giovedì 8 ottobre 2009

La famiglia del Wing Chun sta morendo?

Come sapete, da qualche mese sto analizzando la grande famiglia del Wing Chun, con alcuni passaggi teorici sul sistema e con alcune puntate sulla mia storia personale rapportata alla storia della famiglia italiana di quest'Arte Marziale. Sto osservando l'evoluzione della comunità del Wing Chun da molti anni e devo dire che si rimane scioccati nel seguire tutti i cambiamenti e le divergenze all'interno di questa comunità.

Partiamo dal presupposto che inizio a mettere seriamente in discussione il fatto che vi sia una vera e propria comunità marziale riferita al Wing Chun. Non parlo neanche lontanamente del concetto di famiglia, perché ormai sta sparendo anche dall'immaginario collettivo dei giovani praticanti. Anni addietro pensavo che, come in altre cose, fossero i vertici ad essere malati e sognavo una comunità di giovani artisti marziali mossi da una comune passione. Oggi mi devo ricredere.

Seguendo i dibattiti in seno ai gruppi di praticanti di Wing Chun, mi sono reso conto che lo scambio di conoscenze, l'allenamento tra ragazzi ed il rapporto extra-Kwoon sono ormai appannaggio di pochissime mosche bianche all'interno di questo piccolo mondo, totalmente integrato nelle dinamiche capitalistiche del mercato, dove si sente solo parlare di merce di scambio, di valore e di...euro. Certe volte mi pare di entrare nel supermercato, dove trovi un oggetto il cui nome generico è SiFu e dove tu paghi per avere quello che ti piace di più.

Mi pare di capire che si stanno perdendo tutti i valori tradizionali, il rispetto, la devozione e la disciplina, che prima erano i cardini del rapporto umano e marziale, alla base del quale si formavano veri e propri legami tra SiFu e ToDai. Oggi come oggi, mi pare di capire che si tratti unicamente di questioni economiche, di chi ha più disponibilità di denaro e di chi si sa vendere meglio. La commercializzazione dei titoli era una brutta pratica di un'associazione egemone anni addietro, ma oggi siamo passati alla scelta del Maestro su base economica, così come i Maestri sono diventati, molto spesso, dei venditori di tecniche, privi di qualsivoglia legame di altra natura con i propri Allievi.

Inizio a constatare anche una mentalità settaria anche da parte dei praticanti. Sebbene anche prima ci fossero delle ritrosie ad allenarsi con persone esterne al proprio Kwoon, oggi diventa quasi una sfida il chiedere di potersi allenare assieme, un sacrilegio. Non parliamo, poi, della fretta dei praticanti nel voler diventare istruttori. Tutti vanno di corsa, non guardano più i particolari, si sbrigano ad eseguire le forme, si comprano i dvd per accelerare il loro corso di studi. Da qui nasce l'esigenza impellente di fare lezioni private, con tutta una spesa dietro finalizzata solo a prendere gradi, correre in avanti e raggiungere l'agognato obbiettivo del "primo tecnico", come se quello fosse il punto d'arrivo di non si sa bene cosa.

Quaranta anni fa, per imparare Wing Chun si doveva faticare molto, perché era un sistema molto complicato agli occhi dei pionieri, oltre ad avere la difficoltà intrinseca della mancanza di buoni insegnanti disponibili e di materiali didattici di supporto. Venti anni fa tutti potevano accedere e prendere lezioni in una qualsiasi Scuola locale di Wing Chun, perché l'Arte Marziale stava già diventando una specie di McDonald's, con le filiali, le licenze per l'utilizzo del marchio, etc.

Eppure, fino a venti anni fa, l'Arte Marziale poteva ancora essere salvata, perché gran parte del sistema era tenuta ben segreta all'interno della Scuola. I praticanti, in quel momento, sono stati spennati, senza ricevere una particolare formazione. Il denaro veniva speso in pratica per imparare poche tecniche semplici, estrapolate da alcuni movimenti delle "sezioni avanzate" o delle "forme avanzate", ma nessu principio, nessun concetto di base veniva fatto uscire dalla Scuola.

Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un rallentamento della popolarità delle Arti Marziali asiatiche, compreso il Wing Chun. In questi anni ognuno di noi ha imparato un bel po' di cose pagando ingenti somme di denaro per ottenere tali conoscenze, oltre ad impiegare molto del nostro tempo. Siamo riusciti a farci dare in dotazione tutto il sistema del Wing Chun, Siu Nim Tau, Chum Kiu, Biu Jee, il Manichino di legno, anche le forme con le armi e la loro applicazione.

