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venerdì 14 ottobre 2011

正身腳 - Jing San Guek

Qualche giorno fa ho riletto con piacere un vecchio libro di SiJo Leung Ting dedicato alla Chum Kiu. Mi è saltata all'occhio la traslitterazione e la traduzione di un calcio chiamato (nel testo) Ching-Sun-Guek. Come non occuparsene?!

Bene, sapete come viene tradotto in inglese? Frontal Thrusting Kick ovvero Calcio frontale lanciato o qualcosa del genere, in italiano. Eppure qualcosa non va. Vediamo...


Ching è la traslitterazione del Dr. Leung Ting per l'ideogramma 正 (l'abbiamo visto ieri).

Sun è la traslitterazione del Dr. Leung Ting per l'ideogramma 身 [shēn], "corpo", che conosciamo e che siamo soliti scrivere /San/.

Guek è la traslitterazione che utilizziamo pure noi per il calcio (腳).

Dovremmo, quindi, tradurre "calcio dalla posizione frontale"...mmmh...qualcosa stride con la traduzione. Dov'è il termine "thrusting"?

Altri Maestri chiamano lo stesso calcio della Chum Kiu 中線正身腳 - Jung Sin Jing San Guek -, che fa riferimento al calcio tirato sulla linea mediana (dell'avversario) da posizione frontale. Forse questo tipo di circumlocuzione si addice di più a far capire all'Allievo dove deve essere diretta l'azione. 

Per completezza, 中 [zhōng] significa "nel mezzo" o "medio" (in Cantonese /Jung/). 線 [xiàn] è la "linea", la "traiettoria". In Cantonese è /Sin/.

Ad ogni modo, si tratta di un calcio frontale, tirato a media altezza, sulla linea mediana centrale, da posizione frontale. In sostanza, potete fare riferimento a questo post, sul Jing Geuk (正腳), perché parliamo della stessa cosa...

Il bello (?) della spiegazione del libro è che si dice di non muovere le spalle (se non di pochissimo) per tirare il calcio, poi si vede l'esecutore in tutt'altra situazione... A parte questa piccola nota, possiamo ritenere 正身腳 tutti i calci che vengono tirati dalla posizione frontale (Jing Ma - 正馬). In realtà, nella Chum Kiu, si parla di 轉馬 -  Jyun Ma -, cioè di Posizione ruotata, perché, rispetto alla posizione di partenza, si ruota di 90° prima di eseguire il calcio. 

mercoledì 12 ottobre 2011

踹腳 - Chaai Geuk - Calpestare col piede

踹腳[chuài jiǎo] sono gli ideogrammi utilizzati per identificare il tipico calcio del Wing Chun chiamato Chaai Geuk. Si tratta di uno dei calci che siamo soliti allenare al manichino di legno, sulla gamba, raschiandola, fino a toccare terra, in una delle ultime parti della forma al Jong. Chi ha la possibilità, lo allena anche al cosiddetto "tripodal dummy", in varie sequenze.

腳 (nella forma semplificata 脚) [jiǎo] lo conosciamo bene, è il piede e, per estensione, la gamba.

踹 [chuài] - in Cantonese /Chaai/ - è formato da ⻊(o 足) [zú], il piede, e dall'uso di 耑 [duān] come elemento fonetico. Significa propriamente calpestare.

Il calcio che vediamo oggi è traducibile come "calpestare col piede" o "piede che calpesta". Si tratta di uno dei calci che, spesso, usiamo quasi per caso, durante la pratica, quando raschiamo la tibia del compagno di allenamento. Ecco, adesso che lo conoscete, potete dire al vostro partner, quando vi scusate: "scusami per il Chaai Geuk"... Non cambierà molto, ma almeno saprete come chiamare il dolore lancinante alla gamba.
A parte gli scherzi, questo tipo di calcio è utilizzato per portare a terra la gamba dell'avversario, partendo dal ginocchio in giù. Differisce dal Gam Geuk (撳腳) per il fatto che questo ultimo atterra la gamba avversaria spingendola verso il basso, mentre il Chaai Geuk la "raschia" ovvero procura un'abrasione attraverso la sfregatura.

