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martedì 19 febbraio 2013

Il mio nome è Lín Róng Sài (林容賽)

 Dopo la cerimonia tradizionale del Bai Shi il Maestro dona all'Allievo un nuovo nome, accettandolo in Famiglia. L'Allievo prende il cognome del padre, mentre gli altri due termini riguardano solitamente l'essenza, lo spirito e la mentalità del praticante, secondo l'occhio con cui viene visto dal proprio Maestro. 

 SuHu Lín mi ha donato il nome Lín Róng Sài (林容賽). Il primo ideogramma indica il cognome di Famiglia, quindi non ha una spiegazione, una connotazione specifica. Vediamo gli altri due. 容 [róng] è solitamente usato come verbo "contenere", "permettere" o "tollerare". Come sostantivo è usato per "apparenza" o "immagine". 賽 [sài] significa "gara", "competizione" e l'atto del competere.

 Mi ha dato questo nome perché mi impegno al massimo e mi piace primeggiare. Il mio spirito competitivo mi porta sempre a dare il massimo per raggiungere gli obbiettivi. Quando mi ha spiegato il senso, mi ha detto che io sono "famoso per la voglia di competere"; per questo motivo mi ha donato un nome importante, che sta a ricordare proprio l'immagine della competizione. Ci sono nato, ci sono rinato nello spirito della competizione!

sabato 30 gennaio 2010

Quattro anni di IDPA

Quattro anni di IDPA
Il 21 gennaio 2006 nacque l’International Dragon and Phoenix Association con l’obiettivo di diffondere le arti marziali avvalendosi dello scambio culturale tra le diverse discipline praticate al suo interno. Fu immediatamente riconosciuta come componente della famiglia dell’International Weng Chun Kung Fu Association del Gran Maestro Andreas Hoffmann.

In quella data presentammo l’associazione nella splendida cornice del Rama Beach Cafè, dove fu  rappresentata la suggestiva Danza del Leone, un rituale beneaugurante e propiziatorio di abbondanza e prosperità della tradizione cinese.

La manifestazione fu allietata con spettacoli e dimostrazioni di differenti discipline marziali, in particolare, il giorno successivo i partecipanti hanno potuto apprezzare arti quali il Tai Chi Chuan, l’Hung Gar, il Wing Chun e il Weng Chun, grazie ad un seminario interdisciplinare.

Nell’intento di favorire lo scambio culturale, nel corso dell’anno l’IDPA ha introdotto le discipline Muay Thai e Kali Filippino. I risultati ottenuti sono stati positivi e questo ha rappresentato, per tutti gli associati, un ulteriore stimolo ad impegnarsi nella pratica marziale.
Anche il 2007 è stato caratterizzato da numerosi eventi che hanno visto la partecipazione di diversi Maestri appartenenti ad altre associazioni e ad altre famiglie. Tutti hanno condiviso l’idea dello scambio culturale attraverso eventi di natura marziale. All’interno degli scambi intercorsi un ruolo attivo ha avuto il Pukulan, una disciplina che pone l’enfasi sugli esercizi di condizionamento del corpo e consente di sperimentare un allenamento marziale molto duro.

Il 2008 è stato contraddistinto da alcune modifiche della logistica dell’associazione. Si rese necessario pianificare esclusivamente seminari di Wing Chun e Weng Chun, le discipline più praticate al nostro interno. Questa scelta fu operata al fine di assicurare agli associati una maggiore crescita tecnica, che non sempre può essere garantita con i seminari interdisciplinari.

I soci fondatori, preservando comunque l’idea dello scambio interdisciplinare che ha consentito all’associazione di entrare in contatto con diverse realtà e famiglie marziali, si sono dedicati ad una nuova programmazione didattica basata su un metodo sperimentale di allenamento.

L’obiettivo prefissato dall’IDPA nel 2009, invece, è stato  quello di garantire lo sviluppo tecnico degli allievi, da una parte, e di incrementare le adesioni all’associazione attraverso una costante e continua divulgazione delle discipline presenti nell’Accademia, dall’altra.

