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venerdì 23 maggio 2014

24 maggio - Workout

Allenamento intensivo di 3 ore, dedicato al footwork, alle tecniche di braccia ed alle applicazioni dei 18 Lohan Suan Sik (十八罗汉散式) dell'Hek Ki Boen Eng Chun Pai, propedeutico per lo sviluppo delle capacità relative a 'rilascio del peso', 'utilizzo dell'energia interna', movimenti 'frustati', etc. 

Il raduno sarà alle 8:30 davanti alla palestra (o al bar per il solito caffè...). L'inizio del Workout sarà alle 9. Per info e prenotazioni: 3283421682 - divito.riccardo@gmail.com

Wing Chun Roma

martedì 15 aprile 2014

HKB Program Review 19 Aprile 2014

HKB Program Review è una vera e propria revisione di tutto il programma del curriculum ufficiale dell’Hek Ki Boen Eng Chun Kun, a seconda del proprio livello di apprendimento. Ognuno lavora specificamente su ciò che dovrà portare all’esame per il passaggio di livello. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week, per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo.Continua qui 

sabato 8 febbraio 2014

HKB Program Review - 22 Febbraio 2014

22 Febbraio 2014 - HKB Program Review

L'HKB Program Review è una vera e propria revisione di tutto il programma del curriculum ufficiale dell'Hek Ki Boen Eng Chun Kun, a seconda del proprio livello di apprendimento. Ognuno lavora specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week (24/02-01/03), per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo.
Durante l'HKB Program Review non si studia niente di nuovo rispetto al proprio programma, appreso durante i due mesi precedenti. Possiamo considerarlo un ripasso intensivo, ideato per gli Studenti che vengono da fuori Roma e che non hanno modo di praticare sempre, nonché per chi lavora tanto e non ha una grande continuità negli allenamenti.
Per avere un'idea dello svolgimento dell'HKB Program Review, basti pensare che si passa dallo studio delle posizioni (Ti Sa Khak Bhe, Tiauw Bhe, etc.) al footwork (Im Siam, Yang Siam, etc.), dal body facing alle tecniche di braccia e gambe, dai vari skill challenge ai Kiao Jiu, dal Niam Jiu al lavoro sui colpitori, dalle forme ai drill di reazione. Tutto il programma viene analizzato nel dettaglio, lasciando parecchio spazio agli Studenti per porre domande.
L'HKB Program Review dura 4 ore ed è sempre richiesto un contributo di partecipazione. I posti sono limitati, quindi è consigliabile prenotarsi per tempo (328 34 21 682 o divito.riccardo@gmail.com). L'accesso è riservato solo previa autorizzazione del Maestro Riccardo Di Vito. Si può dare la propria adesione anche su Facebook.

martedì 28 gennaio 2014

Di ritorno da Genova...


Sono tornato ieri sera dalla lunga settimana di lavoro ed allenamento passata a Genova, ospite del mio caro Gianluca Giusto. Riesco a scrivere due righe solo oggi, perché sono state ore concitate per sistemare tutto e riprendere la vita normale. 

Sono davvero molto soddisfatto degli allenamenti con il mio Maestro, Suhu Kenneth Lin, sempre in compagnia di Gianluca, specialmente per l'intensità con cui stiamo portando avanti l'utilizzo del quinto livello di Hoat Keng, all'interno di forme, tecniche e combattimento. 
Nel fine settimana, nella Scuola HKB di Genova, Tribe Martial Arts, abbiamo ospitato più di 45 Studenti di ogni ordine e grado, compreso il grandissimo Sifu Gordon, uno dei pionieri dell'Hek Ki Boen Eng Chun dell'Accademia di Fredericksburg, in Virginia, oggi Capo Istruttore per la Germania. 
Sono molto soddisfatto dell'esame svolto da Mauro Caroppo, che ha dimostrato che l'allenamento intensivo paga sempre, tornando all'HKB Torino con un attestato di Primo Livello Istruttore. Complimenti!
Che dire dei miei Studenti, che sono partiti da Roma per seguire i seminari del Gran Maestro Lin? Siete stati fantastici e state dimostrando un attaccamento alla Famiglia davvero encomiabile! Spero che tutto quello che avete imparato vi sia d'aiuto nel percorso che avete intrapreso!



wing chun

lunedì 13 gennaio 2014

Tornare in forma a gennaio...

tornare in forma Roma
Quando una persona ha necessità di ritornare in forma c'è solo un ostacolo da superare: se stessa. È la mente il nostro primo vero muro da abbattere. Una volta aperto un varco, inizia il lento cammino fatto di sacrifici, moderazione e serietà, che porterà verso la soddisfazione, il piacere e la serenità di vedersi allo specchio e piacersi. 

Sono tante le persone che a gennaio decidono di tornare in forma o di migliorare la propria immagine. A tutte queste persone va il mio pensiero, perché chi fatica e lotta contro se stesso è già sulla via della liberazione, in questo caso, prima di tutto, dal grasso in eccesso. 

Anche nella nostra Famiglia marziale si presentano spesso persone che vogliono aggiungere al loro percorso formativo il beneficio ulteriore della forma: il percorso non è semplice, ma lo faremo sempre assieme. Buon inizio a tutti!

