giovedì 28 novembre 2013

HKB Wing Chun a Marsala!


Sono davvero lieto di annunciare l'evento di fine anno, un seminario introduttivo di HKB Wing Chun a Marsala! Il 15 dicembre, dalle 10:00, gli amici siciliani che vorranno prenderne parte, saranno immersi in quattro ore di lavoro, con una semplice sottoscrizione di 10€! 

Il seminario si terrà nella palestra Fitness Point, in Via degli Atleti, 24, a Marsala. Vi prego di prenotare la vostra partecipazione quanto prima possibile scrivendoci (info@hekkiboen.it) o telefonando al 3283421682.

Si tratta del primo seminario pubblico del nostro sistema in Sicilia, a seguito del quale partirà un gruppo di studio (HKB Wing Chun Marsala, Sicilia). Vuoi essere tra i pionieri dell'HKB della fantastica isola? Non mancare!

mercoledì 27 novembre 2013

La cintura si lava o non si lava?!

cinture Kung Fu
Ma insomma, questa cintura si lava o no?! Dietro a questa domanda apparentemente sciocca si celano divisioni, derisioni e fraintendimenti. Ci sono perdigiorno che hanno scritto decine di post contro la nostra Scuola per questa regola fondamentale del nostro Bukoan (il luogo dove si pratica HKB): la cintura non va lavata.

Questa benedetta cintura, quindi, puzza? Sin dal primo giorno, agli Studenti viene detto di non lavare mai la cintura (inizialmente bianca), perché simbolicamente è bello che diventi nera col tempo, senza fretta, a forza di usarla. Si tratta dell'esperienza maturata sul campo, quindi, anche se nella realtà, poi,
la cambiano ad ogni avanzamento di livello.

L'etichetta, il regolamento, ci dice proprio questo, di non tentare di sbiancare ciò che si colora del sudore e del duro lavoro. Ma quindi, puzza o no?! Bellissima questa domanda. Se la tenete sopra i pantaloni e sulla divisa, no, non puzzerà, a patto di metterla sempre ad asciugare all'aria. Chiaro che se dovesse per qualsiasi motivo puzzare, potete 'rinfrescarla', ma attenzione a non farla scolorire, sarebbe un grave affronto!

Dovete sempre porvi in modo diverso rispetto alla "nostra" estetica occidentale, ossessionata dalla morte, che rifugge proprio per questo ruggine, opacità ed in generale tutti i segni del tempo. Pensate a quella orientale, che gode della bellezza delle cose invecchiate, vissute. Ecco, in questo senso forse sono felice della patina lasciata sulla mia cintura dal tempo, perché so che non è soltanto “sporca”.

Ogni traccia di sudore impastata con polvere e pelle mi ricorda gli anni passati in allenamento. L’odore della cintura è l’odore di tutti i tatami, i parquet, i parchi, le case, i garage, etc. su cui mi sono allenato, il profumo della fatica mia e di chi mi ha permesso di allenarmi, in palestra o ad uno delle decine e decine di seminari.

Ogni alone è parte di me e del mio Bukoan. Non si sta teorizzando una nuova 'sacra sindone', ovvio, ma la cintura è un indumento per molti versi intimo, il filtro che ha bevuto per anni la mia voglia di cambiare, di migliorare, di evolvermi. Più che una sindone allora, potrebbe essere un ritratto di Dorian Gray al contrario.

Riflettiamo anche insieme sul fatto che una cintura nera non rimane nera. Dopo altri anni di uso, comincia a consumarsi ed a sfilacciarsi, ritornando al suo bianco originale, così come il Maestro stesso, attraverso un apprendimento costante, si trova pronto a ricominciare di nuovo: ecco che ritroviamo la perenne rotazione di Im e Yang.

martedì 26 novembre 2013

Gossip sull'HKB...

Perché l'Hek Ki Boen Eng Chun Pai è costantemente sotto attacco da diversi mesi in Italia? Perché da qualche anno lo è a livello internazionale? Io alcune idee ce le avrei...

Nel panorama del Wing Chun ci son "maestri" che hanno difficoltà a reggersi in piedi, liste di "picchiatori" che non hanno mai picchiato nessuno, ma sono temuti, adorati, strapagati e difesi ad oltranza. Non è isteria di massa questa? Abbiamo storici del nulla, combattenti invisibili, professori e guerrieri che cercano di fare pelo e contropelo ad ogni parola proferita in seno all'HKB. 