Durante l'allenamento in palestra, a piedi nudi, è possibile lavorare su questo tipo di calci a tutte le distanze, ma durante il Chi Geuk (黐腳) abbiamo modo di concentrarci sullo specifico movimento attraverso vari drill.

In un contesto reale, potete immaginare il Chaai Geuk come un attacco all'area della gamba che va dal ginocchio alla caviglia, attraverso uno sfregamento della zona, con la suola della scarpa. Il dolore che provoca può essere utilizzato per "distrarre" l'aggressore e concludere lo scontro in breve tempo, immobilizzando lo stesso oppure dandosela a gambe levate...

PS:

[English version] Tang Chung Pak SiFu told me that Weng Chun will not do that. We do not initiate a kick unless we are 100% sure and only when we are in full contact with the Kiu and combine that with a pull (See - 撕). See the dummy form of Tang Yik. 

[Versione italiana] SiFu Tang Chung Pak mi ha scritto che nel 永春拳 della sua Famiglia non si usa tirare un calcio come questo, a meno che non si sia certi al 100% di colpire e solo quando c'è un contatto con il ponte (Kiu) avversario, unendo al calcio il principio See - 撕 - ovvero "tirare" e "strappare. Infatti, basta vedere la forma al manichino eseguita dal GM Tang Yick per capirlo.
 

martedì 11 ottobre 2011

釘 腳- Ding Geuk - Calcio che inchioda

Ding Geuk è uno dei calci del Wing Chun che viene più utilizzato per pubblicizzarne l'efficacia in un contesto di "difesa personale". Si tratta del sempreverde calcio ai genitali, se vogliamo intenderci.

In realtà, è un calcio che va ad impattare con la punta del piede (unghie, dita, etc.), spesso coperta dalla calzatura, la zona genitale dell'aggressore, in generale.  Non pensiate che l'obbiettivo "genitali" sia così facile da colpire...

Questo tipo di calcio viene usato contro aggressori che abbiano posizioni molto larghe di gambe o che, comunque, sottovalutino il nostro istinto di difesa, che ci porterà a risolvere la contesa nel più breve tempo possibile.

Per allenarlo, consiglio sempre di utilizzare gli scudi ricurvi e di farli tenere al partner proprio davanti alla zona da colpire. Bisogna allenare bene il timing e la velocità, più che la potenza, perché per tirare bene questo calcio è necessario "slacciare" le articolazioni inferiori, proprio come ci alleniamo a fare con le superiori. L'articolazione su cui concentrare il lavoro è quella dell'anca.

Questo calcio, come altri, non va caricato, ma immediatamente lanciato, da qualsiasi posizione ci si trovi. Per questo è molto importante la velocità, che si ottiene con un adeguato lavoro di bilanciamento del peso, contemporaneamente ad un allenamento intenso della capacità dell'anca di generare energia. 

釘 [dīng], che ha una forma semplificata 钉, significa chiodo, unghia o artiglio. Deriva da 钅(o 金) [jīn], il metallo, e da 丁 [dīng], che abbiamo già visto più volte. 丁 raffigura un chiodo. Quando 丁 fu preso per identificare la quarta delle dieci radici terrestri* 天干 [tiāngān], venne creato il carattere 钉 per rappresentare il significato originale di chiodo. In Cantonese è /Ding/ o /Deng/. 腳

[jiǎo], lo abbiamo visto più volte, è il piede e, per estensione, il calcio (/Geuk/ o /Gerk/).

La traduzione migliore, per me, è "calcio che inchioda", perché bisogna immaginare il corpo come uno spara-chiodi ed il piede come il chiodo lanciato in direzione dei genitali dell'aggressore. Fa male eh?...

Note:
* In Cina si segue il ciclo sessagesimale (干支; gānzhī) come sistema numerale ciclico di sessanta combinazioni, composte da due cicli base, le dieci radici celesti (天干; tiāngān) ed i dodici rami terrestri (地支; dìzhī). Tradizionalmente è usato per numerare giorni ed anni nel Sud Est asiatico in generale.

sabato 8 gennaio 2011

正腳 - Jing Geuk - Il Calcio Frontale

Mi permetto di utilizzare un video di Sergio Iadarola per parlare del 正腳 - Jing Geuk -, uno dei calci di base della nostra Arte Marziale, presente in parecchi lineage, se non in tutti. Gli amici anglofoni lo chiamano semplicemente Front Kick, ma ci sono alcune differenze rispetto al calcio frontale di altre tradizioni marziali. 


