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sabato 1 settembre 2012

Le Forme ed il senso della progressione nel Wing Chun - Seconda parte

Continuano le riflessioni del nostro buon Pasquale "Guido" Mazzotta, che stanno riscuotendo parecchio successo nella comunità italiana del Wing Chun. Questo mi rende particolarmente felice, perché significa che stiamo seminando bene e che la cultura del nostro sistema si sta diffondendo. L'articolo che segue fa il paio con i due che scrissi tempo addietro, che trovate qui e qui. Ringrazio anche tutti gli amici ed i lettori che ci stanno inondando di email di ringraziamento per gli articoli che presentiamo qui sul blog: è un piacere! Adesso vi lascio alla lettura dell'articolo sulla forma Biu Ji, senza dilungarmi ulteriormente. 

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標指 [biāozhǐ] - Biu Ji - Lanciare le dita (come frecce)

Terza e ultima forma a mani nude del sistema Yip Man/Leung Ting, la 標指 [biāozhǐ] - Biu Ji - si focalizza, come si può dedurre già dal nome, sulla capacità di emettere una forza che giunga fino alla punta delle dita o, meglio, che venga generata dalle dita stesse. Molto spesso si commette l'errore di considerare Biu Ji solo l'omonimo "colpo" (vedi Biu Jee Sau - 標指手), che rappresenta solo la più intuitiva applicazione di questa capacità. 

In realtà nella progressione dell'apprendimento, Biu Ji rappresenta uno degli scalini, nello specifico quello relativo alla capacità di trasferire l'energia dalla punta delle dita, al di là della tecnica utilizzata. Questa abilità dovrebbe essere visibile nell'esecuzione della forma, che non consiste tanto (o, almeno, non solo) nell'apprendimento di nuove tecniche, ma, una volta compreso come costruire ed affondare i ponti nelle precedenti forme, la Biu Ji ben eseguita mostra e permette di allenare l'abilità del lanciare le dita (e tutti i movimenti in generale) come fossero frecce. 

Prendiamo il caso specifico della rotazione delle braccia, 滾手[gǔnshǒu] - Kwan Sau -, in cui si alternano Taan Sau e Bong Sau, movimento che appare nascostamente sin dalla Siu Nim Tau nella versione di SiJo Leung Ting, ricompare nella Cham Kiu, ma mostra la sua maturazione nella Biu Ji proprio all'insegna del Faat Ging (發勁 [fājìn]), di cui sopra. Lo stesso movimento cambia prospettiva ed utilizzo nella forma del GGM Yip Man al manichino di legno, Muk Yan Jong (木人樁), dove assume un connotato Terra, che ci aiuta a mantenere intatta la struttura quando ci muoviamo (...ma questa è un'altra storia!).

Tornando al Faat Ging (發勁 [fājìn]), è inutile ribadire che questa capacità non può essere assimilata se non partendo dalle basi costruite e consolidate in precedenza. In altri termini, lanciare la freccia è possibile solo se siamo stati capaci di costruire un arco, ma, soprattutto, se siamo stati in grado di tenderlo, nella fase di studio precedente.

Biu Ji è fondamentalmente un concetto offensivo rispetto alla forma precedente in cui cerchiamo e costruiamo il ponte con l'avversario. Propriamente il concetto si può esprimere con il 搭橋 [dāqiáo] - Daap Kiu - unire il ponte, che costituisce un asse portante della nostra pratica. Successivamente alla costruzione, impariamo ad attraversarlo e, se è il caso, affondarlo attraverso la capacità di 沉身 [chénshēn] - Cham San -, affondare il corpo.

Con la  Biu Ji il movimento tende ad espandersi maggiormente, ad andare più in profondità, disinteressandosi dei ponti altrui ed eventualmente travolgendoli come un tornado che non si arresta sull'impatto. Si crea un movimento sicuramente più offensivo, che mira, come dice Leung Ting, a sacrificare 3000 dei miei uomini per abbatterne 10000 [su questo motto ci sono diverse riserve, ma prendiamolo per buono, N.d.R.]. In questo senso in  Biu Ji stiamo imponendo il nostro ritmo di tornado piuttosto che comportarci come l'acqua del mare della Cham Kiu.

Non ci stiamo armonizzando con l'avversario prendendo in prestito la sua forza, ma stiamo tagliando il suo tempo, con la nostra intenzione ed il conseguente ritmo - ciò non significa che necessariamente si debba aumentare la velocità -, ed il suo spazio, diventando propriamente lo spazio. Diventiamo noi stessi, quindi, spazio (in modo assoluto), al di là del momento presente, trascendendolo.

L'intenzione è la cosa fondamentale e se proprio dobbiamo prendere in prestito qualcosa dall'avversario, si tratta del suo vuoto intenzionale o della sua discrepanza tra l'intenzione e il movimento, cosa che ci lascia il via libera per il cosiddetto quinto petalo, visto che siamo ad uno stadio del nostro percorso in cui studiamo i movimenti sul classico disegno a cinque spazi...

In ogni caso, riportando la conversazione a un livello più fisico, più tecnico e più comprensibile, prima si attacca e poi, eventualmente (direi quasi in emergenza, laddove il mio attacco abbia aperto, com'è naturale, dei varchi in cui il mio avversario abilmente sia riuscito a infilarsi) si raccoglie. Ricordiamoci che nel nostro sistema vige la regola del difendersi da un attacco attaccando (以打為消), che nella forma Biu Ji diventa colonna portante! Al contrario in Cham Kiu prima si raccoglie e poi eventualmente si attacca.

Non dobbiamo dimenticare che Biu Ji impone l'idea stessa di attaccare piuttosto che difendere (potremmo dire un'azione di puro striking) e  difendersi da un attacco attaccando (azione di cosiddetto counter-striking).

Quando si parla di cuneo nel Wing Chun è proprio alla Biu Ji che dobbiamo pensare, perché è qui che troviamo esaltato questo concetto, non tanto ai livelli precedenti. Infatti nella terza forma ci si infiltra nell'avversario e vi si scivola dentro (Lao), molto di più che nella fase precedente, dato che il tutto si gioca in un istante.

Ricordo anche che essere offensivi non vuol dire, in termini Wing Chun, essere bramosi di colpire. Anche in un movimento offensivo bisogna comunque essere equanimi e non lasciare che il corpo, lanciato offensivamente, trascini dietro di sé la mente.

Allo stesso modo il footwork della Biu Ji diventa veramente più offensivo. Penso che sia veramente un peccato che i passi del sistema, che mostrano la loro vera essenza e versatilità nello studio della terza forma e del manichino, siano così poco capiti o negletti e messi da parte, in favore di dinamiche prese altrove, quando, per usare le parole di Leung Ting stesso (usate anche dai suoi predecessori) "benché le tecniche di mano siano ingegnose, è nel footwork la vera essenza del sistema". Persino le gambe seguono il concetto di Biu Ji ed è per questo che il footwork tradizionalmente legato alla stessa forma è anch'esso più offensivo e insidioso, rispetto a quello proprio della Cham Kiu.

Pasquale "Guido" Mazzotta

giovedì 16 agosto 2012

Senza teoria e scopo, nessuna crescita

Spesso ricevo telefonate da ex praticanti di WingTsun (specialmente WTOI) che si lamentano per la mancanza di teorie e spiegazioni profonde nel loro sistema. Effettivamente questo fu uno dei motivi che mi portarono ad abbandonare quell'organizzazione. Eppure, a distanza di anni, capisco che ci fu un vero e proprio corto circuito made in Germany, che non ci ha permesso di acquisire le conoscenze, che solo attraverso alcuni Maestri sono arrivate in Italia. Ma questa è una storia passata...veniamo a noi.

Se non c'è una buona teoria dietro all'Arte Marziale, non ci può essere una buona pratica, mettiamocelo bene in testa. Se la teoria è scomposta, presenta falle o è inadeguata a dare risposte ai praticanti, ecco che gli stessi si perdono e abbandonano, giustamente. Io, dal canto mio, cerco sempre di spiegare fin dal primo giorno ai miei Allievi che devono prefiggersi degli scopi precisi, altrimenti, senza una mèta, il percorso può essere davvero troppo arduo...

