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domenica 31 gennaio 2010

Professionisti o venditori di fumo?

Target? Marketing? Business Plan?! Di che cosa stiamo parlando?! Ma non era un blog dedicato alle Arti Marziali?! Già, cari amici, qui sta il problema! Io vorrei parlare sempre e solo di Kung Fu, del Wing Chun, eppure certi giorni non posso fare a meno di commentare l'attuale situazione in cui versa il nostro ambiente, non solo in Italia, purtroppo...

Partiamo da un dato di fatto: se nessuno entra nel tuo Kwoon, non puoi essere un Insegnante. Su questo non ci piove. Cosa facciamo noi, allora? Chiunque si ponga l'obiettivo di diventare un professionista nel campo ha l'obbligo di pubblicizzarsi ed anche su questo non ci piove. Ora, però, bisogna analizzare bene il modo in cui uno crea la pubblicità, cosa vi mette dentro e, soprattutto, quanto del proprio tempo dedichi a questa attività.

Il dramma, a parer mio, inizia quando si inizia a vendere alla massa un sistema completamente inutile, incentrato solo su movimenti privi di senso, privo di concetti e principi. Quando si parla di marketing, facendo riferimento ai proprio Allievi o al mercato dei possibili acquirenti, l'Arte Marziale si trasforma in un business. Io non sono tra quelli che critica il professionismo e, di conseguenza, il lavorare come Insegnante, ci mancherebbe altro! Io critico la trasformazione dell'Arte in un sistema di riproduzione di tipo capitalistico, dove il prodotto diventa sempre più scadente, man mano che l'azienda (la Scuola) si allarga (con più Allievi).

Quando si cerca di far entrare nelle palestre solo la 'gente normale' ovvero tutte le persone che non hanno mai tirato un pugno nella vita, impaurite, bisognose di sicurezza, allora bisogna iniziare a preoccuparsi, perché c'è del marcio. Io non penso che ci sia spazio solo per atleti di Mixed Martial Arts o per professionisti, ma credo giusto non vendere fumo. Quando si fa pubblicità del proprio corso promettendo l'acquisizione della capacità di difendersi da uno o più aggressori, per di più armati, allenandosi per 3 ore complessive settimanali, secondo me si sta vendendo fumo, se non peggio...

Mi è capitato di leggere su internet di un Insegnante (?) col diplomino, uno di quelli del Signor G, per intenderci, che ha un corso di...un'ora a settimana! Come?! Un'ora?! Pensate che quando iniziai ad insegnare, ad Albano Laziale, mi chiesero di fare un corso monosettimanale. Facevo 2 ore e mezza di lezione, tra teoria e forme. Però poi chiesi alle persone che frequentavano di aumentare il monte ore, dividendolo in più giorni. Niente. Decisi di chiudere il corso, perché con un giorno a settimana, cari amici, si impara ben poco! Peccato, poi, che qualcuno ebbe la brillante idea di rilevare il corso per fare un'ora e mezza di lezione a settimana...contenti i partecipanti, contenti tutti, direbbero i più. Invece no. In questo modo si autorizza la comunità marziale a prenderci per i fondelli, a ragione, perché è improponibile dare vita a corsi di questo genere!

Quando si creano delle organizzazioni, bisogna chiarire sin da subito quali siano gli obiettivi. Alcuni, però, ci intrigano con l'idea della crescita marziale, con il mito dell'assenza di forza e della possibilità di difenderci per strada dalle aggressioni, per poi immetterci in un sistema completamente inutile ai fini della nostra crescita, fruibile solo dal 'capo', che riesce a maturare crediti, senza far niente di particolare. 

Questo non è un caso isolato. Potete guardare centinaia di video che circolano su internet, tutti uguali nelle loro minime diversità di nome (la storpiatura del nome Wing Chun ormai è arrivata al capolinea!). Il SiFu di turno mena, gli Allievi le prendono. I colpi tirati dai partner delle dimostrazioni vanno a due all'ora, il SiFu di turno va a cento all'ora, tirando colpi a catena. Non parliamo, poi, di quei video che ci mostrano le Scuole!!! Orribili!

