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venerdì 24 settembre 2010

Gruppo di acquisto solidale

A Roma abbiamo pensato metter su un 'gruppo di acquisto solidale' per acquistare i prodotti legati alla nostra pratica marziale, tentando di spendere meno, facendo ordini con quantitativi importanti, in modo da dividere le spese di spedizione ed i costi fissi.

Chiunque fosse interessato, può contattarmi qui, in privato, su Facebook, MSN, etc., per prendere parte attiva alla realizzazione di questo gruppo d'acquisto. I primi due tipi di materiali che stiamo per ordinare sono i coltelli a farfalla tradizionali, quelli modificati da SiJo Leung Ting, i bastoni lunghi tipici di Siu Lam e quelli che si usano nel Wing Chun, per il potenziamento.

La seconda fase prevede l'acquisto di tutti i materiali che ci servono per un allenamento serio e protetto, dalle conchiglie per riparare i genitali ai parastinchi, dai paradenti ai paraseni, dai pao ai focus, dagli scudi curvi ai caschetti da pugilato, dai guanti da sacco a quelli per lo sparring.
Attualmente abbiamo a disposizione tre Muk Yan Chong (pupazzi di legno), di vario tipo. Nel caso qualcuno ne avesse bisogno, mi contattasse.

Spero che l'ennesima iniziativa che promuovo tramite questo piccolo ritrovo virtuale del Wing Chun possa dare gli insperati risultati che altre volte non hanno portato.

mercoledì 2 giugno 2010

[Armi] 六點半棍

Per completare il lavoro fatto finora, vediamo quali sono gli ideogrammi che compongono Luk Dim Poon Kwan: 六點半棍.

Partiamo da 六 [liù], sei. In cantonese si può scrivere /Luk/.

點 [diǎn], invece, è propriamente il 'punto', un piccolo punto. La sua forma semplificata è 点. In cantonese è /Dim/. Si tratta dello stesso ideogramma che viene utilizzato per descrivere uno dei principi del palo, che è propriamente 'tenere il punto' o 'puntare'

半 [bàn] signica 'mezzo'. Viene spiegato partendo da 丷(八) [], 'dividere', e 牛 [niú], 'il bue', cioè dividere un bue in due pezzi. Da qui l'idea della metà. In Cantonese si trova come /Bun/, /Boon/ o /Poon/. Si tratta dello stesso ideogramma che utilizziamo quando eseguiamo il mezzo Huen Sau del terzo set della Siu Nim Tau.

棍 [gùn] (o 棍子) è 'l'asta' o 'il bastone'. Proviene da 木 [mù], 'legno', e dal suono di 昆 [kūn]. In cantonese si trova come /Gwan/ o /Kwan/.

martedì 1 giugno 2010

[Armi] Luk Dim Poon Kwan 2


Ne accennai qui parecchio tempo fa (Il Palo Lungo, un mito alla portata di tutti e Luk Dim Poon Kwan; un video esplicativo: Tributo al Gran Maestro Tang Yick), ma è bene riprendere il discorso sul palo lungo. Molti praticanti di Wing Chun Kuen sono affascinati dalle armi tradizionali di questo stile, perché rappresentano la fine di un percorso di studi ed il mezzo della comprensione del sistema di combattimento studiato per anni. Il mistero che avvolge il Palo Lungo ed i Coltelli che utilizziamo è legato anche ad un fraintendimento: sarebbero solo un completamento dello stile e nulla di più...

Ora, stante il fatto che la maggior parte degli insegnanti di questo sistema non conosce l'utilizzo delle armi, bisogna considerare il problema di poterne apprendere solo le forme (complesse quanto volete, ma si tratta sempre e solo di movimenti determinati!). Pochissimi sono gli Insegnanti che utilizzano questi strumenti per migliorare e, soprattutto, per permettere agli Allievi di fare progressi. 

Non è un caso che vengano considerate tanto nella cultura cinese, da esser addirittura chiamate "il padre e la madre" (i coltelli) e "l'insegnante" (il palo). Eppure ci sarà un motivo per cui i pugni vengono considerati "i figli", no? Sarà mica perché le armi sono le basi per il sistema a mani nude? Fateci caso: anche i praticanti esperti riescono a crescere tecnicamente attraverso l'utilizzo delle armi!

Così come nel sistema a mani nude, le armi ci insegnano a prendere contatto e sfruttare i ponti creati con l'avversario, ovviamente a distanze differenti. Di fronte ad un avversario armato, il combattimento con i coltelli o con il palo in pugno non permette di controllare l'azione, ma è finalizzato a terminare l'attacco con colpi definitivi. 

Spesso si passa dal disarmo dell'aggressore, quando la via è occupata; dall'uso delle armi deriva anche la comprensione del concetto di contemporaneità di difesa ed attacco. Non esiste attacco senza difesa, così come non esiste difesa senza attacco. Ogni azione deve essere il preambolo per quella successiva. 

