giovedì 11 novembre 2010

[Video] Weng Chun Kung Fu Vol.2

Finalmente è uscito il nuovo video del Maestro Andreas Hoffman, dedicato al Weng Chun Kung Fu. Spero che sia dello stesso livello dei precedenti! Aspetto con impazienza di vederlo! Un saluto a tutta la Famiglia!

Il Maestro Andreas Hoffmann spiega personalmente i 6 principi e mezzo del sistema, dando nozioni di base sul Weng Chun Kung Fu, la lotta armata ed i "segreti "del Tempio Shaolin del Sud.

mercoledì 10 novembre 2010

Brevi considerazioni su un video...

Ospito con vero piacere un commento sul video di Fighterman (qui), scritto da Guido Mazzotta, uno dei miei Amici ed Allievi. Spero di suscitare una discussione proficua. Colgo l'occasione di salutare Guido e lo ringrazio per aver preso "carta e penna" al posto mio, stavolta. 


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Mi sento un po' imbarazzato nel commentare questo video, perché, dopotutto, sto andando a toccare un problema grosso nel mondo del wing chun, e in particolare, del wing tsun.

Tante volte ho parlato di marketing in questo nostro beneamato mondo marziale, ma è la prima volta che vado a sottolineare il problema partendo da un filmato, un filmato che concretamente attiene al mio lineage, peraltro.

Nel filmato vediamo una maglietta nera di Hong Kong, e quindi vediamo una persona che teoricamente dovrebbe essere più vicina alla fonte, che dovrebbe avere la possibilità di vedere il nostro (per ora?) Si-Jo. Eppure vediamo un praticante confermato che ha quasi l'aria di aver cominciato da relativamente breve tempo questa pratica. Ovviamente le dimensioni del nostro Paul Corti possono essere scoraggianti, eppure la lentezza con cui ci si muove è tale per cui il nostro Italian Dragon non usa la sua massa inerziale.

Nonostante questo, il cinese è in difficoltà, sul piano puramente tecnico, disattendendo completamente i principi su cui il sistema che "vorrebbe" praticare si basa: rimanere sotto tiro del compagno, senza liberarsi in alcun modo della sua forza, rimanendone in balìa; non prenderalcuna iniziativa e posizione di vantaggio, anzi avanza sempre e solo diritto per diritto; muove un braccio alla volta, senza seguire il motto dei 3 (o almeno 2) movimenti in uno; seguie le braccia invece di pressare la linea centrale; il petto pieno anziché vuoto, come vorrebbe uno dei motti fondamentali del wing tsun; totale mancanza di "elasticità" articolare, che lo rende rigido e facilmente - con l' ausilio di pochissima forza - sradicabile; cerca sempre sequenze prestabilite in un contesto in cui non ha senso, oltre a essere controproducente; tira pugni che non sono pugni!

Sembrerebbe che i cinesi, o almeno alcuni di loro, quando fanno wing chun lo fanno in maniera completamente vuota, come un passatempo, e mi chiedo se si rendono conto degli ingenti interessi economici che il wing chun, e in particolare il wing tsun, muove in occidente. Mi chiedo se sanno che cosa ci aspettiamo noi gwailo da loro, quando li vediamo con le strisce rosse sui pantaloni. Ma forse per loro è poco più di un hobby del fine settimana, su cui non spendono il loro sudore. Mentre invece molti di noi credono di risolvere i loro problemi nel wing chun andando nella madrepatria dell'arte.

Dobbiamo accettare una volta per tutte che Wong Fei Hung, Leung Jan, Chi Shim, Yuen Kai Shan, e quanti altri, sono per loro degli eroi di celluloide, prima ancora che i capostipiti degli stili che si "vorrebbero" praticare.

Oggi gli unici a volere il kung fu, siamo noi occidentali! E loro sono lì unicamente per rispondere a un interesse personale con un' offerta commerciale! Gli occhi a mandorla aiutano! E noi, come dei polli, ci cadiamo. Qualcuno ci cade per ingenuità, altri per compensare delle carenze psicologiche interne, oppure per inserirsi semplicemente nella catena produttiva (alias catena di S. Antonio).

Non ho avuto sinora il piacere di conoscere direttamente Sijo Leung Ting e forse sono anche io tra coloro che vogliono, a torto magari, credere che in lui alberghi un qualche sapere marziale. Indubbiamente il sistema Leung Ting, a parte i problemi derivanti da motivi di natura politica e commerciale - leggi diluizione dei programmi e allungamento artificioso dei tempi tecnici di apprendimento - è abbastanza ben congegnato e strutturato.