A parte poche eccezioni, avete mai visto delle Scuole in cui gli Allievi sudano? Avete notato i programmi svolti? Uno tenderebbe a pensare che, stando per mettere un video in rete, dovrebbe far vedere il meglio della propria Scuola, no? Probabilmente no, perché è tutto un fiorire di video di Chi Sau (che pare essere il 90% del sistema), di un Lat Sau mal compreso (solo Pak Sau e Chung Kuen, seguiti dai famigerati Lin Wan Chung Kuen!) e, udite udite, spesso e volentieri del mitizzato anti-grappling, un programma studiato contro chi dovrebbe saper tirarti giù, portandoti a terra, nella sua distanza preferita. Peccato, però, che chi simula il Grappler non conosca assolutamente niente di questa disciplina...auguri!

C'è un limite a tutto, cari amici. Probabilmente i corsi dovrebbero essere sempre divisi tra amatoriali e professionali, ma è certo che le persone non vanno illuse e raggirate! Con le sezioni di Chi Sau, con le forme e con gli esercizi coordinati con avversari collaborativi (scusate l'ossimoro) non si può pretendere di sapersi difendere. Sono programmi utili alla comprensione della tecnica, ma completamente inutili se non si mettono in pratica in contesti non collaborativi. Ecco allora che la maggior parte delle pubblicità su internet andrebbe censurata, come vero e proprio raggiro ai danni dei non esperti. 
La cosiddetta 'difesa personale' è un concentrato di controllo dell'adrenalina, analisi delle situazioni reali, determinazione, preparazione tecnica e forte motivazione che venderla in 30 ore di corso sarebbe quantomeno inutile, se non sciocco. Oltretutto sarebbe interessante capire fino a che punto una casalinga potrebbe reagire ad un'aggressione (per di più armata) di un malvivente che non abbia nulla da perdere. Io penso che in una situazione reale solo il 5% delle Allieve più esperte potrebbe cavarsela mettendo KO l'aggressore. Sarò pessimista? Eppure vedendo certe immagini pubblicitarie sul web mi vien da pensare che con il fumo che viene venduto si metta a rischio la vita delle persone, perché, sicure delle proprie 30 ore di studio, potrebbero davvero ritrovarsi nei guai cercando di sottrarsi ad una rapina...

Qual è il mio target? Semplice: diffondere un'Arte Marziale in modo serio e professionale, non regalando cinture e livelli, trasmettendo lo spirito del Kung Fu, che è il lavoro duro per migliorare se stessi. Non fidatevi delle parole. Fidatevi solo delle vostre esperienze! Sapete quale può essere un metodo per capire cosa vi sta per vendere il signore che vi trovate di fronte? Guardate gli Allievi!

giovedì 8 ottobre 2009

La famiglia del Wing Chun sta morendo?

Come sapete, da qualche mese sto analizzando la grande famiglia del Wing Chun, con alcuni passaggi teorici sul sistema e con alcune puntate sulla mia storia personale rapportata alla storia della famiglia italiana di quest'Arte Marziale. Sto osservando l'evoluzione della comunità del Wing Chun da molti anni e devo dire che si rimane scioccati nel seguire tutti i cambiamenti e le divergenze all'interno di questa comunità.

Partiamo dal presupposto che inizio a mettere seriamente in discussione il fatto che vi sia una vera e propria comunità marziale riferita al Wing Chun. Non parlo neanche lontanamente del concetto di famiglia, perché ormai sta sparendo anche dall'immaginario collettivo dei giovani praticanti. Anni addietro pensavo che, come in altre cose, fossero i vertici ad essere malati e sognavo una comunità di giovani artisti marziali mossi da una comune passione. Oggi mi devo ricredere.

Seguendo i dibattiti in seno ai gruppi di praticanti di Wing Chun, mi sono reso conto che lo scambio di conoscenze, l'allenamento tra ragazzi ed il rapporto extra-Kwoon sono ormai appannaggio di pochissime mosche bianche all'interno di questo piccolo mondo, totalmente integrato nelle dinamiche capitalistiche del mercato, dove si sente solo parlare di merce di scambio, di valore e di...euro. Certe volte mi pare di entrare nel supermercato, dove trovi un oggetto il cui nome generico è SiFu e dove tu paghi per avere quello che ti piace di più.

Mi pare di capire che si stanno perdendo tutti i valori tradizionali, il rispetto, la devozione e la disciplina, che prima erano i cardini del rapporto umano e marziale, alla base del quale si formavano veri e propri legami tra SiFu e ToDai. Oggi come oggi, mi pare di capire che si tratti unicamente di questioni economiche, di chi ha più disponibilità di denaro e di chi si sa vendere meglio. La commercializzazione dei titoli era una brutta pratica di un'associazione egemone anni addietro, ma oggi siamo passati alla scelta del Maestro su base economica, così come i Maestri sono diventati, molto spesso, dei venditori di tecniche, privi di qualsivoglia legame di altra natura con i propri Allievi.

