domenica 19 giugno 2011

Camminare e Dislocarsi

Pubblico con il consueto piacere questo intervento di Fabio Rossetti, che ci dà sempre spunti di riflessione e proposte per vedere il nostro sistema da un altro punto di vista. Grazie, caro, e buona lettura a tutti voi!

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Un elemento fondamentale nella pratica è quello di dislocarsi nello spazio, sia non camminando che camminando. Per fare ciò al meglio occorre realizzare dentro la mobilità, che fondendosi insieme con la stabilità crea realmente quel radicamento dinamico, consistente nell’essere centrati e coscienti in modo tale che, mentre ci si muove, in ogni senso, l’energia fluisce di continuo mentre ci adattiamo, essendo in grado quindi di esprimerla come vogliamo. Siamo contemporaneamente stabili ed in grado di muoverci, a prescindere dalle posizioni prese nello spazio tempo. Ricordo ulteriormente che muoversi non è disperdersi ed essere stabili non significa essere rigidi. 

Mentre camminiamo i movimenti lavorano insieme e noi non perdiamo l’equilibrio. Di norma le persone disperdono molta energia, camminano scorrettamente, irrigidiscono il corpo e non si accorgono degli squilibri. Ciò sfugge a moltissimi ma non a occhi attenti. Questo è palese quando ad esempio ci addestriamo, oppure vedere chi corre in ambienti non lineari, oppure quando facciamo movimenti nuovi rispetto alle abitudini. Basta uscire fuori dallo schema reimpostato anche solo aumentando l’energia dei movimenti, e tutto diventa più chiaro perché si esaspera. 

Si parte quindi nel lavoro basilare, cioè camminare, il nostro aspetto di movimento naturale. Rilassarsi, essere coscienti del corpo, stare in piedi e camminare.

Il lavoro sul rilassamento, i motti del chi kung, la respirazione: tutto, essendone coscienti, ci apre le porte per la pratica del camminare: ricordo che si combatte adattandosi, il che significa colpire mentre ci dislochiamo continuamente nello spazio per essere bersagli difficili mantenendo il puntamento verso l’asse centrale dell’avversario.

La nostra base si amplia e il camminare è un’applicazione di tutto quello fatto in precedenza; a sua volta sarà la base per gli strumenti successivi, cioè le tecniche, dove il tutto sarà arricchito di geometria e principi tattici di applicazione geometrica, comportamentale etc…

Nel camminare percepiremo l’energia ed il suo scorrere in un modo diverso e vario: energia elastica lineare, energia circolare, spirale. Percepiremo altri messaggi corporei, che il corpo invia quando si disloca, poiché le sue attività aumentano di intensità. 

Notiamo come si prende coscienza dell’energia, del come espanderla e concentrarla, del come si genera internamente e arriva anche dall’esterno, di come vi è simultaneità nello scambio interno esterno senza ostacoli, di come tutto si armonizza : tutto tende all’equilibrio e il corpo è lo strumento di azione che noi abbiamo sul piano fisico, il quale è fatto per tendere e mantenere l’equilibrio. Nel combattimento ci si adatta e si impara ad adattarsi, per non perderlo o comunque porsi nelle condizioni di recuperare immediatamente, qualora se ne abbia la possibilità.

E’ necessario uscire fuori dagli schemi precedenti facendo un percorso di ricerca, ove il vivere quello che si fa tende a svelare ciò che in noi è naturale e nell’Arte Marziale è spiegato con dei codici,quali le forme, gli esercizi tradizionali ed i principi, per fare un esempio.

Così facendo si creano degli schemi nuovi in modo tale che essi siano perfettamente funzionali ed efficienti: cancellare a livello istintivo il precedente sostituendolo con il nuovo, prendendo come esempio l’armonia del simbolo del Tao, accettato e riconosciuto nella Tradizione Cinese e le sue Arti. Questo perché per combattere si reagisce e comunque uno combatte come è. Il nostro corpo lo stiamo semplicemente rieducando con coscienza. 