Sicuramente non è nei suoi allievi cinesi che troveremo mai risposte, visti i video come questi e visto che il nostro Sijo (imprenditore?) non creerebbe mai un cinese che possa prendere il suo posto dando luogo ad ulteriori diaspore. Finora infatti le diaspore nel sistema Leung Ting hanno interessato più che altro l'occidente.

Di più non saprei aggiungere, se non invitare coloro che guardano il video (e tutti gli altiri in via di pubblicazione) a riflettere su questo fenomeno. Sono altresì conscio, però, che quest' invito probabilmente cadrà nel vuoto. Come dice qualcuno, ognuno ha il Maestro (e aggiungerei anche i riferimenti culturali e umani) che si merita!

Buona pratica a tutti! 

Guido Mazzotta

lunedì 8 novembre 2010

Intervista a Lino Paleari

Oggi incontriamo il Maestro Lino Paleari, discendente della Scuola di Wong Shung Leung.

Innanzitutto ti ringrazio per l’onore che mi concedi di essere presente nel tuo blog assieme a tanti altri appassionati di questa stupenda arte. Detto questo ci tengo a precisare che non mi ritengo un discendente della scuola di WSL, in quanto pur avendo studiato lo stile con più di un suo allievo diretto, ho conosciuto anche altre realtà, dalle quali ho appreso molto di quello che attualmente conosco.

Ci puoi dire qualcosa sulla tua vita? Quando hai iniziato a praticare Arti Marziali?

La mia principale attività è stata, sino a poco tempo fa, quella di ricercatore chimico e quindi mi sento “particolarmente” portato alla ricerca, nel senso più generale di questo termine. Ho praticato arti marziali sin da piccolo, ma solo verso i 30 anni, e quindi piuttosto tardi, è esploso questo amore che ancora adesso mi accompagna.

Con chi iniziasti a studiare lo stile Wing Chun? Quali sono stati i tuoi Maestri nel passato? E chi è il tuo attuale Maestro?

Ho iniziato nei primi anni novanta in modo sporadico e discontinuo, dal novantadue in poi mi sono dedicato intensamente allo studio di questo stile.
Sono passato, in modo discreto, attraverso varie associazioni: la persona che ricordo più volentieri è Franco Regalzi e, anche se è molto tempo che non lo vedo più, lo considero un ottimo insegnante ed un fraterno amico.
Da circa sette/otto anni non faccio riferimento a nessun Maestro in particolare, se non agli “scritti” che un grande Maestro cinese ha lasciato in eredità ai posteri.

Come si può diventare SiFu nella tua associazione?

Assieme agli allievi più anziani, nel modo più onesto e democratico possibile, proclamiamo sifu quegli studenti che dimostrano di possedere le doti umane e tecniche che riteniamo idonee per ottenere questo riconoscimento.

Quante ore ti alleni al giorno?

Oserei dire 24 ore al giorno, ormai è diventato un “modo di vivere”

Hai mai combattuto in contesti sportivi? Quando, dove e con quali risultati?
Non mi interessano i contesti sportivi, le arti marziali cinesi non sono nate per questo scopo.

Quante ore a settimana dovrebbe praticare uno studente per progredire in maniera seria?

È un discorso molto soggettivo, dipende da troppi fattori diversi tra loro e quindi non me la sento di fare una simile quantificazione. Mi sento di dire tuttavia che il motore ed il carburante principale è la passione, senza la quale non si va molto lontano.

Cosa ne pensi degli altri SiFu e dei loro metodi di insegnamento, nelle altre associazioni e Famiglie di Wing Chun?

Posso parlare solo per quelli che ho conosciuto personalmente, ed in verità devo ammettere che nessuno mi ha entusiasmato in modo particolare, anche se da tutti, indistintamente, ho sempre trovato qualcosa da imparare.

Possiamo sapere la differenza tra il tuo Wing Chun e le altre interpretazioni?

Rispetto ad altre realtà, o meglio rispetto a quelle che ho avuto modo di conoscere girovagando in lungo e largo per l’Italia e non solo, - e quindi non posso escludere che ne esistano altre a me ignote, - siamo molto più focalizzati sull’aspetto “mentale” delle arti marziali e meno sugli esercizi fisici.

