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domenica 6 luglio 2014

Workout a Torino! 13/07/2014

Spero di incontrare tutti i membri dell'Hek Ki Boen Eng Chun Pai di Torino e tutti gli interessati a conoscere questo sistema ed allenarsi in un Workout a dir poco entusiasmante!!!


sabato 8 febbraio 2014

HKB Program Review - 22 Febbraio 2014

22 Febbraio 2014 - HKB Program Review

L'HKB Program Review è una vera e propria revisione di tutto il programma del curriculum ufficiale dell'Hek Ki Boen Eng Chun Kun, a seconda del proprio livello di apprendimento. Ognuno lavora specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week (24/02-01/03), per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo.
Durante l'HKB Program Review non si studia niente di nuovo rispetto al proprio programma, appreso durante i due mesi precedenti. Possiamo considerarlo un ripasso intensivo, ideato per gli Studenti che vengono da fuori Roma e che non hanno modo di praticare sempre, nonché per chi lavora tanto e non ha una grande continuità negli allenamenti.
Per avere un'idea dello svolgimento dell'HKB Program Review, basti pensare che si passa dallo studio delle posizioni (Ti Sa Khak Bhe, Tiauw Bhe, etc.) al footwork (Im Siam, Yang Siam, etc.), dal body facing alle tecniche di braccia e gambe, dai vari skill challenge ai Kiao Jiu, dal Niam Jiu al lavoro sui colpitori, dalle forme ai drill di reazione. Tutto il programma viene analizzato nel dettaglio, lasciando parecchio spazio agli Studenti per porre domande.
L'HKB Program Review dura 4 ore ed è sempre richiesto un contributo di partecipazione. I posti sono limitati, quindi è consigliabile prenotarsi per tempo (328 34 21 682 o divito.riccardo@gmail.com). L'accesso è riservato solo previa autorizzazione del Maestro Riccardo Di Vito. Si può dare la propria adesione anche su Facebook.

lunedì 9 dicembre 2013

HKB Wing Chun Roma Program Review

HKB Wing Chun Roma è lieta di invitarvi al Program Review! Il Program Review è una vera e propria revisione di tutto il programma, a seconda del proprio livello di apprendimento. Si tratta del secondo HKB Program Review della stagione. Ognuno lavora specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week (16-21 dicembre), per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo. Durante il Program Review non si studia niente di nuovo rispetto al proprio programma, appreso durante i due mesi precedenti. Possiamo considerarlo un ripasso intensivo, ideato per gli Studenti che vengono da fuori Roma e che non hanno modo di praticare sempre, nonché per chi lavora tanto e non ha una grande continuità negli allenamenti. Il Review dura 4 ore. Massimo 20 posti disponibili. Prenotazione obbligatoria entro e non oltre il 13 dicembre (un giorno prima). Per maggiori informazioni, come sempre, ne parliamo prima o dopo la lezione, oppure potete scrivermi a divito.riccardo@gmail.com o chiamarmi al 3283421682. 

HKB Wing Chun Roma

martedì 3 dicembre 2013

HKB Wing Chun - GM Lin Xiang Fuk in Italia!

HKB Wing Chun

Fantastiche novità per l'HKB Wing Chun! Il Gran Maestro Lin Xiang Fuk torna in Italia per due seminari pubblici che lasceranno il segno... Sabato 25 e domenica 26 gennaio 2014 avrete modo di conoscere il sistema che ha rivoluzionato il mondo del Wing Chun! Tutti gli Insegnanti, i Maestri ed anche i Grandi Maestri che sono venuti in contatto con l'Hek Ki Boen Eng Chun Kun hanno cambiato programmi, metodi e sostanza dei loro allenamenti. Non perdete l'occasione di toccare dal vivo uno dei più giovani e talentuosi Maestri del panorama internazionale del Wing Chun, perché avrete modo di beneficiare degli insegnamenti che vi daranno una spinta in più nella comprensione di un vero sistema di Kung Fu Tradizionale!

I seminari si terranno nella sede dell'HKB Wing Chun di Genova, in Via Piantelli, 12. Sabato 25 gennaio lavoreremo insieme dalle 15 alle 19. Domenica 26, invece, dalle 9 alle 13. Entrambe gli appuntamenti saranno diretti dal GM Lin, coadiuvato dai Responsabili Nazionali, i Maestri Gianluca Giusto e Riccardo Di Vito. 

Vi invitiamo a prenotare la vostra partecipazione entro e non oltre il 15 dicembre 2013, se volete essere sicuri di ricevere una piacevole sorpresa all'arrivo nella Scuola di Genova. La prenotazione è comunque da intendersi obbligatoria e sarà accettata solo al ricevimento del 50% della quota di partecipazione ai seminari entro e non oltre il 15 gennaio, perché i posti sono limitati. Per maggiori info potete contattare il 3891283417 o scriverci a info@hekkiboen.it.

 
HKB Wing Chun

lunedì 25 novembre 2013

Corso "Instructor Candidate Program"

Diventare un Insegnante di Hek Ki Boen Eng Chun significa addestrarsi a 360°: forme, tecniche, principi, sparring, psicologia, pubbliche relazioni, etc... Un percorso per pochi appassionati che vogliono trasformare questa passione in un vero lavoro. Noi siamo qui per questo!










mercoledì 30 ottobre 2013

Programma Candidati Istruttori - 23/24 Novembre - Roma



Sabato 23 e domenica 24 novembre si svolgerà il consueto Programma di formazione per i Candidati Istruttori di HKB Wing Chun. Il programma è dedicato a chi vuole intraprendere il percorso per diventare Istruttore professionista o semi-professionista, nonché agli Assistenti Istruttori delle nostre Scuole. Nel solito clima sereno ed accogliente, porteremo avanti il percorso iniziato con chi ha già altri ICP all'attivo e partiremo da zero con chi si avvicinerà per la prima volta.

