In questo video possiamo ascoltare le parole di SiJo Leung Ting in merito al Gaun Sau ed al Kwan Sau, con la consueta attenzione al prende l'angolo e non rimanere di fronte al manichino di legno (che simula la persona), per evitare di essere colpiti da attacchi diretti. Si tratta sempre della serie di video che Paul Corti - che ringraziamo! - ha messo online, riguardo le sue lezioni private con SiJo.
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venerdì 29 aprile 2011
giovedì 10 dicembre 2009
Siu Nim Tau - lineage GM Leung Ting XIII
Con questo post termina il primo lavoro generico sulla Siu Nim Tau, nel corso del quale spero di aver dato un'idea generale del lavoro che si esegue nella 'Piccola Idea', che, in quanto tale, non può occupare tutta la vita del praticante di Wing Chun, se non per un ripasso generale delle tecniche e per approfondimenti ulteriori, dopo un primo anno di studio. Se consideriamo che non è una forma 'tradizionale', nel senso che è molto recente, e che fu creata per avere un'idea generale del sistema, è importante non dedicarle più del giusto tempo e della giusta attenzione.
Cerchiamo, soprattutto, di non tirare fuori da essa tutto quello di cui abbiamo bisogno per giustificare i nostri movimenti nel combattimento reale. Per esempio, non concordo con chi allena la Siu Nim Tau a terra, come se fosse utile in tutte le salse, groundfighting incluso. Alleniamola per quello che è e per quello che è serve, non diamole un senso che non ha.
L'ultimo set della forma della piccola idea si apre con un Gaun Sau leggermente diverso dal precedente, studiato nel primo set, subito dopo il Gow Cha Tan Sau. Il polso, stavolta, non si ferma sulla linea centrale, ma la supera, andando a tagliare (idealmente) l'aria verso l'anca opposta. In questo senso il Gaun Sau può essere pensato come un braccio che fraziona, che taglia, che si incunea nella difesa avversaria.
Al Gaun Sau della mano sinistra si sovrappone un Tan Sau della mano destra, all'altezza del gomito. Da qui, attraverso uno dei tipici movimenti che seguono la teoria del Push&Pull, si dà luogo ai famosi, quanto spesso sconociuti, Tut Sau. Una traduzione comprensibile può essere quella di 'braccio che libera', ma un'idea interessante mi pare essere quella di 'braccio che pela' (pensate al pelapatate, abbiate un po' di fantasia!).
Questa sequenza di Tut Sau avviene tramite il passaggio da Gaun Sau a Tan Sau e viceversa, che si crea scivolando sull'avambraccio. Questa serie di movimenti enfatizza il lavoro necessario per liberare le braccia da prese ai polsi. Alcune volte vengono usati anche per difendere l'area bassa del corpo, mentre si fanno passi indietro, su attacchi veementi degli avversari.
Al terzo Tut Sau (Gaun Sau destro e braccio sinistro che torna sulla linea centrale), il braccio sinistro si prepara a lanciare un pugno (Chung Kuen) lungo la linea centrale. Da qui nasce quella che è la tecnica più famosa (o famigerata?) del Wing Chun Kuen, i Lin Wan Chung Kuen, i pugni a catena. Nella forma sono tre, perché seguono uno dei motti (che non cito), il quale ci invita a non tirare più di tre volte la stessa tecnica... Di solito, nei corsi di Wing Chun, troverete gente che tira migliaia di pugni a catena di questo tipo. Effettivamente il lavoro ha una sua legittimità, ma che non sia la vostra soluzione universale, mi raccomando!
Eseguito l'ultimo pugno (che comunque è diverso da quello del secondo set, che chiamiamo Jik Chi Chung Kuen (直線衝拳) o Yaht Chi Chun Kuen (日線衝拳) - rileggete qui -), si passa al solito Huen Sau sinistro, per poi terminare con il Sau Kuen. La chiusura della forma viene detta Sau Sik.
