martedì 28 agosto 2012

Dang Tau Ping Si (登頭平視)

Certe volte sottovalutiamo ciò che ci è stato posto di fronte, con la superficialità tipica di chi pensa di sapere tutto e di non aver bisogno di studiare continuamente. I nostri Maestri hanno nascosto i segreti più importanti di quest'Arte Marziale mettendoceli proprio sotto agli occhi, permettendo ad uno stile centenario di arrivare fino a noi con apparenti lacune, omissioni e spezzettamenti vari... Invece è tutto lì, da sempre, per sempre, per chi vuole e sa vedere.

Un motto spesso tenuto in poco conto, ritenuto adatto solo ai principianti, privo del solito alone di mistero che lo avrebbe potuto portare alla ribalta come altri, è il seguente: 登頭平視, Dang Tau Ping Si. Lo so, detto così sembra niente. Spesso viene tradotto come testa dritta e sguardo orizzontale, tra i motti di Siu Nim Tau, senza ulteriori spiegazioni né approfondimenti. Vediamo un po' gli ideogrammi, per iniziare.


登 [dēng] è un verbo e significa salire, arrampicarsi o montare. In Cantonese è /Dang/.

頭 (con la sua forma semplificata 头) [tóu] è propriamente la testa, ma può indicare anche i capelli o il capo di qualcosa. Lo conosciamo bene. In Cantonese è /Tau/.

平 [píng] viene utilizzato in molteplici contesti con il senso di appianare, uniformare. Di solito significa livello, ma nella sua forma verbale può essere tradotto come livellare, mettere sullo stesso piano. Come sostantivo ha anche il senso di ordinario, comune o uniforme. In Cantonese è /Ping/.

視 (anche qui c'è una forma semplificata 视) [shì] significa propriamente sguardo

Cosa esprime, quindi questo concetto di base del Wing Chun? L'idea è chiara, la testa si deve arrampicare, quindi deve sempre spingere verso il cielo. La seconda parte, invece, dà l'idea di come dovrebbe essere lo sguardo, in modo da fornire una spiegazione esaustiva quanto sintetica della posizione della testa. Quindi sì, testa dritta e sguardo orizzontale ci può stare come traduzione, ma attenzione a come viene spiegato il motto, perché si rischia di non capire come debba esser messa questa benedetta testa e, soprattutto, quando...

Entriamo, appunto, nel vivo. La testa deve sempre arrampicarsi verso il cielo? Certo, ma questo non significa che in determinate situazioni la stessa debba rimanere dritta e immobile. Semmai il motto ci richiama l'attenzione sul fatto che dobbiamo sempre allungarla, sia per i benefici che ne conseguono per la colonna vertebrale, sia per l'utilizzo che può esserne fatto in combattimento. Ho scritto qualcosa in merito, tanto tempo fa... 

Il principale pericolo del non corretto utilizzo e posizionamento della testa è lo sbilanciamento. Quando la testa non è allineata alla colonna vertebrale, quando è troppo dietro o troppo avanti, rispetto l'avversario, si rischia di essere spinti e di perdere l'equilibrio così come di essere strattonati (magari in clinch) e scaraventati a terra. Allo stesso tempo è necessario non irrigidire mai i muscoli del collo, ma tenere sempre i tendini attivi, affinché in ogni posizione la testa continui nell'opera di salita, di ascesa.

Quando la testa viene flessa, per esempio durante le azioni offensive in fase di Dei Chi Sau (dove Dei è il cantonese di 地 [dì], il concetto di Terra) si utilizza per perforare le difese avversarie, per uscire da una presa o per colpire il volto, va posta la massima attenzione sull'equilibrio sottostante, cioè all'allineamento del corpo, che va sempre tenuto a mente e rispettato, per non rischiare lo sbilanciamento.

Come ci ripetiamo spesso, il nostro è un sistema concettuale e, come tale, dobbiamo sempre rispettarne i cardini. Dang Tau, quindi, non significa in alcun modo tenere la testa dritta nel senso di rigida, immobile e completamente imbrigliata in una scomoda griglia, ma avere la propensione a farla arrampicare, a montare sopra l'avversario, come ripeto spesso durante le mie lezioni, quasi a toccare il cielo.

Per quanto concerne la specificazione che i nostri Maestri hanno voluto tramandare, Ping Si, ci fa riflettere sul fatto che lo sguardo deve tendere sempre ben oltre l'avversario, proprio in funzione della propensione della testa alla salita. Quando il capo è eretto, gli occhi, quasi automaticamente, subiscono un lieve abbassamento, in modo tale che l'orizzonte sia focalizzato senza tener in particolare conto ciò che c'è sopra.

In questo momento la nostra visione periferica ci permette di osservare qualsiasi movimento di chi ci sta di fronte, limitando un pochino l'altezza del "mirino", aumentando sensibilmente l'attenzione verso l'avversario, che diventa il centro del "quadro". Lo sguardo, in questo momento, si uniforma e si livella, senza permettere sbilanciamenti alla testa.

Non avremmo forse potuto far a meno della specificazione Ping Si, perché in sua assenza alcuni avrebbero potuto permettersi di ritenere che una testa dritta sarebbe potuta esser tale anche con il mento avanzato e il cervelletto arretrato. Così non è, proprio in funzione di quel 平視, guardare dritto davanti a sé, che ci impone di osservare l'orizzonte e non perdere di vista ciò che accade di fronte a noi.

Quando si chiede all'Allievo di non esporre il pomo d'Adamo, per esempio, gli tocchiamo il mento, facendolo leggermente ritrarre e gli citiamo sempre il motto Dang Tau Ping Si (登頭平視) proprio perché attraverso lo stesso riusciamo a fargli capire l'importanza dell'allineamento della colonna durante il combattimento. Un solo colpo al collo potrebbe essere fatale, di qui l'importanza di tenere la testa ben allineata...
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