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Chiama il 328 34 21 682 per una consulenza GRATUITA! Scegli uno dei nostri programmi per tornare in forma!


lunedì 23 dicembre 2013

Una Scuola di Arti Marziali



Basterebbe questa foto per far capire il clima che si respira nella nostra Scuola di Arti Marziali. Si tratta di un momento molto importante, la cerimonia dedicata al passaggio di livello di alcuni degli Studenti dell'HKB di Roma. Dai sorrisi, dalla gioia e dall'entusiasmo che traspare si può capire tutto, quindi non vi dico altro. Hek Ki Boen Eng Chun Pai, questa è la nostra Famiglia.


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lunedì 16 dicembre 2013

Workout di Natale

Allenamento intensivo di 3 ore, dedicato alle tecniche di gambe, ai Kiao Jiu ed allo Sparring targato HKB, a seconda dei propri livelli. Il raduno sarà alle 8:30 davanti alla palestra (o al bar per il solito caffè...). L'inizio del Workout sarà alle 9. Il contributo richiesto è sempre lo stesso. Per info e prenotazioni: 3283421682 - divito.riccardo@gmail.com.

hkb wing chun roma

sabato 14 dicembre 2013

Il Wing Chun a Roma

Il Wing Chun a Roma è in Via Francesco Di Benedetto, 414! Oggi ne abbiamo avuto un'altra conferma con il Program Review, una vera e propria revisione di tutto il programma, a seconda del livello di apprendimento di ogni partecipante. Ognuno ha lavorato specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello della prossima settimana, durante il Testing Week. 

Tutti gli Studenti dell'HKB Wing Chun Roma che avevano delle lacune tecniche le hanno colmate per tempo, con 4 ore di allenamento con una sola pausa di 3 minuti... Ottimo lavoro, come sempre!


Wing Chun Roma  

lunedì 9 dicembre 2013

HKB Wing Chun Roma Program Review

HKB Wing Chun Roma è lieta di invitarvi al Program Review! Il Program Review è una vera e propria revisione di tutto il programma, a seconda del proprio livello di apprendimento. Si tratta del secondo HKB Program Review della stagione. Ognuno lavora specificamente su ciò che dovrà portare all'esame per il passaggio di livello. Si svolge appositamente una settimana prima del Testing Week (16-21 dicembre), per dare modo a tutti gli Studenti che avessero delle lacune tecniche di colmarle per tempo. Durante il Program Review non si studia niente di nuovo rispetto al proprio programma, appreso durante i due mesi precedenti. Possiamo considerarlo un ripasso intensivo, ideato per gli Studenti che vengono da fuori Roma e che non hanno modo di praticare sempre, nonché per chi lavora tanto e non ha una grande continuità negli allenamenti. Il Review dura 4 ore. Massimo 20 posti disponibili. Prenotazione obbligatoria entro e non oltre il 13 dicembre (un giorno prima). Per maggiori informazioni, come sempre, ne parliamo prima o dopo la lezione, oppure potete scrivermi a divito.riccardo@gmail.com o chiamarmi al 3283421682. 

HKB Wing Chun Roma

domenica 17 novembre 2013

HKB Workout - 23 Novembre


Allenamento intensivo di 3 ore, dedicato alle tecniche di braccia e, soprattutto, all'allenamento dei Kiao Jiu e dello Sparring targato HKB, a seconda dei propri livelli. 
Il raduno sarà alle 8:30 davanti alla palestra. 
L'inizio del Workout sarà alle 9. 
Per info e prenotazioni: 3283421682 - divito.riccardo@gmail.com

giovedì 7 novembre 2013

Hek Ki Boen - Messaggio del GM The Kang Hay

Grazie al prezioso ed insostituibile aiuto di Sara Pilepich, è finalmente disponibile anche in italiano la traduzione del messaggio video che il Gran Maestro Lin Xiang Fuk pubblicò nel 2011. La proponiamo, di seguito al video con audio originale, perché il senso ed il contenuto dello stesso sono ancora attuali. Abbiamo tagliato, inserendo parentesi quadre, solo i punti meno importanti. Chiunque volesse la versione integrale, la richiedesse. 



GM Lin Xiang Fuk: "Innanzitutto, a nome dell’associazione internazionale Hek Ki Boen, vorrei augurare a tutti buona fortuna e un buon 2011. Il 2010 è stato un anno molto impegnativo per tutti noi; in particolare per l’Hek Ki Boen non si è trattato solo di un periodo decisamente faticoso, ma anche di un anno molto positivo, al punto che mi è difficile esprimere tutto l’entusiasmo dovuto a quanto abbiamo realizzato. […]
Con questo video colgo l’occasione per ringraziare personalmente tutte le persone che hanno contribuito alla diffusione dell’Hek Ki Boen […], i nostri team leader, […] negli Stati Uniti e al di fuori di essi, e tutte le persone che hanno contribuito donando il proprio tempo, la propria fatica, il proprio cuore alla diffusione del sistema […].
Ringrazio anche coloro che ci hanno attaccato, nei più svariati modi: i loro sforzi hanno contribuito a infondere curiosità e interesse in persone che poi si sono avvicinate all’Hek Ki Boen per conoscerlo veramente […].
In tal senso vi invito ad ascoltare i video che seguono del mio Sifu The Kang Hay. […] Egli augura a tutti buon anno e ricorda come nessun membro dell’Hek Ki Boen in tutto il mondo debba essere coinvolto in qualsiasi diatriba o scontro tra scuole di arti marziali […]".