Il programma

Sabato 23 novembre, alle 8:00, riunione e pianificazione del lavoro. Dalle 9:00 alle 13:00, allenamento intensivo. Dopo una breve pausa, alle 14:00, inizieremo a lavorare sui programmi di insegnamento, a seconda del livello raggiunto da ciascun Candidato, fino alle 19:00. 
Domenica 24, alle 8:00, inizieremo a lavorare sul modo di insegnare, correggere e far migliorare gli Studenti, fino alle 13:00. Alle 14:00 si riprenderà, dopo la consueta pausa, entrando nel campo del professionismo, con tutto quello che c'è da sapere per trasformare la propria passione in un lavoro.

Chiunque fosse interessato a partecipare al programma di formazione, non esiti a contattarci (3283421682 o divito.riccardo@gmail.com). Il programma non prevede un livello minimo di studio, si può partire anche da zero. Il Corso è certificato dallo C.S.A.In. Lazio, EPS ric. CONI. Le lezioni si svolgeranno nella sede della Romanina, a Roma.

lunedì 28 ottobre 2013

Bruce Lee, l'anarchismo epistemologico ed il JKD

 Mi sono trovato di recente a leggere un interessante libro sulle Arti Marziali, scritto da un nostro connazionale, che insegna in America all'Università e si diletta nella nobile arte della randellata cinese, di cui è insegnante. Ha già un'altra pubblicazione all'attivo, 'La tenera Arte del Guerriero', mentre l'opera che ho letto e che raccomando a tutti i veri appassionati è 'Per un Cuore da Guerriero - le Arti Marziali, la Filosofia e Bruce Lee'. Il suo nome è Daniele Bolelli. 

 Vale veramente la pena leggere questo volumetto e vale veramente la pena soffermarsi, tra le altre cose, su uno dei capitoli, il cui titolo è proprio "Anarchismo epistemologico: la Filosofia del Jeet Kune Do", di cui ho parlato proprio recentemente in un mio articolo, il cui titolo è "Il ritorno delle Arti Marziali Tradizionali: siamo artisti marziali". Interessante la posizione dell'autore - da me condivisa - sul senso dell'innovazione e della creatività che Bruce Lee ha portato nelle discipline marziali.

 Come più volte ho avuto modo di esprimere in varie conversazioni con appassionati e sulle pagine del Blog della nostra Scuola, Bruce Lee ha giocato un grande ruolo nel rilancio delle arti marziali, le quali all'epoca in cui il nostro visse, versavano in un periodo che più che di tradizionale, sapevano di stantìo. Per dare una struttura al proprio pensiero, il nostro Lee lesse molto ed è proprio alla cultura sino-giapponese, buddhista e taoista, probabilmente anche alla lettura di antichi testi di spada giapponese che maggiormente si rifece, paradossalmente aggredendo proprio quelle arti che proprio in quei contesti culturali erano nate. 

 Potremmo riferirci quindi al JuJutsu, all'AikiJuJutsu, al Tai Chi Chuan, persino al Ving Tsun. In realtà la rottura con la tradizione che traspariva dal suo atteggiamento era piuttosto un volersi riappropriare di una tradizione più autentica ed antica, che voleva liberarsi del vuoto ossequio formale, quello che lui chiamava "disperazione organizzata", in cui le arti marziali erano cadute da che BodhiDharma aveva cominciato a insegnare la disciplina del pugno a uno sparuto gruppo di monaci alla ricerca dell'Illuminazione. 

 Siddartha Gautama, con il suo percorso, rappresentava agli occhi del giovane Bruce colui il quale, rinnegando l'autorità della tradizione (in questo caso quella indù), aveva il coraggio di esplorare la realtà con le proprie forze, senza paura e soprattutto senza rilassarsi su alcuna comoda verità precostituita. A conferma di ciò, anche l'invito dell'oramai Buddha (il Risvegliato) a non ascoltare passivamente e credere ciecamente alle sue parole, ma a ricercare sempre una propria esperienza derivante dal contatto personale e diretto con le cose. Buddha assumeva ai suoi occhi il ruolo, come da titolo, dell'anarchico: una sorta di incarnazione del detto "Vivi e lascia vivere", forse un hippy ante litteram. Su questo modello di anarchia, Lee creò il Jeet Kune Do, una filosofia dell'arte marziale, piuttosto che uno stile.

 Proprio per questo lo definì non-stile, proprio perché non abbracciava "nessuna via come (la) via, nessun limite come limite". La domanda è: c'è veramente riuscito? Era la sua un'arte marziale o piuttosto l'atteggiamento verso la stessa? E se non ha una sua via, può il JKD avere una sua esistenza? Secondo chi crede in un JKD ortodosso di Bruce Lee la risposta è sì: il JKD ha una sua forma, quindi una sua via. Così visto, il JKD è uno stile come un altro, lo stile di Lee di fronte allo stile di Funakoshi, di Ueshiba o di chiunque altro. Secondo chi crede in un JKD anarchico più in linea col pensiero di Lee, la risposta è che il JKD è come l'acqua e può adottare tutte le forme senza averne nessuna. 

 Ma è possibile avere tutte le forme e contemporaneamente nessuna solo studiando il JKD? O è piuttosto necessario studiare tutte queste discipline nella speranza di possederle tutte secondo l'esigenza del momento? Ed ha poi senso un cammino marziale volto ad assumere ogni possibile forma? Ma soprattutto, è possibile? L'acqua impara a essere adattabile solo dopo aver provato tutti i possibili contenitori? O è proprio nella natura dell'acqua adattarsi? Non è piuttosto questo tentativo di essere al di là della forma un'illusione basata sull'attaccamento verso l'accumulo di forme? Era proprio questo che Lee intendeva. O no? 

 Parliamoci chiaramente, a differenza dell'autore, non ho grande simpatia verso Bruce Lee, essendo in gran parte la sua figura moderna il risultato di una operazione mediatica, benché senza di lui il Ving Tsun - e in genere le arti marziali - non sarebbe mai arrivato ad avere un successo planetario, con tutto il numero di persone pronte a salire sul carrozzone del successo. Ne ha insomma favorito al tempo stesso il successo e la condanna. 