Quali sono i concetti di combattimento su cui è focalizzata la tua Scuola?

Il principale concetto di combattimento su cui ci basiamo è quello del rilassamento e della conoscenza direi quasi maniacale delle meccaniche motorie del nostro corpo; poichè corpo e mente sono indissolubili ne consegue che lo studio dei processi mentali è ugualmente importante.

Ci puoi dire qualcosa sui 'Bart Cham Dao'?

Su questo “strumento” di allenamento si potrebbe, a mio modo di vedere, parlare per intere pagine: per ovvi motivi non lo farò e mi limiterò a citare solo alcuni aspetti del loro uso, consapevole che, così facendo, ne tralascerò sicuramente altri altrettanto importanti.
Considero i doppi coltelli, assieme al wodden dummy e al lungo palo, un ottimo strumento per migliorare le tecniche a mani nude. In particolare con essi si possono efficacemente lavorare alcuni importanti principi tra i quali:
- i passi: sia per trovare il cosiddetto angolo cieco che per attaccare frontalmente l’avversario;
- le rotazioni: le quali permettono, utilizzando i pivot, di velocizzare tutti i movimenti, sia di difesa che di attacco;
- la coordinazione: migliorano la coordinazione dell’intero corpo, in particolare quella tra bacino, gomiti e polsi.

Ci puoi dire qualcosa sul ‘Luk Dim Poon Kwan'?

Vale lo stesso discorso fatto per i doppi coltelli, a differenza di quest’ultimi però tutti i movimenti vengono però eseguiti in modo molto più “corto”, seguendo i dettami della terza forma.

venerdì 5 novembre 2010

[Video] "Vechi tempi"!

Sergio Iadarola ha appena pubblicato un video che è d'uopo condividere con tutti voi! Si tratta di uno dei seminari che tenne a Napoli, nella palestra di SiFu Massimo Fiorentini, ai tempi della nascita dell'IWKA in Italia. Potete vedere SiFu Massimo, Cesario Di Domenico, Gianluca Romano, Pietro D'Alesio, Lucio Riccio, Nunzio Nastasi, Paolo Girone, Claudio Legname Caradonna, Emanuele Fracella e molti altri di cui non ricordo il nome, tutti intenti a fare domande, prendere appunti, registrare video... Un caloroso ringraziamento a Iadarola per aver condiviso quella parte di storia con la comunità marziale!

PS: ieri, 9 novembre 2010, il video è stato rimosso dall'utente che l'aveva caricato. Mi dispiace parecchio, ma posso immaginare i motivi che hanno portato a questa decisione. Si trattava di un momento storico molto importante per il Wing Chun, in Italia, però avrà sicuramente infastidito qualcuno. Peccato davvero.

PPS: oggi, 10 novembre 2010, il video è stato riproposto con 'alcune' facce oscurate...probabilmente il breve filmato aveva dato fastidio a qualcuno (pure giustamente eh!). Lo trovate di nuovo online qui.

Siu Nim Tao, la tua prima forma o...

Ospito con piacere questo intervento dell'amico Silver. Come sempre, lo ringrazio! Mi farebbe davvero piacere se venissero discussi articoli come questo, che potrebbero far nascere un sereno dibattito sulle questioni affrontate. A voi la palla...

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Siu Nim Tao, la tua prima forma o 15 minuti di noia.

La classe inizia, ognuno inizia ad eseguire la prima forma del sistema, la Siu Nim Tao. Passati 15 noiosi minuti di allenamento, tutti loro iniziano a fare esercizi di combattimento e esercizi di chi sao, più coinvolgenti. E guarda cosa succede: il bong sao non ne vuole sapere di stare al suo posto, questo è lo studente uno. Il Tan sao non può dissipare la forza di impatto del pugno che arriva e la spalla fa male, questo è lo studente due, il terzo stà sventolando il tronco in giro per la sala come una bandiera sotto l'azione di un forte vento, senza nessun effetto di adduzione delle gambe.

Tre studenti come questi possono trasformare il tuo lavoro in un incubo e mettono a serio rischio le entrate del mese prossimo! Cossicchè abbiamo un problema! Un problema comune, devo dire.

Tu lo hai affrontato in molti modi, lo so, tu hai un sacco di esperienza nell'Arte, quindi lo hai affrontato. Anche con molte spiegazioni teoriche. Sei sicuro abbastanza?