Il mondo del Wing Chun è questo, il materiale umano è sostanzialmente questo e per essere seriamente dei professionisti, bisogna subito realizzare che queste sono le dinamiche, quindi è necessario regolarsi di conseguenza. Basterebbe ripercorrere la storia del 'WingTsun', con il Castellano che quando fu nominato capo responsabile per l'Europa dall'Allievo segretissimo a porte chiuse di Yip Man (talmente segreto che probabilmente lo stesso Yip Man non se ne era mai accorto...) aveva probabilmente una conoscenza teorica e pratica del Wing Chun molto inferiore a quella dell'ultimo Istruttore di provincia.

Lo sapete quante volte aveva visto l'Allievo segreto per arrivare al VII grado superiore (superiore a chi non s'è mai capito...)? Se non lo sapete, informatevi, non rovinarvi la sorpresa! Purtroppo alle porte del 2014 ci sono ancora persone che pensano ai guerrieri invincibili che hanno "vinto trecento combattimenti senza regole", con curriculum strepitosi rovinati da un'imboscata risoltasi in un catfight con un signore cinese che ne uscì senza un graffio e senza un occhio nero. Imbarazzante, se si pensa che da questa organizzazione sono discese decine di altre!

Per come stanno andando le cose, credo che il maggior astio parta da quelli che vorrebbero appropriarsi del materiale che insegniamo senza far riferimento a noi. Ci sono fior fior di "grandi maestri" che vivono di rendita con tutti gli studenti, dopo sei mesi di HKB, nonché altri che diffondo in rete le nostre forme, i nostri allenamenti, senza alcuna autorizzazione, pensando di ledere i nostri 'interessi'. Si tratta proprio del contrario! Non fanno altro che aumentare il grande interesse che stiamo suscitando!

Siamo felicissimi di sapere che molte organizzazioni (alcune più recenti, altre meno) stiano insegnando parti del nostro curriculum, perché significa che hanno riconosciuto il valore del nostro sistema, solo che tentano di dargli un altro nome, per non dover rendere pubblica la provenienza delle informazioni. Va benissimo lo stesso, siamo loro grati, perché se anche solo con quattro cose che sono riusciti a carpire e capire hanno migliorato il loro bassissimo livello, ne siamo onorati!

Quando gli attacchi, poi, derivano da risentimenti personali per problemi sorti nelle menti di alcune persone con problemi molto evidenti, invece, non possiamo fare molto. Non si può né prevedere né prevenire casi del genere, perché ci saranno sempre persone scontente e deluse di qualcosa. Non si può accontentare sempre tutti! E così, ecco che le chiacchiere su internet aumentano, arrivano nuovi account multipli (con evidenti casi di morphing) sui forum nazionali, solo per mettere alla berlina l'HKB. Anche in questo caso siamo grati a tutti questi signori, perché ci dimostrano che l'attaccamento alla nostra Famiglia è così grande che non si riescono a separare guardando avanti, perché si vede che di meglio non si è ancora trovato...

Perché, quindi si fa tutto un chiacchierare e porre attenzione sull'HKB? Alla fine della fiera, se non piace quello che facciamo, non è un problema. Se non piace il modo in cui lo facciamo, non è un problema. Se non piace il modo in cui lo pubblicizziamo, non è un problema. Ci sono centinaia di Maestri, solo in Italia, tantissime organizzazioni, grandi, piccole, medie, familiari, di tutti i tipi. Ci sono davvero tanti tanti tanti lineage diversi, ormai, tradizionali, inventati, riciclati, modificati, originali, pratici, teorici, tutto. Ci sono allenamenti duri, morbidi, solo Chi Sao, niente Chi Sao, niente botte, sparring inclusi o meno. Insomma, c'è tutto.

