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martedì 31 luglio 2012

Ue-17: disoccupazione; ancora record a giugno, 11,2%

Ancora un record negativo per il tasso di disoccupazione per i Paesi dell'area euro dove a giugno ha toccato l'11,2%, livello piu' alto dal 1999, ovvero dalla creazione dell'Eurozona. Lo ha reso noto Eurostat che ha rivisto al rialzo - causa fattori stagionali - anche il dato di maggio, passato dall'11,1 all'11,2%.

Resta molto critica anche la situazione per i giovani. Globalmente la quota degli 'under 25' disoccupati nell'area euro e' passata dal 22,5 di maggio al 22,4% di giugno (era il 20,5% un anno fa), ma in termini assoluti sono aumentati di 204 mila unita' arrivando ad essere 3,3 milioni. Nell'Ue a 27 il tasso di disoccupazione giovanile e' stato a giugno del 22,6% (contro il 22,7% del mese precedente e il 21,1% di un anno fa) con un aumento, rispetto al giugno 2011, di 227 mila unita' per un totale di 5,4 milioni di persone. In Spagna, dove il fenomeno e' particolarmente grave, i giovani senza lavoro sono arrivati ad essere il 52,7% del totale (erano il 52,6% a maggio e il 45,9 un anno fa).

La situazione è davvero preoccupante e, per quel che ci riguarda, penso che si stia innescando una vera e propria bomba sociale. Per questa ragione continuo ad invitare tutti agli allenamenti di Kung Fu, perché dà modo a tutti di capire i propri limiti e trovare il modo di superarli. Coraggio.

mercoledì 23 giugno 2010

In bocca al lupo!

Un grosso in bocca al lupo a tutti i giovani praticanti di Kung Fu, Allievi di SiFu Massimo Fiorentini! 

Un abbraccio ed un saluto fraterno da tutta la comunità IDPA di Roma!


mercoledì 19 agosto 2009

Il Kung Fu fa bene ai giovani? II

Continua da qui

La durata media di una lezione dovrebbe essere di un’ora o un’ora e trenta minuti al massimo, suddivisi in preparazione fisica, studio del Kung Fu e attività extra (giochi di gruppo, etc.). Ovviamente è nel programma delle lezioni che stanno le differenze maggiori rispetto ad un corso per adulti.

Le differenze tecniche, alla fine, sono poche - al di là dei colpi portati in determinate zone del corpo -, perchè gli esercizi sono sostanzialmente gli stessi che vengono proposti al pubblico adulto. La cosa che cambia radicalmente è la metodologia d’insegnamento e il modo in cui i bambini allenano le tecniche. Viene dato più spazio agli esercizi che potenziano l’intelligenza motoria del giovane e che renderanno per lui più semplice l’approccio a qualsiasi altro tipo di sport in futuro. Un esempio su tutti: l’allungamento muscolare il quale, se acquisito da subito, donerà al corpo adulto grande flessibilità e un’escursione dei movimenti più ampia.

Nelle Arti Marziali i giovani imparano così il rispetto verso se stessi e verso gli altri ed il rispetto verso le proprie e le altrui capacità. Contemporaneamente potranno sviluppare un corpo sano, agile e robusto. Sono soprattutto questi corsi praticati in giovane età che sviluppano l’autocontrollo e la disciplina. I bambini imparano qual è l’atteggiamento più consono alla pratica individuale e lo fanno inseriti in un gruppo di coetanei; così cominciano ben presto a divertirsi godendo di momenti in cui sfogarsi in maniera sana, alternando momenti di gioco e di sforzo muscolare, a momenti tranquilli e silenziosi, come durante le ampie fasi di allungamento muscolare.

Il bambino che non riesce a controllarsi o che necessita di continue attenzioni sulla sua persona non deve essere allontanato, ma aiutato ad integrarsi. È necessario seguire i bambini e guidarli nello sviluppo di un sano atteggiamento, cercando di offrir loro sempre nuove occasioni per migliorarsi; ma nel caso in cui il comportamento irresponsabile dovesse essere recidivo l’Insegnante deve intervenire in maniera seria ed anche dura, se necessario.

La punizione nella Scuola di Arti Marziali spesso è di natura fisica (piegamenti, corsa, etc.), ma può anche essere di natura psicologica, proibendo al giovane di allenarsi nella lotta corpo a corpo, che è la parte più ricreativa in assoluto del corso. Questo pensiero può sembrare severo ma in realtà si rende indispensabile per mantenere alto lo standard qualitativo e soprattutto educativo del gruppo. Non voglio che la classe assuma modelli irresponsabili come esempi di comportamento ma che capisca che la responsabilità di un individuo passa attraverso il rispetto degli altri individui. Individuo e comunità devono essere i due poli di attrazione di tutto il gruppo dei praticanti.