Notiamo nel camminare le seguenti cose: camminando rilassati, attenti, respiriamo normalmente; portiamo attenzione a come muoviamo energia ed interagiamo con quella esterna al nostro corpo; seguiamo uno schema naturale che lavora su opposti: gamba sinistra-braccio destro e viceversa. Il busto si torce in un verso ed il bacino nel verso opposto. Si creano naturalmente dei movimenti di contro rotazione, in breve energia spirale, dati dai movimenti circolari e lineari interni che si riflettono all’esterno attraverso quello che facciamo sempre. Direzioniamo comunque il corpo per andare in una direzione, l’uso inconscio dell’intenzione, il quale, attraverso dei movimenti istintuali meccanici, si adatta continuamente anche senza che ce ne accorgiamo: rimanere in piedi stando equilibrati, allungare o accorciare il passo, andare più lenti o veloci, bilanciarsi se trasportiamo pesi o se qualche parte del corpo è dolente, e così via. Attraverso l’attenzione cosciente si scopre il corpo ed il suo modo di muoversi, come l’energia si trasmette, si propaga, si direziona, come camminiamo, i modi di camminare se siamo tranquilli, impauriti, sotto adrenalina, e altro che si può vivere con un’attenta e cosciente sperimentazione: coscienza del e nel camminare, utilizzando i propri sensi e l’attenzione, essendo attivi nella ricettività e ricettivi nell’attività.
Da ciò scaturisce che le tecniche sono i nostri movimenti naturali, adattati tatticamente perchè servono ad uno scopo, unendo geometria ed energia in un armonico ed efficiente modo per attuarlo e renderlo pratico. Più un movimento è naturale, più è semplice ed efficace. In realtà la ricerca marziale, descritta nelle varie tradizioni provenienti da ogni angolo del pianeta, si basa sulle stesse identiche cose. Tracciare la storia delle arti marziali è viaggiare in un universo fluido e ricco di contraddizioni, leggende, miti, realtà storiche ed inventate. Se ci si mantiene in superficie arrivano milioni di informazioni e non si raggiunge nulla; l’unico modo è quello di andare a fondo cercando l’unità che le collega. Questa unità è evidente e chiara ma non viene vista.
Un esempio è il camminare, il rilassamento, lo scorrere dell’energia, le forme e altro ancora.
Buona passeggiata…

sabato 18 giugno 2011

Storia del 永春拳: facciamo il punto (Prima Parte)

Invito tutti voi a leggere questo interessantissimo contributo di Pasquale Mazzotta, che ha tirato un po' di conclusioni sulla storia del  永春拳, alla luce delle ricerche prese a prestito un po' ovunque, ormai. Stiamo cercando di capire qualcosa di più su questo appassionante sistema di combattimento, anche se, è d'uopo ammetterlo, la trama è parecchio intricata e parecchie persone la utilizzano per costruirci imperi commerciali. Poiché a noi interessa solo la ricostruzione storica, in questo frangente, vi proponiamo lo scritto che segue, nella speranza di leggere i contributi di tutti gli appassionati ed intavolare un dibattito serio e sereno. Ringrazio il Fratello per aver fatto questo enorme lavoro, io ho solo contribuito mettendo mano agli ideogrammi, ai nomi ed alla limatura. Ricordo a tutti che i termini sono traslitterati in Cantonese, quando non specificato. Buona lettura!

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La leggenda colloca le radici del 功夫 - Gōng Fu - nel monastero buddhista di 少林 - Siu Lam o Shàolín -, che sorgeva nella zona centrale della Cina, nella provincia di Henan, sul monte Sung Shan. Il monastero fu fondato nel 477 d.C. da un prete buddhista, proveniente dall’India (ma forse sarebbe più esatto dire dalla Persia), di nome Bodhidarma, detto anche Da Mo (cinese) o Daruma (giapponese), con lo scopo di dare nuova linfa al buddhismo - ormai dottrinario e vuoto della Cina, basato unicamente sull’esteriorità della parola del Buddha e sui ragionamenti - e di insegnare la Via del Risveglio attraverso un diverso modo di vivere la vita con spontaneità e immediatezza nel qui ed ora.

