domenica 4 ottobre 2009

Il Gran Maestro Leung Ting

Spesso mi accorgo che i litigi interni al mondo delle Arti Marziali sono demenziali. Un caso patologico, direi, è rappresentato dall'eterno discutere che divide i vari lineage del Wing Chun Kuen. Sappiamo benissimo che il GGM Yip Man insegnò ad ogni Allievo una particolare parte del programma di apprendimento, quindi non riesco proprio a capire perché si continui a discutere su quale famiglia possegga il Wing Chun migliore. Sarebbe bene che la si finisse una volta per tutti di farsi la guerra.

Un'altra guerra intestina, nata in anni abbastanza recenti, è rappresentata dalle varie operazioni di marketing che hanno portato a farsi la guerra tra seguaci di due linee diverse di una stessa Arte Marziale, il Wing Chun Kuen, appunto, ma diviso, stavolta, in Weng Chun e Wing Chun. Sebbene si sia ormai capito che la radice è la stessa e che solo con il GGM Yip Man si sia apportata una divisione più marcata della stessa linea di trasmissione, il sistema appare uniforme su più punti.

Mi pare davvero puerile continuare ad attaccare questo o quel Maestro, solo perché non ha nel suo sistema un movimento o solo perché usa una metodica piuttosto dell'altra. Per sfatare i nuovi miti nati da strane operazioni che solo in Italia potevano trovare seguaci (siamo un popolo che cambia spesso casacca), vorrei che tutti rivedeste il video che segue, caricato su YouTube dagli amici della federazione FioreRosso, cui va il mio saluto, sia per il loro impegno nella diffusione dell'Arte, sia per la comune ricerca all'interno della stessa Arte.

Si tratta del video Budo Zirkel ovvero della prima dimostrazione europea di SiJo Leung Ting, datata 1976, sì avete capito bene, 1976, a Kiel, in Germania. Alle sue spalle potete spesso vedere il responsabile e fondatore dell'EWTO (European Wing Tsun Organization), GM Keith R. Kernspecht. Ci tengo a sottolineare la data, perché in questo video possiamo osservare delle tecniche che, col senno di poi, non ci avrebbero entusiasmato tanto pochi anni fa, eseguite da altri Maestri e propagandate come non appartenenti al sistema di SiJo Leung Ting, ma che, a ben vedere, ne erano parte integrante.

Provate a guardare con cura il video, perché si vedono dei passi che nelle varie federazioni rappresentanti SiJo Leung Ting in Europa e nel mondo non sono mai stati insegnati. Notate l'utilizzo della spalla? E la forza interiore utilizzata per lanciare l'avversario (collaborativo)? Qualcuno ha detto che quello è patrimonio di altre Arti Marziali, ma io penso che la radice sia la stessa e che questo video lo dimostri appieno.

Fate particolare attenzione ai movimenti di SiJo Leung Ting, mentre esegue la forma del Pupazzo di Legno a vuoto, oppure quando utilizza i Coltelli dagli Otto Tagli o il Palo Lungo. Non notate somiglianza con i movimenti di altri famiglie del grande sistema del Wing Chun Kuen? Io continuo a pensare, in sostanza, una cosa, che voglio condividere con voi: Wing Chun è Weng Chun, Weng Chun è Wing Chun, parafrasando un concetto che andò di moda qualche anno fa, ma che fu presto messo da parte.

Al di là delle differenze tecniche (che comunque ci sono), delle distanze prese in esame (nel Wing Chun c'è la prevalenza per la corta distanza) e di movimenti un po' più marcati (nel Weng Chun abbiamo visto un movimento del corpo più complesso, ma solo perché in Europa c'è stato un muro tra l'insegnamento di SiJo Leung Ting e noi...), la grande famiglia è la stessa. Smettiamola con il marketing distruttivo e lavoriamo e collaboriamo assieme per andare verso la riscoperta dei valori fondanti dell'Arte Marziale.


1 commento:

Sangre ha detto...

In questo video Leung Ting mostra cose che NESSUNO nella EWTO ha mai insegnato, ma neanche mai compreso. Mentre molti altri maestri di wing chun le hanno tramandate. Più o meno.
Io personalmente la penso come te: se è vero che le somiglianze ci sono e forse è stato Yip Man a ridurre e semplificare il suo metodo, varrebbe la pena di iniziare un confronto tecnico sereno e collaborativo in modo da capire, attraverso lo studio del più tradizionale weng chun, se Yip Man ha tralasciato qualcosa di utile nella sua opera di sintesi.
Io resto dell'idea che il movimento dev'essere corto, il minimo indispensabile ed efficace, però mi affascina lo studio delle distanze lunghe e della lotta a terra del weng chun che potrebbe portare benefici a chi pratica un lineage incompleto di wing chun (e sono tanti purtroppo).
Forse tutte le forme del weng chun potrebbero davvero essere ridotte alle 3 del wing chun e alcuni esercizi integrati e modificati, altrimenti la mole di cose da imparare diventa troppa. Anche i movimenti ampi di alcune parti del weng chun mi fanno dubitare della loro efficacia in alcuni casi mentre se li vedo come "tecniche d'emergenza" allora non sono dissimili da cose che faccio anchio e che faceva il maestro da cui discendo, Wong Sheung Long. Solo che per noi non sono codificate. E' comunque un tipo di ricerca che non estenderei agli allievi finché non viene raggiunto un livello di comprensione e applicazione didattica serio che permetta un rapido apprendimento del sistema nella sua interezza.
E' un po' il discorso delle sezione della chi-sao: servono o no? Io il sistema l'ho imparato senza dividere la chi-sao in step d'apprendimento, ma magari mi avrebbe fatto comodo? Boh? Conosco sifu che hanno integrato i loro sistemi con un lavoro interno simile a quello del weng chun e hanno trovato benefici, altri che fanno una specie di kiu-sau senza saperlo e inventata basandosi su necessità pratiche senza magari sapere che nel weng chun esiste ed è ben organizzata.
Poi però ci sono anche quelli che dicono: per combattere bastano i pugni a catena e il calcio frontale. E non hanno tutti i torti...chi vivrà vedrà.
Io però ho imparato per esperienza personale a diffidare di gente che si fa troppa pubblicità, ha le uniformi pittoresche e colorate e sforna libri e dvd a raffica. Questo per ogni stile.