Hek Ki BoenGM The Kang Hay: "A nome della nostra grande famiglia in Indonesia, desidero augurare a tutti voi un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo. Tutti noi, membri dell’Hek Ki Boen siamo felici dell’arrivo del 2011. Voglio dare a tutti voi qualche consiglio su ciò che avete imparato e ricevuto.
È necessario allenarsi con tutto il cuore, senza considerare l’allenamento solo come un insieme di informazioni, ma come un’opportunità per diventare maggiormente abili nella pratica. L’insegnamento che avete ricevuto non è facile da imparare, perché questa conoscenza è un vero tesoro tramandatoci dal nostro maestro Kwee King Yang.
Quanto più ci si allena e si pratica, più la mano diventa viva. Alla fine, ogni parte del corpo riuscirà ad essere in contatto con la realtà, a dimostrazione del fatto che non si praticano le arti marziali affidandosi esclusivamente al grado di forza fisica che si riesce a raggiungere, ma al modo in cui si impiega l’abilità che si è acquisita.
Inoltre, spero che tutti nella nostra famiglia diventino persone migliori. Non bisogna mai screditare o danneggiare gli altri o procurarsi nemici in un’altra Scuola. In base alla mia esperienza in Indonesia, posso affermare che ci saranno sempre altre Scuole che proveranno gelosia e invidia. Quando esiste il risentimento, chi ne va a soffrire?
Esistono insegnanti che a volte rimangono immobili e non si assumono alcuna responsabilità; in questo modo i loro studenti non diventeranno niente più che spettrali marionette controllate dai loro Suhu, formate per attaccare altre Scuole.
Quindi vi incoraggio a non seguire questo tipo di leader che usa sempre i suoi studenti come personali burattini per attaccare altre Scuole. È meglio concentrarsi sulla formazione, non sulla “politica”, in modo che un giorno si possa diventare particolarmente capaci e godere dei benefici del nostro allenamento (senza provare alcuna delusione anche quando, per esempio, si superano i 50 anni), tra i quali abbiamo la crescita del benessere mentale e spirituale.
L’Hek Ki Boen in Indonesia è stato pubblicamente insegnato dal mio Suhu, Kwee King Yang, nella sua casa di Klimbungan; egli ha imparato il sistema dal suo Suhu, Cia Fun Tjiao. Io stesso non so davvero tutta la storia di come il sistema sia stato tramandato, in quanto al tempo non ero ancora nato.
Il mio Suhu aveva 55 anni più di me. Ho iniziato ad allenarmi quando avevo 12 anni. A 18 anni mi è stato chiesto di affiancare il mio Suhu nell’insegnamento, e sono così diventato assistente del mio Suhu. Ho continuato ad insegnare anche quando sono andato all’università, ma smisi di frequentarla, perché mi venne chiesto di insegnare a tempo pieno. L’ho fatto perché mi è piaciuto il sistema, mi è piaciuto il mio Suhu e mi è piaciuto il modo in cui il mio Suhu ha dedicato la sua vita a diffondere e preservare queste conoscenze all’interno dell’Hek Ki Boen .
Quando avevo 27 anni, il mio Suhu mi ha scelto una moglie e ha organizzato il mio matrimonio. Ho assecondato il suo desiderio. Con il passare del tempo, alcuni dei miei studenti dell’epoca iniziarono a sviluppare le proprie abilità e a diventare istruttori all’occorrenza in mia sostituzione. E fino ad ora, per tutto il tempo che hanno insegnato, mi sono ancora tutti fedeli e spero anche che un giorno saranno in grado di sostituirmi completamente e formare allo stesso modo nuovi studenti ed insegnanti.
Se manteniamo questa cultura, questo sistema non si estinguerà mai e rimarrà ben conservato non solo per i prossimi 50 anni, ma anche per i prossimi 100. Pertanto, spero che anche i nostri membri (livello istruttori dell’Hek Ki Boen), soprattutto negli Stati Uniti, abbiano compassione nei confronti dei loro fratelli nel Kung Fu! Non date spazio alla gelosia e all’invidia o al desiderio di distruggersi a vicenda.
L’uomo stolto non sa che la forza di un uomo si esprime anche nella sua debolezza. La conoscenza può essere tramandata comunque, ma il carattere della persona che tramanda questa conoscenza determinerà quanto un essere umano possa migliorare e quale alto grado di abilità possa raggiungere. Questo diventerà il suo unico talento. Questa è l’Arte Marziale.
Voglio anche ringraziare tutti voi (membri HKB USA) che mi avete fatto visita il 19 marzo 2010. Mi ricordo ancora il grande entusiasmo e la forte motivazione ad apprendere che molti di voi hanno dimostrato. Anche se è stata una breve visita, mi ha molto colpito il livello di abilità che avevate già raggiunto prima di venire qui. Lo dico non solo per lodare o dispensare complimenti, ma io veramente sono molto orgoglioso di tutti voi. Non vedo l’ora di incontrarvi di nuovo; al momento opportuno, forse potrò venire negli Stati Uniti. Spero di avere il vostro sostegno e desidererei che mi auguraste di mantenere una buona salute in modo che io possa venirvi a trovare.
Dato il mio amore verso l’Hek Ki Boen, devo annoiarvi ancora e ancora, ricordandovi che non dovrete mai agire scorrettamente verso gli altri. Mantenete la reputazione dell’Hek Ki Boen e il vostro proprio nome come rappresentanti dell’Hek Ki Boen all’interno della comunità delle arti marziali. Ciò che conta è diventare una persona che eleva e mantiene il livello e la cultura morale nella comunità.
Grazie per il vostro tempo. Non vedo l’ora di incontrarvi di nuovo nel prossimo futuro. Mi scuso se c’è qualche parte di questo video che può offendere in qualsiasi modo. Insieme a questo messaggio, Kenneth (Suhu Kenneth Lin Xiang Fuk) vi fornirà alcune informazioni, alcune relative alle strategie pensate per la crescita futura dell’Hek Ki Boen, che ho già assegnato a lui in modo che sarà anche più cauto e più motivato nella sua missione di diffusione del sistema.
Per concludere, ci tengo a esprimere la mia gratitudine per il vostro amore verso il sistema Hek Ki Boen, proprio come il nostro in Indonesia. A nome della nostra grande famiglia dell’Hek Ki Boen in Indonesia, non vedo l’ora di incontrarvi di nuovo un giorno. Il mio nome è The Kang Hay, desidero salutarvi e vi prego di proseguire in un buon lavoro per voi e per l’organizzazione Hek Ki Boen. Grazie a voi, arrivederci".