Secondo alcuni il monastero era destinato a centro per i monaci indiani venuti ad aiutare gli studiosi cinesi a tradurre dal sanscrito i testi sacri del buddhismo; bisogna anche dire che secondo molti Bodhidarma non scosse più di tanto il cammino di chi lo incrociò, tranne forse quello del Patriarca successivo, Huike, che si narra si sia tagliato un braccio per offrirlo a Bodhidarma come segno della sua determinazione nel voler percorrere la Via.

Comunque sia, sebbene il monastero si ergesse in un’area isolata, i monaci, anche al fine di difendersi dalle aggressioni esterne, oltre a pregare e a meditare si esercitavano nel combattimento con o senza l’uso di armi; il che non vuol dire che le Arti Marziali Cinesi siano nate con la costruzione del tempio di Shàolín, rispondendo alle esigenze di sicurezza dell’uomo dell’epoca, non solo in Cina e non solo a Shàolín.

Il tempio di Shàolín sorgeva ai piedi di una grande foresta, immerso nella natura, il che portava i monaci a contatto con gli animali selvatici, traendo ispirazione dai quali diedero vita ad una sorta di ginnastica che poteva avere anche una valenza marziale, nell’imitazione di movimenti di attacco e difesa di questi animali stessi e delle loro “vitalità di base”. Dunque i monaci alternavano l’esercizio fisico a lunghe sedute di meditazione. Inoltre, nel tempo ottennero anche l’appoggio delle varie dinastie regnanti che si alternavano al potere. Vediamo un po' di storia.

Nel 1644 la Famiglia dei 滿族 (Muhn Juhk) della Manciuria, nel Nordest della Cina, rovesciò la dinastia Ming - 明朝 (Mihng Chiuh) -. Da allora, fino al 1912, fu in vita la dinastia Ching - 清朝 (Ching Chiuh) -. Nel 1662 l'Imperatore dei Manchu 康熙 (Hong Hei) ordinò "la più grande pulizia" del Sud della Cina, dove avevano vissuto le ultime sacche di resistenza che avevano continuato a combattere per 18 anni dalla caduta della dinastia Ming. L'ultimo capo ribelle che riuscì a radunare sotto il suo comando i nobili della passata dinastia, parte dei monaci ed i cittadini comuni fu il generale 國姓爺 (Gwok Sing Yeh). Questi gruppi di persone operarono sia come eserciti regolari sia come cellule di resistenza, sotto nomi come 天地會 (Tin Deih Wui) - Società del Cielo e della Terra -, 三合會 (Saam Hap Wui) - Società delle Tre Armonie - e 洪門 (Hung Mun) - Cancello Potente -.

L'Imperatore 康熙 piegò la rivolta, massacrando religiosi e militari, ma salvando la vita ai cittadini comuni. 南少林寺 (Naahm Siu Lahm Jih) fu distrutto, in quanto diede rifugio ai leader delle società segrete ed alle loro organizzazioni, i membri delle quali furono perseguiti, esiliati e, per lo più, uccisi. Dopo il rogo del Tempio, tutti quelli che praticavano o insegnavano sistemi di combattimento provenienti dallo stesso luogo sacro furono uccisi o imprigionati. I sopravvissuti cambiarono identità e nomi personali, nonché quelli delle proprie Arti Marziali, continuando a trasmettere i propri sistemi celandoli sotto diversi nomi.