In merito ai caratteri cinesi, è bene sapere che 正 [zhèng] significa 'corretto', 'dritto', 'retto', spesso anche 'centrale'. Deriva da 止 [zhǐ], 'fermare', e rappresenta una stilizzazione di un piede, con qualcosa in cima, sopra le dita dei piedi: una volta una scatola, poi un cerchio e, infine, una linea retta, come dire "per (止)  fermarsi alla linea (一) senza andare fuori strada". La parte alta può inizialmente essere stata una vecchia forma di 丁 [dīng], utilizzato per la sua fonetica. In> cantonese è /Jing/.


[jiǎo], lo sappiamo, è il 'piede' o la 'gamba'. La forma semplificata è 脚. Deriva da 月 (o 肉) [ròu], la 'carne', e da 却 (o 卻) [què], un avverbio o una congiunzione narrativa, utilizzata per il suo valore fonetico.


Anzitutto, il modo di calciare, per iniziare da qualche parte, dipende dalla distanza tra chi lo calcia e chi lo (dovrebbe) riceve(re), nonché dall'idea che si ha nel lanciarlo: si può utilizzare 'semplicemente' per colpire oppure per allontare l'avversario, qualora non si riesca ad "uscire dalle corde", come potremmo dire con una metafora da ring.


Il calcio che viene mostrato da SiFu Sergio Iadarola, nel video che segue, è un un frontale che serve per prendere in controtempo l'attaccante, da lunga distanza, quando si riesce a percepire che questo sta preparando un calcio a sua volta. C'è bisogno di parecchio allenamento per partire dopo ed arrivare prima dell'altro, nonché di un'ottima struttura per non perdere l'equilibrio durante o alla fine del calcio.
Tra l'altro, il modo di tirare questo calcio lo fa inserire a pieno titolo tra i "calci senz'ombra", i 無影腳 - Mou Ying Geuk -, che non hanno bisogno di una preparazione (per esempio, sollevando la gamba, prima di caricare il calcio), che non permettono all'avversario di percepire il momento di partenza, non necessitando di un assetto diverso del tronco e delle gambe.


Un altro modo di tirare il calcio frontale è 'spingerlo', cioè caricarlo, a contatto o meno con l'avversario, per allontanare l'aggressore, nei momenti in cui non si riesce a concludere lo scontro a corta distanza, per aver modo di riorganizzarsi, prendendo spazio. In quel caso si parla di 正衝腳 - Jing Chung Geuk -, cioè calcio frontale "caricato" o "spinto". Abbiamo entrambe le versioni espresse nelle forme (per esempio in Chum Kiu e nel manichino). Mi capita di usarlo subito dopo una difesa da un calcio dell'avversario, quando sono costretto in 攤腳 - Taan Guek -, cioè a disperdere l'attacco. Può capitare, in questo caso, che si rimanga con la gamba sollevata, pronta per tirare un calcio frontale "spinto" o "caricato".

SiFu Sergio nel video parla di "time, space and energy" (spazio, tempo ed energia) , cioè del concetto di base della nostra Arte Marziale, che guida la nostra scelta strategica, durante l'allenamento. In pratica, bisogna prendere l'energia da Terra ed indirizzarla nel più breve tempo possibile verso l'avversario, senza perdere spazio e colpendo percorrendo la via più breve. Il primo movimento sarà quindi subito l'attacco, senza preparazione o spostamento. La nostra capacità dovrebbe essere quella di poter calciare allo stesso modo con entrambe le gambe (non contemporaneamente, ovviamente!), da qualsiasi posizione si parta.

Soprattutto quando si calcia bisogna fare particolare attenzione (abbiamo più motti che ci inducono a riflettere su questo), perché si rimane per il tempo dell'azione su di una sola gamba. Proprio per questo motivo è importante porre il massimo dell'attenzione sulla gamba che rimane a terra, perché non deve esserci (a mio parere) rotazione della rotula (come nel video, min 2:50), con il piede perpendicolare alla linea d'attacco. Si rischia grosso così. Inoltre, ritengo che l'utilizzo dell'anca, in questo tipo di calcio, non dovrebbe portarci ad esporre una parte del bacino in avanti, implicando necessariamente un passo (sempre in avanti).