Qualche anno fa, però, c'è stata una vera e propria rivoluzione copernicana, che ha investito anche il Wing Chun. A causa della diffusione di internet, film e video dalla sempre maggior popolarità hanno cominciato a diffondere la conoscenza attraverso i media. Videocassette, DVD, streaming, etc, sempre più strumenti di supporto sono stati dati in pasto al mercato, costruendo nei praticanti la falsa idea di poter apprendere tramite questi stessi strumenti, in sostituzione del SiFu. Siamo arrivati così, secondo me, al punto di non ritorno.

Tanti hanno tentato di diventare famosi, avendo un seguito sempre più grande di persone dietro di loro. Così sono stati venduti i segreti del sistema, delle volte elargiti gratuitamente come si fa con la droga...ti danno la prima dose gratis, poi ti abitui e sei costretto a comprarla...

YouTube ha generato mostri, con la continua nascita di canali privati, in cui la condivisione del sapere è diventata, in realtà, la dimostrazione delle proprie capacità. I video online hanno illuso molti di poter imparare i cardini del sistema e, in effetti, hanno generato tutta una serie di imbarazzanti dibattiti su quale tipo di esecuzione fosse la migliore.

Invece di essere uno strumento di condivisione, il video caricato in rete è diventato una spettacolarizzazione delle proprie capacità marziali, lasciando miseramente da parte tutto il portato dell'Arte Marziale legato alla tradizione ed alla trasmissimone diretta da SiFu a ToDai.

In questo momento chiunque potrebbe imparare le forme del Wing Chun collegandosi su internet. Sicuramente potrebbe apprenderne solo i movimenti esterni, ma tutte le caratteristiche dello stile sono ormai di dominio pubblico. Tutte le forme del Wing Chun sono disponibili online ed esposte in dettaglio, in alcuni casi. Si è allargata quindi la conoscenza o si è soltanto diluita? Qui sta il punto.

A fronte dello scambio della conoscenza, si è prodotta una vera e propria pornografia dell'Arte Marziale, che ci ha portati a commentare ogni singolo movimento mostrato su un video, giudicando e parlando al vento su qualsiasi errore tecnico. Ci siamo sentiti tutti in grado di giudicare un Maestro o un altro, solo per averlo visto su un video, perdendo di vista il cuore dello stile, il suo centro nevralgico e vitale. Abbiamo perso la capacità e la volontà di allenarci, illusi di poter apprendere teorie e tecniche dagli strumenti multimediali.

Come ho già scritto, io non sono contro lo strumento multimediale, però penso che sia solo un elemento secondario della pratica. Senza un duro allenamento, senza un SiFu che ti guidi, lo strumento diviene solo pornografia, con le classiche visuali close up su singoli movimenti. Si è perso lo stimolo del duro lavoro per raggiungere qualità particolari. Si è perso il Gong Fu (Kung Fu, per tutti).

I praticnati hanno posto fine ai duri allenamenti ed hanno pensato di poter ottenere la loro formazione attreverso semplici seminari intensivi o con qualche ora privata. Decine di istruttori hanno pensato di poter migliorare imparando da YouTube o dai DVD. A mio parere questa è una tragedia e significa che non ci sono più studenti interessati ad acquisire conoscenze in questa Arte tramite il duro lavoro, il sudore e la fatica.

Rispetto profondamente lo Shaolin Weng Chun e tutta la genealogia. Questo sistema, affascinante quanto antico, è stato tenuto segreto per tutti questi anni. Siamo fortunati ad avere un metodo che, grazie a poche circostanze fortunate, è stato preservato fino ai giorni nostri. L'Arte potrebbe scomparire dalla storia se le famiglie non continuassero a tramandarla ai membri delle stesse. Solo gli studenti di fiducia sono stati messi in gradi di poter apprendere il sistema, non commercializzato. Nessuna preclusione, ma nessuna commercializzazione.

Il rispetto per la tradizione e per l'amicizia che deve legare ToDai e SiFu ha tenuto quest'Arte preservata. Non c'è bisogno di dire che sono pochissimi i video online che fanno vedere queste tradizioni. Alcuni Grandi Maestri sono vivi e tramandano conoscenze alle nuove generazioni, senza fini di lucro, con passione e dedizione.

Io non voglio tessere solo le lodi di questo sistema, ma voglio far capire a molti che la commercializzazione del Wing Chun ha portato a vere e proprie aberrazioni. Nonostante anch'io voglia diventare un professionista, mi rendo conto che il sistema non può essere venduto ed elargito a tutti. La giusta paga per il giusto lavoro secondo me è sacrosanta, ma da qui alla commercializzazione ed alla diffusione dell'Arte in maniera pornografica ce ne vuole. La domanda rimane questa: la famiglia del Wing Chun sta morendo a causa di questa commercializzazione e conseguente diffusione pornografica dell'Arte?