GM The Kang Hay: "Il mio nome è The Kang Hay, successore del mio Suhu, Kwee King Yang. Io, per conto dell’Hek Ki Boen in Indonesia, spero che i nostri membri, in particolare negli Stati Uniti, siano in grado di mantenere la reputazione del nome Hek Ki Boen e che tutti voi possiate praticarlo così da diventare, in termini di qualità dei movimenti, molto abili; così non sarà solo il nome Hek Ki Boen ad essere conosciuto, ma anche la capacità di tutti i membri dell’Hek Ki Boen in un prossimo futuro, soprattutto in America.
Spero che i membri non deludano gli altri e mantengono il buon nome dell’Hek Ki Boen. Pertanto, vi chiedo di allenarvi con motivazione e di fare del pensiero positivo lo scopo principale dello studio delle arti marziali. Quindi, lo scopo della formazione non è solo quello di memorizzare la conoscenza, ma anche quello di sapere come utilizzare le conoscenze che si sono allenate e di come applicare questa conoscenze in situazioni reali.
Tutte le conoscenze che avete appreso e che avete ricevuto fanno parte di un sistema che esisteva nel passato. Molto prima che io diventassi uno studente, questo sistema esisteva già e non è assolutamente qualcosa di recentemente costituito. Tutto è ancora autentico, così come è stato tramandato dal mio Suhu, Kwee King Yang e, a sua volta, dal suo Suhu, Cia Fun Tjiao.
Pertanto, mi auguro che attraverso il perpetuarsi della nostra motivazione, il sentimento di fratellanza all’interno dell’Hek Ki Boen rimarrà. Per favore, non perdetevi nel seguire quelle inutili bocche che sanno solo calunniare gli altri.
Ciò che è importante è che la qualità delle conoscenze e dei benefici che si ricevono, proprio come accade a me ora che sono vecchio, non venga mai meno, deludendovi. Potete pensare che non vi è alcun modo in cui il sistema possa rimanere immutato, proprio come in passato. La verità è che è ancora immutato ed è rimasto lo stesso. È ancora esattamente lo stesso in termini di qualità.
Naturalmente, a tutt'oggi, le nostre competenze possono non essere valide come quelle di cui erano in possesso i nostri antenati, a causa delle differenze nella nostra preparazione fisica, per non parlare della mentalità moderna che vede l’arte marziale solo come un hobby da praticare.
In passato, la formazione era stata pensata per creare guerrieri formidabili. Non limitatevi a seguire gli altri, spero che ognuno di voi un giorno possa essere il custode o il leader del sistema e che possa tramandare questo sistema in modo che tra 100 anni, questo sistema esisterà ancora in questo mondo".

mercoledì 30 ottobre 2013

Programma Candidati Istruttori - 23/24 Novembre - Roma



Sabato 23 e domenica 24 novembre si svolgerà il consueto Programma di formazione per i Candidati Istruttori di HKB Wing Chun. Il programma è dedicato a chi vuole intraprendere il percorso per diventare Istruttore professionista o semi-professionista, nonché agli Assistenti Istruttori delle nostre Scuole. Nel solito clima sereno ed accogliente, porteremo avanti il percorso iniziato con chi ha già altri ICP all'attivo e partiremo da zero con chi si avvicinerà per la prima volta.

Il programma

Sabato 23 novembre, alle 8:00, riunione e pianificazione del lavoro. Dalle 9:00 alle 13:00, allenamento intensivo. Dopo una breve pausa, alle 14:00, inizieremo a lavorare sui programmi di insegnamento, a seconda del livello raggiunto da ciascun Candidato, fino alle 19:00. 
Domenica 24, alle 8:00, inizieremo a lavorare sul modo di insegnare, correggere e far migliorare gli Studenti, fino alle 13:00. Alle 14:00 si riprenderà, dopo la consueta pausa, entrando nel campo del professionismo, con tutto quello che c'è da sapere per trasformare la propria passione in un lavoro.