Per finire, è bene ricordare che il calcio frontale viene spesso tirato con la pianta del piede verticale, verso le anche o il busto dell'avversario, presupponendo una sufficiente elasticità tendineo-muscolare di chi calcia. Come zona di impatto si predilige il tallone e la parte esterna del piede, perché hanno 'dietro' il resto della gamba (per le stesse considerazioni che facciamo sul palmo della mano...). 

C'è la possibilità di tirarlo anche più in basso 低正腳 - Dai Jing Geuk -, magari verso la coscia o il ginocchio (a seconda del contesto), ma in quel caso è consigliabile porre più attenzione, in quanto la pianta verticale potrebbe scivolare al lato della gamba dell'avversario - al di là del punto di contatto -, per un qualsivoglia motivo (sudore, vestiti scivolosi, etc.). Poniamo sempre la massima attenzione a questo tipo di lavoro!

Per allenare il calcio frontale si possono utilizzare diversi metodi. A parte il manichino di legno - che ci aiuta anche a studiare il modo di tirare il calcio senza perdere equilibrio -, è un buon metodo anche quello di usare gli elastici con una buona tenuta, in modo da avere sempre una forza costante che ci riporta indietro la gamba, quando la tiriamo. Bisogna fare attenzione a legarli bene ai piedi. Ovviamente, è bene usare sia i sacchi appesi (quelli pesanti), sia quelli a terra, perché simulano bene la reazione di un corpo colpito, con la tipica oscillazione, che non sempre avviene lungo la linea di sviluppo del colpo. In coppia è bene allenarli con gli scudi ricurvi - li trovate ovunque! -, per la potenza, e in uno sparring condizionato, per allenare il timing, in modo dare maggiore capacità di movimento e di reazione, tirandoli sempre ad altezza anche. Di lavori su questo ce ne sono a iosa.



giovedì 13 maggio 2010

Wing Chun Kuen: boxe cinese o KickBoxing cinese?

Come ho scritto più volte, il Wing Chun Kuen è famoso per le sue tecniche di braccia, sebbene disponga di un arsenale di calci del tutto simile ad altre Arti Marziali, al di là del modo in cui vengono tirati. Sicuramente è un sistema di boxe cinese (più comunemente definito come Kung Fu), ma è un molto più completo di quanto si sia soliti ritenere, perché si usa ogni parte del corpo per colpire.

Pochi - tranne i pochi lettori di questo blog, ahahah! - sanno che questo sistema contiene molte tecniche di calcio. Ora, le ragioni dell'incomprensione possono essere sostanzialmente due: la prima è che la maggior parte dei Maestri di Wing Chun di Hong Kong solitamente non insegnano i calci ai propri studenti, se non dopo anni ed anni di studio (pensiamo, allora, a cosa possono sapere quelli occidentali); la seconda potrebbe essere relativa alle tecniche di braccia, perché, considerate talmente efficaci per la difesa personale, molti studenti scelgono di non imparare le tecniche di calcio, abbandonando gli studi a metà strada, ritenendo di sapersi difendere con i soli pugni. 

In questo sistema i calci fondamentali si imparano dalla seconda forma, in cui si apprendono tre modi diversi di calciare (di base). Poi si studiano sul Jong (il manichino di legno) altri modi di colpire con i piedi (dovrebbero essere otto...). Nella Biu Tze ci sono altri tipi di calci, spesso poco considerati. Ad ogni modo, gli Studenti vengono preparati a calciare fin da quando entrano per la prima volta in sala, nelle nostre Scuole, subito dopo aver imparato la posizione di guardia. La padronanza della posizione è un requisito indispensabile per poter iniziare a calciare.

