venerdì 17 febbraio 2012

L'ottica Hek Ki Boen Kun Tao

Seminario introduttivo HKB a Roma 12/2/2012
Molti amici mi stanno pressando per scrivere qualche parola sulla mia ultima esperienza maturata nel corso di addestramento per futuri istruttori del sistema Hek Ki Boen Kun Tao, sotto la guida diretta del Gran Maestro Lin Xiang Fuk, quindi li accontento, sperando di soddisfare anche la curiosità di altri lettori.

Dopo il seminario pubblico di domenica scorsa, durante il quale SiFu ha spiegato ad alcuni dei miei Allievi e ad altri amici intervenuti (che ringrazio) le basi dell'Eng Chun fukinese,  ho iniziato una full immersion nel programma di addestramento per i candidati istruttori, che è terminato solo ieri sera.

Anzitutto vi posso assicurare che è stata un'esperienza fantastica, che fa seguito alla precedente, ma che è andata a fissare nella mia testa altri concetti più profondi rispetto al primo incontro. Se volete un elenco dei concetti trasmessi da SiFu alla quinta generazione dell'Hek Ki Boen (composta da me e da Gianluca Giusto, in Italia), durante questo corso, ve li elenco, cercando di spiegarvi di cosa si tratti, ma vi scrivo tutto in modo soggettivo, perché qui racconto la mia esperienza.

Ho allenato in modo proficuo il Wheel Bearing Body - mi vedete nella foto sotto... -, cioè il cosiddetto 'corpo di cotone', un metodo di allenamento che permette di utilizzare a proprio favore la separazione della parte superiore della struttura da quella inferiore, dando l'idea di due ruote che girano in verso opposto sullo stesso asse. 

SiFu ha concluso la spiegazione, la dimostrazione e la trasmissione del metodo per allenare il primo livello di Hoat Keng (potremmo tradurlo con "forza d'impulso"), basato sui concetti di Cielo, Terra e Uomo, attraverso l'attivazione dei tendini, con l'acronimo TSS, Twist, Stretch e Squeeze, traducibili con arrotolare, allungare e spremere. Poi sono stato introdotto al secondo livello di Hoat Keng, basato sul rilascio del peso anche della spalla. Infine, SiFu ha terminato l'argomento spiegando il terzo livello, basato sulla connessione del Dan Tian inferiore. Lavoro difficilissimo, che toglie molte energie all'inizio, ma pieno di sorprese. Ho brevemente allenato il Red Palm - il palmo rosso - uno speciale addestramento che estende e moltiplica la capacità del praticante nel primo livello di Hoat Keng, ma non mi posso addentrare ulteriormente nella spiegazione.
Wheel Bearing Body

SiFu mi ha mostrato il primo lavoro sul midollo osseo, dandomi alcune chiavi per iniziare a comprenderne l'importanza e, soprattutto, per iniziare a lavorare sull'espansione e sulla compressione. Sarà durissimo riuscire a fare quello che ho sentito da lui, ma ci proverò. 

Vorrei sottolineare che i primi tre livelli di Hoat Keng sono in realtà un solo macro-livello per la famiglia HKB. Per varie ragioni la stessa famiglia è stata costretta a rinominare i livelli, avendo quindi uno spostamento in avanti degli altri due, che diventano, in sostanza, il quarto, basato sull'attivazione di nove tendini su ciascun arto, e il quinti, che fa della coltivazione del midollo osseo (Liam Kut) il suo perno.

Per quanto concerne le forme, ho lavorato in modo diverso e sotto più punti di vista la Sam Chian Po, che ritengo sia la vera 'arma' di questa grande famiglia. Interessantissimo anche il lavoro sulla Ti Sam Chian Po, che permette di allenare bene la posizione bassa, per corpire e colpire i cancelli inferiori. Sono davvero felice di aver appreso anche la Pai Chat Kun, basata sull'utilizzo delle diverse gomitate presenti nel sistema su tutti i lati.

A parte la Siau Liam Dao, rivista e corretta, la forma con cui ho avuto più feeling è stata la Sat Si Mui, sarà perché mi piace soprattutto il footwork, ma sta di fatto che è quella che mi è entrata subito in testa, sia come movimenti che come idea di allenamento. Davvero ostica, per me, invece, la Hua Kun, piena di sequenze dei movimenti di braccia del sistema, densa di posizioni e passi. Sicuramente sarà uno dei grandi scogli per me.

Poi ho lavorato ben dieci Kiao Jiu, esercizi di base per addestrare e perfezionare tutti i movimenti di braccia, in rapida sequenza, utilizzando l'Hoat Keng. Per quanto concerne le 'forme a due', ho solo visto la prima, perché, in accordo con SiFu, abbiamo lavorato maggiormente sulle chiavi per capire bene il sistema.

Sul posizionamento del corpo e sullo sparring l'Hek Ki Boen Kun Tao propone tutta una serie di esercizi prestabiliti ed una vasta gamma di lavori 'liberi', che vanno a colmare precedenti lacune ed a rinforzare la strategia del combattimento, il tutto, ovviamente, passando per la pesantezza nelle mani, per la fase del guidare i movimenti e, infine, bucare con il cerchio. Il tutto è stato condito dall'esatta spiegazione del posizionamento delle braccia con il Bai Jong (mettere il manichino è la traduzione che mi viene in mente, ma non è proprio chiara, me ne rendo conto). Si tratta della prima volta che un Maestro di Wing Chun mi spiega la 'guardia' del suo sistema...

Interessante, dal punto di vista dell'insegnamento, il lavoro con i Sam Sing, i metodi di allenamento delle tecniche di base in coppia, che si fa sin dai primi livelli di base. Stesso dicasi per gli esercizi per la reattività  a cortissima distanza, nonché tutto il programma di orientamento degli studenti: si tratta di un lavoro certosino, che dà all'insegnante anche un metodo chiaro di insegnamento. Davvero molto professionale e professionalizzante! Mi dedicherò parecchio all'allenamento di questo sistema, potete giurarci! Alla prossima!
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