 Tornando a Buddha, le persone che hanno voluto seguire il suo insegnamento, non si sono forse riunite in un Sangha? Il Dharma del Buddha non è forse il corpus dei suoi insegnamenti (le Nobili cause della sofferenza, l'ottuplice sentiero e così via)? Quello che voglio far notare in questa sede - il punto in cui la mia opinione diverge da quella di Daniele Bolelli - è che persino una via libertaria come quella del Buddha ha bisogno di passare per un insegnamento che definisce un obbiettivo e dei passi per raggiungerlo. Non si esaurisce in essi, ma usa tutto ciò come strumento. 

 D'altra parte come si può acquisire una libertà alla quale non si può dare un minimo di contenuto? Costringersi a non scegliere e a non prendere mai posizione, per essere in via teorica liberi, non è in sé un atto di libertà concreto. In quest'ottica, far parte di una Scuola non è un limite, ma una opportunità di studio. Avere una forma attraverso la quale studiare te stesso è un trampolino verso la libertà. La forma è solo uno strumento che attende la maturità per essere trasceso. Bruce Lee ha solamente assolutizzato l'ultima parte del cammino di ogni artista marziale che si rispetti. Ma questo step non esiste senza gli altri. 

 Passati pochi decenni dalla morte di Lee, già non sappiamo più cosa è il JKD: è uno stile semplice e diretto, senza fronzoli? E' un miscuglio di tecniche più o meno integrate e più o meno valido? E' il nulla spacciato per il tutto? Questo dipende dal fatto che Bruce Lee ha lasciato poca forma, così poca che anche le sue migliori idee hanno perso di sostanza. Intercettare il pugno, il significato di Jeet Kune, può essere fatto in 1000 modi, ma non tutti i modi ideabili sono anche giusti, così come si può essere liberi facendo di tutto, ma non tutti i 1000 usi creativi della libertà sono anche efficienti. Bisogna scegliere. Non puoi trascendere se non hai qualcosa da trascendere. Non puoi essere Maestro del Tutto se prima non sei uno studente del Qualcosa. 

 La creatività del JKD, che non passa attraverso la forma, è spesso il paravento dietro cui si nasconde l'ignoranza. Comparativamente parlando, nonostante la crisi in cui il Wing Chun versa da tempo - forse anche a causa dell'eccessiva creatività interpretativa da quando i pugni sono solo armi immaginarie -, si può avere una vaga idea di cosa esso potesse essere un tempo. Nonostante Bruce Lee sia un eroe recente, non abbiamo forse alcun filmato che lo mostra in un serio sparring, nonostante fosse stato il primo "tradizionalista" a tirar fuori questa parola dal dizionario. 

 Il JKD non sappiamo proprio cos'è o eventualmente che ha di diverso. Ma questo non riguarda solo il JKD, ma riguarda piuttosto tutte quelle discipline che pretendono e presumono di insegnare la libertà partendo dalla libertà stessa. E se c'è una cosa che accomuna tutti questi stili libertari fai-da-te è proprio la mancanza, quasi sempre, di sparring regolato. Questo perché nella strada non esistono regole e quindi non si può fare. Sembra una riedizione moderna delle famose tecniche mortali e dei colpi segreti. Nel caso di Bruce Lee, il suo pensiero è stato di ispirazione per il concetto di combattente moderno, completo in tutti i campi e le aree in cui il combattimento si può sviluppare. 

 Piuttosto che i seguaci del JKD, a giovarsene sono stati i combattenti di MMA. Nel caso dei seguaci del JKD, molto spesso la loro superiorità è rimasta sulla carta e spessissimo i suoi esponenti sono caduti nella medesima trappola degli stili tradizionali. Quando si dice l'ironia della sorte! Recentemente in un colloquio con un amico, questi mi faceva notare che nel combattimento da strada, un Tyson lo puoi affrontare con una bottiglia, piuttosto che coi pugni, per giustificare la pochezza dello sparring in senso sportivo. La mia risposta è stata che se anche Tyson avesse una bottiglia, avrebbe senso allenarsi in palestra allo sparring con bottiglie finte? Non è che il fatto di poter usare una bottiglia per strada serve a giustificare ideologicamente la propria carenza nell'allenamento coi pugni piuttosto? 

 Tornando al Wing Chun, nonostante la creatività degli allievi di Yip Man, che sono riusciti appunto a creare vari sotto-stili personali di Wing Chun in brevissimo tempo (chi ha aggiunto movimenti alla Siu Lim Tau per aver scoperto dei movimenti in combattimento, chi ha fatto studi concettuali facendo molta ricerca, chi ha creato il JKD...), non c' è nessuno di loro che ha dimostrato di funzionare. D'altronde, vedendo gli esponenti di questa scuola, in genere non è che destino impressioni a proprio favore. 

  Se non si studia la realtà, la fantasia, che sia quella del JKD o quella dei cosiddetti innovatori, non ti porta lontano, come non porta lontano il pensiero di non voler per partito preso fissare dei concetti in una forma come se questa fosse un limite. In verità, se uno è limitato, troverà sempre dei limiti al proprio agire, anche se non imposti da forme esterne. La fantasia basata sul nulla in realtà è un fantasticare. La creatività che non possa essere mostrata attraverso una forma, non esiste; e quello che non esiste, non può essere verificato.

 L'anarchia epistemologica, nel senso espresso da Lee, non è mai esistita. E' un mito moderno che assolutizza una parte del percorso marziale: precisamente la fine dello stesso, che rappresenta l'inizio dell'essere se stessi. Se quindi dovete rivolgervi a un Insegnante, non cercatene uno fantasioso, che su attacchi semplici lenti e stereotipati possa esibirsi in 1000 difese una più affascinante dell'altra (sulla carta), ma piuttosto uno coi piedi per terra, che ha non vaghe idee su come si conduce un combattimento di cui vi mette oralmente a parte, ma che abbia una forma che trasmette contenuti. Come membro della Scuola HKB Wing Chun, vi invito a fare un salto in una delle nostre realtà. Un saluto a tutti i praticanti.