Ti devo dire che tutti i fallimenti che abbiamo avuto in passato con gli studenti che abbandonavano le scuole, erano dovuti alla mancanza dei loro fondamentali. Gli studenti conoscevno molte sezioni, e facevano parecchio chi sao ed eventualmente le forme avanzate, ma questo significa che essi non hanno mai applicato con successo i concetti della prima forma: i concetti della Siu Nim Tao. Essi non li hanno mai fatti propri nel loro sistema corpo/mente. Perchè?

Perchè anche Tu, eri annoiato in questi 15 minuti, desideroso di mostrare tutte le tue qualità di combattente con qualche vittima di turno, quindi tu non eri lì a percepire nulla di ché...dopo tutto stiamo parlando del campo del boxare, e non si era ancora incominciato a combattere, non è vero? Sì e no!

Tu come "Insegnante" sei lì per permettere alle persone di crescere e non di mostrare quanto sono forti i tuoi bicipiti, quindi iniziamo a cambiare attitudine in questi 15, noiosi, minuti.

Come possiamo, noi, cambiare questa roba da incubo in una splendida, professionale situazione in cui tutti vincono? Dando ad ognuno il suo Giusto "prossimo_passo_da_ora_in_avanti" per allenarsi e utilizzare nel miglior modo l'allenamento della sua forma.

Vedi? E' una sorta di personal training per ognuno dei Tuoi studenti, tu istruisci loro su quel che deve essere fatto (magari questo è anche un modo per migliorare ulteriormente con delle lezioni private...) e loro lo fanno! E incredibilmente semplice, eh si!

Sempre viene detto che la SNT è come un dizionario, e son d'accordo con questo. Non sono d'accordo con il lasciare tutti gli studenti a guardare/ricercare le stesse definizioni delle parole, solo perché siamo stati creati con le stesse caratteristiche!

Noi SIAMO costruiti nella stessa medesima maniera, è vero, ma noi recitiamo e manifestiamo la nostra vita da punti di accesso veramenti unici. Negare questi punti di accesso vuol dire andare nei guai. Noi siamo su differenti piani di realtà di allenamento.

Quindi facciamo a noi stessi una domanda: Cosa ha da insegnare la SNT?  

Bene,ci sono molti elementi:

#allenamento isometrico/VS pratica qi gong_ la chiave è l'attivazione dell' SNC

#muscoli antagonisti_dare stabilità alla articolazioni_ niente stabilità equivale a nessun trasferimento della potenza

#il terzo set e la strozzatura dell'afflusso di sangue_ aumenta la situazione della forza nella struttura deprivando di ossigeno i tessuti

#compressione (zipping) dei muscoli_ come Pavel Tsatsouline predica

#movimenti lenti/movimenti veloci

#come ci può essere fa-jing se non c'è peng

#respiro di potenza e pressione dell'aria _qi e emissione di potenza (fa-jing)

#pre-tensionamento dei muscoli

#principio dell'irraggiamento

#attivazione post-tetanica dei muscoli

#sincronizzazione delgi impulsi verso il massimo carico di resistenza

#connessione di tutto il corpo come singola unità

#spostamento delle forze lungo i meridiani tendomuscolari

..Può darsi che ce ne siano anche di più di questi, ma ciò significa che:

Lo studente li conosce in toto? No, Non significa questo.

Tu, che sei "Insegnante" dovresti conoscerli! Pensi che sia solo fantasia? Pensaci un'altra volta!



Come questi elementi possono essere allenati?
Facendo un passo alla volta. Fino a produrre cambiamenti reali.

Siu Nim Tao è il primissimo esercizio, viene insegnato ai principianti: è così semplice da essere guardato e nonostante ciò è un gioiello così vasto e incredibilmente profondo da guadagnare per se stessi. Questo è il giusto pensiero.

Questo è il SIU NIM, il pensare al minimo; piccola semplice forma di pensiero che non arriva mai...noi siamo così complicati! Costruiti sul nostro ego, che una così facile forma di pensiero richiede una grossa quantità di sforzo... giusto per dire...

Filosofia a parte, torniamo a noi e visto che la SNT, o qualsiasi forma è un processo, non si può dire quale versione di essa puoi usare o se un allenamento è giusto o sbagliato. Dipende da Te.