Senza conoscere scopo e teoria si perde il significato stesso dell’allenamento e, come conseguenza, ci sarà solo una perdita di tempo. Lo ripeto spesso, bisogna studiare e allenarsi fino a quando non si comprende appieno il significato di ogni singolo movimento, di ogni tecnica, di ogni forma. Solo in questo modo potremo capire come crescere, indipendentemente dal Maestro, che servirà, in quel dato momento, solo raffinare ciò che si sarà scoperto da sé.

Fare errori è il modo migliore per imparare. Si può imparare dai propri errori, se non ci si sofferma sugli essi. Nel Wing Chun come nella vita questa è una legge. Errore dopo errore si impara a regolare il corpo, a capire come trovare e costruire il radicamento dello stesso, a praticare ogni forma e comprenderne appieno il significato. Per costruire radici solide dovete sapere come mantenervi centrati, come bilanciare il corpo e, cosa più importante, come rilassarvi in modo che il Qi possa fluire liberamente.

lunedì 17 ottobre 2011

挭滾無正身 - Gang Kwan Mou Jing San

Giorni fa pensavo al sistema di SiJo Leung Ting (Wing Tsun), una delle centinaia di interpretazioni del Wing Chun, sicuramente la più praticata al mondo e, senza dubbio, la più bistrattata. Ho letto pagine intere di nemici di Leung Ting che parlano di un errore molto grosso, di una vera e propria falla, del suo sistema: faccio riferimento al posizionamento faccia-a-faccia, che caratterizzerebbe il WT.

Bene, se osserviamo le migliaia di praticanti del sistema WT, non possiamo dar torto ai detrattori. Di sicuro, almeno in Europa è giunta una versione del tutto surrogata dell'originale. Eppure, Leung Ting, anche a detta di altri Maestri di caratura internazionale (ultimamente ne parlavo con il Direttore Tecnico dell'Accademia Nazionale di Tang Su Do, il Maestro Roberto Daniel Villalba, che ha elogiato più volte SiJo), si muove bene, è fluido, è molto veloce, ma, soprattutto, non si fa trovare frontalmente durante gli attacchi. Dov'è la falla?


Se tutti i praticanti di WingTsun e, soprattutto, tutti i Maestri si fossero presi la briga di ricercare, di studiare ed analizzare quanto detto, fatto e scritto da SiJo, tanti problemi non sarebbero sorti. Infatti, anche in un recente testo, SiJo fa riferimento ad un motto sconosciuto in molte Famiglie: 挭滾無正身 - Gaun Kwun Mo Ching Sun, scrive lui -. Lo traduce così: "non esistono posizioni frontali per le mani che si infilano (Gaun Sau) e per le mani che ruotano (Kwan Sau)". Cortocircuito!
挭 [gěng], in cantonese /Gang/, fa riferimento alle braccia messe come lische di pesce (la nostra tecnica Gang Sau). Si tratta di un ideogramma composto da 扌 (o 手) [shǒu], la mano, e da 更 [gēng], che viene utilizzato come avverbio (ancora di più, ulteriormente, inoltre) o come verbo (cambiare, sostituire, trasformare). 

滾 (con la sua forma semplificata 滚) [gǔn] significa rotolare, ruotare o bollire. In Cantonese è /Kwan/ o /Gwan/.

無 (con la forma semplificata 无) [wú] viene utilizzato qui come verbo e può essere tradotto con "non c'è".In Cantonese è /Mou/ o /Mo/.

正身 [zhèng shēn o Jing San (Cantonese)], li abbiamo visti, fanno riferimento alla posizione frontale del corpo.

Quindi? Non c'è posizione frontale del corpo quando usiamo Gang Sau o Kwan Sau. Oh, non lo sto dicendo io, lo scrive il Dr. Leung Ting a pagina 85 del libro 116 Wooden Dummy Techniques! Non a caso il Maestro ci invita ad utilizzare queste 'tecniche' insieme a movimenti di gambe, per prendere il lato cieco interno o esterno dell'avversario. 

Delle due l'una: o c'è stato un cortocircuito in Europa o i praticanti di WT sono talmente svogliati da non essersi presi nemmeno la briga di studiare il proprio sistema... Eppure dal movimento che si esegue nella BiuTze del WingTsun, bisognerebbe capirlo, come ci dimostra anche il Maestro Norber Maday, allievo diretto di Ting.

 Concludiamo tornando a parlare di casa nostra, cari Fratelli. Come dico spesso, l'angolo cieco, sia esso interno o esterno alla guardia dell'avversario, è difficile da prendere, ma dobbiamo fare attenzione a non utilizzare mai rotazioni sul posto che ci portino ad avere nuovamente una posizione frontale rispetto all'avversario: sarebbe, come minimo, una perdita di tempo ed energia. Quando facciamo ricorso al Gang Sau o alle rotazioni delle braccia (interno/esterno o viceversa), dobbiamo sempre muoverci con le gambe, altrimenti rimangono posizioni da foto, totalmente sterili.


sabato 7 maggio 2011

[Video] Il metodo di allenamento del WT

Grazie a Paul Corti possiamo vedere ancora una volta il metodo di allenamento del Wing Tsun del sistema Leung Ting nella palestra del suo fondatore. Grazie ancora, Paul! Adesso possiamo farci un'idea di quale sia il metodo in cui vengono allenate alcune cose e, soprattutto, quali siano i paletti precisi che vengono posti negli allenamenti (distanza, metodo, etc.).

venerdì 6 maggio 2011

[Video] SiJo Leung Ting in un film!!!

Grazie ad un amico toscano sono riuscito a vedere questo breve estratto di un film in cui è presente SiJo Leung Ting, con una bruttissima parrucca... Il film si chiama Master, è del 2001 ed è stato scritto da Anand Suneil. Si tratta di una produzione targata Bolliwood, come vedrete dalle immagini, in cui si narra la storia di un giovane ragazzo amante delle Arti Marziali.

Pratap Singh è un Maharajah di una piccola provincia in India. Lui è vedovo e ha un figlio solo, Ravi, l'erede al trono. Egli decide di inviare Ravi ad Hong Kong per migliorare le sue capacità e la sua cultura. Il ragazzo (Ravi) di stirpe reale è inviso ad un nemico del padre (Kailash Choudhary - KC), che eliminerà di lì a poco quest'ultimo, usurpane le proprietà. 

Ravi viene accusato da KC di possedere droghe nel suo bagaglio. Ravi  viene subito arrestato. Trascorre i successivi 12 anni della sua vita in un carcere di Hong Kong, dove viene gettato in una cella con un  Maestro di Wing Tsun Kung Fu (Leung Ting). Ravi fa amicizia con lui e impara la sua Arte solo per tornare nella sua città natale in India come Master di questa arte marziale ed avere la sua vendetta contro KC e la sua cricca di scagnozzi. 


lunedì 2 maggio 2011

[Video] Leung Ting spiega il concetto di Bong Sau

Penso che dopo i vari post che scrissi, non ci sia bisogno di parlarne di nuovo. Vi invito solo ad ascoltare SiJo Leung Ting sul suo concetto di Bong Sau (passivo). Grazie a Paul Corti per aver messo anche questo video online.


venerdì 29 aprile 2011

[Video] Prendere l'angolo

In questo video possiamo ascoltare le parole di SiJo Leung Ting in merito al Gaun Sau ed al Kwan Sau, con la consueta attenzione al prende l'angolo e non rimanere di fronte al manichino di legno (che simula la persona), per evitare di essere colpiti da attacchi diretti. Si tratta sempre della serie di video che Paul Corti - che ringraziamo! - ha messo online, riguardo le sue lezioni private con SiJo.

giovedì 28 aprile 2011

留肘力 - Lauh Jau Lihk

Ricordate quando scrissi un pezzetto sulla forza dei gomiti? (qui) Benissimo! Paul Corti ha appena pubblicato un bel video di SiJo Leung Ting che spiega lo stesso concetto, utilizzando l'ideogramma 留, che abbiamo visto proprio ieri! Fantastico! Ascoltate e guardate con cura. Grazie ancora a Paul per aver condiviso tutto questo materiale!

mercoledì 27 aprile 2011

[Video] 留中力 - Lauh Jung Lihk

Nel video che segue, pubblicato da Paul Corti - che ringraziamo - SiJo Leung Ting spiega il suo concetto di movimento corporeo, definito 留中力, Lauh Jung Lihk. In sostanza, SiJo chiede che sia sempre rispettato il centro di gravità con il corpo, in modo da non farlo mai muovere in avanti, in modo tale che la testa non sia mai il motore. Vediamo al volo gli ideogrammi spiegati da SiJo, poi gustiamoci il video.