Pasquale Mazzotta

domenica 27 ottobre 2013

Tempo d'esame all'HKB Wing Chun Roma

 Come sapranno tutti i lettori del blog, nella nostra Scuola (HKB Wing Chun Roma), ogni due mesi, abbiamo una settimana intera dedicata ai test, per monitorare la qualità degli Studenti, degli Insegnanti e dei programmi, che si conclude con la Belt Ceremony, il sabato pomeriggio, durante la quale si certifica l'eventuale passaggio di livello. 
 L'evento di ieri (26/10/2013) sarà ricordato negli annali di storia dell'Hek Ki Boen Eng Chun Pai, perché ha visto la certificazione ufficiale di ben 5 Cinture Gialle, che, tra l'altro, sono le prime in tutta Italia! Sono davvero felice del livello raggiunto da questi ragazzi, che in pochissimo tempo hanno dato prova di saper superare sfide importanti.
 Altri sei studenti sono stati accettati nell'Elite Leadership Class, dopo aver dimostrato di conoscere bene tutto l'Orientation Program, conquistando il loro meritato sesto livello. Abbiamo riconosciuto anche un ottimo e meritato secondo livello, durante questa sessione!
 Rimane l'amaro in bocca per non aver potuto valutare due dei migliori Allievi della Scuola, attualmente fuori dal Bukoan per infortunio. Per loro ci sarà una sessione straordinaria appena si rimetteranno. Nel frattempo mandiamo loro il nostro più caro saluto, con la speranza di una pronta guarigione!

Wing Chun Roma

Wing Chun Roma


Wing Chun Roma

Wing Chun Roma

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lunedì 14 ottobre 2013

Reportage dall'HKB Wing Chun Torino

 Dopo due giorni all'HKB Torino, ospite del mio allievo, Suhu Mauro Caroppo, sono tornato molto soddisfatto del seminario di domenica mattina, di cui ha parlato anche La Stampa. Ho trovato ragazzi davvero molto entusiasti del nostro sistema, sia già praticanti sotto la guida di Suhu Mauro, sia provenienti da altri sistemi (Karate, WingTsun, etc.).
 Credo che il lavoro svolto sia piaciuto parecchio per via dell'efficacia dell'Hoat Keng (發勁) del Nui Kang (内功), che lascia sempre tutti increduli, all'inizio, prima di provare l'effetto dirompente di un utilizzo così raffinato delle proprie energie.
 Il lavoro svolto dai ragazzi presenti è stato incentrato sul gioco di gambe e sui posizionamenti, indispensabili per affrontare un combattimento, senza mai perdere di vista le tecniche, utilizzate in combinazioni miste, per dare modo a tutti di capire le nostre strategie e come le inseriamo nella didattica.
 Ho notato parecchio interesse anche per gli aspetti "lottatori" (in piedi) della disciplina, perché molti non si aspettano determinate possibilità da un sistema conosciuto ed apprezzato soprattutto per lo striking, quindi sono ancora più contento di aver mostrato alcuni lati 'nascosti'.
 Tra sabato e domenica sono riuscito a portare avanti il percorso formativo di Suhu Mauro, che si sta impegnando per praticare intensamente, nonostante tanti impegni familiari (un caro saluto a tutti i Caroppo!). Ho notato parecchie migliorie tecniche, quindi la strada è quella giusta!
 Che dire? Spero di rivedere quanto prima possibile i ragazzi di Suhu Mauro, sempre più determinati, allenati e numerosi! Ci vediamo alla prossima torinesi! 

sabato 12 ottobre 2013

'La Stampa' parla di noi...

PRIMAPAGINA 
11/10/2013 - SPORT 

Domenica 13 Stage di Wing Chun alla palestra palestra First Evolution’s dalle 9 alle 13 


ELISA BELLARDI 

TORINO Domenica 13 ottobre la palestra First Evolution’s di corso Svizzera 185 ospita un seminario di Wing Chun, tradizionale stile di Kung Fu originario del sud della Cina. Il corso, in programma la mattina con orario dalle 9 alle 13, è tenuto da Riccardo Di Vito, maestro di fama mondiale e responsabile nazionale della disciplina, ed è rivolto sia ai principianti sia a chi conosce già questa tecnica di difesa personale. Lo stage consiste in una lezione teorica e in una pratica di Hek Ki Boen, uno dei più antichi stili di Wing Chun: un combattimento efficace, simile al pugilato, che si basa sull’utilizzo del corpo in maniera logica. L’arte marziale, arrivata in Italia da soltanto un anno, si sta rapidamente diffondendo nel Paese, con tre scuole ufficiali e otto gruppi di studio. Chi non si fosse iscritto può farlo direttamente sul posto al prezzo, maggiorato, di sessanta euro. Sono ammessi al massimo venti partecipanti. Per ulteriori informazioni telefonare a Mauro Carroppo al numero 3334812692, oppure scrivere a caroppomauro@gmail.com o a info@hekkiboen.it.

Fonte:

venerdì 11 ottobre 2013

Smetti di fumare! HKB Wing Chun Roma ti aiuta!

Consigliamo da sempre agli studenti dell'HKB Wing Chun Roma di non fumare, ma oggi rincariamo la dose, perché il vizio del fumo produce conseguenze ancora più negative di quanto si pensasse fino a pochi anni fa. Una ricerca dell'Università Nazionale Australiana sostiene che il rischio di morte prematura è molto più alto di quanto si ritenesse in precedenza per ogni categoria di fumatori. 
La ricerca ha seguito per 4 anni duecentomila persone oltre i 45 anni, concludendo che due terzi delle morti di fumatori attivi sono associabili al consumo di sigarette, mentre, secondo la letteratura scientifica sin qui prodotta, il legame era quantificabile in un 50%. 
Per calcolare le morti legate al fumo i ricercatori hanno associato i dati del registro nascite e del registro decessi ai nomi dei partecipanti, escludendo quei soggetti colpiti da patologie cardiache, ictus o tumori. Il risultato è che il rischio di morte associato al fumo di 10 sigarette al giorno è simile a quello di chi soffre di obesità morbosa, cioè con un indice di massa corporea di 35 o più. Smettere riduce i rischi a qualsiasi età si riesca. Prima si rinuncia al fumo, maggiore sarà il beneficio. La Scuola HKB Wing Chun Roma sostiene la campagna contro il fumo e invita tutti i praticanti a liberarsi di questa schiavitù!

giovedì 10 ottobre 2013

Il Weng Chun incontra l'HKB Wing Chun

Un evento storico! Il Chi Sim Weng Chun in contra l'HKB Wing Chun! 