Dopo aver dato un minimo di cognizioni di partenza, facciamo chiarezza. Tenendo presente che non esistono dati certi e non tutto è documentabile si può dire che il 永春拳 - Weng Chun Kuen - (che conta in sé innumerevoli varianti) nasce (almeno ufficialmente) a Shàolín intorno alla metà del 1600, ma non è possibile che non si studiasse già prima tutta una serie di esercizi che poi confluirono in questo sistema. Possiamo forse dire che man mano assunse una sua identità sempre più precisa e vicina a quello che oggi noi intendiamo per 永春拳. Nonostante questo, si può pensare che ad un occhio esperto anche il 永春 di oggi non può del tutto celare la sua parentela con lo 少林拳 - Shàolín Quàn -. 

Come dicevamo, la leggenda narra che alcuni Monaci riuscirono a scappare e si dispersero in varie zone, dopo il rogo del 南少林寺 (Naahm Siu Lahm Jih) - il Tempio di Siu Lam del Sud -, tra questi l’Abate 至善禪師 - Ji Sihn Sim Si - (Maestro dell'Estrema Compassione o "Più Grande Maestro di Meditazione", il quale era esperto nell’uso del bastone lungo e nella Via della Tigre, l’Abate 白眉道人 - Baahk Meih Douh Yahn  - (Taoista dalle Sopracciglia Bianche), esperto dello stile del Dragone, uno stile a ponte corto, il Maestro 馮道德 - Fuhng Douh Dak - (Taoista dalla Posizione Veloce), pare fosse esperto nello stile del Serpente, la Monaca 苗顯 - Miuh Hin - (difficile da tradurre, forse un Giovane della minoranza etnica Miao o "Mostrare una Pianta Giovane"), esperta di Leopardo, uno stile veloce e aggressivo, e la Badessa monaca buddhista 五梅大師 - Hng Muih Daaih Si - (Monaca Anziana dei Cinuqe petali di Pruno), esperta degli stili della Gru e del Serpente; essi saranno ricordati come 少林五祖 - Siu Lahm Hng Jou -, Cinque Antenati di Siu Lam.

venerdì 17 giugno 2011

[Video] Il lineage Pan Nam

Grazie ad un caro amico fraterno, da oggi potete vedere su YouTube questo interessante video sul lineage di Wing Chun Pan Nam. Forme, applicazioni, esercizi, un po' di tutto per farsi un'idea su cosa differenzia questa Famiglia dalle altre. Buona visione e grazie al fraterno amico h2owc per averlo pubblicato.

martedì 14 giugno 2011

Conferenza nazionale sul Wing Chun

Parlando con alcuni Maestri di Wing Chun di diversa provenienza tecnica e geografica, è venuta fuori una proposta di cui mi faccio promotore, in quanto ritengo possa essere utile per permetterci di capire a che punto siamo con quest'Arte Marziale, in Italia. Nel mese di novembre, in data da decidere assieme, vorrei indire una Conferenza nazionale sul Wing Chun Kuen, a Roma, per permettere a tutti i Maestri che ne avranno voglia di esibirsi e condividere la passione per questo stile. 

Mi faccio promotore dell'evento, che sarà limitato alla presentazione delle 6 forme canoniche (Siu Nihm Tauh, Chahm Kiu, Biu Ji, Muk Yan Jong, Luk Dim Boon Kwan, Baat Jaam Dou) e/o alle eventuali altre specifiche di ogni lineage - Weng Chun Kuen, Saam Baai Fut, Wu Dip Dao, manichino del palo, tripodal dummy, forma dei pugni, iron palm, etc. -. Come primo evento sarebbe bene non inserire competizioni di alcun genere, per aver modo di poter lavorare in pace e con serenità.

Direi che ogni Maestro potrebbe avere anche un'ora di lezione da svolgere, spiengando concetti, mostrando nuove teorie, mostrando aspetti di forme o tecnico o quant'altro. Le forme saranno una presentazione di base della Famiglia di appartenza, per permettere ai partecipanti di vedere quanto sia bello e vario il mondo del Wing Chun, con le sue decine di interpretazioni. Penso che l'invito vada esteso a tutti i Maestri, senza alcuna distinzione, purché vengano in buona fede e privi di intenzioni bellicose.