留 [liú] è un verbo e significa solitamente "stare" o "prendere". Deriva da  (o卯) [mǎo] per la sua fonetica e da  田 [tián], il 'campo'.

中 [zhōng] è il "centro" o il "medio", ciò che sta in mezzo. Si tratta di un quadrato 口 con una linea丨che passa in mezzo. La Cina viene chiamata dagli stessi cinesi 中国 Zhōngguó o "Regno di Mezzo".

力 [lì] lo abbiamo visto parecchie volte, è la forza.

"Prendere la forza dal centro" potrebbe essere una buona traduzione...


lunedì 25 aprile 2011

[Video] Maestri di WingTsun a confronto...

Nei video che seguono trovate vari Maestri di WingTsun Leung Ting a confronto. Ovviamente si tratta di video collaborativi, in cui il 90% dei lavori sono sul Chi Sau, ma ci sono anche parecchi programmi di Lat Sau targato EWTO, forme, etc. Trovate Thomas Mannes (7° PG EWTO), Alfred Johannes Neudorfer (5° PG EWTO), Markus Khun (3° TG EWTO) e Rosa Ferrante Bannera (2° TG EWTO). Ne vogliamo parlare o è meglio...



domenica 24 aprile 2011

[Video] Leung Ting spiega una parte della Biu Tze

In questi video SiJo Leung Ting spiega a Paul Corti (che ringraziamo per aver messo online questi contributi) una piccola parte della forma Biu Tze, con alcune specifiche tecniche sull'esecuzione e sul Fook Sau e del Cham Sau.


In questo, invece, SiJo spiega le 12 gomitate della Biu Tze...

sabato 23 aprile 2011

[ Video] Come ci si allena nella palestra di Leung Ting

Con questo video, messo in rete dal buon Paul Corti (che ringraziamo!), potete vedere il metodo di allenamento utilizzato da SiJo Leung Ting per preparare i suoi Allievi.

venerdì 22 aprile 2011

[Video] Chi Geuk con Martin Dragos

Invito tutti gli amici del blog a guardare questo video di Martin Dragos (che fu allievo diretto di Sergio Iadarola), concernente il Chi Geuk, una delle basi portanti del sistema Wing Tsun Leung Ting. Notate come ci si allena in quella Scuola e cercate di capire il senso di certi movimenti delle gambe...

martedì 19 aprile 2011

[Video] SiFu Nunzio Nastasi in azione

Nel video che segue trovate alcune interessanti spiegazioni del Maestro Nunzio Nastasi, riprese durante un recente seminario in Germania. Ci sono tante informazioni e parecchie sequenze a contatto, tratte dalle sezioni di Chi Sau del sistema Leung Ting. Ringrazio SiFu Nunzio per aver pubblicato questo video in rete, che mostra bene cosa sia il WingTsun Leung Ting.

mercoledì 17 novembre 2010

Intervista a Nunzio Nastasi

Oggi incontriamo il Maestro Nunzio Nastasi, fondatore della International Wing Tsun Fighting Association.


Salve Riccardo, è un piacere ed un onore per me, specie quando incontro persone come te, con cui val la pena dialogare, sapendo dei tuoi sacrifici per il Wing Tsun-Chun Kung Fu.

Ci puoi dire qualcosa sulla tua vita? Quando hai iniziato a praticare Arti Marziali?

Certo. Tralascerò qualche fatto per non dilungarmi più di tanto. Incominciai la mia vita marziale all’età di 8 anni, nel 1969, un vicino di casa mi insegnò un miscuglio di cose tra cui anche il wing tsun, anche se lui non ne conosceva nemmeno il nome. L’ho scoperto per caso quando morì Bruce Lee, dalla foto dove lui posava nella caratteristica MAN SAO-WU SAO. Da lì una continua ricerca, a 17 anni mi sono trasferito a Roma dove ho continuato gli studi scolastici e quelli marziali. Ho conosciuto tanti fantomatici maestri ma anche tanti seri insegnanti di tutti i lineage da cui ho estrapolato quello che per me era giusto secondo i miei criteri. Ho viaggiato in lungo e in largo per amore del wing tsun, ne ho sentite di cotte e di crude ho speso tempo e danaro ma nessuno riuscirà a spegnere la fiamma della passione per questa arte che mi ha fatto crescere e sognare.

Con chi iniziasti a studiare lo stile WingTsun?

Penso, per amore della verità, che il percorso puro inizi dal 1979, con Leung Ting, anche se avevo un bagaglio tecnico per quel tempo già vasto, ma contaminato e influenzato da diversi maestri.

Chi sono stati i tuoi Maestri nel passato? E chi è il tuo attuale Maestro?

Volendo dare meriti a tutti quelli che mi sono serviti per la mia attuale formazione che sarebbero tanti,ma proprio tanti, cercherò di fare una piccola cronostoria:naturalmente il mio vicino di casa Emanuele Scicolone (1969-70), Narciso Pula che mi ha permesso di conoscere sifu Leung Ting, e siamo negli anni dal 1977-1982, anni in cui ho seguito il sifu e i suoi assistenti in Italia e in Europa, poi la ricerca mi ha portato per ben tre volte in Cina dove ho avuto l’onore di conescere diversi maestri sia di WT, WC, VT e di svariati tipi di Kung Fu. Ho conosciuto e visto in azione sifu come Wong Shun Leung, Yip Chin, Yip Chun, Lun Kai e tanti ancora; a quel tempo, devo essere sincero, c’era più entusiasmo e voglia di dare e fare WT (WC), guardando e facendo lezioni con chiunque mi capitasse in sede a Hong Kong, nell’arco di sei mesi divisi in tre volte di due mesi, ho visto l’intero sistema. Su come sia diventato (il sistema) non voglio dire nulla perché si è già detto troppo. Per me Sifu Leung Ting rimane il n° uno. Negli anni a seguire ho ripassato il tutto, nel 1986 circa l’ewto entra in Italia con M. Fries, F.Cuciuffo e Leo Czech con un ramo dell’organizzazione europea denominata WTOI, poiché non mi ero reso conto di quanto prodotto avevo sono rimasto in wtoi per ben 15 anni ma agli stage mi succedeva che molti miei colleghi e fratelli si chiedevano il perché fossi più bravo del grado di appartenenza e francamente me lo cominciai a chiedere anch’io. Ad un certo punto ho mollato l’organizzazione per Sifu Emin ma dei malintesi ci hanno allontanati, in ultimo ho conosciuto Sifu Iadarola che per sincerità non mi ha ne insegnato ne completato il sistema, ma da alcune domande poste da un fratello ho capito che avevo completato il mio percorso e che dovevo riappropriami di esso con sudore e fatica come piace a me. Poi molti degli allievi che ho tuttora provenienti da diversi lineage mi hanno spinto a fondare la mia associazione Wing-Tsun-Fighting-Association.

Come si può diventare SiFu nella tua associazione?

Nei certificati della WTFA per la nomina a Sifu of wing tsun c’è questa dicitura: PER I LIVELLI RAGGIUNTI E LE CARATTERISTICHE MATURATE - e non si paga.

Quante ore ti alleni al giorno?

In media 4 ore, spesso anche di più aggiungendo i vari condizionamenti.

Hai mai combattuto in contesti sportivi? Quando, dove e con quali risultati?

Si, purtroppo in quel tempo non c’era, e mi sa che non c’è ancora, una federazione seria con il CONI. Personalmente ho gareggiato vincendo Nazionali ed internazionali per la FNBC, ICMAF e altre.

Quante ore a settimana dovrebbe praticare uno studente per progredire in maniera seria?

