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martedì 3 dicembre 2013
mercoledì 27 novembre 2013
La cintura si lava o non si lava?!
Ma insomma, questa cintura si lava o no?! Dietro a questa domanda apparentemente sciocca si celano divisioni, derisioni e fraintendimenti. Ci sono perdigiorno che hanno scritto decine di post contro la nostra Scuola per questa regola fondamentale del nostro Bukoan (il luogo dove si pratica HKB): la cintura non va lavata.
Questa benedetta cintura, quindi, puzza? Sin dal primo giorno, agli Studenti viene detto di non lavare mai la cintura (inizialmente bianca), perché simbolicamente è bello che diventi nera col tempo, senza fretta, a forza di usarla. Si tratta dell'esperienza maturata sul campo, quindi, anche se nella realtà, poi,
la cambiano ad ogni avanzamento di livello.
L'etichetta, il regolamento, ci dice proprio questo, di non tentare di sbiancare ciò che si colora del sudore e del duro lavoro. Ma quindi, puzza o no?! Bellissima questa domanda. Se la tenete sopra i pantaloni e sulla divisa, no, non puzzerà, a patto di metterla sempre ad asciugare all'aria. Chiaro che se dovesse per qualsiasi motivo puzzare, potete 'rinfrescarla', ma attenzione a non farla scolorire, sarebbe un grave affronto!
Dovete sempre porvi in modo diverso rispetto alla "nostra" estetica occidentale, ossessionata dalla morte, che rifugge proprio per questo ruggine, opacità ed in generale tutti i segni del tempo. Pensate a quella orientale, che gode della bellezza delle cose invecchiate, vissute. Ecco, in questo senso forse sono felice della patina lasciata sulla mia cintura dal tempo, perché so che non è soltanto “sporca”.
Ogni traccia di sudore impastata con polvere e pelle mi ricorda gli anni passati in allenamento. L’odore della cintura è l’odore di tutti i tatami, i parquet, i parchi, le case, i garage, etc. su cui mi sono allenato, il profumo della fatica mia e di chi mi ha permesso di allenarmi, in palestra o ad uno delle decine e decine di seminari.
Ogni alone è parte di me e del mio Bukoan. Non si sta teorizzando una nuova 'sacra sindone', ovvio, ma la cintura è un indumento per molti versi intimo, il filtro che ha bevuto per anni la mia voglia di cambiare, di migliorare, di evolvermi. Più che una sindone allora, potrebbe essere un ritratto di Dorian Gray al contrario.
Riflettiamo anche insieme sul fatto che una cintura nera non rimane nera. Dopo altri anni di uso, comincia a consumarsi ed a sfilacciarsi, ritornando al suo bianco originale, così come il Maestro stesso, attraverso un apprendimento costante, si trova pronto a ricominciare di nuovo: ecco che ritroviamo la perenne rotazione di Im e Yang.
Questa benedetta cintura, quindi, puzza? Sin dal primo giorno, agli Studenti viene detto di non lavare mai la cintura (inizialmente bianca), perché simbolicamente è bello che diventi nera col tempo, senza fretta, a forza di usarla. Si tratta dell'esperienza maturata sul campo, quindi, anche se nella realtà, poi,
la cambiano ad ogni avanzamento di livello.
L'etichetta, il regolamento, ci dice proprio questo, di non tentare di sbiancare ciò che si colora del sudore e del duro lavoro. Ma quindi, puzza o no?! Bellissima questa domanda. Se la tenete sopra i pantaloni e sulla divisa, no, non puzzerà, a patto di metterla sempre ad asciugare all'aria. Chiaro che se dovesse per qualsiasi motivo puzzare, potete 'rinfrescarla', ma attenzione a non farla scolorire, sarebbe un grave affronto!
Dovete sempre porvi in modo diverso rispetto alla "nostra" estetica occidentale, ossessionata dalla morte, che rifugge proprio per questo ruggine, opacità ed in generale tutti i segni del tempo. Pensate a quella orientale, che gode della bellezza delle cose invecchiate, vissute. Ecco, in questo senso forse sono felice della patina lasciata sulla mia cintura dal tempo, perché so che non è soltanto “sporca”.
Ogni traccia di sudore impastata con polvere e pelle mi ricorda gli anni passati in allenamento. L’odore della cintura è l’odore di tutti i tatami, i parquet, i parchi, le case, i garage, etc. su cui mi sono allenato, il profumo della fatica mia e di chi mi ha permesso di allenarmi, in palestra o ad uno delle decine e decine di seminari.
Ogni alone è parte di me e del mio Bukoan. Non si sta teorizzando una nuova 'sacra sindone', ovvio, ma la cintura è un indumento per molti versi intimo, il filtro che ha bevuto per anni la mia voglia di cambiare, di migliorare, di evolvermi. Più che una sindone allora, potrebbe essere un ritratto di Dorian Gray al contrario.
Riflettiamo anche insieme sul fatto che una cintura nera non rimane nera. Dopo altri anni di uso, comincia a consumarsi ed a sfilacciarsi, ritornando al suo bianco originale, così come il Maestro stesso, attraverso un apprendimento costante, si trova pronto a ricominciare di nuovo: ecco che ritroviamo la perenne rotazione di Im e Yang.
martedì 26 novembre 2013
Gossip sull'HKB...
Perché l'Hek Ki Boen Eng Chun Pai è costantemente sotto attacco da diversi mesi in Italia? Perché da qualche anno lo è a livello internazionale? Io alcune idee ce le avrei...
Nel panorama del Wing Chun ci son "maestri" che hanno difficoltà a reggersi in piedi, liste di "picchiatori" che non hanno mai picchiato nessuno, ma sono temuti, adorati, strapagati e difesi ad oltranza. Non è isteria di massa questa?
Abbiamo storici del nulla, combattenti invisibili, professori e guerrieri che cercano di fare pelo e contropelo ad ogni parola proferita in seno all'HKB.
Il mondo del Wing Chun è questo, il materiale umano è sostanzialmente questo e per essere seriamente dei professionisti, bisogna subito realizzare che queste sono le dinamiche, quindi è necessario regolarsi di conseguenza. Basterebbe ripercorrere la storia del 'WingTsun', con il Castellano che quando fu nominato capo responsabile per l'Europa dall'Allievo segretissimo a porte chiuse di Yip Man (talmente segreto che probabilmente lo stesso Yip Man non se ne era mai accorto...) aveva probabilmente una conoscenza teorica e pratica del Wing Chun molto inferiore a quella dell'ultimo Istruttore di provincia.
Lo sapete quante volte aveva visto l'Allievo segreto per arrivare al VII grado superiore (superiore a chi non s'è mai capito...)? Se non lo sapete, informatevi, non rovinarvi la sorpresa! Purtroppo alle porte del 2014 ci sono ancora persone che pensano ai guerrieri invincibili che hanno "vinto trecento combattimenti senza regole", con curriculum strepitosi rovinati da un'imboscata risoltasi in un catfight con un signore cinese che ne uscì senza un graffio e senza un occhio nero. Imbarazzante, se si pensa che da questa organizzazione sono discese decine di altre!
Per come stanno andando le cose, credo che il maggior astio parta da quelli che vorrebbero appropriarsi del materiale che insegniamo senza far riferimento a noi. Ci sono fior fior di "grandi maestri" che vivono di rendita con tutti gli studenti, dopo sei mesi di HKB, nonché altri che diffondo in rete le nostre forme, i nostri allenamenti, senza alcuna autorizzazione, pensando di ledere i nostri 'interessi'. Si tratta proprio del contrario! Non fanno altro che aumentare il grande interesse che stiamo suscitando!
Siamo felicissimi di sapere che molte organizzazioni (alcune più recenti, altre meno) stiano insegnando parti del nostro curriculum, perché significa che hanno riconosciuto il valore del nostro sistema, solo che tentano di dargli un altro nome, per non dover rendere pubblica la provenienza delle informazioni. Va benissimo lo stesso, siamo loro grati, perché se anche solo con quattro cose che sono riusciti a carpire e capire hanno migliorato il loro bassissimo livello, ne siamo onorati!
Quando gli attacchi, poi, derivano da risentimenti personali per problemi sorti nelle menti di alcune persone con problemi molto evidenti, invece, non possiamo fare molto. Non si può né prevedere né prevenire casi del genere, perché ci saranno sempre persone scontente e deluse di qualcosa. Non si può accontentare sempre tutti! E così, ecco che le chiacchiere su internet aumentano, arrivano nuovi account multipli (con evidenti casi di morphing) sui forum nazionali, solo per mettere alla berlina l'HKB. Anche in questo caso siamo grati a tutti questi signori, perché ci dimostrano che l'attaccamento alla nostra Famiglia è così grande che non si riescono a separare guardando avanti, perché si vede che di meglio non si è ancora trovato...
Perché, quindi si fa tutto un chiacchierare e porre attenzione sull'HKB? Alla fine della fiera, se non piace quello che facciamo, non è un problema. Se non piace il modo in cui lo facciamo, non è un problema. Se non piace il modo in cui lo pubblicizziamo, non è un problema. Ci sono centinaia di Maestri, solo in Italia, tantissime organizzazioni, grandi, piccole, medie, familiari, di tutti i tipi. Ci sono davvero tanti tanti tanti lineage diversi, ormai, tradizionali, inventati, riciclati, modificati, originali, pratici, teorici, tutto. Ci sono allenamenti duri, morbidi, solo Chi Sao, niente Chi Sao, niente botte, sparring inclusi o meno. Insomma, c'è tutto.
La crociata di alcuni contro l'HKB ci fa capire ogni giorno di più che la strada intrapresa è quella corretta. Ci sono persone che non vengono dal percorso della arti marziali che si allenano con noi. Ci sono bambini che si allenano con noi. Ci sono tante donne ora che si allenano con noi. Ci sono famiglie intere che si allenano con noi. Ci sono praticanti di lungo corso che praticano con noi. Ci sono Insegnanti di altri sistemi che praticano con noi. Quindi, che dire? ENTUSIASMOOO!!!
Lo sapete quante volte aveva visto l'Allievo segreto per arrivare al VII grado superiore (superiore a chi non s'è mai capito...)? Se non lo sapete, informatevi, non rovinarvi la sorpresa! Purtroppo alle porte del 2014 ci sono ancora persone che pensano ai guerrieri invincibili che hanno "vinto trecento combattimenti senza regole", con curriculum strepitosi rovinati da un'imboscata risoltasi in un catfight con un signore cinese che ne uscì senza un graffio e senza un occhio nero. Imbarazzante, se si pensa che da questa organizzazione sono discese decine di altre!
Per come stanno andando le cose, credo che il maggior astio parta da quelli che vorrebbero appropriarsi del materiale che insegniamo senza far riferimento a noi. Ci sono fior fior di "grandi maestri" che vivono di rendita con tutti gli studenti, dopo sei mesi di HKB, nonché altri che diffondo in rete le nostre forme, i nostri allenamenti, senza alcuna autorizzazione, pensando di ledere i nostri 'interessi'. Si tratta proprio del contrario! Non fanno altro che aumentare il grande interesse che stiamo suscitando!
Siamo felicissimi di sapere che molte organizzazioni (alcune più recenti, altre meno) stiano insegnando parti del nostro curriculum, perché significa che hanno riconosciuto il valore del nostro sistema, solo che tentano di dargli un altro nome, per non dover rendere pubblica la provenienza delle informazioni. Va benissimo lo stesso, siamo loro grati, perché se anche solo con quattro cose che sono riusciti a carpire e capire hanno migliorato il loro bassissimo livello, ne siamo onorati!
Quando gli attacchi, poi, derivano da risentimenti personali per problemi sorti nelle menti di alcune persone con problemi molto evidenti, invece, non possiamo fare molto. Non si può né prevedere né prevenire casi del genere, perché ci saranno sempre persone scontente e deluse di qualcosa. Non si può accontentare sempre tutti! E così, ecco che le chiacchiere su internet aumentano, arrivano nuovi account multipli (con evidenti casi di morphing) sui forum nazionali, solo per mettere alla berlina l'HKB. Anche in questo caso siamo grati a tutti questi signori, perché ci dimostrano che l'attaccamento alla nostra Famiglia è così grande che non si riescono a separare guardando avanti, perché si vede che di meglio non si è ancora trovato...
Perché, quindi si fa tutto un chiacchierare e porre attenzione sull'HKB? Alla fine della fiera, se non piace quello che facciamo, non è un problema. Se non piace il modo in cui lo facciamo, non è un problema. Se non piace il modo in cui lo pubblicizziamo, non è un problema. Ci sono centinaia di Maestri, solo in Italia, tantissime organizzazioni, grandi, piccole, medie, familiari, di tutti i tipi. Ci sono davvero tanti tanti tanti lineage diversi, ormai, tradizionali, inventati, riciclati, modificati, originali, pratici, teorici, tutto. Ci sono allenamenti duri, morbidi, solo Chi Sao, niente Chi Sao, niente botte, sparring inclusi o meno. Insomma, c'è tutto.
La crociata di alcuni contro l'HKB ci fa capire ogni giorno di più che la strada intrapresa è quella corretta. Ci sono persone che non vengono dal percorso della arti marziali che si allenano con noi. Ci sono bambini che si allenano con noi. Ci sono tante donne ora che si allenano con noi. Ci sono famiglie intere che si allenano con noi. Ci sono praticanti di lungo corso che praticano con noi. Ci sono Insegnanti di altri sistemi che praticano con noi. Quindi, che dire? ENTUSIASMOOO!!!
martedì 19 novembre 2013
HKB è Eng Chun Kun (Wing Chun Kyun)
Da parecchio tempo girano su internet strani video che tentano di ledere l'immagine della nostra Famiglia. Purtroppo alcune persone si sono fatte ingannare da quattro cialtroni. Ebbene, in questa intervista potete sentire uno dei Maestri dell'Hek Ki Boen Eng Chun Kun, che rivela il modo in cui venne a conoscenza del nome del sistema che praticava. Questa parte dell'intervista concerne il carattere con cui viene indicata la nostra amata Arte Marziale, cioè se sia 詠 [yǒng] o 永 [yǒng]. Grazie a Sara per la traduzione, come sempre!
Intervistatore: Si usa questo [ideogramma, n.d.R.] o questo?
GM Lin: Questa è la parte maggiormente confusa, perché entrambi provengono dall’Eng Chun, due modi diversi provenienti dalla medesima origine; nessuno sa veramente quale sia l’uso esatto, ma la pronuncia attuale è sicuramente Eng Chun Kun.
GM Tio Tek Kwie: In passato il mio maestro non ha mai pronunciato o mostrato il carattere cinese. Ha fatto capire che non gradiva questa discussione, cambiando il tema del discorso ogni qual volta si presentava. Più avanti, migliorando la situazione, la storia passata venne rivelata, ma venne mantenuto il vincolo del giuramento. Il nome di Eng Chun Kun era pronunciato raramente, perché non tutti i Maestri erano stati autorizzati ad utilizzarlo.
Una volta, un ospite in visita è venuto a dimostrare uno stile che sembrava simile al nostro, per quanto diverso. Questa persona disse che era dell’Eng Chun Kun. Dopo averci lasciato, uno studente discusse con il mio Maestro che sostenne che l’Eng Chun possedeva due versioni. Uno studente chiese perché la nostra sembrava identica. La verità era che il nostro stile era in realtà l’Eng Chun della versione maschile e quella persona (l’ospite che se n’era appena andato) incarnava la versione femminile. Questo è stato il momento in cui siamo finalmente venuti a conoscenza del nome del nostro stile (Eng Chun Kun).
Int.: Do you use this one or this one?
Gm Lin: That’s the part that’s really confused because, you know, when we have something elder than the Chinese culture, both of them come actually from Eng Chun, you know it’s the same thing, either ways from the same way, you know, so no one really knows exactly which one, but the actual pronunciation is definitely Eng Chun Kun.
