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giovedì 27 febbraio 2014
Siamo ciò che pensiamo
Vi invito a leggere il mio ultimo articolo sul nuovo sito internet www.riccardodivito.it. Il collegamento diretto è questo.
martedì 6 novembre 2012
I concetti di Tsin Si (纏撕)
Studiare la parte armata del nostro sistema mi ha spesso aiutato a comprendere meglio quella disarmata. Sicuramente il combattimento armato in sé e per sé è molto formativo e l'utilizzo delle nostre armi tradizionali è funzionale allo scontro con spade, coltelli, bastoni, etc. Molto probabilmente è proprio grazie alle armi che oggi abbiamo un sistema di combattimento così efficace, eppure è altrettanto chiaro che se non ci si confronta armi in pugno non si capisce quanto queste siano funzionali al lavoro disarmato.
In merito all'utilizzo della nostra arma più lunga, il bastone, abbiamo i cosiddetti Luk Dim Bun - 六点半 [liùdiǎnbàn] -, i Sei Punti e Mezzo, cioè un insieme di principi e concetti cardine che regolano l'utilizzo dell'arma, il suo senso profondo. Nel sistema Leung Ting questi coincidono con semplici sette tecniche, mentre nella mia Scuola si utilizzano i principi ed i concetti provenienti dalla Famiglia Tang, cui siamo grati per aver diffuso le conoscenze relative a questo fantastico strumento.
Dei concetti presenti, vorrei soffermarmi su due di quelli che ritengo particolarmente formativi dal punto di vista marziale a mani nude, Tsin Si (纏撕), cioè legare e strappare. 纏 [chán] significa propriamente legare e viene formato da 糸 [sī], la seta, e dall'uso fonetico di 廛 [chán]. 撕 [sī] significa strappare e nasce da 手 [shǒu] e dall'utilizzo fonetico di 斯 [sī].
Ora, letti così, potrebbero pure non aiutare il lettore a capire di cosa si stia parlando. Eppure questa coppia di concetti è un faro nelle fasi più confuse del combattimento, sia dal punto di vista della parte percussiva, sia da quella lottatoria. Nella parte percussiva è utile per far capire all'Allievo che non esiste alcun attacco che sia propriamente dritto, ma tutti i movimenti sono circolari. Non solo, dopo un cerchio c'è sempre uno strappo, cioè un impulso d'energia che rompa l'eventuale azione avversaria.
Dal punto di vista lottatorio, invece, lo ritroviamo in tutte le tecniche, soprattutto nella fase del Chi Sau, quando lavoriamo proprio per legare le articolazioni dell'avversario, prima di strapparle...questo costituisce un punto nodale e qualitativo che contraddistingue gli esercizi che si praticano nella mia Scuola, perché sono tutti tesi a bloccare e ingaggiare i muscoli dell'altro, per poterne utilizzare la forza e rompere eventuali equilibri statici.
Tra l'altro Tsin (纏) è il mezzo punto, che sta vicino a tutti gli altri, formando ben il 50% dell'intero sistema concettuale, essendo il movimento ellittico che guida l'azione, tanto per farvi capire quale sia la portata di questi concetti.
L'importanza del 撕 [sī] è anche relativa all'intenzione che mettiamo nell'utilizzo dell'arma così come quella che mettiamo nell'utilizzo delle mani nude. L'elemento più importante del Luk Dim Bun è il pollice della mano anteriore. Il pollice si allinea con il palo e questo dà la direzione allo stesso, in modo similare a quello che fanno le dita nel combattimento a mani nude. A parte il fatto esclusivamente tecnico, per cui l'impugnatura permetterà di evitare un danno grave alla mano in caso di un attacco andato a segno da parte dell'avversario, bisogna ricordare che uno degli obbiettivi di questo benedetto Si è proprio quello di rompere le dita, nel lavoro armato, o "bucare" l'avversario, nel confronto disarmato.
Una cosa molto interessante riguarda il concetto di legare e strappare, che ritroviamo sotto altre spoglie all'interno dell'Hek Ki Boen! Durante il lavoro del Niam Jiu, andiamo ad avvolgere il compagno di lavoro, prima di rilasciare la nostra energia, andando a percorrere la stessa strada del Wing Chun cantonese...è fantastico ritrovare gli stessi concetti in Famiglie così apparentemente diverse!
Dei concetti presenti, vorrei soffermarmi su due di quelli che ritengo particolarmente formativi dal punto di vista marziale a mani nude, Tsin Si (纏撕), cioè legare e strappare. 纏 [chán] significa propriamente legare e viene formato da 糸 [sī], la seta, e dall'uso fonetico di 廛 [chán]. 撕 [sī] significa strappare e nasce da 手 [shǒu] e dall'utilizzo fonetico di 斯 [sī].
Ora, letti così, potrebbero pure non aiutare il lettore a capire di cosa si stia parlando. Eppure questa coppia di concetti è un faro nelle fasi più confuse del combattimento, sia dal punto di vista della parte percussiva, sia da quella lottatoria. Nella parte percussiva è utile per far capire all'Allievo che non esiste alcun attacco che sia propriamente dritto, ma tutti i movimenti sono circolari. Non solo, dopo un cerchio c'è sempre uno strappo, cioè un impulso d'energia che rompa l'eventuale azione avversaria.
Dal punto di vista lottatorio, invece, lo ritroviamo in tutte le tecniche, soprattutto nella fase del Chi Sau, quando lavoriamo proprio per legare le articolazioni dell'avversario, prima di strapparle...questo costituisce un punto nodale e qualitativo che contraddistingue gli esercizi che si praticano nella mia Scuola, perché sono tutti tesi a bloccare e ingaggiare i muscoli dell'altro, per poterne utilizzare la forza e rompere eventuali equilibri statici.
Tra l'altro Tsin (纏) è il mezzo punto, che sta vicino a tutti gli altri, formando ben il 50% dell'intero sistema concettuale, essendo il movimento ellittico che guida l'azione, tanto per farvi capire quale sia la portata di questi concetti.
L'importanza del 撕 [sī] è anche relativa all'intenzione che mettiamo nell'utilizzo dell'arma così come quella che mettiamo nell'utilizzo delle mani nude. L'elemento più importante del Luk Dim Bun è il pollice della mano anteriore. Il pollice si allinea con il palo e questo dà la direzione allo stesso, in modo similare a quello che fanno le dita nel combattimento a mani nude. A parte il fatto esclusivamente tecnico, per cui l'impugnatura permetterà di evitare un danno grave alla mano in caso di un attacco andato a segno da parte dell'avversario, bisogna ricordare che uno degli obbiettivi di questo benedetto Si è proprio quello di rompere le dita, nel lavoro armato, o "bucare" l'avversario, nel confronto disarmato.
Una cosa molto interessante riguarda il concetto di legare e strappare, che ritroviamo sotto altre spoglie all'interno dell'Hek Ki Boen! Durante il lavoro del Niam Jiu, andiamo ad avvolgere il compagno di lavoro, prima di rilasciare la nostra energia, andando a percorrere la stessa strada del Wing Chun cantonese...è fantastico ritrovare gli stessi concetti in Famiglie così apparentemente diverse!
sabato 3 novembre 2012
丁步 - Ding Bou
Alcuni praticanti di Wing Chun tengono molto a differenziarsi dal resto della più grande comunità del Kung Fu o del Wu Shu, guardando con un ghigno alquanto sciocco posizioni, movimenti e tecniche che non vengono capiti a prima vista. Una di queste posizioni è la 丁步 - Ding Bou -, spesso poco considerata o, peggio, vista solo come fase di passaggio.
Ad occhi inesperti la posizione potrebbe sembrare estranea al nostro bagaglio tecnico, eppure la ritroviamo ad ogni piè sospinto durante il lavoro di gambe, soprattutto quando di fronte a noi c'è un buon combattente che utilizza i calci in modo particolare. Ogni volta che ci muoviamo copriamo sia l'avanzata che la ritirata e, in entrambe i casi, c'è un passaggio abbastanza chiaro in Ding Bou, che è necessaria per difendere in modo molto serio la linea verticale mediana, all'altezza dell'area genitale e via via a scendere, fino ai piedi.