Alcuni Studenti credono erroneamente di poter sviluppare il massimo potenziale dei loro calci senza perfezionare adeguatamente la loro posizione di guardia (alcuni la chiamano Biu Ma, altri Wang Ma, etc., l'importante è capirsi...). Sebbene si possano e si debbano incrementare potenza e velocità tramite la ripetizione dell'esecuzione, non esistono scorciatoie. Non si raggiunge un livello elevato d'efficacia se non si ha una posizione appropriata, questo richiede anni di allenamento.

Parliamo, per esempio, del calcio ruotato che chiamiamo, a seconda delle famiglie, Jeun Jik Gerk, Juen Sun Chang Gerk, Che Chang Gerk o Che Gwa Gerk (l'ultimo che si apprende nella Chum Kiu). Si tratta del calcio "lanciato", che porta il corpo a ruotare verso la direzione del calcio stesso. Gli Studenti che non hanno lavorato sulla posizione con costanza e dedizione hanno un equilibrio precario quando eseguono il movimento e  non riescono a trasferire il loro peso corporeo nel calcio, perché mancano della coordinazione e del controllo muscolare che si ottiene con un lungo allenamento. 

Gli Studenti che non hanno equilibrio non possono calciare velocemente, perché i loro movimenti sono goffi e incontrollati e sono più vulnerabili agli attacchi dell'avversario. I nostri calci vengono soprannominati "invisibili", perché sono rapidi e non sono preparati da un movimento del tronco, per esempio (vedi Mo Ying Gerk). Sono semplici, pratici. La loro potenza viene generata da diverse parti della gamba, a seconda del tipo di forza che vogliamo imprimere.


Quasi tutti i calci sono eseguiti direttamente verso il bersaglio con un solo rapido movimento, senza una fase di caricamento, impiegando il minor tempo possibile per colmare la distanza più breve. Un esempio è il calcio ai testicoli (Jik Gerk), che si lancia dalla posizione di guardia in un solo movimento, caricando la gamba prima di calciare con una consistente spinta a terra dell'avampiede. La tecnica usa il minimo movimento indispensabile in modo da conservare energia e poter essere trasformata in movimento.

Nell'eseguire i calci il corpo deve seguire il movimento, cercando di mantenere l'assetto della colonna vertebrale. Calciare dalla posizione eretta favorisce l'equilibrio e la  possibilità di cambiare strategia durante il movimento. Anche durante i calci saltati  dovremmo conservare il più possibile il nostro allineamento posturale, soprattutto perché sono rischiosi nella fase in cui i piedi sono staccati da terra.

Uno Studente ben allenato non esegue i calci a corta distanza senza usare simultaneamente le mani per controllare le braccia dell'avversario. Un calcio solitamente è combinato con il controllo del braccio dell'avversario, poiché questo garantisce che il calcio arrivi a segno. Nella lunga distanza, ovviamente, le regole cambiano.

Tutti i calci possono essere tirati in rapida successione. Nel sistema non c'è posto per calci che non possono essere eseguiti in successione nel giro di pochi secondi. Quando si esegue un calcio impegnativo e si manca il bersaglio si resta vulnerabili fino a quando non si recupera l'equilibrio per continuare ad attaccare. Proprio per questo non siamo soliti mettere tutta l'energia in un solo colpo. Dovremmo essere sempre in grado di eseguire una serie di calci a tutte le distanze.


Alcuni Maestri non insegnano calci che vadano oltre la cintura dei pantaloni. Eppure si possono tirare colpi alla gola o alla testa (basterebbe guardare le foto storiche di Si Jo Leung Ting). Sebbene siano più familiari le tecniche di mano per colpire la testa, essendo più vicine al bersaglio, non disdegnamo i calci alti di questo tipo. Semmai possiamo dire che i calci alti vengono quasi sempre tirati in combinazione con il controllo della mano ed in particolari occasioni, questo sì.


Che poi io preferisca tirare calci medi e bassi è una mia libera scelta, ma non posso certo affermare che il sistema non ne abbia di alti.  I calci bassi sono potenti, ma, soprattutto,  più difficili da intercettare ed è forse per questo che tutti siamo soliti allenarli di più.