Gm Tio Tek Kwie: In the past, my teacher never talked or showed the Chinese Character. He made it look like not to like this topic by changing the discussion topics every time it arose. Later on, after the situation’s getting better, then the past history was being revealed through initial oath or and must do oath. The Name of Eng Chun Kun was rarely spoken because among the few teachers, they were not allowed to use the name. One time, there was a visiting guest who came and demonstrate a style that looked similar but different. That person said he was from Eng Chun Kun. After he left, a student had discussion and my teacher said Eng Chun has two versions. So a student asked why our looked the same. The truth is that our style is actually Eng Chun of the male version and that person (the one who just left) was the female version. That was when we finally knew the name of our style (Eng Chun Kun).
GM Lin: Questa è la parte maggiormente confusa, perché entrambi provengono dall’Eng Chun, due modi diversi provenienti dalla medesima origine; nessuno sa veramente quale sia l’uso esatto, ma la pronuncia attuale è sicuramente Eng Chun Kun.
GM Tio Tek Kwie: In passato il mio maestro non ha mai pronunciato o mostrato il carattere cinese. Ha fatto capire che non gradiva questa discussione, cambiando il tema del discorso ogni qual volta si presentava. Più avanti, migliorando la situazione, la storia passata venne rivelata, ma venne mantenuto il vincolo del giuramento. Il nome di Eng Chun Kun era pronunciato raramente, perché non tutti i Maestri erano stati autorizzati ad utilizzarlo.
Una volta, un ospite in visita è venuto a dimostrare uno stile che sembrava simile al nostro, per quanto diverso. Questa persona disse che era dell’Eng Chun Kun. Dopo averci lasciato, uno studente discusse con il mio Maestro che sostenne che l’Eng Chun possedeva due versioni. Uno studente chiese perché la nostra sembrava identica. La verità era che il nostro stile era in realtà l’Eng Chun della versione maschile e quella persona (l’ospite che se n’era appena andato) incarnava la versione femminile. Questo è stato il momento in cui siamo finalmente venuti a conoscenza del nome del nostro stile (Eng Chun Kun).
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English Version
Int.: Do you use this one or this one?
Gm Lin: That’s the part that’s really confused because, you know, when we have something elder than the Chinese culture, both of them come actually from Eng Chun, you know it’s the same thing, either ways from the same way, you know, so no one really knows exactly which one, but the actual pronunciation is definitely Eng Chun Kun.
Gm Tio Tek Kwie: In the past, my teacher never talked or showed the Chinese Character. He made it look like not to like this topic by changing the discussion topics every time it arose. Later on, after the situation’s getting better, then the past history was being revealed through initial oath or and must do oath. The Name of Eng Chun Kun was rarely spoken because among the few teachers, they were not allowed to use the name. One time, there was a visiting guest who came and demonstrate a style that looked similar but different. That person said he was from Eng Chun Kun. After he left, a student had discussion and my teacher said Eng Chun has two versions. So a student asked why our looked the same. The truth is that our style is actually Eng Chun of the male version and that person (the one who just left) was the female version. That was when we finally knew the name of our style (Eng Chun Kun).
giovedì 14 novembre 2013
Il 'distacco' buddista nell'Hek Ki Boen (seconda parte)
Nel Buddismo Chan si dice: "Vivi ogni respiro e ogni istante come se fosse l'ultimo della tua vita", perché solo così si può assaporarlo interamente e coglierne l'intima essenza. Ecco allora che l'avversario è un mezzo e quello che conta non è vincerlo, ma quello che succede "mentre" si combatte. Per questo ci si inchina all'avversario, riconoscendo il servizio che sta svolgendo e l'occasione che fornisce.
Se è chiaro quanto detto sul 'distacco' buddista, l'Arte Marziale in un monastero ci sta più che bene, ma occorre allontanarsi dalla visione idilliaca dei monaci che nutrono gli uccellini e si inseguono giocosi nei chiostri. Il monaco buddista è, prima di tutto, un essere con una grande determinazione: un guerriero, a tutti gli effetti. Una sessione di meditazione Chan a volte è una forma, in cui ogni minimo dettaglio è essenziale e deriva da un'attitudine del corpo, della mente e dello spirito, altre volte un combattimento, quando la mente si ribella, le emozioni impazzano, il corpo urla...questo in origine. Poi, però, come ci sono pittori commerciali, ci sono guerrieri "funzionali", più o meno orientati all'obiettivo esterno. Anche i samurai hanno abbracciato lo Zen (cioè Chan in giapponese) come mezzo per aumentare l'efficacia, ben più che come strumento di elevazione spirituale. Questo però non riguarda l'Arte, ma l'uso che si sceglie di farne.L'Hek Ki Boen si sposa benissimo con il concetto esposto, perché dà una indicazione assolutamente pratica, dalla quale fa discendere la teoria, non il contrario. Non ci sono teorie o concetti fumosi, ma è la pratica esperienziale stessa che ne determina l'efficacia e ne fa discendere il principio. Tutto ciò che si può dire del Chan e tutto ciò se ne può cogliere non ha niente a che vedere con la sua realtà intrinseca, esattamente come con l'HKB. Ne possiamo parlare, lo possiamo descrivere e spiegare, ma solo la pratica chiarisce il contenuto, perché il contenuto è la pratica stessa.
Credo sia bene chiarire, però, da dove derivi questo tipo di Buddismo. La Tradizione racconta che il Buddha storico, dopo aver predicato Vie diverse, in modo che ciascun essere umano potesse trovare quella adatta a lui, ne comunicò una all'orecchio del suo discepolo prediletto e solo a lui. Questo, a sua volta, la comunicò nello stesso modo, quando fu il suo turno, a uno solo dei suoi discepoli e così di seguito fino ad arrivare a Bodhidharma. Questi, come monaco errante, dall'India raggiunse la Cina, dove il suo insegnamento, fondendosi con la tradizione taoista preesistente, diede origine al Chan (che è la traslitterazione dell'originale termine indiano Dhyana). Allo stesso modo, quando il Chan venne importato in Giappone, ad opera di alcuni monaci della setta Tendai, fondendosi con la cultura e la tradizione preesistente, diede origine allo Zen (a sua volta traslitterazione del termine cinese Chan).
Dhyana, Chan e Zen sono solo "vestiti culturali" per quell'unica Via, nuda, semplice e senza forma. Non bisogna confondere le forme apparenti e intelligibili con il nocciolo, cioè la forma con la sostanza. Si tratta di nocciolo che non ha nulla a che vedere con tutto quello che se ne può dire, ma può solo essere sperimentato in prima persona. Per arrivare a sperimentare in prima persona occorre una pratica e la pratica ha le sue regole, che sono da intendersi in modo puramente funzionale. Quelle Zen sono funzionali al contesto culturale giapponese, quelle Dhyana al contesto indiano, etc. Questo non vuol dire che lo Zen sia adatto solo ai giapponesi: è adatto a chiunque si senta in sintonia con quel contesto.
Quello che è certo è che ogni Via, compresa quella Buddista Chan, come qualsiasi altra Via, non può essere adattato a piacere, non perché se lo cambi non funziona più, ma perché se lo cambi non è più quella! Per questo bisogna avere profondo rispetto per chi pratica altre Vie, proprio in funzione del raggiungimento di un obiettivo, comune, che è il cammino stesso. Va detto, comunque, che anche all'interno delle tradizioni filosofiche e religiose ci sono visioni più o meno rigide e approcci più o meno formali.
Come in ogni Arte, ogni Istruttore o Maestro non può non mettere se stesso nell'insegnamento che impartisce e questo inevitabilmente crea differenze nel modo di insegnare, ma quello che fa dell'Hek Ki Boen un sistema fantastico è che il nocciolo rimane sempre quello, compresa la Via per raggiungerlo, anche se può cambiare qualcosa in seno al modo di spiegare il percorso da fare. Ci possono essere strade diverse per arrivare, ma non la meta.
Immaginate di dover spiegare a una persona che non è mai stata innamorata cosa sia l'amore! Tutto quello che potete fare è trovare il mezzo per far innamorare la persona, ma per far questo, ognuno non potrà che fare riferimento alla propria esperienza e si verranno così a creare una quantità di vie apparentemente diverse, ma che in realtà puntano a un unico risultato. Così il Maestro Chan (ricordiamo che il termine Maestro è usato come forma di rispetto dagli Allievi, ma non indica un ruolo, tant'è che più spesso si parla di Patriarchi Chan), non è uno che ti racconta "la verità". Non è uno che ti dice come stanno "veramente" le cose. Al contrario, è uno che si preoccupa:
a) di insegnarti una tecnica in tutte le sue sfumature e di metterti in grado di eseguirla bene
b) di impedire che tu ti fermi su una stazione intermedia pensando che quella sia la meta ultima
c) di sostenerti strada facendo
Questo è il motivo per cui un Maestro è necessario nella pratica, come in qualsiasi altra Arte, ma come in qualsiasi altra Arte, il Maestro ti indica la strada e ti aiuta a capire come rinforzare le gambe per percorrerla, ma poi non ti porta in spalla fino alla meta! Questo è il motivo per cui il Maestro va sempre seguito, ascoltato e guardato per capire i particolari della pratica, ma non si può prescindere dalla pratica personale per raggiungere la meta.
In merito ai vari "distacchi" che l'Hek Ki Boen insegna, c'è quello, per esempio, dal respiro. Chiaramente il respiro può contribuire alla forza propulsiva per muoversi rapidamente, scaricando il peso dei colpi e senza sforzo, ma solo dopo che si sarà fatta l'esperienza del distacco dal respiro stesso. Durante la pratica è la respirazione addominale quella su cui poniamo di più l'accento, talvolta nella variante cosiddetta 'naturale' o nell'altra, inversa.
Se impariamo ad utilizzare la forza del respiro, intesa proprio come un propulsore pneumatico, è chiaro che miglioriamo il rendimento delle nostre azioni, ma ad uno stadio iniziale è fondamentale non connettere il ritmo del respiro al movimento del corpo, per permettere ad entrambe (azione respiratoria ed azione corporea esterna) di lavorare separatamente, in maniera tale da avere più elasticità, dinamicità e peso, senza dover far per forza riferimento alla connessione dei due.
Continua...
sabato 9 novembre 2013
Il 'distacco' buddista nell'Hek Ki Boen
Spesso mi viene chiesto se ci sono radici filosofiche nella nostra pratica. Chiaramente sì. Il Buddismo ha profondamente influenzato l'Hek Ki Boen, perché non si tratta solo di un'Arte Marziale che insegna a combattere (in passato ad uccidere), ma di una delle Vie per il perfezionamento spirituale. Non a caso le Arti Marziali Tradizionali Cinesi si svilupparono in un monastero Chan. La vita in un monastero Chan era adattissima per chi voleva praticare seriamente: l'alimentazione era frugale, il sonno solo in quantità strettamente necessaria e su un duro giaciglio, il lavoro e l'allenamento fisico molto pesanti, la disciplina severissima. Erano richiesti puntualità, autocontrollo, sopportazione del caldo, del freddo, del dolore, imperturbabilità di fronte al pericolo ed alla morte.
Il Buddismo Chan insegna a vuotare la mente, a liberarla da ogni idea, da ogni influenza esterna. Si può così arrivare ad uno stato di ricettività totale, che permette di reagire istintivamente al minimo stimolo.
Se la mente è libera da ogni pensiero, priva di aggressività o paura, si possono percepire le intenzioni di un avversario ed agire di conseguenza; si può coltivare cioè un sesto senso che permette di prevedere il pericolo e di anticipare le azioni del nemico.
Se la mente è invece turbata da pensieri o da preoccupazioni d'attacco o di difesa, non è possibile percepire correttamente le intenzioni dell'avversario e si può essere tratti in inganno anche da una banale finta. Il vuoto della mente ed il duro allenamento del corpo permettono di raggiungere l'unità di spirito e di corpo: il corpo (temprato dall'esercizio) non più frenato dalla mente (vuota) è pronto allora a reagire istantaneamente nel modo più efficace e puro agli stimoli. Non vi è più nessun freno fra percezione e reazione; il tempo di reazione è il più breve possibile e la tecnica “perfetta”. Le tecniche “perfette” sono sempre eseguite in maniera inconscia, paradossalmente prima eseguite e poi pensate.
Come non menzionare gli ideali pacifisti e di non violenza del Buddismo, per cui il fine pratico delle arti marziali non è l'eliminazione dell'avversario, ma l'autodifesa e la protezione dei deboli. Ricordiamoci che per il Buddismo Chan si può sperare di ottenere il “risveglio”, l'illuminazione solo attraverso la concentrazione spirituale e la meditazione e non tramite la conoscenza teorica. Non è una religione (non ricerca infatti l'immortalità, non conosce dèi, non ammette concetti come il peccato o l'anima), ma si può solo considerare un “sistema di vita”.
Chi pratica il Buddismo Chan deve educarsi a vedere direttamente dentro di sé, per scoprire la natura intima della realtà, senza l'aiuto dell'intelletto. Per arrivare a ciò sono indispensabili le pratiche della concentrazione mentale e della meditazione. Durante la meditazione bisogna ricercare il vuoto totale dentro sé stessi, bisogna far tacere la voce incessante della mente, bisogna abolire ogni pensiero, ogni emozione. Per mettere sotto controllo l'attività della mente è necessario regolare opportunamente la respirazione.
Scopo della meditazione è quello di consentire all'individuo di entrare a contatto, in maniera totale, con la realtà vera che lo circonda. In ciò consiste l'illuminazione, il “risveglio”. Le cose si vedono allora in maniera completamente diversa, come attraverso un terzo occhio, un occhio spirituale. Questa nuova visione di se stessi e del mondo è intuitiva, supera qualsiasi rappresentazione mentale e non deriva assolutamente dal pensiero o dal ragionamento.
L'illuminato vede le cose dall'interno, un po' come le vede un grande artista che ha la capacità di rappresentarle condensandone l'intima natura in pochi tratti essenziali. Si può comprendere allora quanto dobbiamo come praticanti di Hek Ki Boen Eng Chun alla scuola Chan, che insegna a non preoccuparsi del passato o del futuro, ma a dare la massima importanza al momento presente che è il solo in cui siamo veramente vivi.
Quando si è in pace con se stessi e non si è preda di cento desideri, preoccupazioni, dubbi, paure e passioni, si può agire in piena libertà e con tutto il proprio essere. Si partecipa allora ad ogni cosa perfettamente “svegli" ed in totale concentrazione. Si gustano le cose senza essere legati ad esse. La mente diventa come uno specchio: è perfettamente lucida, presente e riflette tutto quello che vi è intorno senza che pensieri o preoccupazioni possano interferire. Si impara così ad essere dei “testimoni”, degli “spettatori distaccati”; il pericolo o la morte non fanno più paura: sono riflessi dallo specchio della mente.
Alcune persone sostengono che il fatto che sia un'Arte Marziale dovrebbe avere come scopo il combattimento. In realtà, invece, il primo fine di ogni arte è interno: un pittore dipinge in primo luogo per se stesso. Poi, se vuole, vende e guadagna, ma non è questa la ragione iniziale, anche se ci sono pittori che dipingono solo per vendere i quadri. Bisogna capire, quindi, se l'Arte Marziale sia qualcosa di fine a se stesso o se sia collegata al raggiungimento di uno scopo funzionale: un approccio molto lontano dall'utilitarismo occidentale, interamente centrato sul raggiungimento di un obiettivo.
Il concetto chiave del Buddismo Chan è "senza scopo e senza profitto": esso indica l'attitudine necessaria per svolgere un'azione impeccabile. Così nel tiro con l'arco lo scopo per cui si incocca la freccia e si tende l'arco non è quello di fare centro, bensì quello di incoccare la freccia nel modo migliore possibile e di tendere l'arco nel modo migliore possibile. E' l'eccellenza per l'eccellenza. La perfezione fine a se stessa. L'obiettivo (il bersaglio) è qualcosa che viene da sé, come effetto necessario e non cercato. E' una conseguenza, non la ragione per cui si svolge l'azione.