L’obiettivo è stato gradualmente raggiunto, anche grazie all’apertura di un corso a Roma, una realtà molto ambìta nell’ambiente marziale. Insegnanti provenienti da altre realtà e da altre famiglie si sono avvicinati all’IDPA e ne hanno preso parte, felici di aver trovato un luogo aperto, dedicato allo sviluppo delle capacità marziali. Nel frattempo, anche a Napoli, dove c’è la nostra Accademia, sono stati inaugurati nuovi corsi e potenziati quelli esistenti.

Alla fine del 2009 è nato anche il blog IDPA, un ulteriore strumento di diffusione della cultura marziale e mezzo di comunicazione sociale. Il blog necessita dell’apporto di tutti gli interessati allo scambio e alla condivisione della conoscenza, perché non ha ancora raggiunto lo scopo per cui è stato creato.

Durante lo scorso anno sono stati finalmente riallacciati rapporti con Maestri del calibro di Allan Fong, con il quale Dai SiFu Massimo Fiorentini ha deciso di organizzare seminari in futuro, e con Maestri europei e italiani in particolare, con i quali si sta portando avanti un lavoro di ricerca e di studio per perfezionare sempre di più teorie e tecniche delle discipline studiate all’interno dell’Associazione.

Il 2010 è stato inaugurato con notevoli eventi positivi. Anzitutto è da segnalare la notizia dell’apertura di uno spazio all’interno dello stadio San Paolo di Napoli, gestito direttamente dall’IDPA. Un’altra nota positiva è l’ingresso dello Shuai Jiao, antica lotta cinese, all’interno delle attività proposte dall’Associazione. Stiamo sviluppando contatti con ulteriori discipline marziali, al fine di incrementare le possibilità di studio per i nostri praticanti.

Questa è la breve ed intensa storia dell’IDPA, che, dopo quattro anni, può esser lieta di aver percorso un cammino in continuo, lieve, ma in costante crescita. Per festeggiare questo compleanno, abbiamo deciso di organizzare un evento per il 13 febbraio, nella sede dell’Associazione, a Napoli. All’interno della manifestazione sarà tenuto un seminario multitematico di Wing Chun, a cura del Maestro Massimo Fiorentini, con la collaborazione dei suoi Insegnanti.

L’appuntamento è per le 13:30, nei locali dell’Associazione. Dopo un breve saluto di benvenuto, saranno consegnate le magliette che celebreranno l’evento. Alle 14:00 inizierà il seminario vero e proprio, che avrà la durata di 3 ore nel suo complesso.

Alle 17:15 avremo il piacere e l’onore di partecipare alla cerimonia del thè, il Bai Shi tradizionale, con il quale Dai SiFu Massimo Fiorentini formalizzerà il suo rapporto di Maestro-Allievo con alcuni dei suoi ToDai. Subito dopo ci sarà la cerimonia di consegna delle divise per i nuovi e vecchi insegnanti di Wing Chun. Con un rinfresco si concluderà il quarto compleanno dell’IDPA, rinnovando l’impegno per un altro anno di duro ed intenso lavoro. L’invito alla partecipazione è esteso a tutti gli interessati.

Il costo della partecipazione è di 25 euro (seminario, maglietta dell’evento e rinfresco). Si ricorda che la partecipazione al seminario è riservata agli Associati. Si offre la possibilità di associarsi a tutti gli interessati.

Da: http://www.idpa-academy.com/blog/?p=329

sabato 19 dicembre 2009

Due curiosità sul Siu Lam Weng Chun

Mi è capitato spesso di parlare via internet con alcuni dei Maestri del Siu Lam Weng Chun, la maggior parte dei quali ha dimostrato una gentilezza tipica solo di quelli che sono innamorati dell'Arte che praticano, con totale disinteresse per quanto concerne il denaro. Uno di questi è stato SiFu Derek M. Rozanski, il quale mi ha spiegato che "in passato non c'era nessuna tradizione di certificare il grado di apprendimento degli studenti con diplomi o pezzi di carta. Da sempre è stata solo la trasmissione orale e l'accettazione da parte del Maestro attraverso la cerimonia del tè a far fede. Nessuno aveva alcun documento per certificare il suo livello o il grado. Ai giorni nostri alcuni hanno cambiato strada".