Se dovessi spiegare ad un giovane che cos’è il Kung Fu, inserendolo in un contesto storico, direi che esso è l’insieme di tutte le arti marziali tradizionali cinesi. Comparso circa nel primo millennio avanti Cristo, da esso nacquero innumerevoli Scuole. Rappresenta il seme che oggi vediamo dischiuso negli innumerevoli stili marziali presenti al mondo. Nel Kung Fu si fusero tutti i primi studi teorici, filosofici e soprattutto pratici sulla dinamica del corpo umano, proprio per questo il Kung Fu rappresenta l’espressione massima dell’uomo nel movimento.

Esistono poche discipline marziali in grado di stimolare ed ampliare in armonia tutte le componenti del corpo umano, il Kung Fu non solo è una di queste, ma è quella più antica. La vastità del Kung Fu è originata da due famiglie di stili che si compenetrano ed insieme si elevano per creare una rigogliosa armonia. Essi sono gli stili cosiddetti “esterni”, dinamici, acrobatici e marziali; dall’altra parte troviamo gli stili “interni”, caratterizzati da movimenti leggeri, morbidi e meditativi.

La pratica del Kung Fu deve trascendere lo scopo marziale; se si vuole comprendere nel profondo l’esecuzione del Kung Fu occorre tralasciare il suo fine estetico, fisico od offensivo ed abbracciare invece quello di Arte; l’essenza del Kung Fu non consiste nel risultato di quest’ultimo, ma nella Motivazione, nella Volontà e nella Dignità che ci muovono nel viverlo.

Il Kung Fu è famoso per il suo carattere eclettico che comprende molteplici aspetti. Si studia il movimento dell’uomo nello spazio in molte delle sue infinite applicazioni. La velocità, la resistenza e la potenza sono solo alcune delle caratteristiche che vengono sviluppate nel corso. Si impara a rafforzare il corpo attraverso la pratica di esercizi mirati ad incrementare l’allungamento e la flessibilità muscolare, la potenza e la resistenza. Bisogna rendere tonico, scattante e veloce il corpo, acquistando la capacità di muoversi con confidenza nello spazio.

Durante il corso si studiano le tecniche fondamentali di attacco: si colpisce con tutte le parti del corpo umano (pugni, colpi a mano aperta, colpi di gomito, di spalla, di testa, di ginocchia, calci e leve articolari). Si studiano, ovviamente, anche le principali tecniche di difesa (parate e schivate, spostamenti nello spazio, proiezioni). Il contatto con il suolo è fondamentale, soprattutto per i più giovani. Proprio per questo una abbondante fetta di tempo sarà dedicata allo studio della lotta e delle proiezioni. Tutte queste conoscenze serviranno all’Allievo per cominciare lo studio delle forme e dell’applicazione delle stesse.

Lo studio delle forme insegna a sviluppare forza e agilità, donando la capacità di muoversi velocemente nello spazio colpendo al massimo della potenza. Sia armato che disarmato, sia da solo che contro degli avversari, il Kung Fu va praticato alla ricerca continua della precisione e della perfezione. Le armi non saranno studiate, ma ci sarà un approccio al bastone corto, in modo da dare ai giovani Allievi uno strumento per studiare anche a casa alla ricerca di una corretta gestione posturale. Quello che il corso propone è un percorso che aiuta a migliorare la consapevolezza del corpo.

Andiamo a vedere quali sono gli aspetti benefici della pratica. Quando il Kung Fu cominciò a prendere vita (circa tremila anni fa), si fusero in esso sia le conoscenze marziali più avanzate che la saggezza dei più famosi medici taoisti. Gli aspetti più benefici del Kung Fu risiedono innanzitutto nella sua pratica delle movenze quasi complete che di per sé è immensamente salutare.

La vera cura che il Kung Fu opera è quella capacità di accrescere in chi lo pratica una consapevolezza del movimento fuori dal comune. Si capiscono quali movimenti sono sani per il corpo o fino a che punto devono essere spinte le articolazioni. Si riesce a sviluppare la postura corretta imparando come mantenerla al meglio anche sotto sforzo; questi sono solo alcuni aspetti dell’intelligenza motoria che si sviluppa nella pratica del Kung Fu.