L'enfasi sul raggiungimento di un obiettivo, al contrario, svalorizza l'azione e - paradossalmente - la rende anche meno efficace. Ne "Lo zen e il tiro con l'arco" il Maestro spiega all'allievo che non riuscirà a far centro finché il suo spirito sarà "là sul bersaglio" e non "lì" dove lui si trova adesso e dove deve agire. Difficile da capire per gli occidentali abituati a giudicare un'azione dai risultati che ottiene. Per molti un combattimento si traduce in "vincere" o "perdere", mentre lo scopo dell'Arte Marziale in quanto Arte è "combattere in modo impeccabile", così come lo scopo di un pittore è creare un quadro che traduca su tela la sua ispirazione. Vincere (o vendere il quadro) sono - potremmo dire - effetti collaterali, che si realizzano tanto più quanto meno li si cerca.
Quante volte di un pittore si dice che "è diventato commerciale", per intendere che la qualità è scaduta proprio perché si è focalizzato sull'obiettivo (il mercato), anziché sul processo fine a se stesso. Da questo punto di vista, dunque, l'Arte Marziale, come ogni Arte, è un mezzo per rendersi eccellenti e per esprimere la propria eccellenza. L'Arte Marziale, rispetto ad altre Arti, ha qualcosa in più, che la rende particolarmente idonea a un percorso di tipo interiore: un lavoro di auto-perfezionamento e di auto-trascendenza che deve vedersela con la paura, il potere, il dolore, l'attaccamento, l'impermanenza e la morte. Quale strumento può essere più idoneo di un'Arte Marziale?
Continua...
Chi pratica il Buddismo Chan deve educarsi a vedere direttamente dentro di sé, per scoprire la natura intima della realtà, senza l'aiuto dell'intelletto. Per arrivare a ciò sono indispensabili le pratiche della concentrazione mentale e della meditazione. Durante la meditazione bisogna ricercare il vuoto totale dentro sé stessi, bisogna far tacere la voce incessante della mente, bisogna abolire ogni pensiero, ogni emozione. Per mettere sotto controllo l'attività della mente è necessario regolare opportunamente la respirazione.
Scopo della meditazione è quello di consentire all'individuo di entrare a contatto, in maniera totale, con la realtà vera che lo circonda. In ciò consiste l'illuminazione, il “risveglio”. Le cose si vedono allora in maniera completamente diversa, come attraverso un terzo occhio, un occhio spirituale. Questa nuova visione di se stessi e del mondo è intuitiva, supera qualsiasi rappresentazione mentale e non deriva assolutamente dal pensiero o dal ragionamento.
L'illuminato vede le cose dall'interno, un po' come le vede un grande artista che ha la capacità di rappresentarle condensandone l'intima natura in pochi tratti essenziali. Si può comprendere allora quanto dobbiamo come praticanti di Hek Ki Boen Eng Chun alla scuola Chan, che insegna a non preoccuparsi del passato o del futuro, ma a dare la massima importanza al momento presente che è il solo in cui siamo veramente vivi.
Quando si è in pace con se stessi e non si è preda di cento desideri, preoccupazioni, dubbi, paure e passioni, si può agire in piena libertà e con tutto il proprio essere. Si partecipa allora ad ogni cosa perfettamente “svegli" ed in totale concentrazione. Si gustano le cose senza essere legati ad esse. La mente diventa come uno specchio: è perfettamente lucida, presente e riflette tutto quello che vi è intorno senza che pensieri o preoccupazioni possano interferire. Si impara così ad essere dei “testimoni”, degli “spettatori distaccati”; il pericolo o la morte non fanno più paura: sono riflessi dallo specchio della mente.
Alcune persone sostengono che il fatto che sia un'Arte Marziale dovrebbe avere come scopo il combattimento. In realtà, invece, il primo fine di ogni arte è interno: un pittore dipinge in primo luogo per se stesso. Poi, se vuole, vende e guadagna, ma non è questa la ragione iniziale, anche se ci sono pittori che dipingono solo per vendere i quadri. Bisogna capire, quindi, se l'Arte Marziale sia qualcosa di fine a se stesso o se sia collegata al raggiungimento di uno scopo funzionale: un approccio molto lontano dall'utilitarismo occidentale, interamente centrato sul raggiungimento di un obiettivo.
Il concetto chiave del Buddismo Chan è "senza scopo e senza profitto": esso indica l'attitudine necessaria per svolgere un'azione impeccabile. Così nel tiro con l'arco lo scopo per cui si incocca la freccia e si tende l'arco non è quello di fare centro, bensì quello di incoccare la freccia nel modo migliore possibile e di tendere l'arco nel modo migliore possibile. E' l'eccellenza per l'eccellenza. La perfezione fine a se stessa. L'obiettivo (il bersaglio) è qualcosa che viene da sé, come effetto necessario e non cercato. E' una conseguenza, non la ragione per cui si svolge l'azione.
L'enfasi sul raggiungimento di un obiettivo, al contrario, svalorizza l'azione e - paradossalmente - la rende anche meno efficace. Ne "Lo zen e il tiro con l'arco" il Maestro spiega all'allievo che non riuscirà a far centro finché il suo spirito sarà "là sul bersaglio" e non "lì" dove lui si trova adesso e dove deve agire. Difficile da capire per gli occidentali abituati a giudicare un'azione dai risultati che ottiene. Per molti un combattimento si traduce in "vincere" o "perdere", mentre lo scopo dell'Arte Marziale in quanto Arte è "combattere in modo impeccabile", così come lo scopo di un pittore è creare un quadro che traduca su tela la sua ispirazione. Vincere (o vendere il quadro) sono - potremmo dire - effetti collaterali, che si realizzano tanto più quanto meno li si cerca.
Quante volte di un pittore si dice che "è diventato commerciale", per intendere che la qualità è scaduta proprio perché si è focalizzato sull'obiettivo (il mercato), anziché sul processo fine a se stesso. Da questo punto di vista, dunque, l'Arte Marziale, come ogni Arte, è un mezzo per rendersi eccellenti e per esprimere la propria eccellenza. L'Arte Marziale, rispetto ad altre Arti, ha qualcosa in più, che la rende particolarmente idonea a un percorso di tipo interiore: un lavoro di auto-perfezionamento e di auto-trascendenza che deve vedersela con la paura, il potere, il dolore, l'attaccamento, l'impermanenza e la morte. Quale strumento può essere più idoneo di un'Arte Marziale?
Continua...
giovedì 7 novembre 2013
Hek Ki Boen - Messaggio del GM The Kang Hay
Grazie al prezioso ed insostituibile aiuto di Sara Pilepich, è finalmente disponibile anche in italiano la traduzione del messaggio video che il Gran Maestro Lin Xiang Fuk pubblicò nel 2011. La proponiamo, di seguito al video con audio originale, perché il senso ed il contenuto dello stesso sono ancora attuali. Abbiamo tagliato, inserendo parentesi quadre, solo i punti meno importanti. Chiunque volesse la versione integrale, la richiedesse.
GM Lin Xiang Fuk: "Innanzitutto, a nome dell’associazione internazionale Hek Ki Boen, vorrei augurare a tutti buona fortuna e un buon 2011. Il 2010 è stato un anno molto impegnativo per tutti noi; in particolare per l’Hek Ki Boen non si è trattato solo di un periodo decisamente faticoso, ma anche di un anno molto positivo, al punto che mi è difficile esprimere tutto l’entusiasmo dovuto a quanto abbiamo realizzato. […]
Con questo video colgo l’occasione per ringraziare personalmente tutte le persone che hanno contribuito alla diffusione dell’Hek Ki Boen […], i nostri team leader, […] negli Stati Uniti e al di fuori di essi, e tutte le persone che hanno contribuito donando il proprio tempo, la propria fatica, il proprio cuore alla diffusione del sistema […].
Ringrazio anche coloro che ci hanno attaccato, nei più svariati modi: i loro sforzi hanno contribuito a infondere curiosità e interesse in persone che poi si sono avvicinate all’Hek Ki Boen per conoscerlo veramente […].
In tal senso vi invito ad ascoltare i video che seguono del mio Sifu The Kang Hay. […] Egli augura a tutti buon anno e ricorda come nessun membro dell’Hek Ki Boen in tutto il mondo debba essere coinvolto in qualsiasi diatriba o scontro tra scuole di arti marziali […]".
GM The Kang Hay: "A nome della nostra grande famiglia in Indonesia, desidero augurare a tutti voi un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo. Tutti noi, membri dell’Hek Ki Boen siamo felici dell’arrivo del 2011. Voglio dare a tutti voi qualche consiglio su ciò che avete imparato e ricevuto.
È necessario allenarsi con tutto il cuore, senza considerare l’allenamento solo come un insieme di informazioni, ma come un’opportunità per diventare maggiormente abili nella pratica. L’insegnamento che avete ricevuto non è facile da imparare, perché questa conoscenza è un vero tesoro tramandatoci dal nostro maestro Kwee King Yang.
Quanto più ci si allena e si pratica, più la mano diventa viva. Alla fine, ogni parte del corpo riuscirà ad essere in contatto con la realtà, a dimostrazione del fatto che non si praticano le arti marziali affidandosi esclusivamente al grado di forza fisica che si riesce a raggiungere, ma al modo in cui si impiega l’abilità che si è acquisita.
Inoltre, spero che tutti nella nostra famiglia diventino persone migliori. Non bisogna mai screditare o danneggiare gli altri o procurarsi nemici in un’altra Scuola. In base alla mia esperienza in Indonesia, posso affermare che ci saranno sempre altre Scuole che proveranno gelosia e invidia. Quando esiste il risentimento, chi ne va a soffrire?
Esistono insegnanti che a volte rimangono immobili e non si assumono alcuna responsabilità; in questo modo i loro studenti non diventeranno niente più che spettrali marionette controllate dai loro Suhu, formate per attaccare altre Scuole.
Quindi vi incoraggio a non seguire questo tipo di leader che usa sempre i suoi studenti come personali burattini per attaccare altre Scuole. È meglio concentrarsi sulla formazione, non sulla “politica”, in modo che un giorno si possa diventare particolarmente capaci e godere dei benefici del nostro allenamento (senza provare alcuna delusione anche quando, per esempio, si superano i 50 anni), tra i quali abbiamo la crescita del benessere mentale e spirituale.
L’Hek Ki Boen in Indonesia è stato pubblicamente insegnato dal mio Suhu, Kwee King Yang, nella sua casa di Klimbungan; egli ha imparato il sistema dal suo Suhu, Cia Fun Tjiao. Io stesso non so davvero tutta la storia di come il sistema sia stato tramandato, in quanto al tempo non ero ancora nato.
Il mio Suhu aveva 55 anni più di me. Ho iniziato ad allenarmi quando avevo 12 anni. A 18 anni mi è stato chiesto di affiancare il mio Suhu nell’insegnamento, e sono così diventato assistente del mio Suhu. Ho continuato ad insegnare anche quando sono andato all’università, ma smisi di frequentarla, perché mi venne chiesto di insegnare a tempo pieno. L’ho fatto perché mi è piaciuto il sistema, mi è piaciuto il mio Suhu e mi è piaciuto il modo in cui il mio Suhu ha dedicato la sua vita a diffondere e preservare queste conoscenze all’interno dell’Hek Ki Boen .
Quando avevo 27 anni, il mio Suhu mi ha scelto una moglie e ha organizzato il mio matrimonio. Ho assecondato il suo desiderio. Con il passare del tempo, alcuni dei miei studenti dell’epoca iniziarono a sviluppare le proprie abilità e a diventare istruttori all’occorrenza in mia sostituzione. E fino ad ora, per tutto il tempo che hanno insegnato, mi sono ancora tutti fedeli e spero anche che un giorno saranno in grado di sostituirmi completamente e formare allo stesso modo nuovi studenti ed insegnanti.
Se manteniamo questa cultura, questo sistema non si estinguerà mai e rimarrà ben conservato non solo per i prossimi 50 anni, ma anche per i prossimi 100. Pertanto, spero che anche i nostri membri (livello istruttori dell’Hek Ki Boen), soprattutto negli Stati Uniti, abbiano compassione nei confronti dei loro fratelli nel Kung Fu! Non date spazio alla gelosia e all’invidia o al desiderio di distruggersi a vicenda.
L’uomo stolto non sa che la forza di un uomo si esprime anche nella sua debolezza. La conoscenza può essere tramandata comunque, ma il carattere della persona che tramanda questa conoscenza determinerà quanto un essere umano possa migliorare e quale alto grado di abilità possa raggiungere. Questo diventerà il suo unico talento. Questa è l’Arte Marziale.
Voglio anche ringraziare tutti voi (membri HKB USA) che mi avete fatto visita il 19 marzo 2010. Mi ricordo ancora il grande entusiasmo e la forte motivazione ad apprendere che molti di voi hanno dimostrato. Anche se è stata una breve visita, mi ha molto colpito il livello di abilità che avevate già raggiunto prima di venire qui. Lo dico non solo per lodare o dispensare complimenti, ma io veramente sono molto orgoglioso di tutti voi. Non vedo l’ora di incontrarvi di nuovo; al momento opportuno, forse potrò venire negli Stati Uniti. Spero di avere il vostro sostegno e desidererei che mi auguraste di mantenere una buona salute in modo che io possa venirvi a trovare.
Dato il mio amore verso l’Hek Ki Boen, devo annoiarvi ancora e ancora, ricordandovi che non dovrete mai agire scorrettamente verso gli altri. Mantenete la reputazione dell’Hek Ki Boen e il vostro proprio nome come rappresentanti dell’Hek Ki Boen all’interno della comunità delle arti marziali. Ciò che conta è diventare una persona che eleva e mantiene il livello e la cultura morale nella comunità.
Grazie per il vostro tempo. Non vedo l’ora di incontrarvi di nuovo nel prossimo futuro. Mi scuso se c’è qualche parte di questo video che può offendere in qualsiasi modo. Insieme a questo messaggio, Kenneth (Suhu Kenneth Lin Xiang Fuk) vi fornirà alcune informazioni, alcune relative alle strategie pensate per la crescita futura dell’Hek Ki Boen, che ho già assegnato a lui in modo che sarà anche più cauto e più motivato nella sua missione di diffusione del sistema.
Per concludere, ci tengo a esprimere la mia gratitudine per il vostro amore verso il sistema Hek Ki Boen, proprio come il nostro in Indonesia. A nome della nostra grande famiglia dell’Hek Ki Boen in Indonesia, non vedo l’ora di incontrarvi di nuovo un giorno. Il mio nome è The Kang Hay, desidero salutarvi e vi prego di proseguire in un buon lavoro per voi e per l’organizzazione Hek Ki Boen. Grazie a voi, arrivederci".
GM The Kang Hay: "Il mio nome è The Kang Hay, successore del mio Suhu, Kwee King Yang. Io, per conto dell’Hek Ki Boen in Indonesia, spero che i nostri membri, in particolare negli Stati Uniti, siano in grado di mantenere la reputazione del nome Hek Ki Boen e che tutti voi possiate praticarlo così da diventare, in termini di qualità dei movimenti, molto abili; così non sarà solo il nome Hek Ki Boen ad essere conosciuto, ma anche la capacità di tutti i membri dell’Hek Ki Boen in un prossimo futuro, soprattutto in America.
Spero che i membri non deludano gli altri e mantengono il buon nome dell’Hek Ki Boen. Pertanto, vi chiedo di allenarvi con motivazione e di fare del pensiero positivo lo scopo principale dello studio delle arti marziali. Quindi, lo scopo della formazione non è solo quello di memorizzare la conoscenza, ma anche quello di sapere come utilizzare le conoscenze che si sono allenate e di come applicare questa conoscenze in situazioni reali.
Tutte le conoscenze che avete appreso e che avete ricevuto fanno parte di un sistema che esisteva nel passato. Molto prima che io diventassi uno studente, questo sistema esisteva già e non è assolutamente qualcosa di recentemente costituito. Tutto è ancora autentico, così come è stato tramandato dal mio Suhu, Kwee King Yang e, a sua volta, dal suo Suhu, Cia Fun Tjiao.
Pertanto, mi auguro che attraverso il perpetuarsi della nostra motivazione, il sentimento di fratellanza all’interno dell’Hek Ki Boen rimarrà. Per favore, non perdetevi nel seguire quelle inutili bocche che sanno solo calunniare gli altri.