丁 [dīng], lo sappiamo, rappresenta il chiodo e l'idea stessa di "inchiodare". Cosa fa, quindi, il movimento di gambe (步 [bù])? Inchioda l'eventuale attacco avversario al centro, proprio di fronte all'area genitale, difendendo nel modo a noi più congeniale, attaccando! La cosa importante è imparare a trasferire energia all'altro senza particolare dispendio energetico: qui sta tutto il senso del Faat Ginhg, senza il quale si rischia solo di eseguire una posizione statica, prima di senso.Tra l'altro questo tipo di movimento sta alla base di parecchi tipi di passi, perché viene allenato in modo tale da permettere al praticante di prendere angoli, difendersi dai calci e colpire in tutta sicurezza. Nel lineage Leung Ting, per esempio, si trova all'interno della forma Cham Kiu, dove viene allenato per permettere al praticante di calciare indietro in tutta sicurezza, prima di cambiare fronte a 180°.
venerdì 31 agosto 2012
lunedì 20 agosto 2012
Tiáo Qì (調氣) - Regolare il Qì
Probabilmente si tratta di una delle parole orientali che affascina di più gli occidentali, ma sta di fatto che quando si parla di Qì tutto diventa misterioso, quasi esoterico. Eppure i più Grandi Maestri che ho conosciuto mi hanno sempre parlato del 氣 (Qì) come aria, intesa proprio nel suo senso tanto metafisico quanto estremamente fisico. Nascondere la semplicità dietro un velo di mistero fa sempre comodo, pare...
Il carattere 氣 ha un'etimologia complessa. Raffigurava inizialmente solo il vapore che sale verso il cielo. Poi vi è stato aggiunto il radicale 米 [mǐ], indicante il chicco di riso. Quindi l'ideogramma rimanda ai vapori che salgono dalla terra ed al riso, sostanza che rimane in basso quando cuocendo rilascia i vapori stessi che vanno verso l'alto.
In un solo ideogramma si sintetizzano i due elementi fondamentali, celeste (Yáng) e terrestre (Yīn). Il Qì del cielo preme dall'alto, quello della terra dal basso. L'Uomo, quindi, è il risultato di queste due pressioni verticali costanti. Ad ogni modo, il senso che diamo noi oggi all'ideogramma 氣 nasce e si sviluppa dal dodicesimo secolo d.C., quando si inizia a far riferimento all'energia, definita spesso soffio vitale. In Cantonese viene trascritto /Hei/.
Una delle cinque regolazioni di cui vi sto parlando in questi giorni è detta Tiáo Qì (調氣) e fa riferimento all'atto di regolazione dell'energia vitale, quindi della distribuzione dei fluidi nel nostro corpo. Possiamo sicuramente porre la regolazione del Qì (氣) come uno degli obiettivi finali, di sicuro uno dei più importanti, di tutti i praticanti di qualsivoglia disciplina che abbia al suo interno il Qì Gōng.
Per imparare a regolare il Qì in modo efficace bisogna prima aver regolato il corpo, la respirazione e la mente (di quest'ultima regolazione parlerò a giorni, qui). Soltanto in quel momento la mente sarà abbastanza lucida da percepire il livello di distribuzione del Qì nel corpo per poterlo regolare, soprattutto quanto c'è una qualsiasi patologia energetica, con la conseguente alterazione nella circolazione energetica.
Un metodo molto efficace per rimuovere ristagni e blocchi e promuovere la circolazione dell'energia è il Tuī Ná (推拿), la cui traduzione letterale è spingere ed afferrare, ma che, in senso lato, fa riferimento a tutto l'insieme di tecniche manipolatorie di massaggio, collegate alla Medicina Cinese. Quando il Qì ristagna o è bloccato il sintomo prevalente è il dolore, che va via via diminuendo attraverso una delle tecniche di Tuī Ná, scelte di volta in volta a seconda dell'organo implicato.
Quando il Praticante sarà sufficientemente rilassato, con la postura, il corpo sciolto, il respiro regolare, lento, sottile e profondo e la mente sarà libera, allora, solo allora, usando l'intenzione (意 [yì]) potrà iniziare a far attenzione ai percorsi dei Meridiani della Medicina Cinese, regolando il flusso dell'energia nel corpo. Si tratta di una fase avanzata della pratica, perché richiede davvero molto esercizio.
Tanto per far riferimento ad una forma che tutti conoscono, nella Siu Nim Tau che pratichiamo ci sono diversi aspetti di auto-massaggio, specialmente nella quarta parte, dove vengono trattati diversi meridiani, come ricordo sempre durante le mie lezioni. Anche nella Chum Kiu e nella Biu Ji effettuiamo varie tecniche di Tuī Ná, ma esse appaiono segrete e nascoste a chi vi si accosta per il solo gusto marziale di imparare a combattere. Il (mio) Wing Chun è molto di più di una serie di tecniche di combattimento.
Il carattere 氣 ha un'etimologia complessa. Raffigurava inizialmente solo il vapore che sale verso il cielo. Poi vi è stato aggiunto il radicale 米 [mǐ], indicante il chicco di riso. Quindi l'ideogramma rimanda ai vapori che salgono dalla terra ed al riso, sostanza che rimane in basso quando cuocendo rilascia i vapori stessi che vanno verso l'alto.
In un solo ideogramma si sintetizzano i due elementi fondamentali, celeste (Yáng) e terrestre (Yīn). Il Qì del cielo preme dall'alto, quello della terra dal basso. L'Uomo, quindi, è il risultato di queste due pressioni verticali costanti. Ad ogni modo, il senso che diamo noi oggi all'ideogramma 氣 nasce e si sviluppa dal dodicesimo secolo d.C., quando si inizia a far riferimento all'energia, definita spesso soffio vitale. In Cantonese viene trascritto /Hei/.
Una delle cinque regolazioni di cui vi sto parlando in questi giorni è detta Tiáo Qì (調氣) e fa riferimento all'atto di regolazione dell'energia vitale, quindi della distribuzione dei fluidi nel nostro corpo. Possiamo sicuramente porre la regolazione del Qì (氣) come uno degli obiettivi finali, di sicuro uno dei più importanti, di tutti i praticanti di qualsivoglia disciplina che abbia al suo interno il Qì Gōng.
Per imparare a regolare il Qì in modo efficace bisogna prima aver regolato il corpo, la respirazione e la mente (di quest'ultima regolazione parlerò a giorni, qui). Soltanto in quel momento la mente sarà abbastanza lucida da percepire il livello di distribuzione del Qì nel corpo per poterlo regolare, soprattutto quanto c'è una qualsiasi patologia energetica, con la conseguente alterazione nella circolazione energetica.
Un metodo molto efficace per rimuovere ristagni e blocchi e promuovere la circolazione dell'energia è il Tuī Ná (推拿), la cui traduzione letterale è spingere ed afferrare, ma che, in senso lato, fa riferimento a tutto l'insieme di tecniche manipolatorie di massaggio, collegate alla Medicina Cinese. Quando il Qì ristagna o è bloccato il sintomo prevalente è il dolore, che va via via diminuendo attraverso una delle tecniche di Tuī Ná, scelte di volta in volta a seconda dell'organo implicato.
Quando il Praticante sarà sufficientemente rilassato, con la postura, il corpo sciolto, il respiro regolare, lento, sottile e profondo e la mente sarà libera, allora, solo allora, usando l'intenzione (意 [yì]) potrà iniziare a far attenzione ai percorsi dei Meridiani della Medicina Cinese, regolando il flusso dell'energia nel corpo. Si tratta di una fase avanzata della pratica, perché richiede davvero molto esercizio.
Tanto per far riferimento ad una forma che tutti conoscono, nella Siu Nim Tau che pratichiamo ci sono diversi aspetti di auto-massaggio, specialmente nella quarta parte, dove vengono trattati diversi meridiani, come ricordo sempre durante le mie lezioni. Anche nella Chum Kiu e nella Biu Ji effettuiamo varie tecniche di Tuī Ná, ma esse appaiono segrete e nascoste a chi vi si accosta per il solo gusto marziale di imparare a combattere. Il (mio) Wing Chun è molto di più di una serie di tecniche di combattimento.