Cosa buona è - per imparare qualcosa devi guadagnare la fiducia di amicizia. Ci sono certe cose che non si possono comprare per denaro. Questione è vogliamo ripetere le stesse cose che appena accaduto a Wing Chun famiglia? Sapete di cosa sto parlando

12 commenti:

Michele ha detto...

Bella domanda. Tutta la descrizione del problema è corretta e non riguarda solo il Wing Chun ma si allarga a macchia d'olio a tutte le arti marziali e a tutto il sapere in genere. Io ritengo, come te mi pare d'aver capito, che l'uso di manuali, pdf, filmati etc. sia produttivo a patto di avere già una buona conoscenza della materia in esame e che tali mezzi d'informazione siano stati realizzati appositamente per far imparare. Per quanto riguarda le arti marziali, generalmente chi crea questi video si guarda bene dal cercare di far capire i principi dello stile, limitandosi a ricevere soldi per nulla. Ad ogni modo, anche qualora la qualità del mezzo informativo sia eccellente, niente può sostituire l'apprendimento graduale dello stile, basato sulla sensibilità. Questo è due volte vero per il Wing Chun, per quanto mi pare di capire.
bell'intervento come al solito,
ciao ciao

Silvano ha detto...

Penso che se ognuno facesse una volta al mese uno scritto di analisi/riflessione/pentimento,come il tuo,i guai che tu illustri,verrebbero alla luce.

Molti sono i punti delicati che hai toccato,sono parte di ciò che hai visto,per come sei predisposto a vedere e come sei capace ad interagire.

Come dire il proverbio: tutte le donne comprese quelle fighette HANNO una borsetta da scippare (per i borseggiatori)!!!

Non entro quindi nel merito,ma mi accordo sulla realtà che chi come Te e me, ed altri fà di questa attività un impegno di tipo sociale (leggi impiego/guadagno),entra chiamato in causa a scontare tutti gli eccessi della legge della domanda e dell'offerta.

La soluzione,per non affondare o diventare un dinosauro è quella di continuare a tenere il timone saldo,pur sapendo che non si naviga sull'olio,che non esistono le acque internazionali e che al segnale di SOS nessuno ti risponde anzi spegne la radio.

E' normale.

I cinesi, quelli con la "C" maiuscola questa cose le san da tempo.
Lo sapevano cinquanta anni fà,lo sanno adesso e lo sapranno in futuro,Loro FANNO; noi ci alleniamo, o aneliamo di allenare altri,con magari la scusa del portafoglio e o la fama (da quì il tuo "porno"...).

Purtroppo parlare di questa cosa sembra antisociale,ma non tutti hanno la potenzialità per sopravvivere ad una disciplina intensa che creare un vero sifu richiede,io in giro di prodotti di questo tipo NON ne vedo, e nemmeno nel weng chun.
Vedo ottimi atleti,eccellenti allenatori,grandi personaggi guida,ma non vedo fuoriclasse,sarà che io ho il mio particolare metro di giudizio e lo saqppiamo bene io e te che son RAdicalista di nascita.
Ma non mi lamento,almeno fino a che le cose stanno così.
In un futuro migliore potrei essere di nuovo il primo a chinare la testa e tornare a far parte di una "famiglia"...
magari dopo aver scritto anche io il mio "scritto" e...
aver letto quello di colui il quale mmi dovrà guidare.
Fino ad allora tengo duro e miglioro quelli della mia pozzanghera...

Ciao

Unknown ha detto...

Caro Michele,
ci siamo capiti benissimo e concordo con te su tutta la linea.
La mia paura è che con la commercializzazione e con la pornografia del Wing Chun si sia fatto morire lo stile...

Unknown ha detto...

Grazie per le tue parole, Coach Silver!

CollaMan ha detto...

Con le ultime tre righe hai centrato il punto: è necessario un rapporto di fiducia ed amicizia fra Sifu e ToDai per praticare le arti marziali ed io personalmente non ho mai avuto fiducia delle "Banche" !!! La stima, la fiducia, l'amicizia (come hai evidenziato tu mio caro Ricc) non si comprano con i soldi, ma soltanto con la fatica ed il duro lavoro di tutti i giorni basato sulla sincerità e l'onesta. L'utilizzo di mezzi multimediali lo condivido soltanto per prendere degli spunti per migliorare il proprio allenamento o per confrontare il proprio lavoro con quello degli altri indipendentemente dal tipo di disciplina che praticano. Il problema sta nel fatto che è più facile e comodo stare a casa e vedersi un filmato piuttosto che andare dentro un box o in palestra a sudare e mettersi in gioco rischiando anche di fare pessime figure marziali. Allora meglio mantenere il nome/marchio senza esporsi ed arricchirsi la pancia di bei dollari verdi vendendo fumo.