Cerchiamo, soprattutto, di non tirare fuori da essa tutto quello di cui abbiamo bisogno per giustificare i nostri movimenti nel combattimento reale. Per esempio, non concordo con chi allena la Siu Nim Tau a terra, come se fosse utile in tutte le salse, groundfighting incluso. Alleniamola per quello che è e per quello che è serve, non diamole un senso che non ha.
L'ultimo set della forma della piccola idea si apre con un Gaun Sau leggermente diverso dal precedente, studiato nel primo set, subito dopo il Gow Cha Tan Sau. Il polso, stavolta, non si ferma sulla linea centrale, ma la supera, andando a tagliare (idealmente) l'aria verso l'anca opposta. In questo senso il Gaun Sau può essere pensato come un braccio che fraziona, che taglia, che si incunea nella difesa avversaria.
Al Gaun Sau della mano sinistra si sovrappone un Tan Sau della mano destra, all'altezza del gomito. Da qui, attraverso uno dei tipici movimenti che seguono la teoria del Push&Pull, si dà luogo ai famosi, quanto spesso sconociuti, Tut Sau. Una traduzione comprensibile può essere quella di 'braccio che libera', ma un'idea interessante mi pare essere quella di 'braccio che pela' (pensate al pelapatate, abbiate un po' di fantasia!).
Al terzo Tut Sau (Gaun Sau destro e braccio sinistro che torna sulla linea centrale), il braccio sinistro si prepara a lanciare un pugno (Chung Kuen) lungo la linea centrale. Da qui nasce quella che è la tecnica più famosa (o famigerata?) del Wing Chun Kuen, i Lin Wan Chung Kuen, i pugni a catena. Nella forma sono tre, perché seguono uno dei motti (che non cito), il quale ci invita a non tirare più di tre volte la stessa tecnica... Di solito, nei corsi di Wing Chun, troverete gente che tira migliaia di pugni a catena di questo tipo. Effettivamente il lavoro ha una sua legittimità, ma che non sia la vostra soluzione universale, mi raccomando!
Eseguito l'ultimo pugno (che comunque è diverso da quello del secondo set, che chiamiamo Jik Chi Chung Kuen (直線衝拳) o Yaht Chi Chun Kuen (日線衝拳) - rileggete qui -), si passa al solito Huen Sau sinistro, per poi terminare con il Sau Kuen. La chiusura della forma viene detta Sau Sik.
martedì 1 dicembre 2009
Siu Nim Tau - lineage GM Leung Ting XI
Siamo finalmente giunti al sesto set della Siu Nim Tau del lineage Leung Ting. Ho notato che anche in questo passaggio della forma molte sono le Scuole che hanno perso per strada le spiegazioni più precise di SiJo. Non a caso, spesso le caratteristiche intrinseche alla forma, i suoi concetti e le idee di base, vengono sviscerate solo durante le ore private di studio, lasciando a bocca asciutta tutto il resto dei clienti...pardon, degli allievi (con la 'a' minuscola...).
Il passaggio della forma che stiamo analizzando parte sempre con il braccio sinistro, che esegue una traiettoria simile a quella del Tan Sau del terzo set. Questa volta, però, il palmo sale di più ed esegue un movimento circolare, andando a costruire un Ko Tan Sau (il braccio che disperde con il palmo della mano verso l'alto, eseguito ad un'altezza medio-alta).
Subito dopo, attraverso un movimento circolare del polso, si fa discendere con un altro movimento circolare l'avambraccio, con quello che siamo soliti chiamare Cham/Jam Sau, a seconda delle preferenze di trascrizione. Si abbassa il braccio per affondare il ponte avversario. Questi due movimenti vengono eseguiti sulla linea verticale del corpo, che, nel caso, corrisponde con la linea centrale.
Gwat Sau è il nome del movimento successivo, attraverso il quale si ripulisce tutto lo spazio di fronte a noi, come se si spazzasse. Si tratta del braccio che ripulisce, appunto, che spazza tutto ciò che incontra sulla linea centrale e sulle altre due lineee. In effetti si tratta del primo movimento in cui si agisce su più linee con un solo arto. Viene solitamente considerato come il 'Bong Sau killer', con un'espressione simpatica, ma realistica, in quanto viene usato per rompere il Bong Sau avversario.