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giovedì 16 agosto 2012
Senza teoria e scopo, nessuna crescita
Spesso ricevo telefonate da ex praticanti di WingTsun (specialmente WTOI) che si lamentano per la mancanza di teorie e spiegazioni profonde nel loro sistema. Effettivamente questo fu uno dei motivi che mi portarono ad abbandonare quell'organizzazione. Eppure, a distanza di anni, capisco che ci fu un vero e proprio corto circuito made in Germany, che non ci ha permesso di acquisire le conoscenze, che solo attraverso alcuni Maestri sono arrivate in Italia. Ma questa è una storia passata...veniamo a noi.
Se non c'è una buona teoria dietro all'Arte Marziale, non ci può essere una buona pratica, mettiamocelo bene in testa. Se la teoria è scomposta, presenta falle o è inadeguata a dare risposte ai praticanti, ecco che gli stessi si perdono e abbandonano, giustamente. Io, dal canto mio, cerco sempre di spiegare fin dal primo giorno ai miei Allievi che devono prefiggersi degli scopi precisi, altrimenti, senza una mèta, il percorso può essere davvero troppo arduo...
Senza conoscere scopo e teoria si perde il significato stesso dell’allenamento e, come conseguenza, ci sarà solo una perdita di tempo. Lo ripeto spesso, bisogna studiare e allenarsi fino a quando non si comprende appieno il significato di ogni singolo movimento, di ogni tecnica, di ogni forma. Solo in questo modo potremo capire come crescere, indipendentemente dal Maestro, che servirà, in quel dato momento, solo raffinare ciò che si sarà scoperto da sé.
Fare errori è il modo migliore per imparare. Si può imparare dai propri errori, se non ci si sofferma sugli essi. Nel Wing Chun come nella vita questa è una legge. Errore dopo errore si impara a regolare il corpo, a capire come trovare e costruire il radicamento dello stesso, a praticare ogni forma e comprenderne appieno il significato. Per costruire radici solide dovete sapere come mantenervi centrati, come bilanciare il corpo e, cosa più importante, come rilassarvi in modo che il Qi possa fluire liberamente.
Fare errori è il modo migliore per imparare. Si può imparare dai propri errori, se non ci si sofferma sugli essi. Nel Wing Chun come nella vita questa è una legge. Errore dopo errore si impara a regolare il corpo, a capire come trovare e costruire il radicamento dello stesso, a praticare ogni forma e comprenderne appieno il significato. Per costruire radici solide dovete sapere come mantenervi centrati, come bilanciare il corpo e, cosa più importante, come rilassarvi in modo che il Qi possa fluire liberamente.
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mercoledì 15 agosto 2012
Il (mio) Wing Chun è 氣功 (Qi Gōng)
Da anni sento dire che il Wing Chun è uno stile esterno, che potenzia la parte fisica del corpo, adatto alla difesa personale ed al combattimento nella corta distanza. Alla fine, vedendo e rivedendo i film dedicati al GGM Ip Man capisco che questi stereotipi sono stati accettati dalla gran parte della comunità dei praticanti (e Insegnanti) dell'Arte Marziale. Da me, lo chiarisco subito, no. Questo è il motivo per cui da qualche mese a questa parte faccio riferimento nei miei articoli al mio Wing Chun, non perché io mi consideri un SiJo, un fondatore di una nuova corrente, ma perché ritengo che le mie ricerche e le mie esperienze mi abbiano portato in una direzione differente rispetto a quelle che ho visto e praticato sinora.
Il mio Wing Chun, dicevo, è anche (non solo, ovviamente) 氣功 - Qi Gōng -, in quanto la continua pratica dell'Arte e la teoria che c'è dietro alla stessa fanno sì che il pensiero finale, la vera mèta, l'obbiettivo profondo è e rimane quello di acquisire calma, tranquillità ed equilibrio mentale e spirituale, attraverso una corretta respirazione e, di conseguenza, di una sequenza di movimenti atti a migliorare, stabilizzare ed equilibrare la circolazione energetica del 氣 - Qi -.
Uno degli scopi del Qi Gōng è quello di mantenere la salute dell'uomo, attraverso la meditazione statica o dinamica. Spesso vi è bisogno di far scorrere il Qi in modo più fluido, perché alcune malattie sono causate da eccessi emotivi, i quali consumano lo stesso Qi, causando ristagni lungo i meridiani energetici e nei sistemi organici. La depressione, malattia cardine della nostra società, causa spesso ulcere gastriche ed indigestioni. Così la rabbia deteriora il fegato. La continua tristezza genera compressione e tensione nei polmoni. La paura turba il funzionamento dei reni e della vescica. E così via...
調心 - Tiáo Xīn - è considerato il processo per regolare la parte emozionale della mente, attraverso un'equilibratura del Cuore. Quando la mente è calma, l'uomo è in uno stato neutrale di emotività. In questo momento il Qi scorre e si auto-regola, corregge i propri squilibri e dona uno stato di benessere generale. Per raggiungere lo stato di quiete descritto utilizziamo la meditazione statica, attraverso la quale eliminiamo qualsiasi pensiero dalla mente, lasciandola chiara, serena e calma. Il flusso dei pensieri, a quel punto, subisce un rallentamento, provocando un certo grado di distacco emotivo.
Con la mancanza di pensieri il rilassamento è garantito, anche negli organi interni. Alcuni utilizzano forme come quella degli Otto Pezzi di Broccato - affascinante! - o gli Esercizi dei Cinque Animali, ma tutte le forme potrebbero adattarsi al contesto. Noi utilizziamo la Sam Chien Po della tradizione Hek Ki Boen, così come la Siu Nim Tau (o anche la Siaw Lian Dao della stessa tradizione HKB). Sarà un piacere mostrare a tutti gli amici che lo vorranno la parte energetica della mia Scuola. Sono a vostra completa disposizione.
Con la mancanza di pensieri il rilassamento è garantito, anche negli organi interni. Alcuni utilizzano forme come quella degli Otto Pezzi di Broccato - affascinante! - o gli Esercizi dei Cinque Animali, ma tutte le forme potrebbero adattarsi al contesto. Noi utilizziamo la Sam Chien Po della tradizione Hek Ki Boen, così come la Siu Nim Tau (o anche la Siaw Lian Dao della stessa tradizione HKB). Sarà un piacere mostrare a tutti gli amici che lo vorranno la parte energetica della mia Scuola. Sono a vostra completa disposizione.
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domenica 12 agosto 2012
Completezza
In tutte le Scuole di Arti Marziali che ho frequentato finora mi è sempre capitato di notare l'assenza della completezza nei praticanti, divisi spesso tra "teorici" e "pratici", tra "letterati" e "picchiatori". Credo, al contrario, che sia importantissimo coltivare entrambe le Vie, sia quella di natura strettamente marziale sia quella civile, letteraria e teorica. Togliere una delle due sarebbe come camminare senza una gamba.
Si tratta della necessità di coniugare maschile e femminile, utilizzare due ali per volare. Letteratura, filosofia, cultura generale sono la componente armonica dell'artista marziale, insieme alle tecniche, alle forme ed alle capacità di combattimento. Se manca armonia, i praticanti perdono la completezza necessaria nell'Arte come nella vita. Proprio per questo invito sempre i miei Allievi più giovani a coltivare lo studio, ad impegnarsi principalmente a scuola, prima di pensare al Wing Chun.
Senza una Via non può esserci l'altra, non può esserci saggezza se sono separate o una della due è assente. Quando riprendo i miei Allievi per la mancanza di alcune parti di conoscenza o pratica è proprio per permettere loro di raggiungere quella completezza che io non ho mai riscontrato in altre Scuole. Forme, tecniche e capacità di combattimento migliorano e diventano "perfette" se sono supportate da un'ottima conoscenza teorica. A questo va affiancato un percorso di studi teorici, storici e tecnici, con i quali acquisire sempre più dimestichezza con la cultura cinese. Senza una delle gambe, la conoscenza è zoppa e la completezza non ci appartiene. Sarebbe come tentare di completare un puzzle, senza alcuni pezzi...
venerdì 10 agosto 2012
Zuò Chán - 坐禅 - Zazèn
Sempre più spesso mi ritrovo a meditare. La meditazione è il cuore della pratica delle Arti Marziali Tradizionali, al di là degli altri aspetti pur importantissimi delle stesse. Ritrovare se stessi, sedere in armonìa con sé e col mondo, essere nel mondo e concentrarsi sul vuoto, questo è uno dei punti più alti della meditazione.