Come allenare questi benedetti calci, però, se sono tutti da portare verso giunture e parti del corpo così sensibili da costituire danni? Nel sistema ci sono molte vie per allenareli: le forme, gli attrezzi (sacchi, manichino, colpitori, etc.), gli esercizi di coppia  (per esempio con i concetti di Tan Tuo) e gli esercizi di Chi Gerk, con le gambe a contatto. Quest'ultimo, tipico del sistema, sebbene poco conosciuto da molti Insegnanti, si rivela un ottimo allenamento, che affina una certa sensibilità e reattività, come avviene per le braccia. Dona anche una particolare capacità nel ritrovare l'equilibrio, quando viene smarrito...

Per capire bene se stiamo eseguendo in maniera funzionale un calcio è bene testarlo contro un albero o un muro (portante): se si viene sbalzati indietro, il calcio non è stato allenato a sufficienza o non rispetta le meccaniche del sistema. Con un compagno, invece, potete allenare il timing e la coordinazione: se si muove velocemente, riuscite a colpirlo? Allora bisogna allenarsi di più.

Per dirla tutta, insomma, il Wing Chun Kuen può essere a tutti gli effetti considerato uno stile di KickBoxing cinese, dal mio punto di vista. Cosa manca, però, rispetto a qualsiasi sport da combattimento? Gli incontri, di sicuro. E poi? Una metodica di allenamento scientifica, perché le generazioni passate non ci hanno trasmesso un bagaglio di nozioni fondamentali per allenare potenza, velocità ed efficacia. Se partiamo da questa autocritica, allora possiamo pensare di dar nuova vita ad un'Arte Marziale Tradizionale, che rischia di scomparire.

sabato 8 maggio 2010

Seminario di Wing Chun Kuen - Roma, 22 maggio 2010




Sabato 22 maggio 2010 la mia Scuola ospiterà un seminario molto importante del mio SiFu, il Maestro Massimo Fiorentini. Dalle 9:30 alle 13:30 il Maestro introdurrà ai miei ragazzi alcuni dei lavori più avanzati di allenamento della nostra Arte Marziale. 

La mattinata di allenamento inizierà con un'ora di lezione dedicata ai miei ToDai (Allievi) più giovani, sia in senso anagrafico sia relativamente al tempo di pratica, con spiegazioni dettagliate sul footwork e sui movimenti di base.

Alle 10:30 inizierà una sessione di lavoro sui calci e sull'allenamento della sensibilità delle gambe, con una panoramica sulle strategie e sui modi di colpire. In particolare, SiFu Massimo introdurrà il lavoro che siamo soliti chiamare Chi Gerk, "gambe appiccicose", uno dei capisaldi del nostro sistema di combattimento, spesso relegato in secondo piano, sebbene, secondo noi, sia importantissimo.

L'ultima ora sarà dedicata al Chi Sau, in modo tale che tutti i partecipanti potranno usufruire dei consigli e dei suggerimenti, nonché delle correzioni di SiFu Massimo. Sarà un seminario teorico e pratico, quindi ci sarà la possibilità di chiarirsi le idee e di allenarsi nel solito clima sereno.

L'evento, che si svolge sotto l'egida IDPA, avrà luogo nella palestra Tempio di Olimpia, in Via Casilina, 1038/o, a Roma. Per qualsiasi informazione o per aderire all'incontro, potete contattarmi, come sempre, via mail, telefono, Facebook, etc.

lunedì 14 dicembre 2009

Calci nel Wing Chun, questi sconosciuti... 2


Dopo aver iniziato un discorso, non possiamo non portalo avanti e, così, eccomi qua a parlare di nuovo dei calci nel Wing Chun. Nonostante i commenti siano stati pochini, il post precedente ha riscosso parecchio successo, soprattutto tra gli amici che praticano la stessa Arte, ma che non hanno ancora avuto il piacere di tirarsi qualche calcio.

Ho iniziato a scrivere qualcosa sugli attacchi di gambe del Wing Chun, ma è bene porre subito l'attenzione sul fatto che gli arti inferiori siano i guardiani della componente Terra, nella tripartizione classica del corpo, dalla testa ai piedi. In sostanza, le gambe coprono tutti gli attacchi bassi che arrivano dall'anca in giù.

