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giovedì 19 maggio 2011

[Video] Randy Williams a Bari

Gli amici della CRCA italiana hanno messo online i video che ritraggono il Maestro Randy Williams in azione, a Bari, durante un seminario. Li ringraziamo e ci godiamo le scene sottostanti.

Qui vediamo le spiegazioni di un modo per applicare /Pock Sau/, delle applicazioni di tecniche e principi presi da forme per contrastare un attacco (ad es. un calcio al viso), esercizio "Yut" Fook Yee ed esercizio Kuen Siu Kuen


Qui il Maestro Williams spiega il ciclo di Lop Sau con aggiunta di calci e Stop Kick, le strutture utilizzate e l'allenamento per i cambi, il "combat Lop Sau", il "conteggio piramidale" utilizzato nel metodo di allenamento ed un modo per allenarsi unendo Lop Sau e Look Sau


Il Maestro Williams mostra alcune sequenze della forma all'uomo di legno. Possiamo ascoltare le sue spiegazioni e le risposte ad alcune domande sulle applicazioni possibili per i movimenti utilizzati.

giovedì 5 maggio 2011

[Video] Randy Williams e le testate nel Wing Chun

Ho provato una certa soddisfazione nel vedere il Maestro Randy Williams nel filmato che vi invito a guardare con attenzione, perché finalmente si trova un SiFu (o Seef, come si chiama lui stesso) che mostra l'utilizzo delle testate dalla medio-corta distanza! Evviva, evviva, evviva, mi sento meno solo... 

Il filmato ritrae il Maestro Williams, fondatore del metodo CRCA, durante l'ultimo seminario tenuto in Italia, a Bari, nella Scuola del Maestro Paolo Girone. Il titolo del filmato è Gwoh Sau, che, come i più attenti lettori sanno, è il "combattimento libero partendo dal Chi Sau" (o "Chee Sau", come scrivono alla CRCA).

La cosa più bella che si vede, comunque, è un Maestro che si fa colpire, che invita lo studente a muoversi, a non rimanere lì impalato a prenderle. Davvero un bel modo di insegnare, al di là delle tecniche e delle differenze stilistiche. Un saluto a tutta la famiglia CRCA!


lunedì 18 aprile 2011

Gli 8 pugni del Wing Chun (Prima parte)

Ospito con vero piacere un ottimo articolo del Maestro Vito Armenise, della Scuola CRCA, concernente gli otto pugni del Wing Chun, secondo la visione del Maestro Randy Williams (e della stessa CRCA, quindi). Ringrazio di cuore Vito e spero che arrivi presto anche la seconda parte. Come scrivo sempre quando parlo dei lineage del Wing Chun, non fermatevi alla diversa romanizzazione dei termini, perché l'importante è conoscere gli ideogrammi, poi è chiaro che ognuno trascrive in maniera diversa la pronuncia. Solo Con il confronto si può pensare crescere!

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Nel Wing Chun i pugni vengono introdotti nella prima forma quando si esegue "Yut" Jee Choong Kuen, il pugno diretto verticale sulla linea centrale.


La prima forma (Siu Leem Tau) significa "piccola idea", perché tutti i principi del Wing Chun sono accennati in questa forma e quindi, studiandola, si ha una piccola idea dell'intero sistema.

In "Yut" Jee Choong Kuen (YJCK) la forma ci dice che gli attacchi nel Wing Chun sono tirati al centro e/o sulla linea centrale e che i pugni impattano con le 3 nocche inferiori.

Ma questa non è l'unica idea presente in questa tecnica. YJCK è un pugno "ideale" oltre ad una vera e propria tecnica. È una struttura applicabile ad altre tecniche per aumentare la gamma degli attacchi di pugno, come nei motti: "la teoria del combattimento del Wing Chun non ha limiti nelle applicazioni" e “bisogna comprendere la teoria che c’è dietro la pratica”.

Ci sono 8 tipologie diverse di pugno. Il numero 8 non è scelto a caso. Per i cinesi il numero 8 significa "successo" e per questo lo ritroviamo molto spesso anche nel Wing Chun.

Gli 8 tipi di pugno sono:
  1. Tai Kuen – pugno che si alza; 
  2. Fon Kuen – pugno frustato;

  3. Doy Gock Kuen – pugno diagonale;

  4. Chau Kuen – montante;

  5. Chop Kuen – pugno diretto basso;

  6. Chuo Kuen – pugno a martello;
     
  7. Gyeung Jee Kuen – pugno con tirato con le falangi;

  8. Foong Ngon Kuen – pugno ad occhio di fenice.

Vediamoli in dettaglio con le loro principali applicazioni…

Tai Kuen


Tai kuen è un pugno che viene eseguito dal basso verso l'alto. Nella prima forma, l'idea del tai kuen è presente nell'esecuzione di Ding Sau ed è invece presente in modo manifesto nella Chum Kiu. Più che il gomito, in questo pugno, è la spalla ad essere utilizzata. Il braccio si piega il meno possibile.