Ciò che è importante è che la qualità delle conoscenze e dei benefici che si ricevono, proprio come accade a me ora che sono vecchio, non venga mai meno, deludendovi. Potete pensare che non vi è alcun modo in cui il sistema possa rimanere immutato, proprio come in passato. La verità è che è ancora immutato ed è rimasto lo stesso. È ancora esattamente lo stesso in termini di qualità.
Naturalmente, a tutt'oggi, le nostre competenze possono non essere valide come quelle di cui erano in possesso i nostri antenati, a causa delle differenze nella nostra preparazione fisica, per non parlare della mentalità moderna che vede l’arte marziale solo come un hobby da praticare.
In passato, la formazione era stata pensata per creare guerrieri formidabili. Non limitatevi a seguire gli altri, spero che ognuno di voi un giorno possa essere il custode o il leader del sistema e che possa tramandare questo sistema in modo che tra 100 anni, questo sistema esisterà ancora in questo mondo".
Con questo video colgo l’occasione per ringraziare personalmente tutte le persone che hanno contribuito alla diffusione dell’Hek Ki Boen […], i nostri team leader, […] negli Stati Uniti e al di fuori di essi, e tutte le persone che hanno contribuito donando il proprio tempo, la propria fatica, il proprio cuore alla diffusione del sistema […].
Ringrazio anche coloro che ci hanno attaccato, nei più svariati modi: i loro sforzi hanno contribuito a infondere curiosità e interesse in persone che poi si sono avvicinate all’Hek Ki Boen per conoscerlo veramente […].
In tal senso vi invito ad ascoltare i video che seguono del mio Sifu The Kang Hay. […] Egli augura a tutti buon anno e ricorda come nessun membro dell’Hek Ki Boen in tutto il mondo debba essere coinvolto in qualsiasi diatriba o scontro tra scuole di arti marziali […]".
GM The Kang Hay: "A nome della nostra grande famiglia in Indonesia, desidero augurare a tutti voi un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo. Tutti noi, membri dell’Hek Ki Boen siamo felici dell’arrivo del 2011. Voglio dare a tutti voi qualche consiglio su ciò che avete imparato e ricevuto.È necessario allenarsi con tutto il cuore, senza considerare l’allenamento solo come un insieme di informazioni, ma come un’opportunità per diventare maggiormente abili nella pratica. L’insegnamento che avete ricevuto non è facile da imparare, perché questa conoscenza è un vero tesoro tramandatoci dal nostro maestro Kwee King Yang.
Quanto più ci si allena e si pratica, più la mano diventa viva. Alla fine, ogni parte del corpo riuscirà ad essere in contatto con la realtà, a dimostrazione del fatto che non si praticano le arti marziali affidandosi esclusivamente al grado di forza fisica che si riesce a raggiungere, ma al modo in cui si impiega l’abilità che si è acquisita.
Inoltre, spero che tutti nella nostra famiglia diventino persone migliori. Non bisogna mai screditare o danneggiare gli altri o procurarsi nemici in un’altra Scuola. In base alla mia esperienza in Indonesia, posso affermare che ci saranno sempre altre Scuole che proveranno gelosia e invidia. Quando esiste il risentimento, chi ne va a soffrire?
Esistono insegnanti che a volte rimangono immobili e non si assumono alcuna responsabilità; in questo modo i loro studenti non diventeranno niente più che spettrali marionette controllate dai loro Suhu, formate per attaccare altre Scuole.
Quindi vi incoraggio a non seguire questo tipo di leader che usa sempre i suoi studenti come personali burattini per attaccare altre Scuole. È meglio concentrarsi sulla formazione, non sulla “politica”, in modo che un giorno si possa diventare particolarmente capaci e godere dei benefici del nostro allenamento (senza provare alcuna delusione anche quando, per esempio, si superano i 50 anni), tra i quali abbiamo la crescita del benessere mentale e spirituale.
L’Hek Ki Boen in Indonesia è stato pubblicamente insegnato dal mio Suhu, Kwee King Yang, nella sua casa di Klimbungan; egli ha imparato il sistema dal suo Suhu, Cia Fun Tjiao. Io stesso non so davvero tutta la storia di come il sistema sia stato tramandato, in quanto al tempo non ero ancora nato.
Il mio Suhu aveva 55 anni più di me. Ho iniziato ad allenarmi quando avevo 12 anni. A 18 anni mi è stato chiesto di affiancare il mio Suhu nell’insegnamento, e sono così diventato assistente del mio Suhu. Ho continuato ad insegnare anche quando sono andato all’università, ma smisi di frequentarla, perché mi venne chiesto di insegnare a tempo pieno. L’ho fatto perché mi è piaciuto il sistema, mi è piaciuto il mio Suhu e mi è piaciuto il modo in cui il mio Suhu ha dedicato la sua vita a diffondere e preservare queste conoscenze all’interno dell’Hek Ki Boen .
Quando avevo 27 anni, il mio Suhu mi ha scelto una moglie e ha organizzato il mio matrimonio. Ho assecondato il suo desiderio. Con il passare del tempo, alcuni dei miei studenti dell’epoca iniziarono a sviluppare le proprie abilità e a diventare istruttori all’occorrenza in mia sostituzione. E fino ad ora, per tutto il tempo che hanno insegnato, mi sono ancora tutti fedeli e spero anche che un giorno saranno in grado di sostituirmi completamente e formare allo stesso modo nuovi studenti ed insegnanti.
Se manteniamo questa cultura, questo sistema non si estinguerà mai e rimarrà ben conservato non solo per i prossimi 50 anni, ma anche per i prossimi 100. Pertanto, spero che anche i nostri membri (livello istruttori dell’Hek Ki Boen), soprattutto negli Stati Uniti, abbiano compassione nei confronti dei loro fratelli nel Kung Fu! Non date spazio alla gelosia e all’invidia o al desiderio di distruggersi a vicenda.
L’uomo stolto non sa che la forza di un uomo si esprime anche nella sua debolezza. La conoscenza può essere tramandata comunque, ma il carattere della persona che tramanda questa conoscenza determinerà quanto un essere umano possa migliorare e quale alto grado di abilità possa raggiungere. Questo diventerà il suo unico talento. Questa è l’Arte Marziale.
Voglio anche ringraziare tutti voi (membri HKB USA) che mi avete fatto visita il 19 marzo 2010. Mi ricordo ancora il grande entusiasmo e la forte motivazione ad apprendere che molti di voi hanno dimostrato. Anche se è stata una breve visita, mi ha molto colpito il livello di abilità che avevate già raggiunto prima di venire qui. Lo dico non solo per lodare o dispensare complimenti, ma io veramente sono molto orgoglioso di tutti voi. Non vedo l’ora di incontrarvi di nuovo; al momento opportuno, forse potrò venire negli Stati Uniti. Spero di avere il vostro sostegno e desidererei che mi auguraste di mantenere una buona salute in modo che io possa venirvi a trovare.
Dato il mio amore verso l’Hek Ki Boen, devo annoiarvi ancora e ancora, ricordandovi che non dovrete mai agire scorrettamente verso gli altri. Mantenete la reputazione dell’Hek Ki Boen e il vostro proprio nome come rappresentanti dell’Hek Ki Boen all’interno della comunità delle arti marziali. Ciò che conta è diventare una persona che eleva e mantiene il livello e la cultura morale nella comunità.
Grazie per il vostro tempo. Non vedo l’ora di incontrarvi di nuovo nel prossimo futuro. Mi scuso se c’è qualche parte di questo video che può offendere in qualsiasi modo. Insieme a questo messaggio, Kenneth (Suhu Kenneth Lin Xiang Fuk) vi fornirà alcune informazioni, alcune relative alle strategie pensate per la crescita futura dell’Hek Ki Boen, che ho già assegnato a lui in modo che sarà anche più cauto e più motivato nella sua missione di diffusione del sistema.
Per concludere, ci tengo a esprimere la mia gratitudine per il vostro amore verso il sistema Hek Ki Boen, proprio come il nostro in Indonesia. A nome della nostra grande famiglia dell’Hek Ki Boen in Indonesia, non vedo l’ora di incontrarvi di nuovo un giorno. Il mio nome è The Kang Hay, desidero salutarvi e vi prego di proseguire in un buon lavoro per voi e per l’organizzazione Hek Ki Boen. Grazie a voi, arrivederci".
GM The Kang Hay: "Il mio nome è The Kang Hay, successore del mio Suhu, Kwee King Yang. Io, per conto dell’Hek Ki Boen in Indonesia, spero che i nostri membri, in particolare negli Stati Uniti, siano in grado di mantenere la reputazione del nome Hek Ki Boen e che tutti voi possiate praticarlo così da diventare, in termini di qualità dei movimenti, molto abili; così non sarà solo il nome Hek Ki Boen ad essere conosciuto, ma anche la capacità di tutti i membri dell’Hek Ki Boen in un prossimo futuro, soprattutto in America.
Spero che i membri non deludano gli altri e mantengono il buon nome dell’Hek Ki Boen. Pertanto, vi chiedo di allenarvi con motivazione e di fare del pensiero positivo lo scopo principale dello studio delle arti marziali. Quindi, lo scopo della formazione non è solo quello di memorizzare la conoscenza, ma anche quello di sapere come utilizzare le conoscenze che si sono allenate e di come applicare questa conoscenze in situazioni reali.
Tutte le conoscenze che avete appreso e che avete ricevuto fanno parte di un sistema che esisteva nel passato. Molto prima che io diventassi uno studente, questo sistema esisteva già e non è assolutamente qualcosa di recentemente costituito. Tutto è ancora autentico, così come è stato tramandato dal mio Suhu, Kwee King Yang e, a sua volta, dal suo Suhu, Cia Fun Tjiao.
Pertanto, mi auguro che attraverso il perpetuarsi della nostra motivazione, il sentimento di fratellanza all’interno dell’Hek Ki Boen rimarrà. Per favore, non perdetevi nel seguire quelle inutili bocche che sanno solo calunniare gli altri.
Ciò che è importante è che la qualità delle conoscenze e dei benefici che si ricevono, proprio come accade a me ora che sono vecchio, non venga mai meno, deludendovi. Potete pensare che non vi è alcun modo in cui il sistema possa rimanere immutato, proprio come in passato. La verità è che è ancora immutato ed è rimasto lo stesso. È ancora esattamente lo stesso in termini di qualità.
Naturalmente, a tutt'oggi, le nostre competenze possono non essere valide come quelle di cui erano in possesso i nostri antenati, a causa delle differenze nella nostra preparazione fisica, per non parlare della mentalità moderna che vede l’arte marziale solo come un hobby da praticare.
In passato, la formazione era stata pensata per creare guerrieri formidabili. Non limitatevi a seguire gli altri, spero che ognuno di voi un giorno possa essere il custode o il leader del sistema e che possa tramandare questo sistema in modo che tra 100 anni, questo sistema esisterà ancora in questo mondo".
mercoledì 6 novembre 2013
Hek Ki Boen - Message of GM The Kang Hay
With the help of Sara Pilepich, we finally have the transcription of the message made by GM Lin Xiang Fuk and GM The Kang Hay, in 2011.
GM Lin Xiang Fuk: "First, on the behalf of international HKB association, I would like to wish everyone a good fortune and 2011. 2010 was a very busy year for all of us, especially for Hek Ki Boen it wasn’t just a busy year, but a very successful year. I can’t be excited enough to tell you all how much accomplishment we’ve done that year. Currently Hek Ki Boen has spread in four continents. During this video I also want to take the opportunity to express my gratitude and personal thanks to all the people who contributed so much to Hek Ki Boen. First and for most it’s our all the team leaders and all the people […] who spent so much effort and time to spread the system. I also want to thank who did Internet attack and campaign as well as members against us […]; luckily everything, all the efforts that they did, everything that they’ve done, all of this increase more opportunities, more interests for people to come to us and discover the truth for themselves. […] Also including in this video, which is the next part of the video, one of the official statement from one of my main Suhu GM The Kang Hay from Indonesia. They have some message to all our Hek Ki Boen members worldwide. They wish everybody a good year and they have also a message to be told. Just in case if you don’t know yet along with this video there’s also another video that has another statement from my Suhu GM The Kang Hay of the Hek Ki Boen system to be addressed to all the Hek Ki Boen members worldwide, including how all the Hek Ki Boen member should not be involved in any politics against other martial arts schools. So, once again, I want to wish everybody a very good year and 2011and thank you for watching this video".
GM The Kang Hay: "On the behalf of our big family in Indonesia, I want to wish all of you a Merry Christmas and a Happy New Year. All of us, Hek Ki Boen members here feel happy about this coming year in 2011. I want to give all of you some advice on all the teaching you have learned and received. You must train with your whole heart and not as a collection of information of knowledge. Instead you should train how to become more skillful in practical use. The teaching you have received is not easy to learn because this knowledge is a true treasure passed down from our teacher Kwee King Yang. The more you train and practice, the more your hand becomes alive. In the end, every part in your body will be able to communicate in reality, point that you do martial arts not relying on how strong you become, but on how you use the skill. Moreover, I hope everyone in our family becomes a better person. Don’t ever talk bad or do bad things to others or create enemies at another school. Just like my experience in Indonesia, there are always other schools that become jealous and envious. When there’s animosity, who is going to suffer? The teacher sometimes just stands still and doesn’t take responsibility and his students become nothing more than shadow puppets controlled by their Suhu to attack other schools. Therefore I encourage you to never follow this kind of leader who always uses his students as his puppets to attack other schools. It’s better we focus on the training, not politics, so that one day we become skillful and enjoy the benefit (and not get disappointed) that when we reach over 50 years old, we can still benefit from our martial arts training including mental and character development. Hek Ki Boen had been available to the public in Indonesia and taught by my Suhu Kwee King Yang at his house in Klimbungan, who learned from his Suhu, Cia Fun Tjiao. I myself don’t really know all of the history as I was not born yet at that time. But my Suhu that I followed was 55 years older than me. I started learning when I was 12. My Suhu liked me so much when I was 16, so when I was 18, I was asked to assist my Suhu in teaching, becoming my Suhu’s assistant. I continued to teach even when I went to university. But I stopped going to university because I was asked to teach full time. I did it because I loved the system and my Suhu and how he spent his life to spread and preserve this knowledge within Hek Ki Boen. When I was 27, my Suhu chose me a bride and arranged my marriage. And I followed his wish. As the time went by, some of my students at that time start to develop their skills and become instructors replacing me teaching as well on that location. And until now, all of this time that they have been teaching, they are all still loyal to me. I also hope that one day my current grand students will also be able to replace my students’ place in teaching. If we maintain this culture, not only in 50 years, even in 100 years, this system will never extinct and become well preserved. Therefore, I also hope for our HKB members (Instructor level), especially in USA, have compassion toward Kung Fu Brothers! Don’t be jealous and envious to destroy each other. Foolish man doesn’t know that man’s strength has some weakness as well. Knowledge may be passed down the same way, but the character of the person will dictate how much one person can improve and how high the skill of a person can achieve. This will become his unique talent. That is Martial Art. I also want to say thank you for being visited by you all (HKB USA members) on March 19, 2010. I still remember your high spirit and motivation in learning that many of you demonstrated while you (HKB USA members) were here. Although it was for very short visit on time, but I was truly impressed with the skill level that you have obtained prior to come here. I’m saying this not just to praise or give compliments, but I truly do feel so proud of all of you (HKB USA members). I am looking forward to meet you all (HKB USA members) again, given the right time and place, perhaps I can come to America (USA). I hope I get your support to wish me staying in good health so that I can be there. Because my love toward Hek Ki Boen, I must nag you again and again that don’t ever do bad things toward others. Maintain the reputation of Hek Ki Boen and your personal name as Hek Ki Boen rep among Martial Arts Community. In the end, you must become a person that upholds morality culture. Thank you for your time. I look forward to meet you again in the near future. I apologize if there is any part of this video that may offend you in any way. Along with this message, Kenneth (Suhu Kenneth Lin Xiang Fuk) will give you some forewords, containing some of Hek Ki Boen plan for future growth that I have already assigned to him so that he will be also more cautious and more motivated in this mission of spreading the system. In the end I really want to express my gratitude for your love toward Hek Ki Boen system, just like us in Indonesia. On behalf of our big Family of Hek Ki Boen in Indonesia, I am looking forward to meet you again one day. My name is The Kang Hay, I want to pass my regards to you and please keep up the good work for yourself and Hek Ki Boen organization. Thank you, until next time we meet".