Mi pare importante sottolineare che, come per le braccia, le difese con le gambe non sono mai inattive o statiche, se non quando lavoriamo sui blocchi o, sarebbe meglio dire, sulla struttura dei nostri arti inferiori, nel momento in cui ricevono un impatto. Solo in questi casi lavoriamo sull'equilibrio statico di ricezione, ma per la maggior parte dei casi le nostre tecniche tendono ad intercettare ciò che arriva ed a seguirlo, proprio come siamo soliti fare con le braccia.

Le gambe sono molto più forti e resistenti delle braccia e per questo sono in grado di gestire la forza di un calcio rispetto alle prime. Lo scrivo perché mi è capitato di veder utilizzata l'ulna per difendere un attacco, con un conseguente impatto della tibia sulla prima. Vi lascio immaginare cosa sia successo all'avambraccio del difensore...

Anche quando l'obiettivo dell'attacco di gamba avversario è destinato al di sopra della linea dell'anca, il sistema dei calci del Wing Chun ci permette di utilizzare le tecniche di gambe per fermare l'azione, per deviarne il corso o per destrutturare completamente l'attaccante, rompendo l'equilibrio instabile.


Nel momento in cui si iniziano a studiare i calci del sistema, è importante analizzare quali siano quelli di uso comune e differenziarli da quelli più 'belli', ma 'rari'. Lo dico perché il bagaglio è ampio, ma in una situazione da competizione sarebbero ben pochi i lavori di gamba utilizzabili. Sarebbe bene studiare prima gli attacchi che le difese, sempre nell'ottica di un lavoro ben fatto, perché i calci, come gli attacchi di braccia, vanno lanciati per avere un effetto dirompente.


Negli allenamenti iniziali è bene indossare una protezione per la tibia e per il collo del piede. Più avanti è consigliabile studiare la dinamica dei calci senza protezioni, perché le capacità di intercettare, frenare e contattaccare si acquisiscono meglio quando non abbiamo protezioni di sorta. Ovviamente c'è il rischio di farsi male, ma anche questo fa parte dello studio quanto più realistico possibile.

Uno dei principi del Wing Chun che dovrebbe essere studiato sin dai primi giorni di pratica è il seguente: "Ferma l'attacco più vicino possibile al punto di origine". Spero di averlo reso nel modo migliore in italiano... Per difendere con gambe o braccia è importante che questo principio sia messo in pratica per permettere al praticante di usare gli arti per fermare gli attacchi degli avversari.

Ci sono molti vantaggi nella comprensione di questo motto. Tanto per cominciare, questo principio permette al praticante di potersi confrontare anche con la massima potenza di una tecnica. Se si riesce ad attaccare la sorgente della forza, allora questa arriverà ridotta, sarà deviata o si interromperà totalmente.

Facciamo l'esempio di un calcio di natura circolare. La nascita fisica di un calcio circolare inizia nel momento in cui l'avversario comincia a spostare il peso al fine di ottenere la posizione giusta per lanciare l'attacco. Il ginocchio comincia a salire e punta l'obiettivo previsto. La gamba comincia a ruotare per colpire l'obiettivo previsto. Prima si riesce a colpire la sorgente di questa rotazione, meglio saremo in grado di difenderci. Chiaramente il Wing Chun ha sviluppato un sistema di difesa arretrato (le retrovie) con blocchi e calci ad hoc, in caso di fallimento nel bloccare l'attacco sul nascere, ma è bene allenare il timing per fermare l'attacco in tempo.

Entrare in contatto con l'anca o con la coscia dell'avversario mentre sta per lanciare il calcioci permette di risolvere l'attacco alla sua origine. Se colpiamo il ginocchio appena dopo la partenza del calcio saremo ancora in tempo di difenderci. Ma se calciamo contro la gamba che arriva, prendendo (quindi) un obiettivo che va dal ginocchio al piede, ci troveremo di fronte all'impatto nella sua natura più dirompente e difficile da controllare. Più il calcio si avvicina al suo obiettivo predeterminato, più avrà forza d'impatto.