Inizio a constatare anche una mentalità settaria anche da parte dei praticanti. Sebbene anche prima ci fossero delle ritrosie ad allenarsi con persone esterne al proprio Kwoon, oggi diventa quasi una sfida il chiedere di potersi allenare assieme, un sacrilegio. Non parliamo, poi, della fretta dei praticanti nel voler diventare istruttori. Tutti vanno di corsa, non guardano più i particolari, si sbrigano ad eseguire le forme, si comprano i dvd per accelerare il loro corso di studi. Da qui nasce l'esigenza impellente di fare lezioni private, con tutta una spesa dietro finalizzata solo a prendere gradi, correre in avanti e raggiungere l'agognato obbiettivo del "primo tecnico", come se quello fosse il punto d'arrivo di non si sa bene cosa.

Quaranta anni fa, per imparare Wing Chun si doveva faticare molto, perché era un sistema molto complicato agli occhi dei pionieri, oltre ad avere la difficoltà intrinseca della mancanza di buoni insegnanti disponibili e di materiali didattici di supporto. Venti anni fa tutti potevano accedere e prendere lezioni in una qualsiasi Scuola locale di Wing Chun, perché l'Arte Marziale stava già diventando una specie di McDonald's, con le filiali, le licenze per l'utilizzo del marchio, etc.

Eppure, fino a venti anni fa, l'Arte Marziale poteva ancora essere salvata, perché gran parte del sistema era tenuta ben segreta all'interno della Scuola. I praticanti, in quel momento, sono stati spennati, senza ricevere una particolare formazione. Il denaro veniva speso in pratica per imparare poche tecniche semplici, estrapolate da alcuni movimenti delle "sezioni avanzate" o delle "forme avanzate", ma nessu principio, nessun concetto di base veniva fatto uscire dalla Scuola.

Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un rallentamento della popolarità delle Arti Marziali asiatiche, compreso il Wing Chun. In questi anni ognuno di noi ha imparato un bel po' di cose pagando ingenti somme di denaro per ottenere tali conoscenze, oltre ad impiegare molto del nostro tempo. Siamo riusciti a farci dare in dotazione tutto il sistema del Wing Chun, Siu Nim Tau, Chum Kiu, Biu Jee, il Manichino di legno, anche le forme con le armi e la loro applicazione.

Qualche anno fa, però, c'è stata una vera e propria rivoluzione copernicana, che ha investito anche il Wing Chun. A causa della diffusione di internet, film e video dalla sempre maggior popolarità hanno cominciato a diffondere la conoscenza attraverso i media. Videocassette, DVD, streaming, etc, sempre più strumenti di supporto sono stati dati in pasto al mercato, costruendo nei praticanti la falsa idea di poter apprendere tramite questi stessi strumenti, in sostituzione del SiFu. Siamo arrivati così, secondo me, al punto di non ritorno.

Tanti hanno tentato di diventare famosi, avendo un seguito sempre più grande di persone dietro di loro. Così sono stati venduti i segreti del sistema, delle volte elargiti gratuitamente come si fa con la droga...ti danno la prima dose gratis, poi ti abitui e sei costretto a comprarla...

YouTube ha generato mostri, con la continua nascita di canali privati, in cui la condivisione del sapere è diventata, in realtà, la dimostrazione delle proprie capacità. I video online hanno illuso molti di poter imparare i cardini del sistema e, in effetti, hanno generato tutta una serie di imbarazzanti dibattiti su quale tipo di esecuzione fosse la migliore.

Invece di essere uno strumento di condivisione, il video caricato in rete è diventato una spettacolarizzazione delle proprie capacità marziali, lasciando miseramente da parte tutto il portato dell'Arte Marziale legato alla tradizione ed alla trasmissimone diretta da SiFu a ToDai.

In questo momento chiunque potrebbe imparare le forme del Wing Chun collegandosi su internet. Sicuramente potrebbe apprenderne solo i movimenti esterni, ma tutte le caratteristiche dello stile sono ormai di dominio pubblico. Tutte le forme del Wing Chun sono disponibili online ed esposte in dettaglio, in alcuni casi. Si è allargata quindi la conoscenza o si è soltanto diluita? Qui sta il punto.