Penso che il modo migliore per dare giusto peso a tutti sia quello di rispettare i tempi che ci daremo. Se vi venisse in mente qualcosa, non abbiate paura, scrivetemi pure qui, via mail, su Facebook o altrove, sarò a vostra disposizione per aggiornare tutti i praticanti di Wing Chun in Italia sull'evento. Penso che sia una buona occasione per risollevare le sorti di questa disciplina, non perdiamola.

lunedì 13 giugno 2011

六點半棍 - Sparring con il palo lungo?

Una sessione di sparring con un palo lungo molto leggero, ma protezioni abbastanza efficaci. Che ne dite? Si tratta di un video del 1988, appena caricato da due amici su YouTube. Parliamone.

lunedì 6 giugno 2011

Il Gran Maestro Moy Yat (梅逸)

Il Gran Maestro Moy Yat (梅逸) (28 giugno 1938 - 23 gennaio 2001) è a tutti gli effetti uno degli Allievi del GGM Ip Man ad aver riscosso meno successo in termini di notorietà, secondo me, eppure non è uno dei peggiori, a ben vedere. Artista marziale molto serio, pittore ed altro, dal 1957 fino alla morte del suo Maestro è stato allievo del GGM Ip Man. Sin dal 1962 insegnò il Wing Chun.

Dopo la morte del Maestro, si trasferì a New York City ed insegnò la nostra amata disciplina fino agli ultimi giorni di vita. Ha scritto anche alcuni interessantissimi libri sul Wing Chun: 108 Muk Yan Jong, Ving Tsun Kuen Kuit, Una leggenda del Maestro di Kung Fu, Manichino: uno strumento per il Kung Fu, Trilogia del Ving Tsun e Luk Dim Poon Kwan. 

A questo link trovate gran parte del materiale presente su internet: http://www.kungfu-videos.com/Moy_Yat.html, sia gratuito che a pagamento. Oltre a questo, potete vedere i pochissimi video su YouTube, che vi posto di seguito. Al di là delle qualità tecniche, vi invito ad osservare con cura le differenze stilistiche del Wing Chun di Hong Kong, rispetto a quello che si è diffuso nella Cina continentale. 

Non ho mai avuto il piacere e l'onore di praticare con uno Studente del lineage Moy Yat, ma mi piacerebbe molto, per comprendere appieno questa linea di sviluppo del sistema.  Non so se esistano in Italia, ma penso che almeno a Roma non ce ne siano. Se qualcuno fosse interessato ad un incontro, ne sarei felicissimo e me ne farei promotore. Onore al Gran Maestro Moy Yat!

Chum Kiu


Biu Ji


Il GM spiega la Biu Ji ad un allievo



Il Gran Maestro discute delle posizioni delle mani del sistema



Muk Yan Jong

sabato 4 giugno 2011

有形打形, 無形追影 - Yau Yihng Da Yihng Mouh Yihng Jeui Ying

Un concetto che mi è particolarmente caro è quello di colpire la forma, di attaccare l'asse portante dell'avversario ovvero il suo schema motorio. Lo dico spesso ai miei ragazzi, perché dobbiamo imparare a prendere il controllo della forma altrui, nascondendo la nostra o assumendone continuamente diverse. Ricordate quando qualcuno diceva d'esser lottatori con gli striker, striker con i lottatori? Ecco, più o meno faccio riferimento a questo concetto.

Gli amici cinesi usano un motto molto semplice, pienamente inserito nell'Arte Marziale Tradizionale Wing Chun Kyuhn:Yau Yihng Da Yihng . Si tratta della traslitterazione cantonese degli ideogrammi 有形打形. Vediamoli.