坐 [zuò] è formato da due persone 人 [rén] che siedono a terra 土 [tǔ] In Cantonese è reso come /Choh/ o /Joh/.
禅 (forma semplificata di 禪) [chán] è propriamente la meditazione; deriva da 礻(o 示) [shì], l'altare, e da 单 (la cui forma tradizionale è 單) [dān], utilizzato per la sua fonetica. In Cantonese è /Sim/ o /Sihn/.
Come nel nostro caso i due ideogrammi sono utilizzati assieme per rendere l'espressione di "sedere in meditazione" - 坐禅 -. La parola Chán viene dal Sanskrito, Dhyāna, pronunciata Zen in Giappone. Da qui la famosa posizione Zazen, che poi è il nome più conosciuto.
Nel taoismo esisteva già 坐忘, Zuò Wàng (Choh Mohng in Cantonese), "sedersi nell'oblìo", ma mettere insieme la tradizione taoista e quella, più antica, sanskrita, fu la chiave del Buddhismo Chàn per onorare gli antenati e coniugare tradizione e modernità. È molto importante capire che non si tratta di una tecnica per realizzare un desiderio, uno strumento per ottenere qualcosa o raggiungere un fine. Se così fosse saremmo lontani dalla concezione spirituale della gratuità. Questa è realizzazione spirituale stessa. Se si comprende questo, si capisce perché nella tradizione delle Arti Marziali cinesi prevalere non è il fine da perseguire.
Per me la pratica di Zuò Chán è venuta dopo aver imparato a tenere una postura giusta, eretta, con la conseguente respirazione naturale. Sono partito dalla respirazione che ristagnava all'altezza del plesso solare, per poi riuscire a farla scendere verso il Dan Tian più basso. Ho imparato ad impiegare più di due minuti ad espirare, dopo aver letto che il Buddha colse l'Illuminazione sotto l'albero della Bodhi proprio durante l'espirazione...
Tutte le nostre tecniche devono essere un allenamento della respirazione e Zuò Chán non deve essere da meno, all'inizio. Al più presto, però, va abbandonato questo fine, per raggiungere l'assenza del fine, il sedere nel vuoto per meditare. Nella posizione che vi descrivo si raccolgono tutte le energie, lasciando scorrere via tutti i pensieri, allentando tensioni, dedicandosi a sé.
Bisogna sempre rimanere vigili, pur essendo distaccati, mai chiudere gli occhi, concentrarsi sul vuoto, non visualizzare. La visualizzazione è una cosa totalmente diversa. Zuò Chán è allenamento all'inazione, non azione a sé. Aiuta a conferire una dimensione differente anche alle forme, se praticata con regolarità. Coltivate lo spirito, altrimenti le vostre forme, le vostre tecniche e la vostra vita saranno senza Qi, senza vita.
Per me la pratica di Zuò Chán è venuta dopo aver imparato a tenere una postura giusta, eretta, con la conseguente respirazione naturale. Sono partito dalla respirazione che ristagnava all'altezza del plesso solare, per poi riuscire a farla scendere verso il Dan Tian più basso. Ho imparato ad impiegare più di due minuti ad espirare, dopo aver letto che il Buddha colse l'Illuminazione sotto l'albero della Bodhi proprio durante l'espirazione...
Tutte le nostre tecniche devono essere un allenamento della respirazione e Zuò Chán non deve essere da meno, all'inizio. Al più presto, però, va abbandonato questo fine, per raggiungere l'assenza del fine, il sedere nel vuoto per meditare. Nella posizione che vi descrivo si raccolgono tutte le energie, lasciando scorrere via tutti i pensieri, allentando tensioni, dedicandosi a sé.
Bisogna sempre rimanere vigili, pur essendo distaccati, mai chiudere gli occhi, concentrarsi sul vuoto, non visualizzare. La visualizzazione è una cosa totalmente diversa. Zuò Chán è allenamento all'inazione, non azione a sé. Aiuta a conferire una dimensione differente anche alle forme, se praticata con regolarità. Coltivate lo spirito, altrimenti le vostre forme, le vostre tecniche e la vostra vita saranno senza Qi, senza vita.
mercoledì 8 agosto 2012
La concentrazione
Molti Allievi mostrano un difetto di concentrazione che si portano avanti per mesi o, addirittura, anni. Eppure è uno degli elementi cardine di ogni Arte Marziale, senza il quale poco o nulla si riesce a trasmettere attraverso le tecniche. Tutta la nostra ricerca è focalizzata sulla concentrazione, che non è un espediente mentale per sopperire alla mancanza di intenzione, ma la totale assenza d'azione della coscienza, il più profondo abbandono a ciò che sta accadendo in un dato momento.
Il modo per arrivare a concentrarsi in modo proficuo è relativamente semplice. In primo luogo è necessario concentrarsi incessantemente sulla respirazione, in particolar modo sull'espirazione, che dovrà essere inizialmente lenta quanto l'inspirazione, potente, lunga, quanto più possibile profonda, bassa, a livello del Dan Tian inferiore (che nella cultura giapponese viene detto hara), poco sotto l'ombelico.
Gli occhi, contrariamente a quanto viene solitamente consigliato, non devono essere chiusi. Devono fissare il vuoto, avanti a sé oppure, in presenza di un avversario, i suoi occhi, intensamente, profondamente, senza smettere mai. Solo così sarà possibile seguire il suo intento. Ciò permetterà di rimanere saldi, concentrati, calmi e, soprattutto, estremamente vigili. In questo modo, basterà un solo gesto fisico per entrare nella guardia avversaria e terminare il combattimento.
La potenza della concentrazione è essenziale, perché permette di far convergere la tensione del corpo e l'abilità della tecnica nell'intuizione dello spirito, lasciandolo vuoto, senza punti deboli da attaccare, proprio per l'assenza di un pensiero razionale. Nel combattimento che intendo io bisogna essere senza scopo né spirito di profitto (i giapponesi dicono mushotoku). La maggior parte degli insegnanti odierni allenano corpo e tecnica, mai la coscienza dei praticanti.
La vita quotidiana è il luogo del combattimento. Dobbiamo essere coscienti in ogni istante: ci alziamo, lavoriamo, mangiamo, dormiamo. In questo consiste la padronanza di sé, essere sempre presenti a se stessi, concentrati in ogni gesto quotidiano, nel pieno spirito di controllo di sé. Non esitate a chiedervi come trovare la concentrazione, è il primo passo per ricercarla.
sabato 4 agosto 2012
Solo il Tao (道) aiuta l'uomo a comprendere il vuoto
Riflettevo poco fa sullo spazio, elemento fondamentale per la pratica del Wing Chun. Non so se tutti siano in grado di comprendere una qualsiasi forma senza la componente dello spazio vuoto ad essa correlato. Purtroppo noi ignoriamo lo spazio perché è uniforme, come l'acqua per i pesci e l'aria per gli uccelli. Pare impossibile dare descrizioni comprensibili di elementi e dimensioni che sono costanti in tutte le esperienze, come coscienza, tempo, moto o elettricità. Eppure quest'ultima, per esempio, per noi è molto importante, ha proprietà misurabili e controllabili.
