giovedì 5 aprile 2012

Ng Haang (五行) come base del mio Wing Chun Kyun

Ho notato che spesso le forme del Wing Chun Kyun vengono associate alle esecuzioni formali di altri stili. Una delle peculiarità del mio sistema di combattimento sta nel fatto che non si allenano le forme per riprodurre i medesimi fedeli movimenti, ma per addestrarsi di volta in volta a trasferire energia in diversi modi, spazi e tempi. Questo tipo di studio è collegato alla teoria taoista dei cinque elementi (Ng Haang - 五行) grazie alla quale è possibile focalizzare il proprio studio su determinate qualità e capacità.

Per esempio, la prima forma del sistema Ip Man - Leung Ting può essere allenata secondo l'elemento Acqua o il Fuoco, così come quello Terra. In ogni tipo di lavoro si dedicherà maggiore attenzione ad una o ad un'altra qualità necessaria al completamento del proprio percorso di crescita, addestrando mente e corpo ad essere sempre fluidi, mutevoli e flessibili. Tutto ha origine dalla divisione del Tao nei due opposti Yin e Yang. L'Uomo, nel contesto taoista, è il Tre, dopo l'Uno (il Tao) e il Due (Yin/Yang): dopo il divino e gli opposti c'è il mondo della mutevolezza. 

L'Uomo, come tutte le altre creature, vive dell'interscambio dell'energia secondo i cinque elementi, attraverso un continuo fluire di passività e attività, di positività e negatività. I cinque elementi canonici sono: acqua, legno, fuoco, terra e metallo; il metallo è contemporaneamente anche aria (difatti l'organo Yin che gli è associato nella MTC sono i polmoni), ma la distinzione è solo formale. 

Secondo la teoria della mia Scuola, questi elementi possono mettersi in relazione in quattro modi (chiamati cicli). Seguendo il percorso esterno del pentagono, in senso orario avremo il ciclo di costruzione o di generazione: il legno, bruciando, alimenta il fuoco; il fuoco, attraverso la cenere, alimenta la terra; la terra, dalle sue viscere fa nascere il metallo e, contemporaneamente, con le sue irregolarità, muove l'aria; l'aria, portando le nubi, alimenta l'acqua; l'acqua, annaffiandolo, alimenta il legno...ed il cerchio si chiude. 

Seguendo lo stesso percorso a ritroso (in senso antiorario) avremo il ciclo di sfruttamento, perché ogni elemento utilizza il precedente per alimentarsi. 

Seguendo il percorso interno (a stella, in senso orario) detto anche ciclo di distruzione o di controllo (dipende dalle quantità in gioco): il legno, con le radici o come aratro, controlla la terra; la terra, assorbendola ed arginandola, controlla l'acqua; l'acqua, soffocandolo e raffreddandolo, controlla il fuoco; il fuoco, nella forgia, controlla il metallo e nell'aria controlla il vento (correnti convettive); il metallo, come sega, ascia o cesoie, controlla il legno...e il ciclo si chiude.

Seguendo a ritroso il ciclo di controllo avremo il ciclo di rivolta: troppo legno impedisce a poco metallo di muoversi, lo blocca, lo fa arrugginire; troppo metallo soffoca un piccolo fuoco e troppo vento lo spegne; troppo fuoco asciuga poca acqua; troppa acqua dilava la terra superficiale; troppa terra seppellisce il legno piccolo...e il ciclo si chiude di nuovo. Solo l'equilibrio di questi cinque elementi può quindi portare ad una situazione perfetta.

Nel Wing Chun Kyun che insegno queste modalità possono essere addestrate ed utilizzate per costruire un sistema di combattimento adatto in tutte le occasioni, proprio perché non fisso e statico, ma mutevole e flessibile. A seconda dell'elemento studiato ed interiorizzato si avrà un tipo di movimento più o meno fluido, più o meno duro, più o meno d'impatto, etc. L'importante è non considerare mai qualcosa meglio di altro, così come non ci sono forme migliori di altre o tecniche migliori di altre.

Ad ogni elemento io associo un modo di lavorare con l'energia, a sua volta collegato ad una o più forme, anche se, lo dico da subito, ogni forma può essere allenata secondo l'uno o l'altro elemento, dopo aver compreso e padroneggiato tutto il sistema. Solitamente il ciclo di apprendimento del sistema deve iniziare con la capacità di generare energia o, meglio, di capire come trasmetterla, visto che già c'è dentro ognuno di noi.

Continua...

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