Una classica applicazione di Tai kuen è mostrata nelle figure seguenti: dopo aver fermato un pugno basso con un Gum Sau, si può colpire utilizzando il Tai Kuen, con lo stesso braccio e senza la necessità di ricaricarlo.











Fon Kuen

Fon Kuen è il pugno frustato. Ci sono 2 tipi di pugni frustati: quello interno (Loy Fon Kuen) e quello esterno (Ngoy Fon Kuen).

Nelle 4 figure che seguono è mostrato il Loy Fon Kuen.



Nelle prossime 4 il Ngoy Fon Kuen.


L’idea del Fon Kuen è mostrata nella prima forma quando si esegue il Kwun Sau all’inizio della forma: il movimento di Kwun Sau unito all’idea di “Yut” Jee Choong Kuen produce un nuovo pugno, il Loy Fon Kuen. In modo manifesto troviamo il Loy Fon Kuen nella Chum Kiu.

Una delle caratteristiche del pugno frustato è quella di colpire quando la linea centrale è occupata, aggirandola con un movimento circolare e utilizzando un particolare tipo di energia che si chiama Bau Ja Gingenergia che esplode o energia frustata -.

Nelle 4 figure che seguono si mostra un’applicazione di Loy Fon Kuen in attacco e senza trapping sul braccio avversario.

 




















 Nelle figure che seguono si mostra Loy Fon Kuen in difesa e con trapping del braccio avversario.



Un’applicazione di Ngoy Fon Kuen è mostrata nelle figure seguenti, in cui un pugno diretto, fermato in Jom Sau, può trasformarsi in Ngoy Fon Kuen per aggirare la tecnica di difesa (che occupa la linea centrale) e colpire da un altro angolo.



Doy Gock Kuen

Doy Gock Kuen è il pugno diagonale. Come il Fon Kuen, ci sono 2 tipi di Doy Gock Kuen: uno interno (Loy Doy Gock Kuen) e uno esterno (Ngoy Doy Gock Kuen). Le idee del Doy Gock Kuen sono presenti nella prima forma, unendo “Yut” Jee Choong Kuen ad altre tecniche. Loy Doy Gock Kuen, ad esempio, nasce dall’unione con il Pock Sau ed è presente in modo manifesto nella forma all’uomo di legno e nella Biu Jee.


Ngoy Doy Gock Kuen, invece, nasce dall’idea di unione del pugno con il Biu Sau. In modo manifesto è visibile nella Chum Kiu.











Le applicazioni di Loy Doy Dock Kuen sono diverse, ma le più utilizzate riguardano il colpire passando al di sopra di un ostacolo o per colpire al centro stando in una posizione laterale, come evidenziato nelle 2 figure seguenti.
 












Ngoy Doy Gock Kuen, invece, viene maggiormente usato nelle strategie di Kuen Siu Kuen (pugno contro pugno) e di Yut Fook Yee (una mano ne controlla due), in cui il nostro attacco contiene al suo interno una difesa, come nel motto: “la mano di attacco può essere utilizzata anche per la difesa”.

Nelle 2 figure seguenti, si mostra un’applicazione di Ngoy Doy Gock Kuen: partendo dal fook sau, il secondo pugno dell’avversario viene intercettato e deviato da Ngoy Doy Gock Kuen, che va a bersaglio.











Vito Armenise

Continua…

lunedì 17 gennaio 2011

I motti sulla mente del Wing Chun

Ringrazio il buon Vito Armenise, che ha accettato il mio invito a pubblicare un breve articolo sui motti che riguardano la mente, durante la pratica del Wing Chun. Come sapete, lui appartiene al lineage CRCA di SiFu Randy Williams, ma, come vedrete, vi ritroverete nella maggior parte dei concetti espressi, al di là della provenienza. Buona lettura e ancora grazie a Vito, che rimane uno dei pochi praticanti appassionati di Wing Chun con la voglia di condividere le sue conoscenze!

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E' noto a tutti che nel Wing Chun ci sono i motti. Questi motti fanno riferimento a come assumere correttamente le posizioni, come eseguire le tecniche, come gestire la forza, come applicare strategie e così via. Alcuni motti riguardano la mente. Servono a dare indicazioni al praticante del Wing Chun sul ruolo che ha la mente nel combattimento e come deve essere gestita. Vediamone alcuni.


Boh Lay Tau, Meen Fa Toh, Teet Kiu Sau

Testa di cristallo, corpo di cotone, mano di ferro.