Io sento intuitivamente lo 'spazio' ed il 'vuoto' (空 - Kōng) e li reputo molto importanti per noi. Pensate al bambino che stuzzica il proprio cervello immaginando lo spazio che si espande sempre più senza limiti. Questo spazio non è "il nulla" come molti lo indicano, poiché io non posso sfuggire dal senso che lo spazio e la mia consapevolezza dell'universo siano la stessa cosa. Richiamo alla mente le parole del patriarca Ch'an, Hui-Neng, che scriveva ben undici secoli dopo Lao-Tzu:
La capacità della mente è ampia e vasta, come l'ampio cielo. Non startene a sedere con la mente fissa sulla vacuità. Se lo fai tu cadrai in un neutro genere di vuoto. La vacuità include il sole, la luna, le stelle e i pianeti, la grande terra, montagne e fiumi, tutti gli alberi e le erbe, uomini cattivi e uomini buoni, cose cattive e cose buone, paradiso e inferno; sono tutti nel mezzo della vacuità. Anche la vacuità della natura umana è come questo. (Tan-ching 24, trad. Yampolsky (1), p. 146)
Percepire lo spazio e l'assenza di spazio è fondamentale per la nostra pratica ed è per questo che vi invito a rifletterci. Solo la comprensione della dualità del Tao (道), lo Yin e lo Yang, può permettere ai praticanti di Wing Chun di occupare lo spazio o creare il vuoto. Solo in questo modo possiamo far appello alle nostre capacità di pressare, tirare, afferrare, colpire, assorbire, etc. Senza il concetto di spazio e vuoto, la nostra pratica è morta. Rifletteteci.
mercoledì 1 agosto 2012
Stadi dell'Hoat Keng dell'Hek Ki Boen
Nell'Hek Ki Boen la generazione di energia non è in relazione e non viene da corpo, spalle, Dan Tian o da altre parti. Inizialmente essa viene dalla comprensione di tre aspetti fondamentali, che siamo soliti dividere tra cielo, terra e uomo: la consapevolezza del cielo prevede la comprensione del pensiero, del concetto, della teoria; quella della terra concerne la capacità di sentire determinate sensazioni; quella dell'uomo si fonda sull'intento e sull'applicazione pratica.
Questo ci permette di bloccare 'mille chilogrammi' con pochi grammi di peso. Si tratte dell'iniziale abilità che si acquisisce in tre distinte parti del curriculum HKB, cioè il primo, il secondo ed il terzo grado di Hoat Keng. Successivamente si passa all'Attivazione dei 9 tendini degli arti, con il totale distacco dei muscoli (il famoso detachment), attraverso il quale la struttura muscolare si attiva solo passivamente, dopo quella tendinea. Questa è l'essenza dell'It Kin Keng, la transizione dai muscoli ai tendini.
A questo punto la mano diventa davvero pesante, estremamente pesante. Non si ha più la necessità di frustare le tecniche e la caratteristica di questo stadio di Hoat Keng è che non emette più suoni. Si tratta della condizione di Li Tou Zhi Chuen. Nel curriculum HKB questo stadio è classificato come quarto livello di Hoat Keng. Questo processo viene insegnato soltanto ai Maestri di livello alto (Tier 3)
Il passaggio successivo concerne il Lavaggio del Midollo Osseo. Nella terminologia HKB questo è il primo stadio di Liam Kut (Allenamento della parte interna delle ossa). In quella Shaolin viene detta Si Swe Keng (Lavaggio del Midollo Osseo). A questo punto l'Hoat Keng non necessita più di distanza o velocità. Significa che l'energia può essere rilasciata a bassa velocità e senza alcun movimento evidente, sebbene rimanga esplosiva.
Come? Il Vero Intento [Yi Niam] è l'esatto opposto della Visualizzazione. Nel nostro curriculum questo è classificato come quinto livello di Hoat Keng. Il passo successivo vede la continuazione del Lavaggio del Midollo Osseo. Usare l'Intento significa farlo scorrere dagli originali 9 tendini al midollo osseo del gomito, passando per la parte più delicata del midollo osseo dell'ascella. Poi passa al midollo osseo delle costole, per poi raggiungere finalmente il Dan Tian che ruota/cade.
A questo punto il Qi deve scorrere verso il basso, nella parte anteriore del corpo, aprendo i punti dei meridiani Ren Mai [Vaso Concezione]. Nel nostro curriculum è classificato come sesto livello di Hoat Keng.
Finalmente, si impara ad usare l'intento per continuare a lavare il midollo osseo della spina vertebrale, facendo dirigere il Qi verso l'alto, facendolo arrivare all'apertura di tutti i punti dei punti dei meridiani Du Mai [Vaso Governatore] per eseguire la Siauw Cou Tian [Piccola Orbita Microcosmica]: il settimo livello di Hoat Keng. Fate attenzione: tutto inizia dalle mani, per poi arrivare al corpo, mai l'opposto. Queste conoscenze sono state rivelate al pubblico solo dal Gran Maestro Lin Xiang Fuk, che ringrazio per l'opportunità di avermi fatto entrare nella grande Famiglia HKB!
Questo ci permette di bloccare 'mille chilogrammi' con pochi grammi di peso. Si tratte dell'iniziale abilità che si acquisisce in tre distinte parti del curriculum HKB, cioè il primo, il secondo ed il terzo grado di Hoat Keng. Successivamente si passa all'Attivazione dei 9 tendini degli arti, con il totale distacco dei muscoli (il famoso detachment), attraverso il quale la struttura muscolare si attiva solo passivamente, dopo quella tendinea. Questa è l'essenza dell'It Kin Keng, la transizione dai muscoli ai tendini.
A questo punto la mano diventa davvero pesante, estremamente pesante. Non si ha più la necessità di frustare le tecniche e la caratteristica di questo stadio di Hoat Keng è che non emette più suoni. Si tratta della condizione di Li Tou Zhi Chuen. Nel curriculum HKB questo stadio è classificato come quarto livello di Hoat Keng. Questo processo viene insegnato soltanto ai Maestri di livello alto (Tier 3)
Il passaggio successivo concerne il Lavaggio del Midollo Osseo. Nella terminologia HKB questo è il primo stadio di Liam Kut (Allenamento della parte interna delle ossa). In quella Shaolin viene detta Si Swe Keng (Lavaggio del Midollo Osseo). A questo punto l'Hoat Keng non necessita più di distanza o velocità. Significa che l'energia può essere rilasciata a bassa velocità e senza alcun movimento evidente, sebbene rimanga esplosiva.
Come? Il Vero Intento [Yi Niam] è l'esatto opposto della Visualizzazione. Nel nostro curriculum questo è classificato come quinto livello di Hoat Keng. Il passo successivo vede la continuazione del Lavaggio del Midollo Osseo. Usare l'Intento significa farlo scorrere dagli originali 9 tendini al midollo osseo del gomito, passando per la parte più delicata del midollo osseo dell'ascella. Poi passa al midollo osseo delle costole, per poi raggiungere finalmente il Dan Tian che ruota/cade.
A questo punto il Qi deve scorrere verso il basso, nella parte anteriore del corpo, aprendo i punti dei meridiani Ren Mai [Vaso Concezione]. Nel nostro curriculum è classificato come sesto livello di Hoat Keng.
Finalmente, si impara ad usare l'intento per continuare a lavare il midollo osseo della spina vertebrale, facendo dirigere il Qi verso l'alto, facendolo arrivare all'apertura di tutti i punti dei punti dei meridiani Du Mai [Vaso Governatore] per eseguire la Siauw Cou Tian [Piccola Orbita Microcosmica]: il settimo livello di Hoat Keng. Fate attenzione: tutto inizia dalle mani, per poi arrivare al corpo, mai l'opposto. Queste conoscenze sono state rivelate al pubblico solo dal Gran Maestro Lin Xiang Fuk, che ringrazio per l'opportunità di avermi fatto entrare nella grande Famiglia HKB!
Caldo record fino a Ferragosto
Una corrente di aria 'infuocata' colpirà sopratutto il Sud. Ci potrebbe essere un'ondata di afa eccezionale all'inizio della prossima settimana con punte di 43 gradi in Puglia, Basilicata e Sicilia e 39 a Roma. Temperature alle stelle almeno fino a Ferragosto. L'estate 2012 è anomala ed eccezionalmente calda e i prossimi dieci giorni saranno veramente infuocati, almeno al Centro-Sud. Saranno battuti i record del 2003.
Oltre ai "soliti" consigli (bere molta acqua, non uscire nelle ore calde, etc.), è bene ricordare che attraverso una buona respirazione si può fare in modo di alleviare la sensazione di caldo asfissiante. Gli esercizi della Siu Nim Tau o della Sam Chian Po, per esempio, sono fondamentali per l'acquisizione di particolari abilità di termoregolazione.