Per quanto riguarda l’uso del corpo, poi, le armi favoriscono la corretta comprensione dei movimenti della colonna vertebrale e dei piedi, suggerendo la giusta coordinazione tra le articolazioni. Non è un caso che l’uso della struttura sia così connesso all'impugnatura del palo lungo: da questo semplice gesto si può capire se un praticante ha immagazzinato le idee di base per un corretto allineamento posturale.

L'insegnamento principale del palo è contenuta nel nome stesso di Luk Dim Poon Kwan, “il bastone da sei punti e mezzo”: ognuno di questi punti viene interpretato da ogni famiglia come un'azione specifica o come un principio. Per esempio, tra i discendenti di Fung Siu Ching (quello che chiamiamo Siu Lam Weng Chun) si parla di sollevare, puntare (o tenere il punto), sbarrare (e crearsi spazio), deviare, tagliare, avvolgere (con un cerchio, assorbire) e fluire (il mezzo punto). Si tratta di concetti applicati sia in attacco che in difesa.

Come diciamo spesso, il Wing Chun Kuen è un'Arte Marziale concettuale. Proprio per questo i movimenti che eseguiamo con il palo seguono in modo quasi scolastico i concetti che apprendiamo nel corso dei nostri studi. Lan Kwan, per esempio, è il movimento che usiamo per sbarrare la strada all'attacco avversario. Può essere fatto in qualsiasi direzione, l'importante è che blocchi l'avanzata dell'opponente.

I movimenti frustati, invece, sono quelli in cui il palo viene fatto vibrare con il tipico utilizzo del corpo, che dona elasticità al pezzo di legno. Negli esercizi di base, che utilizziamo anche per avere un primo approccio della gestione del corpo nel combattimento a mani liberi, troviamo spesso movimenti verticali ed orizzontali del palo, che viene lanciato e ripreso con un movimento di controrotazione, il quale parte dall'interno del corpo e arriva sino alle mani, per essere poi trasferito all'arma.

Una delle massime più importanti nell'utilizzo del palo è che, in applicazione, il bastone non emette due suoni (Kwan Mo Leung Heung). Si può intendere in vari modi, ma credo che il modo migliore sia quello di comunicare al praticante la strategia ideale: difendere ed attaccare in una sola azione. Spesso questo concetto non viene riportato nel lavoro a mani nude ed ecco il motivo per cui assistiamo ad allenamenti estenuanti di Chi Sau, in cui nessuno dei praticanti pensa a questa strategia fondamentale di contrattacco simultaneo.

In tutti i lavori che eseguiamo, come gli attacchi di punta oppure gli affondi in Ma Bu, stiamo molto attenti alla ripartizione del peso sulle gambe e sulla gestione del baricentro, perché è qui che risiede la chiave per una corretta interpretazione e per un corretto utilizzo del palo. Non è un caso che sia l'Insegnante, no? Ecco, proprio dall'utilizzo di questo strumento possiamo migliorare le nostre capacità. Non parliamo, poi, di quanto sia allenante dal punto di vista fisico e relativamente al footwork!

Per percepire miglioramenti sulle proprie capacità bisogna assolutamente ripetere più e più volte ogni singola azione che possiamo produrre con il palo. Per farlo, ogni famiglia ha elaborato una forma, affinché tutti i principi fossero ricordati ed allenati. Nel lineage di Yip Man, con la mediazione di SiJo Leung Ting, abbiamo una forma brevissima, in cui riusciamo a contemplare tutti i movimenti, ma è un lavoro abbastanza scarno se paragonato ad altre forme.

Per esempio, in quello che viene chiamato Siu Lam Weng Chun ci sono più forme, ognuna delle quali sviluppa una data capacità del praticante. Dopo aver passato del tempo a rinforzare il proprio corpo con una forma specifica di potenziamento, si apprende la forma con il bastone, dedicata allo sviluppo delle proprie conoscenze e capacità nel combattimento a mani libere e con il bastone stesso. Mi pare importante notare che la maggior parte dei Maestri suggerisce di praticare questa forma con vari tipi di bastoni e pali, per saggiare le proprie capacità e per allenarsi in modo proficuo.

Solo in alcune famiglie è stato creato un oggetto assai affascinante quanto utile alla pratica, che possiamo definire come "pupazzo di legno per il palo". Si tratta di una struttura fissata a parete, nella quale vengono posizionati dei pali, contro i quali il praticante si allena, come si fossero gli attacchi di un avversario; si tratta del corrispontente pupazzo di legno che utilizziamo a mani nude...