Dalle 10 alle 30 ore.

Cosa ne pensi degli altri SiFu e dei loro metodi di insegnamento, nelle altre associazioni e Famiglie di Wing Chun?

Tutto il bene possibile, siamo una famiglia e come tale dovremmo pensare nella gestione interpersonale dei sentimenti. In pratica dovremmo lavorare di più e parlare di meno.Io ho amici in quasi tutti i lineage e il mio rispetto va a tutti; il wing chun per me come fu detto da un grande è l’ARTE di CERCARE e CERCARSI.

Possiamo sapere la differenza tra il tuo WingTsun e le altre interpretazioni?

Forse tutto e niente, le enunciazioni teoriche sono perlopiù uguali in tutti i sistemi e tutti i maestri asseriscono le stesse cose, posso dirti che cerco il più possibile di avvicinarmi ai concetti sulla struttura, sulle tensioni, sulla neutralità, su come rubare l’angolo etc.etc. rimanendo nei parametri antropometrici dettati dall’arte stessa.

Quali sono i concetti di combattimento su cui è focalizzata la tua Scuola?

Innanzitutto l’empiricità ossia "il miglior modo per imparare a combattere è combattere" cosi l’allievo impara a gestire le emozioni; dopo si comincia con concetti tipo Yah-ma-bo-fat (inseriamo la nostra posizione durante le tecniche) che fa parte del BIK-BO-TIP-DA (passi e attacchi pressanti) procedendo verso YEE-DA-WEI-SHIU (attacco vs attacco) stando attenti al CHIU-MIN-JUI-YING (faccia a faccia) utilizzando YEE-YAU-CHAI-KONG (il flessibile sul duro) e lo YAT-SOM-YEE-YUNG (un obiettivo due pensieri) e in difficoltà la FAN-SZE-LIK (potenza che risorge come una fenice) insieme ai 7 principi del bastone lungo: DING-LAN-TAN-FOOK-BIU-TAI-DONG oppure DIM-BOOT-SO-GIU-ART-JOR-TUI.YUK o ancora TARN-POON.JE.LAN-TILT-KOM-CHEONG-CHAU-BOOT, più chiaramente INCHIODARE, BARRARE, DISPERDERE, COPRIRE, TRAFIGGERE, SOLLEVARE e OSCILLARE.Ognuno di quest’ultimi rappresenta un modo diverso nell’approccio al combattimento e un programma a se d’allenamento.

Ci puoi dire qualcosa sul 'Luk Dim Poon Kwan'?

Tradizionalmente questa è un’arma che entra a far parte del bagaglio tecnico del WXman dopo lo scambio tra WONG-WAH-BO e LEUNG-YEE-TEI. Nel trasmettere il proprio sapere all’altro ognuno influenzò l’arte in percentuale maggiore rispetto alla conoscenza del kung fu di provenienza ossia Wong mise un pò di siu lam e Leung un po’ di WC cosicchè da lì a breve ci furono due prodotti diversi.

Wong ne prese l’essenza e inserì il CHI KWUN completandone l’uso; modificò anche la difesa verso il LUK DIM BOON KWUN infatti reimpostò la SAB TSI DAO ottava dei BART CHAM DAO.

Poiché l’uso non è di facile attuazione io personalmente preferisco far utilizzare il LDBK anche ai gradi bassi sia nel training sia nella forma e nella sua struttura. Il LDBK potenzia, riempie, modifica, accellerà, prepara il corpo del WXman a gestire spazi e tensioni di difficile controllo. Se riusciamo a condizionare le tre posizioni con tutti i 7 principi o attacchi ossia dalla SEI PING MA tutti i 7 attacchi dalla GEE NG MA tutti i 7 attacchi dalla GEE NG DIU TIE MA tutti i 7 attacchi il cambiamento strutturale è garantito. Inoltre, parlo per me, i programmi a mani nude sono piacevolmente integrati e rafforzati dai sette dinamici principi del LDBK.


Ci puoi dire qualcosa sui 'Bart Cham Dao'?

I BCD o per meglio dire WU DIP DAO coltelli a farfalla sono l’arma per eccellenza dei WXman. Le otto strade dei doppi coltelli insegnano 8 modi e 8 principi per le diverse armi e non solo. I coltelli nel loro prolungamento del braccio ci facilitano l’apprendimento degli stessi potendo eseguire i movimenti tipici dell’arte in base ai lineage di appartenza. C’è da dire che non ci sono segreti di sorta, gli otto tagli vanno mischiati in tutti i modi senza fossilizzarsi sulla singola risposta, certo è che chi ha terminato l’uso dei coltelli viene condizionato anche nei movimenti senza di essi, ma non più di tanto. Si ha una visione del timing diversa perché è l’arma che difende e offende. Nella forma si allenano in questo ordine 1-GAP DAO, 2-YEE-TSI DAO, 3-GAN DAO, 4-KWUN DAO-BONG DAO, 5-MAN DAO, 6-JAT TSI DAO, 7-JAN DAO, 8-SAB TSI DAO. I passi come per es. SAAM KOK BO a triangolo sono molto importanti ed è proprio lì che c’è la sostanziale differenza tra il Wxman che ha finito il sistema e non, potrei continuare ancora e ancora mi dispiace dirlo ma il WX va praticato e non parlato comunque spero nel mio piccolo d’essere stato d’aiuto a qualcuno. In buona fede e sempre LA LEALTA’ SULLA FORZA

mercoledì 10 novembre 2010

Brevi considerazioni su un video...

Ospito con vero piacere un commento sul video di Fighterman (qui), scritto da Guido Mazzotta, uno dei miei Amici ed Allievi. Spero di suscitare una discussione proficua. Colgo l'occasione di salutare Guido e lo ringrazio per aver preso "carta e penna" al posto mio, stavolta. 


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Mi sento un po' imbarazzato nel commentare questo video, perché, dopotutto, sto andando a toccare un problema grosso nel mondo del wing chun, e in particolare, del wing tsun.

Tante volte ho parlato di marketing in questo nostro beneamato mondo marziale, ma è la prima volta che vado a sottolineare il problema partendo da un filmato, un filmato che concretamente attiene al mio lineage, peraltro.

Nel filmato vediamo una maglietta nera di Hong Kong, e quindi vediamo una persona che teoricamente dovrebbe essere più vicina alla fonte, che dovrebbe avere la possibilità di vedere il nostro (per ora?) Si-Jo. Eppure vediamo un praticante confermato che ha quasi l'aria di aver cominciato da relativamente breve tempo questa pratica. Ovviamente le dimensioni del nostro Paul Corti possono essere scoraggianti, eppure la lentezza con cui ci si muove è tale per cui il nostro Italian Dragon non usa la sua massa inerziale.

Nonostante questo, il cinese è in difficoltà, sul piano puramente tecnico, disattendendo completamente i principi su cui il sistema che "vorrebbe" praticare si basa: rimanere sotto tiro del compagno, senza liberarsi in alcun modo della sua forza, rimanendone in balìa; non prenderalcuna iniziativa e posizione di vantaggio, anzi avanza sempre e solo diritto per diritto; muove un braccio alla volta, senza seguire il motto dei 3 (o almeno 2) movimenti in uno; seguie le braccia invece di pressare la linea centrale; il petto pieno anziché vuoto, come vorrebbe uno dei motti fondamentali del wing tsun; totale mancanza di "elasticità" articolare, che lo rende rigido e facilmente - con l' ausilio di pochissima forza - sradicabile; cerca sempre sequenze prestabilite in un contesto in cui non ha senso, oltre a essere controproducente; tira pugni che non sono pugni!

Sembrerebbe che i cinesi, o almeno alcuni di loro, quando fanno wing chun lo fanno in maniera completamente vuota, come un passatempo, e mi chiedo se si rendono conto degli ingenti interessi economici che il wing chun, e in particolare il wing tsun, muove in occidente. Mi chiedo se sanno che cosa ci aspettiamo noi gwailo da loro, quando li vediamo con le strisce rosse sui pantaloni. Ma forse per loro è poco più di un hobby del fine settimana, su cui non spendono il loro sudore. Mentre invece molti di noi credono di risolvere i loro problemi nel wing chun andando nella madrepatria dell'arte.

