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lunedì 28 febbraio 2011

Crescere con la psicologia del confronto

La psicologia del confronto è un settore della psicologia che studia i parametri psicofisici che, in ogni individuo, condizionano l'esperienza di "confronto" dal verbale al fisico. Da tempo questo ramo di studi ha riconosciuto l'ampio valore formativo di tutte quelle Arti Marziali che contemplano, nel loro piano di formazione, lo scambio dinamico di tecniche, sino alle occasioni di sparring. Tali esperienze, attuate in un ambiente controllato come quello di una palestra, saranno propedeutiche all'esperienza di "confronto nella vita". 

Infatti, è noto a coloro i quali si cimentano nelle varie forme di combattimento, quando l'avversario non ti dà tregua o un forte colpo ti spezza sia la forza fisica sia quella psichica, ci si trova in un confronto chiaro e diretto con se stessi, a faccia a faccia con le proprie paure e i propri limiti. Dopo ogni combattimento la realtà improvvisamente cambia aspetto, ogni cosa della vita si ridimensiona e tutto diventa più gestibile. 

Confrontarsi in palestra con un avversario e fare esperienza di ricevere un colpo ben assestato sul viso o al fegato scoprendo d'essere capace di non soccombere sotto il colpo, ma poterlo gestire ed addirittura utilizzarlo per reagire, fa sì che i problemi che prima apparivano insormontabili ed invadenti acquistino improvvisamente un nuovo aspetto più gestibile e meno distruttivo.

Ma come mai avviene ciò, secondo quale equazione psicofisica? In quest'occasione voglio approfondire due punti importanti nelle esperienze di confronto in palestra, che ritengo siano decisivi per ottenere i risultati di crescita sia nelle prestazioni fisiche sia psicologiche dell'atleta. In ogni disciplina marziale è contemplata una o più posizioni di guardia che hanno un duplice valore fisico e psichico. Solitamente la posizione di guardia ha il fine di porre l'atleta in condizioni tali da potersi difendere da qualunque tipo d'attacco, riuscendo, contemporaneamente, ad offendere.

Psicologicamente la posizione di guardia ha il fine di radicare l'atleta al terreno, agevolando lo scarico delle tensioni in eccesso e promuovendo un'adeguata concentrazione su se stesso. Studiando approfonditamente le caratteristiche psicofisiche delle posizioni di guardia è emerso però un limite, spesso espresso dalle stesse parole degli atleti: "...in questa posizione mi sento radicato, ma forse per portare i colpi mi sento come se fossi legato al terreno, come se la posizione di guardia mi limitasse nella possibilità di un'espressione dinamica dell'azione". 

Il passaggio risolutivo per far fronte a tale empasse degli atleti è stato l'introduzione dello spostamento in avanti che accompagna ogni colpo. Fisicamente lo spostamento in avanti si ottiene avanzando con un passo nella stessa direzione della tecnica (o in altre, a 45°, per esempio) e più o meno contemporaneo al nascere dell'azione stessa ("mano tira piede"). La combinazione del passo associato alla tecnica consente di convogliare ed utilizzare la forza prodotta dal peso del corpo in movimento, arrecando cosi al colpo maggiore spinta e potenza di sfondamento. 

Psicologicamente lo spostamento in avanti sul colpo pone l'atleta nella condizione di potersi esprimere sentendo tutta la propria assertività, cioè agendo in modo chiaro e diretto, quindi soddisfacente per se stesso ed incisivo verso l'avversario. Emotivamente esprimersi in modo assertivo, può far giungere la paura spesso inconsapevole di sfondare il proprio confine ed invadere quello dell'altro rimanendone vittima. Superando tale paura con un mirato addestramento, lo spostamento in avanti sui colpi fornisce al praticante un forte senso di soddisfazione legato alla scoperta di "poter osare". 

Molte persone sono bloccate all'idea di "osar avanzare" oltre i confini che sono loro familiari, fare tal esperienza ed ottenere risultati gratificanti, crea nell praticante un substrato di sicurezza in se stesso che poi porterà con sé in ogni esperienza di confronto sia nella vita sia in palestra. Nella mia limitata esperienza di vita ho più volte constatato il grosso senso di frustrazione accompagnato da una rabbia inespressa che provano le persone quando sono colpite dalle frustrazioni della vita quotidiana e non hanno avuto la capacità di reagire adeguatamente ad esse. 

In questi casi il colpo ricevuto sia esso fisico o psicologico diventa insopportabile e molto doloroso, rispetto allo stesso colpo portato con la stessa potenza, ma sapientemente gestito e immediatamente seguito da un'azione di contrattacco. L'individuo, infatti, che scopre di saper utilizare le proprie potenzialità per fronteggiare attivamente i colpi della vita e la possibilità di imparare a reagire in modo produttivo per se stessi, promuove una nuova consapevolezza di se stesso più sicura e gratificante. 