Siamo creature omeoterme, cioè necessitiamo di una temperatura corporea relativamente costante, ma siamo anche endotermici, perché produciamo internamente calore per regolare la temperatura corporea. La capacità di regolare fisiologicamente la temperatura corporea deve essere resa possibile per passare da zone calde a zone fredde. Nelle regioni calde o fredde, la termoregolazione è evidente e si manifesta rispettivamente sotto forma di sudorazione e brividi.
Sono modi efficaci per disperdere o accumulare calore, fenomeni necessari per la sopravvivenza. Tuttavia, le condizioni di freddo o caldo non sono confortevoli e quindi vengono solitamente evitate, per mezzo della cosiddetta termoregolazione "comportamentale" o "volontaria". In effetti, la forma più potente di termoregolazione è proprio quella volontaria: il cambio di abbigliamento, della postura, della respirazione o del luogo. Gli esseri umani quindi raramente hanno bisogno di aumentare la produzione di calore allo scopo di regolare la propria temperatura corporea, perché sono in grado di ricercare un ambiente adatto o di indossare abiti adeguati, così che il loro corpo venga generalmente tenuto in uno stato di neutralità termica.
A temperature basse, il tasso metabolico a riposo (e quindi la produzione di calore) subisce un aumento. La conseguente vasocostrizione dei vasi sanguigni della pelle è un mezzo per modificare la perdita di calore senza provocare cambiamenti nella sua produzione. Anche il cuore aumenta la sua attività, in modo da riuscire a soddisfare le richieste metaboliche dei tessuti attivi principalmente coinvolti (tessuto adiposo bruno e muscolo scheletrico) e per incrementare la diffusione di calore.
La temperatura corporea viene mantenuta costante se il guadagno di calore è uguale alla perdita. La tempreatura basale nell'uomo è mantenuta relativamente costante in ambienti con temperature che variano da valori inferiori o superiori alla temperatura corporea. Ciò implica che, nonostante grandi variazioni di temperatura ambientale, la produzione di calore equilibra la perdita, con conseguente mantenimento della temperatura stabile.
In generale l'uomo può aumentare la produzione di calore da un aumento della secrezione di noradrenalina tramite l'attivazione del sistema nervoso simpatico, utilizzando i depositi di grasso (trigliceridi) nel tessuto adiposo bruno come substrato principale di questo aumento della domanda energetica. Durante la pratica delle forme, secondo alcuni allenamenti che ho mostrato più volte ai miei Allievi, è importante imparare ad utilizzarle anche per la pessima stagione in corso.
Oltre ai "soliti" consigli (bere molta acqua, non uscire nelle ore calde, etc.), è bene ricordare che attraverso una buona respirazione si può fare in modo di alleviare la sensazione di caldo asfissiante. Gli esercizi della Siu Nim Tau o della Sam Chian Po, per esempio, sono fondamentali per l'acquisizione di particolari abilità di termoregolazione.Siamo creature omeoterme, cioè necessitiamo di una temperatura corporea relativamente costante, ma siamo anche endotermici, perché produciamo internamente calore per regolare la temperatura corporea. La capacità di regolare fisiologicamente la temperatura corporea deve essere resa possibile per passare da zone calde a zone fredde. Nelle regioni calde o fredde, la termoregolazione è evidente e si manifesta rispettivamente sotto forma di sudorazione e brividi.
Sono modi efficaci per disperdere o accumulare calore, fenomeni necessari per la sopravvivenza. Tuttavia, le condizioni di freddo o caldo non sono confortevoli e quindi vengono solitamente evitate, per mezzo della cosiddetta termoregolazione "comportamentale" o "volontaria". In effetti, la forma più potente di termoregolazione è proprio quella volontaria: il cambio di abbigliamento, della postura, della respirazione o del luogo. Gli esseri umani quindi raramente hanno bisogno di aumentare la produzione di calore allo scopo di regolare la propria temperatura corporea, perché sono in grado di ricercare un ambiente adatto o di indossare abiti adeguati, così che il loro corpo venga generalmente tenuto in uno stato di neutralità termica.
A temperature basse, il tasso metabolico a riposo (e quindi la produzione di calore) subisce un aumento. La conseguente vasocostrizione dei vasi sanguigni della pelle è un mezzo per modificare la perdita di calore senza provocare cambiamenti nella sua produzione. Anche il cuore aumenta la sua attività, in modo da riuscire a soddisfare le richieste metaboliche dei tessuti attivi principalmente coinvolti (tessuto adiposo bruno e muscolo scheletrico) e per incrementare la diffusione di calore.
La temperatura corporea viene mantenuta costante se il guadagno di calore è uguale alla perdita. La tempreatura basale nell'uomo è mantenuta relativamente costante in ambienti con temperature che variano da valori inferiori o superiori alla temperatura corporea. Ciò implica che, nonostante grandi variazioni di temperatura ambientale, la produzione di calore equilibra la perdita, con conseguente mantenimento della temperatura stabile.
In generale l'uomo può aumentare la produzione di calore da un aumento della secrezione di noradrenalina tramite l'attivazione del sistema nervoso simpatico, utilizzando i depositi di grasso (trigliceridi) nel tessuto adiposo bruno come substrato principale di questo aumento della domanda energetica. Durante la pratica delle forme, secondo alcuni allenamenti che ho mostrato più volte ai miei Allievi, è importante imparare ad utilizzarle anche per la pessima stagione in corso.
martedì 31 luglio 2012
Ue-17: disoccupazione; ancora record a giugno, 11,2%
Ancora un record negativo per il tasso di disoccupazione per i Paesi dell'area euro dove a giugno ha toccato l'11,2%, livello piu' alto dal 1999, ovvero dalla creazione dell'Eurozona. Lo ha reso noto Eurostat che ha rivisto al rialzo - causa fattori stagionali - anche il dato di maggio, passato dall'11,1 all'11,2%.
Resta molto critica anche la situazione per i giovani. Globalmente la quota degli 'under 25' disoccupati nell'area euro e' passata dal 22,5 di maggio al 22,4% di giugno (era il 20,5% un anno fa), ma in termini assoluti sono aumentati di 204 mila unita' arrivando ad essere 3,3 milioni. Nell'Ue a 27 il tasso di disoccupazione giovanile e' stato a giugno del 22,6% (contro il 22,7% del mese precedente e il 21,1% di un anno fa) con un aumento, rispetto al giugno 2011, di 227 mila unita' per un totale di 5,4 milioni di persone. In Spagna, dove il fenomeno e' particolarmente grave, i giovani senza lavoro sono arrivati ad essere il 52,7% del totale (erano il 52,6% a maggio e il 45,9 un anno fa).
La situazione è davvero preoccupante e, per quel che ci riguarda, penso che si stia innescando una vera e propria bomba sociale. Per questa ragione continuo ad invitare tutti agli allenamenti di Kung Fu, perché dà modo a tutti di capire i propri limiti e trovare il modo di superarli. Coraggio.
Resta molto critica anche la situazione per i giovani. Globalmente la quota degli 'under 25' disoccupati nell'area euro e' passata dal 22,5 di maggio al 22,4% di giugno (era il 20,5% un anno fa), ma in termini assoluti sono aumentati di 204 mila unita' arrivando ad essere 3,3 milioni. Nell'Ue a 27 il tasso di disoccupazione giovanile e' stato a giugno del 22,6% (contro il 22,7% del mese precedente e il 21,1% di un anno fa) con un aumento, rispetto al giugno 2011, di 227 mila unita' per un totale di 5,4 milioni di persone. In Spagna, dove il fenomeno e' particolarmente grave, i giovani senza lavoro sono arrivati ad essere il 52,7% del totale (erano il 52,6% a maggio e il 45,9 un anno fa).
La situazione è davvero preoccupante e, per quel che ci riguarda, penso che si stia innescando una vera e propria bomba sociale. Per questa ragione continuo ad invitare tutti agli allenamenti di Kung Fu, perché dà modo a tutti di capire i propri limiti e trovare il modo di superarli. Coraggio.
sabato 28 luglio 2012
Seminario Pubblico - "Compiti per le vacanze"
Lunedì 30 luglio terrò un seminario pubblico dal titolo emblematico: "Compiti per le vacanze". Si tratta di un'occasione per rivedere insieme gran parte del programma svolto nell'arco dell'anno accademico appena trascorso e, soprattutto, per permettermi di consegnare ad ognuno di voi i compiti da svolgere nell'arco del mese di agosto, durante la chiusura estiva della palestra.