La crociata di alcuni contro l'HKB ci fa capire ogni giorno di più che la strada intrapresa è quella corretta. Ci sono persone che non vengono dal percorso della arti marziali che si allenano con noi. Ci sono bambini che si allenano con noi. Ci sono tante donne ora che si allenano con noi. Ci sono famiglie intere che si allenano con noi. Ci sono praticanti di lungo corso che praticano con noi. Ci sono Insegnanti di altri sistemi che praticano con noi. Quindi, che dire? ENTUSIASMOOO!!!

lunedì 25 novembre 2013

Corso "Instructor Candidate Program"

Diventare un Insegnante di Hek Ki Boen Eng Chun significa addestrarsi a 360°: forme, tecniche, principi, sparring, psicologia, pubbliche relazioni, etc... Un percorso per pochi appassionati che vogliono trasformare questa passione in un vero lavoro. Noi siamo qui per questo!










domenica 24 novembre 2013

25 novembre 2013: Giornata contro la violenza sulle donne

HKB WOMAN EMPOWERMENT
Domani, 25 novembre 2013, è un giorno molto importante per cercare di incrementare la sensibilizzazione sulle azioni di lotta e di contrasto alla violenza sulle donne. Si tratta della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Come Hek Ki Boen Eng Chun Pai, non possiamo non essere i primi a sostenere le iniziative per la sicurezza e per la prevenzione, anche grazie al programma HKB Woman Empowerment, nato appositamente per preparare le donne a reagire efficacemente in caso di pericolo imminente.

Una lunga serie di eventi sono programmati in tutta Italia, per cercare di sensibilizzare l’efficacia delle azioni di contrasto a una delle più gravi pieghe sociali. Ogni giorno milioni di donne, in tutto il mondo, si trovano a subire degli abusi di tipo fisico e psicologico da parte di uomini (se così si possono definire) che – di solito – dicono di provare “troppo amore” per loro.

In contemporanea con la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne partirà inoltre la cosiddetta “Campagna del fiocco banco“: una iniziativa che domanda agli uomini di indossare un fiocco bianco come simbolo della propria opposizione alla violenza sulle donne, ripercorrendo quanto già sperimentato nel 1991 a Montreal. All'epoca 14 studentesse furono assassinate per mano di un gruppo antifemminista: gli uomini decisero dunque di portare un fiocco bianco come simbolo della propria avversione verso la violenza sulle donne.     

Il nostro pensiero va a tutte quelel persone che sono impegnate quotidianamente nello scongiurare simili episodi di violenza e a tutte le donne che hanno subito e che si sono ribellate a tali gesti. L'HKB c'è!

martedì 19 novembre 2013

HKB è Eng Chun Kun (Wing Chun Kyun)

Da parecchio tempo girano su internet strani video che tentano di ledere l'immagine della nostra Famiglia. Purtroppo alcune persone si sono fatte ingannare da quattro cialtroni. Ebbene, in questa intervista potete sentire uno dei Maestri dell'Hek Ki Boen Eng Chun Kun, che rivela il modo in cui venne a conoscenza del nome del sistema che praticava. Questa parte dell'intervista concerne il carattere con cui viene indicata la nostra amata Arte Marziale, cioè se sia 詠 [yǒng] o 永 [yǒng]. Grazie a Sara per la traduzione, come sempre! 



Intervistatore: Si usa questo [ideogramma, n.d.R.] o questo?

GM Lin: Questa è la parte maggiormente confusa, perché entrambi provengono dall’Eng Chun, due modi diversi provenienti dalla medesima origine; nessuno sa veramente quale sia l’uso esatto, ma la pronuncia attuale è sicuramente Eng Chun Kun.

GM Tio Tek Kwie: In passato il mio maestro non ha mai pronunciato o mostrato il carattere cinese. Ha fatto capire che non gradiva questa discussione, cambiando il tema del discorso ogni qual volta si presentava. Più avanti, migliorando la situazione, la storia passata venne rivelata, ma venne mantenuto il vincolo del giuramento. Il nome di Eng Chun Kun era pronunciato raramente, perché non tutti i Maestri erano stati autorizzati ad utilizzarlo.
Una volta, un ospite in visita è venuto a dimostrare uno stile che sembrava simile al nostro, per quanto diverso. Questa persona disse che era dell’Eng Chun Kun. Dopo averci lasciato, uno studente discusse con il mio Maestro che sostenne che l’Eng Chun possedeva due versioni. Uno studente chiese perché la nostra sembrava identica. La verità era che il nostro stile era in realtà l’Eng Chun della versione maschile e quella persona (l’ospite che se n’era appena andato) incarnava la versione femminile. Questo è stato il momento in cui siamo finalmente venuti a conoscenza del nome del nostro stile (Eng Chun Kun).

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English Version

Int.: Do you use this one or this one?