Il braccio si muove ad arco fino a poco oltre la gamba. Alcune volte viene utilizzato per spingere via un avversario che tira (male) un calcio alto, in una delle tipiche sequenze che si trovano su YouTube, per esempio. In questo movimento bisogna porre particolare attenzione all'utilizzo del gomito e della spalla, perché sono le due articolazioni che compiono il lavoro, nello specifico.
Eseguito l'arco del Gwat Sau, si ruota il polso con il tipico Ong Huen Sau, per preparare il movimento successivo, spesso confuso con il Tok Sau, ma che, in realtà, descrive tutta un'altra dinamica, il Lau Sau. Questo movimento richiama l'immagine della canna di bambù che cade dritta nell'acqua e riesce immediatamente, con tutta la sua forza. Lo stesso accade con questo movimento, che ritorna verso l'alto come se guizzasse fuori dall'acqua. Alcuni lo traducono come 'mano che scava', ma non mi piace. Non saprei definirla in modo specifico, se non con la perifrasi usata prima. Forse si potrebbe pensare alla traduzione 'braccio che guizza dall'acqua', ma non credo che cambierebbe il senso....
Subito dopo ritroviamo per un attimo il già visto Ko Tan Sau, che viene ripetuto su un'altra linea, per far comprendere al praticante la sua utilizzabilità in più occasioni. Il fulmineo Huen Sau che segue è stato spiegato qualche volta come Kau Sau (mano/braccio che scava) o come Got Sau (mano/braccio che taglia). Ora, al di là del nome specifico che può avere, è bene pensare che non può esistere un movimento con un solo nome. Questa è una manìa che dovremmo abbandonare, prima o poi, perché rischia di far perdere il principio per cui si esegue un'azione.
Chiaramente ogni Huen Got Sau sarà anche un Kau Sau, perché non potrebbe essere altrimenti. L'idea di Kau è quella di scavare, ma, se ci pensate bene, è la stessa cosa che facciamo tagliando con la mano nel Got Sau... Insomma, l'importante è capire una dinamica, l'idea che vi sta dietro ed il principio che segue, più che il movimento singolo in sé. In questo caso, infatti, si tratta di un attacco interno, che compensa l'energia in etrnata con una pressione verso l'esterno, una verso il basso ed una in avanti.
Arrivati a questo punto, si esegue una palmata bassa orizzonale (Dai Wang Cheung). Alcuni Insegnanti mi spiegarono il suo utilizzo per un attacco interno alle braccia dell'avversario, verso l'addome (milza o fegato), ma solo Sergio Iadarola mi diede una spiegazione specifica più seria, dal punto di vista del combattimento, che mi è stata confermata anche da SiFu Fiorentini. La palmata deve essere eseguita dall'esterno all'interno, con un contatto esterno rispetto alle braccia dell'avversario, altrimenti si incappa nella possibilità di una leva davvero tremenda.
Per evitare errori da parte degli studenti, Sergio introdusse al posto di questa palmata prima un pugno Yang basso, poi un Gaun Sau medio, in modo tale da prevenire le eventuali leve. Ad oggi, penso, insieme al mio SiFu, che sia un movimento da mantenere nella forma, quello della palmata orizzontale bassa, ma che vada eseguita solo dall'esterno del ponte creato. Qualora ci trovassimo internamente, allora eseguiremmo sicuramente il Gaun Sau o il pugno.
Una volta portato il colpo col palmo, nella forma, eseguiamo lo Huen Sau, per poi tornare, come sempre, al Sau Kuen. Si eseguono le stesse movenze sul lato destro.
mercoledì 28 ottobre 2009
Siu Nim Tau - lineage GM Leung Ting VII
Siamo arrivati a parlare del quarto set della Siu Nim Tau, all'interno del quale possiamo trovare molteplici differenze tra le varie Scuole, per via della diversa comprensione dei concetti e dei princìpi che stanno dietro ai movimenti.