Ha tenuto a specificare in cosa consista la cerimonia del tè e mi pare bello condividere quanto ascoltato con tutti voi: "Durante la Cerimonia del tè lo studente deve stare in ginocchio con entrambe le gambe sul pavimento di fronte al Maestro. Gli eventuali ospiti e gli allievi che non hanno fatto la stessa cerimonia possono anche svolgere la cerimonia del tè per tributare il loro rispetto al SiFu o al SiGung, ma devono utilizzare un solo ginocchio a terra. Si devono inchinare tre o più volte toccando terra con la fronte. Questa è la procedura formale del Bai Shi e tutti gli studenti devono conoscerne i dettagli e l'etichetta".

Un'altra cosa che SiFu Derek ha precisato è questa: "in passato i Maestri del Siu Lam Weng Chun ebbero grande influenza su altri Maestri di Kung Fu. Gli fecero conoscere meglio anche i propri stili come Hung Gar, Choy Li Fut, Hung Kuen, Fu Jow, etc., attraverso i loro insegnamenti". "Spesso alcuni di loro praticarono Weng Chun in gran segreto solo per migliorare le abilità di combattimento o semplicemente per trovare un modo migliore per sconfiggere i concorrenti locali di Kung Fu", ha scritto il mio amico Derek nei siti ufficiali che gestisce. "Alcuni di loro avevano i tipici manichini di legno di Weng Chun nascosti nelle loro case. Ecco perché nel mondo di oggi si possono trovare molte tecniche simili in ogni sistema", ha concluso Derek...

Sarà per questo che la maggior parte delle persone che mi contatta mi chiede di imparare il Weng Chun (che io non insegno!), nel segreto delle proprie case?

martedì 23 giugno 2009

Chi è il Sifu?

Nella mia pur breve esperienza nel mondo delle Arti Marziali, ho avuto modo di conoscere tanti Insegnanti dei quali alcuni onorati con il titolo di Sifu. Per noi occidentali è davvero difficile arrivare al cuore di un concetto espresso con due ideogrammi [师父], figuriamoci, poi, quando in mezzo entrano i soldi. Già, sempre questi stramaledettissimi soldi!

In tempi passati (ma non troppo lontani), questo ambìto titolo onorifico veniva addirittura fatto pagare in alcune Associazioni internazionali! Stante il fatto che la pratica della tangente è una cosa riprovevole in sé, lo ancora di più quando si parla di un titolo davvero importante, soprattutto nel contesto cinese.

Ci sono due sensi per cui si parla di Sifu, in cinese. Il livello più basso di significato di Sifu è il seguente: una persona con una buona abilità. In questo senso si chiama Sifu anche un artigiano o chi, comunque, ha una certa competenza tale che potrebbe essere un Insegnante, un Maestro di quell'arte. Si può quindi chiamare Sifu chiunque possegga le qualità e le abilità per poter essere un Maestro in un'arte.

Per essere qualificata con il titolo di Sifu, nel significato generale che abbiamo appena visto, la persona dovrebbe aver dimostrato di avere cuore (rappresentazione metaforica per indicare la dedizione e l'impegno). Questo non è, ovviamente, essenziale. Un Sifu può avere la competenza di ciò che fa, della sua Arte, ma non il cuore.

Il più nobile, il livello più alto di significato di Sifu è essere Maestro e Padre. Questo significato di Sifu si applica solo in un rapporto tra Maestro e Allievo. Ogni persona dovrebbe appellare col titolo di Sifu solo il suo Maestro in questo senso.

Possiamo dire che il termine viene utilizzato nella cultura cinese come forma rispettosa verso le persone altamente qualificate nella loro "arte", al di là di quale essa sia (cuochi, architetti, etc.). Il più consueto utilizzo del termine
Sifu (traslitterato anche come Shifu, come avrete sentito nel cartone animato Kung Fu Panda) fa riferimento ai mestieri tradizionali in cui la formazione è portata avanti tramite apprendistato, cioè per via diretta Maestro-Allievo. Allo stesso modo, dal momento che l'educazione religiosa implica un rapporto Insegnante-Studente, i Monaci sono chiamati nella stessa maniera.