Il 10 settembre 2013 Sifu Andreas Hoffman, Gran Maestro dell'associazione Chi Sim Weng Chun International, è andato a visitare il quartier generale dell'HKB Wing Chun, a Tustin, in California. Durante la visita, Sifu Hoffman e Suhu Lin Xiang Fuk, Gran Maestro dell'Hek Ki Boen Kun Tao International, hanno discusso di parecchi argomenti, tra cui l'unicità di entrambe i sistemi di combattimento, scambiando i propri punti di vista e cercando di organizzare alcuni progetti futuri che li vedranno lavorare insieme. Sono queste le iniziative che fanno bene alla comunità internazionale dei praticanti! 

domenica 6 ottobre 2013

Una cintura nera è una cintura bianca che non molla mai!

Una cintura nera è una cintura bianca che non molla mai!

...ma quante sono le possibilità di raggiungere l'agognata Cintura Nera? Dipendono da noi, perché ci sono quelli che dicono... 
Non voglio sudare: 0% 
Non posso allenarmi: 10% 
Non so come organizzarmi: 20% 
Vorrei, ma gli impegni, la famiglia, il lavoro...: 30% 
Voglio, ci provo, nonostante tutto: 40% 
Penso di potercela fare, sicuramente mi impegno: 50% 
Posso farcela, perché ce la metto tutta: 60% 
Penso di riuscire ad allenarmi con costanza e dedizione: 70% 
Io riesco, perché mi alleno seriamente: 80% 
Io sono costante e mi dedico al raggiungimento del mio obiettivo: 90%
L'ho fatto, mi sono dedicato con passione e dedizione: 100%


martedì 1 ottobre 2013

HKB Program Review 19/10/2013


Kung Fu Roma
Una vera e propria revisione di tutto il programma, a seconda del proprio livello di apprendimento, questo sarà il primo HKB Program Review della stagione, che si svolgerà all'HKB Wing Chun Roma, il 19 ottobre prossimo. 
Ognuno lavorerà specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello, che avrà luogo nell'ultima settimana del mese. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week, per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo. 
Durante il Program Review non si studia niente di nuovo rispetto al proprio programma, appreso durante i due mesi precedenti. Possiamo considerarlo un vero e proprio ripasso intensivo, ideato per gli Studenti che vengono da fuori Roma e che non hanno modo di praticare sempre, nonché per chi lavora tanto e non ha una grande continuità negli allenamenti. Il Review dura 4 ore. Massimo 20 posti disponibili. Prenotazione obbligatoria entro e non oltre il 12 ottobre.  
Per maggiori informazioni, come sempre, divito.riccardo@gmail.com o 3283421682

sabato 21 settembre 2013

Seminario a Torino - 13/10/2013

Il 13 ottobre 2013 sarò ospite di Suhu Mauro Caroppo, nella scuola HKB Wing Chun Torino, per mostrare alcune metodologie di allenamento dell'Hek Ki Boen Eng Chun Kun agli appassionati, ai praticanti o ai semplici curiosi. Durante il seminario introdurrò alcune caratteristiche chiave del nostro modo di fare sparring per mettere in pratica l'Arte Marziale che amiamo. 
Se qualcuno di Torino o del Nord Italia in generale volesse incontrarmi, sarò comunque a disposizione da sabato 12 ottobre, anche solo per un caffè, che non si rifiuta mai. 
State pronti, stiamo per portare il vostro Kung Fu a livelli mai visti prima! 

giovedì 19 settembre 2013

...siamo Artisti Marziali


 Questa maniera di affrontare la realtà può sembrare fumosa e di puro valore teorico per i praticanti di ogni estrazione che siano stati abituati al ragionamento 'problema => soluzione', ma non ad avere una maniera sistematica di porsi; credo sia chiara la differenza tra sistema e corpus più o meno organico di tecniche. Oppure per coloro i quali pensino di non aver bisogno di porsi delle domande, visto che portano avanti una pratica più o meno dura (che non si erge mai a maestria): in altri termini, questa visione di cui parlo diventa chiara ed intelligibile solo con la guida di una persona che, come indica il termine giapponese SenSei, è nata prima di noi e può trasmetterci la sua esperienza in merito. 

kung fu roma
 Il termine indiano Guru esprime il concetto di farsi carico di questo impegno gravoso (dal sanscrito GR, latino gravis) di trasmissione da parte del Maestro (latino Magis più suffisso Ter, che indica "colui il quale è di più" in un certo ambito) nei confronti dell'Allievo. Per il cinese, lo ShiFu ha una responsabilità così forte, che per indicare il legame con l'Allievo si usa addirittura un termine familiare significante "padre"! Di questo già si è parlato in un precedente articolo. Quanto è diverso il significato intrinseco delle parole quando non le rivestiamo dell'inutile orpello del titolo e riconosciamo in esse l'assunzione di un ruolo e di una responsabilità da parte di chi è preposto!

 Non c'è da stupirsi, pertanto, se l'affrontare una discussione in termini di concetto possa causare in più di qualcuno una reazione strana: in realtà, a ben vedere, un concetto non messo in pratica è un concetto inutile o addirittura inesistente. E alla luce di tutte le esperienze passate, con tutti i discorsi concettuali basati sul nulla che si sono sentiti in passato, non si può non comprendere questo genere di reazione. Nella lingua cinese e in quella giapponese, e dunque nel loro logos o, se vogliamo, nella "forma mentis" che le ha generate, non esistono parole che individuano sempre così analiticamente l'oggetto come avviene nelle lingue occidentali, ma piuttosto gli ideogrammi rappresentano idee più generali, basate su una rappresentazione non alfabetica e spesso non altrettanto oggettivata, dove ogni significato è la combinazione di più significanti. Ogni cosa in sé viene identificata con la combinazione di più concetti, che ne definiscono la realtà.