Cominciamo da questo motto molto famoso e prendiamo in considerazione solo la prima parte: "boh lai tau", la testa di cristallo. La spiegazione più diffusa è quella che si vuole far intendere la testa fragile come un cristallo e quindi va protetta il più possibile. Un'altra interpretazione di questo motto, però, fa maggior riferimento alla trasparenza del cristallo. La trasparenza del cristallo, riferito alla testa, fa intendere che la mente del praticante deve essere "vuota" nel senso buddista del termine (ricordiamo infatti che il buddismo è una delle filosofie che influenzano il Wing Chun). La mente deve essere libera da condizionamenti, specialmente quelli negativi.


Doang Joong Kau Sum Jing Soang Gay Shue Sum Ching

Impara a rimaner calmo nel centro dell'azione. Rilassa i muscoli e rilassa la mente.

Ecco un motto che mette in relazione la mente ed il corpo. La prima parte ci esorta alla calma, anche nel pieno del combattimento. Sembra facile, ma chi c'è passato, sa che proprio facile non è. Nel centro dell'azione si accavallano varie emozioni e vari pensieri. La rabbia o la paura potrebbero prendere il sopravvento e questo non favorisce il combattimento.

La seconda parte del motto dice che la mente deve essere rilassata e così anche i muscoli. Nel Wing Chun c'è una cosa su cui tutti i lineage sono d'accordo: non bisogna irrigidire i muscoli.

Quello che dice questo motto è che per mantenere i muscoli rilassati, anche la mente deve essere rilassata. E la mente deve essere rilassata anche nel pieno del combattimento. Per mantenere la calma e il rilassamento, è però utile far riferimento al motto precedente e svuotare la mente.



Ling Gay Hau Been See Pui Boon Goang

L'essere attento e adattabile alla situazione permette il massimo risultato con il minimo sforzo.

Randy Williams dice sempre che il Wing Chun è come il bravo commerciante che riesce sempre ad avere il massimo risultato con il minimo sforzo, facendo riferimento proprio a questo motto.

Uno dei modi per raggiungere questo obiettivo è essere adattabile alla situazione che si presenta e al suo evolversi. Come fare ad essere adattabile alla situazione? Bisogna sempre essere attenti!

Per essere sempre attenti ci si rifà sempre ai motti precedenti: serve mantenere la calma. Per mantenere la calma serve rilassare e svuotare la mente



Soon Sum Kui Bay Hay Ding Sun Hoang

Sii fiducioso e rimani freddo per dominare la situazione.

Ecco un motto che introduce un nuovo elemento: la fiducia. E' assolutamente necessario avere fiducia nei propri mezzi. Questa fiducia, unita alla capacità di rimanersi sempre freddi e attenti (nei modi spiegati nei motti precedenti) aiutano il praticante di Wing Chun a dominare il combattimento.



Moh Tom Da Moh Wai Da Pa Da Joong Bay Da

Non essere impaziente di colpire. Non aver paura di colpire.

L'aver paura di essere colpito, ti porterà ad essere colpito.

La fiducia e la freddezza mentale sono la base di questo motto. Chi è freddo, attento e fiducioso, non è impaziente di colpire e aspetta il momento giusto. L'altra cosa da evitare è la paura di essere colpiti. La paura prenderebbe il sopravvento, minando la fiducia in se stessi e alla fine si realizzerebbe proprio ciò di cui si ha paura: si verrebbe colpiti!

Per non essere preda della paura, bisogna coltivare la fiducia in se stessi, bisogna mantenere sempre l'attenzione al momento e essere adattabili. Per far tutto questo bisogna prima di tutto essere in grado di rilassare la mente e liberata da tutti i pensieri che possono nuocerci.

E si ritorna al primo dei motti...

Vito Armenise

venerdì 19 novembre 2010

L'anello di rattan della famiglia CRCA

A seguito dell'articolo introduttivo di SiFu Mavilio, ho chiesto all'amico Vito Armenise di scrivere un pezzo sull'attrezzo di allenamento Jook Wan, sapendo che apparteneva da parecchio alla sua famiglia, la Close Range Combat Academy. Di seguito, trovate la spiegazione tecnica dell'ottimo Vito, corredata da foto molto esplicative. Avvertenza: alcuni nomi tecnici sono scritti in maniera diversa da quanto precedentemente riportato da questo blog. Gli ideogrammi sono gli stessi, cambia solo il modo di scriverli nel modo più opportuno, secondo il proprio Maestro. Buona lettura e grazie ancora a Vito!

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L’anello di rattan (Jook Wan) è uno strumento molto apprezzato e utilizzato nel CRCA Wing Chun.
Le sue dimensioni tipiche variano da 25cm a 28 cm di diametro interno e da 30cm a 33cm di diametro esterno e devono essere adatte al braccio del praticante che dovrà usarlo.

