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mercoledì 3 novembre 2010

[Video] I pugni a catena del GM William Cheung

Vi invito a guardare un filmato molto raro, caricato su YouTube, in cui si può vedere il Grandmaster William Cheung, mentre esegue dei veloci pugni a catena. Da notare la catena cinetica attraverso la quale si caricano i pugni, nonché l'elasticità corporea durante l'esecuzione a vuoto.

giovedì 7 ottobre 2010

Lin Wan Chung Kuen

Voglio proporvi questo video didattico sui Lin Wan Chung Kuen, i cosiddetti "pugni a catena". Potete vedere SiFu Leung Kwok Wah, uno dei Maestri che studia con SiJo Leung Ting, durante la pratica dei pugni al sacco a muro, un tipico strumento utilizzato dai praticanti di Wing Chun di tutto il mondo, solitamente riempito con tre tipi di materiali diversi.

Fate attenzione all'utilizzo della forza centrifuga, dell'elasticità di tutte le articolazioni e della forza elastica dei muscoli, impiegate durante l'esecuzione del pugno singolo, nella dimostrazione iniziale.

Il video è corredato di una spiegazione tecnica sul corretto allineamento strutturale del braccio rispetto alla linea centrale. Si può notare anche come SiFu Leung Kwok Wah tenga fede ai tre concetti Ham Hon, Lok Bok e Cham Jarn, durante le esecuzioni. Pochi secondi prima della fine del video, si intravedono anche i tipici pugni doppi, provenienti dalla Biu Tze.

Per i miei ragazzi: ponete particolare attenzione al momento dell'impatto del pugno sul sacco. Notate qual è, alla fine, il punto di contatto? Bene! Tenete d'occhio anche il polso, che, nel momento del colpo, forma una sola linea con ulna e radio...mai sentito dire eh?


I "pugni a catena" si incontrano per la prima volta nella Siu Nim Tau e fanno riferimento alla catena di tecniche eseguite in modo continuo, concatenato, appunto. Sono la penultima tecnica (l’ultima è Sau Sick) e, siccome la SNT contiene i “concetti” che regolano il Wing Chun Kuen, anche il penultimo concetto.

Si trova alla fine della forma, perché, dopo aver spiegato le altre tecniche ed i concetti di base, attraverso  questo set si capisce che tutte le tecniche possono essere eseguite singolarmente o in maniera concatenata.

Anche i pugni a catena cambiano a seconda della profondità dei nostri “occhi” ovvero della nostra capacità di capirne le interpretazioni. La prima, la più semplice, ci può comunicare che i "pugni a catena" sono una semplice tecnica. Si studia quindi il come eseguirla ed il quando è opportuno e “sicuro” eseguirla. 

In una seconda chiave di lettura, il pugno perde di importanza e ci si concentra sulla catena continua. Molto spesso nelle forme il pugno è utilizzato come “tecnica base”, ma in realtà altre tecniche di attacco possono prendere il suo posto senza che il concetto espresso sia modificato. Questo è un ottimo esempio. Non è detto che solo i pugni possono essere concatenati. L’importante non è, infatti, la tecnica, ma il concetto di concatenazione. Ogni attacco è potenzialmente concatenabile.

Come terza interpretazione, dobbiamo pensare al concetto stesso espresso dalla tecnica. I pugni, visto che sono tirati in sequenza, potevano essere chiamati semplicemente Lin Kuen – Pugni continui - ed il concetto sarebbe stato chiaro ugualmente. Invece no. Hanno utilizzato il termine “catena”. Perché? Ogni anello ha una relazione con il suo successore e il suo predecessore. Ecco perché il termine “catena”. Tra le tecniche ci deve essere una relazione. 

A questo punto “Lin Wan Sau” potrebbe essere definito come “tecniche di mano eseguite continuamente che hanno tra di loro una relazione di qualche genere”. Definire questa relazione è abbastanza lungo, ma con un paio di esempi sarà possibile capire il concetto e scoprire da soli il resto delle relazioni. In fondo ciò che sto dicendo non sarà nuovo per nessuno. Tutti diranno: “ma io queste cose le faccio già”. Ovvio, altrimenti non studieremmo il Wing Chun! 