 Tornando al seminato, secondo me il problema è il desiderio, in alcuni, di anarchia della pratica di allenamento (a volte quest'anarchia si riflette persino nell'accettazione o meno di regole di condotta -  anch'esse "forma"- all'interno di una Scuola o nella volontà di non inchinarsi per rispetto a colui che ci sta dando una parte di sé, che non è solo il Maestro, ma può essere un qualsiasi compagno) come reazione a tutti quei discorsi basati su concetti inesistenti, perché non aventi riscontro nella realtà pratica dell'allenamento. L'anarchia vera e costruttiva, non quella vuota che scaturisce dalla negazione, non è possibile nel vuoto concettuale, ma è possibile solamente nel dominio pratico di tutti i concetti. Il che significa testarli con l'esercizio e la pratica libera, che dovrebbero a questo punto essere parte della pratica corrente.

 Per dirla in termini buddhisti, "La Forma è il Vuoto. Il Vuoto è Forma": non esiste in questo mondo nulla al di fuori di quest'equazione! Si illude chi crede di saltare via da questa regola, poiché vive in un mondo che non esiste! Quello che non è chiaro a molti e che li spinge a voler uscire fuori da questa regola ineludibile è che nelle varie arti marziali ogni movimento "codificato" è già la summa di più concetti a volte solo tecnici, a volte tecnici e strategici insieme. Esattamente come dicevo per gli ideogrammi!

 Quindi nella realizzazione di una forma non basta essere solo rilassati (principio del rilassamento, del peso che va verso il basso, con annessi e connessi), non basta che si sia centrati nel Dan Tien (principio del baricentro e della corretta respirazione), non basta che si segua solo la linea centrale (principio della linea centrale e di estensione del ki presente in ogni sistema dalla muay thai all'aikido, dalla boxe al wing chun), non basta che si seguano le geometrie (principio geometrico), non basta trasferire energia (principio del trasferimento di energia). Ci sono anche altre cose, naturalmente, ma se non le si esegue tutte insieme, la forma non è ancora perfetta e realizzata. E finché non vi si arriva, la forma è lo strumento per "verificare" la  compresenza di tutti i principi insieme, nel proprio lavoro individuale. Il che non significa che i movimenti fuori della forma "canonica" non esistano, ma che determinati movimenti siano un optimum per la realizzazione completa di tutti i principi in un corpo umano.

Nel momento in cui si arriva a questa comprensione, la forma può anche cessare di esistere, perché, una volta dominati tutti i principi, al momento della pratica, si useranno quelli di volta in volta necessari (mai uno da solo ma sempre una combinazione di essi, una cosa che spesso non si vede nelle forme come "allenate" in genere). Ma se la forma (ogni forma di energia ne ha una, anche nel passaggio della corrente elettrica o la caduta dei gravi) viene saltata, il talento individuale può anche portare ovunque, ma non c'è un sapere a sostenerlo e, di conseguenza, non v'è autocoscienza e perfezionamento. Senza un sapere non vi può essere né trasmissione né arte. Nessuno può insegnare solo col proprio talento individuale senza comprensione e, quindi, senza forma. E se anche si potesse, non sarebbe mai una trasmissione veramente completa.

 Come lo scienziato è in grado di distinguere le parti di un tutto e ricostruire un fenomeno, così l'artista marziale deve poter distinguere tutti gli elementi che devono portare alla realizzazione di una tecnica, che altro non è che la realizzazione di un risultato specifico. Il motivo per cui sembra che la forma sia un limite, è semplicemente perché chi la esegue lo fa spesso sulla base di un principio o massimo due, per cui l'esecuzione risulta rigida e meccanica e di conseguenza non funzionale. Artisticamente direi che le esecuzioni sono piatte!

 Il dramma è piuttosto quando ad eseguire in tal modo è un praticante di grado avanzato, questo significa che in quella Scuola non c'è nulla, non esiste una trasmissione di sapere, ma solo trasmissione di sequenze. Potrebbe trattarsi dunque di eseguire Siu Nim Tau o Irimi-Tenkan o Choku Tsuki o un diretto di boxe o anche un ceffone di savate, ma la sostanza non cambia. Quello che fa la differenza è la possibilità di riempire quel gesto dando ad esso il peso della densità concettuale, ovvero della nostra comprensione della dinamica e della statica e del nostro vivere immersi in questa realtà fisica.

 Il peccato è che chi guarda non riesce a scorgere le potenzialità e chi esegue non vede oltre la punta del suo naso. Il cattivo marketing mette chiunque alla guida di un gruppo per insegnare qualcosa che non sa. Peccato se non si riesce a distinguere le varie parti di un unico gesto ed i vari principi che lo sottendono, non si può far altro che scimmiottare qualcuno, cercando quelle informazioni che ci mancano come dei rabdomanti alla ricerca del principio primo, in attesa della Rivelazione. Per esempio, il segreto dell'aikido è nel wing chun; quello del wing chun nell'aikido; quello dell'aikido e del wing chun nel systema; quello di aikido, wing chun e systema nel tai chi... Ma a quel punto, siamo nell'Apocalisse perché il tempo è finito. Molto semplicemente, tutto è nella forma, che è l'equazione matematica del movimento del corpo e della mente, sulla base della quale puoi compiere viaggi sulla luna, invece di limitarti a indicarla. Più domini la forma (ed attraverso essa te stesso), più domini il combattimento. E allora sì che puoi "vincere prima di combattere".

 Devo dire che sono contento, perché dopo 30 o forse 40 anni di ignoranza, prima, e ignoranza determinata da cattivo marketing, dopo, vedo adesso che ci sono diverse belle realtà e un movimento gnostico delle arti marziali per tutta la Penisola e in genere nel mondo. Oggi finalmente si può cercare e seguire le orme degli antichi Maestri.