I benefici risultanti dall’uso dell’anello riguardano 3 aspetti distinti:
1. La “struttura” del praticante;
2. La coordinazione delle braccia;
3. Lo sviluppo e l’allenamento di “energie” tipiche del Wing Chun.

 La “struttura” del praticante

Nel Wing Chun le braccia hanno un proprio ruolo e una propria posizione in base alla tecnica o alla struttura che si sta utilizzando.
Capita spesso che quando si mostra ad un principiante la posizione delle braccia per allenare alcune tecniche a vuoto, questo non riesca a mantenere il corretto allineamento strutturale. Le braccia sono troppo in alto, troppo in basso, troppo strette, troppo larghe.

Facendo imbracciare il Jook Wan, le braccia sono "costrette" a mantenere il corretto allineamento strutturale. Ad esempio, se i gomiti sono troppo stretti o le mani troppo vicine, il Jook Wan cade. Facciamo qualche esempio.

Nelle 2 foto che seguono si mostra il Jook Wan nella struttura Man Sau e Wu Sau, aiutando il praticante a posizionare le mani alla giusta distanza e i gomiti al giusto angolo.













 Nelle foto che seguono si prendono in considerazione diverse tecniche: il Boang Sau, il Loy Kwun Sau, il Gahng Jom Sau e il Syeung Kuen.










 











 La coordinazione delle braccia

Una delle caratteristiche del Wing Chun è l’utilizzo contemporaneo delle braccia.
Le braccia però non si muovono insieme, in modo coordinato, solo quando si applicano le tecniche “doppie”. Anche le tecniche singole in qualche modo richiedono l’utilizzo contemporaneo delle braccia.
Un principiante tenderà, ad esempio, a muovere il braccio avanzato lasciando immobile quello di guardia. In questo modo però, si viene a creare una distanza troppo grande tra le due braccia, rendendo problematica una eventuale difesa.
L’uso del Jook Wan forza le braccia ad avanzare ed indietreggiare contemporaneamente, abituando il praticante a far avanzare la mano di guardia ogni volta che la mano avanzata “perde” la sua posizione.

Le 2 foto seguenti mostrano un esempio: il Wu Sau che segue il Man Sau quando quest’ultimo cambia posizione.













Sempre per i principianti, una cosa di difficile assimilazione è che le braccia, muovendosi insieme, devono portarsi dietro una struttura corretta.
Nella foto che seguono si mostra la sequenza da Syeung Chahng Dai Jyeung a Syeung Chahng Jyeung.


  








Lo sviluppo e l’allenamento di “energie” tipiche del Wing Chun

Un motto del Wing Chun recita: “Yuen Jick Syeung Choy”, che più o meno significa che in ogni movimento c'è una componente rettilinea ed una circolare.

Alcuni sono convinti che il Wing Chun usi esclusivamente movimenti rettilinei. Questo non è del tutto vero. La componente circolare c'è quasi sempre.

Una delle “energie” sviluppate nel Wing Chun è "Gan Jeep Ging" - Energia che connette. Connette cosa? Una tecnica alla successiva.

E' noto a tutti che una prerogativa del praticante del Wing Chun è quella di riuscire a passare da una tecnica ad un'altra in modo fluido, armonico e nel minor tempo possibile.
Beh, per poter concatenare 2 movimenti, specialmente se rettilinei, è utile aggiungere una componente circolare.

Immaginiamo di dover tirare 2 pugni diretti con lo stesso braccio. Se si utilizzasse esclusivamente il movimento rettilineo si dovrebbe arrivare ogni volta a fine corsa, fermare il braccio e riaccelerare da fermo.
Se invece si utilizza un movimento circolare per concatenare il primo pugno al secondo, non si ha bisogno di fermarsi, la concatenazione è più fluida e si può usare il movimento circolare come base di accelerazione a cui agganciare l'accelerazione del secondo pugno.

Il movimento circolare è talmente importante che è studiata come “energia”. Si chiama “Juen Ging” – Energia circolare, appunto. A volte è usata da sola, altre volte in combinazione con altre “energie, come ad esempio quando una componente circolare viene aggiunta ad un movimento rettilineo per potenziarlo.
Un esempio di Juen Ging, con il Jook Wan, è stato già mostrato nelle forto precedenti e riguarda la sequenza Syeung Chahng Dai JyeungSyeung Chanh Jyeung.

Conclusioni 

Come si è visto, svariati sono gli utilizzi del Jook Wan. Di certo non è uno degli strumenti indispensabili per l’apprendimento del Wing Chun, ma se ben usato porta grandi miglioramenti alla struttura, alla coordinazione e all’uso dell’energia “circolare” in breve tempo.