Gm Lin: That’s the part that’s really confused because, you know, when we have something elder than the Chinese culture, both of them come actually from Eng Chun, you know it’s the same thing, either ways from the same way, you know, so no one really knows exactly which one, but the actual pronunciation is definitely Eng Chun Kun.

Gm Tio Tek Kwie: In the past, my teacher never talked or showed the Chinese Character. He made it look like not to like this topic by changing the discussion topics every time it arose. Later on, after the situation’s getting better, then the past history was being revealed through initial oath or and must do oath. The Name of Eng Chun Kun was rarely spoken because among the few teachers, they were not allowed to use the name. One time, there was a visiting guest who came and demonstrate a style that looked similar but different. That person said he was from Eng Chun Kun. After he left, a student had discussion and my teacher said Eng Chun has two versions. So a student asked why our looked the same. The truth is that our style is actually Eng Chun of the male version and that person (the one who just left) was the female version. That was when we finally knew the name of our style (Eng Chun Kun). 

domenica 17 novembre 2013

HKB Workout - 23 Novembre


Allenamento intensivo di 3 ore, dedicato alle tecniche di braccia e, soprattutto, all'allenamento dei Kiao Jiu e dello Sparring targato HKB, a seconda dei propri livelli. 
Il raduno sarà alle 8:30 davanti alla palestra. 
L'inizio del Workout sarà alle 9. 
Per info e prenotazioni: 3283421682 - divito.riccardo@gmail.com

giovedì 14 novembre 2013

Il 'distacco' buddista nell'Hek Ki Boen (seconda parte)

Nel Buddismo Chan si dice: "Vivi ogni respiro e ogni istante come se fosse l'ultimo della tua vita", perché solo così si può assaporarlo interamente e coglierne l'intima essenza. Ecco allora che l'avversario è un mezzo e quello che conta non è vincerlo, ma quello che succede "mentre" si combatte. Per questo ci si inchina all'avversario, riconoscendo il servizio che sta svolgendo e l'occasione che fornisce. 

Se è chiaro quanto detto sul  'distacco' buddista, l'Arte Marziale in un monastero ci sta più che bene, ma occorre allontanarsi dalla visione idilliaca dei monaci che nutrono gli uccellini e si inseguono giocosi nei chiostri. Il monaco buddista è, prima di tutto, un essere con una grande determinazione: un guerriero, a tutti gli effetti. Una sessione di meditazione Chan a volte è una forma, in cui ogni minimo dettaglio è essenziale e deriva da un'attitudine del corpo, della mente e dello spirito, altre volte un combattimento, quando la mente si ribella, le emozioni impazzano, il corpo urla...questo in origine. Poi, però, come ci sono pittori commerciali, ci sono guerrieri "funzionali", più o meno orientati all'obiettivo esterno. Anche i samurai hanno abbracciato lo Zen (cioè Chan in giapponese) come mezzo per aumentare l'efficacia, ben più che come strumento di elevazione spirituale. Questo però non riguarda l'Arte, ma l'uso che si sceglie di farne.

L'Hek Ki Boen si sposa benissimo con il concetto esposto, perché dà una indicazione assolutamente pratica, dalla quale fa discendere la teoria, non il contrario. Non ci sono teorie o concetti fumosi, ma è la pratica esperienziale stessa che ne determina l'efficacia e ne fa discendere il principio. Tutto ciò che si può dire del Chan e tutto ciò se ne può cogliere non ha niente a che vedere con la sua realtà intrinseca, esattamente come con l'HKB. Ne possiamo parlare, lo possiamo descrivere e spiegare, ma solo la pratica chiarisce il contenuto, perché il contenuto è la pratica stessa.

Credo sia bene chiarire, però, da dove derivi questo tipo di Buddismo. La Tradizione racconta che il Buddha storico, dopo aver predicato Vie diverse, in modo che ciascun essere umano potesse trovare quella adatta a lui, ne comunicò una all'orecchio del suo discepolo prediletto e solo a lui. Questo, a sua volta, la comunicò nello stesso modo, quando fu il suo turno, a uno solo dei suoi discepoli e così di seguito fino ad arrivare a Bodhidharma. Questi, come monaco errante, dall'India raggiunse la Cina, dove il suo insegnamento, fondendosi con la tradizione taoista preesistente, diede origine al Chan (che è la traslitterazione dell'originale termine indiano Dhyana). Allo stesso modo, quando il Chan venne importato in Giappone, ad opera di alcuni monaci della setta Tendai, fondendosi con la cultura e la tradizione preesistente, diede origine allo Zen (a sua volta traslitterazione del termine cinese Chan).