GM The Kang Hay: "My name is The Kang Hay, successor of my Suhu, Kwee King Yang. I, on the behalf of Hek Ki Boen in Indonesia, hope that our members especially in the USA, can maintain the reputation of the Hek Ki Boen name that you all can cultivate to be highly skillful in terms of quality so it’s not just the name of Hek Ki Boen that becomes known but also the skill of all the Hek Ki Boen members in the future especially in America. I hope that the members don’t make others disappointed and standby and maintain the Hek Ki Boen name. Therefore, I ask you to train with motivation , and positive thinking as the main purpose of studying martial arts. So, the purpose of training is not just to memorize the knowledge but how to use what knowledge you have been trained with and apply this quality of knowledge to real situations. All the knowledge that you have learned and that you have received is the system that existed from the past. Long before I became a student, this system already existed and it is absolutely not something recently made up. Everything is still original from my Suhu Kwee King Yang that was passed down by his Suhu Cia Fun Tjiao. Therefore, I hope through our motivated cultivation, the feeling of brotherhood of Hek Ki Boen will remain. Please, don’t get confused and follow those useless mouths (to slander others). What is important is that the quality of the knowledge and the benefits you receive just like myself when you grow old, will never be disappointed. You may think there is no way the system still remains unchanged just like in the past. The truth of reality is that it is still unchanged and the same. It’s still exactly the same in terms of its quality. Of course, in today’s time, our skills may not be as good as our forefathers because of the differences in our physical training in the modern times, not to mention the modern mindset nowadays is to just learn it as a hobby. In the past, the training was designed to create special warriors. Don’t just follow others, I hope everyone of you one day can be the guardian/leader of the system and to pass down this system so that in 100 years this system will still exist in this world".
GM The Kang Hay: "On the behalf of our big family in Indonesia, I want to wish all of you a Merry Christmas and a Happy New Year. All of us, Hek Ki Boen members here feel happy about this coming year in 2011. I want to give all of you some advice on all the teaching you have learned and received. You must train with your whole heart and not as a collection of information of knowledge. Instead you should train how to become more skillful in practical use. The teaching you have received is not easy to learn because this knowledge is a true treasure passed down from our teacher Kwee King Yang. The more you train and practice, the more your hand becomes alive. In the end, every part in your body will be able to communicate in reality, point that you do martial arts not relying on how strong you become, but on how you use the skill. Moreover, I hope everyone in our family becomes a better person. Don’t ever talk bad or do bad things to others or create enemies at another school. Just like my experience in Indonesia, there are always other schools that become jealous and envious. When there’s animosity, who is going to suffer? The teacher sometimes just stands still and doesn’t take responsibility and his students become nothing more than shadow puppets controlled by their Suhu to attack other schools. Therefore I encourage you to never follow this kind of leader who always uses his students as his puppets to attack other schools. It’s better we focus on the training, not politics, so that one day we become skillful and enjoy the benefit (and not get disappointed) that when we reach over 50 years old, we can still benefit from our martial arts training including mental and character development. Hek Ki Boen had been available to the public in Indonesia and taught by my Suhu Kwee King Yang at his house in Klimbungan, who learned from his Suhu, Cia Fun Tjiao. I myself don’t really know all of the history as I was not born yet at that time. But my Suhu that I followed was 55 years older than me. I started learning when I was 12. My Suhu liked me so much when I was 16, so when I was 18, I was asked to assist my Suhu in teaching, becoming my Suhu’s assistant. I continued to teach even when I went to university. But I stopped going to university because I was asked to teach full time. I did it because I loved the system and my Suhu and how he spent his life to spread and preserve this knowledge within Hek Ki Boen. When I was 27, my Suhu chose me a bride and arranged my marriage. And I followed his wish. As the time went by, some of my students at that time start to develop their skills and become instructors replacing me teaching as well on that location. And until now, all of this time that they have been teaching, they are all still loyal to me. I also hope that one day my current grand students will also be able to replace my students’ place in teaching. If we maintain this culture, not only in 50 years, even in 100 years, this system will never extinct and become well preserved. Therefore, I also hope for our HKB members (Instructor level), especially in USA, have compassion toward Kung Fu Brothers! Don’t be jealous and envious to destroy each other. Foolish man doesn’t know that man’s strength has some weakness as well. Knowledge may be passed down the same way, but the character of the person will dictate how much one person can improve and how high the skill of a person can achieve. This will become his unique talent. That is Martial Art. I also want to say thank you for being visited by you all (HKB USA members) on March 19, 2010. I still remember your high spirit and motivation in learning that many of you demonstrated while you (HKB USA members) were here. Although it was for very short visit on time, but I was truly impressed with the skill level that you have obtained prior to come here. I’m saying this not just to praise or give compliments, but I truly do feel so proud of all of you (HKB USA members). I am looking forward to meet you all (HKB USA members) again, given the right time and place, perhaps I can come to America (USA). I hope I get your support to wish me staying in good health so that I can be there. Because my love toward Hek Ki Boen, I must nag you again and again that don’t ever do bad things toward others. Maintain the reputation of Hek Ki Boen and your personal name as Hek Ki Boen rep among Martial Arts Community. In the end, you must become a person that upholds morality culture. Thank you for your time. I look forward to meet you again in the near future. I apologize if there is any part of this video that may offend you in any way. Along with this message, Kenneth (Suhu Kenneth Lin Xiang Fuk) will give you some forewords, containing some of Hek Ki Boen plan for future growth that I have already assigned to him so that he will be also more cautious and more motivated in this mission of spreading the system. In the end I really want to express my gratitude for your love toward Hek Ki Boen system, just like us in Indonesia. On behalf of our big Family of Hek Ki Boen in Indonesia, I am looking forward to meet you again one day. My name is The Kang Hay, I want to pass my regards to you and please keep up the good work for yourself and Hek Ki Boen organization. Thank you, until next time we meet".
GM The Kang Hay: "My name is The Kang Hay, successor of my Suhu, Kwee King Yang. I, on the behalf of Hek Ki Boen in Indonesia, hope that our members especially in the USA, can maintain the reputation of the Hek Ki Boen name that you all can cultivate to be highly skillful in terms of quality so it’s not just the name of Hek Ki Boen that becomes known but also the skill of all the Hek Ki Boen members in the future especially in America. I hope that the members don’t make others disappointed and standby and maintain the Hek Ki Boen name. Therefore, I ask you to train with motivation , and positive thinking as the main purpose of studying martial arts. So, the purpose of training is not just to memorize the knowledge but how to use what knowledge you have been trained with and apply this quality of knowledge to real situations. All the knowledge that you have learned and that you have received is the system that existed from the past. Long before I became a student, this system already existed and it is absolutely not something recently made up. Everything is still original from my Suhu Kwee King Yang that was passed down by his Suhu Cia Fun Tjiao. Therefore, I hope through our motivated cultivation, the feeling of brotherhood of Hek Ki Boen will remain. Please, don’t get confused and follow those useless mouths (to slander others). What is important is that the quality of the knowledge and the benefits you receive just like myself when you grow old, will never be disappointed. You may think there is no way the system still remains unchanged just like in the past. The truth of reality is that it is still unchanged and the same. It’s still exactly the same in terms of its quality. Of course, in today’s time, our skills may not be as good as our forefathers because of the differences in our physical training in the modern times, not to mention the modern mindset nowadays is to just learn it as a hobby. In the past, the training was designed to create special warriors. Don’t just follow others, I hope everyone of you one day can be the guardian/leader of the system and to pass down this system so that in 100 years this system will still exist in this world".
martedì 29 ottobre 2013
Seminario - Il concetto di "detachment"
Il 9 novembre, alle 9:00, potrete partecipare al primo seminario sul concetto di "detachment", uno degli aspetti più originali del sistema Hek Ki Boen Eng Chun.
Saranno quattro ore davvero molto intense, con una parte teorica ed un pratica.
Durante il seminario saranno affrontati nel dettaglio i tre cardini del primo livello di rilascio d'energia (Hoat Keng), attraverso lo studio di forme e tecniche.
Si richiede la massima serietà e concentrazione.
La prenotazione è obbligatoria. Per informazioni o prenotazioni: 3283421682 o divito.riccardo@gmail.com.
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sabato 31 agosto 2013
La mia intervista al Gran Maestro Lin Xiang Fuk
Grazie alla preziosa collaborazione del mio Allievo Pasquale Mazzotta, oggi possiamo finalmente leggere la traduzione della mia intervista al Gran Maestro Lin Xiang Fuk, che uscì su questo blog, in inglese, nel luglio del 2010. Ancora grazie a Pasquale, buona lettura!
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Oggi conosciamo SiFu Lin Xiang Fuk del Black Flag Wing Chun (o 'hek ki boen eng chun').
Può dirci qualcosa della sua vita? Quando ha iniziato con le Arti Marziali?
Il mio viaggio nell'HKB Eng Chun è iniziato quando ero ancora bambino. Ogni volta che finivo nei guai, mio padre mi puniva facendomi eseguire esercizi di kungfu, come Nji Ci Bhok Yang Bhe (la posizione dell'HKB dell'ideogramma due, che trattiene lo Yang), Im Tiong Kun (Pugno Centrale Yin), Goan Jiu (Mano che fa un cerchio), Cam Jiu (Mano che taglia), footwork in Yang Cin Po ed altri movimenti che allora non riconoscevo come Eng Chun. All'inizio i miei genitori non approvavano che io apprendessi formalmente le arti marziali, poiché desideravano che io mi concentrassi sui miei studi.
Dal momento che mi avevano proibito di andare ad una scuola di arti marziali, io risparmiavo i soldi che mi davano per comprare cose da mangiare e merendine ed invece compravo libri di arti marziali. Osservando il mio forte interesse e la perseveranza verso le arti marziali, i miei genitori si convinsero a lasciarmi studiare il kungfu.
Nel 1985, quando avevo 10 anni, mio padre mi portò ad un ristorante dove mi presentò al mio primo Suhu (Sifu in HKB Eng Chun), il GM (Grandmaster) The Kang Hay, che era il proprietario del ristorante. Da lì in poi, appena finivo con la scuola, correvo diritto al 2° piano del ristorante, che era il suo Bukoan (luogo di allenamento). Più tardi, scoprii che anche mio padre aveva appreso l'HKB Eng Chun Kun sotto il GM The Kang Hay e che era il nipote di Sutjo Kwee King Yang.
Subito dopo, scoprii che tutti quegli esercizi e strani movimenti che mio padre mi dava per punizione erano la base del sistema HKB. Man mano che il tempo passava, rimanevo sempre più sorpreso da quest'arte, non solo dal punto di vista del combattimento, ma anche per come riusciva a farmi diventare la persona migliore che potevo essere.
Con chi ha conosciuto il sistema Wing Chun?
Ho iniziato HKB Eng Chun (Wing Chun) sotto GM The Kang Hay nel 1985.
Chi sono stati i suoi Maestri in passato?
Ho avuto il privilegio di essere avviato e istruito da altri studenti di Sutjo Kwee King Yang. Alcuni di loro erano miei sucek (i più giovani fratelli di kung fu di GM The Kang Hay) e Supek (o Sibak, i più vecchi fratelli di kungfu di GM The Kang Hay). Nonostante GM Tio e GM Xing Yen avessero ricevuto entrambi l'insegnamento del mio principale Suhu (Sifu), GM The Kang Hay, non ho mai guardato a loro come Suheng (fratelli di kungfu). Invece, GM Tio e GM Xing Yen sono entrambi miei Suhu. In totale, ho avuto l'opportunità di imparare da sette Suhu (Sifu) di HKB, ma ho ricevuto la maggior parte di ciò che ho appreso da GM The Kang Hay e GM Tio.
Fui molto fortunato ad avere l'opportunità di allenarmi con sette grandmasters di HKB Eng Chun. Di base, tutti loro insegnavano esattamente i medesimi movimenti, posizioni e punti di riferimento, fondati sulla formula HKB. Tuttavia c'erano differenze nell'espressione. Proprio come quando un maestro pittore insegna ai suoi studenti a dipingere paesaggi, sebbene tutti gli studenti abbiano la medesima teoria, comprensione e addirittura ‘stile pittorico’, il risultato di ognuno è comunque diverso. Questo è perché si tratta di arte, non di scienza. Ciò vale anche per il kungfu.
L'aver potuto studiare sotto sette grandmasters l'HKB Eng Chun mi ha dato il vantaggio di poter vedere oltre ciò che è la “personale interpretazione” e di capire meglio l'essenza del sistema HKB.
Ho avuto anche la fortuna di poter apprendere le loro ‘speciali’ abilità individuali, qualcosa di specifico ad ognuno dei Suhu. Abilità speciali potevano essere una qualche tecnica/approccio/concetto favoriti o addirittura un'abilità al di fuori dal syllabus, sviluppata intenzionalmente o involontariamente man mano che approfondivano il sistema.
Sono anche grato che mi sia stata data la possibilità di essere introdotto allo studio di lineages e stili differenti di Wing Chun. Anche se HKB Wing Chun è sempre stata la mia identità principale, differenti lineages mi hanno permesso di espandere i miei orizzonti e apprezzare altri stili.
E ora?
Una volta che hai un Suhu, resta tuo Suhu per tutta la vita. Anche se ho completato il sistema, do sempre loro rispetto ai miei Suhu.
Lei è Sifu/Suhu. Chi l'ha proclamata Suhu?
Dopo che completai il mio training, sia GM The Kang Hay che GM Tio mi istruirono per iniziare ad insegnare nel 1997. Entrambi mi indicarono come uno dei loro successori e mi dettero piena responsabilità per la diffusione e la preservazione di questo sistema, nonché di accrescere la fama dell'Eng Chun e di Sutjo Kwee King Yang. Nel 2000, ho finalmente iniziato ad insegnare nella mia casa. Poi sono andato negli USA nel 2005.
GM The Kang Hay e GM Tio allora mi istruirono sulla diffusione e preservazione dell'HKB a livello internazionale. Fui nominato come Suhu (Sifu) in carica per l'espansione del sistema HKB oltremare al di fuori dell'Indonesia.
In tutta la mia esperienza di insegnamento, i miei studenti, discepoli, le loro famiglie ed il grande pubblico si rivolgono a me come Suhu. Nella cultura cinese tradizionale, gli studenti e i discepoli si rivolgono a colui che insegna loro chiamandolo Suhu. Gli studenti chiamano l'insegnante del proprio istruttore con l'appellativo di “Sukong” che è simile all'idea di ‘nonno-istruttore’. Quando ho portato i miei studenti in Indonesia a visitare la nostra Famiglia HKB nel Marzo del 2010, essi si rivolgevano a tutti i miei Suhu (Sifu) chiamandoli Sukong. La cultura del Kungfu è basata sulla struttura relazionale familiare. Per questo non è solo una relazione di tipo insegnante-studente. Un Suhu non è solo chi aiuta gli studenti ed i discepoli a migliorare le capacità nelle arti marziali, ma è come una figura paterna che è responsabile per le loro vite, il ché include la parte fisica, mentale, spirituale, emotiva così come il successo futuro nella vita.
Come si diventa Suhu nella sua associazione?
Una persona diviene Suhu quando si danno entrambe le seguenti condizioni:
1. Finisci il curriculum per il Primo Livello Istruttore di HKB Engchun e ottieni il certificato dalla Sede Centrale dell'HKB. Ci sono cinque livelli di istruttori.
2. Inizi ad insegnare ed hai studenti base.
Puoi spiegare le origini della tua famiglia di Wing Chun?
Per favore fate riferimento alla seguente pagina nel sito ufficiale dell'HKB Eng Chun Pai: http://engchunkun.com/history.html
Quante ore si allena?