Molti praticanti di altre Arti Marziali, attirati dalle tecniche di braccia del Wing Chun, sono stati piacevolmente sorpresi dai nostri metodi di allenamento delle gambe e dalle tecniche legate ai calci. Diciamo che il 99% del marketing sulla nostra Arte Marziale ha insistito sulle braccia e forse è anche per questo che sono pochissime le fotografie di praticanti di Wing Chun che tirano calci. Un grave errore, a mio modo di vedere, perché abbiamo tolto di mezzo un buon 25% del nostro bagaglio tecnico.

venerdì 4 dicembre 2009

Calci nel Wing Chun, questi sconosciuti...

Una critica abbastanza usuale al sistema di combattimento del Wing Chun Kuen è quella dell'assenza dei calci e delle tecniche estremamente efficaci per rispondere agli attacchi di gambe degli avversari. Non è un caso, infatti, che venga criticata sempre l'assenza di un adeguato footwork e la presenza di una immobilità di fondo da parte dei praticanti.

Nel momento in cui si nomina il Wing Chun tutti fanno riferimento alle sue tecniche di braccia, al Chi Sau ed alle 'dita negli occhi'. Due dei marchi di fabbrica di questo sistema meridionala della Cina sono il pugno verticale e l'esercizio di formazione denominato, appunto, Chi Sau.

In molti casi praticanti di Arti Marziali provenienti da altri sistemi imparano il Wing Chun,al fine di rafforzare il loro stile di combattimento, trovando un buon modo per colmare i vuoti dei sistemi che pongono in rilievo le tecniche di gambe. Eppure c'è molto di più sotto la superficie di questo sistema, che è invisibile a prima vista. Coloro i quali sono in grado di guardare profondamente il Wing Chun riescono a trovare il tesoro nascosto del sistema, un metodo molto efficace di usare anche le gambe sia come strumento difensivo che offensivo.

Il nostro modo di utilizzare la gambe si serve di principi e concetti invece di tecniche specifiche, proprio come facciamo con le braccia. Inizialmente si utilizzano le tecniche per dare all'Allievo le basi per potersi muovere, ma poi si abbandonano e si abbracciano i principi, lasciando fluire l'energia proprio come si fa nel Chi Sau.

In quasi tutte le Scuole del mondo le tecniche di gambe sono riservate ai Maestri e vengono insegnate solo alla fine del percorso di studi del sistema, quando si inizia a lavorare il Chi Gerk, l'esercizio per le 'gambe appiccicose', analogo al lavoro di formazione che si fa per le braccia. Eppure gran parte del lavoro essenziale per il movimento del corpo risiede nelle gambe. Sarà un caso che sia stato lasciato alla fine del sistema oppure si è tentato di non lasciar colmare il gap Maestro-Allievo per più di 20 anni, tempo minimo necessario per apprendere tutto il sistema di gestione delle gambe?

Le gambe si prendono cura della parte inferiore del corpo, mentre le mani ella parte superiore. Se non iniziamo sin da subito a muoverci ed a studiare i calci, come potremo coprire la difesa e come potremo lanciare attacchi alla parte inferiore del corpo? Bella domanda eh? Sarà per questo che noi abbiamo deciso di introdurre sin dal primo livello lo studio dei calci?

Il principio espresso poco sopra in corsivo può essere applicato in diversi modi. Se guardiamo il corpo umano, pochissime sono le persone che hanno la naturale flessibilità che consentirebbe loro di utilizzare i calci per colpire gli obiettivi della parte superiore del corpo, avversario senza un consistente allungamento dei muscoli delle gambe. Però, a qualsiasi persona può essere insegnato di utilizzare efficacemente calci alla parte inferiore del corpo dell'avversario. Questo non vuol dire che i calci alti non possano funzionare.

Chi si è allenato abbastanza a lungo per sviluppare tempi, velocità, abilità e flessibilità ha la possibilità di utilizzare queste tecniche. Ma l'efficacia di un calcio è solitamente giudicata dagli Studenti a partire da quanto velocemente riescono ad imparare a proteggersi con essa. Per questo motivo questo stile preferisce allenare maggiormente i calci bassi.

Per la struttura anatomica della parte inferiore del corpo, l'abilità e la precisione sono più importanti della forza con cui si riesce a colpire. Per sviluppare queste abilità e, in particolar modo la precisione, il praticante deve pensare ed allenarsi a tirare calci a quattro obiettivi diversi: il ginocchio, la zona tibiale, il collo del piede e le zone genitali.