Chiunque fosse interessato a partecipare al programma di formazione, non esiti a contattarci (3283421682 o divito.riccardo@gmail.com). Il programma non prevede un livello minimo di studio, si può partire anche da zero. Il Corso è certificato dallo C.S.A.In. Lazio, EPS ric. CONI. Le lezioni si svolgeranno nella sede della Romanina, a Roma.

martedì 29 ottobre 2013

Seminario - Il concetto di "detachment"

 Il 9 novembre, alle 9:00, potrete partecipare al primo seminario sul concetto di "detachment", uno degli aspetti più originali del sistema Hek Ki Boen Eng Chun

 Saranno quattro ore davvero molto intense, con una parte teorica ed un pratica. Durante il seminario saranno affrontati nel dettaglio i tre cardini del primo livello di rilascio d'energia (Hoat Keng), attraverso lo studio di forme e tecniche. 

 Si richiede la massima serietà e concentrazione. La prenotazione è obbligatoria. Per informazioni o prenotazioni: 3283421682 o divito.riccardo@gmail.com.

lunedì 28 ottobre 2013

Bruce Lee, l'anarchismo epistemologico ed il JKD

 Mi sono trovato di recente a leggere un interessante libro sulle Arti Marziali, scritto da un nostro connazionale, che insegna in America all'Università e si diletta nella nobile arte della randellata cinese, di cui è insegnante. Ha già un'altra pubblicazione all'attivo, 'La tenera Arte del Guerriero', mentre l'opera che ho letto e che raccomando a tutti i veri appassionati è 'Per un Cuore da Guerriero - le Arti Marziali, la Filosofia e Bruce Lee'. Il suo nome è Daniele Bolelli. 

 Vale veramente la pena leggere questo volumetto e vale veramente la pena soffermarsi, tra le altre cose, su uno dei capitoli, il cui titolo è proprio "Anarchismo epistemologico: la Filosofia del Jeet Kune Do", di cui ho parlato proprio recentemente in un mio articolo, il cui titolo è "Il ritorno delle Arti Marziali Tradizionali: siamo artisti marziali". Interessante la posizione dell'autore - da me condivisa - sul senso dell'innovazione e della creatività che Bruce Lee ha portato nelle discipline marziali.

 Come più volte ho avuto modo di esprimere in varie conversazioni con appassionati e sulle pagine del Blog della nostra Scuola, Bruce Lee ha giocato un grande ruolo nel rilancio delle arti marziali, le quali all'epoca in cui il nostro visse, versavano in un periodo che più che di tradizionale, sapevano di stantìo. Per dare una struttura al proprio pensiero, il nostro Lee lesse molto ed è proprio alla cultura sino-giapponese, buddhista e taoista, probabilmente anche alla lettura di antichi testi di spada giapponese che maggiormente si rifece, paradossalmente aggredendo proprio quelle arti che proprio in quei contesti culturali erano nate. 

 Potremmo riferirci quindi al JuJutsu, all'AikiJuJutsu, al Tai Chi Chuan, persino al Ving Tsun. In realtà la rottura con la tradizione che traspariva dal suo atteggiamento era piuttosto un volersi riappropriare di una tradizione più autentica ed antica, che voleva liberarsi del vuoto ossequio formale, quello che lui chiamava "disperazione organizzata", in cui le arti marziali erano cadute da che BodhiDharma aveva cominciato a insegnare la disciplina del pugno a uno sparuto gruppo di monaci alla ricerca dell'Illuminazione. 

 Siddartha Gautama, con il suo percorso, rappresentava agli occhi del giovane Bruce colui il quale, rinnegando l'autorità della tradizione (in questo caso quella indù), aveva il coraggio di esplorare la realtà con le proprie forze, senza paura e soprattutto senza rilassarsi su alcuna comoda verità precostituita. A conferma di ciò, anche l'invito dell'oramai Buddha (il Risvegliato) a non ascoltare passivamente e credere ciecamente alle sue parole, ma a ricercare sempre una propria esperienza derivante dal contatto personale e diretto con le cose. Buddha assumeva ai suoi occhi il ruolo, come da titolo, dell'anarchico: una sorta di incarnazione del detto "Vivi e lascia vivere", forse un hippy ante litteram. Su questo modello di anarchia, Lee creò il Jeet Kune Do, una filosofia dell'arte marziale, piuttosto che uno stile.

 Proprio per questo lo definì non-stile, proprio perché non abbracciava "nessuna via come (la) via, nessun limite come limite". La domanda è: c'è veramente riuscito? Era la sua un'arte marziale o piuttosto l'atteggiamento verso la stessa? E se non ha una sua via, può il JKD avere una sua esistenza? Secondo chi crede in un JKD ortodosso di Bruce Lee la risposta è sì: il JKD ha una sua forma, quindi una sua via. Così visto, il JKD è uno stile come un altro, lo stile di Lee di fronte allo stile di Funakoshi, di Ueshiba o di chiunque altro. Secondo chi crede in un JKD anarchico più in linea col pensiero di Lee, la risposta è che il JKD è come l'acqua e può adottare tutte le forme senza averne nessuna. 