A fronte dello scambio della conoscenza, si è prodotta una vera e propria pornografia dell'Arte Marziale, che ci ha portati a commentare ogni singolo movimento mostrato su un video, giudicando e parlando al vento su qualsiasi errore tecnico. Ci siamo sentiti tutti in grado di giudicare un Maestro o un altro, solo per averlo visto su un video, perdendo di vista il cuore dello stile, il suo centro nevralgico e vitale. Abbiamo perso la capacità e la volontà di allenarci, illusi di poter apprendere teorie e tecniche dagli strumenti multimediali.

Come ho già scritto, io non sono contro lo strumento multimediale, però penso che sia solo un elemento secondario della pratica. Senza un duro allenamento, senza un SiFu che ti guidi, lo strumento diviene solo pornografia, con le classiche visuali close up su singoli movimenti. Si è perso lo stimolo del duro lavoro per raggiungere qualità particolari. Si è perso il Gong Fu (Kung Fu, per tutti).

I praticnati hanno posto fine ai duri allenamenti ed hanno pensato di poter ottenere la loro formazione attreverso semplici seminari intensivi o con qualche ora privata. Decine di istruttori hanno pensato di poter migliorare imparando da YouTube o dai DVD. A mio parere questa è una tragedia e significa che non ci sono più studenti interessati ad acquisire conoscenze in questa Arte tramite il duro lavoro, il sudore e la fatica.

Rispetto profondamente lo Shaolin Weng Chun e tutta la genealogia. Questo sistema, affascinante quanto antico, è stato tenuto segreto per tutti questi anni. Siamo fortunati ad avere un metodo che, grazie a poche circostanze fortunate, è stato preservato fino ai giorni nostri. L'Arte potrebbe scomparire dalla storia se le famiglie non continuassero a tramandarla ai membri delle stesse. Solo gli studenti di fiducia sono stati messi in gradi di poter apprendere il sistema, non commercializzato. Nessuna preclusione, ma nessuna commercializzazione.

Il rispetto per la tradizione e per l'amicizia che deve legare ToDai e SiFu ha tenuto quest'Arte preservata. Non c'è bisogno di dire che sono pochissimi i video online che fanno vedere queste tradizioni. Alcuni Grandi Maestri sono vivi e tramandano conoscenze alle nuove generazioni, senza fini di lucro, con passione e dedizione.

Io non voglio tessere solo le lodi di questo sistema, ma voglio far capire a molti che la commercializzazione del Wing Chun ha portato a vere e proprie aberrazioni. Nonostante anch'io voglia diventare un professionista, mi rendo conto che il sistema non può essere venduto ed elargito a tutti. La giusta paga per il giusto lavoro secondo me è sacrosanta, ma da qui alla commercializzazione ed alla diffusione dell'Arte in maniera pornografica ce ne vuole. La domanda rimane questa: la famiglia del Wing Chun sta morendo a causa di questa commercializzazione e conseguente diffusione pornografica dell'Arte?

Cosa buona è - per imparare qualcosa devi guadagnare la fiducia di amicizia. Ci sono certe cose che non si possono comprare per denaro. Questione è vogliamo ripetere le stesse cose che appena accaduto a Wing Chun famiglia? Sapete di cosa sto parlando

giovedì 9 luglio 2009

Arte marziale o business?

Oggi è un giorno importante per me, perché devo affrontare una prova che mi aspetta da tempo. Proprio in giornate come queste la mia mente corre e si mette a fare il resoconto di tutto il tempo passato. Leggo continuamente su forum e blog dei più disparati Paesi del mondo sempre le stesse critiche in merito alle arti marziali ed al Wing Chun in particolare.

In tutto il mondo pare che il Wing Chun sia appannaggio dei ricchi e, dalla mia esperienza personale, non posso che essere d'accordo. Ora, alcuni amici continuano a ripetermi che ci sono Insegnanti che hanno abbassato i prezzi senza far scadere la qualità, mentre altri si accontentano di pagare molto perché hanno il "privilegio" di lavorare ai massimi livelli.

Ora, io sarò pure un pazzo visionario, ma continuo a ritenere che per studiare un'arte marziale non ci si possa indebitare e non si debba spendere tutto il proprio stipendio! Capisco che ci sono persone che vivono della diffusione dell'arte marziale. Non c'è assolutamente alcun biasimo moralistico da parte mia, su questo, anche perché nella tradizione delle arti marziali ci sono sempre state figure "professionali" ed altre "amatoriali".