I concetti che vengono studiati a lezione permetteranno all’Allievo di usare sempre al meglio il suo corpo, non solo per difendersi, ma soprattutto per vivere meglio durante la vita di tutti i giorni. Ci si renderà conto del fatto che il corpo è una macchina progettata in maniera splendida e che aspetta solo di essere impiegata in maniera corretta. Con il Kung Fu si arriva a capire come adoperare il corpo in ogni situazione. In questo senso il Kung Fu racchiude in sé degli aspetti terapeutici eccezionali.

In definitiva, io penso che il Kung Fu sia non solo una pratica salutare anche per i giovani, ma che possa essere addirittura un valido supporto alla loro educazione, alla sensibilizzazione riguardo valori antichi e fondamentali per la vita. Se avessi un figlio, vorrei che praticasse un’Arte Marziale.

martedì 18 agosto 2009

Il Kung Fu fa bene ai giovani? I

Molti amici mi hanno chiesto di iniziare un corso per i bambini ed i ragazzi, perché pensano che il Kung Fu possa far bene soprattutto a loro. Effettivamente è da un po’ che ci penso, perché insegnare ai bambini significa avere sulle proprie spalle una grossa responsabilità, sia per ciò che imparano, sia per il modo in cui apprendono.

Il Wing Chun è a mio avviso molto indicato per i bambini di entrambe i sessi, sin dai 6 anni. Diciamo che una fascia potrebbe essere quella dai 6 ai 12 anni, in cui i giovanissimi apprendono le basi del sistema, ma, soprattutto, imparano a divertirsi nel rispetto di regole ferree e di una disciplina che, oggi, trovano sempre meno presente all’esterno della Scuola di Arti Marziali.

Una seconda fascia potrebbe essere quella dei ragazzi dai 13 ai 17 anni, in cui i giovani iniziano a praticare l’Arte Marziale nella sua totalità, ma con ritmi ridotti e con modalità meno realistiche. La fascia successiva, ovviamente, comprende tutto il resto delle persone, senza limiti d’età, perché il Kung Fu può essere praticato fino all’istante prima di lasciare il corpo attuale…

La preparazione fisica, mentale e spirituale accompagna per sempre l’Allievo, il quale non deve far altro che seguire l’Insegnante, allenandosi costantemente e con serietà, pur studiando in un’atmosfera rilassata e familiare all’interno del Kwoon (la Scuola di Arti Marziali).

Le età qui sopra riportate sono solo indicative, cari amici, perché fanno riferimento all’età mediamente consigliata per cominciare la pratica (principianti), genericamente considerata. Caso per caso può essere valutato. Ho visto ragazzette di 14 anni in corsi da adulti per le loro capacità spiccate nell’Arte Marziale, quindi non porrei limiti rigidi. Ad ogni modo molto dipende dalla condizione psicofisica dell’aspirante Allievo. In caso di dubbio è l’Istruttore che saprà sicuramente consigliare.

In termini più generali possiamo dire che la consapevolezza dei danni associati ad una ridotta attività fisica ha portato ad una crescente diffusione della pratica sportiva, sia in età evolutiva che in età adulta. Questa tendenza ha dato ottimi risultati in termini di miglioramento dello stato di salute e di prevenzione delle patologie cronico-degenerative dell’età adulta (per esempio l’obesità, il diabete, l’ipertensione arteriosa e le malattie cardiovascolari).

Bisognerebbe chiedersi quali siano gli sport più indicati per i bambini. Io penso che lo sport, praticato fin dai primi anni di vita, sia in grado di indurre sostanziali benefici, promuovere un buono stato di salute e stimolare un adeguato sviluppo delle capacità motorie, in qualsiasi forma venga praticato. Il movimento fa comunque bene, anche se penso che ci siano delle discipline più adatte rispetto ad altre.

Una corretta formazione relativa al movimento in età giovanile può evolversi successivamente nella pratica agonistica, se lo si desidera, oppure come sport del tempo libero. È importante scegliere una disciplina che sia adatta all’età, alle capacità fisiche del bambino e che rispetti i suoi gusti. Se è vero che verso i 3 anni è consigliabile il nuoto, con un programma di acquaticità che si sviluppa nel rispetto delle esigenze evolutive del bambino, dai 3 ai 6 anni sono indicati lo stesso nuoto, il calcio (siamo in Italia) e tutte quelle attività chiamate “ludico-motorie”, in grado cioè di avviare il bambino all’attività sportiva attraverso un approccio vissuto sotto forma di gioco e di svago.