形 [xíng], lo conosciamo bene, è la 'forma', il 'corpo' stesso di una persona.

有 [yǒu] significa 'avere', 'esserci', 'esistere'.

打 [dǎ], conosciuto sin dai primi giorni di pratica, significa 'colpo' o 'colpire'.

Una buona traduzione, secondo me, può essere: "se vedi la forma, colpiscila". Con questa breve massima intendiamo suggerire a tutti i praticanti di focalizzare l'attenzione sulla propria forma e su quella dell'avversario, cercando sempre di capire i suoi schemi motori, per prevenire le azioni di scontro che si andranno a verificare. Per questo il "grado" più elevato nei sistemi di Wing Chun è solitamente detto 無形 - Mouh Yihng - o, come piace scrivere a SiJo Leung Ting, formless.

L'imprevedibilità dovrebbe essere uno dei principali elementi di un praticante avanzato di questo sistema. Purtroppo l'estrema categorizzazione e schematizzazione occidentale non ha permesso la conservazione di questo principio cardine del combattimento. Sarà cura delle generazioni presenti e future riportarlo in auge. Ci proveremo.

La seconda parte del motto, che proviene sempre dalla tradizione del Tempio di Siu Lam del Sud recita: 無形追影 - Mouh  Yihng  Jeui Ying -. 無 [wú] significa 'senza'. 追 [zhuī] significa 'cercare'. 影 [yǐng] significa 'ombra', se ben ricordate (i calci senza ombra, Mouh Ying Geuk). Che cosa fare, quindi, quando non si riesce a vedere la forma? Bisogna cercare l'ombra, attraverso la quale saremo capaci di trovare la forma stessa, che dà origine all'ombra!

Adesso, per concludere, provate a pensare a tutte le volte che parliamo di shadow boxing, di boxare con l'ombra. Si tratta di un allenamento comune a quasi tutte le discipline che conosco, ma avete mai immaginato di combattere contro se stessi, proprio quando c'è un'ombra, quando, quindi, si riesce a percepire la forma che si ha davanti? Pare un discorso contorto, ma potrebbe far riflettere qualcuno.

有形打形, 無形追影
Yau Yihng Da Yihng , Mouh Yihng Jeui Ying
Se vedi la forma, colpisci la forma. Se non c'è forma, insegui/cerca l'ombra.

mercoledì 1 giugno 2011

Un anno all'Aurelio S. G.

Ieri si è conclusa la prima stagione di allenamenti all'Aurelio S. G. di via Boccea 360. Posso assicurarvi che è stato un anno davvero difficile, perché moltissimi si sono dovuti allontanare per via di problemi personali e questo mi è dispiaciuto davvero, perché il senso di comunità che si era venuto a creare mi era davvero piaciuto. Per fortuna, alla fine, sono rimaste quella decina di persone che tra mille peripezìe sono riuscite a frequentare stabilmente e con una certa continuità il corso.

Ringrazio tutti i Fratellini che si sono avvicinati al Wing Chun, anche se per breve tempo, come Valerio Papi, Giacomo Simonin, Tommaso Pucci e Paolo Campia. Mi dispiace che ragazzi promettenti come Tommaso abbiano dovuto lasciare il corso per via della lontananza, è davvero un peccato perdere persone in gamba così! Stesso dicasi per il buon Paolo, che sta passando momenti brutti, ma che spero di rivedere in sala, caparbio come sempre, a settembre! Peccato anche per la fuga in corsa di Andrea De Luca, perché aveva una buona botta di destro, ma ha sprecato una buona occasione per crescere per una sciocchezza...chissà che non torni a settembre anche lui!