 Ma è possibile avere tutte le forme e contemporaneamente nessuna solo studiando il JKD? O è piuttosto necessario studiare tutte queste discipline nella speranza di possederle tutte secondo l'esigenza del momento? Ed ha poi senso un cammino marziale volto ad assumere ogni possibile forma? Ma soprattutto, è possibile? L'acqua impara a essere adattabile solo dopo aver provato tutti i possibili contenitori? O è proprio nella natura dell'acqua adattarsi? Non è piuttosto questo tentativo di essere al di là della forma un'illusione basata sull'attaccamento verso l'accumulo di forme? Era proprio questo che Lee intendeva. O no? 

 Parliamoci chiaramente, a differenza dell'autore, non ho grande simpatia verso Bruce Lee, essendo in gran parte la sua figura moderna il risultato di una operazione mediatica, benché senza di lui il Ving Tsun - e in genere le arti marziali - non sarebbe mai arrivato ad avere un successo planetario, con tutto il numero di persone pronte a salire sul carrozzone del successo. Ne ha insomma favorito al tempo stesso il successo e la condanna. 

 Tornando a Buddha, le persone che hanno voluto seguire il suo insegnamento, non si sono forse riunite in un Sangha? Il Dharma del Buddha non è forse il corpus dei suoi insegnamenti (le Nobili cause della sofferenza, l'ottuplice sentiero e così via)? Quello che voglio far notare in questa sede - il punto in cui la mia opinione diverge da quella di Daniele Bolelli - è che persino una via libertaria come quella del Buddha ha bisogno di passare per un insegnamento che definisce un obbiettivo e dei passi per raggiungerlo. Non si esaurisce in essi, ma usa tutto ciò come strumento. 

 D'altra parte come si può acquisire una libertà alla quale non si può dare un minimo di contenuto? Costringersi a non scegliere e a non prendere mai posizione, per essere in via teorica liberi, non è in sé un atto di libertà concreto. In quest'ottica, far parte di una Scuola non è un limite, ma una opportunità di studio. Avere una forma attraverso la quale studiare te stesso è un trampolino verso la libertà. La forma è solo uno strumento che attende la maturità per essere trasceso. Bruce Lee ha solamente assolutizzato l'ultima parte del cammino di ogni artista marziale che si rispetti. Ma questo step non esiste senza gli altri. 

 Passati pochi decenni dalla morte di Lee, già non sappiamo più cosa è il JKD: è uno stile semplice e diretto, senza fronzoli? E' un miscuglio di tecniche più o meno integrate e più o meno valido? E' il nulla spacciato per il tutto? Questo dipende dal fatto che Bruce Lee ha lasciato poca forma, così poca che anche le sue migliori idee hanno perso di sostanza. Intercettare il pugno, il significato di Jeet Kune, può essere fatto in 1000 modi, ma non tutti i modi ideabili sono anche giusti, così come si può essere liberi facendo di tutto, ma non tutti i 1000 usi creativi della libertà sono anche efficienti. Bisogna scegliere. Non puoi trascendere se non hai qualcosa da trascendere. Non puoi essere Maestro del Tutto se prima non sei uno studente del Qualcosa. 

 La creatività del JKD, che non passa attraverso la forma, è spesso il paravento dietro cui si nasconde l'ignoranza. Comparativamente parlando, nonostante la crisi in cui il Wing Chun versa da tempo - forse anche a causa dell'eccessiva creatività interpretativa da quando i pugni sono solo armi immaginarie -, si può avere una vaga idea di cosa esso potesse essere un tempo. Nonostante Bruce Lee sia un eroe recente, non abbiamo forse alcun filmato che lo mostra in un serio sparring, nonostante fosse stato il primo "tradizionalista" a tirar fuori questa parola dal dizionario. 

 Il JKD non sappiamo proprio cos'è o eventualmente che ha di diverso. Ma questo non riguarda solo il JKD, ma riguarda piuttosto tutte quelle discipline che pretendono e presumono di insegnare la libertà partendo dalla libertà stessa. E se c'è una cosa che accomuna tutti questi stili libertari fai-da-te è proprio la mancanza, quasi sempre, di sparring regolato. Questo perché nella strada non esistono regole e quindi non si può fare. Sembra una riedizione moderna delle famose tecniche mortali e dei colpi segreti. Nel caso di Bruce Lee, il suo pensiero è stato di ispirazione per il concetto di combattente moderno, completo in tutti i campi e le aree in cui il combattimento si può sviluppare. 

 Piuttosto che i seguaci del JKD, a giovarsene sono stati i combattenti di MMA. Nel caso dei seguaci del JKD, molto spesso la loro superiorità è rimasta sulla carta e spessissimo i suoi esponenti sono caduti nella medesima trappola degli stili tradizionali. Quando si dice l'ironia della sorte! Recentemente in un colloquio con un amico, questi mi faceva notare che nel combattimento da strada, un Tyson lo puoi affrontare con una bottiglia, piuttosto che coi pugni, per giustificare la pochezza dello sparring in senso sportivo. La mia risposta è stata che se anche Tyson avesse una bottiglia, avrebbe senso allenarsi in palestra allo sparring con bottiglie finte? Non è che il fatto di poter usare una bottiglia per strada serve a giustificare ideologicamente la propria carenza nell'allenamento coi pugni piuttosto? 