Dai 6 anni in su sono consigliate le discipline che favoriscono un migliore controllo dei movimenti e una maggiore disponibilità all’accettazione di regole: le arti marziali, la ginnastica ritmica e artistica, la danza. Dal momento in cui il bambino è in grado di accettare le regole e le dinamiche del gruppo, il gioco che si fa durante il movimento fisico assume il carattere tipicamente pre-sportivo. A questa età sono adatti anche il minibasket (la pallacanestro) o il minivolley (la pallavolo). A partire dai 14 anni è possibile effettuare anche allenamenti mirati allo sviluppo della forza, con una preferenza per gli sport di squadra: pallanuoto, calcio, pallavolo, pallacanestro, etc. Prima dei 12 anni si sconsiglia la pratica sportiva a livello agonistico, perché prima di questa età non sussistono ancora i presupposti psicofisici idonei per affrontare intensi carichi di lavoro sia a livello fisiologico che psicologico.

Il Kung Fu, nello specifico, se viene studiato con un metodo adeguato, dona all’Allievo sia la capacità di difendersi, sia le modalità per rimanere in piena salute. Un normale programma di studio per i giovani prevede un progressivo sviluppo armonico finalizzato all’equilibrio delle tre sfere corpo, mente e spirito. Nel nostro Kung Fu non vi è ombra di violenza o di supremazia tra gli Allievi. Viene data la possibilità ad ogni studente di utilizzare al meglio le proprie capacità naturali e di crescere in un ambiente sereno.

Il Kung Fu è un’Arte Marziale e come tale ha delle regole che vanno rispettate. Solo con questo metodo l’Allievo impara a disciplinarsi ed a realizzarsi. Queste regole finalizzano lo sviluppo della stima tra i compagni, dell’amicizia, dell’onestà, del rispetto, dell’umiltà, dell’armonia e della sincerità, in un mondo teso sempre più a non considerare questi come autentici valori.

Per queste ragioni ho pensato di aprire un corso ai giovani ed ai giovanissimi dal mese di settembre. Il corso servirà a sviluppare la consapevolezza delle loro potenzialità, permettendo loro di conoscere le capacità motorie, alla ricerca dell’equilibrio psicofisico e della coordinazione corporea durante i movimenti. Particolare attenzione sarà dedicata allo sviluppo della struttura corporea, nelle sue componenti osteo-articolari, nonché alle sue capacità muscolari.

Un corso di Kung Fu per ragazzi aiuta gli Allievi ad aumentare le loro capacità di concentrazione, stimolando la creatività. Vengono certamente apprese delle tecniche marziali per lo sviluppo delle capacità difensive, ma in un contesto gioioso e rilassato, non incentrato sulla lotta.

Gran parte dei lavori svolti nella Scuola di Arti Marziali deve essere dedicata alla ricerca della disciplina attraverso l’Autocontrollo dell’Allievo, che dovrà frequentare il corso come pratica sportiva, come attività culturale e come gioco.

Durante il corso i genitori non dovrebbero assistere alle lezioni per evitare di distrarre i bambini. Penso che nelle prime due o tre lezioni sia giusta la loro presenza, ma più è duratura, meno l’Allievo si responsabilizza. Quando i giovani entrano nella sala d’allenamento è bene che lo facciano in silenzio, in fila e dopo aver salutato la sala stessa. Da quel momento in poi sono praticanti di Kung Fu e tutto il resto va lasciato all’esterno. Proprio per questo la presenza di un parente potrebbe legare sempre i giovani all’esterno, non dando mai loro la possibilità di cavarsela da soli.

Penso che la frequenza al corso vada vista come obbligatoria, giustificando ogni assenza, in modo da far capire al giovane che il corso non è un gioco o un’attività ludica gratuita. In fin dei conti, per frequentarlo il genitore paga una retta mensile e mi pare giusto che l’Allievo si responsabilizzi sin da giovanissimo sul valore dei soldi spesi per fare qualcosa.

Per un giovane praticante di Kung Fu l’Istruttore – che deve essere un Insegnante qualificato - ha il compito di proporre e portare avanti un programma tecnico di insegnamento per la durata di almeno 3 mesi, in modo da rendere i genitori edotti su cosa andrà a studiare il giovane. Ogni lezione deve contenere dei programmi utili ed interessanti, facili da assimilare, oltre ad una buona dose di tempo dedicato al gioco propedeutico all’Arte Marziale.

Continua...