Un abbraccio particolare va al buon Alessandro Franchi, che ha potuto frequentare per poco tempo, per via degli impegni familiari, i quali, giustamente, vengono prima di tutto. Come non menzionare il nostro "vecchietto", Domenico Di Vito, con più di trent'anni di Gōng Fu alle spalle, costretto a lasciare per acciacchi vari. Uno dei ragazzi più promettenti, Jacopo Fazioli, ha dovuto abbandonare il corso per via di un problema pregresso al gomito, che non gli ha permesso di dedicarsi ancora al nostro stile di famiglia, causando una perdita importantissima per tutta la comunità dell'Aurelio S. G. Speriamo di rivederlo presto in sala con noi!

Che dire, poi di Fulvio Baldazzi? Nella speranza di vederlo insieme agli altri anche nella palestra della Romanina, non possiamo che spronarlo tutti insieme affinché metta sempre più dedizione nello studio del Wing Chun Kuen, perché ha delle buone capacità ed ha la passione negli occhi! Forza, Fulvio, dacci dentro, barra a dritta! 

Infine non posso non ringraziare i miei fidi 徒弟 - ToDai -, Daniele Diaco, Alessandro Ferrari, Alessandro Franchina, Marco La Valle, Matteo Menghini ed Emanuele Sottili, con i quali si è stabilito un rapporto che va al di là di quello Allievo-Maestro. Vi voglio bene, Fratelli! A parte quelli di voi che seguiranno gli allenamenti a via Gasperina, sarà bene che continuiate a lavorare duramente, altrimenti i risultati ottenuti andranno in fumo. Per farvi una panoramica di tutto quello che abbiamo fatto, vi ricordo brevemente gli argomenti trattati quest'anno.
Una menzione particolare va al mio Amico, Allievo e Fratello Guido Mazzotta, che avrebbe dovuto guidare gli allenamenti insieme a me, ma e' stato costretto a trasferirsi altrove, lasciando un vuoto incolmabile nella nostra comunita'! Siamo fiduciosi, tuttavia, di un suo futuro rientro o almeno questa e' la nostra speranza. Ci manchi, Guido!
- 步法 - Bou Faat (o Footwork): dai passi di base (mezzo passo, passo a V, in avanti, indietro, di lato, combinato, alternato, "piede scaccia piede", ad L, a T, tallone-punta, passo con armi corte, laterale, a freccia, a compasso, dal Ma Bu, etc.) sul fiore di pruno (梅花樁) alle combinazioni, dal lavoro di shadow boxing al movimento libero delle gambe;

- 掌 - Jeung: tutte le palmate che abbiamo visto finora, Jing, Wang, Biu,  etc. alle varie altezze 低, 中, 高 - Dai, Jung, Gou -;

- 拳 - Kyuhn: tutti i tipi di pugni, da 日線衝 - Yaht Gee Chung - al 角對 - Deui Gok, 收 - Sau -, i doppi pugni, il montante, Au, Gin, il diretto, 掛錘 - Gwa Choi -, Lin Wan Chung Kyuhn, etc. alle varie altezze 低, 中, 高 - Dai, Jung, Gou -;

- 腳 - Geuk: tutti i tipi di calci visti finora, Dai Gin, Gin, 鏟  - Chaan -, 收 - Sau -, Biu, 正 - Jing - e la variante 正衝, Jik, Wang, Gwat, Au, 攤 - Taan -, 撳 - Gam -, 拂 - Fat -, 膀 - Bong -, Kau, etc.  alle varie altezze 低, 中, 高 - Dai, Jung, Gou -;

- 手 - Sau: tutte le tecniche di braccia viste finora, 膀 - Bong -, Biu Bong, 穿 - Chyun -, 伏 - Fook -, Gaun, 鏟  - Chaan -, Gwat, Lap, Jut, (拍) Paak, Man, 撳 - Gam -, Cham, Lan, 攤 - Taan -, Mang Geng, Biu, 標指 - Biu Ji -, 拂 - Fat -, Huen Got, 行 - Hong -, Kiu, Wu, 捆 - Kwan -, etc. alle varie altezze 低, 中, 高 - Dai, Jung, Gou -;

- 肘 - Jau: tutte le tecniche di gomito viste finora, 劈 - Pai -, 劈 - Pik o Pai -, 跪 - Kwai -, Kup, 伏 - Fook -, Lan, 攤 - Taan, etc. alle varie altezze 低, 中, 高 - Dai, Jung, Gou -;

- 膝 - Sat: tutte le ginocchiate viste finora, 跪 - Kwai -, Gin, Lan, Taan, 伏 - Fook - 撳 - Gam -, etc.