Nelle esperienze di confronto in palestra avviene la stessa cosa che avviene nelle sedute di psicoterapia, si impara a non soccombere sotto i colpi ricevuti ed a reagire alla loro violenza con altrettanta assertività nella risposta. Questo allenamento, come quello della psicoterapia, consente all'individuo-praticante di migliorare la stima per se stesso e soffrire meno per i colpi ricevuti

I due fattori, spostamento in avanti sul colpo e reazione attiva di contrattacco, sono ovviamente collegati tra loro. La loro combinazione armonica crea sia fisicamente sia psicologicamente un risultato vincente e gratificante per l'atleta, che attraverso il "semplice" lavoro di confronto in palestra acquista sicurezza in se stesso, da riutilizzare poi in ogni occasione di vita. Quanto detto però, per essere conseguito nel migliore dei modi, necessita di sempre di un Maestro che sia responsabile del proprio ruolo e sappia riconoscere le qualità sia fisiche sia psicologiche dell'atleta che ha davanti per agevolarne l'integrazione in maniera armonica. Qui sta la difficoltà di molti nel trovare serenità nella pratica...

sabato 6 febbraio 2010

[Allenamenti 06/02/2010]

Ancora una volta, sabato di allenamento intensivo al Tempio di Olimpia. Ennesimo buon lavoro, di quelli che ci piacciono di più: intensità, divertimento e serietà. Bene così, ragazzi!

- Riscaldamento
- Siu Nim Tau
- Chum Kiu
- Poon Sau
- Chi Sau libero e fluido
- Calci senza contatto (blocchi, calci, etc.)
- Calci da contatto (con Chi Gerk)
- Clinch e lavoro di lotta corpo a corpo
- Difesa da pugni pugilistici
- Sparring libero

lunedì 4 gennaio 2010

2010, ringraziamenti e sviluppo dei progetti

Cari lettori,
ancora non avevo avuto un momento per augurarvi un buon 2010, quindi lo faccio ora! Tantissimi cari auguri a tutti quanti! La cosa che posso sperare per tutti noi è che sia un anno di lavoro intenso su noi stessi, sulle nostre capacità ed abilità, ma anche sulla parte più interna e feconda di noi, il nostro spirito. Ne abbiamo davvero bisogno in quest'epoca!

Come secondo punto vorrei ringraziare tutti i miei assidui lettori, i pochi (ma buoni) sostenitori, tutti gli amici che commentano i miei scritti, tutti gli Allievi che utilizzano il blog come strumento didattico, tutti i SiFu che sono passati da qui per donarci la loro saggezza e pure i naviganti di internet che ci sono arrivati per caso... Insomma, il blog, grazie a tutti voi, ha superato le novemila (9000) visite totali*!

Per quanto riguarda i ringraziamenti, ripeto quell'o dell'altro giorno per il Fratello di Weng Chun, Alessio Paone, con il quale abbiamo svolto un ottimo allenamento di Chi Sau e di Kiu Sau, stamattina, passando anche per una breve analisi tecnica delle somiglianze tra le forme dei due sistemi apparentati... Spero proprio di fare un po' di viaggi anche in Germania per trovare te, caro Alessio, ed i tuoi Insegnanti. Un abbraccio e a presto!

Non rimane che fare due chiacchiere sui progetti per l'anno in corso. Anzitutto parliamo dello sviluppo dell'IDPA. La Famiglia si sta pian piano allargando e probabilmente avremo bisogno di almeno un'altra palestra per diffondere le Arti praticate all'interno. Se qualcuno fosse a conoscenza di qualche palestra di Roma Sud interessata, farebbe bene a contattarmi... ;-)

Nel Tempio di Olimpia da questo mese partiremo con i sabato di approfondimento tematico. Oltre al corso da 6 ore settimanali, quindi, avremo altre 3 ore per allenare di volta in volta concetti, teorie e applicazioni. Sto pensando di aprire anche un quarto giorno di allenamento, per portare il monte ore di base a 8. Anche qui, se qualcuno volesse approfittarne, si faccia avanti.

Il progetto del blog IDPA è partito. Va ancora un po' a rilento, ma spero proprio che l'anno nuovo porti altrettanto nuove collaborazioni. In questo senso, vi ricordo che la porta è aperta per qualsiasi disciplina e per qualsiasi Famiglia voglia intervenire! Di questo blog nemmeno ne parlo, visto che, se state leggendo, significa che siete interessati a seguirne lo sviluppo. Ovviamente anche qui la pubblicazione è libera e garantita, quindi non aspettate, intervenite!

Si era parlato di mettere in piedi una rivista, tempo fa. Mancano i fondi, cari amici, ma l'idea rimane in campo. Ho trovato anche diverse persone disponibili in questo senso, ma ancora non si può partire, perché senza il vil denaro, non si va da alcuna parte. Sarebbe bello avere uno spazio nostro nell'editoria, per tornare a parlare e a far parlare del Wing Chun in positivo, in Italia, ma la strada è lunga e dobbiamo scontare anni di marketing auto-distruttivo.

A Febbraio ospiteremo di nuovo a Roma SiFu Massimo Fiorentini, per un nuovo stage targato IDPA, su un argomento scelto dai partecipanti. Se qualcuno volesse scrivermi in proposito, ci potremmo ragionare assieme. Sicuramente stavolta tratteremo il Chi Sau, il Poon Sau e le differenze con Lat Sau, il Kiu Sau e via discorrendo. Sarà bene partecipare. Stavolta ricordo a tutti che ci sarà bisogno di iscriversi prima all'IDPA, per l'assicurazione dagli infortuni, indispensabile per i partecipanti.

