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sabato 3 novembre 2012

丁步 - Ding Bou

Alcuni praticanti di Wing Chun tengono molto a differenziarsi dal resto della più grande comunità del Kung Fu o del Wu Shu, guardando con un ghigno alquanto sciocco posizioni, movimenti e tecniche che non vengono capiti a prima vista. Una di queste posizioni è la 丁步 - Ding Bou -, spesso poco considerata o, peggio, vista solo come fase di passaggio. 

Ad occhi inesperti la posizione potrebbe sembrare estranea al nostro bagaglio tecnico, eppure la ritroviamo ad ogni piè sospinto durante il lavoro di gambe, soprattutto quando di fronte a noi c'è un buon combattente che utilizza i calci in modo particolare. Ogni volta che ci muoviamo copriamo sia l'avanzata che la ritirata e, in entrambe i casi, c'è un passaggio abbastanza chiaro in Ding Bou, che è necessaria per difendere in modo molto serio la linea verticale mediana, all'altezza dell'area genitale e via via a scendere, fino ai piedi.

丁 [dīng], lo sappiamo, rappresenta il chiodo e l'idea stessa di "inchiodare". Cosa fa, quindi, il movimento di gambe (步 [bù])? Inchioda l'eventuale attacco avversario al centro, proprio di fronte all'area genitale, difendendo nel modo a noi più congeniale, attaccando! La cosa importante è imparare a trasferire energia all'altro senza particolare dispendio energetico: qui sta tutto il senso del Faat Ginhg, senza il quale si rischia solo di eseguire una posizione statica, prima di senso.

Tra l'altro questo tipo di movimento sta alla base di parecchi tipi di passi, perché viene allenato in modo tale da permettere al praticante di prendere angoli, difendersi dai calci e colpire in tutta sicurezza. Nel lineage Leung Ting, per esempio, si trova all'interno della forma Cham Kiu, dove viene allenato per permettere al praticante di calciare indietro in tutta sicurezza, prima di cambiare fronte a 180°.

domenica 19 agosto 2012

Tiáo Shēn (調身) - Regolare il corpo

 Una delle cinque capacità per raggiungere la consapevolezza che cerchiamo è Tiáo Shēn (調身), il saper "regolare il corpo". Purtroppo spesso lo si trova scritto su libri, siti e quant'altro, ma non mi pare che se ne sia mai data una spiegazione efficace. Ci provo Conosciamo già gli ideogrammi 調 e 身, quindi non mi soffermo su questo. 

 Saper regolare il corpo significa trovare, costruire e gestire il proprio radicamento a terra, facendo sprofondare le proprie radici a tre metri sotto la superficie, come ci indicano i testi tradizionali del Wing Chun, non solo in una fase statica, passiva ed inattiva, ma anche durante il movimento. È molto importante cercare, afferrare e mantenere il proprio centro, attraverso la costruzione di un triangolo, proprio come impariamo a fare sin dall'inizio con la Yee Ji Kim Yeung Ma (二字箝羊馬). Lo ricordo per tutti i lettori non assidui del blog: il cantonese Yeung non è la romanizzazione dell'ideogramma 羊 [yáng], che indica la pecora, ma di 陽 [yáng], il principio naturale attivo, maschile, etc. 

 Per una pratica seria ed efficace è necessario bilanciare il corpo, lasciando perdere gli assolutismi ed i dogmatismi dello scaricamento del peso diviso in percentuali sempre identiche, ma adattandosi momento per momento alle esigenze della situazione. Attraverso una ripartizione di peso e pressione corporea (vedi la forza di gravità e la capacità di scaricarla a terra) possiamo imparare a stare in piedi e muoverci senza perdere mai quell'assetto triangolare acquisito con fatica all'inizio della pratica. Finalmente potremo dar vita a triangoli Yáng o Yīn, a seconda dei casi e dei movimenti. Solo mediante una pratica rilassata e priva di contrazioni potremo far scorrere il (氣). 

 Nel cammino di crescita dei miei Allievi c'è un'inizio comune, lo studio di posizioni statiche e loro successiva trasformazione dinamica. Con l'esercizio costante queste diventano parte integrante del bagaglio tecnico e, a quel punto, si può iniziare ad eseguire forme con sempre maggior precisione. Regolare il corpo, a questo punto, significherà aver raggiunto la capacità di migliorare la propria condizione energetica in modo da sviluppare (non "creare", come leggo spesso, purtroppo), accumulare e far circolare il .   
  
  Tutta la ricerca del praticante alle prime armi deve essere tesa all'acquisizione della posizione più comoda e rilassata possibile, sia nelle fasi statiche sia in quelle dinamiche, lasciando che il proprio corpo rimanga sempre centrato, bilanciato e mai privo dell'immancabile giusto mezzo (né stabile ma immobile né mobile ma instabile): avere la capacità di muoversi mantenendo un assetto strutturale stabile (sì sì, la famosa struttura in movimento). 

  I miei Allievi sanno bene che tutta questa ricerca è vana se non vi è l'intento, l'intenzione, 意 [], cioè il suono (音 [yīn]) del cuore (心 [xīn]), come ci indicano gli ideogrammi componenti. Per raggiungere il rilassamento del corpo bisogna regolare la mente, Tiáo Xīn (調心): non dimentichiamo il detto Shēn Xīn Píng Héng (身心平衡), corpo e mente bilanciati. Senza il necessario bilanciamento ed equilibrio, come sempre, non si va da alcuna parte.