Dhyana, Chan e Zen sono solo "vestiti culturali" per quell'unica Via, nuda, semplice e senza forma. Non bisogna confondere le forme apparenti e intelligibili con il nocciolo, cioè la forma con la sostanza. Si tratta di nocciolo che non ha nulla a che vedere con tutto quello che se ne può dire, ma può solo essere sperimentato in prima persona. Per arrivare a sperimentare in prima persona occorre una pratica e la pratica ha le sue regole, che sono da intendersi in modo puramente funzionale. Quelle Zen sono funzionali al contesto culturale giapponese, quelle Dhyana al contesto indiano, etc. Questo non vuol dire che lo Zen sia adatto solo ai giapponesi: è adatto a chiunque si senta in sintonia con quel contesto.

Quello che è certo è che ogni Via, compresa quella Buddista Chan, come qualsiasi altra Via, non può essere adattato a piacere, non perché se lo cambi non funziona più, ma perché se lo cambi non è più quella! Per questo bisogna avere profondo rispetto per chi pratica altre Vie, proprio in funzione del raggiungimento di un obiettivo, comune, che è il cammino stesso. Va detto, comunque, che anche all'interno delle tradizioni filosofiche e religiose ci sono visioni più o meno rigide e approcci più o meno formali.

Come in ogni Arte, ogni Istruttore o Maestro non può non mettere se stesso nell'insegnamento che impartisce e questo inevitabilmente crea differenze nel modo di insegnare, ma quello che fa dell'Hek Ki Boen un sistema fantastico è che il nocciolo rimane sempre quello, compresa la Via per raggiungerlo, anche se può cambiare qualcosa in seno al modo di spiegare il percorso da fare. Ci possono essere strade diverse per arrivare, ma non la meta.

Immaginate di dover spiegare a una persona che non è mai stata innamorata cosa sia l'amore! Tutto quello che potete fare è trovare il mezzo per far innamorare la persona, ma per far questo, ognuno non potrà che fare riferimento alla propria esperienza e si verranno così a creare una quantità di vie apparentemente diverse, ma che in realtà puntano a un unico risultato. Così il Maestro Chan (ricordiamo che il termine Maestro è usato come forma di rispetto dagli Allievi, ma non indica un ruolo, tant'è che più spesso si parla di Patriarchi Chan), non è uno che ti racconta "la verità". Non è uno che ti dice come stanno "veramente" le cose. Al contrario, è uno che si preoccupa:
a) di insegnarti una tecnica in tutte le sue sfumature e di metterti in grado di eseguirla bene
b) di impedire che tu ti fermi su una stazione intermedia pensando che quella sia la meta ultima
c) di sostenerti strada facendo

Questo è il motivo per cui un Maestro è necessario nella pratica, come in qualsiasi altra Arte, ma come in qualsiasi altra Arte, il Maestro ti indica la strada e ti aiuta a capire come rinforzare le gambe per percorrerla, ma poi non ti porta in spalla fino alla meta! Questo è il motivo per cui il Maestro va sempre seguito, ascoltato e guardato per capire i particolari della pratica, ma non si può prescindere dalla pratica personale per raggiungere la meta.

In merito ai vari "distacchi" che l'Hek Ki Boen insegna, c'è quello, per esempio, dal respiro. Chiaramente il respiro può contribuire alla forza propulsiva per muoversi rapidamente, scaricando il peso dei colpi e senza sforzo, ma solo dopo che si sarà fatta l'esperienza del distacco dal respiro stesso. Durante la pratica è la respirazione addominale quella su cui poniamo di più l'accento, talvolta nella variante cosiddetta 'naturale' o nell'altra, inversa.

Se impariamo ad utilizzare la forza del respiro, intesa proprio come  un propulsore pneumatico, è chiaro che miglioriamo il rendimento delle nostre azioni, ma ad uno stadio iniziale è fondamentale non connettere il ritmo del respiro al movimento del corpo, per permettere ad entrambe (azione respiratoria ed azione corporea esterna) di lavorare separatamente, in maniera tale da avere più elasticità, dinamicità e peso, senza dover far per forza riferimento alla connessione dei due.

Continua...