sabato 10 novembre 2012

Il Drago nella Tradizione Cinese

I miei giovanissimi Allievi mi hanno chiesto il motivo per cui il nostro saluto complesso parta da sinistra e vada verso destra. A questo punto traggo ispirazione per spiegare a tutti la prima parte del rito. Sì, avete letto bene, rito. Nella Tradizione cinese, così come in tutto l'Estremo Oriente, l'atto del salutare è ricco di contenuti, di gestualità e, soprattutto, di riferimenti allegorici.

Partire da sinistra vien motivato col fatto che si saluta il Drago Verde, ma andiamo per gradi. Il Drago (Long; Luhng in Cantonese) - 龍 [lóng] -  è l'unico animale mitologico dell'oroscopo cinese. Si tratta di uno dei simboli più venerati e presenti nel sostrato culturale cinese, ma le sue origini restano tutt'ora avvolte nel mistero. Si tratta di una creatura mitologica molto differente dal tipo di drago dell'immaginario occidentale.

La sua comparsa in Cina è molto precoce, se stiamo alle attestazioni presenti nel villaggio neolitico di Xinglongwa (Mongolia Interna), dove fu rinvenuto un mosaico di “drago dalla testa di maiale” (猪首龙 [zhūshǒulóng]), risalente a circa 8.000 anni fa. Si tratta della più antica immagine di drago cinese finora scoperta.   

Il drago è generalmente un simbolo benevolo di potere, saggezza, forza vitale fertilità legato al clima, all'acqua e ancora più specificamente alla pioggia, considerato propriamente colui il quale la porta; numerose sono infatti le immagini di draghi tra le nuvole. Insieme a Tartaruga, Fenice e Unicorno rappresenta uno dei quattro animali benevoli, con poteri magici che gli permettono di mimetizzarsi, mutar forma e dimensione, da piccolo come un baco di seta può crescere illimitatamente; vola nei cieli, vive nelle acque profonde e nelle viscere della Terra.   

Il Drago Verde è uno dei quattro animali araldici del Feng Shui (风水 [fēngshuǐ]) e protegge la direzione Est. Non è un caso, infatti, che il saluto parta proprio dalla parte sinistra. Nell'antica astronomia cinese, una delle cinque principali costellazioni celesti era chiamata proprio del Drago Verde di Primavera. La sua comparsa segnava l'inizio delle piogge rigeneratrici di primavera.

Il Drago orientale (comune in Cina, Giappone e Corea) è spesso descritto in questo modo: ha il corpo di serpente, le scaglie e la coda di pesce, le corna di cervo, il muso di un Quilin (in giapponese Kirin, una creatura mitologica orientale, identificata secondo alcuni con la giraffa e secondo altri con l'unicorno) con quattro lunghi baffi, due coppie di artigli d'aquila o di falco, zampe di tigre e orecchie di bue,  occhi come quelli di un demone. I draghi cinesi hanno cinque dita per ogni piede (a differenza dei draghi coreani che ne hanno quattro e di quelli giapponesi che ne hanno solo tre). Una leggenda narra che i draghi (originari della Cina), ogni volta che si allontanavano dalla patria perdevano un dito e, quindi, alla fine decisero di fermarsi in Giappone, altrimenti sarebbero rimasti senza dita.

Il colore stabilisce la sua anzianità: il colore del drago più giovane, cioè che ha meno di 100 anni, è il nero ed è un drago che porta solo gli ordini dei suoi superiori. Il successivo è blu e svolge il compito di messaggero degli dei, insieme alla tartaruga, la fenice e la tigre bianca. Il drago verde ha più di 100 anni e appare come buon auspicio, porta vento e pioggia. Poi ci sono i draghi rossi, marroni e viola. Dopo 700 anni il drago diventa bianco e viene considerato un dio. A 1000 anni diventa d'oro e chi indossa un tatuaggio con il drago d'oro è una persona che si suppone abbia il suo potere e raggiunga l'immortalità. Il Drago per antonomasia, nella Cina antica, era considerato l'Imperatore. A lui era riservato il “trono del drago” e solo lui poteva vestire abiti decorati con nove draghi, solo otto visibili all'esterno, mentre uno era ricamato nella parte interna, ovviamente quello dorato.

Il drago riveste una simbologia supplementare quando si eleva e fenice che plana. Questa è una Tradizione usata per definire un letterato di grande sapere. La coppia drago/fenice indica anche prosperità, nell'espressione "splendore di drago e bellezza di fenice". Le figure simboliche di un ragazzo che cavalca un drago e di una ragazza che cavalca una fenice riportano alla leggenda della coppia perfetta. 

4 commenti:

Mauro Caroppo ha detto...

Ciao Riccardo come sempre il tuo articolo e' interessante e ricco di riferimenti....
Mi sapresti dire perche' i draghi della tradizione occidentale hanno le ali e quelli orientali no?
Grazie a presto, Mauro.

Wong Fei Hung ha detto...

Interessantissimo approfondimento. Ne approfitto per chiederti un consiglio su qualche libro/saggio sull'argomento. Ho intenzione di approfondire la mia superficialissima conoscenza della cultura cinese, cerco di raccogliere una bibliografia di base, grazie!!!

Riccardo Di Vito ha detto...

Caro Wong, no, non saprei proprio cosa consigliarti. Non ricordo alcun libro specifico sull'argomento. Vediamo se qualche lettore ci aiuta... ;-)

Riccardo Di Vito ha detto...

Mi spiace, caro Mauro, ma non ti so rispondere... :/