L'anno è lungo e di strada da fare ne abbiamo ancora tanta. Non rimane che salutare tutti i miei Allievi, gli amici, i lettori e i miei Maestri, SiFu Massimo in primis, ovviamente! Buon 2010 a tutti, all'insegna del Kung Fu!



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domenica 22 novembre 2009

L'utilità dello sparring leggero

Oggi voglio proporvi un video dei Fratelli di del Butcher's Lab Weng Chun di Copenhagen. Penso che sia un buon modo per far vedere cosa siamo soliti fare durante i nostri allenamenti intensivi. Questo tipo di sparring leggero è utile per avere un approccio all'Arte Marziale che non sia solo tecnico e stilisticamente perfetto, ma anche realistico.

Attraverso una pratica costante e sempre più impegnativa, noi possiamo migliorare e capire cosa significhi realmente affrontare un combattimento. I pugni si danno e si prendono, così come i calci, ma anche questo è utile ai fini della nostra crescita marziale e umana. Solo lo scontro ti fa scorrere l'adrenalina nel sangue. Non lasciamo che queste metodiche di allenamento siano lontane dalla nostra pratica quotidiana, Fratelli!




Qui, invece, vi propongo un allenamento dei Fratelli, in preparazione di una gara, di un combattimento. Guardate bene l'allenamento e fatevi ispirare per la vostra pratica quotidiana. Potenza, agilità, resistenza: elementi importantissimi per un combattimento!





Lo sparring controllato dall'insegnante o, comunque, da un esperto, viene praticato nelle varie realtà marziali occidentali legate agli sport da combattimento e ben poco in quelle connesse al Gong Fu. Eppure la pratica è utile e costruttiva. La mia è una di quelle realtà marziali che  fa praticare lo sparring ai propri Allievi, anche poco dopo l'iscrizione.

Se si promette l'efficacia  non ci si può esimere dallo studio e dall'applicazione dello sparring, anche se leggero. Il Gong Fu deve contribuire a far crescere l’individuo non solamente dal punto di vista del combattimento, ma anche da questo.  Se desiderate praticare qualcosa di esclusivamente 'tradizionale', evitate questa Scuola, perché vi si propone subito un approccio al combattimento e una basilare preparazione atletica.

mercoledì 15 luglio 2009

La differenza la fa il sudore

Con questo post direi di iniziare a diminuire la quantità delle pubblicazioni, perché mi pare uno spreco scrivere tutti i giorni anche d'estate, quando i lettori diminuiscono... Cercherò, comunque, di tenere alta la qualità, come spero di aver fatto finora.

Ieri ho lavorato duramente con due miei amici ed allievi, sia sul Dan Chi Sao, che sul combattimento libero. Dopo una prima fase di lavoro duro, muscolare, per riscaldamento, abbiamo iniziato a praticare in maniera più fluida, più lenta e più tecnica.

Nonostante questo, dopo tre ore di lavoro intenso, le magliette sudate non si contavano, così come le bottiglie d'acqua bevute... Un vero piacere, cari amici! In questo modo, al contrario di tante altre comunità marziali del mondo del Wing Chun, noi continuiamo a credere che la differenza tra un artista marziale ed un semplice praticante amatoriale la faccia il sudore.

Sì, cari amici, il sudore è il valore aggiunto di ogni gruppo di studio che voglia raggiungere un qualche obiettivo all'interno di un'Arte Marziale. Stante il fatto che l'allenamento sull'affinamento tecnico e su altri importantissimi argomenti non deve essere lasciato da parte, io sono uno di quelli che ritiene lo sparring e l'allenamento intensivo come basi per la crescita costante degli allievi.

Visto che questo blog deve fungere anche da raccordo della nostra piccola comunità di arti marziali, vi scrivo di seguito i prossimi appuntamenti...

Oggi: 17:00-20:30 a Ciampino
Domani: 16:00-20:00 a Ciampino
Venerdì: 17:00-18:30 al Parco e poi 19:30-21:30 al Tempio di Olimpia
Sabato: 10:00-13:00 al Parco
Domenica: 10-13:00 al Parco
Lunedì: 17:00-18:30 al Parco e poi 19:30-21:30 al Tempio di Olimpia
Martedì: 17:00-20:00 a Ciampino

Ovviamente l'invito, come sempre, è esteso a tutti quelli che hanno voglia di allenarsi in serenità ed amicizia, ma con serietà e determinazione. Non si facciano sentire perditempo e filosofi dell'ultima ora... Per sapere con precisione dove ci vediamo, contattatemi su Facebook o via email, tanto trovate tutto qui al lato sinistro del blog.

PS: il corso al Tempio di Olimpia termina il 31 luglio. Riprenderà il 2 o il 4 settembre, potenziato, con 6 ore settimanali di base, lunedì, mercoledì e venerdì, 19:30-21:30.