Pasquale Mazzotta

martedì 10 settembre 2013

Il ritorno delle Arti Marziali Tradizionali

 In un'Arte Marziale possiamo osservare come coesistano, in varia misura, principi di natura tecnica e altri di natura strategica, come ci viene anche insegnato nell'HKB Wing Chun Roma. Ciò che rimane costante è il corpo umano e le sue azioni e reazioni naturali. E' chiarissimo che lo sport da combattimento, nel momento dell'applicazione, abbia le sue dinamiche, così come l'autodifesa ne abbia altre: l'arte marziale reale ne ha altre ancora. Eppure i moti interni e la vera abilità del corpo restano tali in ogni possibile situazione. Dipende solo dalla preparazione della persona, come la stessa affronti ognuna delle eventualità proposte. 


 La mia idea, la mia linea guida, è che alla fine (per citare un noto aforisma) "un calcio è solo un calcio e un pugno è solo un pugno". Il principio tecnico non varia secondo la situazione, ma in termini contingenti può variarne la strategia nell'uso ed è questa una cosa che dipende dall'evento. Dal mio punto di vista, sarebbe strano pensare che una disciplina non funziona sul ring mentre funziona nella strada o viceversa. Parlo di strada e di ring dal momento che queste sono le due direzioni che in linea di massima le arti marziali hanno preso nel loro cammino evolutivo, tenendo fuori tutte quelle manifestazioni marziali che sono diventate pura decorazione e ricerca estetica a sfondo filosofico.

 Il problema (falso) si pone solo perché ci si fonda su chi è l'avversario e sul come agirà rispetto al contesto dell'azione, dimenticando che l'arte marziale reale non consiste nel guardare l'orto del vicino, ma primariamente coltivare il proprio orto, dal momento che "solo chi conosce se stesso è illuminato", come anche la migliore tradizione delfica ci ha insegnato. Non si tratta quindi di prepararsi all'eventualità de, ring o all'eventualità della rissa da strada, ma di migliorare se stessi. Questo è il vero scopo dell'arte marziale reale.



Kung Fu Roma
Migliorare se stessi
 Un Bazooka è più adatto alla guerra o alla guerriglia piuttosto che a situazioni di combattimento per strada, se confrontato con la pistola. Ma sono certo che chi spara, con uno strumento o con l'altro, saprà farsi valere in entrambe le situazioni. Più o meno bene secondo la specificità con cui si allena. E' l'attitudine della persona, prima ancora dell'abilità specifica, a contare nell'una e nell'altra situazione. La persona ben preparata e conscia di sé non distingue le cose. Usa solo tutti i suoi strumenti nel modo più efficiente, quale che sia la situazione.


 L'arte marziale reale, come l'HKB Wing Chun, insegna l'efficienza, non i trucchi da strada o da Tatami o da ring, perché lo scopo non è vincere l'altro, ma piuttosto "vincere se stessi", allungando la propria linea di abilità, piuttosto che imparare un singolo gioco e conoscere le risposte implicite in esso. E se dunque il centro dello studio è l'evoluzione personale, piuttosto che la specifica situazione, la pratica che ne consegue, per definizione, dà risultati in qualunque situazione.

 Se corpo e mente sono unificati e se non c'è la distanza di un capello tra l'intenzione della Mente e l'agire del Corpo, allora non sarà un regolamento sportivo a vietare di esprimere il proprio Kiai, inteso come espressione attiva di Energia focalizzata su un obbiettivo, o il proprio Aiki, inteso come la capacità di mettere la propria Energia in Armonia con l'Intenzione e l'Energia dell'avversario e di tutto ciò che ci circonda. Il messaggio è che se lo sparring o il libero confronto in esercizi più o meno predefiniti (leggi Chi Sau libero o randori o qualsiasi altro genere di esercizio che includa un contatto più o meno duro), ancorché liberi, sono un sistema di auto-gratificazione del piccolo ego, finiscono per diventare la ricerca di quella serie di tricks volta alla sconfitta dell' avversario in un contesto specifico, che può chiamarsi di volta in volta Chi Sau, combattimento di thay boxe o submission wrestling o qualunque altra cosa. Questa è la competizione contro gli altri.


 E' proprio diverso invece se si tratta della propria formazione. Niente tricks, solo duro lavoro e competizione contro se stessi per migliorare le proprie abilità. Il puro gioco di ostacolare le altrui intenzioni non porta a migliorare le proprie skills (nel caso del Wing Chun, ma non solo, basterebbe pensare a tutte le difese contro gancio da Pugilato o difesa da low kicks della Muay Thai, per vedere come ciò abbia contribuito alla creazione di false sicurezze nell'essere capaci con una tecnica meccanica e senza vita di affrontare specifici problemi), mentre la formazione di se stessi è l'abbandono di queste illusioni.

Continua qui: "...siamo Artisti Marziali"