Vi darò un programma di allenamento che vi vedrà impegnati per almeno 30 minuti al giorno, senza eccessi, che vi permetterà di arrivare a settembre ancora attivi, carichi, ma riposati. Sarà anche un'occasione di toccare con mano il Wing Chun per tutti coloro i quali si vogliono avvicinare a quest'Arte Marziale, entrando nel vivo del sistema che insegno.
Il seminario prenderà il via alle 20 e terminerà alle 22:30. Vi prego di arrivare almeno alle 19:45 per le pratiche burocratiche e per iniziare con la nostra consueta puntualità. La prima ora sarà uguale per tutti, con il riscaldamento tipico del nostro sistema di Shaolìn, per poi andare nello specifico dei programmi, con la divisione per livelli.
Saranno due ore e mezza di forme, Chi Sau, Kiu Sau, Lat Sau, Chi Geuk, principi e tecniche, nel solito clima divertente e sereno. Vi aspetto a braccia aperte e gomiti bassi...
Per qualsiasi informazione, come sempre, non esitate a contattarmi qui, su Facebook, via mail, per telefono, col piccione viaggiatore, coi segnali di fumo, etc.
sabato 21 luglio 2012
Sei sicuro che stai dando il massimo a tuo figlio?
200 giorni X 3 ore = 600 ore l'anno
Cosa fanno i tuoi figli dopo scuola? Passano 600 ore della loro vita a far cosa? Spesso vengono lasciati con le babysitter, senza contare tutti quelli che passano l'intero pomeriggio davanti ai videogame o alla tv. Alcune volte, quando va peggio, frequentano persone poco rassicuranti che li portano sulla cattiva strada. Tutto questo non accade ai miei studenti di Kung Fu.
Vieni a scoprire la Scuola per il tuo bambino
Ciò li preparerà per la scuola e per la quotidianità, con l'acquisizione di abilità che dureranno tutta la vita. Permettere a tuo figlio di frequentare il corso di Kung Fu alla S.S.D. IL CERCHIO A R.L. sarà la cosa migliore che potrai mai fare per tuo figlio. Nella mia Scuola, i bambini progrediscono al proprio ritmo personale, perché ognuno impara in modo diverso.
Questo è il posto giusto per assistere alla trasformazione di tuo figlio! I nostri istruttori certificati a livello regionale, nazionale ed internazionale aiuteranno a tirare fuori il meglio da tutti i bambini con motivazione e positività, mentre l'apprendimento delle competenze aumenteranno! Sapere che tuo figlio si saprà districare nelle situazioni più complicate e che potrà anche imparare a difendersi nei casi di bullismo o di aggressioni non ti rende più sereno? Cosa aspetti?
Il mese di settembre è completamente gratuito!
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SiFu Riccardo Di Vito
giovedì 5 luglio 2012
Mesi di silenzio e duro lavoro
Carissimi lettori,
sono mesi che non scrivo niente e molti si saranno domandati che fine io abbia fatto. Per fortuna (mia) non è accaduto niente di grave (per il dispiacere di alcuni...). Ho semplicemente dedicato molto tempo al duro lavoro ed al mio addestramento, in special modo nell'Hek Ki Boen Kun Tao, in previsione dell'arrivo di SuHu (o SiFu) Lin Xiang Fuk, ad ottobre. Gli amici ed i lettori più attenti si ricorderanno della chiusura di tutti i corsi che avevo aperto tranne quello alla Romanina, per via del bisogno sentito e solo parzialmente colmato di allenarmi di più.
Torno a voi, oggi, dopo tanto silenzio, con un bel po' di novità in cantiere. Anzitutto avviso tutti che dal mese di settembre partirà il mio primo corso di Kung Fu per ragazzi, sempre nella palestra alla Romanina, tre giorni a settimana (lun, mer, ven) dalle 17:30 alle 18:30. Sarà l'inizio di un lungo lavoro di formazione che porterà i miei giovani futuri Allievi verso l'agognata "cintura nera".
In merito a questo, vi dico subito che sto terminando di mettere a punto un sistema di graduazione all'interno del sistema che insegno, in modo tale da dare a tutti i miei Allievi stimoli sempre nuovi, perché ho notato (l'esperienza insegna) che questa parte non va assolutamente sottovalutata.
Vi comunico, infine, che sono stato nominato Responsabile Regionale Kung Fu dal Presidente dello C.S.A.In. Lazio, Marcello Pace, che ringrazio con tutto il cuore. Mi sono impegnato per fare in modo di dare una sistematizzazione a questo mare magnum che è il Kung Fu, garantendo maggiore serietà, professionalità e legalità ad un mondo che vive spesso nel sottobosco.
Invito tutti i Maestri, gli Insegnanti e gli Istruttori di qualsivoglia disciplina marziale che va sotto l'ombrello del Kung Fu a mettersi in contatto con me per pianificare incontri e workshop e dare il via a percorsi formativi, agonistici e amatoriali, che possano portare il nostro settore fuori dal marasma in cui attualmente è confinato.
giovedì 5 aprile 2012
Ng Haang (五行) come base del mio Wing Chun Kyun
Ho notato che spesso le forme del Wing Chun Kyun vengono associate alle esecuzioni formali di altri stili. Una delle peculiarità del mio sistema di combattimento sta nel fatto che non si allenano le forme per riprodurre i medesimi fedeli movimenti, ma per addestrarsi di volta in volta a trasferire energia in diversi modi, spazi e tempi. Questo tipo di studio è collegato alla teoria taoista dei cinque elementi (Ng Haang - 五行) grazie alla quale è possibile focalizzare il proprio studio su determinate qualità e capacità.
Per esempio, la prima forma del sistema Ip Man - Leung Ting può essere allenata secondo l'elemento Acqua o il Fuoco, così come quello Terra. In ogni tipo di lavoro si dedicherà maggiore attenzione ad una o ad un'altra qualità necessaria al completamento del proprio percorso di crescita, addestrando mente e corpo ad essere sempre fluidi, mutevoli e flessibili. Tutto ha origine dalla divisione del Tao nei due opposti Yin e Yang. L'Uomo, nel contesto taoista, è il Tre, dopo l'Uno (il Tao) e il Due (Yin/Yang): dopo il divino e gli opposti c'è il mondo della mutevolezza.
L'Uomo, come tutte le altre creature, vive dell'interscambio dell'energia secondo i cinque elementi, attraverso un continuo fluire di passività e attività, di positività e negatività. I cinque elementi canonici sono: acqua, legno, fuoco, terra e metallo; il metallo è contemporaneamente anche aria (difatti l'organo Yin che gli è associato nella MTC sono i polmoni), ma la distinzione è solo formale.
Secondo la teoria della mia Scuola, questi elementi possono mettersi in relazione in quattro modi (chiamati cicli). Seguendo il percorso esterno del pentagono, in senso orario avremo il ciclo di costruzione o di generazione:
il legno, bruciando, alimenta il fuoco;
il fuoco, attraverso la cenere, alimenta la terra;
la terra, dalle sue viscere fa nascere il metallo e, contemporaneamente, con le sue irregolarità, muove l'aria;
l'aria, portando le nubi, alimenta l'acqua;
l'acqua, annaffiandolo, alimenta il legno...ed il cerchio si chiude.
Seguendo lo stesso percorso a ritroso (in senso antiorario) avremo il ciclo di sfruttamento, perché ogni elemento utilizza il precedente per alimentarsi.
Seguendo il percorso interno (a stella, in senso orario) detto anche ciclo di distruzione o di controllo (dipende dalle quantità in gioco):
il legno, con le radici o come aratro, controlla la terra;
la terra, assorbendola ed arginandola, controlla l'acqua;
l'acqua, soffocandolo e raffreddandolo, controlla il fuoco;
il fuoco, nella forgia, controlla il metallo e nell'aria controlla il vento (correnti convettive);
il metallo, come sega, ascia o cesoie, controlla il legno...e il ciclo si chiude.