Quando ero ragazzo, non appena uscito da scuola e terminato il mio pranzo, portavo tutti i miei compiti al Bukoan di Suhu. Il mio Suhu voleva sempre che finissi i compiti prima di iniziare l'allenamento. Cominciavo l'allenamento e partecipavo alle lezioni da pomeriggio fino a sera. Il sabato a volte non finivo prima delle 11 di sera e, quando i miei genitori erano d'accordo, spesso finivo per rimanere a dormire a casa del mio Suhu.
Normalmente, mi alleno fisicamente nell'HKB circa 2-3 ore al giorno. Di sabato mi alleno per 5-6 ore con i miei studenti e anche da solo per il mio training personale.
Mentalmente, HKB Eng Chun è uno stile di vita per me. Il kungfu è presente in ogni momento della mia vita quotidiana. Ogni momento, ogni secondo. Esso è presente nel mio modo di pensare, nel mio modo di parlare e in qualunque cosa mi trovo a fare. E' parte integrante della mia vita.
Ha mai combattuto in una competizione sportiva? Quando, dove e con quali risultati?
Crescendo come un Cinese nato in Indonesia, non c'era mai una competizione professionale open di kungfu. Per lo più il Kungfu Cinese veniva insegnato in maniera tradizionale. Generalmente uno studente apprendeva a casa del Suhu. Ciò è dovuto alla politica imperante in Indonesia negli anni '60. Qualunque cosa avesse a che fare con la cultura cinese veniva messa al bando. Questo include il parlare la lingua, lo scrivere in Cinese, il kungfu e molte altri pratiche culturali cinesi. Le competizioni pubbliche di kungfu non erano permesse assolutamente. A quei tempi, solo Karate, Tae Kwon Do e Silat Indonesiano erano le arti marziali che vantavano scuole professionali aperte al pubblico. Quelle arti non erano interdette. Quando le associazioni di Karate tenevano queste competizioni, non accettavano persone provenienti dall'esterno. Questo è anche ciò che avvenne con il Tae Kwon Do e con il Silat Indonesiano.
C'erano naturalmente combattimenti clandestini e segreti tra stili solo all'interno della comunità delle arti marziali cinesi. A volte questa tradizione causava sfide tra differenti comunità cinesi. Da giovane, quando ancora stavo imparando dai Grandmasters dell'HKB, ho avuto molte esperienze di ‘incrociare le braccia’ con altri artisti marziali cinesi di differenti stili. Ho fatto questo nel modo più rispettoso, che non è quello di una sfida ufficiale. Questo finiva proprio per sorprendere/impressionare sempre molti maestri e praticanti di altre arti marziali cinesi, in quel periodo. Non ho mai voluto mancare di rispetto ad altri stili; volevo solo valutare la mia abilità in HKB contro altri stili senza rovesciare la loro ciotola di riso (significa, senza danneggiare le loro scuole o i loro affari, ndr).
Quando all'inizio ho cominciato ad insegnare, prima di imparare come trattare le richieste di sfida, ho ricevuto un paio di sfide. Trovavo la cosa molto irrispettosa, specialmente se gli sfidanti non erano della mia generazione. Finivo veramente per accettare alcune di queste sfide e davo loro ‘qualcosa’ da ricordare a vita. Ma volgendomi indietro, mi pento di questo. Un Suhu (Sifu) nel Kungfu dovrebbe sapere come controllare se stesso senza lasciarsi andare a causa di altri o delle sue emozioni. E dovrebbe avere l'abilità di controllare gli avversari senza ferirli. Ho imparato molto da quei primi anni di insegnamento.
Quante ore a settimana uno studente dovrebbe allenarsi per crescere seriamente?
Questo sul serio dipende da condizioni come età, fitness, e obbiettivi dello studente.
Come principiante, mi aspetterei da parte loro un allenamento di almeno mezz'ora al giorno, lezioni a parte. Quando divengono studenti a tempo pieno, possono allenarsi 1-2 ore al giorno.
Personalmente metto la massima enfasi sulla consistenza piuttosto che su quanto a lungo o per quante ore dovrebbero allenarsi. Anche se solo per mezz'ora, se ci si allena tutti i giorni, è meglio che allenarsi 4-6 ore per uno o due giorni e poi pausa per una settimana.
Io personalmente mi alleno per 2-3 ore ogni giorno e circa 5-6 ore ogni domenica. Non mi aspetto questo tipo di allenamento da ciascuno dei miei studenti, ma mi aspetto che i miei discepoli ed gli studenti di livello Istruttore abbiano il mio medesimo impegno.
Qual è il suo pensiero su altri SiFu e sui i loro metodi di insegnamento, sulle altre associazioni e famiglie di Wing Chun?
Il Kung Fu cinese non è una scienza: è un'arte. Perciò ogni SiFu ha una sua propria espressione ed interpretazione, basata sulla propria esperienza. Dal mio punto di vista, un buon SiFu deve sapere cosa è meglio insegnare ad una persona, in base alla condizione della persona stessa, al suo carattere, in base alla sua struttura mentale ed alla sua abilità. E' per questa ragione che insegnare ed imparare Kung Fu richiede un'interazione fisica con un'altra persona ed una comprensione del livello dello studente, dei suoi punti di forza e delle sue debolezze. E' per questa stessa ragione che abbiamo un detto cinese per il quale la bocca parla e il corpo riceve/comprende. Personalmente non sono d'accordo con l'idea di arti marziali per produzioni di massa.
Come per altre associazioni/famiglie di Wing Chun, siamo come un grande albero. HKB Eng Chun, così come altri lineages, è un ramo del grande albero del Wing Chun. Sebbene il Wing Chun abbia cominciato a divenire più popolare e ben noto, c'è ancora molto lavoro da fare per mettere da parte la politica e le lotte di potere. Il Wing Chun, collocandosi come sistema tradizionale nell'ampio ventaglio delle marziali cinesi, non gode di gran successo (in termini di numero di studenti e popolarità) se comparato alla miriade di Scuole di Arti Marziali Giapponesi o Coreane nella maggior parte delle città del mondo. Spero sul serio che il Wing Chun continui a crescere e cambiare la vita delle persone, apportandovi maggiori benefici. Vorrei vedere scuole di Wing Chun in altrettante città quante sono quelle in cui ci sono scuole Giapponesi o Coreane, per dare alle persone una possibilità di confronto, per capire cosa è meglio per loro.
Io credo che sia nostra responsabilità collettiva lavorare insieme per promuovere, diffondere, e preservare il sistema per la prossima generazione, senza provare a farsi guerre per dimostrare quale lineage è il migliore, il più antico, il più originale, etc.
Ci sono molti lineages sconosciuti che vogliono solamente presentare il proprio sistema al mondo e promuovere le arti marziali cinesi. HKB Eng Chun è uno di questi. Dovrebbe essere ed è scelta dello studente decidere quale lineage è meglio per lui o lei, in relazione ai traguardi previsti per la propria vita. Io e tutti i miei Suhu ed i miei studenti non abbiamo interesse a partecipare a guerre politiche all'interno della comunità delle arti marziali tradizionali cinesi. Noi insegniamo, noi impariamo, noi promuoviamo le arti marziali tradizionali della Cina. Siamo tutti insieme una grande famiglia del Kungfu, sparsa per i quattro mari e per i sei continenti.
Può dirci quali sono le differenze tra il suo Eng Chun ed altre interpretazioni?
Ci sono grosse differenze nell'approccio multi-strato. Non possiamo dire che è meglio o più originale di altri, etc.
Se parliamo dal punto di vista tecnico e concettuale, ci sono molte differenze come la posizione: Nji Ji Bhok Yang Bhe, che è tradotto come Comprimere la forza “Yang” (come Im-Yang) con la Posizione del Carattere 2 (il ginocchio è la parte alta, il piede quella bassa) piuttosto che posizione per bloccare la capra. Footwork, pugni e tutto il resto sono anch'essi diversi. HKB si focalizza sull'occupare il tempo e diventare lo spazio come perfetta espressione del 'Qui ed Ora' (il Chan Cinese/Buddismo Dhyana).
Al di là della “Forma Tecnica” e delle differenze di Concetto, ci sono anche molti altri fattori chiave caratteristici dell'HKB Eng Chun.
Per esempio:
A. Principi Chan del non attaccamento (Detachment) nel Sam Chin Sam Tue. Principi che sono:
Micro Cosmo (Siauw Im Siauw Yang): liberare se stessi dall'attaccamento al proprio io, separando Mente, Corpo e Qi. Conoscere se stessi.
Macro Cosmo (Thay Kek Im Yang): liberare se stessi dall'attaccamento all'illusione del Mutamento di Im Yang (Cielo=Tempo, Terra=Spazio).
Vuoto (Bu Kek): liberare se stessi dall'attaccamento ad ogni forma/apparenza/teoria.
Questi principi costituiscono il vero DNA del Buddhismo Chan del “Qui” e “Ora”, dove tempo e spazio cessano di esistere.
B. Formula; agire seguendo il reference point che fissa l'esatta posizione di ogni parte del corpo, come il gomito, il ginocchio, la gamba, la mano, la posizione, etc. Lo scopo della formula è quello di dare al praticante l'abilità di occupare il tempo dell'avversario e diventare spazio, come vera condizione del Qui ed Ora (Detached). Altro beneficio della formula è che questa aiuta a preservare il sistema nel corso della trasmissione. Indipendentemente da chi ha insegnato a chi, il reference point sarà sempre lo stesso. Così il sistema può essere trasmesso attraverso una formula piuttosto che attraverso l'interpretazione personale che potrebbe poi condurre a diverse forme e punti di riferimento per alcuni movimenti. Sebbene ogni Sifu abbia un proprio modo di esprimersi col corpo, gli esatti reference points delle mani, dei gomiti, ginocchia e altre parti del corpo sono sempre i medesimi.
Per esempio, consideriamo la tecnica “Tan Jiu”. Sebbene ogni Suhu (Sifu) di HKB abbia una differente espressione basata sul proprio livello di abilità individuale, l'altezza esatta di gomiti, polsi, punta delle dita, spalla, la profondità, sono sempre uguali poiché si basano sulla formula dell'HKB. Questo riduce i rischi di cambiamenti che potrebbero annacquare il sistema, se basato sulle interpretazioni persoali.
C. Metodo della Generazione di Potenza; altri lineages si focalizzano sul come generare maggiore potenza usando il peso del corpo, la struttura, la posizione, i passi, etc.
In HKB, noi non studiamo come generare potenza; invece ci concentriamo sul Metodo per Trasferire Potenza. In HKB Eng Chun, la Potenza è un effetto secondario del detachment del Microcosmo (Corpo, Mente e Respiro). Invece di collegare ed usare l'intero corpo in una azione, noi separiamo il corpo in singole unità che non contino l'una sull'altra. Il risultato sarà veramente sorprendente indipendentemente dalla taglia, età, distanza/spazio, posizione, struttura, condizione fisica, etc. Questo include anche il metodo della respirazione ed anche qui il respiro deve essere separato ed autonomo rispetto al movimento del corpo; questo è ciò che noi chiamiamo respirazione naturale, la quale è lenta e profonda indipendentemente da quanta energia tentiamo di trasferire all'estremità. Trasferire un esplosivo impulse power all'estremità del punto di contatto nel momento del bridging, indipendentemente dalla posizione del corpo, con/senza struttura, con ogni movimento, ad ogni distanza (spazio), o addirittura quale che sia il momento della respirazione (sia durante l'inspirazione che durante l'espirazione) è qualcosa di veramente cruciale in HKB. Questo metodo di Impulse power è chiamato Hoat Keng. L'Hoat Keng dell'HKB (Impulse Power) è veramente unico e questo ha richiamato molto l'attenzione e l'interesse di molti ben noti maestri provenienti da differenti lineages e stili.
Questi tre punti costituiscono appena una spiegazione basilare di alcune delle unicità del sistema HKB; naturalmente sarà impossibile qui spiegare più in profondità o semplicemente enunciare altri importanti punti, poiché essi richiedono esperienza.
Quali sono i concetti del combattimento su cui si focalizza nella sua Scuola?
Il Wing Chun può essere visto in un primo momento come un metodo di combattimento scientifico, ma una volta che si diviene praticanti avanzati, non è più una scienza. E' piuttosto un'arte per esprimere se stessi nel modo più efficiente in termini di tempo, spazio ed energia. Come arte, il Wing Chun dovrebbe permettere di fluire e adattarsi ad ogni situazione. Non è un set prefissato, poiché se lo fosse questo andrebbe contro i principi di detachment del sistema HKB Eng Chun.
Il massimo dell'espressione dell'HKB Eng Chun si basa sull'idea di Massima Efficienza in termini di Tempo, Spazio ed Energia.
A volte devi persino evitare di ingaggiare un combattimento alla cortissima distanza per poter utilizzare in modo efficiente il tuo tempo e il tuo sforzo. Di solito si considera la cortissima distanza la più economica: questo non va bene se alla fine devi buttar giù un muro per poter entrare in un'altra stanza.
La Massima Efficienza non è uno stile, ma è un'espressione basata su di un certo tipo di abilità e su una certa forma mentis. La Massima Efficienza non è una collezione di tecniche che ricordi i movimenti del Wing Chun. L'espressione della Massima Efficienza è un concetto mutuabile perfettamente dal kungfu anche per la nostra vita quotidiana. Quanto siamo stati efficienti con le nostre risorse di tempo, spazio ed energia ieri? Quanto lo saremo oggi e persino domani?
Ha una forma per il 'Luk Dim Poon Kwan'? Ci può dire qualcosa al riguardo?
Noi non abbiamo una Forma per il 'Luk Dim Poon Kwan' . Abbiamo invece una forma del palo chiamata Pat Mui Khun Huat (Il Bastone delle otto Direzioni). La lunghezza del nostro palo è uguale all'altezza del praticante misurata fino a un punto tra le sopracciglia ed 1 pugno sopra la sommità della loro testa. Afferriamo il bastone nel centro, con una mano a palmo orientato verso il basso e l'altra mano col palmo orientato verso l'alto. Usiamo ambo le estremità del bastone. Un punto essenziale è che l'energia deve essere trasferita alla punta del bastone. Questo è il motivo per cui occorre essere a buon punto nella tecnica a mani nude prima di iniziare ad apprendere il maneggio delle armi. Se non si riesce a trasferire energia alla punta delle proprie dita quando le mani non impugnano nessuna arma, non v'è modo di farlo col bastone.
Ha una forma di 'Bart Cham Dao'? Anche qui ci può dire qualcosa?
Questa forma è nota come “Sang To” in HKB Eng Chun. Il significato è Doppie Spade a farfalla. Per la corrente principale dei praticanti di Wing Chun, il nome normalmente in uso è quello di “Bat Cham Dao”. La forma delle spade è però diversa da quella della maggior parte degli altri lineages di Wing Chun. La punta della Spada a farfalla del HKB è concava. “Sang To” non è niente altro che un'estensione della mano e del braccio. Ogni principio valevole per le mani si applica ugualmente anche qui.
Ha mai pensato di venire in Italia?
Sono sempre stato curioso di assaggiare il cibo italiano nel suo paese d'origine. Mi piace vedere bei posti e incontrare belle persone, specialmente se pazze per il Kungfu. Al momento non ho pensato all'eventualità di un viaggio in Italia. Sto ancora preparandomi per alcuni progetti ad Amsterdam ed in Brasile per condurre seminari e workshops. Vediamo se in futuro potrò avere questa opportunità di venire in Italia.
Grazie!
Prego. Grazie per l'Intervista.
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venerdì 30 agosto 2013
La prima intervista con SiFu Lin Xiang Fuk
Quella che segue è la prima intervista pubblica con SiFu Lin Xiang Fuk, realizzata da Sergio Pascal Iadarola, nel Luglio 2010, all'HQ dell'HKB, in Virginia, a Fredricksburg. Pubblicai il video dell'intervista con SiFu Lin, ma nessuno ha mai trascritto il testo della stessa, fino a poco tempo fa (qui). Finalmente, dopo tre anni, uno dei membri della nostra Famiglia, Sara Pilepich, mi ha aiutato a trascrivere ed a tradurre questa video-intervista, con l'aiuto iniziale del mio Allievo, Pasquale Mazzotta. Ringrazio entrambe con tutto il cuore per il favore reso alla comunità internazionale dell'Hek Ki Boen Eng Chun Pai.