Tradizionalmente, nelle Arti Marziali cinesi, il termine è stato utilizzato come una parola familiare e come segno di rispetto in generale. Il termine assume una più intima connotazione nel contesto in cui lo Studente diventa un discepolo, un allievo formale del docente. L'accettazione di uno studente è un evento molto formale, di solito richiede che l'Allievo esegua la cerimonia chiamata
BAI SI (la cerimonia del thè, della quale parleremo più avanti). Dopo la cerimonia, il rapporto è definito come se fosse più diretto e stretto di quello che c'è tra una madre ed il figlio. L'uso di questo termine assume anche il senso generico di rispetto per l'abilità e la conoscenza di una persona, come può essere il termine giapponese Sensei o il sanscrito Guru.)

Per essere il Sifu di un'Arte Marziale tradizionale cinese ci vuole molto di più che l'abilità. Ci vuole la comprensione dell'Arte, la capacità di amarla e la passione e la cura verso la stessa. Deve saper trasmettere la competenza, l'abilità e la passione agli Allievi. Questo è il motivo per cui il titolo di Sifu significa Maestro e Padre. Non è con un semplice esercizio fisico e con l'abilità nel combattimento che si può accedere a questo titolo.

...o almeno così dovrebbero stare le cose...ancora una volta il condizionale è d'obbligo, perché non sempre le storie vanno per il verso giusto. Nei nostri giorni abbiamo a che fare con organizzazioni, federazioni ed associazioni le quali concedono il titolo di Sifu nella maniera più diversa. Ecco che ci troviamo di fronte a centinaia di Sifu solo in Italia.

Sicuramente c'è differenza tra il titolo di
Sifu dato da un'organizzazione rispetto a quello dato dal tuo Maestro "a porte chiuse", come si diceva un tempo. Quale deve essere il più apprezzato? Questa è una domanda molto importante. Se si sa che alcune organizzazioni concedono il titolo con dei requisiti legati alla popolarità dell'Insegnante ed al suo portafogli, come si può considerare allo stesso modo chi porta lo stesso titolo?!

Nel mondo di oggi, tutto incentrato sul
bussines, pare abbastanza facile divenire Sifu se si hanno i soldi necessari a raggiungere l'obiettivo. I titoli possono essere forniti in cambio di denaro, così come si possono far passare gradi e livelli, con relativa consegna di attestati, per chi ne faccia richiesta ad altri "Sifu" compiacenti, i quali, in cambio di soldi, ti donano il loro bel diplomino con su scritta la parolina magica...

L'inflazione del titolo, è proprio il caso di dirlo, è dovuta anche al proliferare di associazioni che spuntano dal nulla, in cui alcuni Insegnanti, anche molto talentuosi, si auto-nominano Sifu, magari portando come prova la firma di qualche sconosciuto signore cinese sorridente.

Non sono i soldi che fanno un
Sifu, cari amici miei. Un vero Sifu lo riconoscete subito. Divertiamoci a scrivere una bel decalogo per capire se davanti abbiamo un Sifu.

Un
Sifu...
1. Non ti raggira mai, in nessun modo;
2. Non ti fa perdere tempo con cose che si inventa lì per lì, ma ti spiega nel dettaglio come poter arrivare al tuo obiettivo;
3. Non ti ruba i soldi, né in maniera diretta, né in maniera subdola, vendendoti i programmi a pezzettini;
4. Non ti gonfia di botte per farti capire che è il più forte;
5. Non ti insegna cose che non abbia prima capito lui a fondo;
6. Ti vuole bene e ti aiuta anche nelle questioni personali;
7. Ti capisce e cerca di essere sempre disponibile;
8. Ti dona la sua conoscenza in cambio del rispetto e del tuo amore verso di lui;
9. Ti sprona nei momenti in cui vorresti mollare tutto;
10. Basa i suoi rapporti sulla sincerità, sullo spirito di sacrificio, sul dono, sull'amore e sulla comprensione.