E' in relazione alla tua esatta coordinazione tra i tuoi movimenti fisici, dipende da quanto puoi controllare la forza, dipende da come puoi giocere con il tuo respiro, e infine tutto deve fare i conti con la tua volontà mentale/spirituale.

Tutto questo e magari molto altro viene agganciato ogni volta che noi eseguiamo una ripetizione della forma!

In questi ultimi anni qualche strato di questi elementi è stato scoperto e messo in qualche modo assieme, a volte creando buoni risultati, a volte pessimi risultati, portando solo ad una ridicola immagine dell'Arte!

Come (il Knowledgism) dice, c'è la legge del paradigma che regola tutti questi aspetti dell'allenamento, che non possono essere monopolizzati per chiunque, ma ogni praticante deve essere allenato per il gradino nel quale lui è in quel momento di tempo, non di più e non di meno.

Questo a sua volta porta ad essere consapevole, dal punto di vista dell'Insegnante, dell' esistenza di questi problemi, e sviluppare la miglior soluzione possibile per ogni studente.

Questo Ti richiede di allenarti capendo, esperimentare questa comprensione abbastanza, e metterla nella tua cartella "risoluzione dei problemi" per poter "prendere con le molle" qualsiasi minuscolo errore chiunque possa commettere!

Ebbene sei pronto a focalizzare queste cose, la prossima volta che fai la tua Prima Forma?

Silver

giovedì 4 novembre 2010

鏟手 - Chaan Sau

Uno dei movimenti che troviamo nella forma Biu Tze (o Ji) del Wing Chun Kuen, che viene utilizzato quasi esclusivamente nel contesto del Chi Sau, ma che ha un'efficacia disarmante è il  鏟手, il Chaan Sau. Si tratta della cosiddetta "mano a vanga". In alcune Scuole lo troviamo anche nella quinta sezione della Siu Nim Tau, come movimento finale, al posto della palmata alta. Le dita sono perpendicolari al polso e la mano arriva al bersaglio con un angolo di circa 45 gradi rispetto al braccio. Generalmente Chaan Sau è usato per colpire al collo e alla gola. Per essere efficace, va assolutamente allenato ai colpitori ed al pupazzo di legno. Vediamo un istante gli ideogrammi.

鏟  [chǎn] è la 'vanga'. Ha una forma semplificata, 铲, che troviamo utilizzata nella letteratura contadina. In cantonese è /Chaan/, anche se l'abbiamo sempre visto scritto 'Chang'. Gli ideogrammi componenti sono 钅(o 金) [jīn], il 'metallo', e 产 (o 產/産) [chǎn], 'produrre', utilizzato per il uso fonema. 手 lo conosciamo bene, è la 'mano'.

Chaan Sau è usato anche quando il polso viene afferrato e bloccato dall'avversario, per minare la presa, intervenendo nei punti 'deboli' della mano. Solitamente è abbinato all'uso di  Taan Sau o di Lau Sau, per colpire di nuovo il centro. Può essere utilizzato per colpire le costole fluttuanti, milza o fegato, ma è chiaramente più utilizzato per attaccare la gola, come già detto.

mercoledì 3 novembre 2010

Grazieee!!!

Voglio ringraziare con tutto il cuore i miei Allievi, che mi stanno dando grosse soddisfazioni! Come sempre, non parlo di nessuno in particolare, perché tutti stanno dando il massimo, mostrando grinta e voglia di praticare!

Ringrazio gli Amici, Fratelli e Visitatori che hanno risposto all'appello di donazione, con punte di 50 euro (grande *****!), per poter permettere a questo blog di evolvere e diventare una Wingchunpedia in italiano!





In terzo luogo, ma non in ordine di importanza, ringrazio gli attuali 853 fan del blog su Facebook, i 48 sostenitori di Google Friend Connect e tutti i visitatori che ogni giorno passano da queste parti!


Solo grazie a tutti voi il blog è potuto arrivare in così poco tempo alla notevole cifra di 40230 visite uniche!

Vi ringrazio con tutto il cuore!



PS: posto un video, dedicato a tutti quelli che tentano quotidianamente di farmi perdere la pazienza, non riuscendoci

[Video] I pugni a catena del GM William Cheung

Vi invito a guardare un filmato molto raro, caricato su YouTube, in cui si può vedere il Grandmaster William Cheung, mentre esegue dei veloci pugni a catena. Da notare la catena cinetica attraverso la quale si caricano i pugni, nonché l'elasticità corporea durante l'esecuzione a vuoto.