wing Chun! Non resta che incontrarci, cari futuri Allievi! Vi aspetto!