Dobbiamo accettare una volta per tutte che Wong Fei Hung, Leung Jan, Chi Shim, Yuen Kai Shan, e quanti altri, sono per loro degli eroi di celluloide, prima ancora che i capostipiti degli stili che si "vorrebbero" praticare.

Oggi gli unici a volere il kung fu, siamo noi occidentali! E loro sono lì unicamente per rispondere a un interesse personale con un' offerta commerciale! Gli occhi a mandorla aiutano! E noi, come dei polli, ci cadiamo. Qualcuno ci cade per ingenuità, altri per compensare delle carenze psicologiche interne, oppure per inserirsi semplicemente nella catena produttiva (alias catena di S. Antonio).

Non ho avuto sinora il piacere di conoscere direttamente Sijo Leung Ting e forse sono anche io tra coloro che vogliono, a torto magari, credere che in lui alberghi un qualche sapere marziale. Indubbiamente il sistema Leung Ting, a parte i problemi derivanti da motivi di natura politica e commerciale - leggi diluizione dei programmi e allungamento artificioso dei tempi tecnici di apprendimento - è abbastanza ben congegnato e strutturato.

Sicuramente non è nei suoi allievi cinesi che troveremo mai risposte, visti i video come questi e visto che il nostro Sijo (imprenditore?) non creerebbe mai un cinese che possa prendere il suo posto dando luogo ad ulteriori diaspore. Finora infatti le diaspore nel sistema Leung Ting hanno interessato più che altro l'occidente.

Di più non saprei aggiungere, se non invitare coloro che guardano il video (e tutti gli altiri in via di pubblicazione) a riflettere su questo fenomeno. Sono altresì conscio, però, che quest' invito probabilmente cadrà nel vuoto. Come dice qualcuno, ognuno ha il Maestro (e aggiungerei anche i riferimenti culturali e umani) che si merita!

Buona pratica a tutti! 

Guido Mazzotta

martedì 7 settembre 2010

[Video] Un vento gelido...

...nell'aria, quando siamo costretti ad assistere al solito modo di fare della maggior parte degli insegnanti di WingTsun: allievi malmenati, posizioni fisse, Chi Sau inutilizzabile in combattimento e...chi più ne ha più ne metta! Stavolta vediamo il Gran Maestro Kernspecht in azione ad Hockenheim, proprio quest'anno, durante un seminario.

 

  















Che possiamo dire? Le dimostrazioni vengono effettuate sempre e solo da distanza corta, con contatto già preso. Gli allievi si fanno menare senza tentare neanche di difendersi. Non viene mai spiegato un passo, dico uno, del sistema... Sono davvero rammaricato.

lunedì 6 settembre 2010

Qualcuno mi dica che senso ha!

Qualcuno mi aiuti a capire il senso dell'allenamento che segue! Io ho provato, ma non ci sono riuscito. Ho passato diversi anni ad allenare in questo modo le cosiddette 'sezioni di Chi Sau', prima di sperimentare autonomamente un metodo per dare un senso alle cose che prima non ne avevano... Nel video vedrete la prima sezione di Chi Sau del sistema Leung Ting, in modo totalmente scorretto e privo di qualsiasi senso logico e strategico.



Ora, a me sta bene tutto, rispetto tutti e non voglio assolutamente denigrare nessuno, ma sta di fatto, cari amici, che se qualcuno pensa davvero di impare il Wing Chun allenandosi in questo modo, mi sa che ha sbagliato strada.

Non parliamo, poi, dell'utilizzo di guanti assolutamente inutili ai fini di questo tipo di allenamento. La struttura corporea è assolutamente inesistente. Non ci sono movimenti d'anca. Non c'è alcun tentativo di prendere il lato cieco dell'avversario-compagno di allenamento.

Insomma, la solita tiritera che ha girato in Europa e che tuttora imperversa, nata non si sa dove (o lo sappiamo benissimo e vogliamo continuare a negarlo?), utile solo a taluni 'maestri' per racimolare qualche euro, pur di vendere queste fantomatiche tecniche come basi per avanzare nella conoscenza di un'Arte, la quale, via via, ha sempre meno da dire, visto che stanno comparendo decine di video su internet, che spiegano nei minimi dettagli tutte le sequenze.

Rimane parecchio rammarico in chi, come il sottoscritto, ha una grande passione per quest'Arte Marziale, sempre più ridotta a giochini di braccia, senza alcun tipo di utilità e senza alcuna metodica di allenamento consona alla preparazione degli Allievi. Qualcosa sta cambiando nel mondo del Wing Chun? Non mi pare. Ci riuscirà qualcuno? Ho sempre più dubbi.

lunedì 16 agosto 2010

20 anni per studiare un sistema?!

Mi è capitato davvero tante volte di leggere critiche e polemiche al sistema di Leung Ting (WingTsun) in merito alla tempistica di apprendimento dello stesso. Alcuni parlano di 15, altri di ben 20 anni per completarlo. Completare un sistema significa solamente conoscerne tutti i movimenti, le forme e le applicazioni. Significa anche saper mettere in pratica il tutto? Non sempre, diciamocelo chiaramente.

Per molti "terminare il sistema" è un vero e proprio incubo. Ho ricevuto io stesso diverse richieste da parte di vecchi praticanti che mi hanno pregato di insegnare tutto il sistema...chi mi conosce lo sa che sono proprio contrario a questo mercimonio delle forme e dei movimenti (vi ricordate lo storico post sul 'Signor G' o l'altro 'Professionisti o venditori di fumo?'?).

Non parliamo, poi, dei miti che sono stati costruiti intorno all'uomo di legno, al palo lungo ed ai coltelli a farfalla! Se ti fai una bella foto con questi attrezzi e la metti sul web, ecco lì che piovono le richieste per "completare il sistema"! Eppure conosco gente che ha messo queste foto pur non conoscendo niente di ciò che riguarda questi attrezzi!

Nell'era di internet, in sostanza, basta farsi qualche ora privata con qualche Signor G, due foto ed ecco lì che "dimostri di aver terminato il sistema"! Amen, con buona pace di tutti quelli che si spaccano la schiena per cercare di allenarsi seriamente! Il bello è che le forme "alte" (già, per alcuni ci sono anche altezze diverse per ogni forma...) vengono vendute a prezzi esorbitanti, anche se pare che i prezzi si siano abbassati parecchio negli ultimi tempi, forse da quanto 'Qualcuno' ha asserito pubblicamente di aver appreso le forme e le applicazioni in soli 3 giorni...senza dire di averle rivendute subito dopo - a cifre spropositate - a mezza Europa...

Bella la storia del coltelli, soprattutto, alla quale sarebbe da dedicare un post a se stante per quante ce ne sono da raccontare! Ma oggi non è il caso, voglio parlare del "sistema" in generale e di quanto sia il tempo per 'finirlo'. In molte scuole di Wing Chun è noto come sia necessario essere uno studente avanzato per poter accedere agli insegnamenti delle armi e del manichino, eppure la ricerca storica indica invece come questo approccio sia spesso infondato e assolutamente controproducente per l'apprendimento dell'Arte.
Se, come abbiamo più volte detto, il Wing Chun era uno stile assolutamente avanzato all'interno del Tempio di Shaolin, dobbiamo dedurre che gli studenti che venivano accettati per essere addestrati non erano assolutamente principianti, ma possedevano un addestramento pregresso nelle altre Arti di Shaolin!

Nelle correnti originarie del Wing Chun (Chi Sim e Hung Fa Yi), le armi venivano insegnate non appena lo studente dimostrava le attitudini e le conoscenze basilari. Entrambi i sistemi si focalizzano su principi e concetti, che possono essere applicati indifferentemente nel lavoro a mani nude e in quello armato. Nel passato, quindi, i marzialisti che apprendevano il Wing Chun necessitavano di apprendere immediatamente le armi per la necessità di sopravvivere.