Anche a me piacerebbe vivere di pane e Weng Chun Kuen, ma non so se ci riuscirò, visto che per studiare, almeno qui in Italia, occorrono decine di migliaia di euro. Non ci credete?! Pensate a quante ore vi allenate in palestra, durante i corsi normali...a me risulta che quasi tutti gli Insegnanti facciano 3 ore settimanali. E poi? Poi ci sono gli stage (da 3 ore), una volta al mese, e le famigerate lezioni private...

Ora, considerando che il costo medio dei corsi in palestra si aggira tra le 45 ed i 60 euro mensili, più 40 euro a stage, più 30-50 euro ad ora privata...state facendo i conti sì?! Ecco, non parliamo poi delle varie sezioni (chiamiamole pure "Forme a due")... Insomma, cari amici, qua sono proprio un sacco di soldi se poi ci aggiungete costi di federazione, passaggi di grado, magliette e gadget...

Io penso che sia arrivato il momento di abbattere i costi per lo studio dell'arte marziale. Come si fa? Allora, o ci affidiamo a dei Robin Hood (anche se non mi pare di vederne in giro), oppure iniziamo a lavorare per la diffusione orizzonatale della conoscenza... Io sto lavorando per questo, ve lo dico sinceramente. A parte il fatto che meno di 6 ore di lezione frontali con l'Insegnante, a settimana, lo studio si prolunga troppo, ma c'è bisogno di un allenamento continuo ed intensivo per abbattere i tempi e per non "allungare il brodo"...

Proprio per questo, almeno per il momento, invito tutti gli amici di Roma ad allenarsi, ad incontrarsi ed a scambiare informazioni e conoscenze. Abbiamo già iniziato a farlo, con un piccolo gruppo di amici. Probabilmente il risultato non sarà dei migliori, ma almeno avremo modo di testare le nostre conoscenze, allenarci in maniera seria, fare finalmente sparring, condividere quello che sappiamo.

Diciamo che questa potrebbe essere una piccola rivoluzione, perché finalmente potremmo studiare ed allenare quello che più ci piace senza dover dilapidare il patrimonio. Con questo, ovviamente, non voglio dire che l'ausilio e la guida del Sifu non sia necessaria. Ci mancherebbe altro! Diciamo che il mio invito ad allenarsi di più sorge dall'esigenza di condivisione che oggi mi pare davvero assente tra Scuola e Scuola, soprattutto per il permanere del mito dello studente avanzato...

Intendo dire che ci sono ancora persone che, ritenendosi "avanzate", tendono a non allenarsi con quelle che sono appena entrate in palestra, perché pensano di non poter scambiare niente. Ragazzi, è una cazzata. Tutti possono essere utili per la propria formazione, perché ognuno dà quello che conosce. Anche l'ultimo arrivato ha esperienze da condividere. Aprite il cervello, amici, ed aprite il cuore. Abbiamo bisogno di più passione e meno business!

Non parliamo, poi, del fatto che, non combattendo, all'interno del mondo del Wing Chun (specialmente italiano), se ne sentono di tutti i colori...insulti a mezzo forum, lettere e telefonate anonime, campagne denigratorie contro una o un'altra Scuola...insomma, chi più ne ha più ne metta. Stante il fatto che in questo stile non sono previsti i combattimenti, come ci sono negli Sport Da Combattimento (appunto), dovremmo capire che ciò che studiamo, se non viene allenato, non serve a niente. A maggior ragione, quindi, non avendo un metro di paragone come il ring, dovremmo auspicare maggiori incontri di Scuole, maggiori scambi e allenamenti, non rifiutarli a priori!

Ultimo affondo di oggi: il costo dei materiali. Ma dove si sono mai sentiti i prezzi che circolano ora nel Wing Chun in altre arti marziali?! Avete presente quanto costano gli Uomini di Legno o i Pali Lunghi?! Avete presente il costo dei Coltelli? E dei dvd?! Ieri ne ho attaccato pesantemente uno, per la sua povertà di contenuti, ma non pensiate che quella sia l'unica recensione-stroncatura. Anzi, se qualcuno volesse recensire altro, il blog è a disposizione delle persone serie.

Che dire, insomma, dopo tutto questo discorso? Questa è un'arte marziale proveniente da Shaolin ed ogni Insegnante ha un suo curriculum marziale. Per quale motivo, per acquisire lo stesso curriculum, si devono sborsare migliaia di euro?! Dov'è finita la passione? Dov'è il rapporto Si Fu-To Dai? Stento a credere che non ci sia più nessuno che abbia voglia di instaurare questo genere di rapporto, ma fatico a trovarlo...