Ci troviamo nella solita posizione, con i pugni ai lati del corpo. Si parte con il braccio sinistro, che esegue uno Jor Gam Sau, un movimento diagonale che porta la mano a spingere verso il basso, con l'ausilio della spalla. La traduzione potrebbe essere qualcosa come "braccio sinistro che spinge (verso il basso)". Attraverso questo movimento si può allenare il colpo di spalla del Wing Chun, tanto utile che viene anche studiato all'interno delle sezioni (two men set) di Chi Sau della Chum Kiu. Il colpo di spalla può essere definito Bok Da e nella forma viene allenato con un leggero spostamento del corpo verso la parte verso cui si lancia l'attacco.
Un'altra utile applicazione dimostrata spesso da SiJo Leung Ting è la liberazione dalla leva articolare molto comune, quella al braccio (Arm Lock). Può essere utilizzato anche per bloccare o deviare un attacco di gamba, calcio o ginocchiata che sia.
Quando il braccio ha finito la sua escursione, parte il destro, che esegue lo stesso movimento (Yau Gam Sau). Se lo eseguite molto velocemente e con una certa elasticità, noterete la somiglianza, se non la vera e propria uguaglianza, con il movimento che eseguiamo con il Palo Lungo...
Dalla spinta ricevuta per l'esecuzione dei Gam Sau laterali, ecco che riceviamo l'imput per eseguire l'Hau Gam Sau, ovvero lo stesso movimento ripetuto verso il basso, dietro al corpo. Si tratta di un attacco posteriore, che può avere molteplici varianti ed utilizzi. Per esempio è utile contro le prese alle spalle. Si esegue per prendere distanza, pur rimanendo vicini all'avversario. Può essere un buon colpo alle spalle quando una delle due braccia viene intrappolata (Arm Lock). Di solito viene tirato alle costole, in applicazione, oppure verso le anche o l'area genitale, per poterci permettere i ruotare la posizione e tornare ad affrontare frontalmente, se possibile, l'avversario.
Dopo l'esecuzione del movimento, prendiamo la forza necessaria dal rimbalzo ed eseguiamo un Chin Gam Sau, cioè lo stesso movimento ripetuto davanti al corpo. Su questo ci sarebbe molto da dire. Molti lo hanno visto come un attacco al basso addome, anche se nessuno si è mai domandato come si potrebbe colpire qualcuno all'addome con le sole punte delle dita...
Semmai in applicazione potrebbe essere utile utilizzare i pugni Yang (di cui parleremo), che seguono la stessa traiettoria circolare, ma che tengono conto dell'impatto col corpo dell'avversario. Più probabilmente SiJo ed il suo Maestro hanno voluto utilizzare questo movimento per colpire la schiena dell'avversario una volta piegato di fronte a noi per un qualsiasi motivo. Lo vedo più come un colpo inferto verso il basso che come attacco di dita verso l'addome. Non è un caso, infatti, che in applicazione un colpo del genere segue le stesse dinamiche, ma viene inferto come un Gaun Sau (braccio che penetra), col taglio della mano, assai più doloroso e consistente, magari verso la bocca dello stomaco o sul plesso solare.
Per non mettere troppa carne al fuoco penso che sia meglio terminare questo breve pezzo con un accenno al movimento successivo, lo Sheung Lan Sau, cioè doppio Lan Sau. Il movimento è traducibile con "braccia che sbarrano la strada". Può avere davvero tanti tipi di applicazioni, sia in senso difensivo che offensivo. Viene utilizzato da tanti Insegnanti anche per introdurre un primo lavoro di gomiti nell'Allievo a metà strada nel suo percorso di apprendimento della Siu Nim Tau. Penso che l'esecuzione del movimento abbia bisogno di una trattazione a parte, perché merita di essere discussa.
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