Apprendere le armi alla fine del sistema (in particolar modo dopo 20 anni di pratica) è una mistificazione commerciale del sistema, niente di più, niente di meno. Appena posso, io faccio prendere confidenza con il Luk Dim Poon Kwan ai miei ragazzi, proprio per permettere loro di abbraviare i tempi biblici di apprendimento che ci sono in Italia!

I principi contenuti nelle armi si applicano nella corretta esecuzione delle tecniche a mani nude, ergo, non insegnare le armi significa non padroneggiare, né conoscere, né poter divulgare correttamente i movimenti a mani nude, secondo me. Ecco dov'è la radice storica per la quale io inizio a sostenere la tesi di chi dice da tempo che il Wing Chun non si possa insegnare correttamente senza la conoscenza del sistema nella sua interezza. Non mi interessa che un insegnante mi dimostri di consocere la forma, cioè un insieme vuoto di movimenti, ma che mi dia le conoscenze di fondo dell'utilizzo di un dato attrezzo (manichino, coltelli e palo) o di una serie di tecniche, di principi o di concetti.

Ammetto, però, che questa paranoia che dei 20-30 anni per finire il sistema è nata in seno al LT system. In realtà bisognerebbe riuscire a convincere il mondo di quelli che si approcciano al Wing Chun che finire il sistema è solo l'inizio, non la fine del percorso come avviene in parecchie Scuole...

Si tratta dell'inizio, perché solo chi ha finito il sistema ha compreso i principi del Wing Chun nella loro totalità e può quindi cominciare ad allenarsi seriamente. Contemporaneamente ha la possibilità di iniziare alla pratica i principianti, poiché conosce i principi del sistema in maniera completa.

Finire il sistema è la conditio sine qua non per insegnare correttamente le cose, diciamocelo. Nella realtà il sistema dovrebbe essere terminabile con una pratica seria e costante in 5-6 o, al massimo, 7 anni, per poi passare alla pratica vera del sistema. Chiaro che con le 3 orette settimanali di allenamento i tempi si allunghino! Di sicuro, però, non saranno 20 anni!

mercoledì 21 luglio 2010

Intervista con Alex Richter (IWTA)

Ringrazio il mio caro Fabrizio per la traduzione!
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Oggi incontriamo Alex Richter della famiglia IWTA, la più grande organizzazione di Kung Fu con filiali in 65 Paesi ed oltre 4000 Scuole.

Puoi raccontarci qualcosa sulla tua vita? Quando hai cominciato a praticare Arti Marziali?

Ho avuto un'educazione molto singolare – sono nato a Los Angeles ma sono cresciuto qui, sulla costa orientale. Io sono metà cubano e metà tedesco cosa che, per usare un eufemismo, mi ha dato una prospettiva unica sulla vita.
Sono in grado di essere molto appassionato e volitivo verso i miei obiettivi (la parte cubana), ma, nonostante questo, molto analitico su tutto (sì, il lato tedesco). Per quanto riguarda il mio inizio formativo nelle arti marziali, mia madre mi ha portato in una scuola locale di karate all'età di otto anni dopo un episodio di bullismo con un vicino di casa che mi aveva preso a pugni sui denti. Dopo alcune settimane di karate ho restituito al mio vicino di casa quel pugno ed anche lui è entrato a far parte della mio corso di karate. Dopo di che siamo diventati amici.
Qualche anno dopo mia madre mi ha portato a fare Taekwondo con alcuni istruttori coreani molto brutali. Dopo poco tempo ho guadagnato la cintura nera.

Chi ti ha introdotto allo stile del WingTsun?

Devo dare credito a mio padre che mi ha introdotto, almeno indirettamente al wing chun.
Un giorno, quando avevo circa nove anni ed ero malato a casa, mio padre mi ha portato dal Video Store il film “Enter the Dragon”. Mi sono subito innamorato del kung fu! Ho iniziato a imitare allo specchio i movimenti di Bruce Lee e ho capito che volevo fare kung fu. Ma non c’erano scuole di kung fu dove sono cresciuto nel New Jersey. Ho dovuto aspettare fino a quando avevo 15 anni, momento in cui mi sono imbattuto in una scuola di "Gung Fu non tradizionale" vicino a Seattle, dove vivevo all'epoca. Questo stile di "Kung Fu" proveniva da alcuni individui che avevano imparato il wing chun da Bruce Lee negli anni in cui viveva a Seattle prima di trasferirsi in California. Ho praticato questo stile di wing chun per circa tre anni prima di approdare ala sistema Leung Ting WingTsun (WT). Pratico il sistema WingTsun dal 1998.

Chi sono stati i tuoi Maestri in passato? E ora? 

Durante il mio soggiorno in Germania a Langenzell (1999-2002) mi sono allenato con tutti i maestri che tenevano classi di insegnamento al castello. Sifu Schroen Thomas (7 ° PG) è stato uno dei miei principali insegnanti ed a lui devo un po' del mio successo. Il defunto Sifu Bernd Wagner mi influenzò molto in quel momento e mi insegnò molte cose, oltre darmi alcuni consigli molto utili che uso ancora oggi. Anche Sifu Kaspar Nielsen usava scaraventarmi ovunque. Ho avuto anche la possibilità di imparare da Maestri ospiti, fra cui alcuni dei miei primi eroi del WT come Sifu Thomas Mannes e Sifu Frank Ringeisen. Sifu Rainer Tausend (7 ° PG) è stato fantastico e molto recentemente ha anche visitato la mia scuola a New York mentre era qui per motivi di lavoro. Lo considero un buon amico. Naturalmente il mio Si-Fu, Keith R. Kernspecht aveva molta influenza su di me ogni volta che ho potuto vederlo durante i seminari in Germania. Ancora oggi egli supporta molto i miei sforzi per promuovere il WT a New York.

Successivamente, nel 2002, sono tornato negli Stati Uniti e sono entrato in una nuova fase della mia crescita nel WingTsun.
Grandmaster Leung Ting è il capo istruttore responsabile per gli Stati Uniti e, quindi, ho potuto apprendere direttamente dal mio Si-Kung durante le sue lezioni ed anche durante lezioni private. E' stato anche uno shock per me: avevo sempre visto il mio Si-Kung in Germania in compagnia di centinaia di praticanti di WT e, poi, improvvisamente cominciò a venire nella mia Scuola ogni anno. È stato un onore ed un privilegio avere l'accesso diretto alla sorgente del sapere. Il mio Si-Kung mi ha insegnato molto, non solo direttamente, ma anche quando lo guardavo insegnare agli studenti di vari livelli. Mi piace guardarlo insegnare ad un nuovo principiante: ha un modo semplice ed efficacie nel farlo, nel vero spirito di WingTsun.

Altra grande influenza su di me ha avuto Sifu Carson Lau, che invito nella mia Scuola due volte l'anno. Sifu Lau è il più alto grado tra gli insegnanti di WingTsun nel Nord America. Ho avuto la possibilità di imparare con Sifu Lau negli ultimi sette anni a New York ed a Toronto, sia in seminari che in lezioni private.
Sifu Lau è un istruttore molto paziente con un metodo di insegnamento molto particolareggiato e mi ha esposto alcuni metodi di allenamento che mi hanno aiutato moltissimo. Ho anche avuto la possibilità di imparare da Sifu Elmond Leung, uno degli istruttori più anziani di WT. Lui è veramente sorprendente! Una vera forza.
Sono stato anche molto fortunato ad avere la possibilità di prendere lezioni ad Hong Kong tra gli altri dal Si-Suk-Kung Cheng Chuen Fun e da Si-Suk-Kung Leung Koon. Fondamentalmente sono stato allevato dalla famiglia WT nel suo complesso e non da un solo istruttore.

Come si può diventare Sifu nella vostra associazione?  

Uno deve avere almeno il 2° grado tecnico, avere esperienza di insegnamento nella sua Scuola ed essere una persona affidabile e responsabile. Tutto ciò contribuisce a garantire che il WingTsun venga trasmesso con qualità ed integrità. Sono emozionato per alcuni dei miei To-Dai che diventeranno, speriamo presto, essi stessi Si-Fu.

Puoi spiegarci cosa è successo durante il "Fight Quest" (tu eri lì, giusto?)?