Quando si lavora i coppia, invece, l’allenamento è così vario, che potremmo davvero costruirci un sistema sopra! Si possono allenare singoli attacchi e singole risposte; si può allenare il Chi Kwan, l'omologo del Chi Sau con il bastone in mano; possiamo allenare i passi, veloci ed esplosivi; possiamo allenare anche il combattimento libero, ma sempre facendo molta attenzione, perché con le armi in pugno non si scherza.

mercoledì 9 dicembre 2009

Siu Nim Tau - lineage GM Leung Ting XII


La nostra chiacchierata introduttiva sulla Siu Nim Tau del lineage Leung Ting sta per volgere al termine. Oggi parliamo velocemente della settima parte della 'Piccola Idea', in cui si vedono delle differenze anche molto marcate tra i vari lineage di Wing Chun, specialmente tra quelli non appartenenti alla discendenza del GGM Yip Man.

Il set che prendiamo in esame oggi inizia con il Bong Sau ('il braccio ad ala'), che è una delle tecniche più conosciute del Wing Chun, insieme ai pugni a catena. La nostra esecuzione, però, passa per un certosino lavoro di polso, che, attraverso una rotazione (tanto utile nel Poon Sau), permette di capire la dinamica precisa del 'braccio ad ala'.

Questo partire dal polso ci fa capire anche come le forze avversarie debbano essere deviate attraverso il Bong Sau e ci dà pure un'indicazione precisa sull'altezza e sull'angolazione precisa (da forma) che la tecnica deve assumere per poter funzionare. Questo movimento del braccio ci aiuta a dissipare un attacco medio basso dell'avversario, quando è indirizzato verso la linea verticale mediana del nostro corpo.

Mi pare importante sottolineare che nella nostra famiglia non viene fatto uso del Bong Sau oltre l'altezza della spalla, in quanto considerato errore. Non sono pochi gli Insegnanti che insegnano questa visione errata del 'braccio ad ala', attraverso il quale portano gli Allievi a pensare di difendersi sollevando il braccio oltre la spalla (distruggendo la cuffia della stessa...). Ci tengo a sottolinearlo, perché non sono pochi i praticanti di Wing Chun che conosco che si sono fatti male pensando di tenere una pressione avversaria con un Bong Sau alto. Oltre la linea orizzontale (quella che incrocia la verticale per dare origine al punto centrale del corpo, da cui parte la linea centrale), solo il Tan Sau, un pugno o un gomito possono dissipare l'attacco avversario, ma sicuramente non il Bong Sau.

Dopo aver terminato l'esecuzione del Bong Sau, attraverso l'impulso del polso si passa in un fulmineo Tan Sau, che segue il principio Got (da Luk Dim Boon Kwun), tagliando verso il basso l'eventuale e ora simulato attacco avversario. Immediatamente la mano si abbassa per andare in Ong Cheung, la palmata riversa, che viene spesso utilizzata per attaccare la parte medio bassa del corpo avversario, oppure il viso, quando riusciamo a togliere l'equilibrio all'aggressore ed a porlo alla giusta altezza per essere colpito.

Esteso tutto il braccio con le dita verso il basso, per allenare la flessibilità e l'allungamento tendineo-muscolare, si esegueno i soliti Huen Sau e Sau Kuen. La sequenza viene ripetuta nello stesso modo con il braccio destro.

sabato 12 settembre 2009

Luk Dim Poon Kwan

"La forma originaria del Luk Dim Poon Kwan è quella che discende dal GM Fung Siu Ching", dice Sergio Iadarola nella sua ultima newsletter. La ricerca di Iadarola l'ha portato a girare mezza Cina, permettendogli di trovare le radici di questo pugilato dell'eterna primavera che tanto ci piace.

Bene, la maggior parte delle famiglie di Wing Chun in Cina ha conservato un piccolo pezzo della forma originale Luk Dim Poon Kwan (il palo dai sei punti e mezzo). Una di queste è la versione del GM Yip Man, rivisitata e diffusa dal GM Leung Ting. Essa "contiene il 20% circa della conoscenza originale del Luk Dim Poon Kwan" del GM Fung Siu Ching, secondo quanto afferma Sergio.

Questo significa che la forma che si studia nel lineage di SiJo Leung Ting è sbagliata o, peggio, da buttare via? Assolutamente no! Bisogna però essere onesti e riconoscere la presenza di alcune lacune che questa linea di discendenza ha in seno.

La cosa altamente indecente è che ci siano ancora insegnanti che vendono a carissimo prezzo (migliaia di euro) questa forma più breve a onesti ed ingenui allievi, oltretutto dopo tantissimi anni di pratica. Lo trovo assolutamente deprecabile!


Io penso che bisognerebbe inserire un corso di Palo Lungo in parallelo, nelle palestre di Wing Chun, per dare modo agli Allievi di apprenderne i principi e gli esercizi di base, che costituiscono le fondamenta del nostro stile. Vivere 20 anni di Wing Chun senza aver mai preso in mano il Palo Lungo, oltre a non essere una buona idea, lo trovo proprio contro qualsiasi etica marziale, perché rischia di creare insegnanti privi della struttura e delle conoscenze di base, che fanno la differenza rispetto a qualsiasi altro praticante...