 Tornando al Wing Chun, nonostante la creatività degli allievi di Yip Man, che sono riusciti appunto a creare vari sotto-stili personali di Wing Chun in brevissimo tempo (chi ha aggiunto movimenti alla Siu Lim Tau per aver scoperto dei movimenti in combattimento, chi ha fatto studi concettuali facendo molta ricerca, chi ha creato il JKD...), non c' è nessuno di loro che ha dimostrato di funzionare. D'altronde, vedendo gli esponenti di questa scuola, in genere non è che destino impressioni a proprio favore. 

  Se non si studia la realtà, la fantasia, che sia quella del JKD o quella dei cosiddetti innovatori, non ti porta lontano, come non porta lontano il pensiero di non voler per partito preso fissare dei concetti in una forma come se questa fosse un limite. In verità, se uno è limitato, troverà sempre dei limiti al proprio agire, anche se non imposti da forme esterne. La fantasia basata sul nulla in realtà è un fantasticare. La creatività che non possa essere mostrata attraverso una forma, non esiste; e quello che non esiste, non può essere verificato.

 L'anarchia epistemologica, nel senso espresso da Lee, non è mai esistita. E' un mito moderno che assolutizza una parte del percorso marziale: precisamente la fine dello stesso, che rappresenta l'inizio dell'essere se stessi. Se quindi dovete rivolgervi a un Insegnante, non cercatene uno fantasioso, che su attacchi semplici lenti e stereotipati possa esibirsi in 1000 difese una più affascinante dell'altra (sulla carta), ma piuttosto uno coi piedi per terra, che ha non vaghe idee su come si conduce un combattimento di cui vi mette oralmente a parte, ma che abbia una forma che trasmette contenuti. Come membro della Scuola HKB Wing Chun, vi invito a fare un salto in una delle nostre realtà. Un saluto a tutti i praticanti.

Pasquale Mazzotta

domenica 27 ottobre 2013

Tempo d'esame all'HKB Wing Chun Roma

 Come sapranno tutti i lettori del blog, nella nostra Scuola (HKB Wing Chun Roma), ogni due mesi, abbiamo una settimana intera dedicata ai test, per monitorare la qualità degli Studenti, degli Insegnanti e dei programmi, che si conclude con la Belt Ceremony, il sabato pomeriggio, durante la quale si certifica l'eventuale passaggio di livello. 
 L'evento di ieri (26/10/2013) sarà ricordato negli annali di storia dell'Hek Ki Boen Eng Chun Pai, perché ha visto la certificazione ufficiale di ben 5 Cinture Gialle, che, tra l'altro, sono le prime in tutta Italia! Sono davvero felice del livello raggiunto da questi ragazzi, che in pochissimo tempo hanno dato prova di saper superare sfide importanti.
 Altri sei studenti sono stati accettati nell'Elite Leadership Class, dopo aver dimostrato di conoscere bene tutto l'Orientation Program, conquistando il loro meritato sesto livello. Abbiamo riconosciuto anche un ottimo e meritato secondo livello, durante questa sessione!
 Rimane l'amaro in bocca per non aver potuto valutare due dei migliori Allievi della Scuola, attualmente fuori dal Bukoan per infortunio. Per loro ci sarà una sessione straordinaria appena si rimetteranno. Nel frattempo mandiamo loro il nostro più caro saluto, con la speranza di una pronta guarigione!

Wing Chun Roma

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mercoledì 16 ottobre 2013

Pressare l'energia

Pei Keng (逼勁) è uno dei concetti chiave del nostro sistema, Hek Ki Boen Eng Chun Kun; spesso viene mal interpretato nel mondo del Kung Fu, perché si rischia di utilizzare la forza bruta per spingere la propria energia in avanti, pressando l'avversario. 

逼 [bī] viene usato per intendere il forzare, come verbo di imposizione, "spingere" o "pressare". Viene da 畐 [fú], utilizzato per il suono, e 辶 (o 辵) [chuò], 'andare'. In cantonese è /Bik/, in fukinese /Pei/.
 勁 (forma semplificata: 劲) [jìn] è l'energia. Viene da 巠 [jīng], usato per il fonema, e 力 [lì], la forza. In cantonese è /Ginhg/, in fukinese /Keng/.

Cosa si intende, quindi, con Pei Keng? In tutti i nostri esercizi, nelle forme, nei lavori in coppia, siamo soliti focalizzarci su noi stessi, quindi potrebbe sembrare in contraddizione il "pressare l'energia". In realtà, invece, proprio grazie alla didattica HKB impariamo ad espandere la nostra energia in tutte le direzioni, creando una specie di sfera intorno a noi.

Tutto ciò che entra in contatto con questa sfera subisce la pressione dell'energia che siamo in grado di rilasciare: è per questo che, pur restando morbidi, veniamo percepiti come 'gommosi', 'resistenti' e, quando vogliamo, 'taglienti' (uso questi termini, perché sono i più utilizzati dalle persone con cui ho avuto contatti).