Ah, sì - Fight Quest. Io c'ero!
In realtà ci sono 3,5 secondi di filmato a dimostrarlo (ride). FQ avrebbe potuto essere uno dei migliori spettacoli mai girati sulla nostra arte marziale, ma purtroppo la società di produzione ha davvero rovinato qualcosa che avrebbe potuto essere bello. Mi sento molto deluso, perché ero quello che ha organizzato l'affare e si è incontrato con loro qui a New York.
Ero così pieno di speranza, perché sembrava che la società di produzione ascoltasse veramente le mie idee ed apprezzasse molto il WingTsun che avevano visto nella mia Scuola. Ma poi quando arrivammo ad Hong Kong tutto cambiò.
Prima di tutto, quando ho incontrato i produttori nella mia scuola questi sono stati ad ascoltare i miei consigli e sembravano essere d’accordo. Ho suggerito loro che la lotta finale avrebbe dovuto essere su un tetto come nelle ben note leggende metropolitane di Hong Kong (Beimo, n.d.t.). Poi ho suggerito loro che la lotta avrebbe dovuto essere tra WingTsun e altri stili di kung fu, non WingTsun contro WingTsun. Secondo la leggenda, il WingTsun è stato creato per combattere contro altri stili e tutti sanno che lo sparring WingTsun contro WingTsun (con protezioni complete e dilettanti in mezzo) non passa per essere un combattimento emozionante e bello da vedere. Come sarebbe stato “figo” avere Doug e Jimmy del FQ imparare per tre giorni lo stile e poi rappresentare il WingTsun (o il Wing Chun, in caso di Doug) contro combattenti addestrati nell’Hung Gar, Choy Lay Fut, eccetera? Ciò sarebbe stato semplicemente sconvolgente! Questo è quello che avevamo concordato in un primo momento, questo non è quello che effettivamente è successo, come avete potuto vedere. L'unico mio suggerimento che hanno utilizzato è stato quello del combattimento sul tetto ... haha.
Prima di andare avanti voglio dire che Doug e Jimmy sono due ragazzi eccezionali e professionisti di assoluto rispetto, tosti come l’acciaio. Jimmy è stato molto rispettoso verso Grandmaster Leung Ting e ho davvero apprezzato la mia breve interazione con lui. Mi sono allenato per settimane preparandomi per questo spettacolo nel caso in cui avessi dovuto combattere o essere uno sparring partner di Jimmy. Tutto questo invano, dal momento in cui i produttori (che mi avevano chiesto di venire ad Hong Kong per far parte delle riprese) mi hanno detto che non potevo apparire perché non ero asiatico! Questo ha fatto arrabbiare Grandmaster Leung Ting che, prendendo le mie difese, ha minacciato di non accettare più lo show. Sono stato molto orgoglioso e felice di vedere il mio Si-Kung rimproverare questi ragazzi per la loro ignoranza.
Durante il primo giorno abbiamo fatto una delle migliori performance di WT che io abbia mai visto ed a cui abbia preso parte. È stato girato nel Victoria Park a fianco di Hong Kong Island. Ero così orgoglioso per la dimostrazione della Chum Kiu con tutti i miei Si-Hing-Dai cinesi . Il mio Si-Dai Haw Kuo e Sifu Jung Soo hanno fatto una dimostrazione di Chi-Sao bendati, il mio Si-Hing Alan Wu ha rotto un po’di tegole sospese davanti al suo braccio disteso utilizzando la tecnica del pugno ad un pollice (inch punch). Le istruttrici di WingTsun Ming Li e Doris Chan hanno dimostrato delle applicazioni di difesa personale per donne molto interessanti. Ho fatto un demo con uno dei miei studenti Mike Yahn (stuntman nel film Sherlock Holmes) mostrando applicazioni di WingTsun contro pugni, calci e prese di MMA. Grandmaster Leung Ting ha dimostrato applicazioni delle tecniche di Bart Cham Dao contro Sifu Yiu Wing Yan armato con il palo lungo: è stata una collezione impressionante di dimostrazioni che la produzione ha utilizzato in un secondo scarso nell'apertura del video di FQ. Hanno usato un solo colpo tra me e Mike. E' un peccato. Io ho la maggior parte delle demo filmate con la mia macchina fotografica, è un tesoro che custodirò.
Per la scena del combattimento finale hanno deciso semplicemente di fare "WingTsun contro WingTsun" (anche se Jimmy era l'unico "WT man" a combattere, lo spiego dopo). Nonostante ritenga che la mia idea di un combattimento contro altri stili sarebbe stata migliore per lo spettacolo televisivo, credo che il dover insegnare a qualcuno per tre giorni, rendendolo parte della nostra famiglia di kung fu e poi improvvisamente dover combattere contro di lui è cosa molto strana .
Perché non ci hanno permesso di combattere contro gli allievi di Sifu KCK (l'istruttore WC) e anche viceversa? Come sapete dall’intervista con il mio amico Paul Corti (anche su questo blog), i produttori non erano troppo desiderosi che Jimmy combattesse contro Paul. Questa è una vergogna, perché per loro era invece assolutamente normale che Jimmy combattesse contro ragazzi cinesi grandi la metà di lui (vi ricordo che con le regole e le protezioni era un incontro sportivo e non un combattimento da strada), ma non volevano lasciare che Paul combattesse perché Paul non è cinese. 
Scherzi a parte, con la griglia del caschetto sulla faccia chi avrebbe potuto riconoscerlo? Vedere Paul Corti combattere contro Jimmy Smith sarebbe stato fantastico. Così, invece Jimmy ha combattuto contro gli allievi di Sifu KCK. Questo è un punto molto importante che alcune persone non capiscono: nessun atleta di WingTsun (sistema Leung Ting) ha partecipato al combattimento finale del FQ! Gli studenti di Sifu KCK avevano la maglia nera simile alla nostra e questo ha dato alla gente l'impressione che fossero ragazzi del WT. ma non è stato così!! Al produttore non sono piaciuti i combattenti che gli abbiamo presentato (ride). Inoltre hanno cercato di far sembrare che Jimmy "perdesse" un combattimento contro uno dei ragazzi di Sifu KCK. Anche questo non è avvenuto. Jimmy ha vinto tutti i suoi incontri, ma i produttori di FQ hanno modificato le riprese per far sembrare che avesse perso. Ho girato delle riprese da un tetto vicino mentre Jimmy combatteva, è nella mia collezione personale.
Jimmy non era bravo nel WT dopo appena tre giorni di allenamento, ma lui è un grande combattente e riuscì comunque a vincere. L'esperienza non è stata, tuttavia, del tutto negativa: ho avuto l'opportunità di incontrare finalmente Sifu Jung Soo Park, il capo istruttore del WingTsun in Corea: sono stato per lungo tempo un suo grande ammiratore ed è stato bello riuscire a conoscerlo. Ho avuto la possibilità di per incrociare le braccia un po’ con lui ed è davvero una delle persone più qualificate che io abbia mai conosciuto. Lui è sicuramente uno dei migliori combattenti di WingTsun.
A proposito, guardate un po’ il WingTsun nell'episodio della serie "Kill Arman", è meglio che FQ.

Quante ore ti alleni? 

Mi alleno almeno due ore al giorno, spesso di più. Io uso un concetto chiamato GTG (Grease the Goose – ingrassa l’oca, n.d.t.) per allenarmi in modo ottimale. In effetti, mi alleno in modo molto più intelligente adesso rispetto a quello che facevo alcuni anni fa. Per questo posso ringraziare il mio buon amico dottor Mark Cheng. Quando si tratta di ottimizzare l’allenamento e la meccanica del corpo quell'uomo è un riferimento.

Hai mai combattuto in un contesto sportivo? Quando, dove e con quali risultati? 

