Yip Man utilizzò uno dei principi cardine della linea che siamo soliti chiamare Weng Chun, Poon Kiu ("piegare il ponte"), specializzandosi in questo tipo di lavoro. Lo circoscrisse nell'altezza media del corpo (che chiamiamo Man, uomo, nella tripartizione 'cielo, uomo, terra'). Diede così vita all'esercizio che ci ritroviamo a praticare tutte le sere in palestra. Non è un caso, infatti, che i Maestri delle varie famiglie di Weng Chun, intervistati, rispondano in modo diverso a seconda dei contatti con la linea Yip Man...il "Poon Sau c'è", il "Poon Sau non c'è"...dipende dai casi...

Si Jo Leung Ting, poi, essendosi trovato di fronte a gruppi sempre più numerosi di studenti, pensò di partire dal Poon Sau per farli allenare, per poi passare ai movimenti codificati, che gli avrebbero consentito di non scordarsi di insegnare qualche cosa ai suoi Allievi. Ed ecco la nascita delle sezioni di Chi Sau...
La cosa più importante da capire quando si esegue il Poon Sau è che la gestione del corpo è la conditio sine qua non per poter proseguire con l'utilizzo dei passi, per sviluppare azioni offensive e difensive, a contatto. Ecco, allora, che si rende necessario comprendere l'uso e la gestione dei passi, i quali, se allenati con qualità ed in quantità, permettono un uso più razionale delle braccia, con minore dispendio di energia.
Il fatto che il concetto di Poon Kiu venga dopo Da Kiu mi pare uno dei dati su cui necessita porre l'accento. Se esiste un contatto tra le nostre braccia e quelle dell'avversario è solo perché abbiamo tentato di colpirci e, di conseguenza, ci siamo 'appiccicati'. Non dobbiamo perdere di vista questo fatto che è preliminare, ma indispensabile per eseguire l'esercizio. Se lo perdiamo di vista, finiamo per ruotare le braccia a vuoto, senza senso. Ogni azione di 'rolling' nasce dall'esigenza di trovare un varco per tornare a colpire (Da Kiu): non scordiamolo.
Siccome si tratta di un esercizio, è chiaro che la situazione è falsata in partenza, perché si tratta di rimanere di fronte all'avversario, cosa che non faremmo mai in una situazione reale, dove abbiamo l'obbligo di prendere l'angolo cieco. Eppure il lavoro è fondamentale, perché ci aiuta a creare quella pressione in avanti così utile durante le fasi concitate dello scontro, per istintivizzare dei movimenti offensivi e difensivi.Non sottovalutiamo neanche il fatto che But/Tiu sia la coppia che precede Da/Poon. Ciò ci dovrebbe far comprendere che in ogni azione dobbiamo privilegiare un ponte esterno o interno. Su questo, però, dovremo tornarci, perché costituisce la base per comprendere appieno le azioni che si generano dalle aperture delle sezioni di Chi Sau.