Tornando alle relazioni tra le tecniche, dobbiamo prima definire due macro-relazioni nel Wing Chun: quella propria (o a vuoto), senza partner, e con l’avversario. Il concetto Lin Wan nella “relazione propria” si concentra sul come eseguire una sequenza di tecniche in modo che il passaggio da una tecnica all’altra sia il più fluido possibile; che la fine di una tecnica sia il caricamento della successiva; che ogni tecnica rispetti le teorie del sistema, prima tra tutte quella della linea centrale, ma anche le altre non sono meno importanti; che  l’equilibrio sia sempre mantenuto; che venga espressa sempre la maggior potenza possibile.

Il concetto Lin Wan se è presente l’avversario cambia? Forse. Ovviamente tutti i punti precedenti devono essere rispettati, ma si aggiunge una relazione che quando si è da soli non è possibile considerare: l’avversario stesso. L’ultima relazione di Lin Wan è: “la tecnica del mio avversario determina la mia tecnica.”

giovedì 10 dicembre 2009

Siu Nim Tau - lineage GM Leung Ting XIII

Con questo post termina il primo lavoro generico sulla Siu Nim Tau, nel corso del quale spero di aver dato un'idea generale del lavoro che si esegue nella 'Piccola Idea', che, in quanto tale, non può occupare tutta la vita del praticante di Wing Chun, se non per un ripasso generale delle tecniche e per approfondimenti ulteriori, dopo un primo anno di studio. Se consideriamo che non è una forma 'tradizionale', nel senso che è molto recente, e che fu creata per avere un'idea generale del sistema, è importante non dedicarle più del giusto tempo e della giusta attenzione.

Cerchiamo, soprattutto, di non tirare fuori da essa tutto quello di cui abbiamo bisogno per giustificare i nostri movimenti nel combattimento reale. Per esempio, non concordo con chi allena la Siu Nim Tau a terra, come se fosse utile in tutte le salse, groundfighting incluso. Alleniamola per quello che è e per quello che è serve, non diamole un senso che non ha.

L'ultimo set della forma della piccola idea si apre con un Gaun Sau leggermente diverso dal precedente, studiato nel primo set, subito dopo il Gow Cha Tan Sau. Il polso, stavolta, non si ferma sulla linea centrale, ma la supera, andando a tagliare (idealmente) l'aria verso l'anca opposta. In questo senso il Gaun Sau può essere pensato come un braccio che fraziona, che taglia, che si incunea nella difesa avversaria.

Al Gaun Sau della mano sinistra si sovrappone un Tan Sau della mano destra, all'altezza del gomito. Da qui, attraverso uno dei tipici movimenti che seguono la teoria del Push&Pull, si dà luogo ai famosi, quanto spesso sconociuti, Tut Sau. Una traduzione comprensibile può essere quella di 'braccio che libera', ma un'idea interessante mi pare essere quella di 'braccio che pela' (pensate al pelapatate, abbiate un po' di fantasia!).

Questa sequenza di Tut Sau avviene tramite il passaggio da Gaun Sau a Tan Sau e viceversa, che si crea scivolando sull'avambraccio. Questa serie di movimenti enfatizza il lavoro necessario per liberare le braccia da prese ai polsi. Alcune volte vengono usati anche per difendere l'area bassa del corpo, mentre si fanno passi indietro, su attacchi veementi degli avversari.

Al terzo Tut Sau (Gaun Sau destro e braccio sinistro che torna sulla linea centrale), il braccio sinistro si prepara a lanciare un pugno (Chung Kuen) lungo la linea centrale. Da qui nasce quella che è la tecnica più famosa (o famigerata?) del Wing Chun Kuen, i Lin Wan Chung Kuen, i pugni a catena. Nella forma sono tre, perché seguono uno dei motti (che non cito), il quale ci invita a non tirare più di tre volte la stessa tecnica... Di solito, nei corsi di Wing Chun, troverete gente che tira migliaia di pugni a catena di questo tipo. Effettivamente il lavoro ha una sua legittimità, ma che non sia la vostra soluzione universale, mi raccomando!

Eseguito l'ultimo pugno (che comunque è diverso da quello del secondo set, che chiamiamo Jik Chi Chung Kuen (直線衝拳) o Yaht Chi Chun Kuen (日線衝拳) - rileggete qui -), si passa al solito Huen Sau sinistro, per poi terminare con il Sau Kuen. La chiusura della forma viene detta Sau Sik.