Sì, certo che l’ho fatto. Quando ero molto giovane ho gareggiato sia in tornei di karate che di taekwondo. A volte ho vinto, a volte ho perso - penso che questo è successo tra i 9 e gli 11 anni, non è stato niente di serio. Ma quando ero un adolescente, avevo circa 16 anni, ho partecipato ad un torneo di jiu-jitsu sportivo nella scuola di Sifu James DeMile vicino a Seattle, che fu uno dei primi studenti di Bruce Lee. Questo è stato un’occasione molto importante per me, perché fino ad allora avevo studiato il wing chun non tradizionale, come avevo accennato prima, e mi ero anche allenato poco di lotta (grappling) con il mio Sifu dell’epoca. Onestamente penso che in quel momento la mia conoscenza di grappling era a livello di un paio di uscite e forse una leva ed uno strangolamento, così ho partecipato realmente come un “wing chun man” e non come un lottatore. Ero molto nervoso perché mi stavo testando contro il jiu-jitsu e non ero molto esperto. Ricordo la notte prima del torneo, lessi alcune righe scritte da Bruce Lee che parlavano di come gestire la paura e mi hanno veramente aiutato.
Il torneo si è rivelato essere un punto di svolta molto importante nella mia carriera. In realtà, sono stato messo in una situazione molto brutta perché non c'erano molti partecipanti in questo primo torneo ed ho dovuto combattere contro una cintura marrone di Jiu-jitsu che mi superava di quasi 30 libbre (ca. 14 kg, n.d.t.)! A 16 anni io pesavo circa 125 libbre (ca. 57 kg.) Quel ragazzo ha cercato seriamente di schienarmi. Sono riuscito a vanificare i suoi tentativi perché ho continuato a tirare i pugni a catena come un pazzo non appena mi si avvicinava. Poi l'arbitro mi ha detto che non era permesso l’utilizzo dei pugni a catena (!) e di conseguenza il ragazzo riuscì a portarmi a terra; però sono riuscito subito a ribaltarlo mentre la folla, se ci ripenso, applaudiva. Utilizzando dei rudimenti di chi-sau sono stato in grado di frustrare tutti i suoi tentativi di difesa ed infine ho vinto per decisione arbitrale. Il mio secondo incontro è stato contro un atleta di wing chun ed io ero così stanco dal primo incontro che ho perso. Ma non mi frega niente perché avevo sconfitto la cintura marrone di Jiu-jitsu! Credo di aver conquistato il secondo posto e la medaglia è da qualche parte a casa dei miei genitori ... LOL.
Dopo l’incontro James DeMile si sedette vicino e mi parlò per un'ora. Mi ha raccontato di Bruce Lee e ciò che è stato allenarsi con lui. Ha firmato un libro per me dicendo: "Alex, diventerai un grande campione un giorno!". E 'stata una grande giornata per me. Il torneo è stato un punto di svolta, perché mi ha fatto vedere che potevo usare le mie limitate capacità per, in qualche modo , tenere a bada un avversario più grande di me. Ma sentivo che ancora c'erano lacune nel mio wing chun. Più tardi, quando mi sono avvicinato al sistema WingTsun di Leung Ting, ho saputo che era esattamente quello che stavo cercando: ha risposto a tutte le domande che mi erano nate dalla mia precedente formazione di wing chun.

Quante ore a settimana dovrebbe allenarsi uno studente per ottenere dei seri risultati? 

Beh, dipende. Il WingTsun significa cose diverse per persone diverse. Per alcuni è solo un hobby, per alcuni si tratta di esercizio fisico, mentre per altri è un modo di vivere. Queste persone avranno modi di allenarsi diversi dato che i loro interessi non sono gli stessi. Per una persona che lo fa per hobby o una persona normale, un paio sessioni di allenamento a settimana sono probabilmente sufficienti. Per gli individui più seri dovrebbe essere più. Molte persone non si rendono conto che un allenamento di qualità è superiore ad uno di quantità. Se leggete il libro "Il talento è sopravvalutato" si apprende che "la pratica intenzionale" è molto più importante della mera ripetizione .
  
Quali sono i tuoi pensieri sugli altri Sifu ed i loro metodi di insegnamento in altre associazioni e famiglie di Wing Chun? 

Ci sono tante scuole di pensiero, variazioni e interpretazioni, quante sono le persone che insegnano. La gente deve rendersi conto che tutti sono, in ultima analisi, alla ricerca di felicità o di equilibrio nella loro vita, e gli hobby di solito sono il veicolo per ottenerlo. Alcune persone lo trovano in un metodo, alcune persone lo trovano in un altro ma alla fine della giornata facciamo quello che si adatta meglio alla nostra personalità, ai nostri interessi ed obiettivi. Viviamo in un tempo molto ricco di informazioni e tutti sono in grado di prendere decisioni migliori, trovare lo stile che gli si adatta meglio. Se si è soddisfatti di ciò che state imparando e facendo alla fine quello che fanno gli altri non è importante.

Possiamo sapere quali sono le differenze tra il WingTsun e altre interpretazioni? 

Beh, come ho detto prima, tutti hanno le loro interpretazionie punti di forza nella formazione. Considero la mia interpretazione piuttosto eclettica. Per fortuna nell’IWTA siamo una grande famiglia e, quindi, ci si può facilmente allenare e scambiare esperienze gli uni con gli altri. Questo scambio aperto di idee nella nostra famiglia di kung fu ci mantiene forti e ne beneficiamo tutti. Ho la possibilità di prendere in prestito ed imparare dai migliori! Per esempio, il mio migliore amico e fratello Sifu Kenan Yilmaz gestisce due scuole molto grandi a Berlino. Noi due ci alleniamo insieme ogni volta che possiamo e queste occasioni di scambiarci le esperienze ed i metodi di allenamento ci rendono più ricchi.
Diverse interpretazioni non sono una cosa negativa quando possiamo apertamente condividerle.
Un altro esempio è stato l'anno scorso quando ho avuto la possibilità di osservare il mio Si-Hing, Sifu Robin Tsang, insegnare in una classe della Hong Kong Baptist University. Mi è piaciuto molto il modo in cui ha gestito la sua classe e come ha dato attenzione a ciascun allievo seppur in un contesto di gruppo e l’ha fatto in un modo diverso da come io stesso faccio. Stessa cosa quando ho visitato Sifu Maday Norbert in Ungheria ed ho avuto l'occasione di sentirlo spiegare il suo pensiero sull’allenamento della Siu Nim Tau e della Biu Tze. La possibilità di visitare e vedere come tanti diversi istruttori insegnano il nostro amato WingTsun mi permette di ottimizzare e migliorare costantemente la mia formazione ed i protocolli di insegnamento.

Quali sono i concetti di combattimento su cui vi focalizzate nella vostra scuola? 

Indipendentemente da quanto sono buone alcune tecniche o concetti di combattimento, credo che il giusto atteggiamento è fondamentale per avere successo nella lotta o nella difesa personale. Ecco perché mi piace il motto del WingTsun che dice “lotta senza pietà, con la pietà non combattere!".

Può dirci qualcosa sul 'Luk Dim Poon Kwan'? 

Le tecniche del palo lungo del WingTsun sono diventate una vera ossessione per me negli ultimi tre anni. Certo che è davvero un onore essere stato in grado di imparare il palo lungo direttamente dal mio Si-Kung e so quanto è raro in questi giorni aver avuto questa fantastica opportunità. Io pratico il palo lungo quasi ogni giorno quando sono nella mia scuola (che accade di solito sei giorni alla settimana). L’allenamento di base, le forme, il chi-kwan e tutto il divertimento nel praticare con quest’arma, apparentemente ingombrante, è una sfida davvero nuova per me. Ho allestito alcuni attrezzi abbastanza divertenti per quando mi alleno dal solo - idee che provengono dai film della Shaw Brothers.
È un peccato che le tecniche del palo lungo siano un’arte in corso d’estinzione - molte persone non perdono tempo a praticarlo perché lo percepiscono come inutile a causa della sua lunghezza. Mentre si può sostenere che, l’addestramento al palo lungo ha molti vantaggi in termini di comprensione degli angoli, delle forze e semplicemente rafforza il vostro corpo e fa diventare più potente il vostro WingTsun. Inoltre, chiunque passi ore al giorno o settimana esercitando un’arte marziale antica di oltre 300 anni dovrebbe riesaminare ciò che la il significato "utile" significa per loro (ride). Facciamo tutto questo per amore di quest'arte. Punto.

Può dirci qualcosa su 'Bart Cham Dao'? 
Fanno bella figura sul mio muro.