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SiFu Lin, da quanto tempo studi Kung Fu?
Ufficialmente dal 1985.
Puoi dirci qualcosa del tuo SiFu e del tuo SiGung?
Il nome del mio SuKong, SiGung in cantonese, è Kwee King Yang. Non ho imparato direttamente da lui. Quando ho iniziato a praticare Kung Fu era ancora vivo, ma non ho avuto l'opportunità di allenarmi con lui. Tuttavia, egli ha trasmesso il sistema a molte persone – ufficialmente sono circa undici persone, undici grandi maestri che insegnano il sistema Hek Ki Boen pubblicamente. Il mio SiFu, il mio primo e principale SiFu, è stato il GM The Kang Hai, che viveva nella mia stessa città. Fui presentato a lui da mio padre, si conoscevano da tempo. GM The Kang Hai è stato anche il SiFu di mio padre: il mio SuKong, che è SuJo Kwee King Yang, era già molto vecchio, anche quando mio padre ha iniziato a praticare il Kung Fu. Questo è il modo in cui mi sono avvicinato al sistema. Più tardi, ho anche studiato con un paio di altri Grandi Maestri, specialmente con uno dei suoi allievi più anziani (indicando la foto di GM Kwee King Yang, ndr).
Dopo gli 11 anni, ho studiato anche con altri. Uno di loro è morto. Due di loro sono stati anche studenti del mio primo SiFu The Kang Hai ed il caso è davvero simile a quello di mio padre, perché venivano nel suo Bukoan a studiare, perché GM Kwee King Yang era molto anziano per poter insegnare fisicamente loro ed è per questo che GM The Kang Hai ha sempre condotto la maggior parte degli allenamenti. Si tratta di GM Tio Tek Kwee e Xing Yen. Entrambe hanno studiato fisicamente con GM The Kang Hai, perché SuJo era troppo anziano. Oltre a loro tre, ho imparato anche da altre quattro persone.
Come è avvenuto il tuo addestramento e dove hai appreso il sistema?
Il trovarsi in Indonesia, immerso nella società cinese, ha fatto sì che l'insegnamento fosse condotto in un modo molto tradizionale. Lo spazio che utilizzavamo era il salotto del SiFu – nessuno dei SiFu aveva una propria scuola ufficiale. Ma anche senza una propria scuola, i SiFu hanno formato centinaia di persone nel corso degli anni. Quindi, anche se parliamo della generazione formata da SuJo Kwee King Yang, parliamo di una palestra che non era altro che il soggiorno di casa sua, non più grande di 3 metri per 4. Si tratta, quindi, di un allenamento molto tradizionale – senza uniforme, senza docce –, alla fine si tratta semplicemente di combattimento. Per quanto mi riguarda, quando ho imparato dal GM The Kang Hai e da altri sei SiFu, mi allenavo in un modo molto simile: gli allenamenti si tenevano nei loro soggiorni. GM The Kang Hai aveva, in casa sua, un deposito al piano superiore, e lo utilizzava come magazzino. Nello spazio che restava libero, ci allenavamo. Ogni volta che potevo, finita la scuola, tornavo di fretta a casa, pranzavo e uscivo il più velocemente possibile. La mia vecchia casa era molto vicino al Bukoan del GM The Kang Hai. La maggior parte delle volte lo raggiungevo in bicicletta. Si iniziava nel pomeriggio, a volte alle due, altre alle tre, altre prima, a seconda dell’orario in cui riuscivo ad arrivare. Il GM ci allenava tutto il giorno; la formazione non è come al giorno d’oggi, è abbastanza diversa per quanto riguarda le posizioni di base, il gioco di gambe, etc… Ci si allenava per ore instancabilmente. Non finivo mai prima delle otto o nove di sera, e poi, quando arrivavano gli anziani, non volevo tornare a casa perché volevo assistere ad allenamenti e conversazioni di alto livello; alcune notti sono rimasto lì fino alle undici, se non mezzanotte, e poi di fretta a casa.
SiFu Lin, ci può dire come questo sistema è arrivato da Fukien in Indonesia?
Riassumendo, di fatto il sistema fonda le proprie origini nel Tempio Shaolin, subito dopo l’annessione della Manciuria alla Cina. Quindi, secondo la tradizione orale, tramandata dalla nostra famiglia, il sistema è stato pensato o definitivamente formato partendo dall’Eng Chun Tim (la Sala dell'Eterna Primavera). Quando il Tempio Shaolin fu distrutto, nacquero le società segrete. Alcuni dei lignaggi si diffusero, credo, grazie allo sforzo di una coppia di antenati, fino a che il sistema non è arrivato fino a noi nella forma che chiamiamo in inglese Black Flag o Black Bandana. Ecco come il sistema è stato tramandato, grazie anche ai segreti che vennero mantenuti nelle società segrete. Uno dei capo-istruttori della società segreta della Black Flag fuggì in Indonesia. Scelse l'Indonesia, perché un suo cugino l’aveva già raggiunta, precisamente si era stabilito a Malang City, e alcune voci lo descrivevano come un delinquente […]. Quando arrivò a Malang City, scoprì che non c’era nulla di vero. In ogni caso, non riusciva a trovare il cugino. Durante una discussione venne attaccato da un gran numero di persone armate di ascia: le sconfisse senza far loro del male, così presto la notizia si diffuse fino a Salang City. Il mio GM, SuJo Kwee King Yang, sentì parlare di quello che era successo e volle avvicinare quest’uomo, che, peraltro, non aveva un posto dove stare; lo ospitò, se ne prese cura, e poi, dopo due anni, per restituirgli la cortesia, l'ultimo capo istruttore a noi noto della Black Flag decise di trasmettere il sistema al mio SuHu. È così che il mio GM entrò in possesso del sistema, che da lui è stato tramandato a molte persone; undici di loro hanno deciso di insegnare e io ho imparato da sette di loro. La storia completa del sistema non è stata rivelata fino agli anni ’70, non solo a causa dei vincoli di segretezza legati alle società segrete, ma anche per via della situazione politica indonesiana, stretta tra la legge cinese e il governo inglese. Dopo gli anni ’70, rimosso il vincolo di segretezza, le nuove generazioni sono potute entrare in possesso di queste informazioni, ed è stata una fortuna, soprattutto per me che ho avuto così l'opportunità di conoscere completamente il sistema.
Che cosa rende il sistema Hek Ki Boen unico rispetto ad altri sistemi di Wing Chun secondo te?
Penso che ogni stile, ogni sistema, compresi tutti i Wing Chun, siano tutti unici. Vorrei sottolineare però alcune delle unicità dell’Hek Ki Boen Eng Chun, come il concetto di distacco o di separazione, che è il principale fondamento del Buddhismo Chan. Abbiamo anche ciò che chiamiamo le tre fasi di studio e consapevolezza, cioè il concetto che chiamiamo Sam Chin Sam Tue. Di fatto si tratta delle tappe: Siauw Im Siauw Yang, la separazione dal piccolo universo; Dai Kek Im Yang, la separazione dal grande universo, che è il paradigma di Cielo Terra Uomo o Tempo Spazio Energia, che è completo a questo livello. Il nucleo centrale e fondamentale dell’Hek Ki Boen è il raggiungimento del Bu Kek, che può essere tradotto come vuoto. Alcuni dei termini che ho appena usato sono tutti in fukinese, infatti noi chiamiamo il nostro sistema Hek Ki Boen Eng Chun. Eng Chun Kun è il fukinese per Wing Chun Kyun, che credo sia l'origine del termine o del sistema. Ma, naturalmente, il Wing Chun è diventato inglese, quindi è per questo che mi riferisco al sistema anche come Black Flag Wing Chun così la gente può capire che cos’è l’HKB Eng Chun.
SiFu Lin qual è l’obiettivo che intende raggiungere con il sistema Hek Ki Boen?
Credo che il sistema Hek Ki Boen Eng Chun abbia il proprio universo e credo che questo potrebbe portare molto beneficio a numerose persone nel mondo. A parte questo, è uno dei pochi antichi sistemi cinesi che ancora sopravvivono. Quindi, la mia missione principale è quella di preservare e trasmettere alla prossima generazione il sistema: è ciò a cui sto lavorando in questo momento.
Ufficialmente dal 1985.
Puoi dirci qualcosa del tuo SiFu e del tuo SiGung?
Il nome del mio SuKong, SiGung in cantonese, è Kwee King Yang. Non ho imparato direttamente da lui. Quando ho iniziato a praticare Kung Fu era ancora vivo, ma non ho avuto l'opportunità di allenarmi con lui. Tuttavia, egli ha trasmesso il sistema a molte persone – ufficialmente sono circa undici persone, undici grandi maestri che insegnano il sistema Hek Ki Boen pubblicamente. Il mio SiFu, il mio primo e principale SiFu, è stato il GM The Kang Hai, che viveva nella mia stessa città. Fui presentato a lui da mio padre, si conoscevano da tempo. GM The Kang Hai è stato anche il SiFu di mio padre: il mio SuKong, che è SuJo Kwee King Yang, era già molto vecchio, anche quando mio padre ha iniziato a praticare il Kung Fu. Questo è il modo in cui mi sono avvicinato al sistema. Più tardi, ho anche studiato con un paio di altri Grandi Maestri, specialmente con uno dei suoi allievi più anziani (indicando la foto di GM Kwee King Yang, ndr).
Dopo gli 11 anni, ho studiato anche con altri. Uno di loro è morto. Due di loro sono stati anche studenti del mio primo SiFu The Kang Hai ed il caso è davvero simile a quello di mio padre, perché venivano nel suo Bukoan a studiare, perché GM Kwee King Yang era molto anziano per poter insegnare fisicamente loro ed è per questo che GM The Kang Hai ha sempre condotto la maggior parte degli allenamenti. Si tratta di GM Tio Tek Kwee e Xing Yen. Entrambe hanno studiato fisicamente con GM The Kang Hai, perché SuJo era troppo anziano. Oltre a loro tre, ho imparato anche da altre quattro persone.
Come è avvenuto il tuo addestramento e dove hai appreso il sistema?
Il trovarsi in Indonesia, immerso nella società cinese, ha fatto sì che l'insegnamento fosse condotto in un modo molto tradizionale. Lo spazio che utilizzavamo era il salotto del SiFu – nessuno dei SiFu aveva una propria scuola ufficiale. Ma anche senza una propria scuola, i SiFu hanno formato centinaia di persone nel corso degli anni. Quindi, anche se parliamo della generazione formata da SuJo Kwee King Yang, parliamo di una palestra che non era altro che il soggiorno di casa sua, non più grande di 3 metri per 4. Si tratta, quindi, di un allenamento molto tradizionale – senza uniforme, senza docce –, alla fine si tratta semplicemente di combattimento. Per quanto mi riguarda, quando ho imparato dal GM The Kang Hai e da altri sei SiFu, mi allenavo in un modo molto simile: gli allenamenti si tenevano nei loro soggiorni. GM The Kang Hai aveva, in casa sua, un deposito al piano superiore, e lo utilizzava come magazzino. Nello spazio che restava libero, ci allenavamo. Ogni volta che potevo, finita la scuola, tornavo di fretta a casa, pranzavo e uscivo il più velocemente possibile. La mia vecchia casa era molto vicino al Bukoan del GM The Kang Hai. La maggior parte delle volte lo raggiungevo in bicicletta. Si iniziava nel pomeriggio, a volte alle due, altre alle tre, altre prima, a seconda dell’orario in cui riuscivo ad arrivare. Il GM ci allenava tutto il giorno; la formazione non è come al giorno d’oggi, è abbastanza diversa per quanto riguarda le posizioni di base, il gioco di gambe, etc… Ci si allenava per ore instancabilmente. Non finivo mai prima delle otto o nove di sera, e poi, quando arrivavano gli anziani, non volevo tornare a casa perché volevo assistere ad allenamenti e conversazioni di alto livello; alcune notti sono rimasto lì fino alle undici, se non mezzanotte, e poi di fretta a casa.
SiFu Lin, ci può dire come questo sistema è arrivato da Fukien in Indonesia?
Riassumendo, di fatto il sistema fonda le proprie origini nel Tempio Shaolin, subito dopo l’annessione della Manciuria alla Cina. Quindi, secondo la tradizione orale, tramandata dalla nostra famiglia, il sistema è stato pensato o definitivamente formato partendo dall’Eng Chun Tim (la Sala dell'Eterna Primavera). Quando il Tempio Shaolin fu distrutto, nacquero le società segrete. Alcuni dei lignaggi si diffusero, credo, grazie allo sforzo di una coppia di antenati, fino a che il sistema non è arrivato fino a noi nella forma che chiamiamo in inglese Black Flag o Black Bandana. Ecco come il sistema è stato tramandato, grazie anche ai segreti che vennero mantenuti nelle società segrete. Uno dei capo-istruttori della società segreta della Black Flag fuggì in Indonesia. Scelse l'Indonesia, perché un suo cugino l’aveva già raggiunta, precisamente si era stabilito a Malang City, e alcune voci lo descrivevano come un delinquente […]. Quando arrivò a Malang City, scoprì che non c’era nulla di vero. In ogni caso, non riusciva a trovare il cugino. Durante una discussione venne attaccato da un gran numero di persone armate di ascia: le sconfisse senza far loro del male, così presto la notizia si diffuse fino a Salang City. Il mio GM, SuJo Kwee King Yang, sentì parlare di quello che era successo e volle avvicinare quest’uomo, che, peraltro, non aveva un posto dove stare; lo ospitò, se ne prese cura, e poi, dopo due anni, per restituirgli la cortesia, l'ultimo capo istruttore a noi noto della Black Flag decise di trasmettere il sistema al mio SuHu. È così che il mio GM entrò in possesso del sistema, che da lui è stato tramandato a molte persone; undici di loro hanno deciso di insegnare e io ho imparato da sette di loro. La storia completa del sistema non è stata rivelata fino agli anni ’70, non solo a causa dei vincoli di segretezza legati alle società segrete, ma anche per via della situazione politica indonesiana, stretta tra la legge cinese e il governo inglese. Dopo gli anni ’70, rimosso il vincolo di segretezza, le nuove generazioni sono potute entrare in possesso di queste informazioni, ed è stata una fortuna, soprattutto per me che ho avuto così l'opportunità di conoscere completamente il sistema.
Quali sono le forme del sistema Eng Chun (Wing Chun) Hek Ki Boen?
Il fondamento e la forma principale del sistema è la Sam Chian Po, che significa tre passi di battaglia e la stessa Sam Chian Po sebbene sia la base, costituisce il cuore del sistema, perché è qui che gli studenti iniziano e finiscono il loro percorso. Tutto è incentrato sul distacco e, una volta appreso questo, possono iniziare con Siauw Liam Dou,che potrebbe essere tradotta come piccolo o primo allenamento. Abbiamo anche una forma chiamata Sat Si Mui, attaccare o uccidere in quattro direzioni, la Im Yang Jiu conosciuta anche come Hua Kun, la forma del fiore o il pugno del fiore. Abbiamo anche una seconda ed una terza Sam Chian, che lavorano su aree differenti. Abbiamo una Tim Kiao, affondare il ponte. Abbiamo anche una forma chiamata Piauw Ki e l'ultima a mani nude è quella al Bok Jin, il manichino di legno. Oltre a queste, abbiamo parecchi Tui Phak Kiao Jiu, cioè un lavoro in coppia per allenare il contatto degli arti. Si lavora su Sam Sing, Go Sing, Chit Sing, cioè tre, cinque, sette, otto, nove stelle, a seconda dei contatti di braccia. Abbiamo una forma in coppia, il lavoro sulle capacità 'collose' delle braccia, che si mettono parallele, incrociate, che chiamiamo Niam Jiu. Noi abbiamo delle forme armate, come la Sang To, che significa doppi coltelli a farfalla, e la forma con il bastone, ma l'altezza non è più di un pugno sopra la tua stessa testa. La forma del bastone è chiamata Pat Mui Kun Huat, cioè metodo di utilizzo del bastone in otto direzioni.