CollaMan ha detto...

Non credo che lo stile sia morto con la commercializzazione; devo dirti però che effettivamente c'è mancato poco.....Fino a quando esisteranno persone come te e Sifu Massimo, la WingChun's Way esisterà sempre.....

Mauro ha detto...

Ciao a tutti, ho letto i vostri post e mi trovo d'accordo con voi,però è anche vero che da soli non si può imparare un'arte marziale e quindi ci si deve per forza affidare ad un insegnante.
Iniziato il proprio percorso d'apprendimento con l'insegnante scelto non si è obbligati a mettersi i prosciutti davanti agli occhi, a ricopiare lo stile di vita del proprio "sifu" sia stato esso un "pestatore" o un "truffatore", l'importante è che ci insegni bene il W.C. poi sta a noi cambiare le cose se non ci piacciono. Intendo dire che se ho scelto un "sifu" che insegna come Dio comanda ho risolto il 50% dei problemi, mi resta solo evitare i comportamenti che m'infastidiscono e che ritengo deleteri per il W.C., gli stessi che avete snocciolato nel post e nei seguenti commenti.
Secondo me siamo noi che possiamo fare la differenza, potremmo essere noi gli ultimi a dover pagare soldoni per imparare le varie "sezioni" perchè una volta che le conosciamo nessuno ci può vietare di poterle divulgare durante le normali lezioni senza chiedere un euro in più.
Io ed i miei compagni d'allenamento abbiamo già intrapreso questa strada ed è grazie ad uno di loro che ho avuto modo di torvare l'articolo di Riccardo Di Vito ed i relativi commenti,anche a lui come a noi non piace come si è evoluto il mondo del W.C. e ci siamo conosciuti tramite il portale che io ed i miei amici abbiamo creato per cercare chi come noi vuole cambiare le cose.
Se volete potete cercarmi sul portale www.wingchuntorino.net, io sono Mauro e sono felice di aver trovato altri praticanti che fanno W.C. con senso critico.
Spero che un giorno ci si possa incontrare tutti a prescindere dai loghi e dai colori delle varie scuole, un saluto
Mauro Caroppo.

Anonimo ha detto...

In sostanza, scusate, vale ancora la pena intraprendere la via del WIng Chun? Lo chiedo perchè io sono un ragazzo che vorrebbe apprendere, uno realmente interessato e che ha passione. Uno che però non sa cosa pensare quando, suoi amici che hanno praticato questa stupenda arte per alcuni anni, dicono che ormai si impara poco e niente ed è tutta una questione di soldi. In pratica, per chi ha voglia di intraprendere questa strada, vi domando: è ancora possibile, quì in Italia, imparare il Wing Chun genuino, efficacemente? Gianluca. Bari

Unknown ha detto...

Caro Mauro,
grazie per essere intervenuto!
Mi pare che siamo in linea per tante cose. Mi piacerebbe approfondire questo contatto avvenuto. Magari sentiamoci in privato (mandami una mail, perché io non ho la tua).
Non posso accettare di far parte anche del vostro forum (molto carino), perché già non riesco a scrivere su Forum arti marziali, figurati se potrei prenderne un altro! :-)

Contraccambio il saluto e, se ti va, scambiamo il link.

Unknown ha detto...

Caro Gianluca,
la tua domanda non è peregrina.
Io penso che solo trovando un buon insegnante valga la pena di intraprendere il percorso nel mondo del Wing Chun. Diffida di tutti, all'inizio, e fidati solo delle tue esperienze. Gira più Scuole possibili e poi scegline una.

Leggiti i miei post precedenti sul come scegliere una Scuola, magari ti saranno d'aiuto.

Però, è chiaro che chiedere a me, sarebbe come chiedere all'oste se il vino è buono...chiaro che ti dico che il Wing Chun è bellissimo e vale sempre la pena di praticarlo! :-)

Unknown ha detto...

C'è tanta gente che insegna il sistema in modo incompleto perché la imparato mondo di alcune parti. E non mi riferisco al fatto che magari non conosce le forme con le armi, ma i principi che si imparano tramite quelle forme e che sono fondamentali nel lavoro a mani nude.
Pochissimi insegnano la lotta a terra.
Oppure sono troppo rigidi e statici, pensano che esista solo il pugno a catena o che il bong sia una parata alta, combattono con la forza bruta e non con la cedevolezza...ci sono moltissime aberrazioni. Troppe. Tanto marketing e pochi maestri seri.

Unknown ha detto...

Anche qui, amico mio, mi trovi totalmente d'accordo!