Questo genere di pressione energetica è molto differente dall'azione strettamente muscolare, che richiede un impegno di gran lunga superiore per gestire gli attacchi in entrata. Proprio per questo motivo, quando lavoriamo con combinazioni libere il nostro obiettivo non è mai quello di rimanere in contatto per tanto tempo, ma solo quello di pressare l'attaccante, trasferendo la nostra energia (o una porzione di essa) allo stesso, mettendolo fuori gioco nel minor tempo possibile, con il minor dispendio energetico.

Uno degli esercizi più comuni per capire cosa si intenda con questo tipo di principio (Pei Keng) è il Niam Jiu - 黐手 -(solitamente chiamato Chi Sau dalla comunità cantonese del Wing Chun), durante il quale non insegniamo ad utilizzare particolari sequenze tecniche, ma solo a far fluire l'energia dell'avversario in arrivo, continuando a pressarlo, senza accelerazioni o posizioni fisse. Rispetto a ciò che si vede nei video pubblici sotto il nome di Chi Sau - Wing Chun c'è un abisso di differenze.

Far fluire l'energia in questo modo significa eliminare o, quantomeno, limitare il secondo attacco avversario. 

lunedì 14 ottobre 2013

Reportage dall'HKB Wing Chun Torino

 Dopo due giorni all'HKB Torino, ospite del mio allievo, Suhu Mauro Caroppo, sono tornato molto soddisfatto del seminario di domenica mattina, di cui ha parlato anche La Stampa. Ho trovato ragazzi davvero molto entusiasti del nostro sistema, sia già praticanti sotto la guida di Suhu Mauro, sia provenienti da altri sistemi (Karate, WingTsun, etc.).
 Credo che il lavoro svolto sia piaciuto parecchio per via dell'efficacia dell'Hoat Keng (發勁) del Nui Kang (内功), che lascia sempre tutti increduli, all'inizio, prima di provare l'effetto dirompente di un utilizzo così raffinato delle proprie energie.
 Il lavoro svolto dai ragazzi presenti è stato incentrato sul gioco di gambe e sui posizionamenti, indispensabili per affrontare un combattimento, senza mai perdere di vista le tecniche, utilizzate in combinazioni miste, per dare modo a tutti di capire le nostre strategie e come le inseriamo nella didattica.
 Ho notato parecchio interesse anche per gli aspetti "lottatori" (in piedi) della disciplina, perché molti non si aspettano determinate possibilità da un sistema conosciuto ed apprezzato soprattutto per lo striking, quindi sono ancora più contento di aver mostrato alcuni lati 'nascosti'.
 Tra sabato e domenica sono riuscito a portare avanti il percorso formativo di Suhu Mauro, che si sta impegnando per praticare intensamente, nonostante tanti impegni familiari (un caro saluto a tutti i Caroppo!). Ho notato parecchie migliorie tecniche, quindi la strada è quella giusta!
 Che dire? Spero di rivedere quanto prima possibile i ragazzi di Suhu Mauro, sempre più determinati, allenati e numerosi! Ci vediamo alla prossima torinesi! 

venerdì 11 ottobre 2013

Smetti di fumare! HKB Wing Chun Roma ti aiuta!

Consigliamo da sempre agli studenti dell'HKB Wing Chun Roma di non fumare, ma oggi rincariamo la dose, perché il vizio del fumo produce conseguenze ancora più negative di quanto si pensasse fino a pochi anni fa. Una ricerca dell'Università Nazionale Australiana sostiene che il rischio di morte prematura è molto più alto di quanto si ritenesse in precedenza per ogni categoria di fumatori. 
La ricerca ha seguito per 4 anni duecentomila persone oltre i 45 anni, concludendo che due terzi delle morti di fumatori attivi sono associabili al consumo di sigarette, mentre, secondo la letteratura scientifica sin qui prodotta, il legame era quantificabile in un 50%. 
Per calcolare le morti legate al fumo i ricercatori hanno associato i dati del registro nascite e del registro decessi ai nomi dei partecipanti, escludendo quei soggetti colpiti da patologie cardiache, ictus o tumori. Il risultato è che il rischio di morte associato al fumo di 10 sigarette al giorno è simile a quello di chi soffre di obesità morbosa, cioè con un indice di massa corporea di 35 o più. Smettere riduce i rischi a qualsiasi età si riesca. Prima si rinuncia al fumo, maggiore sarà il beneficio. La Scuola HKB Wing Chun Roma sostiene la campagna contro il fumo e invita tutti i praticanti a liberarsi di questa schiavitù!

domenica 6 ottobre 2013

Una cintura nera è una cintura bianca che non molla mai!

Una cintura nera è una cintura bianca che non molla mai!

...ma quante sono le possibilità di raggiungere l'agognata Cintura Nera? Dipendono da noi, perché ci sono quelli che dicono... 
Non voglio sudare: 0% 
Non posso allenarmi: 10% 
Non so come organizzarmi: 20% 
Vorrei, ma gli impegni, la famiglia, il lavoro...: 30% 
Voglio, ci provo, nonostante tutto: 40% 
Penso di potercela fare, sicuramente mi impegno: 50% 
Posso farcela, perché ce la metto tutta: 60% 
Penso di riuscire ad allenarmi con costanza e dedizione: 70% 
Io riesco, perché mi alleno seriamente: 80% 
Io sono costante e mi dedico al raggiungimento del mio obiettivo: 90%
L'ho fatto, mi sono dedicato con passione e dedizione: 100%