Che cosa rende il sistema Hek Ki Boen unico rispetto ad altri sistemi di Wing Chun secondo te?
Penso che ogni stile, ogni sistema, compresi tutti i Wing Chun, siano tutti unici. Vorrei sottolineare però alcune delle unicità dell’Hek Ki Boen Eng Chun, come il concetto di distacco o di separazione, che è il principale fondamento del Buddhismo Chan. Abbiamo anche ciò che chiamiamo le tre fasi di studio e consapevolezza, cioè il concetto che chiamiamo Sam Chin Sam Tue. Di fatto si tratta delle tappe: Siauw Im Siauw Yang, la separazione dal piccolo universo; Dai Kek Im Yang, la separazione dal grande universo, che è il paradigma di Cielo Terra Uomo o Tempo Spazio Energia, che è completo a questo livello. Il nucleo centrale e fondamentale dell’Hek Ki Boen è il raggiungimento del Bu Kek, che può essere tradotto come vuoto. Alcuni dei termini che ho appena usato sono tutti in fukinese, infatti noi chiamiamo il nostro sistema Hek Ki Boen Eng Chun. Eng Chun Kun è il fukinese per Wing Chun Kyun, che credo sia l'origine del termine o del sistema. Ma, naturalmente, il Wing Chun è diventato inglese, quindi è per questo che mi riferisco al sistema anche come Black Flag Wing Chun così la gente può capire che cos’è l’HKB Eng Chun.
SiFu Lin qual è l’obiettivo che intende raggiungere con il sistema Hek Ki Boen?
Credo che il sistema Hek Ki Boen Eng Chun abbia il proprio universo e credo che questo potrebbe portare molto beneficio a numerose persone nel mondo. A parte questo, è uno dei pochi antichi sistemi cinesi che ancora sopravvivono. Quindi, la mia missione principale è quella di preservare e trasmettere alla prossima generazione il sistema: è ciò a cui sto lavorando in questo momento.
mercoledì 1 agosto 2012
Stadi dell'Hoat Keng dell'Hek Ki Boen
Nell'Hek Ki Boen la generazione di energia non è in relazione e non viene da corpo, spalle, Dan Tian o da altre parti. Inizialmente essa viene dalla comprensione di tre aspetti fondamentali, che siamo soliti dividere tra cielo, terra e uomo: la consapevolezza del cielo prevede la comprensione del pensiero, del concetto, della teoria; quella della terra concerne la capacità di sentire determinate sensazioni; quella dell'uomo si fonda sull'intento e sull'applicazione pratica.
Questo ci permette di bloccare 'mille chilogrammi' con pochi grammi di peso. Si tratte dell'iniziale abilità che si acquisisce in tre distinte parti del curriculum HKB, cioè il primo, il secondo ed il terzo grado di Hoat Keng. Successivamente si passa all'Attivazione dei 9 tendini degli arti, con il totale distacco dei muscoli (il famoso detachment), attraverso il quale la struttura muscolare si attiva solo passivamente, dopo quella tendinea. Questa è l'essenza dell'It Kin Keng, la transizione dai muscoli ai tendini.
A questo punto la mano diventa davvero pesante, estremamente pesante. Non si ha più la necessità di frustare le tecniche e la caratteristica di questo stadio di Hoat Keng è che non emette più suoni. Si tratta della condizione di Li Tou Zhi Chuen. Nel curriculum HKB questo stadio è classificato come quarto livello di Hoat Keng. Questo processo viene insegnato soltanto ai Maestri di livello alto (Tier 3)
Il passaggio successivo concerne il Lavaggio del Midollo Osseo. Nella terminologia HKB questo è il primo stadio di Liam Kut (Allenamento della parte interna delle ossa). In quella Shaolin viene detta Si Swe Keng (Lavaggio del Midollo Osseo). A questo punto l'Hoat Keng non necessita più di distanza o velocità. Significa che l'energia può essere rilasciata a bassa velocità e senza alcun movimento evidente, sebbene rimanga esplosiva.
Come? Il Vero Intento [Yi Niam] è l'esatto opposto della Visualizzazione. Nel nostro curriculum questo è classificato come quinto livello di Hoat Keng. Il passo successivo vede la continuazione del Lavaggio del Midollo Osseo. Usare l'Intento significa farlo scorrere dagli originali 9 tendini al midollo osseo del gomito, passando per la parte più delicata del midollo osseo dell'ascella. Poi passa al midollo osseo delle costole, per poi raggiungere finalmente il Dan Tian che ruota/cade.
A questo punto il Qi deve scorrere verso il basso, nella parte anteriore del corpo, aprendo i punti dei meridiani Ren Mai [Vaso Concezione]. Nel nostro curriculum è classificato come sesto livello di Hoat Keng.
Finalmente, si impara ad usare l'intento per continuare a lavare il midollo osseo della spina vertebrale, facendo dirigere il Qi verso l'alto, facendolo arrivare all'apertura di tutti i punti dei punti dei meridiani Du Mai [Vaso Governatore] per eseguire la Siauw Cou Tian [Piccola Orbita Microcosmica]: il settimo livello di Hoat Keng. Fate attenzione: tutto inizia dalle mani, per poi arrivare al corpo, mai l'opposto. Queste conoscenze sono state rivelate al pubblico solo dal Gran Maestro Lin Xiang Fuk, che ringrazio per l'opportunità di avermi fatto entrare nella grande Famiglia HKB!
Questo ci permette di bloccare 'mille chilogrammi' con pochi grammi di peso. Si tratte dell'iniziale abilità che si acquisisce in tre distinte parti del curriculum HKB, cioè il primo, il secondo ed il terzo grado di Hoat Keng. Successivamente si passa all'Attivazione dei 9 tendini degli arti, con il totale distacco dei muscoli (il famoso detachment), attraverso il quale la struttura muscolare si attiva solo passivamente, dopo quella tendinea. Questa è l'essenza dell'It Kin Keng, la transizione dai muscoli ai tendini.
A questo punto la mano diventa davvero pesante, estremamente pesante. Non si ha più la necessità di frustare le tecniche e la caratteristica di questo stadio di Hoat Keng è che non emette più suoni. Si tratta della condizione di Li Tou Zhi Chuen. Nel curriculum HKB questo stadio è classificato come quarto livello di Hoat Keng. Questo processo viene insegnato soltanto ai Maestri di livello alto (Tier 3)
Il passaggio successivo concerne il Lavaggio del Midollo Osseo. Nella terminologia HKB questo è il primo stadio di Liam Kut (Allenamento della parte interna delle ossa). In quella Shaolin viene detta Si Swe Keng (Lavaggio del Midollo Osseo). A questo punto l'Hoat Keng non necessita più di distanza o velocità. Significa che l'energia può essere rilasciata a bassa velocità e senza alcun movimento evidente, sebbene rimanga esplosiva.
Come? Il Vero Intento [Yi Niam] è l'esatto opposto della Visualizzazione. Nel nostro curriculum questo è classificato come quinto livello di Hoat Keng. Il passo successivo vede la continuazione del Lavaggio del Midollo Osseo. Usare l'Intento significa farlo scorrere dagli originali 9 tendini al midollo osseo del gomito, passando per la parte più delicata del midollo osseo dell'ascella. Poi passa al midollo osseo delle costole, per poi raggiungere finalmente il Dan Tian che ruota/cade.
A questo punto il Qi deve scorrere verso il basso, nella parte anteriore del corpo, aprendo i punti dei meridiani Ren Mai [Vaso Concezione]. Nel nostro curriculum è classificato come sesto livello di Hoat Keng.
Finalmente, si impara ad usare l'intento per continuare a lavare il midollo osseo della spina vertebrale, facendo dirigere il Qi verso l'alto, facendolo arrivare all'apertura di tutti i punti dei punti dei meridiani Du Mai [Vaso Governatore] per eseguire la Siauw Cou Tian [Piccola Orbita Microcosmica]: il settimo livello di Hoat Keng. Fate attenzione: tutto inizia dalle mani, per poi arrivare al corpo, mai l'opposto. Queste conoscenze sono state rivelate al pubblico solo dal Gran Maestro Lin Xiang Fuk, che ringrazio per l'opportunità di avermi fatto entrare nella grande Famiglia HKB!
venerdì 17 febbraio 2012
L'ottica Hek Ki Boen Kun Tao
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| Seminario introduttivo HKB a Roma 12/2/2012 |
Molti amici mi stanno pressando per scrivere qualche parola sulla mia ultima esperienza maturata nel corso di addestramento per futuri istruttori del sistema Hek Ki Boen Kun Tao, sotto la guida diretta del Gran Maestro Lin Xiang Fuk, quindi li accontento, sperando di soddisfare anche la curiosità di altri lettori.
Dopo il seminario pubblico di domenica scorsa, durante il quale SiFu ha spiegato ad alcuni dei miei Allievi e ad altri amici intervenuti (che ringrazio) le basi dell'Eng Chun fukinese, ho iniziato una full immersion nel programma di addestramento per i candidati istruttori, che è terminato solo ieri sera.
Anzitutto vi posso assicurare che è stata un'esperienza fantastica, che fa seguito alla precedente, ma che è andata a fissare nella mia testa altri concetti più profondi rispetto al primo incontro. Se volete un elenco dei concetti trasmessi da SiFu alla quinta generazione dell'Hek Ki Boen (composta da me e da Gianluca Giusto, in Italia), durante questo corso, ve li elenco, cercando di spiegarvi di cosa si tratti, ma vi scrivo tutto in modo soggettivo, perché qui racconto la mia esperienza.
Ho allenato in modo proficuo il Wheel Bearing Body - mi vedete nella foto sotto... -, cioè il cosiddetto 'corpo di cotone', un metodo di allenamento che permette di utilizzare a proprio favore la separazione della parte superiore della struttura da quella inferiore, dando l'idea di due ruote che girano in verso opposto sullo stesso asse.
SiFu ha concluso la spiegazione, la dimostrazione e la trasmissione del metodo per allenare il primo livello di Hoat Keng (potremmo tradurlo con "forza d'impulso"), basato sui concetti di Cielo, Terra e Uomo, attraverso l'attivazione dei tendini, con l'acronimo TSS, Twist, Stretch e Squeeze, traducibili con arrotolare, allungare e spremere. Poi sono stato introdotto al secondo livello di Hoat Keng, basato sul rilascio del peso anche della spalla. Infine, SiFu ha terminato l'argomento spiegando il terzo livello, basato sulla connessione del Dan Tian inferiore. Lavoro difficilissimo, che toglie molte energie all'inizio, ma pieno di sorprese. Ho brevemente allenato il Red Palm - il palmo rosso - uno speciale addestramento che estende e moltiplica la capacità del praticante nel primo livello di Hoat Keng, ma non mi posso addentrare ulteriormente nella spiegazione.
![]() |
| Wheel Bearing Body |
SiFu mi ha mostrato il primo lavoro sul midollo osseo, dandomi alcune chiavi per iniziare a comprenderne l'importanza e, soprattutto, per iniziare a lavorare sull'espansione e sulla compressione. Sarà durissimo riuscire a fare quello che ho sentito da lui, ma ci proverò.
Vorrei sottolineare che i primi tre livelli di Hoat Keng sono in realtà un solo macro-livello per la famiglia HKB. Per varie ragioni la stessa famiglia è stata costretta a rinominare i livelli, avendo quindi uno spostamento in avanti degli altri due, che diventano, in sostanza, il quarto, basato sull'attivazione di nove tendini su ciascun arto, e il quinti, che fa della coltivazione del midollo osseo (Liam Kut) il suo perno.
Per quanto concerne le forme, ho lavorato in modo diverso e sotto più punti di vista la Sam Chian Po, che ritengo sia la vera 'arma' di questa grande famiglia. Interessantissimo anche il lavoro sulla Ti Sam Chian Po, che permette di allenare bene la posizione bassa, per corpire e colpire i cancelli inferiori. Sono davvero felice di aver appreso anche la Pai Chat Kun, basata sull'utilizzo delle diverse gomitate presenti nel sistema su tutti i lati.
A parte la Siau Liam Dao, rivista e corretta, la forma con cui ho avuto più feeling è stata la Sat Si Mui, sarà perché mi piace soprattutto il footwork, ma sta di fatto che è quella che mi è entrata subito in testa, sia come movimenti che come idea di allenamento. Davvero ostica, per me, invece, la Hua Kun, piena di sequenze dei movimenti di braccia del sistema, densa di posizioni e passi. Sicuramente sarà uno dei grandi scogli per me.
Poi ho lavorato ben dieci Kiao Jiu, esercizi di base per addestrare e perfezionare tutti i movimenti di braccia, in rapida sequenza, utilizzando l'Hoat Keng. Per quanto concerne le 'forme a due', ho solo visto la prima, perché, in accordo con SiFu, abbiamo lavorato maggiormente sulle chiavi per capire bene il sistema.
Sul posizionamento del corpo e sullo sparring l'Hek Ki Boen Kun Tao propone tutta una serie di esercizi prestabiliti ed una vasta gamma di lavori 'liberi', che vanno a colmare precedenti lacune ed a rinforzare la strategia del combattimento, il tutto, ovviamente, passando per la pesantezza nelle mani, per la fase del guidare i movimenti e, infine, bucare con il cerchio. Il tutto è stato condito dall'esatta spiegazione del posizionamento delle braccia con il Bai Jong (mettere il manichino è la traduzione che mi viene in mente, ma non è proprio chiara, me ne rendo conto). Si tratta della prima volta che un Maestro di Wing Chun mi spiega la 'guardia' del suo sistema...
Interessante, dal punto di vista dell'insegnamento, il lavoro con i Sam Sing, i metodi di allenamento delle tecniche di base in coppia, che si fa sin dai primi livelli di base. Stesso dicasi per gli esercizi per la reattività a cortissima distanza, nonché tutto il programma di orientamento degli studenti: si tratta di un lavoro certosino, che dà all'insegnante anche un metodo chiaro di insegnamento. Davvero molto professionale e professionalizzante! Mi dedicherò parecchio all'allenamento di questo sistema, potete giurarci! Alla prossima!
A parte la Siau Liam Dao, rivista e corretta, la forma con cui ho avuto più feeling è stata la Sat Si Mui, sarà perché mi piace soprattutto il footwork, ma sta di fatto che è quella che mi è entrata subito in testa, sia come movimenti che come idea di allenamento. Davvero ostica, per me, invece, la Hua Kun, piena di sequenze dei movimenti di braccia del sistema, densa di posizioni e passi. Sicuramente sarà uno dei grandi scogli per me.
Poi ho lavorato ben dieci Kiao Jiu, esercizi di base per addestrare e perfezionare tutti i movimenti di braccia, in rapida sequenza, utilizzando l'Hoat Keng. Per quanto concerne le 'forme a due', ho solo visto la prima, perché, in accordo con SiFu, abbiamo lavorato maggiormente sulle chiavi per capire bene il sistema.
Sul posizionamento del corpo e sullo sparring l'Hek Ki Boen Kun Tao propone tutta una serie di esercizi prestabiliti ed una vasta gamma di lavori 'liberi', che vanno a colmare precedenti lacune ed a rinforzare la strategia del combattimento, il tutto, ovviamente, passando per la pesantezza nelle mani, per la fase del guidare i movimenti e, infine, bucare con il cerchio. Il tutto è stato condito dall'esatta spiegazione del posizionamento delle braccia con il Bai Jong (mettere il manichino è la traduzione che mi viene in mente, ma non è proprio chiara, me ne rendo conto). Si tratta della prima volta che un Maestro di Wing Chun mi spiega la 'guardia' del suo sistema...
Interessante, dal punto di vista dell'insegnamento, il lavoro con i Sam Sing, i metodi di allenamento delle tecniche di base in coppia, che si fa sin dai primi livelli di base. Stesso dicasi per gli esercizi per la reattività a cortissima distanza, nonché tutto il programma di orientamento degli studenti: si tratta di un lavoro certosino, che dà all'insegnante anche un metodo chiaro di insegnamento. Davvero molto professionale e professionalizzante! Mi dedicherò parecchio all'allenamento di questo sistema, potete giurarci! Alla prossima!
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