- 膊打 - Bok Da

- 盤手 - Pùhn Sau;

 - 碌手 - Luk Sau;

 - 接手 - Jip Sau;

- 黐手 - Chi Sau, nelle sue varianti 黐單手 - Chi Dan Sau -, Jon, Fai, Haut, etc.


- 甩手 - Lat Sau;

 - 打三星 - Da Saam Sing;


- 過手 - Gwo Sau (con la prima sezione del sistema Leung Ting)


- 橋手 - Kiu Sau (Da, Pùhn, Saat, Hup, Bik, Kam, Na, But, Tiu, Tan, Tuo, etc.)



- le forme Siu Nim Tau e 尋橋 - Chum Kiu -, nonché le basi della Biu Ji, del 木人樁 - Mook Yan Jong -, del (六點半拳) Luk Dim Boon Kwan;

- 黐腳 - Chi Geuk


- il lavoro sulla stabilità strutturale, sulla San Ying (身建), basato sul motto fondamentale Ding Tin Laap Dei  (頂天立地), lavorando su 馬步 - Ma Bu -, Gōng Bu, 弓步 - Kwai Ma - 二字拑陽馬 - Yi Ji Kim Yeung Ma -, 騎龍馬 - Kei Luhng Ma -, 偏身馬 - Pin San Ma -, etc. e sul 勁 - Gihng -;

- i vari tipi di respirazione (调息);

- teoria: 六點半 - Luk Dim Boon - (Lan, Tai, Got, etc.), 留肘力 - Lauh Jau Lihk - o 肘低力 - Jau Dai Lihk, 留中力 - Lauh Jung Lihk, 沉肘落膊, Cham Jau Lok Bok, 入馬步法 - Yap Ma Bou Faat - 二度手 - Yi Dou Sau -,玻璃頭 - Bo Lei Tau -, 吞 吐 - Tan-Tou -, 謀攻 - Mau Gung -, Testa di cristallo, corpo di cotone, mano di ferro, Impara a rimaner calmo nel centro dell'azione. Rilassa i muscoli e rilassa la mente, L'essere attento e adattabile alla situazione permette il massimo risultato con il minimo sforzo, Sii fiducioso e rimani freddo per dominare la situazione, Non essere impaziente di colpire. Non aver paura di colpire. L'aver paura di essere colpito, ti porterà ad essere colpito, 一伏二 - Yat Fook Yi - differenze d'esecuzione 外 - Ngoi - e 內 - Noi -, 迫步貼打 - Bik Bo Tip Da -, Yau Pin Yap Ching, 無影腳 - Mou Ying Geuk -, 位置 – Wai Ji -, 線位 - Sin Wai -, 擺樁 - Baai Jong -, 頂天立地  - Ding Tin Laap Dei -, Teui-Laai (推拉), 甩手直衝 - Lat Sau Jik Chung -, il rito del saluto 禮 - Lai -, teoria del fiore di pruno (梅花樁), 用巧勁,避拙力 - 即借力 - Yung Haau Jin, Bei Jyut Li - Jik Je Li -, etc.

Soprattutto, al di là delle tecniche, la cosa più importante, che dovremo allenare per tutta la vita: il Mou Dak - 武德 -. Non ultimi, tenete sempre ben presenti i Tre Tesori, Saam Bou Sih Yat (三寶是一). Grazie a tutti voi, Amici miei, a presto!