Seguendo a ritroso il ciclo di controllo avremo il ciclo di rivolta:
troppo legno impedisce a poco metallo di muoversi, lo blocca, lo fa arrugginire;
troppo metallo soffoca un piccolo fuoco e troppo vento lo spegne;
troppo fuoco asciuga poca acqua;
troppa acqua dilava la terra superficiale;
troppa terra seppellisce il legno piccolo...e il ciclo si chiude di nuovo.
Solo l'equilibrio di questi cinque elementi può quindi portare ad una situazione perfetta.
Nel Wing Chun Kyun che insegno queste modalità possono essere addestrate ed utilizzate per costruire un sistema di combattimento adatto in tutte le occasioni, proprio perché non fisso e statico, ma mutevole e flessibile. A seconda dell'elemento studiato ed interiorizzato si avrà un tipo di movimento più o meno fluido, più o meno duro, più o meno d'impatto, etc. L'importante è non considerare mai qualcosa meglio di altro, così come non ci sono forme migliori di altre o tecniche migliori di altre.
Ad ogni elemento io associo un modo di lavorare con l'energia, a sua volta collegato ad una o più forme, anche se, lo dico da subito, ogni forma può essere allenata secondo l'uno o l'altro elemento, dopo aver compreso e padroneggiato tutto il sistema. Solitamente il ciclo di apprendimento del sistema deve iniziare con la capacità di generare energia o, meglio, di capire come trasmetterla, visto che già c'è dentro ognuno di noi.
Continua...
Ad ogni elemento io associo un modo di lavorare con l'energia, a sua volta collegato ad una o più forme, anche se, lo dico da subito, ogni forma può essere allenata secondo l'uno o l'altro elemento, dopo aver compreso e padroneggiato tutto il sistema. Solitamente il ciclo di apprendimento del sistema deve iniziare con la capacità di generare energia o, meglio, di capire come trasmetterla, visto che già c'è dentro ognuno di noi.
Continua...
giovedì 8 marzo 2012
Migliora la tua salute
Quando iniziai a praticare quest'Arte Marziale l'obiettivo che mi posi fu quello di imparare a combattere. Lì per lì non capii che dietro alla pratica del Wing Chun c'era anche la parte 'interna'. Oggi ho capito dove sono le connessioni tra i movimenti esterni e quelli interni. Sono riuscito a mettere insieme il puzzle. Per questo invito sempre i miei Allievi a non sottostimare la pratica del Qì Gōng - 氣功 - cinese, che sta dentro ogni singolo movimento del Wing Chun sin dal posizionamento delle gambe nell'apertura delle forme.
Da lì, infatti, si inizia con la sollecitazione della cavità della Fonte Gorgogliante (il punto K 1 - o R 1, per altri - della MTC, lo Yongquan), punto in cui scorre il Canale del Rene (appartenente al Movimento Acqua e legato al Canale della Vescica e al Canale del Cuore, quest'ultimo, però, non appartenente all'Acqua), composto generalmente di 27 punti che trattano il Jing, lo Yin e lo Yang, il cervello e le ossa. Collocato sulla pianta del piede tra i cuscinetti anteriori tra II e II metatarso, è utilizzato per nutrire lo Yin, calmare la mente e placare il vento (su questo non mi dilungo, non è materia di mia competenza).
Come ha specificato il mio amico Roberto Capponi, i Meridiani di Rene e Cuore sono legati da un Livello Energetico di nome Shao Yin, che relazione l'Acuqa (Max Yin, il Rene) ed il Fuoco (Max Yang, il Cuore). Se qualcuno volesse approfondire il punto, lo contatti.
Non smetterò mai di invitare tutti a praticare con me il Wing Chun, perché migliora la nostra salute, aumenta l'energia (sia quella potenziale, sia quella che riusciamo a trasferire) e, in alcune situazioni, accelera il processo di guarigione di patologie. Gli esercizi e le tecniche che eseguiamo sono anche terapeutici, allungano e potenziano tendini e muscoli e, soprattutto, attivano il Qì all'interno dell'organismo, migliorandone la circolazione, stimolando il sistema immunitario e massaggiando gli organi interni.
I movimenti che eseguiamo per combattere sono ugualmente utili per quanto detto poco fa, ma vanno allenati quotidianamente, anche solo per venti minuti, con costanza ed intenzione. Qualora mancasse la capacità di fare attenzione al movimento corretto, la voglia di allenarsi in modo continuativo e, soprattutto, l'intenzione (lo sottolineo), gli esercizi risulterebbero inutili o, quantomeno, non abbastanza soddisfacenti. Ancora più, e chiudo, se volessimo lavorare sul lavaggio del midollo osseo.
Da lì, infatti, si inizia con la sollecitazione della cavità della Fonte Gorgogliante (il punto K 1 - o R 1, per altri - della MTC, lo Yongquan), punto in cui scorre il Canale del Rene (appartenente al Movimento Acqua e legato al Canale della Vescica e al Canale del Cuore, quest'ultimo, però, non appartenente all'Acqua), composto generalmente di 27 punti che trattano il Jing, lo Yin e lo Yang, il cervello e le ossa. Collocato sulla pianta del piede tra i cuscinetti anteriori tra II e II metatarso, è utilizzato per nutrire lo Yin, calmare la mente e placare il vento (su questo non mi dilungo, non è materia di mia competenza).
Come ha specificato il mio amico Roberto Capponi, i Meridiani di Rene e Cuore sono legati da un Livello Energetico di nome Shao Yin, che relazione l'Acuqa (Max Yin, il Rene) ed il Fuoco (Max Yang, il Cuore). Se qualcuno volesse approfondire il punto, lo contatti.
Non smetterò mai di invitare tutti a praticare con me il Wing Chun, perché migliora la nostra salute, aumenta l'energia (sia quella potenziale, sia quella che riusciamo a trasferire) e, in alcune situazioni, accelera il processo di guarigione di patologie. Gli esercizi e le tecniche che eseguiamo sono anche terapeutici, allungano e potenziano tendini e muscoli e, soprattutto, attivano il Qì all'interno dell'organismo, migliorandone la circolazione, stimolando il sistema immunitario e massaggiando gli organi interni.
I movimenti che eseguiamo per combattere sono ugualmente utili per quanto detto poco fa, ma vanno allenati quotidianamente, anche solo per venti minuti, con costanza ed intenzione. Qualora mancasse la capacità di fare attenzione al movimento corretto, la voglia di allenarsi in modo continuativo e, soprattutto, l'intenzione (lo sottolineo), gli esercizi risulterebbero inutili o, quantomeno, non abbastanza soddisfacenti. Ancora più, e chiudo, se volessimo lavorare sul lavaggio del midollo osseo.
lunedì 5 marzo 2012
Istinto: dirigere lo spirito
Il combattimento è caotico, non consente di pensare. L'unica capacità che ci salva è l'istinto, frutto di diverse qualità da acquisire con la pratica del Wing Chun. L'intuizione e l'azione devono scaturire nello stesso istante, perché non ci è permesso pensare durante lo scontro. Quando agiamo, intenzione e movimento devono essere simultanei e, soprattutto, il primo deve essere posto nel secondo.
Lo spazio alle domande può essere concesso solo durante la fase di studio, quando attiviamo la parte sinistra del cervello, quella delegata al pensiero, alla riflessione. Questo è il motivo per cui quando chiedo ai miei Allievi di rimanere fermi in Ma Bu o in altre posizioni statiche, immobili, non voglio che indugino sui pensieri, sulle riflessioni, lasciandoli, al contrario, fluire liberamente.
Stare immobili significa, in sostanza, non essere mai fermi, paradossalmente. Pensate alla rotazione vorticosa della trottola: pare che sia ferma, eppure gira velocissima su se stessa. Qui sta la naturalezza del nostro movimento, a mani nude come con le armi, qui sta il segreto della nostra meditazione in movimento. Alla fine il Wing Chun, la Medicina Cinese e lo Zen [Chán] - 禪 - hanno un unico sapore, dirigono lo spirito.
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