lunedì 9 settembre 2013

Raggiungi i tuoi obiettivi con HKB Wing Chun Roma

HKB Wing Chun Roma

 Tutti hanno degli obiettivi che vogliono raggiungere. Alcune persone non riescono ad individuarli in modo corretto e si perdono nei meandri di mille attività. Mi è capitato di avere Studenti che hanno frequentato per pochissimi mesi, proprio alla ricerca di qualcosa, ma si sono persi per strada, perché non sono riusciti a focalizzare i loro interessi. Tutti gli altri, invece, sono riusciti o stanno riuscendo ora a capire quali sono gli obiettivi principali, mettendo anima e corpo per raggiungerli!
 Alcuni di noi li scambiano con i "desideri", come vincere la lotteria o fare il giro del mondo, perché centrare l'obiettivo significa benessere personale e famigliare. Eppure un obiettivo è qualcosa di diverso, perché ha a che fare con la fatica, il lavoro duro e la concentrazione.
 Magari, dopo un po' di tempo ti ritrovi ad aver concluso poco nella vita o a non aver raggiunto nessun progresso positivo verso i tuoi obiettivi. Puoi vivere la vita che vuoi, sei libero di scegliere. Perché non pensi anche tu a trovare concretamente il modo per capire cosa vuoi e come raggiungerlo!? Tutto ciò che ti serve è imparare come motivarti a raggiungere gli scopi prefissati.
 Gli obiettivi devono avere caratteristiche possiamo riassumere così: essere specifici, raggiungibili, positivi e messi per iscritto, devono avere una scadenza, devono essere misurabili, devono essere ecologici e infine prevedere una celebrazione. Vediamo perché.
 Devi essere preciso su ciò che vuoi, avendo ben chiari gli intenti. Anche se è divertente sognare di essere ricchi, ci vogliono scelte di coraggio e di difficile decisione, bisogna specificare quanti soldi vuoi (o, meglio, quanti te ne servono per vivere) e come hai intenzione di guadagnarli. Visualizza nei dettagli colori e forme di ciò che vuoi, poiché questo ti aiuterà ad attivare il tuo sistema cerebrale, che ti aiuterà in automatico a trovare quello che cerchi. Attraverso l'HKB Wing Chun Roma, potrai allenare questa capacità, perché è parte integrante del corso di studi.
 Per raggiungere i tuoi obiettivi assicurati che essi siano chiari e che non ci siano alternative, perché niente si deve intromettere tra te e quello che cerchi. Bisogna essere risoluti nelle proprie scelte, esattamente come insegno ai miei Allievi, perché attraverso il Kung Fu devono saper attraversare il pericolo, superarlo o abbatterlo.
 Dopo aver definito i tuoi obiettivi, mettili sempre in forma scritta e positiva come "imparare a respirare profondamente e liberamente", anziché "smettere di fumare" oppure "essere fisicamente più agile e snello", non "dimagrire" semplicemente. Questo è fondamentale, esattamente come nella pratica del nostro sistema di Wing Chun. La nostra mente non riconosce un messaggio in forma negativa, perché è settata in un altro modo. Non ci credi? Fai questo esercizio: prova a non immaginare il Colosseo illuminato a giorno in una notte d'estate. Cosa hai fatto? Hai immaginato proprio quello che non dovevi!  Non spaventarti, è normale!
 Gli obiettivi devono avere una data di scadenza, un punto di arrivo. Non a caso, nei nostri corsi di Hek Ki Boen c'è sempre un inizio ed una fine, perché si deve conoscere ciò che si sta studiando e capire che ci vuole un determinato tempo, così da mantenere sempre sotto controllo la crescita. Pensa che se non avessimo delle scadenze nelle bollette, ad esempio, probabilmente non saremmo così determinati a pagarli entro quella certa data. Le scadenze ci danno il giusto stress per concentrare gli sforzi entro i tempi stabiliti.
 "Ogni viaggio comincia sempre con un primo passo". Per raggiungere obiettivi che siano degni di te, devi dedicare il tuo tempo e le tue energie in ogni singolo giorno. Per pubblicare un libro, per esempio, devi scrivere dei capitoli, ma soprattutto devi iniziare a scrivere un paragrafo per volta. Per creare una famiglia più amorevole, devi dare a qualcuno un abbraccio oggi. Per essere il venditore dell'anno, devi fare una telefonata parecchie telefonate. I tuoi obiettivi devono essere misurabili passo dopo passo, per capire come stai andando e se devi fare delle modifiche nelle strategie. Studiare HKB Wing Chun Roma è esattamente lo stesso!
 Gli obiettivi non devono essere contrari ai tuoi valori e principi. Tutti gli obiettivi non devono andare in conflitto con ciò che pensi, altrimenti metterai in atto degli auto-sabotaggi che inconsciamente non ti faranno raggiungere ciò che vuoi. Se hai l'obiettivo di diventare un politico affermato, ma non ami fare una vita pubblica, probabilmente ti diventerà difficile raggiungere questo obiettivo. Se i tuoi valori o le tue scelte cambiano, cambia i tuoi obiettivi di conseguenza: sii onesto con te stesso!
 Festeggia ogni risultato, come facciamo sempre insieme per i passaggi di livello o di cintura! Ogni deposito nel tuo conto di risparmio merita un segno di spunta sul calendario e un abbraccio dal tuo partner. Ogni giorno senza una sigaretta merita un sorriso e congratulazioni dai tuoi cari. Ogni passaggio di livello, deve essere celebrato da tutta la Scuola! Ogni passo verso i tuoi obiettivi deve essere documentato e celebrato! Chiedi a qualsiasi persona di successo se festeggia i propri traguardi e rimarrai stupito di quanto è importante la celebrazione! Festeggia ogni passo verso il cammino della tua vittoria e avrai finalmente la sensazione di essere in grado di raggiungere tutti i tuoi obiettivi!
 Coraggio, HKB Wing Chun Roma è qui per questo!

lunedì 2 settembre 2013

28 Settembre - HKB Workout

Primo evento della nuova stagione targato HKB Wing Chun Roma, 3 ore di allenamento intensivo, senza pause, dedicato allo sviluppo delle capacità psico-motorie dei partecipanti, attraverso il metodo di lavoro dell'Hek Ki Boen Eng Chun Kun. La prenotazione è obbligatoria, entro e non oltre il 21 settembre. Per informazioni o prenotazioni, scrivetemi a divito.riccardo@gmail.com, chiamatemi al 3283421682 o collegatevi su Facebook.

HKB Wing Chun Roma

domenica 1 settembre 2013

Corso Istruttori HKB Wing Chun - 28/29 Settembre


Il primo corso istruttori di HKB Wing Chun della nuova stagione è alle porte. Il 28 ed il 29 settembre, passeremo 20 ore insieme a tutti i candidati istruttori, lavorando sulla tecnica, sui programmi di insegnamento, sulle modalità di insegnamento e correzione, sul marketing e sulla gestione di gruppi di studio. Come sempre, l'alta professionalità che ci contraddistingue sarà messa in campo per dare vita ad un entusiasmante percorso formativo, per chi vuole fare della propria passione un vero e proprio lavoro.